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Cronaca 24 Gennaio 2021

Innovatori responsabili 2020, tra le aziende premiate dalla Regione anche Antreem e Curti

Dopo Arti Grafiche Reggiani di Ozzano anche le aziende Antreem di Imola e Curti di Castel Bolognese hanno appena ottenuto dalla Regione Emilia Romagna il premio «Innovatori responsabili 2020», un riconoscimento (non è previsto denaro) riservato a quelle realtà che investono in un’economia inclusiva ed ecosostenibile puntando sull’innovazione tecnologica.

Con il progetto Persone al centro, Antreem è stata premiata nella categoria Ged (Gender Diversity & Equality), che punta a valorizzare le persone, i loro punti di forza e aspirazioni. Tra i progetti premiati con menzione speciale ci sono Recupero fibre di carbonio da materiali compositi a matrice polimerica rinforzata di Curti (categoria imprese oltre i 250 dipendenti). (r.e.)

Nella foto: l’amministratore delegato di Antreem Fabio Poli e l’ingegner Cristian Tosi di Curti

Innovatori responsabili 2020, tra le aziende premiate dalla Regione anche Antreem e Curti
Economia 15 Gennaio 2021

Cisl di Imola, in via Volta apre lo Sportello lavoro per chi è alla ricerca di occupazione

Sportello lavoro è il nuovo servizio che la sede imolese della Cisl dedica a chi è alla ricerca di un’occupazione. Il servizio sarà attivo da martedì 19 gennaio in via Volta oppure on line attraverso l’indirizzo email sportellolavoro.imola@cisl.it e sarà operativo su appuntamento il martedì dalle ore 14.30 alle ore 18 (tel. 0542 691611).

Avviato in via sperimentale nei mesi scorsi e ora strutturato anche per il supporto on line, lo Sportello, gestito dalla Felsa, la categoria del sindacato che rappresenta e tutela i lavoratori somministrati, autonomi e atipici, si occupa di orientare le persone in cerca di occupazione e quindi di accompagnare nel mercato del lavoro i disoccupati, le persone in cerca di prima occupazione ma anche quelle che vogliono migliorare la propria posizione professionale.

Lo sportello firnirà informazioni sulle opportunità lavorative e formative sul territorio, sugli strumenti regionali e nazionali di politica attiva, orientamento e accompagnamento per la ricerca di lavoro con supporto nella stesura del curriculum vitae e con indirizzo sulle modalità più efficaci per ottenere e sostenere un colloquio, oltre al supporto sugli strumenti di sostegno al reddito in assenza di lavoro a cui è possibile accedere.

«In questo difficile momento – commenta il segretario generale Enrico Bassani – abbiamo voluto investire per rafforzare la rete Cisl sul territorio. Uno sportello che mette al primo posto la persona e che vuole essere un supporto prezioso per tutti coloro che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro o coloro che hanno perso l’occupazione e necessitano di un supporto per il reinserimento».«Ci rivolgiamo – dichiara Anna Morelli, segretaria Felsa Area metropolitana bolognese – a quella fascia di popolazione più debole e troppo spesso scoraggiata o spaesata nella ricerca di una nuova o di una diversa occupazione. Ci sono opportunità ed occasioni che spesso non vengono rintracciate, il nostro obiettivo è, avvalendoci delle nostre competenze e delle convenzioni con Agenzie per il lavoro, favorire proprio l’incrocio tra offerta e domanda di lavoro». (lo.mi.)

Nella foto: la sede della Cisl in via Volta a Imola

Cisl di Imola, in via Volta apre lo Sportello lavoro per chi è alla ricerca di occupazione
Cronaca 14 Gennaio 2021

Coronavirus, imprenditori di bar e ristoranti incontrano il sindaco di Imola Panieri

