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Economia 5 Agosto 2019

L'Ima punta sulla trazione elettrica e acquisisce la maggioranza di Atop, azienda tra i leader mondiali del settore

A inizio luglio Ima ha perfezionato l’acquisizione della maggioranza di Atop, azienda di Barberino Val d’Elsa (Firenze) fra i leader mondiali nel settore dell’automazione industriale per la produzione di motori elettrici nel settore automotive ed e-mobility. In particolare, Atop sviluppa e progetta tecnologie per l’industrializzazione e produzione di statori e rotori elettrici destinati alla trazione elettrica, a elettrodomestici, elettroutensili e ad applicazioni industriali. Con questa operazione Ima, che dal 2017 era già azionista della società con una quota del 21%, ha raggiunto una partecipazione complessiva pari a circa l’84%.

L’intervento finanziario è di circa 230 milioni di euro, interamente versati. Fondata nel 1993, Atop prevede per l’esercizio 2019 un fatturato di 89 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto ai 60 milioni del 2018, un Ebitda (ovvero l’utile prima di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamenti) pari a 25 milioni di euro, in crescita del 59% rispetto ai 15,8 milioni del 2018. Conta inoltre circa 250 dipendenti (oltre 50 assunzioni negli ultimi due esercizi), e ha un indebitamento finanziario netto di 13,5 milioni di euro.

L’accordo di acquisizione è stato raggiunto con i fondatori della società e con Charme Capita lPartners Sgr (società di gestione pan-europea dei fondi Charme). I fondi Charme sono stati creati nel 2003 da Luca di Montezemolo con il figlio Matteo e sviluppano investimenti industriali di lungo periodo in società dal forte potenziale di crescita e di sviluppo internazionale. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”1 agosto

L'Ima punta sulla trazione elettrica e acquisisce la maggioranza di Atop, azienda tra i leader mondiali del settore
Economia 5 Giugno 2019

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop

Il gruppo milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop. Soci di minoranza saranno la Srl imolese Hd16, che riunisce i soci fondatori di Identicoop, e Coop Alleanza 3.0. Era il 2013 quando un gruppo di professionisti in campo odontoiatrico, dentisti, titolari di laboratori e manager del settore, davano vita a Identicoop con la formula della cooperativa ad apporto di servizi, di cui Coop Alleanza 3.0 era socio sovventore. Con questo passaggio, l’esperienza maturata in questi sei anni di attività cooperativa proseguirà ora in forma di società di capitali.

Identicoop conta ad oggi 11 studi dentistici: due a Imola (uno al centro Leonardo e uno in via Baruzzi nel quartiere Pedagna inaugurato nel 2017), a Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e San Benedetto del Tronto; manterranno tutti la loro insegna e andranno a rafforzare la rete di 154 centri dentistici DentalPro, che stringe così una partnership con Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori italiani. Non a caso gli studi dentistici Identicoop si trovano quasi tutti in gallerie commerciali vicine a punti vendita Coop e offrono servizi qualificati e convenienti soprattutto per i soci Coop, ai quali sono riservate condizioni particolarmente vantaggiose, con orari molto ampi e comodi.

Il gruppo DentalPro, invece, è nato nel 2010 da due odontoiatri e manager di esperienza e ha il suo quartier generale a Milano. Attualmente è presente sul territorio italiano con 154 centri in 13 regioni e 51 province. Con l’acquisizione di Identicoop, il gruppo DentalPro consolida quindi la sua presenza sul territorio italiano, passando a 165 centri, 17 dei quali in Emilia Romagna. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop
Cronaca 15 Gennaio 2019

Le trasformazioni della società europea: indagine Ipsos in corso a Castel San Pietro e in altri 170 comuni italiani

Come cambiano le condizioni di vita e le opinioni dei cittadini europei. E” il succo dell”indagine statistica che l”Ipsos sta conducendo a Castel San Pietro Terme, che fa parte di 170 comuni italiani coinvolti nell”iniziativa. L’Indagine Sociale Europea – European Social Survey-Ess interessa ogni due anni oltre 30 paesi europei, con lo scopo di ottenere informazioni affidabili sulle trasformazioni, sulle condizioni di vita, sulle opinioni dei cittadini europei.

