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Cronaca 13 Novembre 2019

Avviato dall'Università di Bologna l'iter per omologare l'auto solare «Emilia 4», reduce dall'Australia e ora in Cina

L’Università di Bologna ha avviato l’iter per omologare Emilia 4 secondo la normativa italiana. Verosimilmente, dunque, la vettura che l’associazione Onda Solare ha portato in Australia per correre la World solar challenge prossimamente potrà essere testata anche sulle strade italiane. Al momento, però, la macchina si trova in Cina, richiesta dall’Università di Macao per una esposizione che durerà fino a fine anno. Nonostante in Australia sia andata ben diversamente dalle aspettative, con soli 775 chilometri percorsi sui 3 mila previsti, la vettura made in Italy ha destato curiosità ed apprezzamento da parte degli addetti ai lavori di Paesi diversi. Prima del cedimento di ruota e sospensione che ha costretto il team al ritiro per motivi di sicurezza, con due fuoristrada senza conseguenze per pilota e passeggeri, Emilia 4 aveva comunque percorso ben 775 chilometri a pieno carico (cioè con quattro persone a bordo), spinta esclusivamente dall’energia del Sole e mantenendo la media prevista dei 75 chilometri orari.

Un successo che al termine delle primissime tappe aveva proiettato il team in prima posizione con il doppio dei punti della rivale diretta, l’Olanda, e che avrebbe potuto significare la vittoria in terra australiana. Ma quella di Onda Solare non va considerata una sconfitta, come spiegano i protagonisti rientrati dalla trasferta. «Per partecipare alla gara le auto devono essere omologate dalla commissione australiana – ci racconta Mauro Sassatelli, patron dell’officina castellana Metal Tig dove l’avventura ha avuto inizio quindici anni fa -. Durante i test visivi e le prove pratiche Emilia 4 ha registrato ottime valutazioni dal punto di vista della costruzione del veicolo e della fattura delle componenti dell’auto. Hanno testato tutto, dal clacson alla retromarcia, quest’ultima ha preso un ottimo voto. Siamo stati deboli, invece, per quanto riguarda l’aspetto e le finiture dell’auto, che da regolamento deve somigliare il più possibile ad una vera auto, mentre noi siamo indietro di qualche generazione rispetto ad altri team che hanno iniziato anni prima di noi. Ma questo è proprio il nostro sogno nel cassetto: lavorare di più sull’estetica e il comfort della prossima vettura che -anticipa Sassatelli – vogliamo costruire da zero e gareggiare in Sudafrica o Giappone. Abbiamo già fatto i primi incontri insieme ai tecnici dell’università e siamo tutti entusiasti di ricominciare. Del resto il nostro scopo è quello di arrivare alla prima vera auto solare per le strade, o almeno contribuire a questo sviluppo. Personalmente sogno di andare su e giù per viale Terme con la mia auto solare, ecologica per il mondo e a costo zero per le mie tasche». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 novembre

Nella foto l”arrivo di «Emilia 4» ad Adelaide, pur ormai fuori gara per il guasto ad una sospensione 

Avviato dall'Università di Bologna l'iter per omologare l'auto solare «Emilia 4», reduce dall'Australia e ora in Cina
Cultura e Spettacoli 15 Settembre 2019

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa

Giornata conclusiva oggi, domenica 15 settembre, per la Festa del Barbarossa a Medicina. Per celebrare l’avvenuta guarigione l’Imperatore ha mandato un drappello di armati a prelevare due Notai da Bologna ed ha confermato un festoso Palio per il pomeriggio di questo giorno, dove vi saranno gare di abilità e destrezza tra gli Atleti delle Torri. Il Barbarossa disporrà lasciti importanti al Castello di Medicina e sancirà per sempre la sua indipendenza dalla Città di Bologna, dal suo Senato e dalle sue Signorie, tracciandone anche nuovi e allargati confini. 

L’Imperatore comanda che tutto dovrà avvenire in maniera solenne, ed i Notai dovranno fedelmente riportare sui registri ogni atto in maniera permanente e indelebile, e detti registri dovranno essere consegnati al Senato Bolognese quale segno immutabile delle cose avvenute in questo Castello. Dal Castello di Medicina nel mese di settembre dell’A.D. 1155.

