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Cronaca 11 Gennaio 2019

Si cerca un gestore per il museo dell'autodromo, il bando resta aperto fino a lunedì 14 gennaio

Cercasi gestore facoltoso, esperto e affidabile. Così si potrebbe sintetizzare il bando di gara indetto da ConAmi con lo scopo di concedere in affidamento la gestione del Museo multimediale dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari intitolato allo storico organizzatore imolese Francesco Checco Costa. Ormai siamo in dirittura di arrivo, visto che il 14 gennaio alle ore 12 scade il termine per le offerte.

In partenza il canone annuo è di 60 mila euro più Iva, ma essendo oggetto di rialzo, potrà essere incrementato dagli eventuali offerenti, i quali per partecipare dovranno dimostrare di possedere una consistenza economica e finanziaria non inferiore ad un fatturato globale annuo di 400 mila euro. Nonché provate capacità tecniche, ovvero di avere svolto negli ultimi tre anni attività di progettazione e organizzazione di mostre con contenuti culturali.

Ad oggi non è dato sapere esattamente se sono arrivate offerte, però, Stefano Mosconi, direttore di ConAmi, e da giugno scorso responsabile unico del Progetto Museo, afferma: «Ci stono stati diversi sopralluoghi (come indicato nel bando entro il 21 dicembre), quindi un certo interesse. Chi è venuto ha potuto verificare di persona la modernità della struttura, ma non è detto che il sopralluogo si trasformi automaticamente in offerta».

Nel caso malaugurato in cui non arrivassero buste entro la data prestabilita, è previsto un piano B? «No – continua Mosconi -, perché ad oggi non esiste un Consiglio di amministrazione in carica nel ConAmi, non a caso lo stesso bando di gara è stato deliberato dall’Assemblea dei soci». Il Consorzio Ami è il concessionario dell’autodromo per il Comune. «Io sono solo il direttore – ricorda Mosconi -, senza un Cda anche il vincitore del bando potrebbe doverlo decidere l’Assemblea».  

Dal punto di vista economico le cifre in ballo risultano piuttosto impegnative. «Sono frutto di stime scrupolose che hanno tenuto conto del luogo, del suo potenziale e dei contenuti che metteremo a disposizione di chi si proporrà per gestire il Museo – spiega Mosconi -. Tutti gli ambienti sono provvisti di installazioni digitali tecnologicamente avanzate». Anche dal punto di vista tecnico, il vincitore del bando di gara dovrà impegnarsi notevolmente, dovendosi occupare della completa gestione del Museo: dall’allestimento delle mostre, dagli aspetti promozionali a quelli di comunicazione e marketing, dall’organizzazione del personale alla gestione delle biglietterie, dai controlli per la sicurezza al merchandising, per finire alle visite guidate.

«Le normative, come è giusto che sia, prevedono che debba prevalere l’offerta tecnica su quella economica –precisa il direttore di ConAmi -. Nella misura di 80 punti contro i 20 del rialzo economico». Gli aspiranti gestori dovranno presentare due buste: la numero 1 che conterrà l’offerta tecnica e la numero 2 con l’offerta economica. «Prima sarà aperta proprio la numero 1, perché a noi sta a cuore soprattutto il progetto finalizzato a dare identità e continuità al museo Checco Costa» rimarca Mosconi. A parte l’allestimento di mostre occasionali e sporadici avvenimenti legati a presentazioni o cerimonie, però, il Museo non è mai veramente decollato da quella famosa pre-inaugurazione del maggio 2014. (a.d.p.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Si cerca un gestore per il museo dell'autodromo, il bando resta aperto fino a lunedì 14 gennaio
Cronaca 4 Gennaio 2019

RestArt Urban Festival è tra i progetti finanziati dal fondo del Ministero per i beni e le attività culturali

