Posts by tag: scuole

Cronaca 13 Aprile 2019

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese

E’ Anna Lettieri la vincitrice della ventitreesima edizione del concorso «Silvia Lucchese», iniziativa nata per onorare la memoria di Silvia Lucchese, stimata collaboratrice del settimanale «sabato sera» scomparsa il 4 aprile 1996: si tratta di un concorso riservato agli alunni e alle alunne delle classi terze della scuola secondaria di primo grado statale «Fratelli Pizzigotti» di Castel San Pietro Terme, scuola che partecipa quindi all’organizzazione dell’iniziativa insieme al Comune e al nostro settimanale.

Per concorrere, gli studenti devono presentare un elaborato consistente in un’intervista. Quest’anno, gli intervistati sono stati gli alunni stessi, che hanno risposto a una serie di domande sulla loro vita, «giocando» in una doppia veste: quella dell’intervistatore, che introduce brevemente la situazione, e quella dell’intervistato. Il tema scelto dagli organizzatori era Il luogo in cui vivo, con particolare attenzione al punto di vista degli adolescenti. Anna, che studia nella 3ªG, ha convinto con il suo lavoro (sincero, interessante e ben costruito) una giuria formata da Elena Urso, insegnante della scuola «Pizzigotti», Francesca Farolfi, assessore alla Scuola del Comune di Castel San Pietro, Stefania Freddi, redat-tore di sabato sera, Angela Marcheselli, giornalista, e Corrado Peli, scrittore. La ragazza si è aggiudicata un assegno del valore di 650 euro. Tra tutti gli elaborati giunti al concorso ne sono poi stati segnalati altri tre ritenuti particolarmente meritevoli: quello di Cecilia Menetti, della 3ªA, di Carolina Graziani, della 3ªC, e di Vittoria Gani della 3ªD. (r.cr.)

Nella foto il momento finale della premiazione del concorso

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese
Cronaca 2 Aprile 2019

Smog, a Ozzano chiuso al traffico il tratto di viale 2 Giugno davanti alle scuole Clari e Panzacchi

Dall’inizio di febbraio è chiuso dalle ore 8.10 alle 8.30 il tratto di viale 2 Giugno davanti alle scuole Ciari e Panzacchi, la primaria e la secondaria di primo grado. Il provvedimento verrà sospeso a giugno, alla fine dell’anno scolastico. Si è concretizzato così quanto annunciato dal Comune a fine anno su «sabato sera», dopo la presentazione ai cittadini dei risultati dell’indagine chiesta ad Arpae sulla qualità dell’aria.

Sul fronte degli inquinanti (ossido di azoto, particolato Pm10, benzene, monossido di carbonio e benzopirene) era emerso che uno dei punti dolenti era proprio davanti alle scuole Ciari e Panzacchi. «L’orario più critico è al mattino, quando l’ingresso degli studenti è concentrato in venti minuti, mentre all’uscita si nota un minor picco di caos», motiva il sindaco Luca Lelli, che è comunque intenzionato ad intervenire in futuro anche nell’altra fascia oraria. Nel frattempo «abbiamo mobilitato i volontari e la polizia municipale per i controlli. Abbiamo notato che i cittadini tendono a fermarsi subito prima oppure immediatamente dopo l’area soggetta a divieto quindi l’obiettivo è soprattutto informare dei percorsi alternativi e dei parcheggi presenti nei pressi delle scuole, a pochi minuti a piedi dagli edifici» aggiunge Lelli.

A questo si accompagnano altre iniziative per cercare, in generale, di diminuire traffico e relativo smog ed incentivare l’utilizzo di altri mezzi più «ecologici» per raggiungere le scuole, a partire dal pedibus introdotto nel 2014 con 3 linee per tre giorni a settimana, che ad oggi conta 4 linee per cinque giorni a settimana. «Diversi ozzanesi mi hanno chiesto perché “vogliamo metterli in difficoltà” con queste limitazioni, ma ritengo si tratti di un disagio risolvibile, ad esempio proprio con il pedibus. Alcuni genitori lasciando i figli alla fermata del pedibus anziché davanti a scuola hanno guadagnato diversi minuti della loro mattinata» spiega Lelli.

