Posts by tag: Lavoro

Cronaca 21 Giugno 2019

Maxi-evasione dell'Iva e irregolarità, nei guai una ditta di imballaggi in legno di Imola

Invece di un servizio in appalto era un artificio per evitare di assumere ed evadere Iva e Irap. E’ questa l’accusa dei militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Bologna nei confronti di una spa con sede a Imola che si occupa di fabbricazione di imballaggi in legno. Le fiamme gialle contestano un’evasione per circa 2 milioni di euro nonché il mancato pagamento dell’Irap su una base imponibile di circa 6 milioni, senza dimenticare i contributi per i lavoratori, la cui posizione ora è seguita dall’Ispettorato del lavoro.

Gli accertamenti svolti dai finanzieri hanno appurato che l’azienda imolese ha stipulato, tra il 2014 ed il 2018, dei contratti di appalto con tre società della provincia di Caserta per l’esecuzione di servizi per integrare il personale interno, insufficiente allo svolgimento della propria attività. Le società campane, però, secondo i finanzieri, non avevano le necessarie autorizzazioni per la somministrazione di forza lavoro, quindi si trattava di «contratti di appalto non genuini». Non solo. «Le aziende appaltatrici non risultavano disporre dei mezzi e delle strutture necessarie – precisano dalla finanza – mentre la direzione del personale restava di fatto in capo alla società bolognese, che gestiva l’organizzazione quotidiana del lavoro» della manodopera. In sostanza quest”ultima era formalmente alle dipendenze delle società casertane ma era quella imolese che ne gestiva orari e attività. Per il servizio venivano poi corrisposte alle società casertane delle fatture.

«Ciò ha determinato degli indebiti vantaggi economici» per la ditta imolese, continuano i finanzieri, «che, oltre a non farsi carico degli oneri contributi dei lavoratori (circa 60 unità per ciascun anno d’imposta), ha potuto beneficiare irregolarmente della detrazione dell’Iva, pari a circa 2 milioni di euro, derivante dalle fatture emesse dalle società casertane in forza dei contratti di appalto e della deduzione ai fini dell’Irap dei costi sostenuti, cosa che, nel caso in cui fosse stato stipulato un regolare contratto di somministrazione, non sarebbe stata possibile»

«Le attività di controllo sono state avviate a seguito di un’analisi del tessuto economico della provincia – precisano dalla guardia di finanza – da cui è emersa la tendenza di molte imprese, operanti soprattutto nei settori produttivi “labour intensive”, ad “esternalizzare” intere fasi del ciclo produttivo affidandosi a soggetti terzi, attraverso la sottoscrizione di contratti di prestazione di servizio. L’attenzione si è concentrata sulla società imolese in quanto presentava delle anomalie». (l.a.)

Foto fornita dalla guardia di finanza

Maxi-evasione dell'Iva e irregolarità, nei guai una ditta di imballaggi in legno di Imola
Economia 16 Giugno 2019

Dino Parrella è il nuovo segretario della Filt Cgil, eletto in sostituzione del pensionato Franco Mingotti

Dino Parrella, 45 anni, è il nuovo segretario generale della Filt Cgil di Imola. Lo ha eletto l’assemblea generale della Filt (la categoria che segue i trasporti) alla presenza del segretario regionale della categoria Massimo Colognese.

Parrella, dal 2004 parte della Rsu di Arcese Trasporti, subentra nella carica a Franco Mingotti, andato in pensione dopo ben trentaquattro anni di attività sindacale nella Camera del lavoro di Imola.

A salutare e ringraziare Mingotti per il suo lavoro, oltre ai componenti dell’assemblea della Filt, era presente anche la segretaria generale della Cgil di Imola, Mirella Collina.

Questa la prima dichiarazione del neo eletto Parrella: «Ringrazio per la fiducia che mi è stata data e mi impegnerò da subito nelle trattative aperte per la risoluzione delle problematiche segnalate dai lavoratori in alcune aziende, per il rinnovo dei contratti integrativi e per il miglioramento delle relazioni sindacali». (r.cr.)

