Posts by tag: sicurezza

Cronaca 8 Febbraio 2020

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese

Anche Mordano, come già altri comuni nel circondario, avrà i suoi photored (o rosso ti vede). Arrivato il nullaosta da parte della Città metropolitana, nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per installare le colonnine al semaforo tra le vie Lughese, Ponte e Cavallazzi. Il sistema si attiva soltanto quando il semaforo è rosso. La prima foto viene scattata quando il veicolo passa sui sensori nascosti nell’asfalto prima della linea di arresto, mentre la seconda quando attraversa il sensore dopo la stessa linea. «Saranno posizionati in tutti e quattro i lati dell’incrocio – dettaglia il sindaco, Nicola Tassinari -. Ci siamo impegnati nella realizzazione di piste ciclopedonali, portando persone in percorsi protetti a fianco alla strada, quindi è ancora più importante che gli auto- mobilisti rispettino il Codice della strada».

Sempre in questi giorni, sono partiti i lavori per la sostituzione dei due autovelox fissi sulla via Lughese, il primo nei pressi di via Montebottone, per chi arriva da Imola, e l’altro, per chi proviene da Massa Lombarda, tra via Lama e via Nuova, quindi entrambi sanzionano solo i veicoli in entrata a Mordano. Gli attuali box saranno sostituiti da apparecchi di ultima generazione (identici a quello vicino alla discoteca Cap Creus sulla Selice), issati su pali con le fotocamere poste a circa cin- que metri di altezza, quindi a prova di vandalo, che, grazie agli infrarossi, per- metteranno di sanzionare, 24 ore su 24 (attualmente, invece, scattano soltanto di giorno), gli automobilisti che non rispettano il limite di 70 chilometri orari presente in quei tratti. «Il Comune non lo fa per fare cassa – chiarisce il sindaco -. L’obiettivo non è fare multe, semmai non farne nessuna perché vorrebbe dire che gli automobilisti hanno rispettato le regole». (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 6 febbraio.

Nella foto: l’installazione del photored all’incrocio

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese
Cronaca 3 Febbraio 2020

Più morti sulle strade del territorio nei primi nove mesi del 2019. In aumento anche incidenti e feriti

Nei primi nove mesi del 2019 i morti sulle strade del territorio metropolitano sono aumentati. È quanto rileva il report sull”incidentalità pubblicato dall”Ufficio di Statistica della Città metropolitana di Bologna, insieme a un aumento del numero di incidenti e di feriti rispetto allo stesso periodo del 2018.

I morti sono infatti 56, 6 in più rispetto ai primi nove mesi del 2018, con un picco nel mese di marzo (10 decessi). I feriti sono stati 3.892, 132 in più rispetto ai 3.760 dei primi nove mesi del 2018. L’analisi della lesività degli incidenti rispetto al mezzo utilizzato mostra un aumento degli infortunati per motociclisti, automobilisti e ciclisti (aumentati rispettivamente di 77, 63 e 43 unità), mentre c”è stata una diminuzione per i pedoni (diminuiti di 7 unità per un totale di 354 feriti) e per le altre categorie di utenti.

Gli incidenti stradali sono stati 2.851, 102 in più rispetto ai primi nove mesi del 2018 in cui erano stati 2.749. I mesi di maggior incidentalità sono marzo e giugno, con 370 e 375 incidenti. Il venerdì è la giornata con il più rilevante numero di incidenti, pari a 468, mentre l’orario più critico è quello attorno alle 18, in particolare nei giorni lavorativi, quando è maggiore sia il numero degli incidenti sia dei morti. Nel fine settimana si registrano meno incidenti, ma sono più presenti quelli nelle ore notturne.

Rispetto alla distribuzione territoriale, in valore assoluto le variazioni più rilevanti si sono verificate a Zola Predosa (aumento di 32 sinistri e 53 feriti ma 1 morto in meno), Imola (aumento di 31 incidenti e 47 feriti ma 1 morto in meno), Argelato (aumento di 17 sinistri, 20 feriti e 3 morti), Calderara di Reno (aumento di 15 incidenti e 15 feriti) e San Pietro in Casale (aumento di 13 sinistri e 24 feriti).

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, un incidente a Imola del luglio del 2019

Più morti sulle strade del territorio nei primi nove mesi del 2019. In aumento anche incidenti e feriti
Cronaca 14 Novembre 2019

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale

Installare nuove telecamere, riqualificare via Mazzini e promuovere i gruppi d icontrollo di vicinato. Sono questi i tre assi sui quali si muove «CSPT- Citizens Security emPowermenT» (tradotto, potenziamento della sicurezza dei cittadini), il progetto di prevenzione integrata dell’Amministrazione castellana che ha appena ottenuto un cofinanziamento dalla Regione Emilia Romagna pari al 70%, risorse stanziate in attuazione della legge regionale numero 24 del 2003 sulla promozione di un sistema integrato di sicurezza delle città e del territorio regionale e per la prevenzione della criminalità. 

