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Cronaca 8 dicembre 2018

Guardie giurate al pronto soccorso di Imola per aumentare la sicurezza, il plauso dei sindacati

«La direzione è quella giusta anche se ancora tanto c’è da fare». Questo il commento di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl alla luce delle azioni messe in campo dall’Ausl dopo che a settembre era stato sollevato il problema della sicurezza per gli operatori dell’ospedale di Imola, in particolare in pronto soccorso durante i tso (trattamenti sanitari obbligatori).

Azioni che hanno visto l’inserimento di un infermiere in più nel triage (dall’1 ottobre) e soprattutto della vigilanza privata (dal 17 novembre, dalle ore 19 a mezzanotte; l’incarico è andato all’Axitea Spa di Bologna).

Cosa manca ancora? Un protocollo integrato tra Ausl e municipale per la gestione congiunta dei tso con corsi di formazione per gli operatori, vautazione con polizia e carabinieri per la gestione delle urgenze, definizione di una nuova modalità di ingresso pedonale al pronto soccorso, criptare l’identificazione degli operatori al triage.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto la guardia giurata Daniele Compitiello della Axitea Spa

Guardie giurate al pronto soccorso di Imola per aumentare la sicurezza, il plauso dei sindacati
Cronaca 6 dicembre 2018

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola

Poco più di un anno fa la Giunta dell’Emilia Romagna ha messo a punto un Piano per ridurre le liste d’attesa e i tempi relativi agli interventi chirurgici programmati chiedendo alle Aziende usl di adeguarsi, e ora mostra i risultati che sembrano decisamente positivi: l”85% delle operazioni sono garantite entro i tempi previsti con un aumento del +10% in appena un anno. Per molte patologie tumorali, quelle sulle quali l’attenzione è massima, il dato supera il 90%. Inoltre risulta essere stato smaltito anche l”80% delle liste d”attesa pregresse.

Anche l’Azienda usl di Imola è allineata al trend regionale e con una nota  precisa: “Il 98% delle patologie neoplastiche è operato entro 30gg (standard 90%). Nel dettaglio: tumore della mammella 100%; tumore del colon retto 100%; tumore utero 100%; tumore della prostata 91,2% entro la classe di priorità indicata”. Ad ogni intervento chirurgico, infatti, è assegnata una classe di priorità che esprime il limite temporale entro il quale è consigliabile effettuare l’intervento stesso: A entro 30 giorni; B entro 60 giorni; C entro 180 giorni; D entro 365 giorni. Da notare che durante tale periodo di tempo il paziente può anche chiedere delle sospensioni per motivi personali che, se opportunamente registrate, gli consentono di mantenere la prenotazione spostando magari più avanti l’intervento. 

“Il 96% degli interventi per protesi d’anca – continuano a dettagliare dall’Ausl – è effettuato entro 180 giorni”. In generale l’84% degli altri interventi monitorati (ovvero le casistiche previste dalla verifica regionale) sono effettuati entro la classe di priorità assegnata, cioè “angioplastica 84%; tonsillectomia 97,1%; biopsia del fegato 100%; emorroidectomia 81,6 %; riparazione di ernia inguinale 76,5%”. Questi i dati aggiornati ad ottobre.

L’obiettivo generale è del 90% degli interventi eseguiti entro i tempi assegnati e non il 100% perché occorre tener conto di una quota di pazienti che – per caratteristiche particolari legate alla loro patologia – necessitano, prima dell’intervento, di trattamenti o approfondimenti specifici che allungano il tempo d’attesa per il ricovero vero e proprio.

I dati sono stati resi noti martedì in Regione, durante la Commissione assembleare Politiche per la salute, dove l’assessorato ha fatto il punto con le Aziende sanitarie sui risultati raggiunti e su quanto rimane ancora da fare per migliorare ulteriormente. L”assessore Sergio Venturi ha commentato: “Abbiamo imboccato un percorso estremamente complesso e con obiettivi ambizioni consapevoli che è uno dei punti che qualificano maggioramente il servizio sanitario pubblico. Sicuramente c”è ancora da lavorare, ma la strada imboccata è quella giusta”.

