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Cronaca 15 Maggio 2019

Il progetto “Diamoci un taglio' contro la violenza sulle donne dopo i parrucchieri coinvolge gli estetisti

Il progetto “Diamoci un taglio”, atterrato da Chicago a Imola lo scorso giugno, passa alla seconda fase di attuazione e oltre ai parrucchieri punta ora a coinvolgere anche gli estetisti. L’obiettivo è combattere la violenza sulle donne attraverso non più soltanto i saloni degli acconciatori locali, che in questi mesi sono diventati punti di informazione sulle realtà del territorio in grado di fornire un supporto alle donne maltrattate. Il progetto è nato e coordinato da una costola del Tavolo di contrasto alla violenza di genere, composto da Ausl di Imola, dalle associazioni Trama di terre e Perledonne e dal salone “Nuova immagine” di Cristiano Suzzi.

Il progetto è stato diviso in due step: il primo, già messo in atto, era quello di coinvolgere i parrucchieri del territorio imolese, il secondo invece è ancora da realizzare e riguarda la partecipazione all’iniziativa anche degli estetisti. «L’idea – spiega Marcello Giusti per l’Ausl di Imola – è quella di far uscire la donna dal luogo istituzionale rappresentato dal consultorio per entrare nei luoghi della sua quotidianità, dove si prende cura di sé e dove ha la possibilità tra una chiacchiera e l’altra di “farsi sfuggire” qualcosa circa il suo disagio». E aggiunge: «Avevamo bisogno di un rappresentante dei parrucchieri per coinvolgere altri saloni nell’iniziativa e Cristiano Suzzi si è dimostrato da subito interessato».

Suzzi, già impegnato nel sociale con la società parmense Davines, che crea prodotti per gli acconciatori, racconta: «Sono orgoglioso di partecipare al progetto, poiché ritengo che provare a fare qualcosa “mettendoci la faccia” sia alla base del cambiamento. Infatti, penso che per la donna sapere che il suo parrucchiere abbia preso una posizione in merito a questo argomento delicato sia rassicurante, in quanto tra una signora e il suo acconciatore spesso si instaura un legame che va oltre taglio e piega». La volontà di portare questo progetto d’oltreoceano nella nostra città è partita dal consultorio di Imola, che ne era venuto a conoscenza e ha ottenuto un riscontro positivo sul territorio con sei saloni aderenti: Nuova immagine, Le Salon di Giusi, Hairstylist lookcenter di Zanoni Claudioe co., Salone Lara, Wind Hair Donatella e l’ultimo arrivato Hair Care By Milani srl a Toscanella. (se.zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto: in piedi da sinistra i parrucchieri Emanuel Milani, Cristiano Suzzi, Lara Scarpetti e Claudio Zanoni. Sedute da sinistra Silvia Del Bianco (Asp), Maria Grazia Saccottelli e Anna Strazzari (Consultorio), Carmen La Rocca (Perledonne)

Il progetto “Diamoci un taglio' contro la violenza sulle donne dopo i parrucchieri coinvolge gli estetisti
Cronaca 7 Maggio 2019

La lotta antispreco del Banco Alimentare dalla raccolta nei supermercati ai pasti pronti delle mense aziendali

Il progetto nazionale «Oltre il carrello, Lidl contro lo spreco», in collaborazione con il Banco Alimentare, è partito ufficialmente nel 2018. Al momento sono coinvolti oltre 330 punti vendita sul totale di oltre 620 presenti sul territorio italiano. A Imola entrambi i punti vendita, quello di via Pola e quello aperto di recente in via Selice, sono operativi nella donazione delle eccedenze alimentari. Il solo supermercato di via Pola nel primo anno di attività ha raccolto circa 30 tonnellate di cibo, equivalenti a 60.000 pasti. «Negli ultimi 27 anni, siamo infatti in Italia dal 1992, abbiamo sviluppato un profondo legame con il territorio che ci ospita – sottolinea la responsabile della comunicazione di Lidl Italia, Alessia Bonifazi -. La consapevolezza del nostro ruolo sociale ci ha spinto a sviluppare questo progetto, al quale lavoravamo da tempo e che finalmente siamo riusciti a mettere in atto grazie alla semplificazione introdotta dalla legge Gadda». In Emilia Romagna, attualmente, sono 27 su 55 i punti vendita che hanno attivato la donazione.

