Posts by tag: viabilità

Cronaca 11 Febbraio 2020

Ponti: Rondanina va chiuso, Dante e Ponticelli da rivedere

Appena arrivato a Imola, lo scorso novembre, il commissario prefettizio Nicola Izzo aveva indicato tra le priorità un «sopralluogo su ponti e viadotti del territorio». Nel luglio del 2018 Area Blu, società che si occupa anche della manutenzione di strade e ponti che fanno capo al Comune di Imola, aveva dato un incarico da 40 mila euro per censire ed ispezionare visivamente i ponti comunali allo Studio Micheloni, con sede legale a Lastra di Signa, in provincia di Firenze, e una filiale anche a Bubano, lo stesso che ha svolto un incarico analogo anche per conto del Comune di Mordano.

(…) Il risultato? Per quattro ponti sono necessari interventi. Nel dettaglio, si tratta del ponte in via Rondanina nei pressi dell’incrocio con la San Vitale (Sp253), di altri due manufatti lungo via Ponticelli Pieve e del ponte sul Santerno di viale Dante.
Quello in condizioni peggiori, che presenta vistose crepe e dissesti, è quello di via Rondanina per il quale in questi giorni verrà emanata un’apposita ordinanza di chiusura al transito e verranno posizionati dei new jersey prima e dopo il ponte. Da notare che la circolazione sulla San Vitale non subirà ripercussioni, ma da via Rondanina, strada in cui tra l’altro Eurovo ha un allevamento di galline per la produzione di uova biologiche, non sarà più possibile immettersi nella strada provinciale e viceversa. (gi.gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 6 febbraio

Imola

Ponti: Rondanina va chiuso, Dante e Ponticelli da rivedere
Cronaca 8 Febbraio 2020

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese

Anche Mordano, come già altri comuni nel circondario, avrà i suoi photored (o rosso ti vede). Arrivato il nullaosta da parte della Città metropolitana, nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per installare le colonnine al semaforo tra le vie Lughese, Ponte e Cavallazzi. Il sistema si attiva soltanto quando il semaforo è rosso. La prima foto viene scattata quando il veicolo passa sui sensori nascosti nell’asfalto prima della linea di arresto, mentre la seconda quando attraversa il sensore dopo la stessa linea. «Saranno posizionati in tutti e quattro i lati dell’incrocio – dettaglia il sindaco, Nicola Tassinari -. Ci siamo impegnati nella realizzazione di piste ciclopedonali, portando persone in percorsi protetti a fianco alla strada, quindi è ancora più importante che gli auto- mobilisti rispettino il Codice della strada».

Sempre in questi giorni, sono partiti i lavori per la sostituzione dei due autovelox fissi sulla via Lughese, il primo nei pressi di via Montebottone, per chi arriva da Imola, e l’altro, per chi proviene da Massa Lombarda, tra via Lama e via Nuova, quindi entrambi sanzionano solo i veicoli in entrata a Mordano. Gli attuali box saranno sostituiti da apparecchi di ultima generazione (identici a quello vicino alla discoteca Cap Creus sulla Selice), issati su pali con le fotocamere poste a circa cin- que metri di altezza, quindi a prova di vandalo, che, grazie agli infrarossi, per- metteranno di sanzionare, 24 ore su 24 (attualmente, invece, scattano soltanto di giorno), gli automobilisti che non rispettano il limite di 70 chilometri orari presente in quei tratti. «Il Comune non lo fa per fare cassa – chiarisce il sindaco -. L’obiettivo non è fare multe, semmai non farne nessuna perché vorrebbe dire che gli automobilisti hanno rispettato le regole». (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 6 febbraio.

Nella foto: l’installazione del photored all’incrocio

A Mordano photored al semaforo e nuovi autovelox sulla Lughese
Cronaca 7 Febbraio 2020

La Soprintendenza boccia la rotonda al posto del semaforo Scania-Marconi

Fumata nera per la rotonda all’incrocio tra via Scania e via Marconi a Castel San Pietro. La Soprintendenza, infatti, ha negato l’autorizzazione per realizzare la rotatoria che, nelle intenzioni dell’Amministrazione Tinti, avrebbe dovuto sostituire l’attuale semaforo, risolvendo i problemi di smog e di traffico in alcune fasce orarie (nel 2018 erano però state raccolte anche quasi 400 firme contro la sua realizzazione). «La sovrapposizione storica fra il sedime viario odierno e quello del catasto del 1894 evidenzia che la conformazione planimetrica attuale dell’area interessata dagli interventi coincide con quella della città ottocentesca – si legge nelle motivazioni della Soprintendenza -. Tale considerazione implica l’esigenza di salvaguardare il tracciato stradale e gli spazi aperti così come esistenti oggi». Inoltre, «i sondaggi archeologici hanno rilevato la presenza di resti, tra cui un probabile rivellino. La rotatoria in progetto si troverebbe in corrispondenza della parte di mura a cui un tempo erano addossate le strutture del sistema difensivo, interferendo così con la vocazione dell’area che presenta interesse storico». 