In occasione della tradizionale «Settimana» ecologica, organizzata dal Comune dall’8 al 13 aprile, verrà proposta, per il secondo anno consecutivo, la chiusura di un tratto ancora più ampio in viale 2 Giugno, circa 300 metri, una misura eccezionale volta sempre ad aumentare la sensibilità sul tema dell’inquinamento atmosferico. Il tentativo è modificare certe «abitudini sbagliate – motiva il sindaco -, gli ozzanesi, e anch’io lo faccio, tendono a spostarsi in macchina anche per brevi tratti, quando pedalando impiegherebbero magari meno tempo». Per incentivare una mobilità diversa il Comune «ha investito molto sulle piste ciclabili». Inoltre ha introdotto gli incentivi per l’acquisto di bici, scooter e auto elettriche e ibride. Dei contributi per le bici ne sono già stati consegnati 46 da 200 euro l’uno, mentre quelli da 400/500 euro per le auto ibride ed elettriche si possono sommare a quelli analoghi regionali, rottamando, tra l’altro, quelle auto che a causa delle limitazioni antismog non possono più circolare. (se.zu.)

Smog, a Ozzano chiuso al traffico il tratto di viale 2 Giugno davanti alle scuole Clari e Panzacchi
Cronaca 3 Marzo 2019

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario

Ci sono storie di fantasia e storie di realtà. Questa è una storia di realtà. Una storia vera, di quelle che fanno emozionare e palpitare il cuore. Siamo nel febbraio del 1929 quando a Castel Guelfo arriva il Circo Arata. Il convoglio, formato da una decina di carri giunge quasi all’improvviso alle porte del paese e sorprende le persone ed i bambini che stanno giocando, lasciando per un attimo l’intera comunità senza fiato: «Il circo, arriva il circo!».

Si tratta di un piccolo circo a conduzione famigliare formato da Amedeo Arata, capofamiglia, uomo forte che rompe le catene con la forza del torace, la moglie Claudia Rizzoli, giovane maestra elementare di Bologna, e i loro cinque figli: Alfredo, Elena, Fanny e Violetta, equilibriste sul filo, e Guido, acrobata cavallerizzo. Questo è l’inizio della storia che diversi anni fa Leonida Stignani, un guelfese nato nel 1921, mi ha regalato. Dopo oltre ottant’anni ricordava con precisione la cronaca dell’accaduto, i personaggi e i dettagli dello spettacolo come l’avesse visto la sera prima.

Una storia che ha diversi protagonisti: il paese di Castel Guelfo, il Circo Arata, i bambini e la neve, tanta neve. Infatti, il 1929 viene ricordato come l’anno del nevone, una tormenta che investì per una settimana consecutiva l’Emilia Romagna, gran parte della Toscana, l’Umbria e le Marche, portando accumuli di neve di circa 2 metri. Arriva la sera dello spettacolo e la famiglia fa lo «sfondone», quello che in gergo circense vuol dire il tutto esaurito. Terminato lo spettacolo iniziano a cadere piccole farfalline di neve che nel giro di poco tempo si trasformano in fiocchi grossi come fiori di gelsomino. La neve seppellisce tutto il paese, blocca la vita della comunità, mette in ginocchio la popolazione. Anche il Circo Arata rimane paralizzato dalla neve e dal freddo, senza cibo, senza legna per riscaldarsi, senza coperte e fieno per i cavalli: il tendone ricurvo sotto il peso della tormenta. E qui scatta la magia. I guelfesi aiutano questa piccola comunità con ogni mezzo e grande generosità, portando loro cibo e coperte, vicinanza, aiuto e amicizia. Famiglie che avevano poco e niente aiutano altre che in quel momento hanno ancora meno. (ru.mo.) 