L”indagine, che coinvolge un campione di persone, è partita nei giorni scorsi e viene svolta dagli intervistatori di Ipsos, riconoscibili dal tesserino identificativo con timbro e logo della società. Gli interessati, già informati tramite lettera dell”iniziativa in corso, ricevono la visita dei rilevatori e rispondono a domande contenute in un questionario predefinito. Se le persone selezionate non sono in casa al momento della visita, il rilevatore lascia un bigliettino da visita con l’indicazione di una data successiva. Le interviste i si concluderanno entro l’8 marzo 2019.

Dell”operazione in corso sono informate anche le Forze dell’Ordine, ma chi avesse dei dubbi sull’identità delle persone che si presentano o telefonano, è invitato a chiamare subito la Polizia Municipale al numero verde 800 887398 nelle ore di servizio, oppure i Carabinieri al 112 per sporgere denuncia o effettuare segnalazioni.

Tornando alle caratteristiche dell’indagine Ess, effettuata nell”osservanza dei più elevati standard di rigore scientifico al mondo nel campo delle scienze sociali, si sottolinea che in Italia è promossa dall’Inapp – Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, un ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dal punto di vista della sicurezza e della privacy, le informazioni raccolte sono tutelate dal segreto statistico e i dati personali sono garantiti secondo le normative nazionali.

Il Comune di Castel San Pietro ricorda infine che è ancora in corso l’«Indagine continua Forze di Lavoro e Indagine sulle spese, sui viaggi e sulle vacanze delle famiglie» condotta dall’Istat, mentre in autunno riprenderà il Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni. (r.cro)

Le trasformazioni della società europea: indagine Ipsos in corso a Castel San Pietro e in altri 170 comuni italiani
Cronaca 27 Ottobre 2018

«Weekend indipendenti» per ragazzi disabili a Imola e Castel San Pietro: sabato 27 l'inaugurazione degli alloggi

Sono pronti altri due appartamenti per ospitare i «weekend indipendenti» dei ragazzi disabili, uno a Castel San Pietro e l’altro a Imola. Rientrano nell’ambito del progetto «Dopo di noi» e verranno inaugurati ufficialmente sabato 27 ottobre.

L’obiettivo è «dare ai ragazzi con disabilità psico-fisiche, che oggi sono seguiti dal circuito assistenziale, la possibilità di vivere in una situazione abitativa autonoma, nella prospettiva del momento in cui i familiari non potranno più prendersi cura di loro», spiega Gilberta Ribani, responsabile Area territoriale Due (ovvero tutti i comuni ad eccezione di Imola) dell’Asp circondario imolese. Ribani segue il medesimo progetto a Medicina, che in via Saffi 1 conta ben due appartamenti, già inaugurati nell’autunno dello scorso anno e utilizzati da sei persone.

Nel progetto sperimentale «Vita indipendente», questo il nome del «Dopo di noi» del circondario imolese, l’autonomia viene sviluppata attraverso weekend che i ragazzi trascorrono negli alloggi appositamente predisposti lontano dalla famiglia (ma con la presenza di educatori professionali), così da sperimentare e nel tempo incrementare la propria autonomia.

A Castello, come già a Medicina, a mettere a disposizione l’appartamento per il progetto è stata l’Amministrazione locale, che attraverso la società partecipata Solaris, che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico, ne ha destinato uno gratuitamente alla convenzione con l’Asp. L’appartamento, che si trova al civico 72 di via Matteotti, sopra la farmacia comunale, può ospitare sei ragazzi, che hanno già iniziato i primi weekend indipendenti lo scorso fine settimana.