Una delegazione di imprenditori imolesi dei settori bar e ristorazione, su spinta di Confartigianato Bologna Metropolitana, ha incontrato nel tardo pomeriggio di ieri il sindaco di Imola, Marco Panieri, per esprimere il proprio disagio e il proprio atteggiamento di fronte alla situazione in atto e in previsione della definizione delle prossime misure per il contenimento della pandemia da Covid-19. «Ci sono settori che hanno visto azzerate le loro attività, altri che sono stati pesantemente penalizzati. Penso al mondo della ristorazione e dei bar che tra aperture e chiusure difficilmente potrà reggere a lungo – afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. Settori che in questi mesi, però, sono stati capaci di rimboccarsi le maniche. Dispiace apparire come gli untori di turno, quando, invece, anche la scienza dimostra che i focolai maggiori oggi si creano in famiglia e nei luoghi con maggiore assembramento. Un bar o un ristorante che rispetta le regole non è certo un rischio per la salute. Chiediamo al sindaco di Imola di farsi portavoce verso i livelli superiori, in particolare verso il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, di tutto il disagio di questi operatori e del rischio che se non vi saranno interventi efficaci si vada verso una deriva pericolosa per la tenuta sociale del Paese. Nelle prossime ore vi sarà un nuovo Dpcm con le misure per le future settimane, forse mesi. Ebbene chiediamo che questi operatori siano considerati alla stregua di tante altre attività che possono continuare ad operare, e in mancanza di ciò che i ristori siano veloci e commisurati al danno, gli strumenti per quantificare la perdita di fatturato ci sono».

Sono poi stati gli operatori a scendere nel dettaglio e ad esprimere tutta la loro preoccupazione per la situazione in essere. A cominciare dalle regole. «Noi condanniamo ogni fuga in avanti, ma in questi momenti è assolutamente necessario evitare qualsiasi forma di concorrenza sleale, se a noi chiedono precisi comportamenti per garantire la sicurezza non capisco perché lo stesso non debba essere fatto per qualsiasi altra attività che abbia un rapporto diretto con la clientela. La salute non guarda ai codici, non ci possono essere figli e figliastri. Le regole ci sono, è giusto tutelare la salute, ma queste regole devono valere per tutti. Siamo noi i primi a chiedere controlli più stringenti e puntuali». In merito alle azioni da mettere in campo gli operatori si augurano che «anche a livello comunale possano essere messe in atto iniziative per aiutare le attività. Ad aprile avremo la formula Uno, se la situazione sanitaria lo permetterà, ci piacerebbe essere messi anche noi in condizione di potere intercettare una parte di tifosi e addetti ai lavori che il Circus si porta dietro. Nello stesso tempo si potrebbe pensare di rendere stabili e, se possibile, ampliare i dehor per permettere di aumentare le sedute rispettando le regole di sicurezza». 

Infine, è arrivata la risposta del sindaco Panieri. «Il Comune è vicino alle attività economiche, ben consapevole che insieme all’emergenza sanitaria ce n’è un’altra economica e sociale. Si è scelta la strada del dialogo e del confronto, e da parte nostra c’è la massima disponibilità e vicinanza agli operatori economici nel fare un percorso comune per ricercare soluzioni e portare avanti le richieste anche a livello sovra comunale. Dall’incontro sono emersi tre punti fermi. Il primo è quello della coesione fra operatori ed istituzioni, il secondo è quello del rispetto delle regole con la richiesta di maggiori controlli contro i furbetti, e su questo ho confermato il massimo impegno da parte nostra, ed il terzo è rappresentato dal coinvolgimento degli interlocutori istituzionali di rango sovra comunale. A questo proposito ho espresso la disponibilità a farmi portavoce delle richieste, peraltro già note, di misure sempre più mirate ed adeguate per sostenere un settore che è fortemente in difficoltà. Da parte del Comune c’è la piena disponibilità ad estendere nel tempo tutte le misure di sostegno attualmente in atto, in materia di dehor, occupazione suolo pubblico, Tari e semplificazione burocratica». (da.be.)

Coronavirus, imprenditori di bar e ristoranti incontrano il sindaco di Imola Panieri
Economia 14 Gennaio 2021

La Regione Emilia-Romagna premia l’azienda ozzanese Arti Grafiche Reggiani per il primo packaging plastic free

Da tempo la Regione Emilia-Romagna investe sulla responsabilità sociale come fattore di innovazione e sviluppo delle imprese tanto da istituire un riconoscimento dal titolo «Premio Responsabilità sociale d”impresa- Innovatori Responsabili». Giunto ormai alla sesta edizione mira a dare un riconoscimento a quegli imprenditori e, di conseguenza a quelle imprese, che investono in un’economia inclusiva ed ecosostenibile puntando sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica includendo l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Quest’anno, fra le aziende premiate, c’è l’ozzanese Arti Grafiche Reggiani, azienda a conduzione familiare che è sul mercato da più di 50 anni. Fondata nel 1967 da Guido Fabbiani e Amedeo Reggiani, oggi viene gestita dalla seconda generazione, vale a dire dai fratelli Fabrizio, Fabia e Federico Fabbiani.

