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Cultura e Spettacoli 9 dicembre 2018

Oggi nella parrocchia di Zolino la presentazione dello studio sul Tabernacolo di Montefune

Forse non tutti sanno che nella piccola chiesa di Montefune, in comune di Castel del Rio, fu utilizzato per molto tempo un tabernacolo dipinto dal Beato Angelico, proveniente da una pala d’altare realizzata dallo stesso artista per il convento di San Domenico a Fiesole. Le vicissitudini di questo piccolo capolavoro e i legami con la grande opera fiesolana di cui faceva parte sono state studiate da Emilio Prantoni, che ha pubblicato i risultati delle sue ricerche in due libri di Bacchilega editore, «Il tabernacolo di Montefune del Beato Angelico» e «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico».

Infatti, Prantoni ha esaminato prima la storia del pregevole manufatto e ne ha scoperto i legami con l’opera fiesolana, poi li ha approfonditi eseguendo sopralluoghi e misurazioni accurate. Infine si è dedicato alla ricostruzione filologica del Tabernacolo, che aveva subito notevoli rimaneggiamenti nel corso dei secoli, e ne ha individuato aspetto e posizione nel progetto originale del Beato Angelico, che l’aveva concepito alla base della grande pala d’altare, rimovibile, poiché si trattava di un manufatto che conteneva l’ostia consacrata.

Una volta stabilita la «teoria», Prantoni, con l’aiuto di abili e pazienti artigiani, ha ricostruito il tabernacolo stesso, riproducendo anche le parti dipinte. Questo lavoro ha destato molto interesse ed è stato presentato più volte. Ora tocca alla parrocchia di Zolino, che tra l’altro ha in gestione proprio la chiesa di Montefune, ospitare la presentazione, che avrà luogo oggi, domenica 9 dicembre, alle ore 17, in via Villa.

Nella foto la riproduzione del Tabernacolo di Montefune

Oggi nella parrocchia di Zolino la presentazione dello studio sul Tabernacolo di Montefune
Cultura e Spettacoli 7 dicembre 2018

In mostra i tesori dell'Annunziata. Il 7 dicembre l'inaugurazione e la presentazione del libro sulla storia del complesso

Una mostra che vuole illuminare tutti i «Tesori dell”Annunziata». L’organizza la Fondazione Istituzioni Riunite per ripercorrere, tramite i suoi beni artistici, la storia del complesso dell’Annunziata di Imola. Allestita in collaborazione con l’Archivio e il Museo diocesani, sarà inaugurata venerdì 7 dicembre alle 17.30 nella sala di via Fratelli Bandiera 17/a e vedrà la contestuale presentazione del volume «Il complesso dell’Annunziata di Imola dal XV al XXI secolo» di Andrea Ferri, Mario Giberti e Marco Violi.

Il complesso dell’Annunziata è quell’edificio compreso tra le vie Fratelli Bandiera, Caterina Sforza, Santa Apollonia e piazzale Giovanni dalle Bande Nere avente una storia plurisecolare. Attualmente la proprietà è  della Fondazione Istituzioni Riunite di Imola, ente nato nell’agosto 2017 dalla depubblicizzazione e trasformazione della ex Ipab Istituzioni Riunite di Imola.

«Abbiamo ampliato l’ambito di operatività del l’ente  – spiega il presidente Edore Campagnoli -, così che ora possiamo occuparci anche dei settori sociali e culturali (oltre alla storica attività di gestione, conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare e di risposta a esigenze abitative, Nda), ad esempio abbiamo recentemente collaborato con Seacoop per la realizzazione degli orti rialzati e siamo intervenuti per il restauro della celletta di Cantalupo. Abbiamo inoltre dato in comodato d’uso un appartamento in via Boccaccio per la realizzazione del progetto ‘Vita indipendente per disabili’. Abbiamo poi deciso di realizzare questa mostra per donare alla città la visione di tante opere finora conservate in depositi o comunque non visibili e raccontarne la storia in un volume».

La mostra riunirà così nella Salannunziata, che in origine era la cappella del monastero cappuccino fatto erigere da Faustina Macchirelli Carradori alla fine del Cinquecento, una serie di materiali artistici originari.

Dopo l”inaugurazione alle 17.30, la mostra sarà visitabile l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 24, il 26, il 29, il 30 dicembre, l’1, il 5 e il 6 gennaio dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. (s.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

In mostra i tesori dell'Annunziata. Il 7 dicembre l'inaugurazione e la presentazione del libro sulla storia del complesso
Cronaca 29 novembre 2018

«Storia di vite-Sante Zennaro Imola Bene comune»: il 30 novembre la presentazione del libro edito da Coop Bacchilega

Il programma di attività in occasione dei 40 anni della Legge Basaglia si arricchisce di una nuova iniziativa, legata alla pubblicazione del libro di Amedea Morsiani «Storia di vite – Sante Zennaro Imola Bene comune» (Bacchilega editore). Infatti la sua presentazione sarà l’occasione per riflettere sul tema della diversità infantile.

Durante l’iniziativa, in programma venerdì 30 novembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca comunale in via Emilia 80, sono previsti gli interventi di Maria Rosa Franzoni, presidente dell’associazione PerLeDonne, Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, Daniele Meluzzi, sindaco di Castel Bolognese, Amedea Morsiani, in qualità di autrice del libro, e Cinzia Migani, direttora di Volabo, che farà un intervento sul tema della salute mentale; la presentazione sarà coordinata da Fabrizio Tampieri, responsabile editoriale di Bacchilega editore.

L’autrice ha esaminato l’evoluzione del trattamento della malattia e del disagio mentali, con particolare riferimento all’infanzia, individuando il passaggio cruciale, sancito poi a livello nazionale con la Legge Basaglia, che cambiò l’approccio dal concetto di coercizione e isolamento a quello di apertura e inserimento nel contesto sociale dei piccoli ospiti della struttura psichiatrica imolese che faceva parte del Lolli, ospitata nel famigerato Padiglione 11, che poi prese il nome di Istituto medico psicopedagogico Sante Zennaro.

Preso atto che negli archivi ufficiali erano conservati soltanto documenti standard, l’autrice ha approfondito l’argomento raccogliendo numerose testimonianze dirette, che hanno permesso di descrivere i molteplici aspetti della vita in questa struttura, a volte terribili, a volte specchio di una sincera ansia di rinnovamento. Completa il testo il caso esemplare di Paolo, rinchiuso nell’ospedale psichiatrico per motivi sociali piuttosto che sanitari, che, una volta dimesso, è riuscito lentamente a ricostruirsi una vita.

Ed ecco un breve passo tratto dalla presentazione che Amedea Morsiani ha fatto su «sabato sera»: «Ho visto sbocciare quella peonia, direttamente, dall’interno, ho visto fiorire quei grandi petali, quel Sante Zennaro e quel contesto della città di Imola, in questi ultimi cinquanta anni, ricco di nidi d’infanzia, di scuole materne, statali, comunali, private, laiche e religiose, scuole a tempo pieno, quelle interazioni con i servizi sociali, sanitari del territorio che ha fatto di Imola e della nostra regione un modello di benessere e umanità e, come affermava Eustachio Loperfido: “Quando i servizi sono a misura di bambino sono validi per tutti”. Da quel momento ad oggi – continua Morsiani – ho visto con i miei occhi, ho vissuto direttamente, con le mani nella pasta del mio lavoro, il fiorire di quei petali di peonia, che il nuovo Sante Zennaro rappresenta oggi rispetto al suo gambo legnoso e nodoso di ieri. Questo ho inteso rappresentare con il mio lavoro».

Il servizio completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”autrice del libro Amedea Morsiani

«Storia di vite-Sante Zennaro Imola Bene comune»: il 30 novembre la presentazione del libro edito da Coop Bacchilega
Cultura e Spettacoli 22 novembre 2018

Per la rassegna «Seminar scrittori» due incontri il 23 novembre con Lisa Laffi e Pino Giancola, il 26 con Francesca Manfredi

Due appuntamenti in arrivo nel cartellone di CooperAttivaMente, ideato dal consiglio di Zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega. I due eventi si inseriscono all”interno dell”iniziativa «Seminar scrittori. Incontri con gli autori del territorio».

Domani 23 novembre, alle 18, alle Librerie.Coop del Centro Leonardo di Imola, il giornalista di «sabato sera» Paolo Bernardi dialogherà con Lisa Laffi, autrice del libro sul gentil sesso fra storia, scienza e sporto dal titolo «Cento passi di donne» e Pino Giancola, autore de «Il lato giusto della storia» (ed. Kimerik).

La rassegna, dedicata a chi ama leggere, proseguirà poi lunedì 26 novembre, alle 18.30 alla sala delle Stagioni della casa della cooperazione (via Emilia 25, Imola), con Francesca Manfredi, che presenterà il suo libro d”esordio «Un buon posto dove stare» (La nave di Teseo). In questa occasione con l”autrice dialogherà Muriel Pavoni, dell”associazione Viaemiliaventicinque.

Seminar Scrittori segue il solco di Seminar Libri, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che si pone l”obiettivo di promuovere e condividere la lettura, mettendo i libri, acquistati o donati dai lettori stessi, a disposizione di tutti, in un circolo virtuoso di lettura.

Per la rassegna «Seminar scrittori» due incontri il 23 novembre con Lisa Laffi e Pino Giancola, il 26 con Francesca Manfredi
Cultura e Spettacoli 10 novembre 2018

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso

E” in programma oggi 10 novembre, dalle 16 alle 18, una conferenza nella chiesa dell”Osservanza a Imola, con l”obiettivo di presentare il libro sulla storia del complesso monumentale e fare il punto sui lavori presenti e futuri.

La prima parte, dopo i saluti delle autorità, è dedicata alla presentazione del «Libro ove saranno notate le cose degne di memoria di mano in mano dalli reverendi padri Guardiani pro tempore per notizia de’ posteri, appartenenti a questo convento di Santa Maria delle Grazie, detto volgarmente dell’Osservanza dei padri Minori Osservanti ora Riformati di San Francesco, cominciando dall’anno 1466, in cui li sudetti religiosi furono chiamati in Imola», curato da Riccardo Pedrini, archivista Provincia di Sant’Antonio Ofm e pubblicato dall”editrice Il nuovo diario messaggero. La presentazione è introdotta e moderata dal vicedirettore dell”Archivio Diocesano, Andrea Ferri.

Nella seconda parte si procederà, invece, all”illustrazione dello stato dei lavori di recupero del complesso. Attualmente è in corso un intervento sul primo chiostro e sul santuario che contiene l”immagine della Madonna delle Grazie, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Nel chiostro si sta procedendo al ripristino dell’intonaco, alla tinteggiatura e all’installazione di una illuminazione mirata a valorizzare al meglio le lunette affrescate, mentre nel santuario sarà realizzato un nuovo impianto di riscaldamento. Nell”occasione si farà il punto anche sui finanziamenti, tra i quali figura un cospicuo contributo concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

La parte dedicata ai lavori sarà aperta dal saluto del parroco di San Cassiano all’Osservanza, canonico Emilio Moretti, che lascerà poi la parola al canonico Antonello Caggiano Facchini, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, a Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza e a Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori delle opere di restauro.

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso
Cronaca 5 novembre 2018

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»

«Ho fatto fare tutti i vaccini a mia figlia e io stesso mi vaccino ogni anno contro l’influenza». Ad affermarlo senza incertezze è Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per la sua battaglia a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dai vaccini. La sua pagina Facebook è seguita da oltre 432 mila persone e i suoi post hanno centinaia di condivisioni. 

Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no vax, pesanti attacchi online diretti anche contro la sua famiglia, come l’estate scorsa, quando si era riaccesa la polemica sull’obbligo delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole. Nonostante ciò, Burioni non demorde.

Accanto all’impegno sulla rete ha aggiunto l’attività divulgativa con i libri, il terzo, dal titolo «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), lo presenterà a Imola giovedì 8 novembre alle ore 20.30 alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop.

Nei libri si ritrova la stessa capacità di sintesi, semplicità e precisione dei post sui social. In «Balle mortali» Burioni mette in fila alcuni esempi, tra quelli italiani c’è la donna che soccombe ad un linfoma perché si affida alla Nuova Medicina Germanica, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, ovviamente le pagine buie di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque gli dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose.

Tra le pagine di «Balle Mortali» mette in fila una decina di sciocchezze scientifiche o supposte cure per malattie come il cancro o l’Aids, qual è la «balla» che l’ha colpita di più di tutte?
«Le ritengo tutte terribili, specialmente quelle dove lo Stato ha traballato tra la scienza e i ciarlatani (come il caso della cura Di Bella o l’intruglio Stamina di Davide Vannoni, ndr). Ma ad avermi colpito di più è il caso del bambino di sette anni morto per un’otite esattamente come accadde a mia nonna materna Maria nel 1933. Allora non c’erano gli antibiotici, ma è intollerabile che si possa morire nello stesso modo oggi, quando gli antibiotici avrebbero risolto il problema».

Come mai ci sono tanti medici e scienziati nelle fila dei «ciarlatani»? Non crede occorra una presa di posizione chiara dell’Ordine dei medici in tal senso?
«Ritengo che l’Ordine dei medici debba essere molto severo nei confronti dei propri iscritti quando propinano bugie pericolose abusando della fiducia dei loro pazienti. Molti medici sono protagonisti in senso negativo e noi dovremmo cacciarli dal nostro Ordine per la difesa della professione e dei pazienti stessi».

Lei è oggetto di pesanti attacchi da parte dei cosiddetti no vax, cosa l’ha spinta alla battaglia per una corretta informazione su medicina e scienza?
«E’ cominciato tutto due anni fa, quando mi trovavo negli Stati Uniti per lavoro, con la famiglia, leggevo le bugie che giravano sulle vaccinazioni e decisi di scrivere qualcosa nella mia pagina Facebook per contrastarle. Da lì sono cominciati gli attacchi, ed è incredibile perché è come attaccare chi dice che 2 più 2 fa 4 o che la terra è rotonda, io esprimo solo quanto dice la scienza. Hanno minacciato pure la mia famiglia, mia figlia, ma per me 2 più 2 continua a fare 4». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 1° novembre

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»
Cultura e Spettacoli 4 novembre 2018

La storia del Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio e della Pala di Fiesole del Beato Angelico

In occasione di un’anteprima della presentazione del libro «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico» di Emilio Prantoni, si è svolta, negli spazi della Sala Magnus, una conferenza dal titolo «Il Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio, opera del Beato Angelico», i cui relatori sono stati lo stesso Emilio Prantoni e padre Vincenzo Caprara, Priore del convento di San Domenico a Fiesole.

La storia del Tabernacolo di Montefune è legata a quella del trittico di San Domenico a Fiesole, dipinto dal Beato Angelico, del quale faceva parte in origine. Il Tabernacolo aveva due angeli adoranti sui lati e un Hecce Homos ull’usciolo. Emilio Prantoni ha già ricostruito le vicende di questo tabernacolo, alienato dalla composizione originaria, del quale si erano perse le tracce.

L’ipotesi, solidamente dimostrata, era che il tabernacolo fosse stato portato nella chiesa di Montefune, frazione di Castel del Rio e che, successivamente smembrato, le sue parti superstiti siano finite nei musei del Louvre e dell’Ermitage.

La storia del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole è descritta in due pubblicazioni di Bacchilega editore, scritte da Emilio Prantoni: «Il tabernacolo di Montefune del Beato Angelico – Vicende e peripezie di un”eccellenza artistica nella valle del Santerno» e «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico».

Ricordiamo inoltre che martedì 13 novembre, per il ciclo di incontri «I martedì del Pio Suffragio», l’associazione culturale San Macario propone la conferenza dal titolo «Il ciborio del polittico del Beato Angelico». Il relatore sarà il professor Prantoni, che durante la serata, oltre a illustrare i tormentati percorsi dei vari frammenti del Tabernacolo e le curiose e complicate vicende di questa opera d’arte del Beato Angelico nella sua completezza, esporrà il modello del Tabernacolo, da poco ricostruito grazie al lavoro di artigiani locali, nelle condizioni e nelle proporzioni in cui si doveva trovare quando fu posto per la prima volta sotto la pala d’altare nel convento di San Domenico a Fiesole.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto Emilio Prantoni nell”anteprima di Castel del Rio illustra il suo lavoro

La storia del Tabernacolo di Montefune di Castel del Rio e della Pala di Fiesole del Beato Angelico
Cronaca 18 ottobre 2018

Cucchi-Aldrovandi, l’avvocato Anselmo e il libro su Federico: «I processi spersonalizzano le vittime, è importante raccontare»

Fabio Anselmo è ferrarese, ha 61 anni e fa l’avvocato. Per la casa editrice Fandango ha dato alle stampe «Federico», un libro nel quale ripercorre la vicenda del processo seguito alla morte tredici anni fa di Federico Aldro Aldrovandi, per la quale sono stati condannati per eccesso colposo nell”uso legittimo delle armi quattro poliziotti. Il ragazzo, appena diciottenne, morì di asfissia posturale in seguito alle percosse subite, anche quando era già a terra ammanettato, durante un fermo di polizia. Domani, alle ore 18.30, sarà a Imola alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il libro all’incontro organizzato da CooperAttivamMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop. Un po’ memoir, un po’ diario personale, un po’ romanzo.

La vicenda Aldrovandi sconvolse la tranquilla Ferrara anche per i tentativi di insabbiamento e le offese alla famiglia che lottava per fare emergere la verità. Il libro comincia con quel giorno di fine settembre del 2005, quando Patrizia Moretti, impiegata comunale, e Lino Aldrovandi, vigile urbano, «due persone per bene», entrarono nello studio di Anselmo che all’epoca era specializzato in malasanità. In seguito Anselmo si è dedicato alla difesa delle vittime degli abusi delle forze dell’ordine, un impegno per il quale gli sono stati conferiti il Premio Borsellino 2016 e il premio Cild 2017 per le libertà civili.

Non a caso venerdì parteciperà all’incontro anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane geometra romano arrestato nove anni fa per droga e morto una settimana dopo in ospedale. Una vicenda anch’essa complicata da una cortina di omertà, accuse e offese che nei giorni scorsi ha visto il colpo di scena della testimonianza-confessione di Francesco Tedesco, uno dei cinque carabinieri imputati nell’inchiesta-bis.

Perché a distanza di anni c’è bisogno di raccontare la storia di Federico, dopo i tanti casi analoghi come Stefano Cucchi, Giuseppe Uva…
«Il valore – risponde Anselmo – sta proprio nel raccontare e far capire chi è stato veramente Federico Aldrovandi perché attraverso le cronache giudiziarie lo percepisci per l’appunto “come tutti gli altri”, ma lui non era solo questo, era appena diciottenne, un bravissimo ragazzo con una famiglia bellissima, Patrizia, Lino. I casi spersonalizzano la vittima che non c’è più e le famiglie che cercano di ottenere verità e giustizia, quindi per restituirgli valore è importante raccontare la loro vita, di cui la parte giudiziaria è solo una parte».

Imola è la città di Gianni Tonelli, oggi deputato della Lega, che da segretario del sindacato di polizia Sap quattro anni fa a Rimini partecipò all’applauso agli agenti condannati per l’appunto per il caso Aldrovandi (una scena condannata dall’allora capo della polizia Pansa e dal presidente della Repubblica Napolitano, «una vicenda indegna» disse). Nel marzo scorso sempre Tonelli è stato condannato a pagare una multa di 500 euro (il ricorso è pendente) per diffamazione nei confronti della famiglia Cucchi per un post su Facebook. Se Tonelli fosse presente alla serata cosa gli direbbe?
«Di Tonelli non mi curo. Ma credo non verrà, quando ci si deve misurare sui temi veri è un po’ difficile sostenere, ad esempio, che Federico è morto per droga, un conto è fare politica o partecipare a trasmissioni tv e un conto misurarsi sugli atti giudiziari documentati». 

Nel caso Aldrovandi, così come per Cucchi, abbiamo poliziotti o carabinieri che «coprono» chi ha sbagliato ma anche poliziotti e carabinieri che fanno con coscienza e perizia il loro lavoro. Qual è il suo rapporto con le forze dell’ordine?
«C’è un tipo di mentalità che bisogna sradicare per far capire che se partiamo dal presupposto banale che tutti noi siamo esseri umani e possiamo sbagliare, sia che indossiamo la divisa, la toga, il camice bianco o nulla, allora i colleghi devono prendere le distanze e lasciare che chi sbaglia sia chiamato alle sue responsabilità a tutela del prestigio dell’istituzione a cui appartengono».

L’intervista completa sul “sabato sera” del 18 ottobre. 

La replica di Gianni Tonelli

Nelle foto: Fabio Anselmo e la copertina del libro

Cucchi-Aldrovandi, l’avvocato Anselmo e il libro su Federico: «I processi spersonalizzano le vittime, è importante raccontare»
Cultura e Spettacoli 11 settembre 2018

“Senza di me non vali niente', l'11 settembre alle 17.45 a Imola si parla di violenza verbale e psicologica sulle donne

L”associazione PerLeDonne organizza l”11 settembre, alle 17.45, alla Biblioteca comunale di Imola (via Emilia 80) la presentazione del libro edito da Aracne editrice Senza di me non vali niente a cura di Elisa Rossi (ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il dipartimento di Studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia).

La curatrice dialogherà con Alessia Alpi, docente di Scienze umane, Carmen La Rocca, responsabile del Centro antiviolenza dell’associazione PerLeDonne, Vittorio Lega, membro del gruppo maschile OltreAdamo, Maria Grazia Saccottelli, responsabile del consultorio Ausl di Imola.

Precederà il dibattito l’intervento dell’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini.

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 6 settembre

Nella foto principale il vecchio logo dell”associazione, nell”altra il logo attuale

“Senza di me non vali niente', l'11 settembre alle 17.45 a Imola si parla di violenza verbale e psicologica sulle donne
Cronaca 30 agosto 2018

Libri di testo, dal 3 settembre le domande di contributi per gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado

Il countdown per l”inizio della scuola ormai è partito visto che in Emilia-Romagna la campanella suonerà di nuovo lunedì 17 settembre. Da lunedì 3 settembre alle ore 18 di martedì 23 ottobre (avviso pubblico scaricabile qui), intanto, è possibile presentare le domande per poter ricevere i contributi messi a disposizione dalla Regione per l”acquisto dei libri di testo. Il contributo è rivolto agli studenti che frequentano, nell’anno scolastico 2018/2019, le scuole secondarie di primo e secondo grado e per ottenerlo devono appartenere a famiglie che presentano un valore ISEE 2018, in corso di validità, rientrante nella fascia 1 (da € 0 a € 10.632,94) o fascia 2 (da € 10.632,95 a € 15.748,78).

Le domande devono essere presentate esclusivamente on line collegandosi al link (nella pagina di primo accesso sarà disponibile una guida alla compilazione). Per presentare la domanda on line l’utente può essere assistito gratuitamente dai Centri di Assistenza Fiscale (C.A.F.) convenzionati con ER.GO, il cui elenco sarà pubblicato sul sitoLa compilazione dovrà essere effettuata da uno dei genitori o da chi  rappresenta il minore o dallo studente se maggiorenne.

Come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale (n. 845 dell’11/06/2018), l”ente competente all’erogazione del beneficio è il Comune di residenza dello studente, fatti salvi i casi indicati, ad esempio, nell’avviso pubblicato nel sito web del Comune di Imola. Inoltre, al fine di garantire  il più possibile il diritto allo studio, gli studenti immigrati privi di residenza si considerano residenti nel Comune in cui sono domiciliati. Se lo studente è ripetente e si iscrive allo stesso istituto scolastico e/o allo stesso indirizzo di studi, può richiedere il contributo solo se riferito all’acquisto di libri di testo diversi dall’anno precedente o per i quali non abbia richiesto il contributo negli anni precedenti.In ogni caso non possono accedere, ovviamente, al beneficio gli studenti già in possesso di un diploma di scuola secondaria di II grado.

La documentazione di spesa relativa all’acquisto dei libri di testo non deve essere allegata alla domanda, ma deve essere conservata per 5 anni (dalla data di ricevimento del pagamento del contributo). La spesa dovrà essere attestata da documentazione fiscale (scontrino, fattura, ricevuta fiscale). 

r.c.

Libri di testo, dal 3 settembre le domande di contributi per gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado

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