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Cronaca 16 Gennaio 2019

La Giunta di Imola perde un altro pezzo, l’assessora al Welfare Ina Dhimgjini dà le dimissioni

La Giunta di Imola perde un altro pezzo. Ina Dhimgjini, l’assessora al Welfare, oggi ha informato la sindaca Manuela Sangiorgi dell’intenzione di dare le dimissioni. Per ora non c’è ancora una lettera ufficiale ma sembra improbabile un ripensamento. «Ina mi ha informato di aver avuto un’opportunità lavorativa molto importante, è una ragazza ambiziosa e con delle grandi qualità e intende seguire il suo percorso di crescita professionale» commenta la sindaca. Spiaciuta per questa decisione? «E’ stato un fulmine a ciel sereno le qualità di Ina erano evidenti e le cose le stava portando avanti con competenze importanti».

In verità le voci che Dhimgjini fosse intenzionata a terminare l”esperienza imolese si stavano rincorrendo già da diversi giorni. In dicembre se ne è andato Ezio Roi, “sbattendo la porta” per disaccordi sulla gestione delle deleghe della sicurezza, ora questa seconda defezione fa sorgere il dubbio legittimo che qualcosa scriocchioli in Giunta da un punto di vista politico. «Non è una frattura per motivazioni politiche oppure operative – assicurano dal Comune -, con Roi c’era incompatibilità sull’operatività, con Ina completa sintonia tanto che ha dato disponibilità anche per il passaggio di consegne».

In attesa delle dimissioni ufficiali si dà comunque già per avviato il percorso per «trovare chi la sostituirà uomo o donna che sia». E per ora non si va oltre. Impossibile sapere se questa volta si «pescherà» sul territorio oppure si cercherà ancora una volta fuori casa. Dhimgjini, infatti, arrivava da Livorno, per la precisione dalla Giunta 5Stelle di Nogarin, della quale aveva fatto parte fino ai primi mesi dell’anno scorso.

Da riassegnare ci sono deleghe fondamentali, non solo da un punto di vista dei servizi comunali come le politiche sanitarie o sociali o quelle abitative, ma anche altre che facevano parte esplicitamente del mandato della Giunta Sangiorgi, come la disabilità o la famiglia. Poi ci sono pari opportunità, partecipazione, volontariato. (l.a.)

Ina Dhimgjini accanto alla sindaca Sangiorgi durante l”utlima riunione di Giunta del 2018, accanto a Dhimgjini l”assessore Patrik Cavina (foto tratta dal video postato da Sangiorgi il 24 dicembre sulla sua pagina Facebook ufficiale)

La Giunta di Imola perde un altro pezzo, l’assessora al Welfare Ina Dhimgjini dà le dimissioni
Cronaca 11 Gennaio 2019

«I colori delle emozioni», sabato 12 gennaio l'evento per festeggiare il decennale di Casa Alzheimer

L’Asp Circondario imolese e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola organizzano un evento per festeggiare i dieci anni dall’apertura a Imola di Casa Cassiano Tozzoli – Casa Alzheimer. Il percorso che ha portato alla nascita della struttura destinata ad accogliere persone con malattia di Alzheimer ha avuto origine una decina di anni fa, e ha permesso di giungere alla costruzione della struttura attuale, che all’epoca fu interamente donata dalla Fondazione Cassa Risparmio di Imola all’allora Ipab «Casa di Riposo Inabili al Lavoro di Imola», ente che successivamente confluì nell’Asp Circondario imolese.

L’associazione Alzheimer Imola ha attivamente promosso la realizzazione del progetto sul territorio ed insieme all’Ausl imolese sostiene e collabora con l’Asp, che gestisce la struttura, per la qualificazione dell’assistenza. Al momento attuale i servizi erogati all’interno della Casa Cassiano Tozzoli – Casa Alzheimer comprendono un centro diurno anziani e una casa residenza anziani con un nucleo Alzheimer e ricoveri temporanei.

