Posts by tag: tutela

Cronaca 22 Novembre 2019

A Imola e a Medicina distribuzione gratuita di piante e siepi in occasione della Festa dell'Albero

Sono tante in tutta Italia le iniziative previste per la «Giornata nazionale degli alberi», che si celebra il 21 novembre, come stabilito dalla legge che l”ha istituita nel 2013. L”obiettivo della legge 10/2013 è quello di «perseguire, attraverso la valorizzazione dell”ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l”attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell”aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all”albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani».

In particolare, è previsto che il Ministero dell”ambiente e della tutela del territorio e del mare, in occasione della Festa dell”Albero, promuova nelle scuole italiane «iniziative volte alla promozione dell”ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree, l”educazione civica e ambientale sulla legislazione vigente».

Anche nella nostra regione, e nello specifico nel territorio del circondario imolese, si terranno diverse iniziative organizzate da Legambiente. A Imola, domani 23 novembre, dalle 8 alle 11.30, al mercato agroalimentare di via Rivalta, con il patrocinio del Comune di Imola, ci sarà la distribuzione gratuita di alberi e siepi ai cittadini. Un momento analogo è previsto domenica 24 a Medicina, anche in questo caso con il patrocinio del Comune. L”appuntamento per i cittadini che vorranno ritirare alberi e siepi gratuite è dalle 9.30 alle 12.30 sotto il voltone del municipio (via Pillio), dove sarà presente un operatore comunale per dare informazioni sulle specie vegetali distribuite. (r.cr.)

A Imola e a Medicina distribuzione gratuita di piante e siepi in occasione della Festa dell'Albero
Economia 9 Aprile 2019

Castel Guelfo, Castel San Pietro e Ozzano aderiscono al progetto “Verde urbano' in difesa delle api. Assente Imola

Ci sono anche Castel Guelfo, Castel San Pietro e Ozzano Emilia tra i 75 comuni dell’Emilia Romagna che hanno aderito al progetto Verde urbano avviato nel 2014 dal Conapi, il maggiore consorzio italiano di apicoltori e dal Centro agricoltura ambiente Giorgio Nicoli di Crevalcore, dedicato alla tutela delle api nell’ambito della gestione fitosanitaria del verde pubblico e privato. Nell’elenco non compare però Imola.

«Al momento il dialogo con il Comune di Imola si è interrotto – precisa Giorgio Baracani, vicepresidente di Conapi – ma è un progetto al quale teniamo molto e sicuramente riapriremo i colloqui». Il progetto intende informare e sensibilizzare sull’importanza di una corretta gestione a basso impatto ambientale del verde ornamentale pubblico e privato per la salvaguardia delle api e degli altri insetti utili, con ricadute positive sulla qualità ambientale, la salvaguardia della salute pubblica e della biodiversità anche nei contesti urbani.

«Il progetto, inoltre- aggiunge Baracani-  non ha costi per le amministrazioni e prevede incontri con i responsabili della gestione del verde urbano ma anche incontri pubblici di sensibilizzazione rivolto alla popolazione per informarla e condividere l’adozione di tecniche “pulite” per la gestione del verde privato». (al.gi.)

Nella foto Giorgio Baracani

Castel Guelfo, Castel San Pietro e Ozzano aderiscono al progetto “Verde urbano' in difesa delle api. Assente Imola
Cronaca 8 Febbraio 2019

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»

Non si placano le proteste riguardanti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Santerno, cominciati a inizio gennaio a pochi metri dal ponte Alidosi e di cui ci siamo occupati sul sabato sera del 17 gennaio scorso. L’intervento, autorizzato da Arpae, riguarda quasi 50 ettari di terreno, per una lunghezza di 18,5 chilometri, da Castel del Rio a Codrignano. Oltre alle lettere arrivate anche alla nostra redazione (pubblicate su «sabato sera» del 7 febbraio), nei giorni scorsi le segnalazioni inviate da Giacomo Bugané di Geolab, onlus da che da vent’anni svolge attività di educazione ambientale sul Santerno, così come da numerosi privati cittadini, hanno indotto la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio a intervenire sulla vicenda, sollecitando gli enti presenti alla conferenza di servizi che ha dato il via libera ai lavori di verificare, per quanto di competenza, «l’ottemperanza alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza medesima». Questo quanto si legge nella lettera di risposta indirizzata il 28 gennaio scorso a Bugané, al Comune di Castel del Rio e per conoscenza ad Arpae.

Gli enti preposti ai controlli, per la verità, si erano già attivati nelle scorse settimane, dopo l’allarme lanciato dalle Guardie ambientali metropolitane, Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, che hanno filmato la ditta incaricata mentre procedeva all’estirpazione di un pioppo con le intere radici e all’abbattimento a tappeto della vegetazione presente nell’alveo del fiume. L’ultimo aggiornamento che ci giunge da Arpae è che «i lavori di taglio da parte della ditta stanno proseguendo – spiega la dirigente Patrizia Vitali, che ha firmato l’atto di concessione -. Contestualmente proseguono gli accertamenti, che si concluderanno solo a fine lavori. Il 22 gennaio scorso è stato effettuato un sopralluogo guidato da Arpae e dall’Autorità idraulica, con la partecipazione dei carabinieri forestali, polizia provinciale, guardie ecologiche e naturalmente della direzione lavori, in cui è stata accertata la regolarità dei lavori, sono state date indicazioni alla ditta per migliorare le modalità di intervento (tipologia di piante da tagliare e/o da preservare, modalità di ripristino dei luoghi dopo l’intervento, ecc…) e sono state condivise con gli organi di controllo i principi e le caratteristiche generali del progetto».