Una prima linea di intervento, come detto, riguarda l’installazione di nuove telecamere. Nello specifico, si tratta di cinque nuove postazioni leggi-targa (o targasystem), in grado quindi di leggere le targhe dei veicoli, segnalando in tempo reale alle forze dell’ordine la presenza di un veicolo senza assicurazione o non in regola con la revisione periodica, nonché, pur se ancora con qualche limitazione, i mezzi rubati. Queste nuove telecamere saranno installate all’incrocio tra via Emilia e via Riniera, tra gli Stradelli Guelfi e via San Giovanni, lungo la Sp 21 Val Sillaro all’altezza della frazione di Molino Nuovo, in via Liano nei pressi della località Picchio e in via Madonnina in corrispondenza della lottizzazione Borghetto. Tutte controlleranno i veicoli in entrata a Castel San Pietro.

A queste si aggiungeranno altre tre telecamere ambientali che verranno posizionate lungo via Mazzini e che terranno sotto controllo alcuni bar, la sala scommesse e l’area del centro sociale Scardovi e relativo giardino. La via Mazzini, poi, sarà interessata da un vero e proprio intervento di riqualificazione. Infine, il progetto prevede la promozione dei gruppi di vicinato, ossia cittadini che si scambiano informazioni tramite messaggi sul telefonino se qualcuno nota qualcosa di strano. Complessivamente, il progetto ha un costo di 96 mila euro, dei quali 66 mila derivanti da contributo regionale, che si aggiungono ai 35 mila (su 50 mila totali) già erogati da viale Aldo Moro nel 2017 per il progetto di rianimazione sociale ed educatori di strada. (gi.gi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto di gruppo scattata durante la conferenza stampa di presentazione del progetto da sinistra: il luogotenente Antonio Rossi, comandante della stazione Carabinieri di Castello; l”ispettore capo Leonardo Marocchi della polizia locale di Castel San Pietro; il vicesindaco Andrea Bondi, il sindaco Fausto Tinti; il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Giammaria Manghi; la consigliera regionale Francesca Marchetti; il responsabile dell”Area Sicurezza urbana e Legalità della Regione Gian Guido Nobili; l”aAssessore Giuliano Giordani.

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale
Cronaca 11 Novembre 2019

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende

Il miglioramento degli stili di vita può contribuire a contrastare l’insorgenza nella popolazione delle patologie croniche (tumori, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi articolari) e ad aumentare il benessere psico-fisico.
«Il luogo di lavoro – spiega Donatella Nini, direttore facente funzione del servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola – rappresenta una situazione favorevole per raggiungere, attraverso il medico competente, una parte rilevante della popolazione, al fine di migliorarne gli stili di vita, sia attraverso l’informazione sia con l’adozione di buone pratiche aziendali. L’adesione a percorsi di questo tipo avviene al momento su base volontaria».

Azioni di promozione della salute possono essere attuate con costi tutto sommato contenuti rispetto ai benefici che si possono ottenere.
«La pianificazione di un efficace piano di promozione della salute in azienda – spiega Monica Milani,della società Evimed – è un investimento che consente all’azienda di ottenere sempre un ritorno economico».

Se ne parlerà nel convegno Promozione della salute in azienda: progetti di benessere per i lavoratori, in programma domani, nella sala grande di palazzo Sersanti (ore 14.30), in piazza Matteotti 8.
Jgor Moretto, della società Evimed e specialista in Medicina del lavoro, spiegherà come ottimizzare la quotidianità per un futuro di qualità; Alberto Bonamigo, coordinatore progetti di medicina preventiva per la società Evimed, presenterà il progetto P4P, che porta la prevenzione nelle grandi aziende; Cristina Neretti, dell’Ausl Imola, spiegherà a sua volta il progetto di promozione della salute nei luoghi di lavoro della Regione Emilia Romagna, a cui aderiscono anche sei aziende del territorio, per un totale di circa 2 mila lavoratori raggiunti; infine, Vincenzo D’Elia, dell’Ausl di Bologna, porterà l’esperienza di promozione della salute all’interno dell’Ausl di Bologna.
Al termine, è previsto un «live show» con Paolo Vincenzi, della società Ths e specialista in Cardiologia, durante il quale sarà possibile provare le nuove strumentazioni che consentono di testare, anche in azienda, la mobilità cervicale, l’insufficienza venosa e la densitometria ossea. (r.cr.)