A Imola, invece, il progetto ha avuto inizio il 13 ottobre. L’appartamento in questione si trova in via Boccaccio 3 ed è stato messo a disposizione dalla Fondazione istituzioni riunite. A sperimentare la vita indipendente in questo caso ci sono ben sedici disabili. I ragazzi partecipanti sono stati scelti da Asp e Ausl in collaborazione con le numerose realtà territoriali che già si occupano di disabili nei rispettivi territori. Gli educatori assegnati provengono da Consorzio Comunità Solidale ad Imola e Medicina e dalla Cooperativa ElleUno a Castello. «Complessivamente è previsto un costo di 120 mila euro per il pro-getto, dei quali 80 mila garantiti da fondi statali – dettaglia Ribani, con riferimento alla legge 112 del 2016 – e 40 mila del Circondario che si è occupato del progetto nei tre comuni».

Con i fondi circondariali, l’Asp ha arredato ed attrezzato i tre appartamenti. Agli ospiti viene richiesto un contributo per le spese alimentari e personali durante i periodi di residenzialità: per i primi quattro weekend si tratta di circa 40 euro complessivi per famiglia. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto la zona di via Boccaccio dove si trova l”alloggio di Imola

«Weekend indipendenti» per ragazzi disabili a Imola e Castel San Pietro: sabato 27 l'inaugurazione degli alloggi
Cronaca 26 Ottobre 2018

Riprendono sabato 27 ottobre le feste per gli adolescenti nel nuovo centro giovanile di piazzale Dante

Novità per i giovani sul Sillaro: lo spazio destinato a loro come luogo di incontro nel capoluogo si è infatti spostato dal centro sociale Bertella alla sede dell’associazione Spazio Life, centro socio-pedagogico in piazzale Dante al civico 11. Il direttivo Bertella, infatti, ha scelto di dedicare più tempo e spazio alle attività per la terza età riducendo quindi la disponibilità per gli adolescenti «nonostante la buona convivenza», precisa l’assessore alle Politiche giovanili, Fabrizio Dondi. Nella nuova sede le attività del centro giovanile castellano «Spazio giovani» si svolgono ogni martedì dalle 13 alle 17.30 e mercoledì dalle 14 alle 16.

A Osteria Grande, invece, il centro giovanile «Pegaso» prosegue le attività presso il centro civico di viale Broccoli con un pomeriggio in più «grazie alla crescente risposta positiva dell’utenza», commenta Dondi: ogni lunedì dalle 15 alle 19, mercoledì dalle 16 alle 19 e venerdì dalle 16 alle 19.30.

Inversione di tendenza invece per quanto riguarda i sabati sera del progetto «Spazio libero» di AuserArt dedicato agli adolescenti dagli 11 ai 17 anni, che lo scorso anno aveva riscosso grande successo nel capoluogo proprio presso il centro sociale Bertella. Anche le serate si trasferiscono presso i locali di Spazio Life e da bisettimanali diventano settimanali: ogni sabato, infatti, un tema diverso accoglierà i partecipanti, dal pizza al Nutella party, dalla serata Wii Just Dance (videogioco che fa letteralmente ballare i partecipanti) allo speed date dell’amicizia.

La prima festa che apre la stagione è in programma sabato 27 ottobre. Come sempre l’ingresso è previsto con tessera associativa AuserArt, del costo annuale di 5 euro. Ad Osteria Grande, per contro, in programma ci sono solo tre serate fino alla fine dell’anno, sempre presso il centro giovanile della frazione: 27 otto-bre, 17 novembre e 15 dicembre. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto l”assessore Fabrizio Dondi

Riprendono sabato 27 ottobre le feste per gli adolescenti nel nuovo centro giovanile di piazzale Dante
Cronaca 19 Ottobre 2018

Censimento permanente, ecco come funziona e quali sono i comuni del territorio interessati nel 2018

Da ottobre ha preso il via il nuovo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, che da decennale diventa annuale. Un cambiamento funzionale a fornire informazioni utili per sapere valutare in tempo reale l’evoluzione dell’Italia.

