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Sport 14 Luglio 2021

Calcio, finita ufficialmente l’era Poggi-Spagnoli all’Imolese. De Sarlo nuovo proprietario

L’ufficialità era attesa per oggi, mercoledì 14 luglio, ed è arrivata. Nessuna sorpresa. L’era della famiglia Poggi-Spagnoli alla guida dell’Imolese si è conclusa con il passaggio di proprietà all’imprenditore Antonio De Sarlo. Questo a due settimane dall’annuncio, come un fulmine a ciel sereno, di un accordo preliminare per il passaggio delle quote della società rossoblù

«L’Imolese Calcio 1919 annuncia che è stato perfezionato il passaggio delle quote dalla famiglia Spagnoli Poggi alla Adj 13 Promotion il cui socio unico è il sig. Antonio De Sarlo – si legge nel comunicato stampa -. La nuova proprietà ringrazia Lorenzo e Fiorella per aver portato l’Imolese al punto più alto della sua centenaria storia e per aver lasciato delle fondamenta solide su cui costruire il futuro del club. Nei prossimi giorni la nuova Proprietà comunicherà la data di una conferenza stampa dove andranno presentati tutti i futuri progetti, da quelli sportivi a quelli societari. Le parti ringraziano lo studio Dcf sport legal per l’assistenza e il supporto prestato». (r.s.)

Nella foto: Lorenzo Spagnoli, Fiorella Poggi, il direttore generale Marco Montanari ed il diesse Moreno Zocchi. La posizione in società degli ultimi due tuttora è ancora in bilico

Calcio, finita ufficialmente l’era Poggi-Spagnoli all’Imolese. De Sarlo nuovo proprietario
Sport 13 Febbraio 2021

Calcio serie C, la proprietaria Fiorella Poggi: «L’Imolese ci sarà fino a giugno, per il futuro dovremo ragionare»

Le collaborazioni vincenti sono quelle che non si arrendono neanche quando il mare è in tempesta. Una buona notizia? Un’ottima notizia, visto che Arredoquattro prosegue il suo accordo di sponsorizzazione, ma ciò non toglie che le onde continuino a picchiare duro sullo scafo rossoblù, che deve provare a difendersi nel mare della serie C, ma anche fuori dall’acqua. Una zona costiera che tanto era piaciuta al presidente Spagnoli nel 2013, quando decise di gettare l’ancora. Ma gli anni passano e i paesaggi mutano, come proviamo di farci spiegare da Fiorella Poggi, l’altro ammiraglio della flotta. «Il fatto che l’azienda di Sandro Baraldi e Marco Vegetti abbia deciso di starci vicino anche nel 2021, in un momento molto difficile, per noi significa tantissimo. Anche perché, come tutti sanno, non abbiamo ricevuto nessun tipo di aiuto dall’imprenditoria di Imola».

A questo punto, nel bel mezzo dell’ottava stagione con voi al comando, qualcosa si sarebbe dovuto muovere.

«Evidentemente non creiamo interesse. Non solo per quello che riguarda la serie C della prima squadra, ma neanche per il lavoro sul settore giovanile. In questi mesi di pandemia abbiamo fatto uno sforzo enorme, però nessuno che si sia fatto avanti. Il prossimo anno? Onestamente non stiamo facendo ragionamenti oltre il 30 giugno 2021. Dipenderà da molte cose, tra le quali anche l’andamento del mer- cato economico generale. In questo momento siamo concentrati solo sull’obbiettivo principale, che è la salvezza e il mantenimento della serie C». (p.z.)

L’intervista su «sabato sera» dell’11 febbraio.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi con Sandro Baraldi di Arredoquattro

Calcio serie C, la proprietaria Fiorella Poggi: «L’Imolese ci sarà fino a giugno, per il futuro dovremo ragionare»
Sport 21 Dicembre 2020

Imolese, Pasquale Catalano è il nuovo allenatore rossoblù

L’Imolese ha scelto Pasquale Catalano per sostituire Roberto Cevoli. Catalano, 49 anni, lo scorso anno era stato chiamato sulla panchina della Pianese per giocare i play-out (come successo a Cevoli con l’Imolese) con la Pergolettese (due pareggi, retrocessione per peggior posizione in classifica). Il suo esordio sarà mercoledì per Imolese-Cesena.