Maggiori dettagli si trovano su «sabato sera» del 28 febbraio

L’arrivo del Circo Arata e la contemporanea grande nevicata del febbraio 1929 sono stati gli avvenimenti che hanno ispirato Ruggero Morini, Arianna Di Pietro ed Emanuela Petralli, autori locali, nello scrivere “La storia più bella”, uno dei primi libri di Bacchilega junior, illustrato da Srimalie Bassani, che, tra l’altro, ha ottenuto il riconoscimento del Marchio Microeditoria di Qualità 2015. Ruggero Morini è nato e vive a Castel Guelfo, dove lavora come insegnante di scuola primaria ed è presidente del circolo Arci locale. Arianna Di Pietro è attrice e narratrice della compagnia teatrale Officine Duende, lavora da diversi anni nella produzione di spettacoli caratterizzati dall’unione di teatro di figura e di teatro fisico, il suo interesse verso la scrittura per l’infanzia deriva dalla passione per le fiabe dei Fratelli Grimm. Emanuela Petralli è socia fondatrice della compagnia teatrale Officine Duende, attrice e regista della stessa con all’attivo diverse produzioni di teatro di strada e di teatro di figura. Non è guelfese l’illustratrice, Srimalie Bassani, che fin da giovanissima si è dedicata al disegno e alla pittura, laureandosi in Decorazione pittorica all’Accademia di Belle Arti di Verona e perfezionandosi nel campo dell’illustrazione presso la scuola internazionale di Sàrmede. Nel 2015 ha vinto il primo premio Lucca Junior per l’illustrazione.

Nell”occasione del novantesimo anniversario, il libro “La storia più bella” sarà offerto ai lettori di “sabato sera” al prezzo di 8 euro anziché 12 euro fino al 12 aprile presso la redazione, in viale Zappi 56 C a Imola,dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, chiuso giovedì pomeriggio.

Infine, nel novantesimo anniversario di quei fatti Ruggero Morini continua a raccontare questa storia ai ragazzi della scuola primaria. Sabato 30 marzo, presso la sede della biblioteca, in via 2 Giugno, si terrà una lettura animata della storia stessa, a cura dell’autore e delle bibliotecarie Sonia ed Elisa. Un secondo appuntamento è in programma per venerdì 12 aprile, quando l’illustratrice, Srimalie Bassani, nella mattinata terrà il laboratorio dal titolo «La magia del circo», durante il quale i ragazzi delle terze classi della scuola primaria si cimenteranno nel realizzare i personaggi che animano la pista di un circo in miniatura. (r.cr.)

Nella foto la quarta elementare di Castel Guelfo del 1929: una bambina, Maria Mirandola, è ancora vivente

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario
Cronaca 15 Gennaio 2019

Elezioni in rosa per i ragazzi e le ragazze di Castel San Pietro Terme: Michelle Lamieri sindaca, Nina Sebagabo vice

Si chiama Michelle Lamieri e frequenta la 2a B della scuola secondaria di primo grado paritaria Malpighi-Visitandine. E” la nuova sindaca dei ragazzi e delle ragazze di Castel San Pietro Terme, eletta sabato 12 gennaio dai 34 consiglieri che fanno parte del 10° Consiglio comunale dei Ragazzi. Michelle, che ai voti ha avuto la meglio su Nina Sebagabo, alunna della  della scuola primaria Luciana Sassatelli, che sarà vicesindaca, resterà in carica, così come il Consiglio, fino alla fine dell”anno scolastico 2019-2020. 

