Sport

Sport 14 giugno 2018

Ginnastica, la Biancoverde è l'unica squadra dell'Emilia Romagna a restare in serie A

Il «palaVela» di Torino è stato il prestigioso teatro della terza e ultima tappa del campionato nazionale di ginnastica artistica, organizzato dalla Federazione. Ecco allora che nello scorso weekend le ragazze imolesi, allenate da Giacomo Zuffa ed Eleonora Gatti, sono riuscite a confermare le buone prestazioni delle gare precedenti, piazzandosi al quindicesimo posto generale italiano. Fosse rimasto il regolamento degli anni scorsi (solo 12 squadre in A1), le giovani della Biancoverde sarebbero addirittura salite sul podio della A2, e sarebbero state promosse nella massima serie. La scelta federale è invece stata quella di far gareggiare in un’unica classifica tutte le 24 migliori squadre d’Italia, per ridefinire il campionato 2019.

Che si ritorni alle due principali serie a 12 squadre o che vengano ridotte solo a 8 compagini, in entrambi i casi Imola si conferma comunque in serie A, unica squadra femminile dell’Emilia Romagna a poter vantare questo risultato e con ginnaste giovani in continua crescita tecnica. Per la finalissima erano convocate Carolina James, Luna Luschi, Giada Montanari, Jennifer Nechyporenko ed Ilaria Verna, con il prestito straniero Sofia Iribarren da Madrid e come riserva Arianna Gozzi, ginnasta che può vantare con la Biancoverde un prestigioso passato in serie A1, ritornata ad allenarsi dopo il periodo di studi universitari. Queste ginnaste, assieme a Sofia Terziari e Cristina Cotroneo (impegnate nelle precedenti due prove), hanno concorso all’ottimo piazzamento. 

r.s.

Nella foto: la Biancoverde a Torini durante l”ultima prova di serie A. Da sinistra Verna, Iribarren, Luschi, Montanari, James e Nechyporenko

Ginnastica, la Biancoverde è l'unica squadra dell'Emilia Romagna a restare in serie A
Sport 13 giugno 2018

Aperture autodromo, appuntamento domani e lunedì per un giro in pista

All”autodromo Enzo e Dino Ferrari proseguono le aperture al pubblico. La pista sarà, infatti, aperta al pubblico domani e lunedì 18 giugno, sempre dalle ore 18.45 alle 20.30. Dopo un periodo di sosta l”appuntamento ritornerà venerdì 29 sempre allo stesso orario. E’ ovviamente consentito l’accesso alla pista a piedi e con mezzi meccanici non a motore.

r.s.

Nella foto: appassionati all”autodromo

Aperture autodromo, appuntamento domani e lunedì per un giro in pista
Sport 11 giugno 2018

Stefano Romualdi alla «Great Divide», il medicinese per 4.400 km dal Canada al New Mexico. Seguilo in diretta

Il 38enne medicinese Stefano Romualdi sta partecipando alla gara «no-stop» più lunga del mondo in mountain bike, un percorso che taglia il continente nordamericano dal Canada (Banff), fino al New Mexico (Antelope Wells). In tutto 4.400 km in sella alla bici e in solitudine (1.000 km più lungo del Giro d’Italia, per intendersi). Un”esperienza umana e fisica che va molto oltre al concetto di sport. La partenza c”è stata venerdì 8 giugno, ma occorreranno due settimane per terminarla, visto che il record della manifestazione è di 13 giorni, 22 ore e 51 minuti. 

Per seguirlo in diretta basta collegarsi a questo sito
http://trackleaders.com/tourdivide18i.php?name=Stefano_Romualdi

Stefano Romualdi alla «Great Divide», il medicinese per 4.400 km dal Canada al New Mexico. Seguilo in diretta
Sport 10 giugno 2018