Da qui il diniego che «non cambia la nostra priorità che è quella di garantire la sicurezza e la salute dei nostri cittadini – commenta il sindaco, Fausto Tinti – Avvieremo subito uno studio di fattibilità per ridefinire la viabilità attraverso interventi per migliorare l’accessibilità al centro storico, nel rispetto della sua fisionomia e mediante la riasfaltatura dell’area Scania-Marconi-Oberdan, nuovi marciapiedi, il completamento dei percorsi ciclopedonali protetti e lo studio della viabilità sulle vie Grandi, Risorgimento, Colombarina e Tanari».

Da notare che le risorse disponibili per gli interventi derivavano da obblighi previsti da una specifica convenzione con la società immobiliare Fap Investments e sono vincolate alla realizzazione di infrastrutture destinate alla mobilità. Ora l’Amministrazione comunale dovrà ricorrere ad altre risorse per la riqualificazione dell’area verde adiacente l’incrocio e la valorizzazione delle antiche mura. (gi.gi.)

Nella foto: l’incrocio Scania-Marconi

La Soprintendenza boccia la rotonda al posto del semaforo Scania-Marconi
Cronaca 3 Febbraio 2020

Più morti sulle strade del territorio nei primi nove mesi del 2019. In aumento anche incidenti e feriti

Nei primi nove mesi del 2019 i morti sulle strade del territorio metropolitano sono aumentati. È quanto rileva il report sull”incidentalità pubblicato dall”Ufficio di Statistica della Città metropolitana di Bologna, insieme a un aumento del numero di incidenti e di feriti rispetto allo stesso periodo del 2018.

I morti sono infatti 56, 6 in più rispetto ai primi nove mesi del 2018, con un picco nel mese di marzo (10 decessi). I feriti sono stati 3.892, 132 in più rispetto ai 3.760 dei primi nove mesi del 2018. L’analisi della lesività degli incidenti rispetto al mezzo utilizzato mostra un aumento degli infortunati per motociclisti, automobilisti e ciclisti (aumentati rispettivamente di 77, 63 e 43 unità), mentre c”è stata una diminuzione per i pedoni (diminuiti di 7 unità per un totale di 354 feriti) e per le altre categorie di utenti.

Gli incidenti stradali sono stati 2.851, 102 in più rispetto ai primi nove mesi del 2018 in cui erano stati 2.749. I mesi di maggior incidentalità sono marzo e giugno, con 370 e 375 incidenti. Il venerdì è la giornata con il più rilevante numero di incidenti, pari a 468, mentre l’orario più critico è quello attorno alle 18, in particolare nei giorni lavorativi, quando è maggiore sia il numero degli incidenti sia dei morti. Nel fine settimana si registrano meno incidenti, ma sono più presenti quelli nelle ore notturne.

Rispetto alla distribuzione territoriale, in valore assoluto le variazioni più rilevanti si sono verificate a Zola Predosa (aumento di 32 sinistri e 53 feriti ma 1 morto in meno), Imola (aumento di 31 incidenti e 47 feriti ma 1 morto in meno), Argelato (aumento di 17 sinistri, 20 feriti e 3 morti), Calderara di Reno (aumento di 15 incidenti e 15 feriti) e San Pietro in Casale (aumento di 13 sinistri e 24 feriti).

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, un incidente a Imola del luglio del 2019

Più morti sulle strade del territorio nei primi nove mesi del 2019. In aumento anche incidenti e feriti
Cronaca 27 Gennaio 2020

Cartello stradale rubato in via Manzoni a Castel San Pietro, nessuna sanzione quando non c’era

E’ stato ripristinato il cartello integrativo dei 20 minuti di sosta gratuiti che ignoti avevano asportato in via Manzoni a Castel San Pietro. «Eventuali sanzioni comminate nel periodo in cui non era presente il cartello verranno archiviate e/o rimborsate» assicurano dalla polizia locale. 

