Posts by tag: solidarietà

Cronaca 23 Novembre 2018

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online

Da quest’anno basterà un click per diventare «azionisti della solidarietà», per usare l’azzeccata espressione con la quale l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ha definito chi partecipa alla Colletta alimentare nella presentazione che si è tenuta alla mensa dell’Antoniano. E’ questa la novità che il Banco Alimentare propone per la sua collaudata iniziativa, che sabato 24 novembre si svolgerà in oltre 13 mila supermercati di tutta Italia.

Una novità che potrebbe allargare il giro virtuoso della beneficenza, coinvolgendo anche chi la spesa preferisce farla comodamente su internet. Esselunga, Carrefour e Auchan, che già vendono cibo online attra-verso i loro siti web, hanno infatti deciso di supportare il Banco Alimentare dando anche ai clienti «a distanza» la possibilità di offrire il loro contributo alle persone più svantaggiate. Insieme alla spesa per la famiglia si potrà dunque anche acquistare per donare, avendo tra l’altro più giorni a disposizione per farlo: sul web la Colletta durerà da giovedì 22 a lunedì 26 novembre ma per aderire occorre collegarsi al sito Internet www.bancoalimentare.it.

La nuova opportunità nulla toglie comunque alla Colletta classica, che come ogni anno domani vedrà i volontari in pettorina gialla impegnati agli ingressi dei punti vendita per sensibilizzare i clienti ad aggiungere al carrello un po’ di solidarietà. Basterà munirsi della busta di plastica fornita dagli addetti e riempirla dei generi di prima necessità indicati in un apposito elenco, fornito insieme alla borsa e affisso all’ingresso del supermercato. E’ importante, se si desidera davvero compiere un gesto utile per chi ha bisogno, attenersi all’elenco: l’obiettivo della Colletta è infatti quello di integrare le scorte di cibo recuperate quotidianamente dal Banco Alimentare con alimenti che non si riescono a reperire attraverso i canali ordinari. Gli uni e gli altri saranno poi redistribuiti a mense per i poveri, comunità per minori, centri d’accoglienza, banchi di solidarietà e così via.

Nella sola Emilia Romagna, sono 800 le strutture convenzionate con la Fondazione Banco Alimentare, che distribuiscono viveri e pasti a 129 mila persone in seria difficoltà, tra cui 30 mila minori sotto i 16 anni. La lotta allo spreco avviene infatti non una volta all’anno, bensì giorno per giorno, coinvolgendo sempre più realtà, grazie anche alla legge 166/2016, la legge Gad-da contro lo spreco alimentare, con la quale si è favorito l’allarga-mento della rete di soggetti della filiera agroalimentare che hanno deciso di donare le eccedenze. (mi. ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online
Cronaca 17 Novembre 2018

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare

Una ricetta «antispreco» dello chef Alessio Malaguti per lanciare la 22ª edizione della Giornata nazionale della Colletta alimentare, promossa dalla Fondazione banco alimentare, in programma sabato 24. Imola è la sede del Banco Emilia Romagna e ha curato la presentazione dell’evento in regione con una iniziativa alla mensa dell’Antoniano di Bologna, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, il direttore di Antoniano Onlus frate Giampaolo Cavalli, il direttore generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus Giuseppe Parma e il presidente della Fondazione regionale Stefano Dalmonte.

Ospite d’eccezione lo chef Alessio Malaguti dell’Emporio Armani Caffè di Bologna, che ha preparato in diretta una ricetta antispreco utlizzando i prodotti recuperati ogni giorno dal Banco alimentare. «Nel 2017 – ha sottolineato il presidente Dalmonte – si è toccato il numero più alto dal 2005 di individui in povertà assoluta, oltre 5 milioni. Chiediamo a ognuno di fare la propria parte, donando la spesa a chi non se la può permettere». Il gesto della Colletta, con il quale il Banco Alimentare aderisce alla Giornata mondiale dei poveri 2018 indetta da Papa Francesco, è un tassello importante della rete che sostiene chi, quotidianamente, si occupa dei poveri perché, ha evidenziato monsignor Zuppi, «si fonda sulla gratuità e sul fare insieme di chi organizza e di chi vi partecipa. Promuovendo la Colletta, invitando ad un gesto concreto, il Banco consente a tanti di essere “azionisti della solidarietà”, magari a volte in maniera inconsapevole».

