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Cronaca 22 Marzo 2020

Mascherine e caschi speciali stampati in 3D per contrastare il diffondersi del Coronavirus

Wasp non si ferma mai, nemmeno durante il diffondersi del Coronavirus. Anzi è proprio in questo periodo di emergenza che l’azienda di Massa Lombarda, da anni affermatasi nel settore del 3d printing, ha deciso di convertire la sua capacità di innovazione, allo scopo di contrastare il Covid-19.

Da alcuni giorni, infatti, Wasp sta studiando e progettando strumenti ad hoc, sviluppati tramite stampa 3D, per garantire la salute sui luoghi di lavoro. L’azienda ha così creato una mascherina con filtro intercambiabile, chiamata «My Face Mask». In pratica, partendo dalla scansione 3D del volto, hanno realizzato e personalizzato una mascherina su misura per ogni operatore. Il materiale utilizzato è Pcl (policaprolactone). Si tratta di un biomateriale che può rimanere a contatto con la pelle. Le mascherine sono state stampate con Delta Wasp 4070. La mascherina può essere disinfettata e utilizzata più volte, mentre nella parte centrale va inserito un filtro intercambiabile.

Inoltre Wasp ha perfezionato un casco di protezione da microgocce con ventilazione e filtro integrato «My Space», ovvero uno spazio climatizzato, areato e al riparo da qualsiasi virus. Un casco protettivo a pressione positiva. Con questo casco è possibile avvicinare senza il timore di essere contagiati. E” realizzato in materiale plastico leggero e trasparente, facile da indossare e crea uno spazio personale protetto. Naso, bocca, occhi, orecchie, tutto è racchiuso in un involucro pressurizzato e all’interno si prova una sensazione di protezione, senza la limitazione della capacità respiratoria provocata dalle mascherine. L’aria fresca e pulita viene dall’alto, mentre in corrispondenza delle orecchie piccoli fori consentono l’ingresso del suono. I fori sono protetti da un flusso d’aria in uscita e volendo possono essere chiusi ed una batteria alimenta la ventola per diverse ore (da.be.)

Foto concesse dall’azienda Wasp

Mascherine e caschi speciali stampati in 3D per contrastare il diffondersi del Coronavirus
Cronaca 27 Febbraio 2020

Le infinite applicazioni industriali della stampa 3D, anche la polizia anticrimine usa le tecnologie di Wasp

Fare impresa con la stampa 3D, ma anche salvare il mondo con l’ausilio delle nuove tecnologie. Sono le due facce di Wasp, azienda di Massa Lombarda da anni afferma- tasi nel settore del 3d printing grazie alla progettazione e realizzazione di stampanti 3d alla portata di tutti. Liberare la creatività di ogni individuo permettendogli di materializzare facilmente e velocemente oggetti in plastica, bioplastica, argilla, silicone, fibra di carbonio, oppure fresando legno e alluminio: per Wasp la stampa 3d ha il potere liberatorio di avviare piccole produzioni per creare da sé ciò che si vuole, nell’ottica di un artigianato digitale reso possibile dalle cosiddette nuove tecnologie, che si evolvono velocemente ma sono ormai sempre più integrate nella quotidianità.

La stampa 3d, ad esempio, sta diventando fondamentale per il settore di ricerca e sviluppo di aziende che vogliono stare al passo con i tempi. Ne è esempio il colosso cesenate delle attrezzature sportive Technogym, che ha scelto le stampanti Wasp per prototipare le innovazioni progettate in digitale e riuscire dunque a «visualizzare» le idee, stampandole in 3d prima di metterle effettivamente in produzione. Una necessità comune ad altre aziende, fra cui il team moto Toccio Racing del Campionato Italiano Velocità, che ha acquistato una stampante 3d con la quale stampare componenti e ricambi in fibra di carbonio direttamente nel box, on demand e in tempo reale. Recentemente, poi, Wasp ha rifornito con le proprie stampanti anche un innovativo laboratorio di stampa 3d per la direzione centrale della Polizia di Stato, un vero e proprio hub di innovazione tecnologica di supporto alle indagini scientifiche del corpo di polizia anticrimine.

Fra i primi obiettivi di Wasp, più volte presentato e nel tempo migliorato, c’è quello di costruire case a chilometro zero, utilizzando materiali reperibili in natura, come il fango. Nel villaggio di Shamballa, presso la sede principale dell’azienda, in via Castelletto a Massa Lombarda, sono visitabili più generazioni di case costruite in terra. Non solo: nei mesi scorsi Wasp ha donato due stampanti (per un valore di alcune migliaia di euro) al primo laboratorio di ortopedia digitale dell’università di Damasco, dove professori e studenti realizzano protesi stampate in 3d per i mutilati di guerra del Paese. (mi.mo.)

Nella foto: il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in visita al laboratorio

Le infinite applicazioni industriali della stampa 3D, anche la polizia anticrimine usa le tecnologie di Wasp

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