Nella foto da sinistra Mirella Collina, Dino Parrella e Massimo Colognese

Dino Parrella è il nuovo segretario della Filt Cgil, eletto in sostituzione del pensionato Franco Mingotti
Economia 14 Giugno 2019

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze

Lo sciopero generale dei metalmeccanici di oggi, venerdì 14 giugno, si articola in tre grandi manifestazioni a Milano, Firenze (a cui partecipa la Fiom di Imola) e Napoli. Lo hanno indetto i sindacati Fim, Fiom e Uilm, in continuità con la mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil, «a causa della sempre maggiore incertezza sul futuro – motivano -, vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro». Da Imola sono partiti in pullman e in treno almeno un centinaio di lavoratori.

«Dobbiamo ridare centralità al lavoro industriale, agli interessi e ai diritti di chi lavora – ha affermato il segretario della Fiom-Cgil di Imola, Stefano Moni – per sostenere la crescita, l’innovazione, l’ecosostenibilità, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza. Occorre cambiare modello di sviluppo. Senza il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno dell’occupazione, l’aumento dei salari e della domanda interna non può esserci una fase espansiva in grado di respingere i rischi di una nuova recessione. Siamo perciò in presenza di una situazione grave e preoccupante che dobbiamo affrontare chiamando alle proprie responsabilità il governo e il sistema delle imprese, che non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo».

Su queste basi Fim, Fiom e Uilm hanno elaborato un documento intitolato «Metalmeccanici per il lavoro e lo sviluppo», che è stato discusso in queste settimane nelle tante assemblee che si sono svolte anche nelle aziende del circondario imolese. (r.cr.)

Nella foto l”immagine del volantino ufficiale della giornata tratto dal sito della Fiom-Cgil nazionale

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze
Economia 14 Giugno 2019

Mercatone Uno, la Regione si è attivata con Inps, Comuni e banche, per gli imolesi concordati aiuti tra Comune e sindacati

A casa, senza lavoro, senza stipendi, senza ammortizzatori sociali. Un limbo per gli oltre 1800 lavoratori del gruppo Mercatone Uno, di cui circa 200 a Bologna e provincia, un’ottantina quelli del centro direzionale imolese. 

Al di là delle polemiche politiche, la situazione è complessa dal punto di vista giuridico e burocratico. Il 24 maggio il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società milanese Shernon Holding, che nell’agosto 2018 ha acquisito i 55 punti vendita più il centro direzionale imolese (altri 13 punti vendita erano andati al gruppo Cosmo), dalla procedura di amministrazione straordinaria. Procedura avviata per decreto del ministero dello Sviluppo economico nell’aprile 2015. Il Mise oggi guidato dal vicepremier Luigi Di Mario ha già aperto un tavolo di crisi, ma per consentire il rientro nella procedura di amministrazione straordinaria, passaggio formale necessario per attivare gli ammortizzatori sociali, occorreva il via libera del tribunale di Bologna, arrivato il 7 giugno.

Nel frattempo la Regione Emilia Romagna si è attivata per cercare di andare incontro ai lavoratori, rivolgendosi all”Inps per cercare di accelerare almeno la liquidazione dei Tfr, agli istituti di credito, per vedere la possibilità di sospendere eventuali rate di mutui e prestiti (come già attuato, ad esempio, da Intesa San Paolo, che sospenderà rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi), nonché ai tanti Comuni, di sua competenza, dove hanno sede i punti vendita coinvolti. L’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, ha convocato un incontro per oggi pomeriggio con i sindaci di tutti i Comuni interessati e le organizzazioni sindacali. 

Sul fronte imolese, i sindacati (Filcams-Cgil Imola, Fisascat-Cisl Area metropolitana di Bologna, Uiltucs Emilia Romagna e le strutture confederali territoriali di Cgil, Cisl e Uil) hanno siglato ieri un accordo con l’Amministrazione per una serie di agevolazioni che, ovviamente, riguardano solo i lavoratori residenti, cioè 28 secondo i dati in possesso dei sindacati. L’accordo prevede la sospensione della Tari 2019 ed un contributo compensativo per quelli che presenteranno una documentazione Isee inferiore o pari a 14.500 euro, chi non rientrerà in questi parametri, e non ha morosità pregresse, potrà chiedere una dilazione (fino a 6 mesi); per tutto questo sarà stanziato un fondo di diecimila euro che “sarà oggetto di delibera di Consiglio comunale entro la prima data utile”. Inoltre è prevista una riduzione delle rette scolastiche (refezione, nido, trasporto scolastico) sulla base dell’Isee e degli scaglioni di reddito tramite la presentazione di apposita domanda entro il 20 luglio. Comune e sindacati faranno una verifica dell’utilizzo del fondo e l’eventuale possibilità di una proroga per il 2020 se continuerà lo stato di crisi aziendale. (r.cr.)

