Posts by tag: sanità

Cronaca 23 ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno

Il fatto che per Medicina il centro di raccolta sangue sia un punto davvero importante lo dimostrano anche i numeri sulle donazioni, che sono in leggera crescita. Su questo fronte, nella Città del Barbarossa operano due associazioni, ovvero Avis e Advs.

Luciano Signorin, responsabile medicinese per l’Advs spiega: «Abbiamo circa 260 donatori attivi provenienti da Medicina, ma anche da Castel Guelfo, Castel San Pietro, Ozzano e Budrio, più altri 20 che in questo momento non stanno donando, quindi “sospesi”, per motivi quali ad esempio la maternità. Complessivamente – aggiunge – abbiamo circa 460 donazioni all’anno, delle quali circa 310 avvengono a Medicina e 150 in altri centri, tra cui il Sant’Orsola, dove è possibile donare anche plasma e piastrine».

Passando all’Avis, le donazioni annuali sono oltre 300, mentre si riscontra un 6% in meno sulla raccolta di plasma. Complessivamente, quindi, si parla di oltre 600 donazioni all’anno (nel 2015 erano state 575).

Attualmente, il punto di raccolta sangue medicinese è attivo tre volte al mese (giovedì, venerdì e domenica), dalle ore 8 alle 12, per un totale di 20 donatori al giorno. (se.zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno
Cronaca 23 ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute

Novità all’orizzonte per il centro di raccolta sangue di Medicina che, l’anno prossimo, traslocherà da un punto all’altro all’interno della Casa della salute di via Saffi per rispondere ai nuovi standard chiesti dalla Regione.

Come si ricorderà, nell’autunno del 2014 i punti di raccolta emiliano romagnoli erano finiti sotto la lente d’ingrandimento della Commissione regionale per l’accreditamento. Quello di Medicina aveva «passato l’esame», ma era stato necessario apportare alcune modifiche logistiche. Per essere accreditati dalla Regione, quindi poter continuare l’attività, occorreva avere locali dedicati espressamente alla raccolta sangue (la sala è stata quindi spostata nei locali dell’ex guardia medica), nonché utilizzare per i prelievi medici e infermieri dell’ospedale Maggiore (che fa capo all’Ausl di Bologna), inoltre dovevano essere fatti al massimo trenta prelievi più due visite di aspiranti donatori al giorno e, soprattutto, prevedere l’introduzione del sistema con prenotazione delle donazioni.

Molte novità da assimilare per i donatori e le associazioni medicinesi che, nonostante un periodo di assestamento, hanno sempre dato il proprio contributo e le donazioni, al contrario di quanto accade altrove, non sono mai mancate. «Siamo riusciti a non chiudere mai il centro di raccolta sangue nemmeno per un giorno e ad avere ben tre giornate ogni mese, compresa la domenica mattina, in cui è possibile donare – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari -. Tuttavia, la soluzione trovata finora è temporanea perché, per rispondere ai livelli richiesti dall’accreditamento regionale, bisogna apportare ulteriori modifiche».

Da qui la necessità di individuare nuovi spazi dove collocare il centro di raccolta sangue. «Finora gli ambulatori dedicati a questo servizio in altre giornate venivano in parte utilizzati da altri medici, mentre adesso l’Ausl di Imola ha destinato alla donazione del sangue alcuni locali in via esclusiva per complessivi 150 metri quadrati – dettaglia Montanari -. Si tratta dell’ex centro diurno disabili, oggi non più utilizzato, a fianco del centro anziani».

Nei nuovi locali le poltrone dedicate ai donatori saliranno dalle attuali due a quattro complessive, vi si potrà accedere passando da un ingresso autonomo e tutti gli spazi saranno contigui, compreso il punto ristoro. Se l’Ausl di Imola metterà a disposizione i nuovi locali, il Comune di Medicina si accollerà le spese per i lavori, pari a 120 mila euro. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre 

Nella foto il centro prelievi di Medicina

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute
Cronaca 9 ottobre 2018

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.

E’ Alberto Minardi il direttore del distretto dell”Ausl di Imola. Oggi il Comitato di distretto, costituito dai sindaci del Circondario, ha espresso un parere favorevole unanime. Tra pochi giorni, con la delibera dell’Ausl sarà effettivo l’affidamento dell’incarico. La decisione era attesa ormai da mesi, L’avviso di selezione, per quella che è considerata una figura chiave anche nelle ipotesi di riordino metropolitano della sanità, era stato pubblicato ad aprile, i nomi in lizza rimasti erano due. La scelta spetta all’Azienda sanitaria ma, essendo un ruolo che intreccia funzioni sociali e sanitarie, prevede che alla proposta del direttore generale ci sia il parere del territorio, cioè dei sindaci.