Per informazioni contattare il comando al numero verde 800887398. (r.cr.)

Nella foto (da Google Maps): via Manzoni a Castel San Pietro

Cartello stradale rubato in via Manzoni a Castel San Pietro, nessuna sanzione quando non c’era
Cronaca 15 Gennaio 2020

Partito a Castel San Pietro l'intervento per eliminare le barriere architettoniche sul marciapiede di via Albertazzi

E” partito oggi, mercoledì 15 gennaio, il cantiere dell”intervento in via Albertazzi a Castel San Pietro. L”obiettivo è quello di eliminare le barriere architettoniche nel tratto di marciapiede sul lato destro, compreso tra piazzale Dante e piazza dei Poeti. Il marciapiede in questione, largo circa un metro, è interrotto in più punti da “cercini”, piccole aiuole quadrate di 70 centimetri di larghezza che rendono praticamente impossibile il transito ai disabili e ai bambini in carrozzina, che devono così spostarsi sulla strada.

Per questo motivo la Giunta castellana, in accordo con il Servizio viabilità del Comune, ha preso la decisione di eliminare i cercini e riasfaltare il tratto di marciapiede, che sarà dotato di rampe con una pendenza regolare per dare la possibilità di accedere a disabili e carrozzine. L”intervento, se le condizioni meteo lo permetteranno, si concluderà entro venerdì 24 gennaio. Durante il cantiere, come indica la segnaletica sul posto, sarà applicato un divieto di sosta con rimozione forzata dalle 7 alle 17. (r.cr.)

Nella foto il tratto del marciapiede di via Albertazzi interessato dai lavori

Partito a Castel San Pietro l'intervento per eliminare le barriere architettoniche sul marciapiede di via Albertazzi
Cronaca 14 Gennaio 2020

Centro storico, la proposta di Ascom: “Auto elettriche e ibride in piazza Gramsci'

Per le associazioni di categoria il centro storico imolese è da anni uno dei principali tasti dolenti dell’economia locale. Abbiamo chiesto a Luca Alpi, presidente di Confcommercio Ascom Imola, di tornare sull’argomento.

Su cosa intervenire in via prioritaria per lo sviluppo del centro storico?
«Dobbiamo rivedere completamente la viabilità, perché negli ultimi trent’anni è stata impostata in modo che nessuna strada portasse in piazza. Se dobbiamo rianimare il centro e se per arrivare in centro la strada più vicina è oltre la circonvallazione, c’è qualcosa che non va. Dobbiamo mettere a posto la pista ciclabile in entrata dall’ospedale vecchio, un pezzo di strada micidiale. Chi è in macchina e deve parcheggiare o partire, regolarmente non vede le biciclette, che rischiano sempre di sbattere contro gli sportelli, come purtroppo ho visto succedere diverse volte. C’è da aumentare il numero delle telecamere, che devono funzionare e non essere lì solo per bellezza. Poi, siccome siamo nel mondo dell’elettrico e dell’ibrido, bisogna cominciare a far entrare le auto in centro storico senza problemi: non possono più dirci che inquinano. Il pomeriggio piazza delle Erbe (Gramsci) è un deserto, cosa aspettiamo a parcheggiare lì le auto elettriche o ibride tutto il pomeriggio fino all’una di notte? Mettere lì 50 o 60 auto creerebbe un movimento non indifferente. Perché non fare un parcheggio gratuito nella zona lungofiume e ogni venti minuti far passare di lì una navetta che porti le persone in piazza? Noi abbiamo bisogno di questo». (lo. mi.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 9 gennaio

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Centro storico, la proposta di Ascom: “Auto elettriche e ibride in piazza Gramsci'
Cronaca 16 Dicembre 2019

Corsie per le auto più strette per far spazio alle ciclabili in via della Resistenza

Da una parte due ciclopedonali più larghe per raggiungere in sicurezza la zona della stazione ferroviaria e il centro storico, dall’altra corsie più strette per i veicoli. Così cambierà il volto nei prossimi mesi via della Resistenza nel tratto compreso tra la rotonda all’incrocio con via Selice e quella con via Pisacane.
I lavori, iniziati a rilento per via delle piogge abbondanti delle scorse settimane, sono partiti più speditamente a inizio dicembre e si protrarranno per i prossimi tre mesi. In sostanza, i due marciapiedi, oggi decisamente strettini in alcuni punti, si trasformeranno in due piste ciclopedonali con una larghezza variabile da un minimo di 2 metri a un massimo di 2,5 metri. Saranno in asfalto con i cordoli in granito e consentiranno di collegare meglio il quartiere Campanella con la zona della stazione ferroviaria e il centro storico, completando i percorsi ciclabili già realizzati ad esempio lungo viale Marconi.

