Economia

Tredici laboratori per l'occupabilità saranno attivati nelle scuole superiori imolesi. Il 31 gennaio la presentazione ufficiale

Tredici laboratori per l'occupabilità saranno attivati nelle scuole superiori imolesi. Il 31 gennaio  la presentazione ufficiale

Si chiamano «laboratori territoriali per l’occupabilità» e sono spazi innovativi all’interno delle scuole superiori, dove didattica e ricerca vengono sviluppate in sinergia con le imprese del territorio. A Imola, entro novembre 2020, ne verranno attivati 13, dedicati alle seguenti aree: Industria 4.0, Big data analytics and data science, Sperimentazione agraria, Officina digitale, Robotica, Automazione industriale, Fablab, Saldatura reale e virtuale, Meteorologia, Informatica e telecomunicazioni, Trasformazione agroalimentare, Storytelling, Modellazione e progettazione Cad Cam. I primi, attinenti al corso di laurea in Meccatronica, partiranno già con l’avvio del prossimo anno scolastico.

Il progetto vede coinvolti in rete tutti gli istituti superiori imolesi, una sessantina di imprese, Confindustria, la Fondazione Crimola, Innovami, le facoltà di Agraria e Ingegneria dell’Università di Bologna, il Cnr. La presentazione ufficiale dell’intero progetto avverrà nel corso di un incontro pubblico, in programma per giovedì 31 gennaio, al circolo Sersanti (ore 17). «Nel 2015 abbiamo partecipato al bando inserito nel Piano nazionale scuola digitale, per progetti innovativi a livello territoriale – riassume Vanna Monducci, dirigente scolastica dell’Alberghetti, istituto capofila del progetto -. Abbiamo ottenuto un finanziamento ministeriale di 750 mila euro, la cui prima metà ci è stata assegnata a novembre. A questa si aggiunge una quota di 250 mila euro da parte di imprese, enti e associazioni del territorio».

In questi giorni sono partiti gli acquisti della dotazione tecnologica all’avanguardia per i laboratori, dalle stampanti 3D ai robot per la saldatura, dalle apparecchiature per le stazioni meteo all’allestimento di una nuova serra allo Scarabelli. I laboratori saranno aperti non soltanto agli studenti delle scuole superiori, ma anche al territorio, attraverso enti di formazione partner che organizzeranno corsi, e alle start-up. «I laboratori – spiega il presidente di Innovami, Davide Baroncini – saranno un punto di riferimento e un supporto per lo sviluppo di nuove idee». L’obiettivo è dare anche prospettive formative e occupazionali concrete sia a neodiplomati che a disoccupati in cerca di una riqualificazione, in modo da permettere un rapido inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto prevede anche la collocazione di una officina di fabbricazione digitale (Fablab) all’Istituto comprensivo 7 e al liceo scientifico Valeriani. Verrà inoltre favorita la collaborazione fra studenti di istituti diversi attorno a uno stesso progetto.

L’Lto di Sperimentazione agraria, ad esempio, vedrà impegnati gli studenti dell’Istituto Alberghetti nella parte tecnica relativa alla sensoristica e all’efficientamento energetico di serre e cantine dell’Istituto agrario Scarabelli, mentre la sperimentazione sul campo sarà effettuata dagli studenti dell’Agraria. «Vorremmo tentare di riportare al centro il sapere e il fare – conclude Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area centro -. Abbiamo il dovere di lasciare alle nuove generazioni i binari su cui correre».

Nell”immagine un momento della conferenza stampa a palazzo Sersanti

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