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Cultura e Spettacoli 12 giugno 2018

Ritornano i martedì sera alla Biblioteca comunale di Imola con «Freschi di stampa»

Nella Biblioteca comunale di Imola ritorna la diciassettesima edizione di «Freschi di stampa» (con il contributo della ditta Andalò Gianni srl). Si comincia questa sera (ore 21) con Lorenzo Marone, autore al suo quarto romanzo ma alla sua prima volta a Imola, che presenterà Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018) intervistato dal giornalista Luca Balduzzi.

Martedì 19, in collaborazione con l’associazione Focus D, l’autrice romagnola Fausta Garavini sarà intervistata da Anna Folli sul suo ultimo romanzo Il tappeto tunisino (La nave di Teseo, 2018), dove la protagonista guarda con nostalgia al passato della sua famiglia di Alfonsine. Martedì 26 giugno la rassegna prosegue con il Jazz e la grande musica nera, una ri?essione sull’editoria italiana sul tema a partire dalle presentazioni di Charles Mingus. L’uomo, la musica, il mito di Krin Gabbard (Edt, 2017) e Grande musica nera. Storia dell’Art ensemble of Chicago di Paul Steinbeck (Quodlibet, 2018), con Franco Minganti e i curatori delle edizioni italiane dei due libri, ovvero Francesco Martinelli e Claudio Sessa. Commento musicale live del clarinettista e sassofonista bolognese Guglielmo Pagnozzi.

Luglio vede martedì 3 Chiara Moscardelli, de? nita una delle penne più frizzanti del panorama letterario italiano, che presenta il suo romanzo rosa-giallo Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (Giunti, 2018). Martedì 10 luglio sarà la volta di Annarita Briganti e del suo romanzo epistolare moderno Quello che non sappiamo (Cairo, 2018), dove i personaggi comunicano attraverso le email, le lettere dei nostri giorni. Martedì 17 luglio sempre Annarita Briganti, ma questa volta in veste di giornalista, intervisterà Alice Basso, il nome che forse più incuriosisce nel programma; l’autrice milanese presenterà a Imola l’ultimo lavoro, La scrittrice del mistero (Garzanti 2018). La serata conclusiva, martedì 24 luglio, è dedicata all’ultimo romanzo di Gian Mauro Costa, Stella o croce (Sellerio, 2018), che ha per protagonista il personaggio di Angela Mazzola, giovane poliziotta di Palermo, ed è stato già de?nito un caso letterario; ad intervistare il giornalista, regista, sceneggiatore e scrittore sarà Lidia Mastroianni.

Tutti gli incontri inizieranno alle ore 21 e sono come sempre ad accesso libero ?no ad esaurimento dei posti disponibili nel giardino di via Emilia 80. 

r.c.

Nella foto: la copertina di «Un ragazzo normale» di Lorenzo Marone

Ritornano i martedì sera alla Biblioteca comunale di Imola con «Freschi di stampa»
Cronaca 30 maggio 2018

Bibliotecario per un giorno, a Castel Guelfo bella iniziativa rivolta ai più piccoli

Se hai dagli 8 ai 13 anni a Castel Guelfo puoi avere la possibilità, per un giorno, di vestire i panni del bibliotecario. Il tuo compito, ad esempio, sarà quello di consigliare così libri o film che ti sono piaciuti, riordinare scaffali e registrare i prestiti.

L”iniziativa è in programma tutti i lunedì e venerdì mattina dalle 9:30 alle 12:30 dall” 11 giugno al 21 luglio e occorre la prenotazione.

Per informazioni: Biblioteca di Castel Guelfo Via Gramsci 22 tel: 0542/53460 biblioteca@comune.castelguelfo.bo.it

r.c.

Nella foto: Castel Guelfo

Bibliotecario per un giorno, a Castel Guelfo bella iniziativa rivolta ai più piccoli
Cultura e Spettacoli 25 maggio 2018

Lo scrittore medicinese Corrado Peli presenta il suo nuovo romanzo alle Librerie.Coop

Corrado Peli ha per la parola una cura antica e affettuosa e per le sue storie un”attenzione fresca, puntuale e sempre un po” sorprendente. Lo si vede bene nel suo ultimo romanzo, I bambini delle Case Lunghe, edito da Fanucci nella collana crime Neroitaliano, che l”autore medicinese presenta alle Librerie.Coop al Centro Leonardo di Imola domani alle ore 17.30.