Nel territorio metropolitano di Bologna il censimento 2018 riguarderà 26 comuni (sui 55 totali), di cui 16 saranno coinvolti anche nelle successive rilevazioni del 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda il territorio a est di Bologna, saranno interessati per tutti e quattro gli anni, tra gli altri, i comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano dell’Emilia; invece Borgo Tossignano, Castel del Rio e Dozza lo saranno soltanto nel 2018, mentre Casalfiumanese, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano saranno interessati a loro volta da una delle rilevazioni calendarizzate nel 2019, nel 2020 e nel 2021. In questo modo, tra il 2018 e il 2021 tutti i Comuni saranno interessati, almeno una volta, dalle rilevazioni.

Il censimento si compone di due rilevazioni. Una rilevazione «areale», che a Imola – ad esempio – sarà condotta su un campione di 266 indirizzi; e poi una rilevazione per «lista», che a Imola coinvolgerà 639 famiglie. «Le famiglie da censire sono state estratte da Istat casualmente dall’elenco anagrafico delle famiglie residenti nel comune di Imola ed è previsto l’obbligo di risposta», spiegano dall’ufficio comunale di Censimento.

La rilevazione areale è già in corso. In ogni numero civico compreso nel campione è stata affissa a inizio ottobre una locandina o inserita una lettera nelle buchette per avvisare le famiglie del condominio dell’arrivo del rilevatore (che sarà munito di cartellino identificativo) per il censimento. In questi giorni i rilevatori hanno cominciato a suonare ai campanelli delle famiglie che risiedono agli indirizzi prescelti per intervistarle, mentre la rilevazione per lista a Imola coinvolgerà 639 famiglie, che si muoveranno in maniera autonoma poiché dovranno rispondere ad un questionario online.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto la piantina del territorio metropolitano con indicati i comuni in cui si effettuerà il censimento

Censimento permanente, ecco come funziona e quali sono i comuni del territorio interessati nel 2018
Cronaca 16 Ottobre 2018

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni

Sara Rouibi, classe 1991, laureata in Giurisprudenza (attualmente frequenta un master sul diritto delle migrazioni), è la più giovane consigliera comunale di Castel San Pietro. E’ stata eletta con il Partito democratico quando ancora non aveva compiuto 23 anni, facendosi portavoce delle istanze delle fasce più giovani.

La storia della sua famiglia affonda le radici nella travagliata situazione sociale e politica dell’Algeria, paese di origine dei genitori, dei primi anni Novanta: il padre si trasferì a Castel San Pietro a fine anni Ottanta, raggiungendo il fratello che svolgeva gli studi nel bolognese. Poi, nel 1990, arrivò anche la moglie, esattamente un anno prima dello scoppio della guerra civile in Algeria, un terribile conflitto fratricida che si sarebbe prolungato fino al 2002.

Sara è nata a Castello, vivendo i primi anni della sua vita tra la realtà pacifica dell’Italia e quella violenta e precaria che i suoi parenti tratteggiavano nelle lunghe telefonate dall’Algeria. La passione per la politica deriva sicuramente dall’avere sperimentato le insicurezze e le difficoltà con cui gli immigrati di seconda generazione convivono ogni giorno. Da giugno cura una rubrica sul blog www.strisciarossa.it, nato dalla volontà di alcuni giornalisti appartenenti alla sinistra italiana. Si chiama «Diario di un’italiana» e raccoglie le storie di giovani figli di immigrati, una prospettiva differente per guardare al fenomeno delle migrazioni.

Quanto hanno influito le origini della sua famiglia e la sua formazione sulla scelta dell’area politica di appartenenza?
«Ho imparato molto presto a conoscere il valore della democrazia, soprattutto perché avevo la possibilità di raffrontare la situazione di uno stato libero e democratico come l’Italia a quella dell’Algeria, devastata dalla guerra. Questa consapevolezza, unita all’interesse per i diritti dell’uomo, mi ha indirizzato sia verso gli studi di Giurisprudenza che verso l’area politica di centrosinistra».