Basket femminile, la Magika Castel San Pietro torna in serie B

La pallacanestro sul Sillaro è di nuovo… Magika. Dopo gli anni d’oro di Seletti, Ballardini, Santucci e Franceschelli, al palaFerrari si può tornare finalmente a respirare di nuovo l’atmosfera del basket che conta, anche se ovviamente si parla solo di una promozione in serie B. Ripartita nel mondo Senior per lanciare e formare le proprie giovani, la Magika è riuscita a centrare l’obiettivo, trovando però anche un risultato sportivo difficile da pronosticare. Dopo il ko in gara-2 Venturi e compagne si sono trovate a giocarsi tutto in 40 minuti, davanti al proprio pubblico (tra cui spiccavano le presenze delle grandi ex Federica Franceschelli, Mariella Santucci e Kateryna Pazzaglia), riuscendo però ad imporsi 46-34 contro Forlì. «E’ stato un successo grandioso e inaspettato – ammette il coach delle maghette, Alberto Cilfone, già collaboratore di Paolo Seletti nell’ultimo anno di A2 -. Siamo ripartiti con la squadra Senior per dare un segnale alle ragazze del nostro settore giovanile, perché potessero completare il proprio percorso in prima squadra. Poi, strada facendo, si è concretizzato un sogno. Le Under sono cresciute tantissimo sotto la guida delle più esperte, che prima di essere ottime giocatrici, sono state persone eccezionali».

Ripartire con una prima squadra dopo due anni e centrare subito la promozione: cosa significa per la Magika e per Castel San Pietro?

«Significa che il lavoro fatto sulle giovani anche nelle due annate di assenza della prima squadra è stato ottimo. A dire il vero, però, a Castel San Pietro si sentiva la necessità di una prima squadra da tifare e a cui affezionarsi. Il pubblico ha reagito alla grande e, anche se si trattava solo di serie C, in gara-3 c’era il palazzetto pieno, con oltre 250 persone».

Questa società è in grado di tornare ai livelli di qualche anno fa, oppure pensate che la B possa essere la vostra dimensione?

«Abbiamo i piedi per terra. La storia dimostra che quando si fa il passo più lungo della gamba, si tende a cadere e farsi molto male. Vogliamo essere competitivi anche in B, chiaramente, ma non faremo voli pindarici. Cercheremo 2 o 3 senior che facciano da chiocce per le più giovani, ma l’obiettivo sarà la salvezza».

an.cas.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: le ragazze della Magika festeggiano la promozione in serie B assieme al loro allenatore Alberto Cilfone, sul parquet con una gamba ingessata 

Basket femminile, la Magika Castel San Pietro torna in serie B
Sport 10 giugno 2018

Basket femminile, l'imolese Federica Franceschelli convocata in nazionale

Una gioia immensa, che va a colmare una delusione cocente. Dopo la terza finale persa in 4 anni e la beffa della mancata iscrizione in A1 della società nell’unica vinta, sembra proprio che tra Federica Franceschelli e la massima serie non debba esserci quell’unione che la 21enne imolese meriterebbe. Ci ha pensato però coach Crespi e la Nazionale maggiore a dare una grandissima soddisfazione all’ala ex Magika e Progresso: Federica è stata infatti convocata per il raduno azzurro di Parma (14-17 giugno). «Sono molto contenta ed emozionata per questa chiamata azzurra – spiega la giovane ala imolese -, specialmente perché è stata inattesa. Credo sia la conclusione speciale per un’annata di cui sono orgogliosa. Peccato per lo spareggio, ma non c’è nessun tipo di delusione quando da neopromossi, e con l’obiettivo di salvarsi, si vince l’A2».

In Nazionale ci sarà anche Mariella Santucci: che effetto ti farà giocare di nuovo con lei?

«Sarà bello ritrovare Lella, con cui ho mantenuto uno splendido rapporto in questi anni, e sicuramente faremo del nostro meglio per aiutare la Nazionale. Oltre a lei, ci sarà Jasmine Keys, altra ex Magika, mentre Carlotta Gianolla e Lucia Morsiani sono riserve. A Castel San Pietro c’era davvero un bel gruppo di giocatrici».

Tu non riesci proprio a salire in A1. Quanto ti pesa questa cosa?

«Non troppo, dal momento che sono già un paio di anni che scelgo di rimanere in A2, malgrado alcune chiamate dalla massima serie. La mia preferenza è sempre stata quella di sposare progetti e ambienti interessanti, prima che la categoria. Poi, ovviamente, ci sono gli impegni di studio, che mi hanno convinta a restare vicino a casa».

Come ti sei trovata a Faenza?

«Benissimo. Ho trovato un ambiente speciale, una grande famiglia, un pubblico molto caloroso e piano di passione che ci ha permesso di fare grandi cose. Ero assolutamente convinta che avremmo potuto fare bene, ma arrivare fino a vincere il campionato è stato pazzesco. Mi sono vista con la società in questi giorni e vogliamo entrambi proseguire insieme questo percorso».

Simona Ballardini, compagna e allenatrice: quale versione preferisci?