Nella foto: Catalano con la divisa del Parma dove ha allenato la squadra Primavera due stagioni fa

Imolese, Pasquale Catalano è il nuovo allenatore rossoblù
Sport 18 Novembre 2020

Calcio serie C, lo sfogo del presidente dell’Imolese Spagnoli: «A fine stagione mi tiro fuori»

Si è capito solo alla fine, che il surreale silenzio calato domenica sul Romeo Galli e rotto dal vociare di alcuni tifosi che fuori dallo stadio si domandavano cosa stesse succedendo dentro, e dai preparatori atletici che sul campo dirigevano l’improbabile riscaldamento di due squadre che mai si sarebbero affrontate, non era altro che la quiete che precede la tempesta.  Domenica 15 novembre la sfida tra Imolese e Sudtirol è così «saltata», e ciò che è più grave è che con essa sembra saltato anche tutto il sistema calcio che ruota intorno al Centro Tecnico Bacchilega.

Che cosa si dovrebbe dedurre infatti da quanto affermato domenica sera e ribadito lunedì dal presidente rossoblù Lorenzo Spagnoli? «Da fine stagione all’Imolese penserà il sindaco Marco Panieri, perché io mi tiro fuori». Parole all’apparenza definitive, alle quali se ne sono aggiunte altre pesanti. «Mi sono rotto le scatole di Imola, della sua amministrazione, di tutti, tranne che dei nostri tifosi, gli unici ai quali interessa veramente qualcosa della nostra società. Sono 8 anni che ci mettono i bastoni fra le ruote e che sopportia- mo. Stanno provando in tutti modi a farci andare via. Adesso basta, siamo arrivati al capolinea». (a.d.p.)

Ulteriori approfondimenti e lo sfogo del presidente dell’Imolese Spagnoli su «sabato sera» del 19 novembre.

Nella foto (Isolapress): il presidente dell’Imolese Lorenzo Spagnoli lascia gli spogliatoi assieme a Fiorella Poggi

Calcio serie C, lo sfogo del presidente dell’Imolese Spagnoli: «A fine stagione mi tiro fuori»
Sport 15 Novembre 2020

Calcio serie C, l’Imolese torna al Galli e sfida il Sudtirol. Parla il presidente Spagnoli

Chi pensava che Lorenzo Spagnoli tornasse a parlare solo di fronte ad una sequenza di risultati positivi si sbagliava. Lo ha fatto invece all’indomani della sconfitta casalinga col Modena (0-1) e dopo un solo punto conquistato in tre partite. E il suo lungo, e per molti strano, silenzio non era legato a risentimenti. «Semplicemente non avevo nulla da dire – ha spiegato il presidente dell’Imolese -. Perciò ho preferito lasciare spazio al direttore sportivo Zocchi, al direttore generale Montanari, all’allenatore Cevoli e ai nuovi giocatori arrivati». «Spagno» ha a lungo osservato e ascoltato, ed ora è pronto ad esprimersi sulla squadra e su molto altro. «Il nuovo progetto impostato su un mix di giocatori giovani ed esperti sta dando risposte positive. C’è un’identità ben precisa nella squadra. Ci sono dei ragazzi bravi e con grandi ambizioni. Hanno tutti una cultura del lavoro alta in proporzione all’età e grandi margini di miglioramento, come si vede in allenamento e in partita».

Oggi contro il Sudtitol (ore 17.30) finalmente si gioca al Romeo Galli.

«Siamo felici di ritornare nel nostro campo. Pur ancora senza pubblico. E mi dispiace molto per i nostri tifosi. Giocare cinque partite al «Gavagnin Nocini» di Verona ha penalizzato solo le nostre casse, perché ogni partita ci è costata fra gli 8 e i 9 mila euro. Soldi che non era giusto spendessimo. Cosi come non lo sono stati i 300 mila spesi in due anni per l’illuminazione del Galli». (a.d.p.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 12 novembre.

I convocati dell’Imolese

Portieri. Nannetti, Siano. Difensori. Angeli, Boccardi, Carini, Cerretti, Ingrosso, Mele, Pilati, Rinaldi, Rondanini, Tonetto. Centrocampisti. Alboni, D’Alena, Lombardi, Masala, Provenzano, Torrasi. Attaccanti. Morachioli, Polidori, Sall, Stanco, Ventola.

