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Calcio serie C, Lorenzo Spagnoli e lo scenario che si prospetta all’Imolese: «Play-out, 150 mila euro, è proprio assurdo»

Calcio serie C, Lorenzo Spagnoli e lo scenario che si prospetta all’Imolese: «Play-out, 150 mila euro, è proprio assurdo»

E’ nel caos che sempre si crea quando le proposte di una maggioranza, non corrispondenti a quelle di una minoranza a sua volta divisa, vengono disattese, scontentando entrambe, dalla decisione del vertice, che si dibatte la serie C nell’attesa dell’ultimo Consiglio Federale in programma lunedì 8 giugno. Che la stagione debba concludersi giocando, lo ha deciso Gabriele Gravina, il presidente della Figc, giovedì 28 maggio nel corso del Consiglio Direttivo. Ora però spetta al Consiglio Federale stabilire una volta per tutte le modalità con le quali portare a termine il campionato, con l’ipotesi più accreditata che rimane quella di disputare solo play-off e play-out. Per ora si naviga ancora a vista. Sul tavolo solo delle ipotesi. Difficile esprimersi anche per il presidente dell’Imolese Lorenzo Spagnoli, che in linea con la volontà espressa qualche settimana fa dalla gran parte delle società di serie C al presidente LegaPro Francesco Ghirelli, sperava nella sospensione definitiva della stagione, per iniziare a concentrarsi sulla prossima dopo aver anche esonerato pochi giorni fa il tecnico Atzori (l’ufficialità di Roberto Cevoli come nuovo allenatore dovrebbe arrivare nelle prossime ore). Contando anche su una classifica che vede l’Imolese salva in virtù del quartultimo posto, supportato anche da una media punti migliore rispetto a quella dell’Arzignano, che è terzultimo con una partita in meno.«Resto del parere che non si dovrebbe più giocare – ha confermato Spagnoli -. Troppe le complicazioni per scendere in campo, a cominciare dall’impossibilità di attuare i protocolli sanitari previsti, che oltretutto ci obbligherebbero a spendere 150 mila euro anche solo per allenarci e disputare le partite di play-out».

Queste sono le due complicazioni maggiori. E le altre?

«Nessuno considera lo stress vissuto dai calciatori, che dopo 3 mesi e mezzo di sosta forzata dovrebbero ricominciare ad allenarsi, con tutti i rischi che ciò comporta. Poi bisogna trovare l’accordo sulle mensilità da pagare e c’è da risolvere il nodo cassa integrazione. Inoltre sarà necessario trovare una sistemazione ai giocatori, considerando che sono scaduti gli affitti degli appartamenti dove li avevamo sistemati. Per non parlare del problema legato ai contratti che scado o il 30 giugno. E infine accetterebbero tutti di giocare in luglio? Se qualcuno si fosse già accordato con un’altra società per l’anno prossimo, potrebbe rifiutarsi, avendone il diritto». (a.d.p.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): Lorenzo Spagnoli

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