Per allargare i due marciapiedi, però, «la strada verrà stretta di 80 centimetri in ciascuno dei due sensi di marcia» spiega il geometra Maurizio Giovannini di Area Blu, la società in house che si occupa anche della viabilità e delle strade per conto del Comune di Imola. Questo, ovviamente, significherà che le attuali corsie (due per ogni senso di marcia) riservate ai veicoli diventeranno più strette per far più spazio a bici e pedoni.
Attualmente, infatti, ogni corsia ha una larghezza di 3,5 metri, mentre al termine dei lavori verrà ridotta ad appena 3,1 metri, più o meno la larghezza di quelle ricavate nel sottopasso ferroviario della bretella la scorsa estate (qui ci sono due corsie larghe 3 metri in direzione della zona industriale e una corsia da 3,5 metri in direzione del quartiere Pedagna). Ergo, anche in via della Resistenza gli automobilisti saranno, per così dire, incentivati a ridurre la velocità (il limite è di 50 chilometri orari). (gi. gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 12 dicembre

Corsie per le auto più strette per far spazio alle ciclabili in via della Resistenza
Cronaca 13 Dicembre 2019

A gennaio sarà ripristinata la frana in via Montecerere, a causa della quale la strada è chiusa da maggio

Nelle scorse settimane ha piovuto sul bagnato, si potrebbe dire, ma per fortuna la situazione della frana in via Montecerere, sulle colline castellane, non si è aggravata. A causarla, all’altezza del chilometro 4, erano state le abbondanti piogge del mese di maggio. «A franare era stata la scarpata di valle, scesa per una sessantina di metri portandosi con sé una fetta di carreggiata – spiega l’assessore ai Lavori pubblici di Castel San Pietro, Giuliano Giordani -. Per motivi di sicurezza, da quel momento la strada risulta chiusa e la circolazione locale è deviata su via Montecalderaro a monte e su via Viara a valle».

La novità ora è che, a distanza di alcuni mesi, finalmente la frana verrà sistemata. Secondo gli uffici tecnici comunali i lavori, del costo complessivo di 118 mila euro, dovrebbero iniziare a gennaio, condizioni climatiche permettendo. Ad occuparsene sarà il Consorzio della Bonifica Renana che, su richiesta dell’Amministrazione comunale, destinerà all’intervento 38 mila euro inizialmente previsti per la sistemazione di un dissesto in località Casetta su via Tanari, dove la circolazione è rallentata per il restringimento della carreggiata, ma non interrotta. A conferma dell’urgenza di ripristinare la viabilità di via Montecerere, la cui chiusura causa non pochi disagi ai residenti nonché a titolari e lavoratori delle aziende in collina obbligati ad allungare non di poco i percorsi, i restanti 80 mila euro necessari per il corposo intervento sono stati destinati al Comune di Castel San Pietro dalla Protezione civile e derivano dalle risorse stanziate per gli interventi riconosciuti all’interno dello stato di emergenza nazionale (chiesto dalla Regione e riconosciuto dal Governo) per il maltempo che ha caratterizzato l’Emilia Romagna tra febbraio e maggio 2019. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 dicembre

Nella foto via Montecerere interrotta in corrispondenza della frana di maggio

A gennaio sarà ripristinata la frana in via Montecerere, a causa della quale la strada è chiusa da maggio
Cronaca 31 Ottobre 2019

Con i leggi-targa già elevate dai vigili urbani a Imola, Dozza e Castel Guelfo 327 sanzioni

Le telecamere leggi-targa (o targasystem) si stanno moltiplicando nel circondario imolese. Agli automobilisti più attenti, infatti, non sarà sfuggito che, specie in corrispondenza di semafori o di pali dell’illuminazione, sono stati installati dei dispositivi di videosorveglianza nei territori di Imola, Dozza, Medicina e Castel Guelfo che, soprattutto negli ultimi mesi, sono stati usati per controlli stradali e, ad oggi, sono state elevate ben 327 sanzioni. La loro particolarità, infatti, sta nel fatto che sono in grado di inquadrare e leggere le targhe dei veicoli, segnalando quindi in tempo reale alle forze dell’ordine la presenza di un veicolo senza assicurazione o non in regola con la revisione periodica. L’ex comandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale (o locale, secondo la nuova dicitura) del Circondario imolese, Vasco Talenti, da subito aveva dimostrato di credere in questo tipo di controlli, tanto che aveva approntato un progetto dal respiro circondariale, partito in realtà un po’ a rilento.