Minardi, imolese, classe ’54, laureato in Medicina e chirurgia, è stato già direttore di Distretto dell’Ausl di Imola dal 2000 al 2007, poi ha ricoperto lo stesso incarico per l’allora Ausl di Ravenna fino al 2015, anno in cui è rientrato a Imola come direttore del Coordinamento delle attività di promozione della salute e di prevenzione di competenza delle cure primarie. Le sue competenze gestionali nell’ambito della medicina territoriale e distrettuale sono indubbie, Minardi è stato, a suo tempo, il principale ideatore e organizzatore dell’associazionismo medico, dell’integrazione e del budget dei medici di medicina generale, divenuto un modello a livello nazionale.

«Minardi è un dirigente di indubbio valore sia professionale che umano, molto stimato in Azienda e sul territorio, con una grande esperienza nel ruolo che andrà a ricoprire – ha dichiarato il direttore generale Andrea Rossi –. E’ quindi un compito sfidante quello che gli affidiamo, che siamo certi saprà interpretare al meglio e con il vigore e la capacità innovativa che ben conosciamo».

«Ritengo che il nostro territorio possa costituire un laboratorio sperimentale ed innovativo nel riconoscimento dei nuovi bisogni emergenti e nella creazione di modalità di risposta comunitarie – ha aggiunto Minardi -, ancor di più in questa nuova fase in cui ritornano prioritari, per le organizzazioni socio-sanitarie, esiti di salute rispetto a obiettivi di risparmio economico tramite economie di scala. Ciò va portato avanti con il contributo fondamentale degli Amministratori comunali, dei medici di famiglia, del terzo settore, dei singoli cittadini, di cui il direttore del Distretto è interlocutore privilegiato». (r.c.)

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.
Cronaca 4 ottobre 2018

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine

L’Azienda usl, sollecitata dalle organizzazioni sindacali, ha deciso di proporre un protocollo di collaborazione con le forze dell’ordine e ha fissato per lunedì prossimo, 8 ottobre, un tavolo di confronto al quale parteciperà anche l’assessora del Comune di Imola, Ina Dhimgjini.

Il tema sono le aggressioni agli operatori sanitari, in particolare in Pronto soccorso. Episodi resi noti dalla Lega Nord, facendo immediatamente venire alla mente certi casi drammatici di cronaca. Gli episodi segnalati a Imola stati avvenuti tre in Pronto soccorso e uno nel reparto di Medicina, due riguardano persone per le quali si stava attivando un Tso e un terzo un paziente con problemi cognitivi che, cercando di allontanarsi dal reparto, ha colpito gli infermieri che tentavano di fermarlo, l’ultimo caso è riferito ad una persona in attesa che si è spazientita e ha tirato un vaso contro il banchetto del triage. Questo per ricostruire l’accaduto, che non minimizza la preoccupazione e relativa richiesta di sicurezza che accomuna l’Ausl stessa e i sindacati. Sono «episodi verificatisi nell’ultima settimana, con una frequenza certamente inconsueta e non rappresentativa del grado di sicurezza generale dell’ospedale di Imola» sottolinea l’Ausl con una nota.

Il protocollo di intesa con le forze dell’ordine, continua l’Ausl, dovrebbe garantire «l’intervento delle forze dell’ordine in caso di chiamata da parte degli operatori, negli orari in cui il posto di Polizia sito al Pronto soccorso non è attivo (nel pomeriggio e negli orari serali e notturni)».

Nel frattempo il triage del Pronto soccorso da lunedì 1 ottobre è stato già potenziato con un’unità di personale infermieristico. Una linea che sembra perseguire anche quella caldeggiata dai sindacati, in particolare dalla Fp Cgil che concorda sul protocollo («indispensabile» ma sbagliata la «militarizzazione del pronto soccorso») ma vorrebbe approfittarne per andare oltre, con proposte sull’organizzazione dei sevizi, ad esempio rivalutando l’attività del distretto per «trovare risposte primarie di base perchè altrimenti tutti si riversano in Pronto soccorso». (l.a.)

