Cronaca

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci

«Siamo ancora in attesa, la valutazione è positiva ma, per quanto mi riguarda, e quindi per la complanare, aspetto a cantare di gioia». Il sindaco di Ozzano, Luca Lelli, fatica ad entusiasmarsi per il risultato ottenuto la scorsa settimana dall’incontro del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Virginio Merola, con il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. Sul tavolo c’era la richiesta di via libera per una serie opere di viabilità prioritarie per l’Emilia Romagna, a partire dal passante di Bologna, sulle quali proprio Regione e Città metropolitana hanno organizzato un paio di settimane fa una grande manifestazione, con il sostegno delle associazioni imprenditoriali e non solo.

Fausto Tinti, «collega» di Castel San Pietro di Lelli, è altrettanto cauto: «Siamo contenti però, di fatto, è ancora tutto nelle mani del ministro, non c’è stato un vero e proprio sblocco delle opere e soprattutto non capiamo di quali esattamente, a noi, come Castel San Pietro e circondario, interessa principalmente l’ampliamento dell’A14 e su questo non abbiamo visto la firma sul progetto della convenzione con Autostrade per l’Italia». In effetti, l’incontro al Mit con Toninelli ha permesso di fare un importante passo in avanti verso la realizzazione del passante di Bologna e della bretella Campogalliano-Sassuolo ma, come ha sottolineato Marco Monesi, consigliere metropolitano con delega a Pianificazione, Mobilità sostenibile, Viabilità, che era a Roma, «occorre continuare a mantenere alta l’attenzione sul complesso di opere che interessano il territorio».

In soldoni sono state ricevute rassicurazioni anche su alcune opere di adduzione al passante, cioè nodo di Funo, intermedia di Pianura, terzo lotto Lungosavena ma tutto tace sul fronte della quarta corsia dell’A14. Monesi l’ha fatto presente alla riunione ricordando che «abbiamo bisogno di accelerare anche sull’allargamento dell’A14, con la quarta corsia da San Lazzaro all’allacciamento con Ravenna, e dell’A13, con la terza corsia da Bologna a Ferrara» perché «con la realizzazione del passante e l’allargamento di queste due direttrici finalmente avremo risolto la congestione del nodo di Bologna. Poi basta nuove strade, come abbiamo scritto nel Piano urbano della mobilità sostenibile, tutte le risorse sul trasporto pubblico e la mobilità sostenibile» assicura a chi alza gli scudi contro l’invasione di asfalto. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto l”autostrada A14

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