Per quanto riguarda invece le mense aziendali, da maggio 2018 ha preso il via la donazione dei pasti pronti non consumati nelle due mense Cefla di via Selice e di via Bicocca, gestite da Euroristorazione Srl. In sei mesi, da maggio a fine ottobre, sono stati donati 859 pasti completi (un pri-mo, un secondo e un contorno), 691 semi completi (primo e secondo), 348 solo secondi, tutti rimasti dal servizio di mezzogiorno. «L’idea è nata dai dipendenti della Cefla, che l’hanno proposta al cuoco in servizio in via Selice – spiega Giulia Roccatello, dietista e referente di Euroristorazione -. Dalla proposta si è passati al piano trilaterale che ha coinvolto Euroristorazione, Cefla e Banco Alimentare».

Alla donazione di pasti pronti contribuisce in maniera molto significativa la Camst attraverso le sue quattro strutture imolesi dalle quali i volontari recuperano ogni giorno le eccedenze alimentari: la cucina centralizzata di via Grieco, il self service Tavolamica di via Grieco, il self service Tavolamica di via Lasie e la mensa della Sacmi. «Tra tutte e quattro le realtà – sottolinea Erika Camorani, direttrice della cucina centralizzata Camst di via Grieco e di tutti i locali mensa ad essa collegati – riusciamo a donare circa un centinaio di pasti al giorno tra primi piatti salse, secondi piatti e contorni». «La collaborazione è nata in un primo momento con la Caritas e con il direttore Luca Gabbi nel 2016. Con il suo contributo è iniziata la collaborazione tra Caritas e Camst per il recupero delle eccedenze alimentari presso la cucina centralizzata Camst di via Grieco a Imola. A seconda della giornata riuscivamo a donare anche 20-30 pasti al giorno, che venivano utilizzati per la maggior parte all’interno della mensa della Caritas per gli ospiti del momento. La collaborazione con il Banco Alimentare è nata quando, con l’apertura della Bottega del cotto a novembre 2017, l’iniziativa si è estesa anche alle altre realtà Camst nel territorio». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto pasti pronti della Camst pronti per essere ritirati dai volontari

La lotta antispreco del Banco Alimentare dalla raccolta nei supermercati ai pasti pronti delle mense aziendali
Cronaca 7 Maggio 2019

La collaborazione tra Banco Alimentare e associazione “No Sprechi' per distribuire cibo alle famiglie bisognose

C’è chi dona e chi riceve. In mezzo, a fare da “trait d’union”, c’è la “Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna onlus”, la cui attività quotidiana permette di recuperare a beneficio delle famiglie più bisognose una grande quantità di alimenti che, senza questa preziosa opera di intermediazione andrebbero buttati. Particolarmente significativa per capire come si sviluppa questo circolo virtuoso è l’esperienza dell’associazione “No Sprechi” onlus, costituita a Imola nel 2014 per iniziativa di sette soci fondatori: Caritas diocesana, Auser, Anteas, Croce Rossa italiana sezione di Imola, Fondazione Santa Caterina, Trama di Terre e San Vincenzo de’ Paoli.

L’associazione distribuisce gli alimenti raccolti in due sedi: l’emporio «No Sprechi» in via Lambertini e la «Bottega del cotto» in via Garibaldi. Dal Banco Alimentare, «No Sprechi» riceve il 66% dei generi che ridistribuisce alle persone che assiste. Un 66% che diventa 87% se si contano anche le eccedenze che l’associazione raccoglie dal Lidl di Imola (prima solo quello di via Pola, al quale di recente si è aggiunto il nuovo negozio di via Selice) in qualità di struttura carita-tiva delegata da Banco Alimentare. Lo schema dei diversi canali di raccolta che avvengono tramite il Banco è sintetizzato così dal presidente Sergio Suzzi: «Abbiamo una fornitura diretta attraverso il magazzino di via Zello che avviene una volta la settimana e riguarda sia i prodotti Agea (quelli confezionati direttamente su bandi dell’Unione Europea), sia di altre provenienze. Stesso canale di distribuzione per gli alimenti raccolti attraverso la Colletta alimentare di novembre. Poi ci sono le forniture mediate, nel senso che il Banco fa da tramite e stipula gli accordi, ma noi ritiriamo direttamente i generi alimentari, con il Lidl e con le mense aziendali che ci forniscono i pasti pronti. Infine, ci sono i prodotti raccolti attraverso collette promosse da singole attività. Solo per fare qualche esempio: recentemente il gruppo dei rugbisti imolesi ci ha donato circa mille chilogrammi di alimenti, la palestra qui vicina a noi 1.519 chili. Il meccanismo funziona così: chi desidera fare una colletta contatta il Banco che, in base alla localizzazione del donatore, individua la struttura più vicina e idonea a ricevere gli alimenti donati».