L’evento in programma per il pomeriggio di sabato 12 gennaio ha come tema prescelto «I colori delle emozioni», con un colore diverso per ogni aspetto: per conoscere il cammino percorso, per conoscere le persone, per conoscere la struttura, per conoscere le attività che svolgiamo, per conoscere i momenti della giornata, per conoscerci. I colori legati a questi aspetti saranno la base per allestire un percorso guidato per i visitatori, per far conoscere i diversi spazi colorati della struttura e alcune delle attività che vengono svolte al suo interno. Lungo il percorso verranno predisposti dei pannelli per illustrare le relazioni tra colore ed emozione e l’utilizzo che viene fatto per favorire le diverse attività o momenti della giornata.

Saranno presenti all’evento la presidente dell’Asp, Renata Rossi Solferini, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Fabio Bacchilega, la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, la presidente dell’associazione Alzheimer, Bona Sandrini, e i rappresentanti dell’Ausl di Imola. (r.cro)

«I colori delle emozioni», sabato 12 gennaio l'evento per festeggiare il decennale di Casa Alzheimer
Cronaca 7 Gennaio 2019

Ozzano è il comune meno “fragile', Castel del Rio è all'estremo opposto, lo dice uno studio della Città metropolitana

Ozzano è il Comune meno fragile tra tutti i 55 che compongono la Città metropolitana di Bologna, Castel del Rio è all’estremo opposto. In generale, la zona montana, e l”estrema pianura settentrionale sono gli ambiti caratterizzati da maggiore fragilità a livello metropolitano. Un livello medio-alto di potenziale fragilità è presente anche nella periferia di Bologna, mentre una bassa fragilità potenziale caratterizza i Comuni della cintura.

E’ quanto emerge dallo studio realizzato dall”ufficio di statistica del Comune di Bologna e dal servizio studi e statistica della Città metropolitana, che ha mappato la potenziale vulnerabilità  utilizzando e incrociando alcuni indicatori demografici, sociali ed economici. Sui dati complessivi, considerando il resto del circondario imolese, anche Fontanelice si classifica negli undici comuni ad alto potenziale di fragilità seppur con un indicatore inferiore agli alidosiani, Casalfiumanese e Borgo Tossignano hanno invece un risultato medio-alto, mentre Imola, Mordano e Castel San Pietro medio, poi c’è Medicina con un indicatore medio-basso, infine Dozza e Castel Guelfo basso, seppur più alto di Ozzano. 

Le variabili utilizzate per individuare la fragilità demografica riguardano la variazione percentuale della popolazione dal 2013 al 2017, il saldo naturale medio e la percentuale della popolazione residente con 80 anni e oltre. Un ambito territoriale sarà potenzialmente tanto più fragile, quanto più la sua consistenza demografica tenderà a calare, e tanto più, di conseguenza, la popolazione insediata tenderà ad invecchiare. Trend che si riscontrano, a livello metropolitano, soprattutto nei Comuni montani, vedi Castel del Rio.Per individuare la fragilità sociale gli indicatori presi a riferimento sono stati, fra gli altri, la percentuale della popolazione ultra sessantacinquenne  che vive sola, il ricambio della popolazione italiana e straniera nel quinquennio 2013-2017 e le percentuali dei minori in famiglie mono-genitoriali. In questo caso da notare. L”ultimo valore studiato riguarda l”eventuale fragilità economica e gli indicatori presi a riferimento sono le abitazioni occupate in affitto, il reddito complessivo annuo (riferito alla dichiarazione dei redditi del 2016) e la percentuale dei contribuenti con un reddito fino a 10 mila euro. 

«In tutte le variabili prese a riferimento – afferma il sindaco di Ozzano Luca Lelli -, il nostro Comune è ottimamente piazzato. L”indice di fragilità demografica risulta molto basso (ha un valore di 17) soprattutto se rapportato a quelli dei Comuni a noi limitrofi quali San Lazzaro di Savena (39), Castel San Pietro (44) Pianoro (44) e Castenaso (27). Questi dati – continua il sindaco -, sono dovuti sicuramente al fatto che, da alcuni anni a questa parte, stiamo registrando un incremento di giovani coppie che scelgono Ozzano per venire a viverci e far crescere qui il loro nucleo familiare. La presenza di un alto numero di nuovi nati (da un po” di anni superiamo sempre i 100 bambini) fa sì che riusciamo ancora a bilanciare bene la presenza di molti ultra ottantenni, cosa ad esempio che non riesce ai comuni montani come Monghidoro, Castel del Rio, Camugnano o Lizzano». 