Ma oggi è anche la giornata del Palio della Serpe. Dapprima, in mattinata, si terrà una gara tra arcieri nel sagrato della chiesa di San Mamante. Poi, alle 18.45 nella
via di Mezzo, con una corsa che vede quattro atleti per ognuna delle Torri caricare su una portantina dei doni a scelta (vino, uova, carbone, mele o fieno) e
correre per consegnarli ai giudici delle Torri. Alla fine, ogni squadra dovrà prendere a mani nude la serpe dal pentolone e riporla in un recipiente da portare
davanti al Messo imperiale. Il Giudice Supremo, quindi, decreterà il vincitore del Palio. 

Per quel che riguarda le cinque Torri, la Torre dei Cavalli identifica il paese di Sant’Antonio della Quaderna, quella del Maniscalco è nata nei primi anni
‘90 da un gruppo di amici, che si trovava alle panche dei giardini e poi alla Torre del Maniscalco, la Torre dell’Oca vede coinvolti gli abitanti della frazione di Ganzanigo che hanno scelto la propria denominazione ispirandosi al toponimo
di via Guazzaloca dove si presume che anticamente si allevassero oche, il gruppo della Torre del Porco è nato ventitré anni fa allo scopo di aiutare la Polisportiva Villafontana, infine quella dell’Uva si riferisce ad una torre delle antiche mura di
Medicina nell’area a sud di piazza Garibaldi vicino alla quale si suppone che si trovasse «l’ortazzo » dell’arciprete in cui si coltivavano ortaggi, frutti e una piccola vite che finì col coprire la parte interna della Torre. (r.c.)

Il programma completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa
Cronaca 15 Giugno 2019

Oro per Leonardo Morotti del Liceo scientifico Alberghetti alle Olimpiadi di Scienze. Conquistato il pass per i Mondiali

Le competizioni nazionali svoltesi a Pavia hanno decretato i migliori studenti italiani nelle Olimpiadi delle scienze naturali ed ancora una volta uno studente del liceo scientifico Alberghetti ha primeggiato. Leonardo Morotti ha conquistato il diritto a disputare la prova nazionale dopo essersi piazzato al primo posto alla gara regionale, dove ha affrontato una prova teorica con quesiti di Scienze della Terra e Scienze della vita. Alla gara nazionale, organizzata quest’anno dall’Anisn (Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali) nella prestigiosa sede dell’Almo collegio Borromeo dell’Università di Pavia, sono giunti come sempre i migliori studenti di tutte le regioni, a rappresentare diverse centinaia di licei italiani, che approntano ogni anno le prove d’istituto per individuare gli studenti più preparati da far partecipare alle fasi successive.

Per designare i vincitori nazionali, coloro che hanno ottenuto i migliori risultati nelle prove teoriche hanno affrontato una prova pratica, al termine della quale Leonardo Morotti, studente della classe 2ª Cls, è stato premiato con la Medaglia d’oro, ovvero il migliore studente d’Italia nelle Olimpiadi delle scienze naturali riservate al biennio.«Ho sempre avuto una grande passione per le materie scientifiche e quando mi si è presentata a scuola l’occasione di partecipare alle Olimpiadi delle scienze ho deciso di provare – racconta Leonardo -. Le domande della prova scritta nazionale erano piuttosto difficili e, al momento dell’annuncio dei primi dieci classificati, che avrebbero potuto accedere alla prova pratica, ero abbastanza agitato, ma non appena sono stato chiamato mi sono sentito molto sollevato. La prova pratica l’abbiamo sostenuta alla facoltà di Geologia, dove erano stati preparati diversi materiali, che comprendevano interpretazione di mappe e riconoscimento di rocce, cose già viste a scuola, e ciò mi ha sicuramente aiutato».

Grazie a questo ottimo risultato Leonardo farà parte della squadra nazionale italiana e rappresenterà l’Italia alle prossime Olimpiadi internazionali di scienze della terra – Ieso (International Earth Science Olympiad) che si svolgeranno in Corea del Sud a fine agosto, insieme ad altri tre studenti provenienti da licei scientifici di Puglia, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto Leonardo Morotti con la sua insegnante di Scienze Sonia Manaresi

Oro per Leonardo Morotti del Liceo scientifico Alberghetti alle Olimpiadi di Scienze. Conquistato il pass per i Mondiali
Cronaca 12 Giugno 2019

Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di informatica di Mosca per le “Arachidi veloci' del liceo tecnologico Alberghetti

Gli studenti del Liceo scientifico delle scienze applicate dell’Istituto Alberghetti, con la squadra delle «Arachidi veloci», conquistano una prestigiosa medaglia di bronzo alla terza edizione delle Olimpiadi internazionali di Informatica, che si sono svolte a Mosca dal 20 al 23 maggio, con la gara il giorno 22, ottenendo un risultato che non era arrivato lo scorso anno, quando la squadra aveva partecipato alla seconda edizione, che si era svolta in Romania.