All”elezione era presente, insieme al sindaco Fauto Tinti, la vicesindaca di Castello Francesca Farolfi, che ha commentato: «Nel Consiglio comunale dei Ragazzi le ragazze e ragazzi possono sviluppare idee e proposte per migliorare la nostra città, esprimere le loro opinioni, confrontarsi e discutere liberamente nel rispetto delle regole. E’ un progetto che promuove la responsabilità e la partecipazione dei nostri più giovani cittadini e cittadine nel divulgare i valori espressi nella nostra Costituzione. Come Amministrazione comunale riaffermiamo l’impegno a declinare questi valori in azioni ed opportunità e quindi a guardare, riflettere ed organizzare la nostra città ascoltando le esigenze anche dei più piccoli. Fondamentali sono l’ascolto e il dialogo, in modo che ci sia circolarità nella comunicazione e un ritorno sulle idee proposte dai ragazzi, per favorire la realizzazione dei loro progetti».

Il Consiglio è formato da 34 membri, 22 maschi e 12 femmine, eletti in rappresentanza di tutte le classi quarte e quinte delle scuole primarie Sassatelli, Albertazzi, Serotti, Don Milani e Don Luciano Sarti e delle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado Pizzigotti e Visitandine-Malpighi. Questi i nomi: Arianna Oliani, Tourabi Douaa, Manuel Tufo, Nina Sebagabo, Sebastiano Cupo, Michelle Lamieri, Alescia Calderon, Luca Ciani, Simone Zotta, Diego Ziromi, Francesca Giordani, Aleandro Ucci, Rebecca Musto, Anna Lanconelli, Gabriele Abuuk, Luca Benini, Martin Pietro Busso, Alessandro Bonanno, Miriam Spadaccini Maria, Federico Marabini, Davide Morivigni, Nicolò Innesto, Saad Boumlikoala, Davide Sassatelli, Benedetta Ventura, Chrisham Parenti, Damiano Pilani, Flavio Strollo, Chen Zoupei, Francesco Riccio, Ginevra Tizzani, Samuele Zacchiroli, Rita Fini, Luca Fonsati.  

Per essere eletti i giovani candidati hanno presentato un “programma” con i temi che stavano loro a cuore. Tra questi possiamo citare: la raccolta differenziata, la tutela dell’ambiente in generale (dal bike sharing all’uso della bioplastica nelle scuole), le piste ciclabili, l”idea di un”aula scolastica nel verde per fare lezioni nella natura, la maratonina con pulizia dei parchi, la pagina web del Ccr, la raccolta fondi attraverso le maratonine e i mercatini di natale con vendita di giocattoli e libri con ricavato da devolvere alle associazioni del territorio e per l’acquisto di reti per i canestri nei parchi. Alcune cose, poi, i ragazzi intendono realizzarle in prima persona, come la ritinteggiatura con murales delle porte e dei bagni delle scuole Pizzigotti per coprire le scritte.

Il Consiglio comunale dei Ragazzi si presenterà alla città in un incontro che si svolgerà prima della prossima seduta del Consiglio comunale di fine gennaio e al quale parteciperà il sindaco Tinti con altri rappresentanti della Giunta, le classi e le famiglie coinvolte. Di seguito ci saranno incontri programmati il sabato mattina, ogni 30-40 giorni.  Come accade alle assemblee elettive dei grandi, anche i ragazzi si divideranno in Commissioni: “Ambiente, sicurezza”, “Vivere insieme agli altri, tempo libero, sport”, “Scuola, cultura-culture-spettacolo, informazioni-comunicazioni”. Ciascuna di queste tre commissioni lavorerà per competenza su progetti da realizzare entro il prossimo anno scolastico. (r.cro)

Nella foto le nuove elette con il sindaco Tinti e la vicesindaca Farolfi

Elezioni in rosa per i ragazzi e le ragazze di Castel San Pietro Terme: Michelle Lamieri sindaca, Nina Sebagabo vice
Cronaca 17 Dicembre 2018

A Ozzano Emilia si valutano le proposte per ridurre lo smog vicino alle scuole di viale 2 Giugno