Proprio partendo da questi principi, Fabrizio Fabbiani ha ideato e brevettato «Eco-Logiko» un contenitore interamente realizzato in cartoncino, dotato di un sistema apri-chiudi antieffrazione applicato ad un astuccio macchinabile a livello industriale. Vale a dire che il prodotto col quale si intende riempirlo, sia esso di carattere alimentare o di altro genere, può essere inserito da un macchinario apposito, ma a differenza di tutti gli altri contenitori macchinabili eco-Logiko può essere successivamente aperto e richiuso dal consumatore mantenendo l’integrità del prodotto e del contenitore.  La realizzazione di un’apertura con antieffrazione e con possibilità di richiusura unita all”assenza di materiale plastico fanno di “eco-logiko” un packaging in grado di garantire un”ottima conservazione del prodotto, un risparmio di materia prima, una notevole facilitazione delle attività di riciclo, un”ottimizzazione della logistica unita ad una semplificazione del sistema di imballo e ottimizzazione dei sistemi produttivi. (da.be.)

Nella foto: i fratelli Fabbiani, da sinistra Federico,  Fabia e Fabrizio con l’assessore Garagnani e il sindaco Lelli presentano la targa ricevuta per il premio «Innovatori Responsabili»

La Regione Emilia-Romagna premia l’azienda ozzanese Arti Grafiche Reggiani per il primo packaging plastic free
Cronaca 8 Gennaio 2021

L'Università di Bologna cerca 6 tutor per la sede didattica di Imola, domande entro il 18 gennaio

L’Università degli studi di Bologna cerca per la sede didattica di Imola 6 tutor per attività di supporto, in presenza e da remoto, ai docenti nell”utilizzo delle piattaforme, delle tecnologie e delle attrezzature dell”ateneo destinate alla didattica mista per i corsi con sede a palazzo Vespignani.

Il bando è rivolto a studenti di età non superiore a 30 anni, iscritti per l”anno accademico 2020/21 presso l”Alma mater di Bologna a una laurea specialistica/magistrale (per gli iscritti al primo anno occorre aver acquisito la laurea triennale entro il termine del bando) oppure a una laurea specialistica/magistrale a ciclo unico (ultimi due anni). Le 150 ore di attività dovranno essere svolte nel periodo compreso tra febbraio e ottobre 2021, per un corrispettivo lordo di 1.692 euro.

Le domande di partecipazione vanno presentate entro le ore 12 di lunedì 18 gennaio, esclusivamente accedendo all’applicativo «Studenti online» attraverso il sito www.studenti.unibo.it, usando le proprie credenziali d’Ateneo. Non è possibile inviare la domanda in formato cartaceo o via email agli uffici. Il colloquio selettivo si terrà il 28 gennaio, dalle ore 11, in modalità telematica tramite Microsoft Teams. Per ulteriori informazioni: unibo.plessovespignani@unibo.it. (lo.mi.)

Nella foto: lezione a distanza di Chimica organica a palazzo Vespignani, sede didattica imolese dell’Università di Bologna

L'Università di Bologna cerca 6 tutor per la sede didattica di Imola, domande entro il 18 gennaio
Economia 3 Gennaio 2021

A Imola e circondario cresce il numero dei Neet

Aumenta il numero dei giovani fra i 16 e i 25 anni di Imola e del circondario che non studiano e non lavorano. A lanciare l’allarme è l’associazione Primola, che nei giorni scorsi ha presentato la quinta edizione della Ricerca giovani del circondario imolese, curata dal proprio gruppo di ricerca e progettazione, guidato da Alessio Ferri, con la collaborazione dello studente in Economia e commercio Simone Sermenghi e con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Imola.

Su un campione di 201 giovani fra i 16 e i 25 anni, la percentuale dei cosiddetti Neet (Not in education, employment or training, cioè giovani che non studiano e non cercano lavoro) è salita, tra il 2018 e il 2020, dal 5 al 14%, e «questo dipinge una grave situazione per il benessere economico dei giovani in genere – è convinta l’associazione -. Riteniamo che si debba urgentemente invertire il trend». Anche perché, in parallelo e per effetto dell’emergenza sanitaria tuttora in corso, la percentuale dei lavoratori è scesa dal 34% al 29% e quella degli studenti lavoratori dal 17% al 12%. «La pandemia ha ridotto l’offerta di lavoro – osserva Primola -. E il blocco dei licenziamenti imposto dal governo non obbliga i datori di lavoro a rinnovare i contratti in scadenza. Molti giovani hanno contratti di lavoro precari e pertanto sono stati colpiti ugualmente». Insomma, «in complesso si può dire che la situazione è peggiorata», conclude amaramente l’associazione. (lu.ba.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» dl 24 dicembre.