Il 2018 appena concluso è stato l”Anno europeo del patrimonio culturale e, per l”occasione, il Ministero per i beni e le attività culturali ha indetto un bando rivolto a progetti ed iniziative in grado di rafforzare il senso di appartenenza all”Europa. Tra le 500 domande presentate la Commissione ha deciso di finanziare 197 progetti. Tra loro c’è il festival imolese RestArt Urban Festival, al quale è stato riconosciuto un contributo di 4.800 euro.  L’edizione 2018 dell”evento organizzato dall”associazione imolese Noi Giovani si è distinta dalle precedenti per la scelta di svolgersi a Imola all’interno di un complesso scolastico composto da tre istituti (Liceo scientifico Valeriani, Istituto superiore Paolini e medie Valsalva) e per la sua dimensione internazionale avendo visto protagonisti tre artisti stranieri (provenienti da Germania, Serbia e Olanda). L”obiettivo, quindi, non era solo quello di ripulire e abbellire le pareti degli edifici, ma anche di preservare il patrimonio scolastico e stimolare il senso civico. Inoltre, la possibilità di far lavorare insieme tre artisti internazionali è servito per far capire ancora una volta come l’arte abbia davvero la capacità di unire popoli e persone.

«Vedere il progetto RestArt Urban Festival tra i vincitori del fondo distribuito dal Ministero per i beni e le attività culturali ci rende molto orgogliosi e riconosce i forti contenuti culturali, di promozione giovanile e di valorizzazione delle eccellenze imolesi che appartengono alla nostra associazione culturale – commenta il presidente di Noi Giovani, Vincenzo Rossi -. Questo contributo rende il festival RestArt un evento sempre più a respiro nazionali, con relazioni in tutta Europa. Grazie al raggiungimento di questo traguardo potremo guardare al festival anche come vettore promozionale della nostra città nel mondo, che ha l’obiettivo di rendere Imola una città sempre più vivibile per i cittadini, ma anche di fare conoscere Imola come città aperta alla cultura e ai valori del senso civico e del rispetto del patrimonio che ci circonda». (d.b.) 

Nelle foto (di Adrian Lungu): momenti dell”edizione 2018

RestArt Urban Festival è tra i progetti finanziati dal fondo del Ministero per i beni e le attività culturali
Cronaca 27 Dicembre 2018

Rigenerazione urbana, un milione e mezzo di euro dalla Regione per due progetti presentati da Medicina e Mordano

Un milione e mezzo di euro in arrivo per progetti di rigenerazione urbana a Medicina e Mordano. La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato nei giorni scorsi la graduatoria dei Comuni e delle Unioni ammessi al contributo previsto dal bando per la rigenerazione urbana, che prevede uno stanziamento complessivo di 36,5 milioni di euro. Due i Comuni nel Circondario imolese che hanno ottenuto il finanziamento: Medicina, che riceverà 980 mila euro per il progetto “Lungo il Canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale, sociale” e Mordano, al quale arriveranno 525 mila euro dalla Cassa depositi e prestiti per un intervento di housing sociale.

«La Regione Emilia-Romagna attraverso queste risorse, promuove la riqualificazione delle città, i centri storici e i quartieri, combattendo il degrado edilizio, urbanistico e sociale – hanno spiegato i consiglieri regionali del territorio, Francesca Marchetti e Roberto Poli –. Si tratta del primo atto concreto realizzato grazie alla Legge 24/2017 che disciplina la tutela del territorio. L’obiettivo della nostra Regione è infatti quello di sostenere i comuni per migliorare la qualità urbana e garantire sicurezza nei centri abitati».

I fondi a disposizione sono 30 milioni di euro provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione e 6,5 milioni dalla Cassa depositi e prestiti per l’housing sociale. Per ogni progetto è previsto un massimo di 2 milioni e mezzo di euro, con un co-finanziamento da parte dei Comuni che permetterà di realizzare opere per circa 100 milioni di euro. Per ricevere il contributo, i Comuni ammessi dovranno avere appaltato i lavori entro il 31 dicembre 2019, pena la decadenza del contributo stesso e la revoca delle risorse già erogate. Inoltre, le graduatorie resteranno in vigore 24 mesi, dando la possibilità di accedere ad eventuali ulteriori finanziamenti.

