Cronaca

Si cerca un gestore per il museo dell'autodromo, il bando resta aperto fino a lunedì 14 gennaio

Si cerca un gestore per il museo dell'autodromo, il bando resta aperto fino a lunedì 14 gennaio

Cercasi gestore facoltoso, esperto e affidabile. Così si potrebbe sintetizzare il bando di gara indetto da ConAmi con lo scopo di concedere in affidamento la gestione del Museo multimediale dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari intitolato allo storico organizzatore imolese Francesco Checco Costa. Ormai siamo in dirittura di arrivo, visto che il 14 gennaio alle ore 12 scade il termine per le offerte.

In partenza il canone annuo è di 60 mila euro più Iva, ma essendo oggetto di rialzo, potrà essere incrementato dagli eventuali offerenti, i quali per partecipare dovranno dimostrare di possedere una consistenza economica e finanziaria non inferiore ad un fatturato globale annuo di 400 mila euro. Nonché provate capacità tecniche, ovvero di avere svolto negli ultimi tre anni attività di progettazione e organizzazione di mostre con contenuti culturali.

Ad oggi non è dato sapere esattamente se sono arrivate offerte, però, Stefano Mosconi, direttore di ConAmi, e da giugno scorso responsabile unico del Progetto Museo, afferma: «Ci stono stati diversi sopralluoghi (come indicato nel bando entro il 21 dicembre), quindi un certo interesse. Chi è venuto ha potuto verificare di persona la modernità della struttura, ma non è detto che il sopralluogo si trasformi automaticamente in offerta».

Nel caso malaugurato in cui non arrivassero buste entro la data prestabilita, è previsto un piano B? «No – continua Mosconi -, perché ad oggi non esiste un Consiglio di amministrazione in carica nel ConAmi, non a caso lo stesso bando di gara è stato deliberato dall’Assemblea dei soci». Il Consorzio Ami è il concessionario dell’autodromo per il Comune. «Io sono solo il direttore – ricorda Mosconi -, senza un Cda anche il vincitore del bando potrebbe doverlo decidere l’Assemblea».  

Dal punto di vista economico le cifre in ballo risultano piuttosto impegnative. «Sono frutto di stime scrupolose che hanno tenuto conto del luogo, del suo potenziale e dei contenuti che metteremo a disposizione di chi si proporrà per gestire il Museo – spiega Mosconi -. Tutti gli ambienti sono provvisti di installazioni digitali tecnologicamente avanzate». Anche dal punto di vista tecnico, il vincitore del bando di gara dovrà impegnarsi notevolmente, dovendosi occupare della completa gestione del Museo: dall’allestimento delle mostre, dagli aspetti promozionali a quelli di comunicazione e marketing, dall’organizzazione del personale alla gestione delle biglietterie, dai controlli per la sicurezza al merchandising, per finire alle visite guidate.

«Le normative, come è giusto che sia, prevedono che debba prevalere l’offerta tecnica su quella economica –precisa il direttore di ConAmi -. Nella misura di 80 punti contro i 20 del rialzo economico». Gli aspiranti gestori dovranno presentare due buste: la numero 1 che conterrà l’offerta tecnica e la numero 2 con l’offerta economica. «Prima sarà aperta proprio la numero 1, perché a noi sta a cuore soprattutto il progetto finalizzato a dare identità e continuità al museo Checco Costa» rimarca Mosconi. A parte l’allestimento di mostre occasionali e sporadici avvenimenti legati a presentazioni o cerimonie, però, il Museo non è mai veramente decollato da quella famosa pre-inaugurazione del maggio 2014. (a.d.p.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

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