A Imola e circondario cresce il numero dei Neet
Cronaca 27 Dicembre 2020

Emilia Romagna, il futuro è adesso: firmato il Patto regionale per lavoro e clima

La Regione sottoscrive il Patto per il lavoro e per il clima insieme a 55 tra enti locali, sindacati, imprese, scuola, atenei, associazioni ambientaliste, Terzo settore e volontariato, professioni, Camere di commercio e banche. Fra questi anche la Città metropolitana di Bologna di cui fa parte il nostro territorio.

Un progetto condiviso per il rilancio e lo sviluppo dell’Emilia Romagna fondato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Tra gli obiettivi ci sono la completa decarbonizzazione entro il 2050 e il 100% di energie rinnovabili al 2035, il 3% del Pil regionale investito in ricerca e l’obiettivo di portare i Neet (giovani che non studiano e lavorano) sotto il 10%. «In Emilia Romagna – ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini – il futuro lo costruiamo insieme. Ancora una volta dimostriamo coi fatti che si possono unire le parti per un progetto condiviso di sviluppo sostenibile, che punti al lavoro di qualità e ad una transizione ecologica non più rinviabile. Questa regione intende svolgere un ruolo primario anche nella programmazione e nella gestione delle risorse straordinarie che il Paese avrà a disposizione, in quantità mai viste prima. Se c’è una regione che sa programmare e spendere bene e in fretta le risorse europee e nazionali questa è l’Emilia Romagna. Per questo, in accordo con tutte le rappresentanze del territorio, ci candidiamo a svolgere una parte importante anche nell’impiego migliore delle risorse del Next Generation Eu. Per recuperare ogni posto di lavoro perduto, per potenziare ulteriormente la sanità pubblica, per investire in saperi e innovazione, per la qualità del nostro ambiente e la sicurezza del nostro territorio».

Il Patto è dunque un progetto di rilancio e sviluppo della regione fondato sulla sostenibilità per creare lavoro di qualità, accompagnarla nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone, le comunità e le aree territoriali, ricucendo fratture acuite dalla crisi in atto. Il Patto si fonda sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, guardando al 2030, in linea con l’orizzonte e gli obiettivi fissati dall’Agenda delle Nazioni unite e dell’Unione europea. (r.cr.)

Emilia Romagna, il futuro è adesso: firmato il Patto regionale per lavoro e clima
Cronaca 14 Dicembre 2020

Lavori al commissariato di Imola, niente più file all’esterno

Stanno volgendo al termine i lavori avviati lo scorso febbraio al commissariato di Imola, di proprietà del Demanio e in uso gratuito alla polizia di Stato. «Stiamo ormai concludendo i lavori relativi all’ala lungo via Rivalta – conferma Rodolfo Ortolani, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, che ha coperto l’intero costo delle opere -. L’intervento ha consentito di separare l’ufficio passaporti da quello per l’immigrazione. In questo modo non ci saranno più persone in fila all’esterno, anche sotto la pioggia».

Il recupero di una porzione dismessa del complesso ha reso infatti possibile l’ampliamento della zona adibita a front office della divisione di Polizia amministrativa e sociale e dell”Immigrazione (Pasi) al piano terra, e di migliorare sia le condizioni di sicurezza del commissariato stesso sia la ricettività. «È stato un intervento impegnativo anche dal punto di vista economico – aggiunge Ortolani – dato che si tratta di un immobile tutelato ed è stato quindi necessario soddisfare le raccomandazioni della Sovrintendenza».

Sempre nella sede della polizia di Stato, qualche anno fa, la Fondazione Crimola aveva finanziato lavori di messa in sicurezza e messa a norma degli impianti elettrici. «In questo caso – conclude – non solo abbiamo messo in sicurezza un’area, ma abbiamo dato ulteriore dignità al palazzo». (lo.mi.)