Qualche numero per capire chi e quanti sono gli azionisti della solidarietà di cui parla monsignor Zuppi. Per la Giornata della Colletta sono 145 mila i volontari impegnati in oltre 13 mila supermercati in Italia. Loro inviteranno tutte le persone ad acquistare e donare alimenti a lunga conservazione che andranno ad integrare quanto il Banco recupera nel suo lavoro quotidiano contro lo spreco di cibo. Tutti gli alimenti raccolti saranno poi distribuiti alle oltre 8 mila strutture caritative convenzionate e serviranno ad aiutare 1 milione 580 mila persone in difficoltà economica in Italia, compresi 140 mila bambini. Con la Colletta il Banco integra quanto raccolto quotidianamente attraverso il lavoro della rete logistica di 21 sedi.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto l”arcivescovo di Bologna con il direttore dell”Antoniano di Bologna

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare
Cronaca 7 Novembre 2018

Sport e solidarietà, «La Sfida del cuore» dona attrezzature ai vigili del fuoco

I vigili del fuoco di Imola, nella loro opera di soccorso in occasione di incidenti stradali, potranno fare affidamento sul nuovo equipaggiamento che gli è stato donato grazie ai proventi (poco più di 4 mila euro in totale) ricavati dall’edizione 2018 dalla «Sfida del cuore», la manifestazione kartistica e solidale che da 14 anni si tiene all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Si tratta di attrezzature di ultima generazione, in grado di migliorare sensibilmente la capacità e l’efficacia di intervento in caso di sinistri stradali particolarmente «complessi», come quando, ad esempio, persone rimangono incastrate all’interno di automezzi incidentati che si trovano in condizioni di instabilità. «Si tratta di strumenti fondamentali per assicurare interventi efficaci, veloci e in condizioni di sicurezza sia per la persona da salvare sia per lo stesso soccorritore – ha spiegato Gianfranco Tripi, dirigente del comando dei vigili del fuoco di Bologna, cui fa riferimento il presidio imolese -. Sono attrezzature che ci piacerebbe avere a disposizione in ogni caserma e pertanto siamo grati agli organizzatori della Sfida del cuore e ai tanti partecipanti coinvolti per la generosità e sensibilità dimostrate».

La lista di attrezzature è corposa. Comprende appunto uno stabilizzatore, un kit di puntelli ed uno di spessori elastici per la messa in sicurezza di autovetture capottate o in condizioni di precarietà. E poi un seghetto universale a batteria, utilissimo per rimuovere il parabrezza o per tagliare velocemente la lamiera, e un martelletto frangifinestrini con tagliacinture, utili ad estrarre gli occupanti dalle vetture incidentate. Per gli interventi antincendio, invece, i vigili del fuoco imolesi hanno ricevuto una moderna lancia che fraziona le gocce di acqua in particelle ancora più piccole per una migliore efficacia unita ad un maggiore risparmio di liquido. «L’anno scorso abbiamo scelto la polizia, quest’anno i vigili del fuoco. Scegliendo di sostenere le forze dell’ordine e di soccorso locali riteniamo di sostenere tutti i cittadini – ha spiegato l’organizzatrice dell’evento sportivo Deanna Zaccherini -. Ma la quattordicesima edizione della Sfida del cuore l’abbiamo dedicata anche a Samuele, bimbo autistico che è diventato la nostra mascotte e al quale abbiamo finanziato il campo solare onde permettergli di trascorrere l’estate con i suoi coetanei. Per le famiglie che hanno a che fare ogni giorno con l’autismo, patologia di cui si sa ancora poco, è importante un percorso che sia il più inclusivo possibile». (mi.mo.)