«Per qualcuno potrà essere strano il ruolo di allenatrice-giocatrice, ma io con Simo sono abituata. Anche ai tempi di Castel San Pietro mi marcava da avversaria in allenamento, cercando di migliorarmi su quei fondamentali dove avevo delle lacune».

Quanto è cambiata dall’anno della Magika?

«Simona è molto responsabilizzata dal ruolo che ha nella società della città in cui è nata e insieme alla vice Cristina Bassi e a tutto lo staff, hanno fatto un lavoro speciale, tanto da farci seguire da più 200 persone in trasferta a Bologna e Lucca e giocare l’ultima partita in casa contro una squadra di A1 da oltre 1.600 persone, stipando il palaBubani. Da pelle d’oca!».

an.cas.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: Federica Franceschelli a destra con la magli di Faenza insieme alla compagna e allenatrice Simona Ballardini

Basket femminile, l'imolese Federica Franceschelli convocata in nazionale
Sport 10 giugno 2018

Corvi contro Aquile, la prima volta del football americano allo stadio «Romeo Galli»

Per la prima volta nella sua storia, lo stadio Romeo Galli sarà la cornice perfetta per ospitare una partita di football americano. Stiamo parlando del primo turno di play-off di Terza Divisione, dove gioca la squadra imolese dei Ravens. I Corvi hanno concluso alla grande la stagione regolare, vincendo tutte le 6 gare disputate, e si apprestano ad affrontare le Aquile Ferrara oggi, alle 16, in partita secca. Chi vince, accede alle semifinali di conference. «Sarà una sfida molto tosta, contro una squadra che ha un passato nobile a livello nazionale – spiega Marco Masi, uno dei coach dei Ravens -. Ferrara ha un roster numeroso, con tanti giocatori esperti ed ottimi allenatori. Noi invece siamo molto giovani, dovremo farci trovare pronti alla battaglia».

Che cammino ha avuto Ferrara?

«Nel girone di regular season è arrivata seconda alle spalle di Venezia, ma nel turno preliminare dei play-off ha eliminato Piacenza, un’ottima squadra che era nel nostro girone».

Un girone che avete dominato.

«Sì, abbiamo ottenuto delle belle vittorie contro squadre di spessore come Piacenza, appunto, ma anche Faenza e Bologna. Il valore del girone ci ha permesso di arrivare primi nel ranking nazionale e di giocare in casa tutte le gare dei play-off».

Siete tra le favorite per il titolo, quindi?

«Forse la favorita numero 1 della nostra conference sono gli Islanders Venezia: giocano insieme da tanti anni ed anche loro hanno un passato molto nobile. Noi però abbiamo avuto il migliore attacco nella prima fase, oltre ad una difesa che se l’è cavata alla grande. Il nostro obiettivo è arrivare al Superbowl, che si disputerà a Parma venerdì 6 luglio. Nella conference Sud vedo tra le favorite gli Elephants Catania, gli Achei Crotone e Minatori di Cave».

La curiosità sarà vedervi giocare al Romeo Galli.

«Sarà la prima volta nella storia imolese. Vogliamo fornire al pubblico la possibilità di vederci all’opera in uno stadio sulla falsariga di quelli americani. In questi giorni stiamo montando i pali e rigando il campo, sarà una grande spettacolo e speriamo di richiamare tanta gente a tifarci».

an.cas.

Nella foto: i Ravens Imola

Corvi contro Aquile, la prima volta del football americano allo stadio «Romeo Galli»
Sport 9 giugno 2018

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo

Andrea Pirazzoli ce l’ha fatta ancora una volta. Dopo il titolo mondiale conquistato a dicembre nel ciclocross a scatto fisso, il 30enne ciclista imolese si è ripetuto anche sabato 2 e domenica 3 giugno nel massacrante Tuscany Trail, vincendo una delle gare più prestigiose della specialità che riunisce più partecipanti al mondo, con circa 800 iscritti. Per far capire meglio l’impresa realizzata dal «Fagiano», basta snocciolare qualche numero: 550 km di corsa da Massa a Capalbio con 9.000 metri di dislivello, per un totale di più del 65% di strade sterrate. Il tutto senza assistenza tecnica dalla partenza fin sulla linea d’arrivo e con, come unico amico, un Gps su cui era caricato l’itinerario. «L’anno scorso era il mio primo trail e decisi di partecipare insieme alla mia ragazza – ha raccontato Andrea Pirazzoli -. In questa edizione però volevo mettermi alla prova, così mi sono iscritto da solo».