La squadra delle «Arachidi veloci» è nata nel 2016 e da allora ha riportato numerosi successi, così come alcuni dei suoi componenti, premiati più volte con medaglia, d’oro, d’argento o di bronzo alle Olimpiadi nazionali; i principali successi della squadra, invece, sono due secondi posti assoluti (medaglia d’argento) alle Olimpiadi nazionali e il terzo assoluto (medaglia di bronzo) alle Olimpiadi internazionali dello scorso mese, che si aggiungono alle tante medaglie già ottenute in questa specialità dai ragazzi dell’Alberghetti.

La medaglia di bronzo a Mosca è il giusto riconoscimento per una squadra che ha saputo mantenersi solida e coesa col passare del tempo, inserendo nuovi studenti man mano che i più grandi ottenevano il diploma di maturità e dovevano lasciare il gruppo. Va dato merito all’Istituto Alberghetti di aver creato una solida base per le gare di informatica, privilegiando la formazione dei gruppi e la condivisione della conoscenza e delle abilità. Per raggiungere questo risultato è stato importante il contributo degli insegnanti coordinatori, prima Antonio Di Girolamo e ora Chiara Bergamaschi, e quello degli studenti più esperti, compresi gli ex, che trasmettono le loro competenze, ma anche l’entusiasmo e lo spirito di squadra a chi si avvicina a questo tipo di competizione.

La squadra delle «Arachidi veloci» che ha partecipato alle Olimpiadi internazionali era composta da Davide Bartoli (II Cls), Tommaso Carcioffi (V Cls) Michael Chelli (V Cls), Diego Manzoni (V Als), Rebecca Monti (V Als) ed Eugenio Tampieri (V Cls); di questi, quattro gareggiavano e due erano di riserva. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Nella foto il momento della premiazione

Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di informatica di Mosca per le “Arachidi veloci' del liceo tecnologico Alberghetti
Cronaca 8 Giugno 2019

Parte domenica 9 giugno con la Carrera dei piccoli la stagione 2019 delle macchinine a spinta castellane

E’ stata proprio azzeccata la decisione assunta dal nuovo direttivo del Club Carrera, in carica da febbraio e capitanato dal giovane presidente Andrea Tozzi, di posticipare la Carrera dei piccoli da maggio a giugno onde permettere la fine in tranquillità delle lezioni scolastiche e lo svolgimento delle comunioni. Azzeccata perché, visto l’anomalo andamento meteorologico primaverile di quest’anno, potrebbe avere salvato il buon esito della prima manifestazione della stagione 2019 dedicata alle famose macchinine a spinta.

La 33ª edizione della Carrera dei piccoli, organizzata la prima volta nel 1987, si svolgerà domenica 9 giugno (in caso di maltempo verrà rimandata a domenica 16). Anche quest’anno gareggeranno nove team di under 15. Due si sfideranno nella competizione riservata alle scuole medie: Marvel e Baby Ovette. Sette, invece, le compagini delle elementari: Il Poggio, I Lupi, Team Fabionlus, Arancini 1 e 2, Moretti 1 e 2. In totale scenderanno sul pavé castellano un’ottantina di giovani carreristi, che costituiscono il serbatoio della Carrera riservata agli adulti.

Archiviata la Carrera dei piccoli, il calendario degli appuntamenti dedicati alla tipica corsa castellana proseguirà con le prove libere dal 26 giugno e per tutto il mese di luglio. Le prove ufficiali sono invece in programma per l’1 settembre, mentre le gare, Coppa Terme, Carrera rosa e Carrera autopodistica, sono previste domenica 8 settembre (in caso di maltempo il 15). (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Parte domenica 9 giugno con la Carrera dei piccoli la stagione 2019 delle macchinine a spinta castellane
Cronaca 21 Ottobre 2018

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte

Quando si parla di Olimpiadi dell’informatica, una competizione tra studenti, individuale e a squadre, nella quale si debbono risolvere problemi complessi con la programmazione informatica associata alla logica, ci sarebbe da stupirsi se gli studenti dell’istituto Alberghetti non fossero presenti in buon numero e non portassero a casa qualche medaglia. Questo è, almeno, ciò a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, come si vede dalla scheda in questa pagina.