«La somma degli indicatori presi a riferimento per la fragilità sociale ci danno un valore di 32 che inserisce il nostro Comune nella fascia di bassa fragilità sociale – continua Lelli -. Sempre per fare un raffronto con i Comuni a noi vicini, San Lazzaro registra un dato pari a 39, Castel San Pietro 40 e Pianoro 41».

L”ultimo valore studiato riguarda l”eventuale fragilità economica, qui «la somma degli indicatori presi in esame danno, per Ozzano, un indice di potenziale fragilità economica che si colloca sul gradino più basso della scala con un valore di 22 che è ben al di sotto dei 46 di Castel San Pietro, dei 37 di Pianoro ed anche dei 28 di San Lazzaro, un Comune, quest”ultimo, che si è sempre collocato ai primi posti nelle classifiche del reddito procapite. I dati emersi per il nostro Comune direi che rispecchiano in pieno la nostra realtà – conclude Lelli -. Siamo un Comune relativamente giovane, l’età media rientra nella fascia 43-45 anni, il numero dei nuovi nati all”anno si è assestato sui 100/105, il reddito pro-capite si inserisce nella fascia medio-alta. Tutti indicatori che sono la spia di una buona qualità della vita, una buona distribuzione dei redditi senza troppi picchi e una storia di buona amministrazione». (l.a)

LE MAPPE DELLA FRAGILITA” PUBBLICATE DALLA CITTA” METROPOLITANA

Ozzano è il comune meno “fragile', Castel del Rio è all'estremo opposto, lo dice uno studio della Città metropolitana
Cronaca 15 Dicembre 2018

Via alle attività dello Spazio sociale in via Selice, il 15 dicembre un incontro su Mediterranea Saving Humans

Hanno preso il via le attività settimanali dello Spazio sociale popolare, la cui sede si trova in via Selice 6/b, dopo l’inaugurazione, avvenuta lo scorso 17 novembre. Le prime attività in programma, tutte gratuite, sono già avviate.

L’Aula studio (ogni sabato dalle ore 14 alle 19), secondo gli organizzatori, deve garantire un reale diritto allo studio per chi non ha i mezzi, perché l’istruzione sia anche un momento di socializzazione delle conoscenze.

La scuola di Italiano L2, perché imparare l’italiano è un passo fondamentale per i migranti: per poter comunicare, ma anche per lavorare e soprattutto per farsi rispettare, sul lavoro, per strada, nelle relazioni, ma la scuola di italiano allo Spazio sociale popolare vuole essere anche collaborazione, socialità, stare insieme, conoscersi anche al di là dell’insegnamento.

Lo Sportello antisfratto (ogni lunedì dalle ore 20.30 alle 22), che unisce inquilini, sfrattati e solidali per organizzarsi e per difendere insieme il diritto all’abitare e alle case popolari; la consulenza dello Sportello è gratuita, per difendersi da uno sfratto, denunciare ingiustizie nell’affitto o anche solo per ricevere informazioni (tel. 377 4442572, pagina Facebook: Sportello Antisfratto Imola).

Spazio bimbi e bimbe (ogni martedì dalle ore 16.30 alle 18), un momento di aggregazione e condivisione in uno spazio in cui sentirsi tutti uguali. L’Infopoint per conoscere le attività è aperto ogni martedì dalle ore 9 alle 11; per contattare Potere al popolo, la pagina facebook è Potere al Popolo Imola, l’e-mail poterealpopoloimola@gmail.com; per lo Spazio sociale popolare: pagina Facebook Spazio Sociale Popola-re, e-mail spaziosocialepopolare@gmail.com.