«Iniziamo un percorso virtuoso insieme ai cittadini e alle amministrazioni locali – ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Si apre così una nuova fase, caratterizzata dal consumo zero di suolo e dal recupero di zone delle nostre città e dei nostri centri storici, costruendo una rete con il tessuto sociale e orientando gli interventi alla cura degli spazi collettivi. Anche con un importante effetto sull’economia dei territori, con nuovi cantieri, ma anche iniziative legate a porzioni di città in trasformazione, e posti di lavoro».

«Questi interventi – ha aggiunto l’assessore regionale alla Programmazione territoriale, Raffaele Donini – aprono con coraggio il mercato della rigenerazione e della riqualificazione urbana delle nostre città mostrando un cambio di prospettiva e di mentalità nelle scelte di programmazione dell’uso del territorio da parte delle amministrazioni. Si chiude definitivamente l’epoca del consumo di suolo vergine. Accanto a questo la nuova legge contiene importanti sgravi fiscali per chi compie interventi di rigenerazione urbana, come l’abolizione del contributo straordinario, la riduzione di almeno il 20% del contributo di costruzione, oltre a incentivi volumetrici e procedure semplificate».

Nella foto l”assessore regionale Raffaele Donini e il presidente Stefano Bonaccini

Rigenerazione urbana, un milione e mezzo di euro dalla Regione per due progetti presentati da Medicina e Mordano
Cronaca 28 Novembre 2018

Assegnati i primi 13 orti sociali a Medicina, bando ancora aperto per gli ultimi cinque disponibili

Il Comune di Medicina ha assegnato i primi 13 orti sociali sul totale di 18 a disposizione in via delle Fragole. 

L”obiettivo dell”iniziativa, spiegano dal Comune, è «quello di creare una nuova occasione di socialità e promuovere stili di vita collaborativi». Inoltre, il bando stabilisce che sia costituita una associazione tra tutti gli assegnatari, al fine di avere un unico referente che li rappresenti, avere la possibilità di migliorare le loro attività e per  partecipare ai bandi per ottenere ulteriori contributi.

Tutti gli appezzamenti sono delle dimensioni di 6×5 metri e i lotti ancora liberi saranno destinati a chi farà domanda secondo i termini del bando, che è tuttora aperto. Le domande saranno immediatamente accolte, secondo l”ordine di arrivo, purché i richiedenti siano in regola con i requisiti previsti: residenza a Medicina, età compresa tra 18 e 35 anni oppure superiore ai 60, non possedere un”occupazione, assenza di morosità sia nei confronti del Comune che degli enti che svolgono servizi per conto della stessa Amministrazione e il fatto di non avere a disposizione altri terreni oppure orti coltivabili.

La durata della concessione è di due anni rinnovabili purché permangano i requisiti per l”assegnazione. 

Sullo stesso argomento leggi anche l”articolo relativo alla pubblicazione del bando.

Per informazioni: www.comune.medicina.bo.it.

Nella foto il vicesindaco Matteo Montanari e l”assessore alle Politiche sociali Dilva Fava con il gruppo degli assegnatari

Assegnati i primi 13 orti sociali a Medicina, bando ancora aperto per gli ultimi cinque disponibili
Economia 13 Novembre 2018

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre

A sei anni dalla messa in liquidazione di Imolascalo, società partecipata dal ConAmi al 31,05%, va all’asta l’area su cui in origine doveva essere realizzato lo scalo merci imolese, infrastruttura ritenuta strategica per incentivare il trasporto merci su rotaia. In tutto, si tratta di oltre 5 ettari e mezzo, adiacenti alla linea ferroviaria e compresi fra le vie Valverda, Lughese e Patarini, con una base d’asta di 1 milione e 510 mila euro.

Il termine per la presentazione delle offerte per l’area in questione è il 30 novembre, mentre l’asta avrà luogo il prossimo 3 dicembre. Gli strumenti urbanistici prevedono che su quell’area possano essere realizzate funzioni di servizio complementari alla residenza, terziarie, commerciali e produttive.