Foto d”archivio

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine
Cronaca 4 ottobre 2018

Case della Salute e primari mancanti: le richieste del dg Andrea Rossi alla Regione per l'Ausl di Imola

«Se consideriamo che l’obiettivo del processo di riordino è l’integrazione, che etimologicamente significa rendere completo, direi che Imola porterà a casa qualcosa che prima non aveva…». Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, sintetizza con questa battuta ottimista quanto si auspica per la sanità imolese dalla futura riorganizzazione metropolitana.

Il percorso di ascolto e partecipazione sul documento tecnico di riordino terminerà il 5 novembre. Nel frattempo, i cittadini del circondario hanno bisogno quotidianamente del pronto soccorso o dell’assistenza domiciliare, di interventi chirurgici, esami e cure. E se i timori per il futuro sono tanti, più concrete sono le esigenze del presente sotto forma di posti letto, servizi per i cittadini e personale. «Stiamo lavorando per attivare entro il 2019 alcune funzioni della Casa della salute di Imola, a partire dall’accoglienza – anticipa Rossi -, inoltre il 15 settembre abbiamo inviato alla Regione la richiesta con i fabbisogni triennali nella quale chiediamo di poter avere i primari per tutte le aree cliniche vacanti, cioè Pediatria, Oculistica, Gastroenterologia e Chirurgia generale».

La macchina del welfare e della sanità continua a girare. In alcuni casi prendendo direzioni apparentemente diverse rispetto al recente passato, vedi sui primariati, che Rossi rivendica come una risposta a chi gli chiede qual è il limite sotto il quale non è possibile scendere per Imola. Tassello fondamentale, secondo Rossi, sono le Case della salute. «Imola potrebbe diventare la prima Azienda usl ad avere sul territorio un numero di Case della salute tale da poter coprire il fabbisogno dell’intera popolazione. Abbiamo già quelle di Castello, Medicina e Borgo, manca solo quella per Imola e Mordano».

L’idea, nota da tempo, è quella di concentrare gradualmente tutte le funzioni nell’ospedale vecchio, liberando il Lolli, che a regime sarà messo a disposizione «di altre attività non esclusivamente sanitarie – spiega Rossi -. Ad esempio, come polo formativo e per l’università. Avremo bisogno di 25 mila metri quadrati per la Casa della salute sui 60 mila disponibili».

Il progetto già validato dall’Ausl costa circa 7 milioni per mettere mano ordinatamente alle strutture. «Non li abbiamo – ammette Rossi – quindi si procederà per gradi». (l.a.)

L”intero articolo è disponibile su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Case della Salute e primari mancanti: le richieste del dg Andrea Rossi alla Regione per l'Ausl di Imola
Cronaca 3 ottobre 2018

La trappola brevettata made in Imola per catturare le zanzare tigre inventata da Maurizio Magnani

Tutti presi dal crollo delle temperature ci siamo già dimenticati delle zanzare e dei tanti guai che hanno causato fino a pochi giorni fa, in particolare la culex con l”emergenza del virus West Nile.  Per farsi trovare pronti al ritorno dell”afa e dei fastidiosi insetti, uno strumento potrebbe essere la trappola brevettata ideata dall’imolese Maurizio Magnani, titolare di Imola Disinfestazioni.

Qualche anno fa, assieme al forlivese Stefano Zamboni, al bolognese Gregorio Gentile e al Centro agricoltura ambiente di Crevalcore, ha messo a punto una soluzione innovativa che attira le zanzare tigre e che, con le opportune modifiche, potrebbe essere adattata alla cattura anche delle culex pipiens. «La trappola – spiega – diffonde mediante una ventola un attrattivo sonoro, che riproduce il battito delle ali delle zanzare femmina e attira quindi i maschi; un secondo attrattivo simula il sudore umano e un terzo liquido attrae le femmine in cerca di un sito dove deporre le uova.

Due anni fa l’invenzione di Magnani e soci si è aggiudicata il Premio Ipr, dedicato alla tutela della proprietà intellettuale e promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola e da Innovami, che hanno messo in palio risorse per l’ottenimento di brevetti europei e internazionali. Lo scorso anno la trappola ha ottenuto anche il brevetto italiano ed è stata presentata la domanda per quelli europeo e statunitense.