Nella foto: la consegna dell”attrezzatura

Sport e solidarietà, «La Sfida del cuore» dona attrezzature ai vigili del fuoco
Cronaca 31 Ottobre 2018

Tutti i fila per salvare la vita di un bimbo: oltre 170 imolesi pronti a diventare donatori di midollo

Admo chiama, Imola risponde. Venerdì 26 ottobre, sabato 27 e lunedì 29, per tre giorni, la gente ha fatto la fila alla farmacia di Zolino per il piccolo Alessandro Maria Montresor. Il bimbo, di appena un anno e mezzo di età, è diventato protagonista delle pagine di cronaca di tutto il mondo perché affetto da una rarissima malattia genetica, la Hlm, curabile solo con un trapianto di midollo osseo ma finora non è stato trovato un donatore compatibile nelle banche dati.

Da qui la richiesta su scala mondiale. A Imola, per questo caso straordinario, il fulcro era la farmacia di Zolino di Elena e Giulia Penazzi, che da un anno collabora con la sede imolese dell’Associazione donatori di midollo osseo (Admo): «Nei tre giorni abbiamo utilizzato tutti i 170 kit (tamponi per la tipizzazione, ndr) messi a disposizione dalle sedi Admo – spiegano -, ma presso la nostra farmacia si può sempre telefonare e prenotare un appuntamento» aggiungono. La tipizzazione a Imola si può sempre fare anche chiamando l’Admo (che, tra l’altro, propone appuntamenti straordinari una domenica al mese in concomitanza con le donazioni del sangue di Avis; il prossimo è in calendario domenica 11 novembre). (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Tutti i fila per salvare la vita di un bimbo: oltre 170 imolesi pronti a diventare donatori di midollo
Cronaca 30 Ottobre 2018

Il Nobel per la Pace al dottor Denis Mukwege e l'attività in Congo del Comitato Imola-Bukavu

La notizia del premio Nobel per la Pace al medico congolese Denis Mukwege è stata una vittoria per tutte le donne che hanno e continuano a subire violenza nel mondo, in particolare è una vittoria per la Repubblica Democratica del Congo. E in qualche modo è stata una vittoria anche per la città di Imola.

Fin dagli anni Novanta, infatti, il comitato Imola-Bukavu, formato da volontari che frequentano l’oratorio di San Giacomo, sostiene le attività svolte dal centro Kitumaini (speranza in swahili), impegnato nella difesa della pace edelle fasce più deboli della popolazione della città di Bukavu.

Il progetto di aiuto alle donne violentate, in particolare, è iniziato nei primi anni Duemila grazie allo stimolo del senatore Giovanni Bersani e dell’oratorio di San Giacomo, insieme a Pace Adesso onlus di Bologna, e continua anche oggi talvolta in collaborazione proprio con l’ospedale Panzi in cui opera Mukwege. I membri del centro Kitumaini si recano nel villaggio della donna colpita ed intervengono curando e sostenendo psicologicamente la persona violentata e offrendo il trasporto verso l’ospedale per i casi più gravi.

Per molte donne, infatti, è impossibile raggiungere l’ospedale di Panzi, che si trova spesso a decine di chilometri da dove vivono. Per questo, oltre al preziosissimo lavoro di Mukwege, capace di operare anche i casi più gravigratuitamente, è da sottolineare il contributo di Kitumaini. Il medico che si occupa del progetto è Tété Kayembe M’Bowa, che ha lavorato per anni insieme allo stesso Mukwege. Le donne che hanno beneficiato di aiuto in questo modo sono oramai migliaia.

Una volta guarite l’assistenza del centro sostenuto da Imola non si esaurisce. Infatti viene offerto alle donne supporto familiare, corsi di alfabetizzazione e formazione professionale e, grazie al microcredito, fondi per avviare attività di piccolo commercio. Vengono accompagnate fino al reinserimento nella società, un risultato che annulla l’effetto voluto e cercato con le violenze. La violenza sessuale in Congo, infatti, assume toni particolarmente drammatici: lo stupro iniziò ad essere utilizzato come vera e propria arma durante le guerre degli anni Novanta, i cui effetti sono ancora oggi ben visibili. 

Nelle campagne congolesi la società è incentrata sul ruolo della donna. I mariti sono spesso assenti, così spetta alle mogli sostenere la famiglia, assicurando cibo e istruzione ai figli. Violentare una donna significa disgregare il tessuto sociale del villaggio perché questa non viene più considerata degna né utile, viene allontanata dalla famiglia e dalla popolazione. Il centro Kitumaini cerca di scongiurare questo fenomeno con un lavoro culturale, che ha portato nel tempo molti uomini ad accettare comunque la moglie e a continuare a vivere con lei.