Tra l’altro, entro il 2019 tramite il Fascicolo sanitario elettronico, chi è in attesa di un intervento potrà verificare la propria posizione. Una novità molto utile per chi si trova in lista per diverso tempo ed è l’unica Regione ad aver attivato il monitoraggio informatizzato delle liste d’attesa dei ricoveri tramite il Sigla (Sistema integrato di gestione delle liste di attesa).

Per riuscire nello scopo sono stati fatti anche consistenti investimenti mirati al reclutamento di professionisti (oltre 5.000, nell’ultimo biennio, le persone assunte in sanità a tempo indeterminato, di cui 1.450 precari stabilizzati, per un costo complessivo di 24 milioni di euro), la creazione, da parte di ogni Azienda sanitaria, del Responsabile unico aziendale, garante della corretta gestione delle liste di attesa; l’utilizzo delle sale operatorie, tramite l’integrazione delle procedure di prenotazione con quelle di programmazione delle attività chirurgiche; la gestione delle prenotazioni totalmente informatizzata con criteri di priorità per l’accesso definiti in modo chiaro e coerente; il ricorso anche a strutture private convenzionate.Un ulteriore sforzo dovrà essere compiuto, a livello nazionale, per rispondere alla persistente difficoltà di reperire figure chiave, a partire dagli anestesisti: esigenza che rende ancora più importante la richiesta da parte delle Regioni, Emilia-Romagna in testa, di aumentare il numero di posti nelle scuole di specializzazione.

I miglioramenti ottenuti seguono l’analogo intervento sui tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami (a fine novembre 2018 oltre il 98% è assicurato entro i termini previsti mentre era al 58% nel 2015). 

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola
Cronaca 1 dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia
Cronaca 23 novembre 2018

Oggi a Imola un convegno sulla stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson

II 24 novembre si celebra la giornata nazionale della Malattia di Parkinson. L’evento è promosso dall’Accademia Limpe-Dismov, che si pone come punto di riferimento scientifico nazionale per promuovere e divulgare le conoscenze nel campo della Malattia di Parkinson e dei disordini del movimento, promuovere e sostenere la ricerca scientifica e contribuire all’aggiornamento continuo degli operatori sanitari.

Come consuetudine in tale ricorrenza, la Ssd di Neurologia dell’Ausl aderisce all’iniziativa, organizzando, nella giornata di venerdì 23 novembre, alle ore 15 alla Sala De Maurizi (V piano Dea, ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola in via Montericco 4) un incontro scientifico dal titolo: «La stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson». L’argomento del seminario è legato al fatto che, nelle fasi iniziali della Malattia di Parkinson, il beneficio clinico apportato dalla terapia farmacologica dura solitamente tutto il giorno.

Tuttavia, con il peggioramento della malattia, il paziente percepisce una progressiva perdita d’efficacia del farmaco, che non riesce più a coprire pienamente l’intervallo fra una dose e la successiva, fenomeno noto come «deterioramento di fine dose». Quando l’effetto del farmaco tende a scemare, i sintomi della malattia quali il tremore, la lentezza nei movimenti e la difficoltà nel camminare si accentuano. Questa fase viene definita fase «Off». Quando il paziente assume la dose successiva di farmaco, i sintomi migliorano nuovamente e questa fase viene denominata fase «On». Però, con il passare del tempo, i pazienti tendono a sviluppare movimenti involontari (torsionali e rotatori) chiamati discinesie, che possono essere molto fastidiosi ed invalidanti.

Per risolvere questi problemi, il medico di riferimento può variare le dosi e la frequenza di assunzione dei farmaci per provare a ridurre la durata della fase Off  le discinesie. In alcuni pazienti la Stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation – Dbs) può essere terapia efficace nel trattamento delle fasi Off e/o delle discinesie non controllabili efficacemente dalla terapia medica. Il seminario è aperto a tutti e la cittadinanza è invitata a partecipare.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto una parte del volantino ufficiale con l”immagine di Yuri Chechi, già campione olimpico agli anelli e testimonial della Giornata nazionale della Malattia di Parkinson

Oggi a Imola un convegno sulla stimolazione cerebrale profonda nel trattamento della Malattia di Parkinson
Cronaca 13 novembre 2018

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola

Il 5 novembre l”Azienda Usl di Imola ha dato il via alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Per saperne di più sulle caratteristiche dell”influenza di quest”anno e sul relativo vaccino, abbiamo ascoltato il parere di un esperto, il responsabile prevenzione delle malattie infettive dell”Ausl, Roberto Rangoni.