La storia dello scalo merci mai nato è stata travagliata sin dall’inizio. Le buone intenzioni, ovvero dotare Imola e i comuni limitrofi di una struttura moderna per la movimentazione delle merci su scalo ferroviario che potesse diventare anche un efficiente centro logistico, non si sono mai tradotte in realtà. La società Imolascalo era infatti nata nel lontano marzo 1999. A credere nel progetto furono in prima battuta 14 soci, enti pubblici, così come privati, disposti a unire forze e risorse dotando la neonata realtà di un capitale sociale di 1,6 miliardi di lire: Ami (all’epoca socia di maggioranza al 56%), Banca di Imola, Cassa di risparmio di Imola, Atfi, Cefla, Coop. ceramica, Cti, Cuti, Sacmi, La lavorazione del legno, Consorzio autotrasportatori imolese, Camera di commercio, Assindustria di Bologna, Associazione piccole e medie industrie della provincia di Bologna.

La nuova società doveva realizzare lo scalo ferroviario merci e ricevere in permuta dalle Fs l’area del vecchio scalo, che il Prg destinava a residenziale, terziario e servizi. L’importo dell’investimento, stimato all’inizio in 7 miliardi di lire, cominciò a lievitare, mentre la data di realizzazione slittava in avanti. Dopo appena un anno e mezzo, a fine 2000, il primo aumento di capitale di 3 miliardi. Saltata la permuta con le Ferrovie dello Stato, anche la riduzione consistente del traffico merci, che cominciava a essere dirottato verso Lugo dove nel frattempo era nata la piattaforma logistica Lugo Terminal, costrinse i soci a sobbarcarsi i costi dell’investimento. Rispetto al progetto iniziale, si cominciò quindi a prendere in considerazione una struttura più leggera, che potesse crescere nel tempo a seconda delle esigenze. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”area dove doveva sorgere il nuovo scalo merci

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre
Cronaca 24 Ottobre 2018

Castel San Pietro, fino al 5 dicembre è aperto il bando per la graduatoria degli alloggi a canone calmierato

E” aperto fino al 5 dicembre, a Castel San Pietro Terme, il bando per formare la graduatoria di assegnazione di alloggi a canone calmierato e concordato. Le domande vanno indirizzate alla società Solaris, che gestisce l’assegnazione degli alloggi per conto del Comune di Castel San Pietro Terme.   

Possono partecipare al bando persone che abbiano la residenza o un”attività lavorativa stabile da almeno tre anni in Emilia-Romagna e che siano residenti o abbiano l’attività lavorativa a Castel San Pietro Terme da almeno sei mesi. Per quanto riguarda il reddito, l”ISE deve essere compreso tra i 13.000 e i 60.000 euro, mentre il reddito ISEE deve stare tra 6.000 e 40.000 euro.

Le domande dovranno pervenire entro le ore 12.30 del 5 dicembre 2018 e, se accolte, daranno accesso alla graduatoria che avrà validità biennale e sarà aperta ad aggiornamenti semestrali. Alla graduatoria si accederà immediamente per assegnare un alloggio in locazione permanente già disponibile a Osteria Grande, in via Deledda 51 e successivamente per tutti gli appartamenti che si renderanno disponibili. Un punteggio specifico sarà attribuito all”assegnatario ERP in fascia di permanenza o decadenza. 

Per informazioni è disponibile lo Sportello Utenti di Solaris in via Oberdan 10/11 a Castel San Pietro Terme (aperto dal lunedì al venerdì ore 8,30-12,30 e il giovedì anche 15-17,45).

Il bando completo e i moduli sono scaricabili al link www.solariscspietro.it.

Nella foto lo stabile di via Deledda a Osteria Grande

Castel San Pietro, fino al 5 dicembre è aperto il bando per la graduatoria degli alloggi a canone calmierato
Cronaca 2 Ottobre 2018

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

Il Comune di Ozzano ha deciso di mettere in vendita lo storico locale da ballo (dancing) «Al Camaroun», gestito dal circolo Arci Tolara, tempio della Filuzzi, nel quale nel corso degli anni sono passate tantissime orchestre di liscio e non solo. L’immobile e l’area circostante ai civici 2 e 4 di via Tolara di Sotto sono stati inseriti per la prima volta nel piano comunale delle alienazioni nel corso dell’estate e nei giorni scorsi è stato pubblicato il relativo bando. Complessivamente, parliamo di una superficie fondiaria di 6.825 metri quadrati, non lontano dalla rotonda sulla via Emilia. Si parte da una base d’asta di 905 mila euro e per presentare le offerte c’è tempo fino alle ore 12 di martedì 9 ottobre.