Gli stupri colpiscono persone che vanno dai 4 ai 70 anni, senza distinzioni. Spesso a compierli sono gruppi di uomini, generalmente militari e frequentemente vengono utilizzati anche fucili o armi con effetti devastanti. Gli interventi del dottor Mukwege permettono la sopravvivenza delle donne, mentre col sostegno del centro Kitumaini hanno l’appoggio per le lunghe convalescenze necessarie a volte per ristabilirsi, anche per le malattie che spesso contraggono.

Alla notizia del premio a Mukwege, Pierre Lokeka, responsabile di Kitumaini e referente del comitato Imola-Bukavu, ha commentato: «Speriamo e preghiamo che questo Nobel aiuti a capire l’importanza delle attività svolte dal centro. Non possiamo nemmeno stimare quanto abbiamo contribuito all’aiuto di queste donne». Una comunità che non lascia sole le donne e offre la speranza e la possibilità concreta di andare avanti è l’arma premiata dalla comunità internazionale per la promozione della Pace. (le.vi.)

L”articolo è tratto dal «sabato sera» del 18 ottobre

Sullo stesso argomento la testimonianza di Noemi Dalmonte

Nella foto donne congolesi

Il Nobel per la Pace al dottor Denis Mukwege e l'attività in Congo del Comitato Imola-Bukavu
Cronaca 29 Settembre 2018

Sabato di sport e solidarietà ad Ozzano nel ricordo di Valter Conti e Paolo Grandi

Grande giornata di sport e solidarietà oggi ad Ozzano con tanti eventi in programma un pò per tutti i gusti. Dalla nuova pista ciclo-pedonale Ozzano-San Lazzaro con annessa corsa-camminata, alla nuova intitolazione del palazzetto dello sport dedicato all”ex sindaco Valter Conti fineno con l”intitolazione del nuovo campo di basket nel Parco di Villa Maccaferri a Paolo Grandi. Il tutto dalla mattina fino al tramonto, senza dimenticare il pranzo di solidarietà il cui ricavato sarà in parte destinato all”acquisto e manutenzione dei defibrillatori (qui tutto il programma).

In particolare, come detto, verranno ricordati due ozzanesi doc come Valter Conti e Paolo Grandi. Il primo e” stato impegnato come amministratore comunale per oltre vent”anni di cui dieci come assessore allo sport e nove, dal 1995 al 2004, come sindaco. Lo sport e” sempre stata una sua grande passione che ha vissuto come primo tifoso di tutte le squadre ozzanesi. Paolo Grandi, invece, ha partecipato, negli anni 1978/79 insieme all”attuale presidente Paolo Cuzzani, alla nascita dei New Fliyng Balls, squadra tuttora iscritta alla serie B nazionale. 

Per questo motivo oggi, alle 11.15, il palazzetto dello Sport di viale Due Giugno avrà, per la prima volta nella sua storia, l”intitolazione commerciale «palaReggiani» e sarà dedicato con una targa proprio alla memoria di Valter Conti. Alle 17, infine, verrà inaugurato il campetto da basket Playground del parco di Villa Maccaferri, che verra” dedicato con un monumento a Paolo Grandi. «Sarà una giornata intensa e piena di grande emozione – afferma il sindaco Luca Lelli – perche” i due personaggi a cui dedichiamo il palazzetto e il campo di playground sono stati molto amati ad Ozzano e molti ozzanesi ricordano un aneddoto o un particolare spiritoso che hanno avuto Valter o Paolo come protagonisti. Ozzano non li dimentica e dedicare loro qualcosa sul territorio ha la finalità di farli sentire ancora tra noi e parte della nostra comunità».

r.c.