In prospettiva, i lavori interesseranno anche un tratto di 7 chilometri e mezzo all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e del sito Natura 2000, da Borgo Tossignano a Codrignano, area sottoposta a tutela. Anche in questo caso è stato rilasciato regolare nulla osta, con prescrizioni inerenti la salvaguardia delle specie protette. Qui, dettaglia la concessione rilasciata da Arpae, è consentito un taglio del 30% degli esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche, il rispetto delle specie autoctone e il taglio a raso di tutta la vegetazione arborea compresa nell’alveo di magra del Santerno. In prima battuta Arpae aveva addirittura proposto «un taglio percentualmente più importante, tale da garantire maggiore sicurezza idraulica ai territori rivieraschi fortemente esposti al rischio di esondazione e indicati nella pianificazione di bacino come aree a rischio elevato». Anche in questo caso, abbiamo cercato di capire se e come si concilia l’esigenza di salvaguardare un territorio protetto alla necessità di messa in sicurezza dal rischio inondazioni. «Interventi di questo tipo – ci spiega Gabriele Cassani, dell’Ente di gestione parchi e biodiversità – sono regolamentati da norme specifiche. Le norme di salvaguardia del Parco regionale della Vena del Gesso sono dettate da specifica legge regionale. Il tratto in questione coincide anche con un Sito di importanza comunitaria (Sic), sottoposto anche a tutele che discendono da direttive dell’Unione europea». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»
Cronaca 10 Ottobre 2018

Il cedro del Libano del cimitero del Piratello e gli altri giganti verdi del circondario imolese

Sono 106 i giganti verdi dell’Emilia Romagna inseriti nel primo elenco ufficiale nazionale, approvato di recente dal ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali, e ora anche del Turismo. Si tratta di alberi particolarmente maestosi e longevi, singoli o in gruppi o filari, ai quali è riconosciuto un particolare valore culturale e storico, oltre al valore strettamente scientifico o ambientale. Alberi che proprio in considerazione di queste molteplici caratteristiche godono di una particolare tutela da parte della legislazione nazionale e regionale.

A livello nazionale se ne occupa la legge numero 10 del 2013, ma molte Amministrazioni regionali da ben più tempo hanno a cuore la tutela di esemplari arborei di notevole pregio scientifico o monumentale. E’ il caso appunto dell’Emilia Romagna, prima Regione italiana ad approvare (nel 1977) una norma in materia di tutela degli alberi monumentali e a dare il la al primo censimento regionale che, ad oggi, conta appunto 106 esemplari monumentali che si distinguono per età, dimensioni e per l’originale pregio naturalistico e botanico.

Mentre, complessivamente, sono 646 gli alberi singoli, in gruppo, in filare e in boschetto posti sotto tutela, anche se non ancora considerati monumentali. «In Emilia Romagna – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo – i boschi si estendono su una superficie di oltre 540 mila ettari e in totale si arriva a più di 610 mila conteggiando anche le altre aree a vegetazione legnosa come arbusteti, castagneti da frutto, pioppeti e arboricoltura da legno. Di fatto circa il 25 per cento del territorio regionale è coperto da foreste. Questa espansione è un fatto positivo, perché contribuisce al miglioramento dell’ambiente e favorisce la biodiversità, soprattutto nelle aree montane. E in questa prospettiva – prosegue l’assessore – si inserisce anche la salvaguardia degli alberi monumentali, autentici serbatoi di biodiversità di alto pregio naturalistico e paesaggistico, oltre a rappresentare spesso un patrimonio di grande valore storico, culturale e religioso per particolari episodi o vicende che li hanno visti salire alla ribalta nel passato».

Il circondario imolese vanta 16 alberi monumentali: 7 si trovano a Imola, 4 a Dozza, 2 a Castello, 1 a Castel Guelfo, 1 a Fontanelice e 1 a Borgo Tossignano. A questi si è appena aggiunto un cedro del libano posto all’interno del cimitero del Piratello, il cui sviluppo è perfettamente integrato con le pareti del giardino interno che lo ospitano, in maniera appunto monumentale. Questo cedro è l’ultimo nuovo inserimento nella lista degli alberi monumentali del nostro circondario grazie ad un censimento cui hanno collaborato anche le Gam, che a vario titolo monitorano il territorio e fanno rispettare i regolamenti in materia di ambiente di enti come Comuni, Città metropolitana e parchi naturali. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il cedro del Libano all”interno del cimitero del Piratello di Imola

Il cedro del Libano del cimitero del Piratello e gli altri giganti verdi del circondario imolese

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