La notizia ha creato una certa fibrillazione tra gli ozzanesi e non solo che da decenni non perdevano occasione per un ballo sulla pista. «L’area, inizialmente di proprietà dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi di Bologna, è stata ceduta al Comune di Ozzano nel 2002 – ricostruisce il sindaco, Luca Lelli -. Da tempo siamo in contatto con il circolo Arci Tolara, ci siamo confrontati sulle difficoltà crescenti che stanno incontrando e la cosa ci dispiace. Ultimamente, abbiamo accorciato il periodo di affidamento in gestione all’Arci a soli tre anni e abbiamo deciso di abbassare il canone d’affitto portandolo a 3 mila euro l’anno, che il circolo ha sempre pagato. Tuttavia, la situazione ci ha portato a prendere la decisione di vendere».

Il primo passo è stato quello di cambiare la destinazione d’uso. «Da area destinata ad attrezzature ludiche e ricreative è diventata produttiva» dettaglia Lelli. Una scelta non casuale, considerando la collocazione a ridosso della zona artigianale e industriale. L’affidamento in gestione all’Arci scadrà il 31 dicembre di quest’anno. A quel punto, spetterà all’acquirente, se nel frattempo avremo ricevuto delle proposte formali, decidere se prolungare la gestione dell’Arci per un periodo o meno. Con la cifra che si potrebbe realizzare stiamo già pensando a tre destinazioni differenti» aggiunge il sindaco.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto: il logo dello storico locale e come si presenta oggi il dancing «Al Camaroun»

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano
Cronaca 5 Settembre 2018

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà

Resteranno aperti ancora un mese a Medicina i termini per presentare domanda di contributo in relazione al bando per le famiglie colpite dalla crisi. Il bando è stato indetto anche nel 2018 dal Comune per offrire ai nuclei in difficoltà un sostegno in attesa del pieno reinserimento nel mondo del lavoro.

Le domande devono essere presentate entro le 17.45 del 2 ottobre a mano all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1) oppure tramite Pec indirizzata a comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per ottenere il contributo straordinario di 1.000 euro dal Fondo comunale di solidarietà (34.000 euro a disposizione) occorre possedere i seguenti requisiti: cittadinanza italiana o di un altro Stato Ue oppure extra Ue in regola con il permesso di soggiorno, residenza a Medicina da almeno due anni (dal 2 ottobre 2016), reddito Isee non superiore a 22.000 euro, essere in stato di disoccupazione o in cassa integrazione.

Sono invece esclusi i lavoratori stagionali, stagionali agricoli, il personale subordinato o parasubordinato della pubblica amministrazione, i proprietari di immobili (almeno al 50%) o titolari di altri diritti reali nella stessa percentuale, coloro che abbiano venduto beni immobili nell”ultimo quinquennio (sempre almeno al 50%), i disoccupati di lungo termine, chi ha perso lo status di disoccupato per qualsiasi causa e i pensionati.

Per maggiori informazioni si può fare riferimento ai Servizi alla Persona al numero 051 6979247.

La foto panoramica è tratta dal sito del Comune di Medicina

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà
Cronaca 6 Agosto 2018

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro

Per il settimo anno consecutivo il Comune di Medicina pubblica un bando per sostenere le famiglie medicinesi più colpite dalla crisi economica. Si tratta di un contributo una tantum di mille euro per ogni nucleo familiare che sarà erogato sulla base di una graduatoria. Complessivamente l’ente locale ha stanziato 34 mila euro del Fondo di solidarietà.

«Abbiamo sostanzialmente confermato la cifra inserita lo scorso anno (erano 35 mila euro, ndr) – dice l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava -. Questo bando vuole offrire un aiuto alle famiglie che stentano a riprendere un normale iter lavorativo».