Dopo il quarto posto alle Olimpiadi internazionali a squadre di fine primavera in Romania, anche l’ultima prova effettuata, l’Olimpiade nazionale individuale, che si è svolta a Campobasso dal 13 al 15 settembre scorsi, ha gratificato i tre studenti del Liceo scientifico delle scienze applicate, Michael Chelli, Filippo Selvatici ed Eugenio Tampieri, con una medaglia d’oro e una d’argento.

«Siamo partiti in treno, accompagnati da una responsabile dell’Aldini Valeriani di Bologna – racconta Eugenio Tampieri di V C – assieme a noi ci doveva essere anche un altro studente, non imolese, che però non si è presentato. La partecipazione è stata gratuita, ci hanno rimborsato anche il costo dei biglietti del treno e dell’autobus. Per essere ammessi alla gara nazionale abbiamo dovuto superare le selezioni territoriali; dall’Emilia Romagna ne sono stati ammessi 6, di cui metà erano della nostra scuola. Le selezioni sono servite a individuare 83 partecipanti, a cui si sono aggiunti i vincitori delle Olimpiadi di matematica e sei che hanno frequentato i corsi per l’ammissione alle Olimpiadi internazionali di informatica».

La gara di Campobasso prevedeva la soluzione di tre problemi, come ci spiega Filippo Selvatici, studente di IV C: «I problemi da risolvere alle Olimpiadi di informatica sono basati su un testo dal contenuto abbastanza divertente, che spesso ha per protagonisti Mojito e Chupito, rispettivamente il cane ed il gatto di Monica, organizzatrice delle Olimpiadi, ma la loro soluzione non è per niente facile e bisogna conoscere molte tecniche e avere un’ottima capacità logica; per esempio, la conoscenza dei grafi, che serviva per risolvere il problema “attenti all’incendio” in cui il gatto Mojito doveva andare dall’albergo alla scuola dove si faceva la gara attraversando una griglia, in cui le celle si incendiavano e trasmettevano l’incendio alle celle vicine, partendo il più tardi possibile. Oppure “circuiti bruciati” che chiedeva di riparare il server che serviva per la gara, riprogettando i circuiti da sostituire e facendo in modo che le funzioni logiche svolgessero correttamente i loro calcoli».

Il bottino della gara, come spesso accade per gli studenti dell’Alberghetti, è stato buono: «La gara è andata bene e ci siamo anche divertiti, Michael ha vinto una medaglia d’oro, io una d’argento – continua Filippo – Eugenio si è piazzato bene e ha mancato di poco il bronzo. La medaglia d’oro ottenuta da Michael gli ha permesso di partecipare al Romanian Master of Informatics, che si sta svolgendo proprio in questi giorni a Bucarest, in Romania, infatti non è qui con noi, tornerà lunedì (lo scorso lunedì 15 per chi legge, ndr)».

A Bucarest Michael Chelli si è piazzato terzo tra gli italiani, ma ben lontano dal podio, appannaggio di studenti dell’Europa orientale, in massima parte russi, bulgari e romeni.

La ricchezza del medagliere alle Olimpiadi di informatica non nasce per caso, ma è frutto di un progetto formativo nato vari anni fa, portato avanti dal professor Antonio Di Girolamo e condotto da quest’anno, dopo che Di Girolamo è stato trasferito all’Aldini Valeriani di Bologna, dalle tre insegnanti di informatica dell’Alberghetti, Francesca Larotonda, Alessia Ranzi e Chiara Bergamaschi, che ha assunto il ruolo di coordinatrice. (fa.ti.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto i tre partecipanti alla gara di Campobasso: Michael Chelli, Filippo Selvatici, Eugenio Tampieri

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte
Sport 4 Luglio 2018

E' già tempo di Carrera a Castello. In piazza un maxischermo per conoscere i tempi delle macchinine