Quali sono i ceppi quest’anno e quali i vaccini disponibili?
«Nell’emisfero sud ha girato molto il ceppo A, ma non c’è mai certezza – risponde Rangoni -. Da quattro anni, ad esempio, da noi abbiamo soprattutto influenze di tipo B, a differenza del passato. Ed è per questo che dall’anno scorso abbiamo iniziato ad utilizzare il vaccino quadrivalente (due ceppi di A e due ceppi di B) invece del trivalente (due di A e uno di B). Sopra i 75 anni, però, occorre utilizzare un vaccino coadiuvato per il quale non esiste ancora un quadrivalente».

Ho fatto il vaccino, ma mi sono ammalato ugualmente.
«Il vaccino non è efficace al 100 per cento ma previene le conseguenze più gravi, in pratica prendiamo la malattia in una forma attenuata. Detto ciò, non bisogna confondere l’influenza vera e propria (esordio improvviso, febbre alta, 6/7 giorni poi si comincia a stare meglio, periodo di epidemia circoscritto) con le altre forme da raffreddamento o gastrointestinali comuni d’inverno».

I bambini devono vaccinarsi?
«I bambini sono tra i più colpiti dall’influenza ma i soggetti sani e in buona salute la superano molto bene, pertanto la vaccinazione è raccomandata solo per quelli a rischio (chiamati direttamente dall’Ausl). Piuttosto è impor-tante che chi li accudisce si vaccini per evitare di prenderla perché si trasmette con estrema facilità». ( l .a .)

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola
Cronaca 12 novembre 2018

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

Vaccinazione antinfluenzale sotto il flash del fotografo per l’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini. In verità un po’ giovane rispetto al target prioritario, cioè gli over 65, ma l’antinfluenzale è utile anche agli adulti e l’obiettivo è più che lodevole: sensibilizzare le persone al tema della vaccinazione.

«Siamo ad una copertura di un anziano su due, dovremmo raggiungere almeno il 75%» dicono in coro il responsabile prevenzione delle malattie infettive Roberto Rangoni («io mi vaccino da molti anni») e il direttore del distretto Alberto Minardi dell’Ausl.

Per cercare di promuovere la campagna in maniera mirata, come l’anno scorso è sceso in campo il Comitato consultivo misto degli utenti, che da un lato ha già ripreso le «incursioni» nei centri sociali in occasione di tombole ed altri eventi, dall’altro ha coinvolto le parrocchie, in particolare l’interparrocchiale di San Giacomo, in pratica i sacerdoti segnaleranno la presenza dei volantini informativi durante la messa.

Tra l’altro non c’è molto tempo: la campagna è partita il 5 novembre, la malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio (a Parma è stato già identificato il primo caso in una ragazza di 27 anni), quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta ed essere protetti al momento del culmine dell’epidemia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”assessora Ina Dhimgjini si sottopone al vaccino antinfluenzale

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini
Cronaca 12 novembre 2018

Stasera 12 novembre a Imola un incontro promosso da comitati e associazioni sul futuro della sanità

Le associazioni Auser, Avod, Cambiavento, Cittadinanza attiva Imola, Comitato a tutela diritti, Gas Imola, Legambiente ImolaMedicina, Panda Imola e Unitalsi organizzano stasera, 12 novembre, alle 20.30, l”incontro «La sanità del futuro: leggiamo tra le righe», su come interpretare le proposte per la riorganizzazione della sanità metropolitana contenute nel documento «La sanità del futuro – Forme di integrazione nell’Area metropolitana», commissionato dalla Conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss) metropolitana.

Se ne parlerà con due rappresentanti dell”Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bologna, il presidente Giancarlo Pizza e il consigliere Salvatore Lumia, responsabile della commissione Ospedalità e territorio. L”incontro offrirà la opportunità, anche ai non addetti ai lavori, di comprendere le potenzialità e i punti deboli delle ipotesi.