Nella foto (Isolapress): l’accesso al commissariato da via Rivalta, dove spesso si creavano lunghe file

Lavori al commissariato di Imola, niente più file all’esterno
Economia 21 Novembre 2020

Fondazione Crimola, il presidente Rodolfo Ortolani spiega i progetti: «Nel 2021 più risorse per sanità e volontariato»

Dallo scorso giugno l’imolese Rodolfo Ortolani è il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Classe 1957, Ortolani ha alle spalle una lunga carriera nel settore bancario che include, dal 2008 al 2010, il ruolo di direttore generale di UniCredit Banca. Prima di diventarne presidente, negli ultimi quattro anni ha fatto parte del Cda dell’ente di palazzo Sersanti. In questi primi mesi di mandato ha preferito non rilasciare dichiarazioni alla stampa, concentrandosi sul suo lavoro. Ora, finalmente, rompe il silenzio per far conoscere alla città i progetti principali.

Ortolani, i primi mesi del suo mandato hanno coinciso in parte con una emergenza fuori dall’ordinario. Su che cosa vi siete concentrati?

«Avevamo due adempimenti formali che hanno richiesto tempo. Uno era l’approvazione del documento di programmazione previsionale, che doveva individuare “il quanto e il come” delle erogazioni per il 2021. Abbiamo dovuto fare una previsione relativa a quelle che ragionevolmente saranno le somme a disposizione».

Che somma metterete a disposizione della città?

«Quasi 3 milioni di euro, un importo di poco inferiore a quanto erogato nel 2020. Prudentemente abbiamo programmato una contrazione, ma siamo convinti che nel 2021, quando andremo in erogazione, avremo la possibilità, come quest’anno, di aumentare tale importo. Nel 2019, infatti, avevamo programmato circa 2,8 milioni di euro e siamo poi saliti a 3,1 milioni».

Qual era il secondo adempimento?

«È stata la riflessione su come orientare le erogazioni, in funzione dei bisogni del momento. Se prima della pandemia ci si poteva muovere in maniera coordinata sui settori per noi rilevanti, ovvero l’istruzione e la formazione, l’arte, il volontariato e la filantropia, in questa programmazione abbiamo voluto e dovuto fare una scelta che fosse coerente ai bisogni del territorio. Abbiamo “sacrificato” l’aspetto dell’arte e delle attività inerenti ai beni culturali, anche perché, purtroppo, molte manifestazioni non potranno essere organizzate, per le misure di contenimento del Covid che impediscono le iniziative in presenza. Di contro, andremo ad aumentare le risorse per il settore del volontariato, filantropia e beneficenza, così come per quello della salute pubblica, che soddisfano bisogni primari».

Ci può quantificare l’impatto di tale scelta?

«Non modificheremo le percentuali in maniera radicale. Andiamo ad aumentare le risorse per il volontariato dal 21 al 24 per cento. Per la salute pubblica, che di fatto sta diventando un settore rilevante, passeremo dall’11 al 12,2 per cento. Andremo quindi a più che confermare quanto fatto quest’anno».

Quali sono i progetti più rilevanti per questi settori?

«Sulla sanità stiamo lavorando in maniera positiva. Il rapporto con la direzione dell’Ausl di Imola è molto stretto. Sono qui da qualche mese e devo dire che ho trovato una grande reciprocità di vedute e una grande sintonia. Insieme stiamo lavorando su una dotazione di apparecchiature e strumenti di grande rilevanza per la struttura ospedaliera. Un “piccolo grande” progetto che stiamo concludendo. Nelle prossime settimane, quando avremo chiuso il cerchio, faremo l’annuncio ufficiale».

Quali e quante sono le nuove istanze che arrivano dal territorio, a fronte della situazione pandemica attuale?

«Per volontariato e beneficenza stiamo seguendo ad esempio il trasporto degli ammalati, le attività di Croce Rossa e Caritas. Non ci sono richieste nuove, perché l’attività di volontariato e assistenza a Imola sono già molto sviluppate, ma prevediamo richieste aggiuntive da un punto di vista quantitativo. Siamo pronti a farvi fronte. In particolare, stiamo affiancando dei progetti per i presidi di igienizzazione e protezione individuale, che ci vengono chiesti».

Per quanto riguarda l’economia, la Fondazione ha al suo interno il Centro per lo sviluppo economico del territorio imolese. Quali cambiamenti state registrando a livello locale?