Per dare un’idea della quantità di cibo che «No Sprechi» riceve e redistribuisce basta guardare i dati degli ultimi 16 mesi, nei quali si è superato il limite delle cento tonnellate: 105 per la precisione quelle arrivate attraverso il Banco Alimentare, alle quali ne vanno aggiunte intorno al 20-30%, per un totale di circa 120-130 tonnellate. Attualmente l’associazione assiste, secondo i dati di fine 2018, 395 famiglie, per un totale di 1.253 persone. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto lo staff dell”associazione No Sprechi onlus: da sinistra Bruna Bertozzi, Giorgia Piatesi, Sergio Suzzi e Fulvia Felini

La collaborazione tra Banco Alimentare e associazione “No Sprechi' per distribuire cibo alle famiglie bisognose
Cultura e Spettacoli 13 Aprile 2019

C'è più tempo per iscriversi a “Gocce di musica per la solidarietà 2019', la finale sul palco di “Imola in Musica'

C”è più tempo per iscriversi a Gocce di musica per la solidarietà, il concorso musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale “sabato sera”, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina.

L”organizzazione del contest ha infatti deciso di allungare di una settimana i termini entro cui è possibile chiedere la partecipazione: non più il 18 aprile, ma giovedì 25 aprile. Entro tale data i gruppi o singoli che vorranno partecipare alla gara giunta alla dodicesima edizione potranno quindi mandare la propria richiesta all”Avis Imola o a Ca” Vaina secondo le modalità previste nel bando scaricabile dal sito www.avis.it/imolaIl contest prevede tre serate di selezione (10, 17 e 24 maggio) che si terranno a Ca’ Vaina e a cui parteciperanno i gruppi selezionati dagli organizzatori: queste tre sfide sanciranno poi i nomi dei finalisti che saliranno sul palco durante la finale che si terrà sabato 8 giugno in piazza Gramsci, all’interno di Imola in musica.

I musicisti si esibiranno con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà. La partecipazione, riservata ai singoli o ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario oppure a Ozzano Emilia, è gratuita.

È previsto un montepremi di 200 euro per ciascun gruppo finalista più 500 euro per il vincitore (in buoni acquisto per materiale musicale). Inoltre è stato istituito il Premio speciale «sabato sera».

L”albo d”oro del concorso vede i seguenti gruppi quali vincitori delle varie edizioni: Metalmeccanica, Sour Whine, Morgana, Plastercast Rose, Lou and B, Walkabout, N and Noise, Random Effect, Metropolitcs, P-Jam, Tm Sky. 

Info: Avis 0542/32158 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30.

Nella foto la sera della finale in piazza Gramsci dell”edizione 2018

Imola

C'è più tempo per iscriversi a “Gocce di musica per la solidarietà 2019', la finale sul palco di “Imola in Musica'
Cronaca 8 Aprile 2019

I volontari di Kasomay appena tornati dal Senegal: «Missione riuscita, ma c'è ancora tanto da fare»

«E’ stata la missione più riuscita». Non ha esitazioni Gilberto Fiegna, pediatra di Castel San Pietro. Del resto, come stanno le cose, lui lo sa bene in quanto è già stato cinque volte in Senegal, con l’associazione Kasomay, visitando centinaia di bambini insieme ad altri medici e volontari. «In questa missione siamo riusciti a rafforzare la rete con i professionisti e i collaboratori locali, consolidando le relazioni e i canali di comunicazione. E siamo orgogliosi di vedere che il sistema di presa in carico dei pazienti inizia a funzionare, pur con tutti i gravi limiti del servizio sanitario nazionale».