Tre i requisiti fondamentali. Primo, una certificazione Isee non superiore ai 22 mila euro annui (relativa ai redditi del 2016). Secondo, essere residenti nel comune di Medicina da almeno due anni continuativi (quindi dal 2 ottobre 2016). Terzo, essere lavoratori che nel periodo dall’1 gennaio 2017 al 2 ottobre 2018 sono o continuano ad essere disoccupati causa licenziamento, sia nel caso di lavoratori con contratto a tempo indeterminato che determinato (purché con contratto assimilabile a lavoro dipendente di almeno sei mesi).

E’ possibile far domanda anche nel caso delle dimissioni purché ci sia stata la mancata corresponsione di almeno tre mensilità dello stipendio. Valgono anche la cassa integrazione a zero ore mensili e la mobilità. Infine, può far domanda chi è disoccupato di lungo termine, ma ha avuto nel periodo dall’1 luglio 2016 al 2 ottobre 2018 un rapporto di lavoro assimilabile al lavoro dipendente della durata di almeno 22 settimane, anche se non continuative, oppure ha beneficiato di ammortizzatori sociali. Inoltre il lavoratore deve aver già presentato al Centro per l’impiego la dichiarazione di immediata disponibilità (Did).

Le domande dovranno pervenire all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali del Comune oppure all’indirizzo di posta elettronica certificata comune.medicina@cert.provincia.bo.it entro le ore 17.45 di martedì 2 ottobre. Per informazioni rivolgersi all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1, telefono 051/6979247). La modulistica si può scaricare anche sul sito www.comune.medicina.bo.it. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro
Cronaca 17 Maggio 2018

A Imola Area Blu cerca un gestore per il bar delle Acque minerali. Domande da presentare entro giovedì 24 maggio

C’è decisamente poco tempo per presentare la propria offerta per accaparrarsi la gestione del bar all’interno del parco delle Acque minerali. I documenti, infatti, sono stati pubblicati nella sezione «Trasparenza» del sito di Area Blu venerdì 11 maggio e la scadenza è fissata alle ore 12 del 24 maggio (per informazioni è possibile contattare il geometra Romano Andalò, tel. 0542/689722).

La concessione prevede un canone a base d’asta di 8 mila euro per il periodo compreso tra il 5 giugno e il 31 ottobre 2018. Rispetto al bando del 2017 il canone chiesto è decisamente inferiore (8 mila contro 41 mila). Tra l’altro, l’anno scorso il gestore aveva offerto un rialzo cospicuo, portandolo a 52 mila euro. Poi, però, aveva lasciato il locale in anticipo versando soltanto 7 mila euro e costringendo Area Blu ad avviare un contenzioso. «Vista l’importanza che il parco riveste per la città di Imola e per i suoi cittadini, l’obiettivo è quello di garantire la fruibilità di tali aree e del servizio di somministrazione di alimenti e bevande per tutta la stagione estiva 2018» dicono da Area Blu.

Anche per questo al gestore viene chiesto che almeno il bar a servizio dei fruitori del parco resti aperto «tutti i sabati e le domeniche pomeriggio a partire da dieci giorni dalla sottoscrizione del presente atto fino al 1 ottobre». Nel bando non si fa riferimento esplicito all’attività della discoteca. Tuttavia, la concessione dell’immobile è sia per l’esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande, sia per altre «attività di intrattenimento». Tra l’altro, nell’elenco delle attrezzature che verranno concesse in uso al nuovo gestore ci sono anche casse, mixer, amplificatori e luci stroboscopiche, tutti impianti pensati per le serate danzanti, anche se, si legge nel bando, «il concessionario dovrà ottemperare alle normative in materia acustica presenti nel parco Acque minerali, dotandosi di attrezzature ed impianti per la diffusione sonora idonei allo scopo». In effetti, nel regolamento comunale per le attività rumorose la discoteca delle Acque è stata «declassata» ad esercizio pubblico, ma può avere 50 giornate di deroga con un massimo di 4 eventi a settimana.

gi.gi.

Nella foto: il bar all”interno del parco delle Acque minerali

A Imola Area Blu cerca un gestore per il bar delle Acque minerali. Domande da presentare entro giovedì 24 maggio

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