Come si è sviluppata la corsa?

«Siamo partiti sabato mattina alle 8 e per 300 km ho inseguito Nico Valsesia, uno degli atleti più forti in questa disciplina. L’ho ripreso a 30 km dal traguardo e, domenica alle 16, siamo arrivati insieme all’arrivo, esattamente dopo 32 ore di gara. La media finale è stata di 17 km/h o 19 km/h se non contiamo le due ore, compreso il tempo di una pizza, passate giù dalla sella. Più di metà gara, comunque, l’ho fatta in solitaria e l’unica crisi l’ho attraversata sabato notte».

Un problema immaginiamo sia stato riposare e alimentarsi.

«Ho dormito, se così si può dire, cinque minuti la domenica mattina e altrettanti a ridosso dell’arrivo. Sulla bici con me avevo delle barrette energetiche, oltre alle luci per la notte e qualcosa per coprirmi dal freddo».

Come ci si prepara per una gara di questo tipo?

«Allenarsi secondo me non conta molto, perché devi fare affidamento soprattutto sulla forza di volontà e sulla resistenza fisica, oltre che mentale. Dopo tante ore che pedali le gambe vanno praticamente da sole».

Adesso ti riposi o sei già pronto per risalire in sella?

«Per venti giorni non voglio più vedere una bici. Forse, però, a fine mese sarò a Canazei per una gara di Superenduro».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: Andrea Pirazzoli

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo
Sport 9 giugno 2018

Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C

La settimana scorsa la Figc ha diramato i criteri di scelta per le squadre di serie D vincitrici dei play-off che ambiscono al ripescaggio in serie C. Non si sa ancora quanti posti saranno disponibili (attualmente sembrano 6 per arrivare a quota 60), ma si sa che il primo andrà ad una seconda squadra di serie A (la prima ad averne diritto è l’Inter, poi Juventus, Milan, Roma, Atalanta, ecc., a seconda di una formula che considera convocazioni in Nazionale, punteggio in classifica, spettatori); il secondo ad una retrocessa dalla C; il terzo alla prima in classifica (come punteggio) nella griglia delle vincitrici dei play-off di serie D.

Poi si ripartirebbe nello stesso ordine dal 4º posto vacante in poi. In base ai nuovi criteri, l’Imolese dovrebbe collocarsi in 2ª posizione dietro al Como (pare che la Cavese non sia in regola). Quindi, visto che l’unica squadra retrocessa dalla C che ha le carte in regola per essere ripescata è il Prato (ma pare abbia problemi finanziari), servirebbero 4 posti vacanti nella terza categoria. Cioè l’eventuale ordine sarebbe: Inter, Como, Juventus, Imolese. Oppure Inter, Cavese, Juventus, Como, Milan e Imolese (nel caso in cui la Cavese fosse in regola). 

La scuola è finita, ma se qualcuno ha voglia di restare fresco, potrebbe levarsi lo sfizio di calcolare il coefficiente esatto dell’Imolese nella classifica dei ripescaggi dalla D. Difficile che l’Imolese possa sperare di avere il proprio impianto a norma quando la domanda di ripescaggio in C verrà presentata allegando, oltre alla indicazione di un campo in regione omologato, anche due eurini: o, meglio, i 105mila della tassa di iscrizione alla categoria, ai quali vanno aggiunti 300mila euro come contributo straordinario da versare a fondo perduto alla Federcalcio, altri 300mila euro (sotto forma di fidejussione in favore della Lega Serie C) a garanzia degli emolumenti dovuti nella stagione 2018/2019 a tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo e per concludere 350mila euro (come fidejussione principale).

Se non vi siete persi, è ora di cominciare a sfogliare l’almanacco del calcio imolese ed accendere la calcolatrice: nei criteri di ripescaggio diffusi dalla Federazione, infatti, una quota del punteggio chiamata tradizione sportiva (da moltiplicare per 0.25) tiene conto del punteggio maturato in base al numero di anni che ciascuna squadra in passato ha giocato in C, C1 e C2 a partire dal 1935/36 in poi; una quota chiamata numero medio spettatori (da moltiplicare per 0.25) dal 2011/12 al 2015/16; ed una (qui entra in gioco la classifica finale dopo i play-off di D ed i relativi coefficienti che devono essere trasformati in un punteggio che la Lnd deve ancora comunicare) che va moltiplicata per 0.5. La somma di questi punteggi compone la classifica finale per il ripescaggio in D con l’Imolese, che grazie agli anni eroici in C dovrebbe sorpassare Matelica e Albalonga (che pensano al ripescaggio ma hanno meno tradizione) e Arzignano (società non interessata al ripescaggio) piazzandosi sul podio dietro a Cavese e Como, società che in questi giorni stanno riflettendo sulla questione economica.

A questo punto non resta che aspettare le prossime settimane per vedere l”evolversi della situazione.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: la parata salva risultato del portiere dell”Imolese Rossi contro il Forlì nella finale playoff

Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C
Sport 8 giugno 2018

Basket A2, Emanuele Di Paolantonio è ufficialmente il nuovo coach dell'Andrea Costa

La notizia era nell”aria da giorni e ora è arrivata anche l”ufficialità: Emanuele Di Paolantonio è il nuovo allenatore dell”Andrea Costa e prende il posto di Demis Cavina, accasatosi a Udine.

La società di via Valeriani, con una nota, ha comunicato di essere «felice di annunciare il nuovo Coach, Emanuele Di Paolantonio, che siederà sulla panchina biancorossa per le prossime due stagioni 2018/2020, con opzione sulla terza, 2020/2021. Un accordo concluso con reciproca soddisfazione grazie, vista la comune volontà di iniziare un nuovo percorso, solido e con possibilità di programmare. Caratteristica importante di Coach Di Paolantonio è quella di essere un Coach con esperienza di operatività sul mercato, e per questo sarà il principale responsabile di tutta l’area tecnica dell’Andrea Costa Imola Basket. La presentazione La presentazione ufficiale, aperta a media e tifosi,  si terrà sabato 16 Giugno».

Teramano di 37 anni (li compirà l”8 dicembre) Di Paolantonio, ex Roseto, sarà il 33° coach della storia biancorossa e, nonostante la giovane età, nel basket c’è da una vita. Dal 2002 (a 21 anni), quando fu assistente di Gramenzi nella stagione della promozione teramana in serie A. Poi sempre a Teramo, eccolo dietro a Pancotto (vice Comuzzo), Boniciolli (vice Massimo Bianchi), Dalmonte, Bianchi, Capobianco (vice Ramondino) e Ramagli di cui fu il vice nel 2011/12. Alla fine di quella stagione Teramo sparì dal basket professionistico e «Dipa» passò alla Sutor Montegranaro dove, per due stagioni, fu assistente di Charly Recalcati (vice Vanoncini) poi nel 2014 eccolo nelle vesti di vice di Alessandro Magro sulla panchina di Omegna in A2. Dal 2015 per il coach abruzzese ci fu il ritorno a casa a Roseto, come vice di Tony Trullo e poi dal 2016 eccolo capo allenatore degli Sharks, dove prima ha portato la squadra al sesto posto di regular season, poi ai quarti play-off persi (1-3) con la Virtus Bologna. Nell’ultima stagione il suo Roseto è finito al penultimo posto del girone est, poi ha sconfitto (2-0) Napoli nella finale play-out, guadagnando una insperata salvezza.

p.p.

Nella foto (Isolapress): Emanuele Di Paolantonio quando Rosetto cadde al Ruggi a febbraio

Basket A2, Emanuele Di Paolantonio è ufficialmente il nuovo coach dell'Andrea Costa
Sport 8 giugno 2018

Con l'escursione del Cai alla «Grotta Urlante» si può fare il bagno nelle Foreste Casentinesi

Domani, la sezione imolese del Cai organizza una escursione alla «Grotta urlante», all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.

La partenza è alle ore 8 dal parcheggio della Bocciofila in viale Saffi, a Imola, con ritrovo alle ore 7.50. Occorre l’iscrizione obbligatoria entro la giornata di oggi, alle ore 18. Il percorso prevede di passare attraverso le seguenti località: Premilcuore, Ridolla, Monte Arsiccio, Monte Tiravento, Case di Sotto, Ca’ di Petriccio, Ridolla, Grotta Urlante, Premilcuore. La durata della camminata sarà di circa 5 ore (sosta per il bagno esclusa), il dislivello di 600 metri. E’ consigliabile portare costume, scarpini da scoglio (o ciabatte) e asciugamano.

Per informazioni: Sara, tel. 339-3078230. 

r.s.

Nella foto (dal sito del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi): una cascata

Con l'escursione del Cai alla «Grotta Urlante» si può fare il bagno nelle Foreste Casentinesi

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