Questa volta sono partiti in 12, utilizzando le loro ferie e pagando di tasca propria il viaggio di andata e ritorno, per attuare e organizzare i progetti sanitari che la onlus sta portando avanti nella regione della Casamance: oltre a Fiegna, altri due pediatri, Francesco Pastore e Marcello Semprini, la cardiologa imolese Claudia Camanini, il dermatologo Alessandro Cavazza, l’odontoiatra Matteo Tizzani, entrambi castellani, la fisioterapista Alice Stanghellai, la farmacista di Dozza Alessandra Nanni e le volontarie Angela Nanni, Isabella Iori, Jessica Baruzzi e Daniela Brero. Due settimane intense, dal 2 al 17 marzo, durante le quali sono stati raggiunti gli obiettivi che ci si era dati prima della partenza.

La soddisfazione è motivata e la si percepisce nella voce di chi racconta l’esperienza. «Nei bilanci di salute effettuati a marzo abbiamo constatato che le condizioni di salute dei bambini sono migliorate – sottolinea Cavazza, alla sua terza missione – e questo perché possono essere visitati gratuitamente da due pediatri due volte al mese al post de santé, l’ambulatorio locale. Un’assistenza continuativa che permette di intercettare i casi più complessi prima che il quadro clinico sia compromesso».

I due medici locali vengono retribuiti da Kasomay, così come i tre collaboratori, Robert, Bertrand e Fatou, che seguono da vicino i bambini alle visite mediche o in ospedale quando devono sottoporsi ad interventi chirurgici. «Sono per noi delle risorse preziose – rimarca Fiegna -. Portano avanti l’attività tutto l’anno e ci tengono costantemente informati sui casi diagnostico-terapeutici più problematici da seguire a distanza». In Senegal visite, farmaci, ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici sono tutti a pagamento. Lo Stato copre solo delle cure per malaria, tubercolosi e Hiv. Ed è qui che agisce concretamente l’associazione, facendosi carico dei farmaci per i piccoli pazienti con patologie croniche, come l’epilessia, e degli interventi in ospedale, che sfiorano ogni volta i 5.000 euro.

Proprio in questi giorni due bambini cardiopatici attendono con urgenza di essere operati a Dakar e Kasomay provvederà a pagare il conto. «L’impegno economico è considerevole, a volte c’è la paura di non farcela – ammette Fiegna -, ma facciamo il possibile per trovare i finanziamenti necessari per garantire le cure ai bambini che prendiamo in carico. E se ci riusciamo dobbiamo ringraziare chi ci dà fiducia associandosi, devolvendo offerte, partecipando alle nostre iniziative. Molto dobbiamo anche al Giardino degli Angeli di Castel San Pietro, grazie al quale alcuni bambini sono stati operati. Siamo alla ricerca anche di nuove forze, medici, operatori sanitari o volontari, che mettano a disposizione le loro competenze, anche se non si ha intenzione di partire. Si può fare tanto anche qui in Italia per portare avanti le attività dell’associazione».

Tra le prossime iniziative di raccolta fondi sono in programma una lotteria di Pasqua (tutte le informazioni sulla pagina Facebook Kasomay) e un incontro domenica 14 aprile, alle ore 10, presso la sede scout di Castel San Pietro, per documentare l’ultima missione con foto, video e testimonianze. (la.ma.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

AGGIORNAMENTO: L”incontro è stato anticipato a sabato 13 aprile sempre alle ore 10.

Nella foto il gruppo di volontari dell”associazione Kasomay che ha partecipato all”ultima missione in Senegal

I volontari di Kasomay appena tornati dal Senegal: «Missione riuscita, ma c'è ancora tanto da fare»
Cronaca 20 Marzo 2019

Dai proventi del “Natale 2018″ la società Sfera ha donato 2.900 euro all'associazione “Germoglio' di Medicina

Come da tradizione, ogni anno la società Sfera Farmacie destina l”1% degli incassi di dicembre delle tre farmacie comunali di Medicina ad una associazione del territorio. Quest”anno a Medicina beneficiaria della donazione, del valore di 2.900 euro, è stata l”associazione  “Germoglio”. La cerimonia di consegna si è svolta lunedì 18 marzo nella sala del consiglio di Medicina, alla presenza del presidente di Sfera, Roberto Rava, del sindaco Onelio Rambaldi, dell’assessore alle Politiche Sociali Dilva Fava e dei rappresentanti del “Germoglio”, realtà da tanti anni attiva in favore delle persone colpite da disabilità.  