La serata si svolgerà all”Hotel Olimpia, in viale Pisacane 69.

Stasera 12 novembre a Imola un incontro promosso da comitati e associazioni sul futuro della sanità
Cronaca 5 novembre 2018

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»

«Ho fatto fare tutti i vaccini a mia figlia e io stesso mi vaccino ogni anno contro l’influenza». Ad affermarlo senza incertezze è Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per la sua battaglia a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dai vaccini. La sua pagina Facebook è seguita da oltre 432 mila persone e i suoi post hanno centinaia di condivisioni. 

Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no vax, pesanti attacchi online diretti anche contro la sua famiglia, come l’estate scorsa, quando si era riaccesa la polemica sull’obbligo delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole. Nonostante ciò, Burioni non demorde.

Accanto all’impegno sulla rete ha aggiunto l’attività divulgativa con i libri, il terzo, dal titolo «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), lo presenterà a Imola giovedì 8 novembre alle ore 20.30 alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop.

Nei libri si ritrova la stessa capacità di sintesi, semplicità e precisione dei post sui social. In «Balle mortali» Burioni mette in fila alcuni esempi, tra quelli italiani c’è la donna che soccombe ad un linfoma perché si affida alla Nuova Medicina Germanica, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, ovviamente le pagine buie di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque gli dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose.

Tra le pagine di «Balle Mortali» mette in fila una decina di sciocchezze scientifiche o supposte cure per malattie come il cancro o l’Aids, qual è la «balla» che l’ha colpita di più di tutte?
«Le ritengo tutte terribili, specialmente quelle dove lo Stato ha traballato tra la scienza e i ciarlatani (come il caso della cura Di Bella o l’intruglio Stamina di Davide Vannoni, ndr). Ma ad avermi colpito di più è il caso del bambino di sette anni morto per un’otite esattamente come accadde a mia nonna materna Maria nel 1933. Allora non c’erano gli antibiotici, ma è intollerabile che si possa morire nello stesso modo oggi, quando gli antibiotici avrebbero risolto il problema».

Come mai ci sono tanti medici e scienziati nelle fila dei «ciarlatani»? Non crede occorra una presa di posizione chiara dell’Ordine dei medici in tal senso?
«Ritengo che l’Ordine dei medici debba essere molto severo nei confronti dei propri iscritti quando propinano bugie pericolose abusando della fiducia dei loro pazienti. Molti medici sono protagonisti in senso negativo e noi dovremmo cacciarli dal nostro Ordine per la difesa della professione e dei pazienti stessi».

Lei è oggetto di pesanti attacchi da parte dei cosiddetti no vax, cosa l’ha spinta alla battaglia per una corretta informazione su medicina e scienza?
«E’ cominciato tutto due anni fa, quando mi trovavo negli Stati Uniti per lavoro, con la famiglia, leggevo le bugie che giravano sulle vaccinazioni e decisi di scrivere qualcosa nella mia pagina Facebook per contrastarle. Da lì sono cominciati gli attacchi, ed è incredibile perché è come attaccare chi dice che 2 più 2 fa 4 o che la terra è rotonda, io esprimo solo quanto dice la scienza. Hanno minacciato pure la mia famiglia, mia figlia, ma per me 2 più 2 continua a fare 4». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 1° novembre

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»
Cronaca 2 novembre 2018

Campagna antinfluenzale, il direttore di distretto Minardi: «Gli anziani il nostro obiettivo, nel 2017 cresciuti i vaccinati»

«Quest’anno rifaremo le “incursioni” nei centri sociali insieme al Comitato consultivo misto degli utenti e ai medici di famiglia del territorio, distribuiremo materiale informativo e mostreremo il buon risultato ottenuto l’anno scorso».

Una delle attività che sta seguendo Alberto Minardi, nella sua nuova veste di direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola, è la campagna per promuovere e sensibilizzare le persone a fare la vaccinazione antinfluenzale, in particolare per gli anziani con più di 65 anni. Minardi ha già affrontato il tema l’anno scorso in veste di direttore del Coordinamento delle attività di promozione della salute e di prevenzione di competenza delle cure primarie e in quell’occasione è nata l’idea di fare informazione prima delle tombole, momenti molto frequentati dagli anziani.