Qui Peli, dopo due romanzi fantasy, torna ai luoghi che conosce e che furono ambientazione delle sue opere giovanili, benché li romanzi cambiando nomi e indicazioni. La bassa medicinese, con le sue nebbie che coprono tutto di una patina malinconica e qui talora spaventosa, è così protagonista delle vicende di cinque bambini che a metà degli anni Ottanta vivono storie che segneranno la loro vita per sempre. Vicende che si riaprono nella seconda parte del libro, ambientato nel 2016, quando, oltretutto, ci sarà un colpo di scena inaspettato… Carlo, Eleonora, Davide, Laura e Nunzio corrono con le biciclette nella pianura, si scambiano segreti, vivono le prime cotte, sono uniti da un”amicizia che diventa un patto di sangue: un patto che li vedrà agire contro il mondo dei grandi che, per uno di loro, è paura e dolore. Ma l”enormità di quell”azione e l”enormità della colpa, unendoli, li separerà anche, finché la vita, dopo esser scorsa per un po”, li riporterà insieme a un momento di verità che porterà nuove tragedie ma anche, forse, un nuovo cammino.

«Dopo i libri fantasy pubblicati con lo pseudonimo di Corrado Spelli, volevo tornare alle origini – conferma Peli – e, in particolare, volevo raccontare una storia avente per protagonisti bambini alle soglie dell”adolescenza, quel periodo che per me si è svolto negli anni Ottanta e di cui ho tanti ricordi. Per questo ho ambientato la mia storia in quell”epoca, quantomeno nella prima parte».

Gli anni Ottanta, infatti, appaiono come un altro protagonista, soprattutto per chi li ha vissuti da piccolo: ci sono le Big Babol, le cassette Tdk, canzoni come Words don”t come easy che, tra l”altro, accompagna una delle scene più emozionanti del romanzo, uno dei pochi momenti di felicità dei bambini…

«Mi sono piaciuti film come Stand by me o I Goonies che hanno per protagonisti bambini alle soglie dell”adolescenza e volevo dare anche io la mia rappresentazione. A livello storico, tutto è stato controllato attentamente, per evitare di pubblicare inesattezze: le vicende si svolgono nel 1985 e ogni oggetto o canzone o film citato è collocato storicamente. C”era una scena per la quale avevo usato una moto, ma quel modello era uscito dopo nel mercato, nel 1986, e fortunatamente la mia editor bravissima se n”è accorta così abbiamo cambiato il modello!». (s.f.)

L”intervista completa è sul “sabato sera” in edicola dal 31 maggio

Nella foto Corrado Peli

Lo scrittore medicinese Corrado Peli presenta il suo nuovo romanzo alle Librerie.Coop
Cultura e Spettacoli 15 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, grandi riconoscimenti per i libri Bacchilega da Nati per Leggere e Saviano

“Lo stand dell’Alleanza delle cooperative italiane ha destato grande interesse al Salone internazionale del Libro di Torino, confermando che il ruolo cooperative editoriali dev’essere sempre più importante e riconosciuto. Siamo soddisfatti per l’attenzione del pubblico agli incontri con le nostre autrici Arianna Papini, miglior illustratrice 2018, e Barbara Ferraro.

E’ quasi scontata la grande soddisfazione per il premio Nati per Leggere al libro Il viaggio di Piedino di Elisa Mazzoli e Marianna Balducci, fra i best seller del Salone”. Così Paolo Bernardi, presidente della Cooperativa Corso Bacchilega, tratteggia un bilancio della principale manifestazione italiana nel mondo dell’editoria che ha visto protagonista l’impresa imolese.