Nella foto (Isolapress): il presidente dell’Imolese, Lorenzo Spagnoli, all’interno dello «store rossoblù» che la società aveva aperto in via Aldrovandi a fine settembre

Calcio serie C, l’Imolese torna al Galli e sfida il Sudtirol. Parla il presidente Spagnoli
Sport 7 Giugno 2020

Calcio serie C, Lorenzo Spagnoli e lo scenario che si prospetta all’Imolese: «Play-out, 150 mila euro, è proprio assurdo»

E’ nel caos che sempre si crea quando le proposte di una maggioranza, non corrispondenti a quelle di una minoranza a sua volta divisa, vengono disattese, scontentando entrambe, dalla decisione del vertice, che si dibatte la serie C nell’attesa dell’ultimo Consiglio Federale in programma lunedì 8 giugno. Che la stagione debba concludersi giocando, lo ha deciso Gabriele Gravina, il presidente della Figc, giovedì 28 maggio nel corso del Consiglio Direttivo. Ora però spetta al Consiglio Federale stabilire una volta per tutte le modalità con le quali portare a termine il campionato, con l’ipotesi più accreditata che rimane quella di disputare solo play-off e play-out. Per ora si naviga ancora a vista. Sul tavolo solo delle ipotesi. Difficile esprimersi anche per il presidente dell’Imolese Lorenzo Spagnoli, che in linea con la volontà espressa qualche settimana fa dalla gran parte delle società di serie C al presidente LegaPro Francesco Ghirelli, sperava nella sospensione definitiva della stagione, per iniziare a concentrarsi sulla prossima dopo aver anche esonerato pochi giorni fa il tecnico Atzori (l’ufficialità di Roberto Cevoli come nuovo allenatore dovrebbe arrivare nelle prossime ore). Contando anche su una classifica che vede l’Imolese salva in virtù del quartultimo posto, supportato anche da una media punti migliore rispetto a quella dell’Arzignano, che è terzultimo con una partita in meno.«Resto del parere che non si dovrebbe più giocare – ha confermato Spagnoli -. Troppe le complicazioni per scendere in campo, a cominciare dall’impossibilità di attuare i protocolli sanitari previsti, che oltretutto ci obbligherebbero a spendere 150 mila euro anche solo per allenarci e disputare le partite di play-out».

Queste sono le due complicazioni maggiori. E le altre?

«Nessuno considera lo stress vissuto dai calciatori, che dopo 3 mesi e mezzo di sosta forzata dovrebbero ricominciare ad allenarsi, con tutti i rischi che ciò comporta. Poi bisogna trovare l’accordo sulle mensilità da pagare e c’è da risolvere il nodo cassa integrazione. Inoltre sarà necessario trovare una sistemazione ai giocatori, considerando che sono scaduti gli affitti degli appartamenti dove li avevamo sistemati. Per non parlare del problema legato ai contratti che scado o il 30 giugno. E infine accetterebbero tutti di giocare in luglio? Se qualcuno si fosse già accordato con un’altra società per l’anno prossimo, potrebbe rifiutarsi, avendone il diritto». (a.d.p.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): Lorenzo Spagnoli

Calcio serie C, Lorenzo Spagnoli e lo scenario che si prospetta all’Imolese: «Play-out, 150 mila euro, è proprio assurdo»
Sport 3 Maggio 2020

Calcio serie C, il presidente Spagnoli: «Sono disperato, farò di tutto per salvare la nostra Imolese»

Lorenzo Spagnoli non mette piede al Centro Tecnico Bacchilega da martedì 10 marzo. Ma rimanere a casa è un dovere che il presidente dell’Imolese vive con pazienza e senso di responsabilità. Anche se è dura stare senza calcio per uno che l’ha sempre vissuto da dentro, prima come giocatore e poi come dirigente. «Anche se il momento che vi- viamo presenta altre priorità, è chiaro che non vivo bene – ha ammesso Spagno -. Manca l’emozione di andare tutti i giorni al Bacchilega a vedere la squadra e l’adrenalina delle partite».

Il rischio è che ci siano società che non ripartiranno. L’Imolese può essere fra queste?

«Sì. E io sono disperato. Per questo voglio fermarmi. E non mi interessa se sarò costretto a fare la serie D o l’Eccellenza, piuttosto che la serie C. La mia priorità adesso è salvare il club. Per i nostri dipendenti e per il settore giovanile, ma anche per tutti gli investimenti che abbiamo fatto al Centro Bacchilega. Devo fare di tutto per non chiudere la società, che equivarrebbe alla fine del calcio a Imola. Ma il pericolo esiste. Però sarà minore se non giochiamo più, e se nel contempo si riformerà il nostro sistema. Poi si valuterà se, e come, andare avanti». (a.d.p.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto: Lorenzo Spagnoli insieme a Roberto Baggio

Calcio serie C, il presidente Spagnoli: «Sono disperato, farò di tutto per salvare la nostra Imolese»
Sport 15 Marzo 2020

Coronavirus, il presidente dell’Imolese Spagnoli: «Il calcio doveva fermarsi definitivamente»

Fra i luoghi comuni che il Coronavirus ha spazzato via c’è anche quello relativo al «chi si ferma è perduto». Mai così smentito come in questo momento, dove semmai è vero l’esatto contrario; e cioè chi si ferma (forse) si salva. E quello che vale per la quotidianità di ognuno di noi, vale anche per lo sport, che contro il nemico invisibile non ha altra alternativa che fermarsi. Il mondo del calcio, dopo incertezze e titubanze legate per lo più a convenienze di parte, si è finalmente, e diciamo pure doverosamente, adeguato alla richiesta che lunedì il Coni aveva proposto al Governo, e che quest’ultimo ha decretato in serata, e cioè di sospendere tutte le attività sportive di ogni livello sul territorio nazionale fino al 3 aprile 2020. Sperando in questo modo di contribuire ad evitare ulteriori contagi.