Come ha vissuto la sua condizione di italiana figlia di stranieri?
«Ho acquisito la cittadinanza italiana solo a sedici anni, ma non mi sono mai considerata differente dagli altri ragazzi. Ho lottato molto con le mie radici algerine, le vedevo come qualcosa di negativo che mi impediva di essere accettata. E’ stato solo maturando e studiando, in particolare la storia italiana e quella algerina, che ho imparato a conoscermi veramente e a considerare le due identità che convivono in me come una ricchezza».

Ha mai vissuto situazioni discriminatorie o episodi di razzismo?
«Episodi razzisti non ne ho mai vissuti e da questo punto di vista Castello è un luogo in cui i valori dell’accoglienza e della solidarietà sono tuttora centrali. Di certo ho sempre avvertito una certa differenza, come se dovessi colmare un gap tra me e gli altri, ma non ho mai riscontrato atteggiamenti ostili verso di me. Forse negli anni dell’adolescenza in cui ho portato il velo sono stata guardata con un po’ più di sospetto. Poi, diventando maggiorenne, ho scelto di toglierlo». (ri.ra.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 ottobre

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni
Cronaca 27 Settembre 2018

«Come facciamo a cacciare Salvini?»: il caso Castel del Rio e i processi sommari al tempo dei social

In epoca social, succede sempre più spesso: processi sommari in piena regola, celebrati sul web anziché nelle sedi preposte. 

Esattamente quello che è accaduto ieri con la vicenda della frase «Come facciamo a cacciare Salvini?», comparsa sul quaderno di scuola di un alunno di prima media di Castel del Rio e subito fotografata, condivisa su Facebook da esponenti locali della Lega e diventata, come si usa dire nel gergo social, «virale», al punto da raggiungere Roma e da meritare l’attenzione dello stesso Salvini. 

Come è arrivata quella frase sul quaderno di un ragazzino di 11 anni? Prima di qualunque ricostruzione ufficiale, è stata proprio la Lega a elaborare la propria idea in proposito e a metterla nero su bianco in un comunicato firmato dal commissario provinciale Daniele Marchetti. «Il solo pensare di sottoporre un compito in classe porgendo una domanda simile agli studenti significa non essere in grado di adempiere con correttezza alla propria professione di insegnante, che è, per l”appunto quella di formare e fornire nozioni essenziali per la vita quotidiana», ha dichiarato il leghista, che siede in Consiglio comunale a Imola ed è consigliere del Nuovo Circondario Imolese, abbracciando da subito l’ipotesi che quella frase fosse lo spunto per un compito in classe dato dalla docente alla classe.

Una posizione condivisa dal segretario di Vallata della Lega Fabio Morotti il quale, pur mettendo le mani avanti e parlando di «verifiche» in corso, comunque intanto ha preannunciato l’intenzione di chiedere provvedimenti contro la professoressa che «ha scelto la scuola non per educare, quanto per fini di propaganda politica». Il tutto a monte della ricostruzione ufficiale, alla quale sta lavorando in queste ore la dirigente scolastica cui il sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, ha chiesto una relazione dell’accaduto.

Facile immaginare il tenore delle decine di messaggi che sono comparsi nei profili social degli autori dei post, in gran parte di condanna del presupposto cattivo operato dell’insegnante e con conseguenti richieste di licenziamento. Un «linciaggio» durato diverse ore anche dopo la risposta che minimizza l”accaduto da parte del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari, all’Ansa: «Il caso non esiste nemmeno. Non c’è nessun compito in classe o a casa dato dall”insegnante ai bambini, ma un incidente nato da un esercizio fatto in classe. Un”attività per cui ogni alunno esprime un desiderio e trascrive sul quaderno quelli degli altri, per parlarne poi insieme al docente e conoscersi».

Ma la condanna era già bell’e servita, come si usa ai tempi dei social. (r.c.)

La foto della frase incriminata allegata al comunicato della Lega

«Come facciamo a cacciare Salvini?»: il caso Castel del Rio e i processi sommari al tempo dei social

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