Sarà il caldo di questi primi giorni di luglio, ma passeggiando per la città termale sembra già di sentire nell’aria l’inconfondibile melodia della Carrera o la voce imponente dello storico speaker Adriano Raspanti, anche se mancano circa ancora due mesi all’evento dell’anno (9 settembre). L”edizione 2017 sembrava essere l’ultima per il presidente del Club Carrera Andrea Vallisi, che tuttavia ha deciso di rimanere al timone della manifestazione fino alla fine di quest’anno, vista l’assenza di un ricambio ai vertici. «Non potevo andare via proprio ora perché c’è da dare continuità ad un lavoro molto importante per il presente e il futuro di questo grande evento» spiega Vallisi.

Il riferimento è certamente al nuovo sistema di cronometraggio a transponder della Tag Heuer che l’anno scorso, con un impianto simile, aveva creato qualche piccolo grattacapo, tanto da rinviare il suo utilizzo e costringendo gli organizzatori a rispolverare il vecchio sistema a fotocellule. Insieme al nuovo rilevatore dei tempi comparirà anche l’innovativo Led wall. In pratica, si tratta di un maxischermo a led (collocato all’interno di un furgone in piazza XX Settembre) che sarà affiancato da due schermi più piccoli che possono essere posizionati in vari punti del tracciato. Sarà utilizzato durante le prove così come in gara per elencare i tempi delle macchinine e, salvo maltempo o problemi dell’ultimo minuto, farà il suo debutto nelle prove libere di questa sera dopo che quelle del 28 giugno erano state annullate per pioggia e, come comunicato, saranno recuperate venerdì 13.

Passando alla gara saranno tredici le macchinine (e non quindici come nel 2017) che si daranno battaglia lungo gli storici percorsi della città. Mancheranno all’appello solo Tricolore e Tribbio, mentre lo Spider è stato sostituito dalla Volpe. «Lo Spider si è sciolto – conferma il responsabile della Volpe, Cristian Grillini -, ma molti del vecchio team erano intenzionati ancora a correre la Carrera, quindi abbiamo rilevato la macchinina e ci siamo riuniti. Gli uomini sono gli stessi, con solo qualche aggiunta».  Un’altra notizia curiosa riguarda la partecipazione del Dowlphin, che gareggerà in sostituzione del Delfino 2 ed è interamente composto dallo stesso equipaggio che a maggio ha conquistato la Carrera dei piccoli. «Il nostro gruppo è formato esclusivamente da ragazzi di 14 anni già compiuti così come ci impone il regolamento sull’età minima di partecipazione – racconta il preparatore atletico, Marco Schiaffino -. E’ un gruppo molto affiatato, si conoscono da anni e vogliamo solo che si divertano, senza pressioni e assilli di classifica».

Nella Carrera Rosa, invece, le grandi assenti sono le Ovette, vincitrici incontrastate negli ultimi quattro anni e detentrici del record del tracciato nella loro categoria. «Ci prendiamo una pausa – ha spiegato il loro allenatore, Andrea Vallisi -. Molte ragazze non riuscivano a gestire i propri impegni visto che per preparare una gara simile bisogna sacrificare molto tempo libero e lo stress è elevato. Peccato, perché tra tutte le responsabilità che ho alla Carrera, allenare è ciò che senza dubbio mi diverte di più».  Al via, comunque, ci saranno come nel 2017 sempre tre team femminili con, a fianco de La Venere, anche la new-entry Cavedane e le Geckes. «E’ la prima volta che ci iscriviamo alla Carrera Rosa – dice Luca Marzocchi, responsabile delle Cavedane – e l’idea di partecipare ci è venuta nel settembre scorso. L’obiettivo sarà quello di provare ad ottenere il miglior risultato possibile, anche se nessuna ragazza l’ha mai corsa finora». Più «navigate», invece, le Geckes che, in pratica, hanno mantenuto le spingitrici delle Bulle, cambiando solo qualche elemento e il colore della macchinina. «E’ blu scura – fa notare la responsabile, Jessica Marchetti – con toni argentati e verde fluo. Il nome è una versione rivisitata in inglese del plurale di geco che significa rigenerazione, forza e capacità di adattamento».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: il maxischermo in piazza XX Settembre

E' già tempo di Carrera a Castello. In piazza un maxischermo per conoscere i tempi delle macchinine

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