Nella foto protesta dei lavoratori in via Molino Rosso a Imola sotto il centro direzionale Mercatone Uno lo scorso 30 maggio

Mercatone Uno, la Regione si è attivata con Inps, Comuni e banche, per gli imolesi concordati aiuti tra Comune e sindacati
Economia 30 Maggio 2019

Fallimento Shernon Holding, si muovono le istituzioni: l'esito dell'incontro che si è svolto oggi a Bologna in Regione

Si muovono tutte le istituzioni in seguito alla dichiarazione di fallimento della Shernon Holding, la società che lo scorso agosto aveva acquisito 55 dei 68 punti vendita del gruppo Mercatone Uno. Lunedì 27 maggio si è svolto l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, al quale ha partecipato anche il ministro Luigi Di Maio. «L’obiettivo minimo da attuare subito – si legge nella nota ufficiale del Mise inviata successivamente –  è la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori, per la quale è necessario che il tribunale autorizzi la procedura di amministrazione straordinaria. Ciò permetterà di riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile, così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali. Poi partirà la fase di reindustrializzazione per dare un futuro certo ai lavoratori».

Oggi, 30 maggio, erano in agenda due appuntamenti. Il primo, convocato dall”assessore regionale sllo Attività produttive Palma Costi, si è svolto in mattinata in Regione a Bologna, mentre il secondo, il tavolo tecnico con l”associazione dei fornitori e dei creditori, era in programma nel pomeriggio al Mise, ovviamente a Roma.

Nel primo incontro, al quale hanno partecipato sindacati, Città metropolitana di Bologna e amministratori dei Comuni dell”Emilia Romagna in cui si trovano le attività del Mercatone Uno, tutti i presenti hanno condiviso l”obiettivo prioritario di «salvaguardare i lavoratori del gruppo» e di «mettere in campo tutte le azioni possibili per assicurare gli ammortizzatori sociali e la rapida riapertura dei punti vendita su tutto il territorio emiliano-romagnolo anche a tutela dei clienti». In particolare, per la tutela dei posti di lavoro «si attende – scrive la nota uscita dalla Regione – una rapida pronuncia da parte del Tribunale di Bologna sulla retrocessione del compendio aziendale dalla Shernon, che consentirebbe la riapertura della procedura di amministrazione straordinaria. Dalla riunione – si prosegue – è inoltre emersa la richiesta al Governo perché, una volta ottenuta la retrocessione, agisca immediatamente affinché si attivino gli ammortizzatori sociali e l”amministrazione straordinaria per la riapertura dei punti vendita, così da mantenere il valore delle attività commerciali per rilanciare il marchio. tutto questo con l”individuazione di nuovi acquirenti che presentino un piano industriale credibile».

Per quanto riguarda l”incontro di Roma, la stessa Regione ha comunicato che tra le notizie emerse c”è anche la mancata istanza (per ora) dell”amministrazione straordinaria di Mercatone Uno al Tribunale di Bologna al fine di tornare a gestire la compagine aziendale di Shernon Holding. L”assessore Costi ha pertanto rimarcato una volta di più che il riavvio dell”amministrazione straordinaria è oggi «l”unico modo attraverso il quale è possibile salvaguardare il reddito dei lavoratori attivando ammortizzatori sociali e riprendere le attività commerciali».

E” il caso di precisare che nel nostro territorio sono coinvolti nella vicenda i circa 90 impiegati che lavorano nel centro direzionale di via Molino Rosso. Il Mercatone Casa Germanvox continua invece regolarmente la propria attività poiché, da inizio 2015, non fa più parte del gruppo Mercatone Uno ed è ancora gestito dalla famiglia Cenni attraverso la società Siel, che non è tra quelle poste dallo Stato in amministrazione straordinaria quattro anni or sono. (r.cr.)