L”iniziativa di solidarietà “Natale 2018” di Sfera si ripete puntualmente ogni anno dal 2004, sostenendo associazioni che si occupano delle persone più fragili. «Medicina è una città che del volontariato ne fa la propria bandiera e questo mi rende particolarmente orgogliosa – ha sottolineato l’assessore Fava-, ma bisogna anche sottolineare l’attività di Sfera che non dimentica la dimensione locale e le specificità del territorio. Questa iniziativa, che non manca mai di stupire favorevolmente, ne è la miglior testimone».

Sfera, partecipata dal Consorzio Ami di Imola e dai Comuni di Faenza, Medicina, Castel San Pietro Terme, Lugo, Budrio e Molinella, gestisce le Farmacie comunali di Imola (cinque), Faenza (tre), Medicina (tre), Castel San Pietro Terme (due), Lugo (tre), Budrio (una) e Molinella (due). (r.cr.)

Dai proventi del “Natale 2018″ la società Sfera ha donato 2.900 euro all'associazione “Germoglio' di Medicina
Cronaca 20 Marzo 2019

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola

Quattro personal computer per la gestione delle cartelle infermieristiche e mediche donati dai dipendenti della Cefla e dalle loro famiglie ai reparti di Medicina d”urgenza e Cardiologia dell’Ausl di Imola. Gli apparecchi, del valore complessivo di 2.600 euro, sono il frutto dei fondi raccolti nel corso dell’annuale festa sociale e sono stati consegnati il 13 marzo scorso alle equipe medica e infermieristica dei reparti dal consigliere Cefla Nevio Pelliconi e dalla rappresentante della Commissione Sociale della cooperativa imolese Simonetta Manara.  

Ogni anno viene organizzata una serata speciale per i dipendenti Cefla e le loro famiglie, con uno spazio per i bambini e la tombola a premi, il cui ricavato è tradizionalmente devoluto in beneficenza, di preferenza a vantaggio di enti operanti sul territorio, che utilizzino i fondi per l’acquisto di beni materiali. Già le donazioni raccolte nel 2015 e 2016 erano stati impiegate per il completo riammodernamento della sala di attesa della Neuropsichiatria infantile e per uno strumento biomedicale (Cpap) per la Medicina d”urgenza, mentre i quattro pc di quest”anno provengono dalla raccolta 2017 e vanno a sostituire le attrezzature informatiche oramai obsolete di cui erano dotati i reparti. 

Il direttore del dipartimento di Emergenza Accettazione, del reparto di Medicina d”urgenza e del pronto soccorso Patrizia Cenni, il cardiologo Mauro Metalli e il coordinatore infermieristico dei due reparti Matteo Brunacci hanno spiegato ai donatori l’importanza di queste attrezzature informatiche già dotate dei software necessari per il loro quotidiano utilizzo al letto del paziente, per l’aggiornamento della cartella clinica ed infermieristica, perché sostituiscono completamente le cartelle scritte a mano e permettono un più rapido passaggio delle informazioni tra un reparto e l’altro, così come automatizzando le richieste di consulenza tra i professionisti. Da qui i ringraziamenti a tutti i dipendenti Cefla, ai loro familiari e al Cda della cooperativa per «averci voluto fare un regalo così importante per la nostra attività quotidiana. Per noi operatori sono gesti importanti di riconoscimento da parte della comunità del nostro lavoro, oltre che di attenzione verso tutti i cittadini che ospitiamo nei nostri reparti». (r.cr.)

Nella foto: Nevio Pelliconi e Simonetta Manara insieme all”equipe ospedaliera

Quattro pc donati dai dipendenti Cefla e dalle loro famiglie alla Medicina d'urgenza e alla Cardiologia dell'ospedale di Imola
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2019

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile

I primi furono i Metalmeccanica. Gli ultimi i Tm Sky. In mezzo Sour Whine, Morgana, Plastercast Rose, Lou and B, Walkabout, N and Noise, Random Effect, Metropolitcs e P-Jam. Chi sono? I vincitori di Gocce di musica per la solidarietà, concorso musicale organizzato dall’Avis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale sabato sera, con l’app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca’ Vaina, la cui dodicesima edizione sta per partire.