Infine, il prossimo incontro in programma, fissato per sabato 15 dicembre alle ore 18, è con gli attivisti e le attiviste del progetto Mediterranea Saving Humans, a cui seguirà un aperitivo in loro sostegno. Mediterranea è una piattaforma di realtà della società civile arrivata nel Mediterraneo centrale dopo che le Ong sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo e svolge un’essenziale funzione di testimonianza, documentazione e denuncia di ciò che accade in quelle acque.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto l”inaugurazione dello Spazio sociale avvenuta il 17 novembre scorso

Via alle attività dello Spazio sociale in via Selice, il 15 dicembre un incontro su Mediterranea Saving Humans
Cronaca 19 Novembre 2018

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro

L’Amministrazione comunale medicinese ha destinato 50 mila euro a sostegno delle famiglie in difficoltà per il pagamento del canone d’affitto. I requisiti di ammissione sono, tra gli altri, possesso della residenza nel comune di Medicina da almeno 2 anni; valore Isee del nucleo familiare non superiore a 10.000 euro; patrimonio mobiliare non superiore a 15.000 euro al lordo della franchigia.

Le domande andranno presentate entro il 30 novembre. Per ulteriori informazioni: sportello territoriale Asp (051/6973900).

Il Comune di Medicina ha stanziato inoltre 34 mila euro a sostegno delle famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi economica. E proprio in questi giorni è uscita la graduatoria definitiva delle domande relative a tale bando.

Per informazioni: ufficio Servizi scolastici e Politiche sociali (tel. 051/6979247).

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro
Cronaca 17 Novembre 2018

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare

Una ricetta «antispreco» dello chef Alessio Malaguti per lanciare la 22ª edizione della Giornata nazionale della Colletta alimentare, promossa dalla Fondazione banco alimentare, in programma sabato 24. Imola è la sede del Banco Emilia Romagna e ha curato la presentazione dell’evento in regione con una iniziativa alla mensa dell’Antoniano di Bologna, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, il direttore di Antoniano Onlus frate Giampaolo Cavalli, il direttore generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus Giuseppe Parma e il presidente della Fondazione regionale Stefano Dalmonte.

Ospite d’eccezione lo chef Alessio Malaguti dell’Emporio Armani Caffè di Bologna, che ha preparato in diretta una ricetta antispreco utlizzando i prodotti recuperati ogni giorno dal Banco alimentare. «Nel 2017 – ha sottolineato il presidente Dalmonte – si è toccato il numero più alto dal 2005 di individui in povertà assoluta, oltre 5 milioni. Chiediamo a ognuno di fare la propria parte, donando la spesa a chi non se la può permettere». Il gesto della Colletta, con il quale il Banco Alimentare aderisce alla Giornata mondiale dei poveri 2018 indetta da Papa Francesco, è un tassello importante della rete che sostiene chi, quotidianamente, si occupa dei poveri perché, ha evidenziato monsignor Zuppi, «si fonda sulla gratuità e sul fare insieme di chi organizza e di chi vi partecipa. Promuovendo la Colletta, invitando ad un gesto concreto, il Banco consente a tanti di essere “azionisti della solidarietà”, magari a volte in maniera inconsapevole».

Qualche numero per capire chi e quanti sono gli azionisti della solidarietà di cui parla monsignor Zuppi. Per la Giornata della Colletta sono 145 mila i volontari impegnati in oltre 13 mila supermercati in Italia. Loro inviteranno tutte le persone ad acquistare e donare alimenti a lunga conservazione che andranno ad integrare quanto il Banco recupera nel suo lavoro quotidiano contro lo spreco di cibo. Tutti gli alimenti raccolti saranno poi distribuiti alle oltre 8 mila strutture caritative convenzionate e serviranno ad aiutare 1 milione 580 mila persone in difficoltà economica in Italia, compresi 140 mila bambini. Con la Colletta il Banco integra quanto raccolto quotidianamente attraverso il lavoro della rete logistica di 21 sedi.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto l”arcivescovo di Bologna con il direttore dell”Antoniano di Bologna

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare
Cronaca 14 Novembre 2018

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio

Sarà simile a quelli inaugurati recentemente a Sesto Imolese e Sasso Morelli, solo più piccolo. Si tratta del nuovo immobile che ospiterà il centro sociale Giovannini del quartiere Marconi. A costruirlo sarà la Zini Elio Srl.