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende
Cronaca 11 Novembre 2019

Tavolo 81, da vent’anni dalla parte dei lavoratori

Compie vent’anni l’impegno dell’associazione Tavolo 81 nella diffusione della cultura della sicurezza.
Nato nel 1999 per sensibilizzare il mondo del lavoro, negli anni il Tavolo 81, che riunisce una ventina di soci (professionisti, imprese e associazioni di imprese), ha esteso le sue iniziative anche alle scuole e al pubblico, cercando di coinvolgere una platea più ampia possibile.
«Proprio in questo periodo – spiega il presidente, Stefano Bulgarelli – siamo impegnati nel supporto alle scuole superiori imolesi, attraverso la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, obbligatoria per gli studenti che vanno in stage presso le aziende del territorio.
Per quest’anno scolastico il Tavolo 81 ha dedicato la propria attività all’Istituto Alberghetti, pianificando oltre 10 corsi di formazione, che vedranno il coinvolgimento di circa 300 studenti».Il Tavolo 81 organizza anche laboratori all’interno delle scuole elementari per spiegare ai più piccoli il concetto di  rischio e di gestione del rischio.
Da tre anni a questa parte, poi, l’associazione aderisce al movimento «Italia loves sicurezza» ed è diventata punto di riferimento regionale per le tante iniziative che promuovono in modo originale la cultura della sicurezza. (lo. mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 7 novembre

Tavolo 81, da vent’anni dalla parte dei lavoratori
Cronaca 30 Ottobre 2019

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»

Nell”ambito delle statistiche relative alla sicurezza sul lavoro presentate dall”Ausl di Imola, un dato interessante è quello delle malattie professionali, che passano dalle 125 del 2017 alle 160 del 2018. Vengono considerate tali perché sono strettamente legate al lavoro svolto, ma possono esserci anche altre cause. «Aumentano anche perché c’è più attenzione a questo tema, sia da parte dei lavoratori, sia da parte dei medici, che le riconoscono più spesso come malattie professionali» legge così il dato Donatella Nini dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola.

Oltre la metà riguardano tendiniti, tunnel carpale ed ernia del disco. Dieci, invece, sono i casi di tumori, tanti quanti nel 2014, mentre nel 2017 erano 6. Quali i più diffusi? Il mesotelioma pleurico (3 casi) e al polmone (3). «Il primo è legato all’esposizione all’amianto, il secondo può dipendere anche dalla silice o dalle emissioni di motor diesel» spiega Nini. Da notare che un annetto fa l’Ausl ha avviato un ambulatorio per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto. (gi.gi.)

Nella foto: tra le malattie professionali più diffuse anche quelle che riguardano la schiena, in particolare l”ernia del disco

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»
Cronaca 30 Ottobre 2019

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni

Come ogni anno, l’azienda Usl di Imola ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese. La buona notizia, anche se in questi casi è sempre meglio dirlo piano, è che dal 2017, quindi negli ultimi tre anni, non si sono verificati incidenti mortali. La cattiva notizia, invece, è che nel 2018 si sono verificati 100 infortuni sul lavoro in più rispetto al 2017 (1.793 contro 1.693). «E’ vero che è aumentato il numero degli infortuni, ma parallelamente dal 2010 in poi è aumentato anche il numero dei lavoratori, quindi in realtà l’incidenza sta progressivamente calando» spiega la dottoressa Donatella Nini, direttore facente funzione dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola. In verità, manca ancora il dato sulla popolazione lavorativa del 2018 perché l’Inail deve ancora fornirlo, ma il trend, salvo sorprese, è questo.

Un altro elemento interessante è che, sul totale degli infortuni, ben1.196 (67%) sono legati al terziario, 184 in più rispetto al 2017. Tanto per fare qualche esempio, si tratta di un settore che include professioni molto diverse tra loro, dall’impiegato al docente, dall’assistente sociale al bancario, dal facchino al cameriere, passando per i servizi domestici, i netturbini e, ancora, per gli studenti che si fanno male a scuola durante le ore di educazione fisica (140 nel 2018). Ma come si spiega questo aumento e quali possono essere le cause? «E’ difficile dirlo con certezza – mette le mani avanti Nini -, ma si può ipotizzare che stiano crescendo le condizioni di lavoro che richiedono maggior velocità nell’eseguire i compiti richiesti, così come aumentano i carichi di lavoro e lo stress. D’altra parte, è anche vero che sta salendo il numero di persone impiegate del terziario». Da notare, uno su tutti, l’impennata degli infortuni nell’ambito dell’assistenza sociale (147 nel 2018 contro 87 nel 2017), che include il personale delle case di riposo, centri diurni e cooperative assistenziali. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Nella foto la dottoressa Donatella Nini