Riservato ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario oppure a Ozzano Emilia, il contest prevede tre serate di selezione (10, 17 e 24 maggio) che si terranno a Ca’ Vaina e a cui parteciperanno i gruppi selezionati dagli organizzatori sulla base delle richieste pervenute: le tre sfide iniziali decreteranno poi i nomi dei finalisti che saliranno sul palco del contest durante la finale all’interno di Imola in musica. I musicisti si esibiranno con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà.

La partecipazione al concorso è gratuita e, per partecipare, occorre iscriversi attraverso le modalità spiegate nel bando scaricabile dal sito dell’Avis Imola. Il termine ultimo per l’iscrizione è giovedì 19 aprile 2019.è previsto un montepremi di 200 euro per ciascun gruppo finalista più 500 euro per il vincitore (in buoni acquisto per materiale musicale o per sale prova presso un negozio o studio di registrazione abilitato, da utilizzare assolutamente entro il 31 ottobre 2019). Inoltre è stato istituito il Premio speciale «sabato sera».

Lo scorso anno si sfidarono sia gruppi che cantanti in solo: Off the road,  Fabio Mazzini, Hlp, Criss,  Milena Mingotti,  Aster & the X Band,  Black Stripes, Tm Sky,  Colimbo. Alla finale approdarono in quattro, visto il pari-merito di una delle selezioni: Mazzini, Mingotti, Aster & the X Band e Tm Sky che poi si aggiudicarono il contest. Quest’anno chi scriverà il proprio nome sull’albo d’oro del concorso?

Info: Avis 0542/32158 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30.

Nella foto: i Tm Sky, vincitori dell’edizione 2018 del contest musicale

Ritorna il contest Gocce di musica, iscrizioni entro il 19 aprile
Cronaca 16 Febbraio 2019

La Croce Rossa di Imola ha attivato l'unità di strada per soccorrere i clochard nelle gelide notti invernali

Mentre l’Italia continua ad essere sferzata dal gelo, prosegue senza sosta il lavoro dei volontari della Croce rossa italiana in aiuto dei senzatetto costretti a vivere all’addiaccio. Migliaia le persone raggiunte ogni sera dalle unità di strada che, grazie alla capillarità della rete di assistenza, riescono a essere presenti in ogni scenario di vulnerabilità. Imola compresa. «In tutta Italia la Croce rossa è in prima linea di fronte all’emergenza freddo. Per cui quest’anno abbiamo deciso di mettere in campo le unità di strada anche nella nostra città», racconta Fabrizia Fiumi, presidente del comitato di Imola della Cri.

Del resto, gli ultimi rapporti della Caritas imolese erano stati inequivocabili: dopo anni di crisi feroce, la povertà è avanzata anche nel nostro territorio ed anche tra gli italiani stessi. E’ così cresciuto il numero di persone bisognose di aiuto, sia esso un pasto caldo, una coperta, un tetto (per la notte e non solo). Così, approssimandosi la brutta stagione e preannunciandosi un drastico calo delle temperature, Comune di Imola, Diocesi, Caritas e Croce rossa, coordinate dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, hanno prima concertato e poi dato il via ad una operazione di sostegno alle persone senza fissa dimora, eseguita dalla Croce rossa stessa.

Come in altre parti d’Italia, anche ad Imola è stata attivata una unità di strada, formata da operatori appositamente formati e integrata da operatori sociali, operatori sanitari e da infermiere volontarie (a cominciare dall’ispettrice, sorella Agnese Ricci), allo scopo di fornire coperte e vivande appunto a chi si trova in strada, senza un riparo, garantendo inoltre assistenza medica e supporto psicologico.

In dicembre si sono svolte le ricognizioni per circoscrivere le zone in cui si concentrano i bisognosi di assistenza. Poi sono state calendarizzate le uscite vere e proprie, due per settimana (il lunedì e il giovedì). (r.cro.)

