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Cronaca 24 Aprile 2018

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»

Hera conferma che «un uso corretto e oculato del servizio del teleriscaldamento, comparato con i costi complessivi del gas, può determinare un risparmio». Nella nota diffusa nei giorni scorsi, Hera replica così al comitato Telerimborsati. «I temi sollevati – si legge – sono i medesimi già espressi più volte e in altre occasioni dalle stesse persone, non aggiungono nulla di nuovo e rilevante, e sui quali Hera ha già puntualmente risposto, intervenendo rispetto a informazioni fuorvianti e non corrette.

Come già evidenziato più volte, la riconversione al teleriscaldamento è quasi sempre conveniente nel caso di condomini con riscaldamento centralizzato a gas, mentre lo è sempre, sotto tutti i punti di vista, nel caso di un impianto a gasolio. Abbiamo anche sempre spiegato che per essere corretto, il confronto di costo va fatto a parità di servizio. Non si può cioè confrontare il costo del solo gas metano con il costo del servizio teleriscaldamento, non tenendo in adeguato conto, nella comparazione, i costi evitati nel caso del teleriscaldamento come quelli di acquisto e manutenzione della caldaia, e trascurando alcuni valori intrinseci al servizio come il pronto intervento 24 ore 24 tutto l’anno, la sicurezza e la comodità, le ricadute positive sull’ambiente».

Per quanto riguarda invece l’efficienza e i benefici ambientali della centrale, spiega Hera, «il teleriscaldamento da cogenerazione garantisce un rendimento energetico nel complesso più alto rispetto alle caldaie tradizionali. La centrale a ciclo combinato permette di produrre insieme energia elettrica e calore, riducendo i consumi rispetto alla loro produzione separata. Inoltre, l’impianto ha caratteristiche tecniche tali da garantire elevati rendimenti, a fronte di ridotti livelli di emissioni in atmosfera, rispettando limiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa».

La centrale di via Casalegno copre circa un terzo del fabbisogno di energia elettrica del circondario imolese e circa il 20% dei consumi di calore delle famiglie del comune di Imola. «In termini di risparmio energetico medio annuo – si aggiunge – parliamo di circa 11 mila tonnellate equivalenti di petrolio. E, in termini di minori emissioni, di 84 mila tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera in un anno, quantità equivalente a quella assorbita da 600 mila alberi durante il loro ciclo vitale; di 172 tonnellate in meno di anidride solforosa; di 230 tonnellate in meno di ossidi di azoto, quantità equivalente a quella emessa da 90 mila auto diesel euro5 che percorrono 15 mila chilometri all’anno; oltre a un pressoché azzeramento dell’emissione di polveri sottili, che sono misurate in continuo con i risultati pubblicati online. Le Pm10 e le Pm 2,5 vengono inoltre monitorate trimestralmente da un laboratorio esterno, con risultati sempre inferiori al limite di rilevabilità dello strumento». «Dispiace quindi che l’utilizzo strumentale e la non corretta informazione – conclude Hera – cerchino di influenzare la percezione della gestione del teleriscaldamento, che a Imola ha favorito risultati ambientali di non poco valore». 

r.c.

Nella foto (dal sito Hera): la campagna per il teleriscaldamento

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»
Cronaca 24 Aprile 2018

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

Il comitato Telerimborsati torna sul tema delle tariffe del teleriscaldamento. «Sono più alte rispetto ad altre municipalità. Qui il costo è di 12-13 centesimi per kilowattora; altrove, invece, è di 7-8 centesimi» sostiene Massimo Bolognesi, l’ingegnere incaricato dal comitato di analizzare costi e convenienza.

Nel 2016, una palazzina di 6 appartamenti nei pressi della piscina comunale Ruggi si è staccata dalla rete del teleriscaldamento, passando al gas metano. Si tratta del secondo caso a Imola, dopo quello del condominio in via San Francesco staccatosi nel 2013. Come già fatto la prima volta, anche in questo caso il comitato ha presentato i dati dell’intervento, il tutto per dimostrare che il passaggio al gas metano consente comunque un risparmio di almeno il 30%. «Il secondo intervento di distacco dalla rete, con installazione di una caldaia da 35 kilowatt – dettaglia Bolognesi – ha avuto un costo complessivo di 13.096 euro. Sull’anno di riferimento, con tariffa binomia, quella applicata da Hera sino al distacco dell’impianto, la spesa del teleriscaldamento sarebbe stata pari a 8.198 euro. La spesa a gas metano, invece, è stata di 5.361 euro, con un risparmio del 34,6 per cento. Fra detrazioni fiscali e costi di manutenzione, nel complesso i costi gestionali si riducono di circa 4 mila euro all’anno, consentendo di recuperare l’investimento in circa 3,2 anni».

Secondo Bolognesi «il maggior costo applicato, consente a Hera di tenere bassi sul mercato i prezzi di gas ed energia elettrica, a scapito degli utenti del teleriscaldamento».Anche per quanto riguarda l’impatto ambientale della centrale di via Casalegno Bolognesi obietta, basandosi sui dati della Dichiarazione ambientale 2016 di Hera: «L’energia termica prodotta per il teleriscaldamento è solo il 19 per cento del totale, inferiore anche alle emissioni al camino, che sono il 35 per cento. Serviva una centrale più efficiente, con meno dispersioni» chiosa.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: Massimo Bolognesi

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

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