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E' già tempo di Carrera a Castello. In piazza un maxischermo per conoscere i tempi delle macchinine

E' già tempo di Carrera a Castello. In piazza un maxischermo per conoscere i tempi delle macchinine

Sarà il caldo di questi primi giorni di luglio, ma passeggiando per la città termale sembra già di sentire nell’aria l’inconfondibile melodia della Carrera o la voce imponente dello storico speaker Adriano Raspanti, anche se mancano circa ancora due mesi all’evento dell’anno (9 settembre). L”edizione 2017 sembrava essere l’ultima per il presidente del Club Carrera Andrea Vallisi, che tuttavia ha deciso di rimanere al timone della manifestazione fino alla fine di quest’anno, vista l’assenza di un ricambio ai vertici. «Non potevo andare via proprio ora perché c’è da dare continuità ad un lavoro molto importante per il presente e il futuro di questo grande evento» spiega Vallisi.

Il riferimento è certamente al nuovo sistema di cronometraggio a transponder della Tag Heuer che l’anno scorso, con un impianto simile, aveva creato qualche piccolo grattacapo, tanto da rinviare il suo utilizzo e costringendo gli organizzatori a rispolverare il vecchio sistema a fotocellule. Insieme al nuovo rilevatore dei tempi comparirà anche l’innovativo Led wall. In pratica, si tratta di un maxischermo a led (collocato all’interno di un furgone in piazza XX Settembre) che sarà affiancato da due schermi più piccoli che possono essere posizionati in vari punti del tracciato. Sarà utilizzato durante le prove così come in gara per elencare i tempi delle macchinine e, salvo maltempo o problemi dell’ultimo minuto, farà il suo debutto nelle prove libere di questa sera dopo che quelle del 28 giugno erano state annullate per pioggia e, come comunicato, saranno recuperate venerdì 13.

Passando alla gara saranno tredici le macchinine (e non quindici come nel 2017) che si daranno battaglia lungo gli storici percorsi della città. Mancheranno all’appello solo Tricolore e Tribbio, mentre lo Spider è stato sostituito dalla Volpe. «Lo Spider si è sciolto – conferma il responsabile della Volpe, Cristian Grillini -, ma molti del vecchio team erano intenzionati ancora a correre la Carrera, quindi abbiamo rilevato la macchinina e ci siamo riuniti. Gli uomini sono gli stessi, con solo qualche aggiunta».  Un’altra notizia curiosa riguarda la partecipazione del Dowlphin, che gareggerà in sostituzione del Delfino 2 ed è interamente composto dallo stesso equipaggio che a maggio ha conquistato la Carrera dei piccoli. «Il nostro gruppo è formato esclusivamente da ragazzi di 14 anni già compiuti così come ci impone il regolamento sull’età minima di partecipazione – racconta il preparatore atletico, Marco Schiaffino -. E’ un gruppo molto affiatato, si conoscono da anni e vogliamo solo che si divertano, senza pressioni e assilli di classifica».

Nella Carrera Rosa, invece, le grandi assenti sono le Ovette, vincitrici incontrastate negli ultimi quattro anni e detentrici del record del tracciato nella loro categoria. «Ci prendiamo una pausa – ha spiegato il loro allenatore, Andrea Vallisi -. Molte ragazze non riuscivano a gestire i propri impegni visto che per preparare una gara simile bisogna sacrificare molto tempo libero e lo stress è elevato. Peccato, perché tra tutte le responsabilità che ho alla Carrera, allenare è ciò che senza dubbio mi diverte di più».  Al via, comunque, ci saranno come nel 2017 sempre tre team femminili con, a fianco de La Venere, anche la new-entry Cavedane e le Geckes. «E’ la prima volta che ci iscriviamo alla Carrera Rosa – dice Luca Marzocchi, responsabile delle Cavedane – e l’idea di partecipare ci è venuta nel settembre scorso. L’obiettivo sarà quello di provare ad ottenere il miglior risultato possibile, anche se nessuna ragazza l’ha mai corsa finora». Più «navigate», invece, le Geckes che, in pratica, hanno mantenuto le spingitrici delle Bulle, cambiando solo qualche elemento e il colore della macchinina. «E’ blu scura – fa notare la responsabile, Jessica Marchetti – con toni argentati e verde fluo. Il nome è una versione rivisitata in inglese del plurale di geco che significa rigenerazione, forza e capacità di adattamento».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: il maxischermo in piazza XX Settembre

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