La qualità dell’aria a Ozzano regge, ma non eccelle. Si potrebbero riassumere così i dati dell’indagine su ossido di azoto, particolato Pm10, benzene, monossido di carbonio e benzopirene, svolta tra marzo e aprile da Arpae, su richiesta del Comune, in tre diversi punti del capoluogo. I risultati sugli inquinanti presenti sono stati illustrati un paio di settimane fa ai cittadini da Andrea Mecati, dirigente responsabile monitoraggio e valutazione aria dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Per prima cosa va detto che, secondo le tre centraline mobili dislocate su viale 2 Giugno (davanti alle scuole), in via Aldo Moro e in via Emilia, nessun inquinante ha superato i valori limite di legge nel periodo in questione. Dati positivi, ma sotto le aspettative se consideriamo la forte somiglianza con l’andamento e i valori registrati a San Lazzaro sulle Pm10. Il «vicino» comune si trova alle porte di Bologna ed è un crocevia di notevole intensità, dove si trovano gli accessi alla tangenziale e all’autostrada Bologna-Ancona, mentre Ozzano è un comune considerato pedecollinare seppur attraversato dalla via Emilia.

«Occorre fare qualcosa per tutelare la salute soprattutto dei più piccoli – spiega l”assessore ai Lavori pubblici con delega all”Ambiente, Mariangela Corrado -. I dati che più ci interessano sono proprio quelli delle Pm10 e degli ossidi di azoto, dove abbiamo risultati simili a San Lazzaro sia in via Emilia che in viale 2 Giugno. Siamo al di sotto del limite di legge ma sono preoccupanti, qualcosa va fatto per migliorare la situazione». Da qui la decisione dell’Amministrazione di mettere sotto la lente viale 2 Giugno, dove insistono sia la scuola elementare che la media dell’Istituto comprensivo ozzanese. «L’obiettivo è predisporre delle misure per garantire una migliore accessibilità slow nel momento dell’entrata a scuola dei bambini e dei ragazzi».

Gli orari di inizio e fine delle lezioni, in effetti, sono risultati i momenti con i picchi più alti nelle rilevazioni degli inquinanti. Due le ipotesi in ballo: «La chiusura al mattino della corsia di viale 2 Giugno sulla quale affacciano le scuole nel momento dell’entrata dei bambini (al ritorno a casa ci sono orari diversi quindi come opzione è meno efficace) oppure – dettaglia Corrado – far rispettare in maniera restrittiva a tutti il Codice della strada, quindi niente doppie file, né fermate a motore acceso, arrivando fino alle sanzioni, e magari eliminando nel contempo i parcheggi nel tratto vicino alla scuola per far lasciare l’auto più lontano e accompagnare i bambini all’ingresso a piedi».(ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto la centralina Arpae di via De Amicis a Imola

A Ozzano Emilia si valutano le proposte per ridurre lo smog vicino alle scuole di viale 2 Giugno
Cronaca 20 Novembre 2018

Viene da Torino il progetto per la scuola Panzacchi di Ozzano. Costerà oltre 8 milioni di euro, lavori al via nel 2020

«Ambizioso», «faraonico», «colossale». Sono alcuni dei commenti uditi al termine della presentazione, sabato 10 novembre, del nuovo progetto della scuola media Panzacchi. L’edificio di viale 2 Giugno, costruito a metà degli anni ’60, verrà abbattuto e rifatto con aula magna e auditorium pensati sia per gli studenti, sia per la cittadinanza.

I lavori dovrebbero iniziare nell’estate del 2020. Per trovare i progettisti è stata scelta una strada innovativa: in collaborazione con l’Ordine degli architetti di Bologna a maggio è stato indetto un concorso strutturato su due fasi e anonimo, il che ha permesso alla giuria, appositamente istituita, di valutare il progetto e non il progettista: le buste contenenti i disegni non dovevano avere all’interno riferimenti ai nomi dei partecipanti. In palio tre premi in denaro per primo, secondo e terzo.

Ben 104 le proposte complessive pervenute, 10 gli studi tecnici bolognesi che hanno partecipato, 2 quelli esteri (uno di Londra e uno di Rotterdam), il resto un po’ da tutta Italia. A spuntarla sono stati Area Progetti e Archisbang, entrambi di Torino, specializzati nel recupero di edifici storici e biblioteche, i quali partecipavano al bando come raggruppamento temporaneo d’imprese.

A motivare la scelta la «fattibilità», i «costi» e la «qualità» del progetto, ai torinesi è andato il primo premio pari a 16 mila euro, mentre il secondo e il terzo classificato hanno ricevuto 5 mila euro ciascuno. Il costo dell’operazione si aggira intorno agli 8 milioni e 400 mila euro, a carico del Comune, che ha in previsione diverse forme di finanziamento. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto alcuni cittadini visionano i progetti

Viene da Torino il progetto per la scuola Panzacchi di Ozzano. Costerà oltre 8 milioni di euro, lavori al via nel 2020
Sport 11 Ottobre 2018

«Imolese Old School», un progetto per tutto l’anno tra divertimento e formazione nelle scuole elementari

Un progetto innovativo a cura dell’Imolese Calcio 1919, dedicato ai bambini delle elementari e già partito alle Cappuccini e alle Rubri nel quartiere Zolino, con gli istruttori Alessandro Sasdelli (responsabile del progetto) e Gianluca Montori. E’ stato chiamato «Imolese Old School» e comprende formazione e divertimento per tutto l’anno scolastico.

Lo spiega Alberto Cardi, responsabile dell’attività di base della società rossoblù: «L’idea è quella di inserire, nella scuola primaria dove non ci sono insegnanti di educazione fisica di ruolo, allenatori esperti dell’Imolese Calcio, laureati in scienze motorie, che si sono prestati in maniera volontaria per fare lezione ai bambini. Esiste un connubio tra programma sportivo e le lezioni. Faccio un esempio: se le maestre stanno insegnando matematica, nelle ore di educazione fisica verranno inseriti dei giochi che comprendono dei calcoli. Tutte le classi saranno inserite all’interno del progetto e incontreranno i nostri istruttori una volta a settimana, per tutto l’anno». 

r.s.

Nella foto: il progetto «Imolese Old School»

«Imolese Old School», un progetto per tutto l’anno tra divertimento e formazione nelle scuole elementari
Cronaca 8 Ottobre 2018

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie

Quest’anno, in occasione della Festa nazionale dei nonni, l’Auser raddoppia. Oltre al concorso di disegno «Cari nonni», giunto alla sua decima edizione e rivolto agli alunni delle scuole d’infanzia ed elementari, l’associazione di volontariato impegnata a incentivare i rapporti intergenerazionali propone un concorso, in questo caso letterario, riservato agli studenti delle scuole medie del circondario.

«Volevamo allargare la nostra platea – spiega la vicepresidente di Auser Imola, Maria Flaminia Codronchi Torelli – perché ci interessa che i ragazzi più grandi sappiano che esistiamo e per favorire il confronto e lo scambio fra generazioni. In passato abbiamo organizzato diverse iniziative nelle scuole, ma sempre elementari, oltre a incontri di approfondimento sul rapporto genitori-figli e sulla dislessia. Quest’anno abbiamo scelto di proporre un nuovo progetto, nell’intento di stimolare la lettura e la scrittura grazie anche a tre premi individuali, tre computer portatili, acquistati grazie al contributo della Fondazione cassa di risparmio di Imola. Se poi le risorse ce lo permetteranno, metteremo in palio anche buoni per l’acquisto di libri, da destinare agli elaborati ritenuti comunque meritevoli».

Nel dettaglio, il concorso invita gli studenti a declinare il tema «Mano nella mano. Cari nonni vi scrivo» attraverso testi in prosa o poesia. «Mi darò da fare – promette la vicepresidente – affinché vengano premiate la fantasia e la creatività, qualità che aiutano a crescere e a cogliere il lato nascosto delle cose».

Le opere in prosa non dovranno superare le 6 mila battute, mentre le poesie non dovranno superare i 33 versi, «anche se non saremo proprio così fiscali» sottolinea la Codronchi. Il termine per la consegna degli elaborati alla sede di Auser Imola (in via Amendola) è il 17 novembre.

Per il concorso riservato alle scuole dell”infanzia e alle primarie, il tema scelto per il 2018 è «Fiori per voi Cari nonni». Entro il 10 novembre ogni classe partecipante dovrà consegnare a una delle sedi Auser di Imola o Castel San Pietro un colorato manifesto a tema, delle dimensioni di 70 per 100 centimetri. Per ogni categoria (scuole d’infanzia e scuole primarie) verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio in buoni per l’acquisto di materiale didattico. (lo.mi.)

Per informazioni: www.auserimola.it.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto la premiazione dell”anno scorso

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie
Cronaca 4 Ottobre 2018

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero

Da una parte slittano gli interventi sulle scuole e sul palazzo comunale, dall’altra aumentano quelli sulla manutenzione straordinaria delle strade e sul cimitero del Piratello, mentre restano invariate le cifre previste per le opere di adduzione alla quarta corsia dell’autostrada, almeno in attesa di sapere con certezza se e come verranno rivisti gli interventi previsti, a partire dal completamento della bretella. Quello approvato giovedì 27 settembre dal Consiglio comunale, con i soli voti favorevoli del M5s (contrari Pd, Carmen Cappello di Imola guarda avanti, Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola e Lega), è un piano triennale delle opere 2019/2021 che, escludendo alcuni corposi interventi finanziati con risorse esterne, non sembra lasciare molti margini di manovra.

Rispetto al piano approvato in luglio, infatti, la spesa prevista per il 2019 scende da 4,6 milioni a 3,4 milioni di euro, mentre cresce leggermente (da 24 a 24,5 milioni) quella del 2020. Per l’ultima annualità, il 2021, si ipotizzano investimenti per appena 3 milioni di euro. «E’ un piano che si basa sulle previsioni delle possibilità di bilancio, vogliamo essere il più credibili possibili sulle coperture» ha motivato l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio.

Tra le principali variazioni, si nota l’assenza dei 900 mila euro previsti nel 2018 per adeguamenti normativi sulle scuole inseriti in luglio (ora compaiono nel 2020 e nel 2021 due generiche tranche da 500 mila euro), mentre sono slittati al 2021 i lavori sulle elementari Rodari (320 mila euro) e Sasso Morelli(100 mila euro), finanziati attraverso fondi statali dei mutui Bei.

D’altra parte, sono stati inseriti 200 mila euro già nel 2019 per manutenzioni straordinarie al cimitero del Piratello. Inoltre, è stata innalzata a 780 mila euro la cifra per le manutenzioni straordinarie sulle strade comunali (altri 480 mila euro sono stati inseriti nel 2021, mentre nel 2020 non ve n’è traccia).

«Sono investimenti all’insegna della decrescita e sono spariti del tutto riferimenti a nuove ciclabili e frazioni, mentre è stato ridotto all’osso il tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici» ha commentato il consigliere del Pd, Roberto Visani. Stessi toni da Carmen Cappello: «Quando non si fanno le opere, questo significa fermare le imprese, il lavoro e la città stessa». (gi.gi.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre.

Foto d”archivio del Consiglio comunale di Imola

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2018

Torna RestArt e per tre giorni l'arte urbana colora le scuole Paolini, Valeriani e Valsalva

Tre giorni di rigenerazione urbana. Torna con la sesta edizione il festival RestArt organizzato dall”associazione culturale imolese Noi Giovani, con il contributo del Comune di Imola e della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna e Avis come main sponsor. Da venerdì 14 a domenica 16 settembre oggetto del lavoro di street artist e teatro di una festa piena di musica e spettacolo sarà l”area di via Guicciardini a Imola: il liceo scientifico Rambaldi Valeriani, l”istituto tecnico Paolini, le scuole medie dell”Ic4 Valsalva e il parco interno.

«Abbiamo scelto di tornare nelle scuole (già lo scorso anno il festival interessò l”Itis e la scuola media Andrea Costa, Nda) perché sono il patrimonio culturale per eccellenza – spiega Vincenzo Rossi, presidente di Noi Giovani -. Vogliamo in questo modo dare un messaggio culturale e formativo: dire alle giovani generazioni che ciò che ci circonda è nostro e pertanto dobbiamo tutelarlo e migliorarlo».Alcuni muri delle scuole di via Guicciardini diventeranno «tele» per tre artisti internazionali, provenienti da Germania, Serbia e Olanda, mentre un’area interna al festival sarà dedicata alla pittura urbana grazie alla presenza di altri dodici artisti emergenti provenienti da Firenze, Reggio Emilia e Bologna. Inoltre, in collaborazione con i ragazzi, si provvederà anche ad un progetto di pulizia. Senso civico ed educazione sono parole chiave di RestArt: « Valorizzare un’area dedicata all’educazione non significa solo ripulire e abbellire le pareti degli edifici, ma anche sensibilizzare all’importanza di preservare il patrimonio scolastico, per il suo valore sociale e interesse pubblico e incoraggiare il senso civico della cittadinanza in genere e degli studenti – sottolinea il direttore artistico di RestArt, Cesare Bettini -. Agli artisti abbiamo chiesto di interpretare, secondo il proprio stile e creatività, l’identità del luogo scelto e di esprimere con l’arte ciò che per loro rappresentano scuola e il patrimonio culturale che essa genera».

Si tratta di tre europei. Zedz è già all”opera sulla superficie frontale del Paolini. Viene dai Paesi Bassi e la sua opera dal titolo Abstract Technical Environment è strettamente legata al mondo dei graffiti e al contesto in cui è calata. Il tedesco Mr. Woodland è stato scelto per dipingere una parete laterale del liceo scientifico Valeriani. La sua opera intitolata In a future we hope vuole trasmettere un messaggio dall’importante significato morale e culturale: indirizzare la percezione della scuola in quella di un’istituzione moderna, contemporanea, che sia reale espressione del sentimento degli studenti e dei forti valori morali di cui questa istituzione si fa portatrice, collegandolo al mondo naturale. Artez, street artist originario della Serbia, raffigurerà invece la lettura come il sogno di un viaggio attorno al mondo su uno dei muri della scuola media Valsalva, con la sua opera Floating on a dream.

Il parco tra lo scientifico e le Valsalva ospiterà anche la festa di musica e spettacoli per i tre giorni. Venerdì si comincia alle 19.45 con Vaglia & Tamp e si continua con The Floating ensemble, Savana Funk, Rumba de rodas e con dj Rosso da mezzanotte in poi. Sabato 15 settembre alle 18.30 ci sarà un dj set reggae e rap, alle 20.45 musica con Bardaka, poi Black Beat Movement, Gattamolesta e dj set commercial da mezzanotte e un quarto con Manuel. Domenica si comincia alle 15 con un Song writer afternoon a cura di Aster & The X band per proseguire alle 18 con la musica n pantofole e chiudere dalle 19.30 con un dj set a rotazione. Nel parco ci saranno anche spettacoli di danza, sport, mostre, laboratori per bambini (sabato e domenica pomeriggio), nonché cibo e bevande. (s.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» in uscita giovedì 13 settembre

Nella foto Zedz già all”opera sulla facciata del Paolini (Isolapress)

Torna RestArt e per tre giorni l'arte urbana colora le scuole Paolini, Valeriani e Valsalva

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