Maggiori particolari sul «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto: i volontari dell”unità di strada della Cri di Imola durante un”uscita serale (Isolapress)

La Croce Rossa di Imola ha attivato l'unità di strada per soccorrere i clochard nelle gelide notti invernali
Cronaca 3 Febbraio 2019

Al magazzino del Banco Alimentare, dove ogni anno passano oltre 5.000 tonnellate di alimenti destinati ai poveri

Nemmeno la neve ferma il lavoro al magazzino del Banco Alimentare di via Zello. Nonostante cadano i primi fiocchi e il freddo pungente delle raffiche di vento, alle 9 di una mattina di gennaio le operazioni di carico dei pacchi alimentari destinati agli assistiti delle varie associazioni convenzionate con la Onlus procedono senza sosta. A seguire le operazioni è il responsabile della logistica del magazzino, Daniele Ferrari. Questa è la sede regionale della Fondazione, qui si movimentano ogni anno circa 5.500 tonnellate di merci, il 60% di tutto il giro del Banco Alimentare Emilia Romagna, che gestisce un secondo magazzino a Parma. E qui, scherza Daniele, «quel che succede è sempre colpa mia. O merito, dipende. Gestisco tutto ciò che entra e che esce, i mezzi, come viaggiano, quando, chi li guida».

I dipendenti sono nove: con Daniele, al magazzino, lavorano Marco (che si occupa anche di grafica) e Daniela, che provvede alle pratiche burocratiche relative a ritiro e consegna delle merci. In ufficio a Imola, con il direttore del Banco Alimentare Emilia Romagna, Gianluca Benini, ci sono altre tre persone. E poi ci sono Angelo, autista e aiuto magazziniere, più un altro magazziniere di stanza a Parma. Una cinquantina di volontari aiutano nella distribuzione, più due che guidano i due Ducato della Fondazione, addetti alle consegne per chi non riesce a ritirare le merci direttamente. Quando si avvicina la Colletta alimentare, l’ultimo sabato di novembre, altri 50 volontari si attivano, fino al boom di 19.000 persone impegnate il giorno dell’evento in negozi e supermercati.

Uno di questi volontari che non manca praticamente mai una mattina di lavoro è Giancarlo,76 primavere (ma proprio non li dimostra). Lo incontriamo nellacella frigorifera dove vengonostoccati i generi alimentari freschi. «Anagraficamente sono il più vecchio- commenta -, ma diciamo che sono diversamente giovane. Perché sono qui? Mi ha spinto un amico, anche lui volontario. Lo faccio per la soddisfazione di servire a qualcuno e per non essere il solito, vecchio pensionato che sta a casa a litigare con la moglie», conclude con un sorriso.

Dovunque si vedono scaffalature traboccanti di merce. «I canali di arrivo – spiega Ferrari – sono tre: il primo è quello delle donazioni delle industrie alimentari: ci contattano loro, ma siamo noi in questo caso ad andare a ritirare i prodotti. Dall’industria arrivano generi alimentari prossimi alla scadenza, oppure con errori nell’etichettatura, nel dosaggio degli ingredienti. Comunque prodotti buoni da mangiare, ma che devono essere distribuiti più rapidamente. Il secondo canale è quello della Comunità Europea, che affida appalti ad aziende alimentari per realizzare prodotti per associazioni come la nostra, che vengono etichettati appositamente come aiuti non commerciabili. Sono merci senza problemi di scadenza, quindici permettono una permanenza più lunga e una distribuzione più mirata a tutti i nostri ‘clienti’. Sono molto diversificati: latte, pasta, riso, biscotti, legumi, farina, zucchero, formaggi, pomodoro, tonno, biscotti per l’infanzia. In alcune occasioni ricordo forniture di carne in scatola, cracker, marmellate, anni fa anche olio d’oliva, ora invece di semi. Poi c’è l’ortofrutta, dato che le organizzazioni dei produttori hanno un budget per fare beneficenza. In entrambi i casi i viaggi sono a carico del fornitore, mentre a nostro carico ci sono lo scarico, lo stoccaggio e successivamente la distribuzione».

Esiste poi un quarto canale, lo ricorda la responsabile della Comunicazione e della Raccolta fondi Elena Mazza, che è la Colletta alimentare, l’evento che dà più visibilità all’attività del Banco Alimentare e che serve per recuperare quei generi che dai canali ordinari non arrivano, in primis quelli per l’infanzia. Ma si tratta di un’occasione speciale, che rappresenta un picco di lavoro, ma non fa parte della routine quotidiana. Della quale, invece, fa parte il via vai di volontari delle varie associazioni convenzionate. Sono tra le 20 e le 25 quelle che, ogni giorno, vengono a ritirare i pacchi per i loro assistiti,su un totale di 600 che fanno capo a Imola (800 in tutta la regione). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Al magazzino del Banco Alimentare, dove ogni anno passano oltre 5.000 tonnellate di alimenti destinati ai poveri

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