Ulteriori approfondimenti sono su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto un gruppo di lavoratori del centro direzionale Mercatone Uno di Imola durante lo sciopero del 18 aprile scorso

Fallimento Shernon Holding, si muovono le istituzioni: l'esito dell'incontro che si è svolto oggi a Bologna in Regione
Economia 13 Maggio 2019

A Castel San Pietro crescono i redditi e l'occupazione anche grazie al servizio sviluppo economico creato dal Comune

I dati forniti dagli uffici tecnici comunali e pubblicati sul numero di fine mandato del periodico di informazione comunale Castello Notizie raccontano un aumento di oltre il 10 per cento del numero degli occupati sul Sillaro, dai 4.596 complessivi del 2014 ai 5.207 del 2017. E’ tornato a crescere soprattutto il settore terziario, seguito da industria e commercio. I dati contenuti nel report sulla fragilità demografica della Città Metropolitana rappresentano Castel San Pietro come il comune più «ricco» fra i dieci dell’area imolese in base al reddito medio pro capite con 23.867 euro per l’anno 2016; sempre secondo il report, Imola si ferma a 23.155 euro, Dozza è terza a livello circondariale con 22.979 euro; a livello metropolitano il reddito medio si attesta sui 25.083 euro, dieci punti percentuali in più del dato regionale e oltre 21 se confrontati con il reddito medio nazionale.

«Questa amministrazione ha costruito un vero e proprio servizio di sviluppo economico per rispondere in tempi rapidi e certi alle richieste delle aziende e andare incontro alle loro necessità attraverso una intensa attività di tutoraggio – rivendica il sindaco Fausto Tinti -. Abbiamo lavorato per ridurre i tempi di risposta alle aziende degli sportelli Suap e Sue, gli sportelli unici delle attività produttive ed edilizio, unificati sotto l’egida del servizio di Sviluppo economico che definisce l’iter di lavoro dei vari sportelli secondo tempistiche di volta in volta condivise con le aziende. Inoltre nel nuovo strumento urbanistico operativo Poc abbiamo applicato degli oneri ridotti rispetto a prima per le opere di urbanizzazione terziaria, quelli relativi alle infra-strutture stradali. Mentre sono rimasti invariati i prezzi delle aree edificabili».Questi gli strumenti con i quali la politica castellana ha cercato di prestare grande attenzione alle esigenze delle aziende per invogliarle ad investire sul territorio. E i nuovi insediamenti avvenuti negli ultimi quattro anni sembrano confermarlo, basti pensare a Robopac, che ha riqualificato l’ex stabilimento Malaguti, mentre altre già presenti hanno deciso di continuare ad investire, ne è un esempio il maxi-accordo urbanistico con Crif-Palazzo di Varignana, società leader informatica bolognese nonché gruppo alberghiero-congressi, che al tempo stesso si amplia, contribuisce a riqualificare il centro storico della frazione di Varignana e promette di portare nuova attività per quella di Osteria Grande costruendo un auditorium.

Un circolo virtuoso evidente soprattutto sull’asse San Carlo ma non solo, nel capoluogo, ad esempio, ci sono anche la zona Fontanelle e Valle di Malta, accompagnato da un indotto sotto forma di servizi vari, come la ristorazione. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto l”area artigianale Ca” Bianca a Castello

A Castel San Pietro crescono i redditi e l'occupazione anche grazie al servizio sviluppo economico creato dal Comune
Cronaca 30 Aprile 2019

Primo Maggio, Cgil in piazza a Imola e Castel San Pietro, Uil e Cisl solo alla manifestazione nazionale di Bologna

La manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil in occasione del Primo Maggio, festa dei lavoratori, quest’anno si svolgerà a Bologna. Vicinanza che ha indotto Cisl e Uil a dare forfait nel circondario imolese, in favore della piazza bolognese. La Cgil di Imola invece no. «Il Primo Maggio sarà all’insegna dell’Europa, del lavoro, dei diritti e dello stato sociale. Temi che delineeremo anche nel nostro territorio», spiega la segretaria generale della Camera del lavoro territoriale, Mirella Collina.

La Cgil di via Emilia ha deciso di rimanere nelle piazze di Imola e Castel San Pietro ed al contempo di inviare una delegazione a Bologna a sostegno della manifestazione nazionale unitaria. «Le motivazioni che ci hanno portato ad assumere tale decisione – continua a spiegare Collina – sono legate soprattutto al valore storico e politico della festa dei lavoratori. E’ importante essere in piazza per i tanti lavoratori e pensionati che lo reputano un momento di aggregazione per ascoltare gli interventi sindacali e prendere i garofani, simbolo della giornata, ed essere comunque rappresentati da una delegazione alla manifestazione di Bologna».