Troppo spesso sottovalutata e ritenuta spesso una malattia innocua, l’influenza può invece portare a complicanze molto serie che da un lato mettono a rischio la salute e a volte la vita, dall’altro portano ad un’impennata dei ricoveri con notevole aggravio per l’attività degli ospedali. Eppure negli ultimi anni il numero di chi decideva di fare l’antinfluenzale era drasticamente sceso (in regione eravamo a poco più di uno su due negli anziani). Così la Regione ha attivato la vaccinazione gratuita per le categorie a rischio, come anziani o persone con patologie croniche, così come per coloro che co nqueste persone lavorano, a partire dal personale sanitario delle Aziende sanitarie pubbliche.

Qual è il bilancio delle «incursioni» dell’anno scorso nei centri sociali?
«Abbiamo incontrato circa 2.500 anziani complessivamente e alla fine siamo saliti al 56 per cento della copertura, tre punti percentuali in più ma rappresentano un risultato enorme in termini statistici collocandoci al secondo posto tra le Aziende usl regionali, dietro solo a Ferrara – dettaglia con orgoglio -. Soprattutto abbiamo invertito il trend precedente che vedeva un arretramento della percentuale degli anziani “coperti”, eravamo scesi al 52,9 per cento dei soggetti target (over 65 anni), tra l’altro era un dato in controtendenza rispetto alle altre Ausl dell’Emilia Romagna che invece avevano fatto un passo in avanti».

Qualche novità per la campagna vaccinale di quest’anno?
«Coinvolgeremo ancor di più i medici di famiglia fornendo a ciascuno l’elenco dei loro pazienti che nel periodo da novembre 2017 a marzo 2018 hanno subito un ricovero. Non faremo una selezione per patologia, semplicemente segnaliamo al medico il caso in modo che possa valutare se è il caso di proporre alla persona la vaccinazione antinfluenzale. Magari qualcuno ha una patologia cronica o che può debilitarli e l’influenza può diventare concausa per un aggravamenti. Il medico di famiglia che farà medicina proattiva (di prevenzione)». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto Alberto Minardi, direttore del distretto dell”Azienda Usl di Imola

Campagna antinfluenzale, il direttore di distretto Minardi: «Gli anziani il nostro obiettivo, nel 2017 cresciuti i vaccinati»
Cronaca 1 novembre 2018

Sanità, nella nuova Chirurgia vascolare interaziendale Imola si occuperà di patologie venose a bassa complessità

Ecco cosa cambia con la creazione della nuova Unità operativa interaziendale dedicata alla chirurgia vascolare.

Emergenze. Le emergenze continueranno a essere trattate a Bologna, sia al Policlinico del Sant’Orsola sia, all’Ospedale Maggiore.

Attività programmate. Per le attività programmate la creazione di un’unica Unità operativa interaziendale porterà alla creazione di una lista di attesa unica, per l’accesso alle prestazioni e la ripartizione delle attività tra diversi ospedali.

Patologie dell’aorta. Si prevede che tutta la casistica venga trattata all’interno delle nuove sale ad altissima tecnologia del Polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico, fatte salve le urgenze dovute a traumi (indicativamente 15 all’anno).

Patologie delle carotidi. Nel progetto di riorganizzazione l’attività è concentrata all’Ospedale Maggiore, tranne le patologie da trattare in sala ibrida che resteranno al Policlinico.

Arteriopatia obliterante. La specializzazione prevede uno spostamento di oltre il 50% dei pazienti dal Policlinico al Maggiore. Al Sant’Orsola rimarranno gli interventi di rivascolarizzazione in pazienti particolarmente complessi e quelli che necessitano di trattamento endovascolare o ibrido.

Percorso di bassa complessità. Questo percorso relativo alle patologie veno-se degli arti inferiori sarà concentrato negli ospedali di Imola, Budrio e Bazzano. Complessivamente all’ospedale di Imola saranno eseguiti interventi per fistole artero-venose su pazienti con insufficienza renale e interventi chirurgici per patologia venosa degli arti inferiori.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Sanità, nella nuova Chirurgia vascolare interaziendale Imola si occuperà di patologie venose a bassa complessità

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