La tabella di marcia prevede che «la prossima settimana installeranno la recinzione di cantiere poi a fine novembre, tempo permettendo, cominceranno i lavori – dettaglia l’architetto Andrea Dal Fiume, responsabile opere pubbliche di Area Blu -. Avranno undici mesi per completare tutto». Salvo intoppi, tra un anno il centro sociale potrà lasciare il vecchio prefabbricato ormai vetusto (risale e fu utilizzato all’epoca del terremoto del Friuli del 1976, poi venne riconvertito).

La ditta Zini si è aggiudicata l’appalto per 497 mila euro (più Iva) con un ribasso del 10,560% sull’importo base della gara fatta in luglio da Area Blu, la società pubblica che gestisce gli immobili comunali. Il progetto risale alla precedente Giunta Manca e prevede un fabbricato in legno di 300 metri quadri coperti, più 150 di porticato. Come detto, ricalcherà i nuovi centri sociali delle frazioni di Sesto e Sasso, seppur con una geometria leggermente diversa, con bar, sala polivalente per incontri ed eventi, uno spazio esterno coperto per un utilizzo estivo. Sarà posizionato all’interno dell’area verde compresa fra le vie Marconi, Cenni, Bucci e Scarabelli a poca distanza da dove si trova quello vecchio che, una volta completato il tutto, sarà demolito. Forse ci sarà qualche pianta da eliminare nel corso dei lavori ma «ne pianteremo altre» assicura Dal Fiume.

L’idea di costruire un nuovo centro sociale nasce dal percorso di partecipazione e coordinamento avviato tra le associazioni e le realtà di quartiere denominato Marconi in rete, che coinvolge anche la parrocchia del Carmine e mira a riqualificare e coinvolgere vecchi e giovani di un quartiere articolato e complesso. Ad esempio, oggi presso il Giovannini non c’è più solo il centro anziani ma anche il centro giovanile, inoltre due anni fa l’evento di rigenerazione urbana RestArt, promosso dall’associazione Noi giovani, è stato organizzato proprio nel parco e sono stati dipinti con murales artistici sia alcuni vecchi palazzoni di case popolari che lo circondano, sia le scuole. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il rendering del nuovo centro sociale Giovannini

Aprirà a breve il cantiere per la costruzione del nuovo centro sociale Giovannini. Lavori affidati alla ditta Zini Elio
Cronaca 8 Ottobre 2018

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie

Quest’anno, in occasione della Festa nazionale dei nonni, l’Auser raddoppia. Oltre al concorso di disegno «Cari nonni», giunto alla sua decima edizione e rivolto agli alunni delle scuole d’infanzia ed elementari, l’associazione di volontariato impegnata a incentivare i rapporti intergenerazionali propone un concorso, in questo caso letterario, riservato agli studenti delle scuole medie del circondario.

«Volevamo allargare la nostra platea – spiega la vicepresidente di Auser Imola, Maria Flaminia Codronchi Torelli – perché ci interessa che i ragazzi più grandi sappiano che esistiamo e per favorire il confronto e lo scambio fra generazioni. In passato abbiamo organizzato diverse iniziative nelle scuole, ma sempre elementari, oltre a incontri di approfondimento sul rapporto genitori-figli e sulla dislessia. Quest’anno abbiamo scelto di proporre un nuovo progetto, nell’intento di stimolare la lettura e la scrittura grazie anche a tre premi individuali, tre computer portatili, acquistati grazie al contributo della Fondazione cassa di risparmio di Imola. Se poi le risorse ce lo permetteranno, metteremo in palio anche buoni per l’acquisto di libri, da destinare agli elaborati ritenuti comunque meritevoli».

Nel dettaglio, il concorso invita gli studenti a declinare il tema «Mano nella mano. Cari nonni vi scrivo» attraverso testi in prosa o poesia. «Mi darò da fare – promette la vicepresidente – affinché vengano premiate la fantasia e la creatività, qualità che aiutano a crescere e a cogliere il lato nascosto delle cose».