Almeno fino ad allora l’Imolese non scenderà in campo, saltando dunque la trasferta di domenica 15 marzo a Carpi e tutte le successive partite ricalendarizzate recentemente. Giunti a questo punto e con una situazione che non lascia presagire nulla di buono, le domande sul cosa potrà succedere dopo il 3 aprile si susseguono in maniera incalzante. Trovare le risposte ora è impossibile, anche se c’è chi, come Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese, ha un’idea molto chiara sul cosa si dovrebbe fare.«Bisognava fermarsi definitivamente – ha detto il numero uno della società rossoblù -. Siamo nel bel mezzo di una emergenza mondiale e pen- sare di tornare a giocare fra meno di un mese mi pare del tutto assurdo. Non so la serie A, che è un altro mondo, ma in C il calcio può tranquillamente fermarsi. Se succede non è la morte di nessuno. Ci sono cose molto più importanti delle quali occuparsi adesso. I contagiati crescono, le borse crollano e la gente in testa ha tutt’altro che il pallone». (a.d.p.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 12 marzo.

Nella foto: Lorenzo Spagnoli

Coronavirus, il presidente dell’Imolese Spagnoli: «Il calcio doveva fermarsi definitivamente»
Sport 11 Agosto 2019

Calcio serie C, l'ottimismo del presidente dell'Imolese Spagnoli: «Più certezze di un anno fa»

Per chi nutrisse dei dubbi su quali pensieri gli stiano passando per la testa a poco più di due settimane dall’inizio del campionato, ecco a voi un Lorenzo Spagnoli più pimpante che mai e disponibile a parlare di tutto. Il presidente ha idee molto chiare sul presente e sul futuro dell’Imolese, ma soprattutto sul ruolo che deve (e dovrà) continuare ad avere nel calcio professionistico. E’ lui a invitare tutti a pensare positivo. E allora cominciamo da questa seconda stagione in serie C dell’Imolese, già partita ufficialmente (e bene) domenica scorsa nella Tim Cup, con la qualificazione al secondo turno a spese della Sambenedettese dove i rossoblù sfideranno questa sera (ore 20.45) in trasferta la Juve Stabia.

Riflessioni e aspettative?

«Siamo una squadra in gran parte nuova – ha detto Spagno -. E questo perché abbiamo fatto troppo bene l’anno scorso, dando delle opportunità importanti a giocatori e ad alcuni uomini dello staff tecnico come Spighi e Bertaccini (rispettivamente preparatore atletico e allenatore dei portieri, andati al Venezia di Alessio Dionisi e al Trapani di Francesco Baldini, nda). L’Imolese adesso è questa. Deve fare scouting e valorizzare il più possibile i componenti della rosa. In squadra ora ci sono tanti ragazzi di qualità e di prospettiva, alcuni già convocati in Nazionale, e con loro bisogna avere pazienza e lavorare con cura. Siamo contenti e fiduciosi, perché stiamo mettendo assieme il giusto mix fra elementi giovani ed esperti. La difesa per quattro quinti è quella dello scorso anno. In più abbiamo ancora Belcastro, che è il punto di riferimento nel rombo di centrocampo». Oltre all’allenatore, la squadra è completamente rinnovata dalla cintola in su.

Quali rischi comportano cambiamenti così radicali?

«Quello di non essere pronti subito. Ma tante altre squadre avranno lo stesso problema. Per fortuna abbiamo dei ragazzi che conoscono il calcio di Coppitelli, come D’Alena e Marcucci, quindi per loro sarà più semplice adattarsi al modo di giocare e a dare un’identità precisa al centrocampo. C’è da impegnarsi, perché qualcuno viene da mesi di inattività come Garattoni e lo stesso D’Alena, quindi dobbiamo avere lucidità, freddezza e pazienza. Se c’è da aspettare dobbiamo farlo, perché sono profili che da un momento all’altro esploderanno».

Calcio serie C, l'ottimismo del presidente dell'Imolese Spagnoli: «Più certezze di un anno fa»

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