Purtroppo l’invenzione non è ancora in commercio. «Siamo in contatto con una ditta italiana per la produzione e speriamo possa esserlo dal 2019». Con le opportune modifiche, come detto, la trappola potrebbe servire anche per catturare la culex pipiens (che è attratta dall’anidride carbonica). In ogni caso, lo stesso Magnani la vede come «un complemento ai trattamenti larvicidi e sui focolai. Se un privato non esegue i trattamenti nei tombini le trappole servono a poco».

Magnani è molto noto in zona, perché i Comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano ha l”incarico del controllo qualità sull”attività di disinfestazione. (lo.mi.)

Nella foto Maurizio Magnani e una ovitrappola per il monitoraggio della lotta alle zanzare (non si tratta della trappola brevettata) 

La trappola brevettata made in Imola per catturare le zanzare tigre inventata da Maurizio Magnani
Cronaca 2 ottobre 2018

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio

E” andato in pensione dopo 17 anni di servizio a Montecatone il dottor Gian Piero Belloni, direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo, primario dell”Area Critica dell”ospedale e, dal 2016, primario anche del reparto di Gravi Cerebrolesioni Acquisite.

Lo sostituirà, in qualità di facente funzioni dell”Area Critica, la dottoressa Mariella Uneddu, che già faceva parte dello staff, mentre la facente funzioni del reparto delle Gravi Cerebrolesioni sarà la dottoressa Pamela Salucci.

Al dottor Jacopo Bonavita, primario dell’Unità Spinale di Montecatone, toccherà invece svolgere anche il ruolo di direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo e dell”integrazione.

Tornando al pensionamento del dottor Belloni, il direttore generale e sanitario di Montecatone, Roberto Pederzini, ha voluto salutarlo con queste parole: «Il dottor Belloni, persona di alto valore e ottimo professionista, ha contribuito con il suo impegno allo sviluppo e al miglioramento dell’intera azienda, lasciandoci una struttura di alto profilo conosciuta e apprezzata a livello nazionale. Credo davvero di rappresentare tutti i professionisti di Montecatone nel ringraziarlo per quanto ha fatto in questi anni e nell”augurargli il meglio per il futuro personale».

Una nota dell”Istituto ricorda che l”Area Critica di Montecatone è nata proprio in questi anni di percorso professionale del dottor Belloni ed è cresciuto in qualità proprio grazie al primario e ai suoi collaboratori.

«Oggi – prosegue la nota – l’Area Critica di Montecatone con la Terapia Intensiva e Sub Intensiva, recentemente ampliata, è un reparto moderno e all’avanguardia, dotato di grande professionalità e competenza. Permette una precoce presa in carico dei pazienti con lesioni complesse e con quadri clinici critici, garantendo una immediata attivazione del percorso riabilitativo. Tutto ciò va attribuito all’incarico ricevuto circa diciassette anni fa proprio dal dottor Belloni e alla sua capacità di svilupparlo e concretizzarlo nella struttura d”eccellenza di cui oggi dispone l’Istituto di Montecatone».

Nella foto il dottor Belloni con alcuni medici di Montecatone

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio
Cronaca 25 settembre 2018

West Nile, nella notte tra il 26 e il 27 settembre trattamento anti-zanzare all'esterno dell'ospedale di Imola

Prosegue la campagna di disinfestazione contro le zanzare adulte da parte dell”Ausl di Imola per contrastare la diffusione del virus West Nile. Il trattamento all”esterno dell”ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola (ospedale nuovo) sarà eseguito nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 settembre.

Le modalità dell”intervento saranno analoghe a quelle dei precedenti, quindi tramite nebulizzazione a basso volume di una soluzione di piretrine naturali a residualità limitata. Per la giornata di giovedì 27 l”Ausl invita comunque ospiti e visitatori a non fermarsi a lungo nei giardini dell”ospedale, mentre per l”interno dell”edificio l”indicazione è quella di mantenere chiuse le finestre nella notte del trattamento.

L”azienda fa inoltre sapere che la disinfestazione contro le zanzare adulte è complementare ai trattamenti larvicidi, che continuano ad essere regolarmente effettuati.

Come si ricorderà, la campagna avviene in esecuzione della direttiva regionale in materia, ma anche il Comune di Imola, a fine agosto, era intervenuto con un”ordinanza a firma della sindaca Manuela Sangiorgi per disporre l”obbligo di eseguire interventi adulticidi di disinfestazione a cadenza settimanale, fino al 30 settembre 2018, a carico di «tutti i soggetti gestori, responsabili o che comunque ne abbiano l’effettiva disponibilità di ospedali, case di cura, case di riposo, case famiglia, strutture socioassistenziali, centri sociali e altri luoghi di aggregazione di persone anziane con presenza di spazi verdi fruibili dagli utenti».