Le opere in prosa non dovranno superare le 6 mila battute, mentre le poesie non dovranno superare i 33 versi, «anche se non saremo proprio così fiscali» sottolinea la Codronchi. Il termine per la consegna degli elaborati alla sede di Auser Imola (in via Amendola) è il 17 novembre.

Per il concorso riservato alle scuole dell”infanzia e alle primarie, il tema scelto per il 2018 è «Fiori per voi Cari nonni». Entro il 10 novembre ogni classe partecipante dovrà consegnare a una delle sedi Auser di Imola o Castel San Pietro un colorato manifesto a tema, delle dimensioni di 70 per 100 centimetri. Per ogni categoria (scuole d’infanzia e scuole primarie) verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio in buoni per l’acquisto di materiale didattico. (lo.mi.)

Per informazioni: www.auserimola.it.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto la premiazione dell”anno scorso

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie
Cronaca 19 Settembre 2018

Servizio civile, 43 posti disponibili negli enti del circondario per ragazze e ragazze sotto i 29 anni

Sono 53.363 i posti disponibili per i giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliono partecipare al servizio civile, un’esperienza utile e qualificante per la propria crescita personale e per incrementare le proprie competenze. Fino al 28 settembre è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 5.408 progetti che si realizzeranno tra il 2018 e il 2019 su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Tre i progetti promossi quest’anno dagli enti del territorio circondariale imolese. Il progetto Culturando, che mette a disposizione 10 posti e permetterà ai giovani volontari di operare nelle varie realtà culturali degli enti aderenti: ovvero le biblioteche comunali di Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza, Imola, Medicina, Mordano e preso l’ufficio cultura spettacolo e politiche giovanili del Comune di Imola.

Il progetto Accogliere ed informare si propone invece di favorire la conoscenza e l’accessibilità dei servizi rivolti ai cittadini; 16 i posti disponibili presso i Comuni di Castel San Pietro, Castel Guelfo, Mordano, Dozza, presso gli sportelli sociali dell’Azienda servizi alla persona del Circondario imolese e presso l’Azienda Usl.

Infine Conoscersi, che permetterà ai volontari di operare nel mondo scolastico a supporto di alunni in difficoltà; 17 i posti disponibili presso gli uffici scuola di Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza, Imola, Medicina, Mordano, l’Azienda servizi alla persona del Circondario imolese e l’Azienda Usl.

Per informazioni consultare i siti internet degli enti proponenti i progetti oppure, per una panoramica sui progetti, consultare il sito www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Servizio civile, 43 posti disponibili negli enti del circondario per ragazze e ragazze sotto i 29 anni
Cronaca 16 Settembre 2018

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti

Nel 2016 il premio “100% italiano” era andato a Judith Wade, fondatrice e amministratore delegato della rete Grandi giardini italiani che raccoglie le meraviglie verdi d’Italia. Nel 2017 a riceverlo era stato il compianto Gino Girolomoni, precursore e padre dell’agricoltura biologica in Italia. Sabato sera della scorsa settimana, in occasione dell’evento Sapori in Villa, nell’ambito della 28ª Festa del contadino a Sasso Morelli, la Clai ha consegnato il premio alla cooperativa sociale Giotto di Padova.

Creata nel 1986 da alcuni giovani laureati e laureandi in Scienze agrarie e forestali con lo scopo di creare opportunità di lavoro, la cooperativa padovana offre oggi un’ampia gamma di servizi (dalla manutenzione del verde alle pulizie, dalla custodia di parcheggi alla gestione di collegi universitari, ai servizi di ristorazione), occupando 400 persone, tra cui disabili fisici o psichici e detenuti da reinserire nella società. Un modello di economia sociale guardato e studiato a livello internazionale.

«Avere ricevuto un riconoscimento per l’impegno nella promozione della cultura e del lavoro ci riempie di orgoglio – ha commentato il presidente della cooperativa sociale, Nicola Boscoletto -, anche per il fatto che questo riconosci-mento arriva da una importante realtà imprenditoriale cooperativa, la Clai, che negli anni ha creato valore dal punto di vista lavorativo e umano».

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la cerimonia di consegna

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti

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