Comunque sia, a Castel Guelfo non hanno perso tempo e, a stretto giro rispetto all’installazione di due dispositivi all’altezza del semaforo di via Stradone, hanno avviato i primi controlli. «Mercoledì 9 ottobre, nel corso della prima mezz’ora di verifiche, abbiamo fermato un veicolo risultato privo di assicurazione» aggiorna l’ispettore Fabio Senni della polizia municipale guelfese. Si tratta di una Honda Jazz condotta da una guelfese di 46 anni, che ha già riassicurato il veicolo e pagato la sanzione, rientrando quindi in possesso dell’auto. Nel corso dei successivi controlli, invece, sono stati fermati e sanzionati cinque veicoli non in regola con la revisione e un paio senza assicurazione. I vigili di Castel Guelfo, sebbene attualmente siano soltanto in due, assicurano che «pensiamo di effettuare un paio di appostamenti alla settimana».

I controlli nei mesi scorsi sono cominciati anche a Imola e Dozza. Il Comune di Imola ha installato ben 18 telecamere in corrispondenza di 12 postazioni, ossia in via Punta/Montericco, via Dante/Pirandello, via Marconi/Vittorio Veneto, via Andrea Costa/stazione, via I Maggio/del Lavoro, via Cooperazione, via Selice/Fossetta, via San Vitale (frazione Sesto Imolese) via Pisacane/hotel Olimpia, via Montanara/ristorante Fagiano, via Lughese/Lasie e, infine, via Selice/Bicocca. Il costo di 126 mila euro è stato coperto dal Comune di Imola tramite i fondi stanziati a fine 2017 dall’allora Giunta Manca. «Da aprile di quest’anno, quando sono diventati operativi i primi varchi installati, ad oggi sono stati sanzionati 243 veicoli con la revisione scaduta e 67 veicoli senza assicurazione» dettaglia Daniele Brighi, vice comandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale del Circondario imolese e coordinatore dei servizi esterni. A Dozza, invece, i due occhi elettronici sono stati installati la scorsa primavera in corrispondenza dell’attraversamento pedonale tra via I Maggio e via Ferrari. In questo caso, «i controlli sono partiti a fine agosto e, complessivamente, sono stati multati 9 conducenti per non essere in regola con la revisione» prosegue Brighi. A onor del vero, la carenza strutturale dei vigili urbani, un male comune nel circondario, non consente di realizzare probabilmente il numero di controlli che si vorrebbe, ma tant’è.

A Medicina, attualmente gli agenti in servizio sul territorio sono appena quattro.
Anche per questo, i controlli con le targa system devono ancora partire sebbene i dispositivi siano stati installati nel mese di agosto. I primi a credere nel valore di questo sistema di videosorveglianza sono stati però i castellani che già nel 2015 hanno installato le prime leggi-targa (dopo quattro anni di controlli, il numero delle multe sul Sillaro è drasticamente calato). Poche settimane fa alle cinque che da tempo presidiano i confini (in via Ca’ Bianca nei pressi della rotonda sotto alla via San Carlo e all’incrocio con via San Biagio, in corrispondenza della rotonda all’inizio degli Stradelli Guelfi, sulla via Emilia a Osteria Grande all’incrocio con via San Giorgio e lungo via Cova vicino al cavalcavia che passa sopra ai binari ferroviari) si è aggiunta una sesta telecamera lungo la via Emilia, in corrispondenza del nuovo supermercato realizzato al posto della concessionaria. «E’ stato direttamente il gruppo Pam a installare il targa system e altre due telecamere ambientali che sono state messe in rete con le altre della centrale operativa» conferma il sindaco castellano, Fausto Tinti. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 ottobre

Nella foto la leggi-targa installata a Castel San Pietro Terme da Pam

Con i leggi-targa già elevate dai vigili urbani a Imola, Dozza e Castel Guelfo 327 sanzioni

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