West Nile, nella notte tra il 26 e il 27 settembre trattamento anti-zanzare all'esterno dell'ospedale di Imola
Cronaca 22 settembre 2018

Festa Pd, si parla del futuro della sanità con Barigazzi e di vaccini con l'assessore Venturi

Doppio appuntamento con protagonisti decisamente interessanti per il secondo fine settimana della Festa del Pd nel centro sociale Orti di via Belpoggio (dietro l’ospedale). Tema al centro degli incontri saranno la sanità e la salute. Questa sera a partire dalle ore 18.30 l”appuntamento è per parlare de “La sanità imolese: quali scenari” con Giuliano Barigazzi, il presidente della Conferenza sociosanitaria metropolitana, che presenterà ai cittadini le ipotesi di riorganizzazione e integrazione per il futuro della sanità bolognese che comprende anche il territorio dei dieci comuni del circondario imolese e la nostra Ausl. Obiettivi e scenari che proprio in queste settimane lo stesso Barigazzi è impegnato a presentare nei territori, al personale delle Aziende sanitarie e alle istituzioni. Con Barigazzi anche Onelio Rambaldi, presidente del Circondario imolese, e Stefano Golini, sindaco delegato alle Politiche sociali del Circondario.

Domani, invece, domenica 23 settembre, sempre alle ore 18.30, l’incontro è con l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, e con la consigliera regionale castellana Pd Francesca Marchetti. Il titolo “VaccinarSì” lascia pochi dubbi sull’argomento e soprattutto sulle scelte fatte in merito dall’Emilia Romagna, che hanno visto sin dall’inizio proprio l’assessore Venturi come forte sostenitore del valore delle vaccinazioni per la tutela della salute di tutti. (r.c.)

Nelle foto Giuliano Barigazzi e Sergio Venturi

Festa Pd, si parla del futuro della sanità con Barigazzi e di vaccini con l'assessore Venturi
Cronaca 20 settembre 2018

Virus West Nile, la Regione ha convocato i sindaci per la lotta alle zanzare: “Disponibili ad aumentare i contributi'

La Regione invita a serrare le fila e intensifica le iniziative per contrastare la diffusione del virus West Nile. L’assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi, ha convocato in questi giorni i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia per illustrare le prossime mosse: una giornata di formazione il 7 novembre a Bologna per i tecnici comunali e gli operatori sanitari coinvolti nelle attività di sorveglianza e lotta alle zanzare e un convegno con la partecipazione di specialisti entro la fine del 2018.

Intanto sarà potenziato il gruppo regionale sulle malattie trasmesse dalle zanzare (costituito nel 2007 dopo l’epidemia di Chikungunya) e, contestualmente, si cercherà di mettere in campo strategie innovative per coinvolgere di più i cittadini nella disinfestazione contro gli insetti portatori del pericoloso virus, in considerazione del fatto che il 75-80% dei focolai si registra in aree private.

«Quest’anno ci siamo mossi nei tempi giusti, ma si è trattato di un anno davvero particolare, che potrebbe ripetersi – ha commentato Venturi -. Quindi, dobbiamo serrare le fila. Intanto rinnoviamo questo gruppo di lavoro, che è un gruppo tecnico: è la sede idonea in cui possono trovare risposta le specifiche esigenze territoriali e attraverso cui vengono fornite informazioni tempestive sui lavori e gli eventi in corso». Venturi ha garantito, inoltre, il sostegno economico della Regione per gli interventi di disinfestazione condotti dagli enti pubblici, sottolineando la disponibilità ad incrementarlo: la Regione contribuisce da sempre con un finanziamento consistente, “ed è sempre disponibile ad incrementarlo” ha concluso Venturi.

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sui casi di persone infettate. L’assessore ha fatto sapere che si sono manifestate ad oggi in regione 96 forme neuroinvasive di West Nile e che dal 12 settembre non sono stati segnalati nuovi casi. I decessi sono stati 18 (il primo a Imola si è verificato il 13 settembre scorso, ndr), 66 i casi di forme febbrili e 26 le infezioni asintomatiche. Le persone decedute avevano tra i 63 e gli 87 anni.

Virus West Nile, la Regione ha convocato i sindaci per la lotta alle zanzare: “Disponibili ad aumentare i contributi'

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