Il cliché sarà quello consueto, con la presenza dei banchetti per la distribuzione dei garofani sia in piazza Matteotti a Imola che in piazza XX Settembre a Castel San Pietro, con l’intrattenimento musicale delle rispettive bande cittadine (dalle ore 10 e dalle ore 10.15) e gli interventi dal palco. «In questa ricorrenza, proprio chi rappresenta i lavoratori e i loro diritti non può non essere presente in piazza anche sul territorio, dove continuiamo ad incontrare difficoltà nel farci ascoltare dalle forze politiche sul tema del lavoro», rimarca la segretaria generale della Cgil di Imola.E se la celebrazione del Primo Maggio a Bologna si inquadra nella mobilitazione unitaria portata avanti da Cgil, Cisl e Uil affinché il Governo cambi passo nelle politiche economiche e fiscali, lo stesso vale a Imola e Castel San Pietro.

«Come organizzazioni sindacali – informa Collina – abbiamo chiesto più volte di istituire un tavolo circondariale per condividere le problematiche con tutte parti sociali ed elaborare insieme strategie di rilancio dell’economia territoriale. Però non abbiamo ricevuto risposte da nessuno».Nella mattinata, dalle ore 8.30 alle 11, tradizionale distribuzione dei garofani anche a Toscanella, in piazza Gramsci, a Borgo Tossignano, in piazza Unità d’Italia, e a Casalfiumanese, in piazza Cavalli. (r.cr.)

Primo Maggio, Cgil in piazza a Imola e Castel San Pietro, Uil e Cisl solo alla manifestazione nazionale di Bologna
Economia 23 Aprile 2019

La Cooperativa ceramica di Imola premiata negli Usa alla fiera internazionale di Orlando

Premio «Best in show» allo stand di Cooperativa ceramica d’Imola all’interno di Coverings 2019, la più grande fiera internazionale di settore del Nord America, che si è svolta dal 9 al 12 aprile ad Orlando, in Florida. Su circa 1.100 espositori, provenienti da 90 Paesi, lo stand dell’azienda imolese è risultato nella rosa dei sei migliori per design, creatività, esposizione dei prodotti, uso dello spazio e presentazione complessiva.

In particolare, Coop. ceramica si è distinta nella categoria «Urban modern». Come spiega il sito della fiera, lo stand imolese ha messo in risalto tre temi – bianco, metallo e legno – per un look nuovo ed accattivante. «Il design contemporaneo – spiegano gli organizzatori – ha evidenziato una varietà di differenti tipologie di prodotti simili a marmo, metallo e legno, offrendo una gamma di opzioni per la casa moderna». Lo scorso anno, invece, il premio «Overall best in show» era andato alla Florim di Mordano per il design distintivo e l’uso dello spazio studiato per il proprio stand a due piani, in cui spiccavano l’attenzione al dettaglio e gli elementi architetturali. (r.cr.)

Nella foto: il presidente di Coop. Ceramica, Stefano Bolognesi, mostra il premio «Best in show» al Coverings 2019

La Cooperativa ceramica di Imola premiata negli Usa alla fiera internazionale di Orlando
Economia 21 Aprile 2019

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio

«Anche in un settore saturo come quello delle carni e dei salumi noi cresciamo, grazie a innovazione, investimento in ricerca e sviluppo, collaborazioni con l’Università di Bologna». Così il direttore generale della Clai, Pietro D’Angeli, ha anticipato l’andamento 2018 della cooperativa produttrice di salumi e carni fresche, in un incontro con la stampa in cui sono state presentate anche le novità per l’anno in corso. «Il 2018 è stato positivo – riassume D’Angeli -. Sono cresciute le vendite sia in Italia che all’estero e abbiamo creato lavoro. Anche per i primi tre mesi del 2019 i segnali sono positivi, i numeri ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta».

Nel 2018 i volumi del gruppo, composto dalla cooperativa Clai e dalla società Zuarina di Langhirano produttrice di prosciutti di Parma anche bio, sono aumentati del 3%. Il fatturato Clai è stato di 266,6 milioni di euro. «Negli ultimi dieci anni – prosegue – lo sviluppo del comparto export salumi è stato continuo e costante, ? no a raggiungere nell’ultimo anno l’incidenza del 21 per cento sul fatturato. Le esportazioni hanno sbocco in oltre 30 nazioni diff erenti, anche se i volumi si suddividono principalmente tra Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania». Bene anche Zuarina, il cui fatturato si attesta a circa 11 milioni di euro, con l’export che incide per il 40%. «I principali mercati esteri sono Giappone, Usa ed Europa. Da segnalare la particolare attenzione che la proposta bio di Zuarina sta riscontrando sul mercato francese, svizzero e tedesco». L’Italia invece è ancora fanalino di coda in un settore di «supernicchia», dove il prezzo rappresenta «un aspetto che non concorre a far diventare i prodotti bio prodotti di massa – commenta il direttore -. E si rischia di demonizzare i prodotti non bio. In Italia, infatti, i controlli funzionano grazie alle veri? che attente della sanità e dei Nas». (lo.mi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: in primo piano, il prosciutto di Parma «Zuarina»