Oltre al favore del pubblico Junior, Bacchilega Editore ha ricevuto un alto interesse per la collana storica, con testimonianze inaspettate. “Molto gratificante è stato l’incontro al nostro stand con Roberto Saviano che ci ha chiesto informazioni sul libro delle memorie del generale polacco Anders durante la seconda guerra mondiale e ha apprezzato l’omaggio del libro ”La brigata Ebraica 1944-1946’ – conclude il presidente -. Il volume di Romano Rossi e del rabbino capo di Ferrara, Luciano Meir Caro, è stato presentato con l’intervento di Dario Disegni, presidente del Museo nazionale dell”ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara inaugurato nei mesi scorsi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella“.

r.c.

Nella foto Paolo Bernardi e Roberto Saviano

Salone del Libro di Torino, grandi riconoscimenti per i libri Bacchilega da Nati per Leggere e Saviano
Cultura e Spettacoli 13 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, “La Brigata Ebraica 1944-1946″ riceve l'elogio del presidente del Meis di Ferrara

Partecipazione ed attenzione alla presentazione del libro “La Brigata Ebraica 1944-1946” (edito da Bacchilega Editore) al Salone del Libro di Torino.

“E” un lavoro importante per il quale ringrazio di cuore Bacchilega Editore e gli autori in quanto verte su una storia che è troppo spesso strumentalmente contestata durante le celebrazioni della Liberazione perché purtroppo poco conosciuta per quello che è veramente – spiega Dario Disegni, presidente del Museo nazionale dell”ebraismo italiano e della Shoah inaugurato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -. I nostri nonni hanno avuto un ruolo importante nella Resistenza, che sentiamo anche nostra, con un prezzo di sangue altissimo”.

“Il nostro lavoro di editori ci porta a coltivare la conoscenza per favorire la cultura – ha aggiunto Paolo Bernardi, presidente di Coop. Bacchilega -. Libri come quello dedicato alla Brigata ebraica devono servire a conoscere la storia per potersi fare una opinione completa. Le cooperative hanno fra i loro compiti anche quello di far crescere la comunità dove operano e presentare questo libro a Torino, nello stand dell”Alleanza delle cooperative italiane, conferma questa volontà”.

Nella foto, da sinistra, Romano Rossi, coautore del libro, Dario Disegni, presidente del Meis, e Paolo Bernardi, presidente della Coop. Bacchilega.

r.c.

Salone del Libro di Torino, “La Brigata Ebraica 1944-1946″ riceve l'elogio del presidente del Meis di Ferrara
Cultura e Spettacoli 13 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, oggi viene presentata ''La brigata ebraica 1944-1946'' che ha incuriosito Roberto Saviano

Bacchilega Editore presenta oggi (ore11) al Salone del libro di Torino (dallo stand di Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione, S12-T11 del Padiglione 3) la seconda edizione notevolmente ampliata de “La brigata ebraica 1944-1946”.
Si tratta di un libro ora più che mai attuale alla luce delle recenti polemiche del 25 Aprile. Un libro che ripercorre la storia della creazione della Brigata Ebraica e il suo ciclo operativo nella primavera del 1945. Nella seconda edizione del libro di Bacchilega Editore, scritto dal rabbino capo di Ferrara, Luciano Meir Caro e da Romano Rossi, si prendono in esame anche gli aspetti meno noti, relativi al periodo successivo alla fine del conflitto, che portarono alla nascita dello Stato di Israele in Palestina. In particolare viene analizzato il ruolo, svolto apertamente o in modo coperto, che la Brigata ebbe nel sostegno agli ebrei d”Europa, agli scampati all”Olocausto e all”emigrazione verso la Palestina.
“La brigata ebraica 1944-1946” è un libro di grande importanza storica e al tempo stesso attualità dedicato alla brigata ebraica; fa parte della ricca collana di Bacchilega Editore dedicata alla Seconda Guerra Mondiale, alla Resistenza e alla Liberazione dell’Italia.
Fra i numerosi titoli dell’editore si ricorda anche “Memorie 1939-1946” dedicato alla storia del II Corpo polacco tradotta dalle memorie, appunto, di Wladyslaw Anders e raccontata anche dal giornalista Roberto Saviano in un monologo del 2015 e sul quale ieri ha chiesto informazioni, oltre ad apprezzare il libro sulla brigata ebraica
Oltre ai volumi dedicati alla brigata ebraica e al II corpo polacco, il catalogo di libri storici e su argomenti di storia di Bacchilega Editore è ricco di titoli di grande spessore intellettuale ed estrema accuratezza ed importanza storica. Perché la memoria si conserva anche leggendo e rileggendo le imprese del passato.

La scheda del libro

Titolo: La Brigata Ebraica 1944-1946
Autori: Luciano Meir Caro e Romano Rossi
Formato: 20×30, 144 pagine
Confezione: cartonata
Prezzo: 20 euro

Salone del Libro di Torino, oggi viene presentata ''La brigata ebraica 1944-1946'' che ha incuriosito Roberto Saviano
Cultura e Spettacoli 12 maggio 2018

Salone del Libro di Torino, Saviano allo stand Bacchilega: ''Avete ristampato il libro del generale Anders?''

“Perché non ristampate il libro del generale Anders, ci sono degli amici che me lo hanno chiesto ma dicono che è esaurito su Amazon”.
“Non è esaurito”.
“Allora dico di scrivere direttamente a voi”.
Il dialogo si consuma venerdì 11 maggio al Salone internazionale del libro di Torino, di fianco ai libri della Bacchilega Editore nello stand dell”Alleanza delle cooperative. Il libro in questione è “Memorie 1939-1946. La storia del corpo d”armata polacco”.
A parlare per primo è Roberto Saviano. Si rivolge così al presidente della Bacchilega, Paolo Bernardi, che gli ha appena consegnato il libro “La Brigata Ebraica 1944-1946“.
Lo scrittore dopo gli impegni ufficiali ha fatto un giro tra i libri del Salone. Davanti alla Bacchilega Saviano ha ricordato di quando citò su Raiuno il diario di Anders pubblicato dall”editore imolese.
Saviano ha apprezzato il libro sulla Brigata ebraica, scritto dal rabbino Luciano Caro e da Romano Rossi. I due autori ripercorrono la storia della Brigata che combatté nella primavera del 1945 contribuendo alla liberazione anche delle città oltre la Linea Gotica. In particolare viene analizzato il ruolo che la Brigata ebbe nel sostegno agli ebrei d”Europa, agli scampati all”Olocausto e per contribuire all”emigrazione verso la Palestina nel dopoguerra.
Nuovo materiale storico per le ricerche di Saviano, per i suoi lavori letterari così importanti nel rinnovamento della memoria che intreccia con l”attualità, come hanno confermato le polemiche sulla partecipazione della Brigata ebraica alle celebrazioni per la Liberazione.

r.c.

Salone del Libro di Torino, Saviano allo stand Bacchilega: ''Avete ristampato il libro del generale Anders?''
Cultura e Spettacoli 11 maggio 2018

Salone del Libro, Arianna Papini: “Il mio premio Andersen subito dopo 'Nonni con le ali – Nonne con le ali' non può essere un caso''

“Credo che ”Nonni con le ali – Nonne con le ali” sia il libro che ho più desiderato di pubblicato nella mia carriera fatta di oltre 120 titoli. E” un”opera molto sentita, che parla della vita e di come troviamo nel quotidiano le persone assenti. Non credo sia un caso che dopo poco la sua pubblicazione abbia vinto il premio Andersen come miglior illustratrice 2018″. Arianna Papini presenta così il libro edito da Bacchilega Junior, brand della casa editrice imolese Cooperativa Bacchilega, presente a Torino allo stand dell”Alleanza delle Cooperative Italiane.

“E” un libro con contenuti importanti e molto delicati – continua l”autrice – nel quale c”è molto di me. I miei libri sono come figli, li curo e li coccolo. Per questo edito solo con persone con cui ho un grande feeling”.

Salone del Libro, Arianna Papini: “Il mio premio Andersen subito dopo 'Nonni con le ali – Nonne con le ali' non può essere un caso''
Cultura e Spettacoli 11 maggio 2018

Matteo Sabbatani presenta “A mani alzate' alla Biblioteca comunale

Dopo aver scritto e pensato molto, Matteo Sabbatani, con il suo nuovo lavoro A mani alzate, intende proporre il risultato di una riflessione che riguarda sia la sua produzione letteraria che il suo pensiero e, in fin dei conti, la sua vita.

Apre cassetti virtuali, più o meno distanti nel tempo, ne esamina il contenuto e ce ne propone un distillato di prosa e poesia che ci accompagna lungo tutte le pagine di questo libro. Detto in quattro parole sembra assai facile, ma in verità si tratta di una riflessione che riguarda un’intera esistenza, come ci spiega meglio lo stesso autore.

«Ecco, finalmente sono solo e pare che il silenzio – tra le morbide spire del quale, volentieri, mi lascio cadere come in un abbraccio – non mi sia ostile; ecco che, anzi – quieto e benevolo, quasi leggesse il momento per quello che è – sembra disposto a coccolarmi un po’, cosa che – a dire il vero – a me, a noi poeti, capita spesso, ma che – in questo caso – s’accompagna ad una commozione sincera, ad una sentita gratitudine.Vedete, sono giorni – questi – in cui quel cappio invisibile che è il tempo – per chissà quale imperscrutabile ragione – si fa sempre più stretto, sino a pretendere per sé l’intero proscenio dell’anima: no, non credo voglia soffocarmi; no, penso abbia in serbo per me una di quelle sorprese che – di tanto in tanto – si diverte a disseminare lungo la scia del mio destino, un pacco regalo fuori stagione il cui reale contenuto mi sarà noto – ovviamente – solo dopo che lo avrò scartato.Per ora, infatti, c’è soltanto una bella tavolozza di colori davanti a me, metaforicamente parlando; c’è – di fronte – un foglio vuoto, bianco, in attesa – pure lui – di sapere quali saranno i tratti del disegno che le sue fibre conserveranno – si spera – in eterno; c’è – appunto – quel cappio che chiamiamo tempo la cui corda non smette di pencolare ritmicamente tra il sogno e la ragione o, come avrebbe detto De André, “tra l’aorta e l’intenzione”; c’è – in fine – quest’uomo che sono, che di anni – a proposito di tempo – ne ha quaranta e che – per un bislacco volere della sorte – si ritrova, per l’ennesima volta, a dover tentare di spiegare l’inspiegabile, cioè il senso di un’empatia – quella tra se stesso e la scrittura – che è stata, è e sarà – per lui – un approdo sempre certo, un incrollabile pilastro esistenziale, il porto più sicuro in cui attraccare all’abbisogna, una fedele compagna di vita e tanto, tanto altro ancora.Dunque, ogni singolo colore della tavolozza – di fatto – non è altro che un prisma: la luce che rifrange è quella del presente, dell’oggi, ma l’emozione che riflette è figlia di un trascorso e – inevitabilmente – assume le sembianze di un ricordo più o meno lontano, più o meno piacevole, più o meno intimo e personale. Conosco a menadito tutti gli arcobaleni che – giocando di sponda col prisma – quella luce proiettano sul muro: quindi sorridendo, li guardo e – sì – ammetto che l’idea – per così dire – di “riaprire le finestre”, i quaderni, i cassetti e le stanzette virtuali non è poi tanto balzana, tanto assurda, tanto campata in aria e può aiutarmi – chissà – a fare ordine anche, se non soprattutto, dentro me stesso. Sì, è una fortuna poter contare sulla precisione e – in un certo qual modo – «sull’immortalità» della scrittura, sapete perché? Perché più scartabello, più mi rendo conto che, in tutti questi anni, nulla – né di me, né del mondo attorno a me – le è sfuggito, tal che – se mi si chiedesse: “Com’è nata questa Antologia?”» – senza alcuna remora, risponderei: “In contumacia, per autopoiesi!».

Il libro A mani alzate, pubblicato da Bacchilega editore, sarà presentato alla Biblioteca comunale di Imola sabato 12 maggio alle ore 10.30 e sarà in vendita dalla prossima settimana al prezzo di 12 euro. (r.c.)

Matteo Sabbatani presenta “A mani alzate' alla Biblioteca comunale

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