«Registriamo i mutamenti non come un vero operatore economico che ha dei “sen- sori”, come può essere una banca o una associazione di categoria. Possiamo prevedere che ci potranno essere disagi. La nostra ambizione e missione è anche di lavorare sullo sviluppo economico e creare delle condizioni di attrattività per gli investimenti. Non possiamo introdurre delle misure che possano facilitare gli investimenti diretti degli imprenditori, così come non possiamo mettere a disposizione delle risorse a fondo perduto per gli investimenti: questa non è la nostra missione. La nostra missione è facilitare e rendere attraente e attrattivo questo territorio, per esempio sul fronte della qualità della vita: l’arte, la cultura, il decoro della città, la sanità. Più rendiamo attraente il nostro territorio, più lo sviluppo economico cresce, perché chi deve fare una scelta di investimento e decide di venire ad abitare a Imola, già favorisce questo aspetto. Studenti universitari che arrivano, creano sviluppo economico».

Rendere più attrattivo il territorio è anche uno dei principali obiettivi della nuova Giunta imolese. Avete già avviato sinergie?

«Con la nuova amministrazione comunale, la Giunta e il sindaco abbiamo un rapporto di ottima collaborazione. Siamo in contatto per alcuni aspetti, per esempio per l’Osservanza, perché comunque la proprietà è del ConAmi ed è di fatto un braccio operativo del Comune. A marzo dovrebbero partire i lavori nei due padiglioni di nostra proprietà, il 6 e l’8, dove saranno ricavate aule per l’Università di Bologna. Gli obiettivi sono comuni, perché indirettamente tutte le istituzioni come la nostra, l’amministrazione comunale, anche la Diocesi, sono tutti soggetti che hanno nel medio termine lo stesso obiettivo, che è quello di fare il bene di questa comunità».

All’inizio del suo mandato ha posto l’accento sull’importanza di far conoscere la Fondazione ai giovani, anche attraverso progetti specifici. Ci sono novità?

«Sui giovani l’attenzione rimane forte. In questi mesi, peraltro pochi, abbiamo affrontato altri argomenti che non ci hanno consentito di organizzare progetti specifici, ma stiamo lavorando proprio sull’informazione e sul coinvolgimento dei giovani. Di recente abbiamo avuto un incontro con le responsabili di tutti gli istituti comprensivi imolesi. Ci dobbiamo vedere a gennaio per organizzare dei momenti di incontro con alcune classi dove racconteremo che cos’è e come funziona la Fondazione».

Come descriverebbe a un giovane l’ente che presiede?

«Direi la verità. E cioè che è una istituzione, un punto di riferimento per la città. È il frutto di un pensiero lungimirante di 165 anni fa, fatto da persone illuminate, che hanno ritenuto di non pensare a loro stesse, ma a chi era in condizioni meno fortunate, e di pensare a come affiancare in maniera sussidiaria quelle iniziative che la pubblica amministrazione da sola non riesce a supportare. La Fondazione è un gruppo di soci che hanno l’ambizione positiva di poter dare un contributo nell’indicare la direzione della città, pensando a quello che può essere il futuro di questa città nei prossimi anni. Ovviamente non c’è l’ambizione negativa di volersi sostituire a chi ha la responsabilità diretta. Vorrei infine dire ai ragazzi che la Fondazione ha una struttura valoriale molto forte, basata su principi fondamentali come il rispetto, la reciprocità, l’uguaglianza e su questi orientiamo tutte le nostre scelte». (lo.mi.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 19 novembre.

Nella foto: il presidente della Fondazione Crimola, Rodolfo Ortolani

Fondazione Crimola, il presidente Rodolfo Ortolani spiega i progetti: «Nel 2021 più risorse per sanità e volontariato»
Cronaca 19 Novembre 2020

Coronavirus, tamponi gratuiti e su base volontaria per oltre 3.800 dipendenti del gruppo ozzanese Ima

Gli oltre 3.800 dipendenti italiani del gruppo ozzanese Ima e 700 lavoratori della filiera territoriale dall’11 al 13 novembre hanno avuto la possibilità di sottoporsi, su base volontaria, a un tampone per la diagnosi tempestiva di eventuale positività al Covid 19. «Si tratta – fa sapere l’azienda – di un’iniziativa one-shot che consentirà di avere un quadro completo della situazione nelle sedi italiane del gruppo e di monitorare il rischio di contagio».

Nei giorni scorsi, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha visitato il centro servizi di Ima a Ozzano, dove era in corso uno screening. (r.e.)

Nella foto: la visita ad Ima dell’assessore regionale Donini

Coronavirus, tamponi gratuiti e su base volontaria per oltre 3.800 dipendenti del gruppo ozzanese Ima

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