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni
Cronaca 8 Ottobre 2019

I consigli delle forze dell'ordine e di Hera per difendersi dalle truffe a domicilio dei falsi tecnici

Per mettere sull’avviso i cittadini, carabinieri e polizia hanno stilato dei vademecum con gli accorgimenti utili per cercare di scongiurare furti e truffe. Inoltre, ciclicamente, vengono organizzati incontri per parlare dell’argomento. Da ultimo, quello che si è svolto giovedì 19 settembre, presso la sala Bcc Città&Cultura di piazza Matteotti dal titolo «In difesa dei più fragili» su come combattere le truffe agli anziani, organizzato dal Comune di Imola in collaborazione con le forze dell’ordine. Cosa si può fare dunque?

Innanzitutto, suggeriscono carabinieri e polizia, «non fidarsi delle apparenze: il truffatore si presenta distinto e particolarmente gentile. Per carpire la vostra fiducia si spaccia per un tecnico dell’acqua, oppure del gas, della luce, ma anche per carabiniere, poliziotto, funzionario delle poste o dell’Inps», tanto per fare qualche esempio. Quando uno sconosciuto suona alla porta, è bene «prima di aprire, controllare dallo spioncino e, nel caso, aprire con la catenella attaccata», per mantenere una sorta di barriera. Inoltre, bisogna ricordarsi che, di norma, «i controlli vengono sempre preannunciati dalle aziende. Nel dubbio, si può sempre chiedere di mostrare un tesserino o fare una telefonata di verifica, senza però utilizzare telefoni o numeri forniti dall’intruso. Sarebbe utile avere a portata di mano, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Hera, Enel, Telecom, ecc…). Se ci fossero ancora dubbi, chiamare il 112 o il 113». 

Capita che a volte ci si renda conto del raggiro quando il truffatore è già in casa. «Bisogna mantenere la calma, non perderlo di vista e invitarlo ad uscire. Normalmente non hanno intenzioni violente» aggiungono le forze dell’ordine. Se ci si accorge della truffa solo a posteriori, «è importante focalizzare più particolari possibili, magari scrivendoli». Altrimenti risalire all’identità dei truffatori è molto difficile.

Da parte sua Hera, che gestisce buona parte delle utenze nel circondario imolese, sottolinea che i propri operatori sono «identificabili da divisa e tesserino di riconoscimento e non sono incaricati a intervenire sugli impianti interni, tranne nei casi di sostituzione, manutenzione o lettura dei contatori posizionati all’interno dell’abitazione». E’ comunque disponibile il Servizio clienti (800999500 per le utenze domestiche, 800999700 per le utenze non domestiche, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e al sabato dalle 8 alle 18), che si può contattare per chiedere conferma del nominativo dell’addetto che si reca a domicilio, poiché gli operatori del numero verde dispongono dell’elenco costantemente aggiornato di tutti gli autorizzati. (gi.gi.)

Nella foto un momento dell”incontro organizzato a Imola dal Comune in collaborazione con le forze dell”ordine

I consigli delle forze dell'ordine e di Hera per difendersi dalle truffe a domicilio dei falsi tecnici
Cronaca 8 Ottobre 2019

Truffe agli anziani, una signora imolese racconta come è stata derubata un mese fa nella sua abitazione

«Per l’attore del mercurio, complimenti. Hai preso le cose di tre generazioni! Hai una madre? Hai una nonna? Lo sanno cosa sei? Non avrai mai visto un bottino così e visto che non dormo più mi avrai sulla coscienza. Ma ce l’hai? Ti sembra giusto prendere quello che non ti sei guadagnato? Non mangio e non dormo più dal 5 settembre». Inizia così la breve lettera che una lettrice di «sabato sera» ha portato in redazione, rivolgendosi direttamente al malvivente che un mesetto fa si è introdotto nella sua abitazione e, con uno stratagemma, è riuscito a portarle via tutto l’oro e i gioielli che conservava dentro una scatola. Una tecnica collaudata in particolare nel corso degli ultimi anni è quella del finto tecnico dell’acqua che, allarmando la propria vittima, spesso anziana, su un presunto guasto nelle condutture, la convince a fare un controllo per scongiurare la presenza di sostanze pericolose. A quel punto, mentre il malcapitato si distrae, di solito un complice prende i gioielli e scappa.

Ovviamente, i truffatori ci sono sempre stati. Se una volta, però, lo scenario preferito era quello di fermare la propria vittima per strada, ora par proprio non si facciano scrupoli ad entrare nelle abitazioni. «In questo modo si è “vittime” due volte – sottolineano carabinieri e polizia -. Oltre al reato in sé, che in questo caso si configura come un vero e proprio furto, spesso bisogna fare i conti anche con l’umiliazione che affligge la persona quando prende coscienza di essere stata raggirata. Questo è uno dei motivi che alle volte porta, sbagliando, a non denunciare questi fatti». La nostra lettrice, al contrario, pur volendo restare anonima, ha denunciato l’episodio alla polizia e h adeciso di raccontarlo a «sabato sera» «affinché altre persone non cadano in questo tranello».

Come detto, il tutto è successo a Imola in una giornata di inizio settembre. «In quel momento stavo rincasando e ho visto un uomo che suonav ail mio campanello – ripercorre mentalmente la scena -. Appena mi ha visto ha esordito dicendo che stava suonando già da diverso tempo e che aveva necessità di esaminare l’acqua all’interno della mia abitazione perché c’erano stati alcuni problemi e stavano facendo dei lavori poco lontano». La richiesta non ha però insospettito la donna. «Era vestito come il tecnico che di solito viene periodicamente a leggere i contatori e, per farlo, deve suonare il campanello perché sono all’interno. Indossava un maglione e un paio di pantaloni grigi, un cappello con la visiera, ma soprattutto una divisa arancione e una borsa di cuoio. A quel punto, per me era come se fosse una persona già vista e l’ho fatto entrare». (gi.gi.)

Leggi l”articolo completo su «sabato sera» del 3 ottobre

Truffe agli anziani, una signora imolese racconta come è stata derubata un mese fa nella sua abitazione
Cronaca 18 Settembre 2019

Il Comune di Imola organizza «In difesa dei più fragili», iniziativa pubblica contro le truffe agli anziani

Combattere le truffe agli anziani. Con questo scopo nasce l’incontro pubblico «In difesa dei più fragili», che si svolgerà giovedì 19 settembre dalle ore 18 alle 20.30 nella sala Bcc Città & Cultura in via Emilia 212. Ad organizzarlo è il Comune di Imola, in collaborazione con la polizia locale, la polizia di Stato, i carabinieri, la guardia di finanza, l’associazione di consumatori «Avvocati al tuo fianco» e il sindacato di polizia Sap. Durante l’iniziativa verranno illustrati diversi consigli utili per prevenire truffe e raggiri che spesso vengono attuati a danno di persone anziane.

«I furti e le truffe ai danni degli anziani sono tra i reati più odiosi, perché commessi nei confronti di persone deboli, facili da mettere nel mirino approfittando della loro buonafede. Eppure questi episodi sono frequenti, un vero incubo e una volta svelato, la medesima vittima non si capacita di come sia potuta cadere nell’inganno» spiega l’assessore alla Sicurezza e Legalità del Comunedi Imola, Andrea Longhi, che ha fortemente voluto l’iniziativa. Sarà proprio Longhi ad aprire la serata con il suo intervento, seguito dagli interventi dei rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’associazione di consumatori «Avvocati al tuo fianco». Nel corso dell’incontro verranno illustrate le metodologie adottate dalla criminalità in materia di truffe e si parlerà, nello specifico, di come riconoscere ed evitare una situazione di pericolo, fornendo informazioni e consigli utili per prevenire truffe e raggiri.

A questo proposito, l’assessore Longhi aggiunge: «Ci sono suggerimenti che possono sembrare banali, come quello di chiamare le forze dell’ordine a fronte di situazioni ambigue, ed altri che sono dettati dal semplice buonsenso, come quello di non aprire agli sconosciuti o di essere prudenti quando si preleva denaro a uno sportello bancomat – e conclude – la prevenzione è la miglior difesa e il nostro obiettivo è quello di mettere in guardia dalle truffe più ricorrenti. E per farlo abbiamo inteso far sedere allo stesso tavolo appartenenti alle forze dell’ordine, che possano raccontarci quali comportamenti porre in essere per difenderci dalle truffe ricorrenti, ma anche avvocati dell’associazione consumatori «Avvocati al tuo fianco», per spiegarci come reagire a che ci impegnano senza aver rispettato quanto indicato dalla legge in tema di contratti». La serata è particolarmente rivolta non solo alle persone anziane ma anche ai loro famigliari,che possono poi condividere coni propri cari quanto appreso nel corso dell’incontro pubblico. (r.cr.)

Nella foto l”assessore Andrea Longhi

Il Comune di Imola organizza «In difesa dei più fragili», iniziativa pubblica contro le truffe agli anziani

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