Nella foto: al centro Valter Grandi insieme a Stefania Morgano e l”ex capitano dei Flying Balls Matteo Gianasi qualche anno fa

Sabato di sport e solidarietà ad Ozzano nel ricordo di Valter Conti e Paolo Grandi
Economia 28 Settembre 2018

Imola, la rete dell'economia solidale in festa domenica 30 settembre al mercato ortofrutticolo

L’economia solidale sarà al centro della festa organizzata domenica 30 settembre presso il mercato ortofrutticolo di Imola. Si tratta di un’economia che propone modelli relazionali su base fiduciaria, trasparente e inclusiva e che ha cari temi quali filiera corta, consumo critico e sostenibilità ambientale.

Dal 2013 il gruppo di economia solidale di Imola ha creato una rete con le realtà attive sul territorio in ambito economico, sociale e culturale, con l’obiettivo di costruire un progetto partecipativo dal basso di economia solidale. Oltre a presentare queste tematiche, l’occasione sarà anche quella di rilanciare il progetto del Borgo Solidale, che prevede anche la ricerca di un luogo comune da utilizzare da parte delle realtà economiche, associazioni e gruppi informali che hanno aderito al progetto.

Un paio di anni fa il gruppo ha anche presentato una manifestazione di interesse per le ex botteghe degli artieri, un fabbricato a «L» all’interno del complesso dell’Osservanza, adiacente al nuovo parcheggio su via Venturini ancora chiuso perché pensato principalmente a servizio di negozi o uffici che si ipotizzano possano sorgere in quell’area. Ad oggi l’immobile è transennato perché pericolante e in alcune zone il tetto è crollato, ergo è necessaria una ristrutturazione massiccia. Borgo Solidale ha avanzato anche un’offerta economica per l’affitto, ma è tutto ancora in fase di stallo.

Per quanto riguarda la Festa dell’economia solidale del 30 settembre, si parte alle 9.30 con il caffè insieme, per poi proseguire dalle 10 alle 12.15 con una visita guidata ai graffiti sui muri dell’Osservanza ad opera di Massimo Golfieri (prenotazione obbligatoria entro il 29 settembre scrivendo una email a borgosolidaleimola@gmail.com). 

Nel pomeriggio, invece, spazio ai laboratori tematici (ore 14-17) e, per concludere, una presentazione dell’esperienza di Imola e Nonantola sul tema dell’economia solidale (ore 17-18). In caso di maltempo l’evento sarà rinviato. 

Per informazioni tel. 338/3815281 oppure 0542/27129 (ore 8-12). (gi.gi)

Il servizio completo con l”elenco di tutte le associazioni presenti è su «sabato sera» del 27 settembre

Imola, la rete dell'economia solidale in festa domenica 30 settembre al mercato ortofrutticolo
Cronaca 11 Settembre 2018

São Bernardo: cosa è cambiato, cosa è rimasto com'era nel racconto di Nadia Bassi

Da pochi giorni sono tornata dal Brasile. Erano diversi anni che non visitavo São Bernardo. L’accoglienza di suor Daniela, suor Erlenir e suor Marlene è stata stra-ordinaria, mi sono sentita a casa!

La città di São Bernardo è molto cambiata, si è arricchita di strade, raccordi ma soprattutto sono state modificate le favelas. Anche il nome «favela» è stato sostituito con «comunità». Nella parte bassa della antica favela dell’Oleoduto, vicino alla rua (strada) Padre Leo Commissari, le baracche sono state ruspate via, il luogo è stato urbanizzato e ora presenta moltissime case popolari: palazzi enormi tutti uguali, un asilo comunale molto grande e strade quasi asfaltate. Arrampicate invece sul fianco della collina restano le piccole case, i bar, i mercatini… che da baracche di legno sono diventati case in muratura che conservano un’idea del vecchio insediamento, con i soliti viottoli stretti e molto ripidi e scale sconnesse che portano sulla cima della collina.

Molti cani si aggirano lungo le strade e rovistano fra i rifiuti insieme ad anziani e donne, che frugano anch’essi alla ricerca di oggetti da recuperare: lattine, plastica… a volte cibi. Da quello che si vede, confermato dalle suore e dalle persone con cui ho parlato, la condizione sociale ed economica degli abitanti del territorio è poco modificata: alcool, droga, violenza, miseria, disoccupazione, commerci informali sono ancora molto diffusi.

Un documento pubblico degli organismi e pastorali della Cnbb sul momento politico attuale afferma che il Brasile sta vivendo tempi difficili: «I mali che avremmo sperato di esserci lasciati alle spalle tornano a tormentarci e a far soffrire la nostra gente. Povertà, miseria e fame, disoccupazione e sottoccupazione, mortalità infantile, restrizione e peggioramento dei servizi pubblici di salute e educazione, aumento della violenza urbana e rurale sono alcune delle piaghe che abbiamo sognato stessero finendo».

Solo i bambini, come una volta, alzano nel vento le loro piccole pipe (aquiloni), che volano altissime sopra i palazzi. Ed è rimasto al suo posto, salvato dai cambiamenti, il pilastrino che ricorda il luogo dell’uccisione di don Leo. Sof-fermarsi e formulare un pensiero, ricordare i tempi trascorsi con lui, suscita sempre emozione.

La scuola di formazione professionale Don Leo Commissari, che si ergeva imponente e visibilissima all’inizio della favela, ora circondata di palazzoni altissimi appare piccola e non balza più all’occhio benché si componga di due enormi edifici affiancati e di una collinetta verde e ben curata, su cui fa bella mostra di sé un asilo con un bello spazio esterno, una cappella, un edificio adibito a gelateria, un ampio parcheggio e la casa della custode Mariella. (Nadia Bassi -Comitato São Bernardo Onlus)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 6 settembre

Nella foto Nadia Bassi davanti alla scuola Don Leo Commissari

São Bernardo: cosa è cambiato, cosa è rimasto com'era nel racconto di Nadia Bassi
Cronaca 28 Agosto 2018

“E!State liberi' 2018, partito il secondo gruppo di ragazzi per i campi sui terreni confiscati alle mafie'

E” partito in questi giorni dalla stazione di Imola anche il secondo gruppo di 15 ragazze e ragazzi che parteciperanno ai campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie. “E!State liberi” è il nome del progetto, promosso dal Nuovo Circondario Imolese e dai 10 Comuni membri, finanziato dalla Regione Emilia Romagna (ai sensi della legge regionale 14/2008) e che si avvale della collaborazione dell”associazione Libera del Circondario.

A salutare i ragazzi, che hanno tra i 16 e i 28 anni e sono residenti nei 10 comuni, c”era l”assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta. Destinazione di questo secondo campo (il primo si è svolto dal 26 luglio all”1 agosto ad Afragola) è Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

L”esperienza proseguirà fino al 2 settembre.Tre i momenti di attività previsti dai campi: lavoro, studio delle tematiche relative alla lotta alle mafie, incontro con il territorio per uno scambio interculturale. I volontari hanno la possibilità di formarsi e di consolidare la propria cultura della legalità, contribuendo con il loro lavoro al riutilizzo dei beni confiscati. Inoltre, i campi servono a rinnovare la memoria di chi è morto per combattere le mafie. 

A Maiano di Sessa Aurunca i giovani imolesi lavoreranno sul bene confiscato “Alberto Varoni”, gestito dalla Cooperativa sociale “Al di là dei sogni”. Un bene suddiviso in tre lotti: quello dove vengono ospitati i campisti è di 7 ettari ed è composto da una struttura abitativa, una palestra, un agriturismo e un ristorante sociale, un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli a marchio Nco (Nuova Cooperazione Organizzata) per la realizzazione dell’iniziativa “Facciamo un pacco alla camorra” e una fattoria didattica sociale.

I partecipanti all”esperienza si dedicheranno a varie attività, come la coltivazione biologica e la raccolta di ortaggi, la collaborazione all’interno della cucina, l”affiancamento all’interno dell’impianto di trasformazione dei prodotti agricoli, la cura e manutenzione del Giardino dei Sensi e del Cammino dei 100 passi, attività di riqualificazione del bene, l”attività di rivalutazione del fiume Garigliano e del parco Ulisse. Nel pomeriggio invece si svolgeranno gli incontri formativi, che aiuteranno i ragazzi a comprendere la storia del territorio e le forme di resistenza alla criminalità organizzata attualmente attive nella realtà casertana. I volontari dormiranno in una camerata all”interno della palestra.

I ragazzi partecipanti a questo secondo campo, accompagnati da Daniele Fabbri, si chiamano Daniele Fabbri, sono Sofia Alberici, Elena Baroncini, Matilde Bianconcini, Maria Bianca Broccoli, Anna Cristofori, Ottavia Draghetti, Virginia Farina, Anna Georges, Andrea Lullo, Sara Petrini, Lucia Medri, Beatrice Musa, Leah Rota, Fabio Veroli e Kilian Ziegler.

Nella foto i ragazzi davanti alla stazione di Imola con l”assessore Claudia Resta

“E!State liberi' 2018, partito il secondo gruppo di ragazzi per i campi sui terreni confiscati alle mafie'
Cronaca 25 Agosto 2018

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi

I vigili del fuoco volontari di Medicina stanno per raggiungere un obiettivo ambizioso. A breve, infatti, il distaccamento di via Morara avrà a disposizione un’autoscala da 24 metri da poter utilizzare nel corso degli interventi.

E’ il risultato di una lunga gara di solidarietà che ha permesso di raccogliere i fondi necessari per comprarne una. «L’idea è nata un anno e mezzo fa in collaborazione con il Comando provinciale di Bologna, che ha autorizzato l’acquisto – racconta Giulio Pancaldi, capo del distaccamento medicinese -. Finora utilizzavamo un’autoscala che arrivava da Bologna, ma è un mezzo molto importante per gli interventi in altezza, ad esempio per la messa in sicurezza di alberi o lampioni stradali, oppure per il soccorso a persone. Tra l’altro, quella che abbiamo comprato è montata su un camion piccolo, che consente muoversi agevolmente anche nel centro storico, dove gli spazi sono ristretti».

Per l’acquisto i pompieri medicinesi sono andati fino in Olanda. «Abbiamo trovato un mezzo usato dei vigili del fuoco olandesi, con soltanto 2.000 ore di lavoro sulle ruote – aggiunge Pancaldi -. Ci è piaciuto e l’abbiamo comprato. Complessivamente, tra acquisto, certificazioni e tagliando al motore, ha un costo di 60 mila euro». Ora l’autoscala è parcheggiata in un’azienda del bresciano «e deve completare le certificazioni e i collaudi necessari – prosegue Pancaldi -. L’obiettivo è che arrivi a Medicina a inizio ottobre».

Nell’attesa, è proseguita la raccolta fondi in collaborazione con l’associazione Amici dei pompieri di Medicina onlus. «Abbiamo fatto alcune cene alle quali hanno partecipato numerosi cittadini – dice il presidente dell’associazione, Giuseppe Pasquali -. Inoltre, ci stanno dando una mano diverse aziende, sia del territorio che dei comuni limitrofi, delle quali forniremo un elenco completo alla fine della raccolta fondi, ma anche l’Amministrazione comunale. Manca poco per raggiungere la cifra che ci consentirà di pagare anche le ultime certificazioni».

«E’ importante che la nostra comunità e i territori vicini abbiano un presidio antincendio con le attrezzature e i mezzi necessari – motiva il vicesindaco, Matteo Montanari -. Come Amministrazione abbiamo intenzione di donare 3 mila euro da aggiungere agli oltre 2.500 euro raccolti con la vendita delle magliette durante la fiera di luglio». Quest’anno, infatti, l’ente locale ha deciso di destinare ai pompieri i proventi delle celebri maglie grigliate Cipolla…mi, nate nel 2011 dalla volontà dell’assessore Mauro Balestrazzi (che finanzia la loro realizzazione e stampa) e dalla fantasia dell’impiegata comunale Jessica Torri, che disegna le simpatiche cipolle. Quest’anno, ad esempio, una raffigurava un vigile del fuoco con una manichetta.

Un altro momento di raccolta fondi ci sarà giovedì 30 agosto a partire dalle ore 20 con una cena più concerto dei Gem Boy presso la Trattoria Max di Crocetta (via San Vitale est 4544; per prenotazioni cell. 320/0888414 oppure 339/4974501). (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”autoscala che arriverà a Medicina

Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina avranno la loro autoscala grazie al successo della raccolta fondi

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