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio
Cronaca 8 Marzo 2019

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo

Viene da Monterotondo, in provincia di Roma, la vincitrice della decima edizione del premio Sabo Rosa, dedicato nella ricorrenza dell”8 marzo alle donne che lavorano in un campo di solito ritenuto appannaggio degli uomini, vale a dire la filiera del trasporto pesante: guida, logistica, officine e ricambi. Alessandra Lucaroni è stata votata come “camionista dell”anno” dalla giuria composta dalle dipendenti del main sponsor, il Roberto Nuti Group, che ha la sua sede centrale a Castel Guelfo e che da oltre mezzo secolo è leader nel settore dei veicoli industriali con i ricambi a marchio Sabo. La votazione del Sabo Rosa, che è attribuito una volta all”anno, è avvenuta online, sulla base delle candidature pervenute via web.

La vincitrice gestisce a Fiano Romano l”officina di famiglia “Ormia”, specializzata nei mezzi Scania e nota nell”ambiente come “L”Officina delle Donne”. Il premio vinto lo ha dedicato a suo padre, fondatore dell”officina di cui oggi la figlia è titolare e che le ha trasmesso l’amore per la meccanica. «Fin da bambina – racconta Alessandra Lucaroni -. sono stata il ”maschiaccio” di casa e sono cresciuta accanto a mio padre che riparava mezzi dell’esercito, e da li è sbocciato l’amore. Mi ricordo ancora l”emozione fortissima che provavo quando mi faceva salire sui carri armati»”.

La camionista dell”anno 2019 si è dunque ritagliata, con molta determinazione, uno spazio riconosciuto e apprezzato in un ambiente solitamente considerato per soli uomini. «Si deve partire con l”idea che non esistono lavori da uomini o da donne – sottolinea – e che nel lavoro contano solo la passione, l’impegno e il cuore che uno mette in ciò che fa. È chiaro che all”inizio è complicato farsi rispettare, e occorre metterci un carattere forte e magari fare il doppio della fatica per essere accettate. Una volta abbattuti i muri, però, e si riesce a mostrare quanto si vale, lo scetticismo finisce e ci si trova in un mondo appassionato di meccanica in cui è facile farsi ascoltare perché si conosce la materia e si sa quello che si dice. Oggi i camionisti ci chiamano e dicono ”pensaci tu, mi fido di te”. È il miglior complimento possibile».

Nella sua azienda lo scorso anno è stato assunto un meccanico donna e in squadra ci sono anche due magazziniere che masticano meccanica ogni giorno. E con una piena e impegnativa carriera lavorativa Alessandra concilia anche una famiglia. «Sono mamma di tre figli maschi di 27,18 e 16 anni – scherza -, quindi sono circondata da uomini ovunque, che però tengo a bada senza troppi problemi. Per conciliare famiglia e lavoro occorrono tanto amore e tanta pazienza, e soprattutto correre sempre, perché la casa e l”officina richiedono tempo e attenzioni. I miei figli hanno accettato di buon grado il mio ruolo e spero di vedere almeno uno di loro in officina accanto a me, per poter passare le consegne alla terza generazione, perché vorrei che il sogno di mio padre possa proseguire ancora nel tempo».

Il premio Sabo Rosa è stato consegnato da Elisabetta Nuti, direttore finanziario del Roberto Nuti Group e presidente della giuria, che commenta: «Per la decima edizione la giuria ha deciso di premiare la tenacia e l”imprenditorialità di Alessandra Lucaroni, capace di raccogliere il testimone dell”azienda di famiglia dalle mani del padre e di portare la propria officina a un traguardo impensabile anche solo dieci anni fa. E” bello immaginare la soddisfazione del papà di Alessandra, nel saperla realizzata in ciò che sempre ha amato, senza dimenticare il valore della famiglia e degli affetti». (r.cr.)

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast