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Economia 5 Settembre 2019

Lavoro, diritti e legalità per la Festa Cgil, la segretaria Collina avverte: «Territorio fermo. Istituzioni non ascoltano» – VIDEO

Lavoro, diritti, legalità e territorio sono i temi al centro della Festa della Cgil edizione 2019 presso il centro sociale La Tozzona. Il primo e l’ultimo strettamente intrecciati nel locale, secondo il sindacato, che non ha dubbi sulla necessità sempre più pressante di un cambio di passo: «Il nostro territorio ci pare fermo e isolato. Istituzioni, imprese e sindacati devono avviare al più presto un confronto per capire come affrontare la situazione e elaborare un piano di sviluppo per i prossimi anni» avverte Mirella Collina, segretaria generale della Camera del lavoro di Imola.

Da stasera a domenica 8 si alterneranno sul palco della Festa i vertici del sindacato: Maurizio Landini, il segretario generale, l’aprirà facendo il punto su quanto sta succedendo a livello nazionale, mentre il vice, Maurizio Colla, la chiuderà quattro giorni dopo ragionando con il presidente della Regione Stefano Bonaccini e Amilcare Renzi del Tavolo delle imprese imolesi («Ma abbiamo invitato all’evento tutti i sindaci del circondario» precisa Collina). Sabato tornerà a Imola anche l’ex segretaria nazionale Susanna Camusso, oggi responsabile delle politiche di genere e internazionali della Cgil. Al centro del confronto la dignità delle persone declinata sia sui diritti delle donne, sia su solidarietà e immigrazione, con il Comitato pace e diritti entrato a pieno titolo nella Festa. Un appuntamento per confrontarsi sull’attualità quindi, ma dove è centrale «il lavoro attraverso un nuovo modello di sviluppo, rilanciando i diritti, per combattere le diseguaglianze, l”impoverimento economico e sociale». Anche e soprattutto a Imola. «Nel 2016 Imola fece l’accordo per la manufacturing zone, ma ora registriamo un arresto su tutti i fronti. Il nostro obiettivo è parlare di questo, innovazione, finanziamenti che portino sviluppo al territorio».

Altra questione aperta è il Circondario: «Occorre potenziarlo, perché così non funziona». Cosa occorre? «Figure in grado di trovare finanziamenti a livello metropolitano, regionale ed europeo, e di produrre dati del territorio. Se non ci sono statistiche, che in passato avevamo, non si riesce a progettare». (l.a)

Tutta l”intervista e il programma sono sul “sabato sera” in edicola da oggi (5 settembre). Il programma è anche su www.sabatosera.it e sull”applicazione AppU Imola

Nella foto Mirella Collina (Isolapress)

Lavoro, diritti e legalità per la Festa Cgil, la segretaria Collina avverte: «Territorio fermo. Istituzioni non ascoltano» – VIDEO
Cronaca 17 Agosto 2019

Imolesi all'estero, la storia di Samuele Ceroni

Mordanese classe 1998, studente di Ingegneria e Scienze informatiche, per meriti scolastici Samuele Ceroni si è aggiudicato la possibilità di studiare un semestre all’estero grazie al progetto universitario Overseas (partirà il prossimo anno).
Ma già quest’estate il giovane sta facendo un tirocinio retribuito presso l’azienda informatica londinese G-Research come software engineer intern.

«GR – ci spiega Ceroni da Londra, tra social media e posta elettronica – è un’azienda che si occupa di scrivere algoritmi che analizzano il mercato attraverso i quali, mediante l’utilizzo di intelligenza artificiale, cercare di predirne ilfuturo, comprando e vendendo azioni secondo convenienza. Grazie a questa internship (tirocinio retribuito) ho la possibilità di imparare ad utilizzare strumenti avanzati di sviluppo software e di ideare il mio stesso sistema. Il progetto al quale sto lavorando, nel dettaglio, consiste nello sviluppo di un nuovo servizio interno che permetta agli ingegneri e agli analisti di velocizzare l’analisi dei dati raccolti ed elaborati». (mi. mo.)

L’intervista completa nel numero di “Sabato sera” dell’8 agosto

Imolesi all'estero, la storia di Samuele Ceroni
Economia 30 Luglio 2019

Crisi La Perla, licenziamenti sospesi dopo l'incontro al Mise. A Medicina odg unanime a sostegno delle lavoratrici

Ieri, al termine del primo tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico (Mise) sul gruppo La Perla, un primo, seppur parziale, risultato è stato ottenuto: i licenziamenti sono stati sospesi fino alla convocazione del prossimo tavolo in programma a settembre. Tutto questo, si legge nella nota stampa del ministero, «al fine di consentire al management di lavorare al piano industriale che verrà presentato già nei prossimi giorni ai sindacati in sede locale e di avviare un dialogo con le organizzazioni sindacali, in discontinuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di cercare delle soluzioni per salvaguardare i lavoratori». Un passo in avanti dopo che l’analogo tavolo regionale non era riuscito a fermare la decisione dell’azienda di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 126 addetti (su circa 540).

Gli assessori alle Attività produttive dell’Emilia Romagna e del Comune di Bologna, Palma Costi e Marco Lombardo, entrambi presenti al Mise, hanno commentato: «E’ un primo segnale positivo di apertura al dialogo. Nessuna azione unilaterale verrà intrapresa dall’azienda prima della nuova convocazione del tavolo presso il Mise per la prima metà di settembre. Un primo riconoscimento alle giuste richieste delle lavoratrici».

E’ passato poco più di un mese dall’annuncio degli esuberi e da quel momento le lavoratrici dell’azienda di intimo non hanno smesso di manifestare per difendere i loro posti di lavoro: davanti alla sede dello stabilimento di via Mattei, sotto gli uffici della Regione, in corteo per le strade di Bologna e, da ultimo, in sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Tra i dipendenti dell’azienda bolognese ci sono molte lavoratrici del circondario imolese, e non per caso, dato che La Perla è nata a Ozzano Emilia negli anni ’50 dalla famiglia Masotti, la madre Ada e poi il figlio Alberto, fino alla vendita nel 2007. Il Consiglio comunale di Medicina una decina di giorni fa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dalla maggioranza dem, a sostegno dei lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali del territorio, con particolare attenzione proprio alla crisi La Perla. Tra il pubblico le lavoratrici medicinesi dell’azienda e le rappresentanze sindacali. «Condividiamo le preoccupazioni sul futuro e sulle ricadute che avrà sulle famiglie delle dipendenti – ha commentato il sindaco, Matteo Montanari – per questo siamo in contatto con Città metropolitana e Regione che seguono per competenza l’argomento». (lo.mi.) 

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 agosto.

Nelle foto le lavoratrici in Consiglio comunale a Medicina

Crisi La Perla, licenziamenti sospesi dopo l'incontro al Mise. A Medicina odg unanime a sostegno delle lavoratrici
Cronaca 29 Luglio 2019

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami

MyAppFree ha mosso i primi passi all’interno di Innovami, incubatore di imprese e centro per l’innovazione presente a Imola dal 2005. Promosso da ConAmi per creare occupazione sul territorio dei 23 comuni consorziati, dal 2009 opera come associazione e dal 2011 è ente accreditato dalla Regione per il trasferimento tecnologico oltre a far parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna. In 14 anni di attività, Innovami ha incubato 26 imprese, di cui 22 tuttora operative, per un totale di circa 180 persone impiegate e un fatturato aggregato di circa 12 milioni di euro. Alcune di queste, in particolare, sono ormai delle realtà affermate nei rispettivi settori.

Optit, con sedi a Cesena e Bologna, conta oggi 30 dipendenti. Fondata nel 2007, si occupa di big data, mettendo a disposizione un mix di risorse per lo sviluppo di progetti integrati di supporto al business, erogati sotto forma di fornitura di soluzioni, consulenza o software. Social Cities, invece, è una agenzia web imolese nata nel 2014 che dà lavoro a 12 addetti. Oltre ad «accompagnare i clienti verso nuove destinazioni digitali», si legge nel sito aziendale, offre servizi di marketing e design. In Giunko, con sede a Bologna, lavorano invece 10 persone. Loro gli ideatori dell’applicazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, Junker, attorno a cui Hera ha poi sviluppato il Rifiutologo, che, attraverso la lettura ottica del codice a barre di un prodotto mediante uno smartphone o un tablet, ne indica il corretto smaltimento. Remembrane, con 4 addetti, si occupa a Imola di tecnologia delle colture cellulari, produce proteine e virus ricombinati, studia la terapia cellulare ovvero la creazione artificiale di organi. Citiamo inoltre Sonne Film, casa di produzione indipendente fondata nel 2010, che realizza documentari, serie tv e format televisivi e che ha di recente conquistato il premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna. Lo studio imolese di progettazione Alba Progetti, cooperativa di servizi fondata nel 2007, a Imola ha firmato, ad esempio, il nido interaziendale Cornelia, gli uffici comunali alla sala Miceti e il centro direzionale di Confartigianato Assimprese. Oggi Innovami sta vivendo una fase di transizione, verso un nuovo modello operativo più adeguato al futuro.

Non a caso, a fine 2018, è stato avviato il progetto dell’«incubatore diffuso», che consente a chi ha un’idea imprenditoriale innovativa di lavorare in spazi dedicati all’interno di aziende che fanno parte della rete di Innovami. «Imola non è paragonabile a Milano, Roma o Bologna – spiega il presidente, Davide Baroncini -. Il modello dell’incubatore per start-up “residenti” rischia di non essere più attuale rispetto alle nostre esigenze. Non significa che Innovami non avrà più una sede, dobbiamo avere spazi per riunioni, eventi e comitati scientifici. Ma per essere attrattivi, dobbiamo cercare di essere molto vicini al territorio che rappresentiamo, coinvolgendo in primis le imprese. Serve una nuova configurazione, una progettualità più ampia e una sinergia auspicabile con la pubblica amministrazione, le fondazioni e l’università. Stiamo lavorando su questo». (lo.mi.)

Nella foto: il team di MyAppFree

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami
Cronaca 29 Luglio 2019

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony

Nel 2015 MyAppFree nasce come start-up innovativa con l’idea di creare un network commerciale che fa trovare ad ogni utente le giuste applicazioni per il proprio cellulare a prezzi scontati o gratuiti. Un anno dopo l’inserimento nell’incubatore di Innovami e la vittoria del concorso «Una Nuova Idea di Impresa». Nel giugno di quest’anno la trasformazione in società per azioni (spa), capitale sociale di partenza 50 mila euro. Un bel traguardo per i tre soci Riccardo Fuzzi, tecnico informatico, Massimo Caroli, ingegnere informatico, e Alessandro Del Grano, esperto in marketing e pubblicità. Tutti e tre under 30, per una discovery network per applicazioni, come si legge sul sito dell’azienda, specializzata nel mobile advertising e marketing, pubblicità su smartphone e tablet. «Questo cambio di passo ci apre ancora di più le porte verso l’estero e ci permette di consolidare rapporti con entità più grandi» motiva Fuzzi che aggiunge «noi promuoviamo le applicazioni e avevamo creato una nostra app per farlo, ora ci siamo evoluti in modo che il modello di business sia più sostenibile».

Un cambio di passo rapidissimo anche nel fatturato visto che «nel 2017 era di 400 mila euro, un anno fa già di 1 milione di euro. A giugno 2019 abbiamo pareggiato il 2018 e puntiamo per fine anno di raggiungere tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro» analizza Caroli. Numeri di tutto rispetto con l’ipotesi pure di «arrivare alla quotazione in borsa nel giro di un quinquennio. E non siamo una start-up nata magari da un ex manager Microsoft» rivendicano con orgoglio. Ma in pratica di cosa si occupa MyAppFree? «Siamo un network pubblicitario orientato sulle app per brand che vogliono acquisire nuovi utenti. In pratica una piattaforma che si pone al centro tra domanda e offerta, mettiamo in comunicazione gli inserzionisti che vogliono promuovere un’app e i loro contenuti, i canali, gli editor che forniscono spazi pubblicitari al nostro network e gli utenti che vogliono scoprire nuove applicazioni per il loro smartphone. Per il servizio teniamo una commissione. La differenza rispetto ad altri come Google ads è che loro sono orientati ad un mercato ad impression mentre noi a performance». Tradotto, non basta che un utente «veda» qualcosa ma che effettivamente compia un’azione, in generale lo scaricamento dell’app.

MyAppFree significa oggi una decina di persone, ma vista la crescita rapida e costante «siamo alla ricerca di nuovi collaboratori, pensiamo a quattro persone in più per quest’anno» sottolinea Caroli. Accanto al team sviluppatori, per il quale cercano competenze da programmatore, ci sono gli account e sales manager per i quali non sono richieste lauree in ingegneria o esperienze particolari. «Non esistono scuole che insegnino il nostro lavoro. Le persone le possiamo formare qui» dice Caroli, che fa intendere come i requisiti necessari siano piuttosto «generiche capacità digitali, voglia di fare, ottima conoscenza dell’inglese. Tra i clienti ci sono colossi internazionali «come McDonald’s e Sony» si lasciano scappare i due fondatori. Il rapporto con Sony è iniziato tre anni fa attraverso la sede svedese del gruppo, poi il dialogo è diventato di partnership con la casa madre giapponese. «Tutto è nato un po’ per caso durante un evento, erano interessati alla nostra idea della app of the day (app del giorno). (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 luglio.

Nella foto: i tre soci di MyAppFree. Da sinistra Massimo Caroli, Riccardo Fuzzi ed Alessandro Del Grano 

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony
Cronaca 22 Luglio 2019

Reddito di cittadinanza: Cinque “navigator” a Imola fra fine agosto e inizio settembre

Sono cinque i “navigator” in arrivo nel Centro per l”impiego di Imola, con il compito di implementare le politiche attive previste dalla legge sul Reddito di cittadinanza. Gli ingressi sono previsti tra fine agosto e inizio settembre.

«Ciò è stato possibile perché dal 2015 la Regione, con il Patto per il lavoro, ha condiviso con tutte le componenti della società regionale riforme e investimenti importanti, con un disegno fondato sull’istituzione dell’Agenzia regionale per il lavoro e la Rete Attiva – spiega Patrizio Bianchi, assessore al Lavoro di viale Aldo Moro -. Grazie al rafforzamento complessivo del sistema delle politiche attive che abbiamo realizzato, oggi siamo in grado di gestire anche le nuove modalità operative del reddito di cittadinanza e l’inserimento dei navigator».

I nuovi operatori, assunti con contratti di collaborazione fino al 2021, dovranno sostenere un periodo di formazione all”Agenzia nazionale per le politiche attive, seguito da un secondo periodo formativo con i collaboratori e i dirigenti dei Centri per l’impiego. Dopo questa fase inizierà l’inserimento nei Centri del territorio, per affiancare gli operatori nell’accompagnare chi percepisce il reddito di cittadinanza alla ricerca del lavoro. (r.cr.)

Nella fotografia, l”ingresso del Circondario, sede del Centro per l”impiego
Foto Marco Isola/Isolapress

Reddito di cittadinanza: Cinque “navigator” a Imola fra fine agosto e inizio settembre
Cronaca 21 Giugno 2019

Maxi-evasione dell'Iva e irregolarità, nei guai una ditta di imballaggi in legno di Imola

Invece di un servizio in appalto era un artificio per evitare di assumere ed evadere Iva e Irap. E’ questa l’accusa dei militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Bologna nei confronti di una spa con sede a Imola che si occupa di fabbricazione di imballaggi in legno. Le fiamme gialle contestano un’evasione per circa 2 milioni di euro nonché il mancato pagamento dell’Irap su una base imponibile di circa 6 milioni, senza dimenticare i contributi per i lavoratori, la cui posizione ora è seguita dall’Ispettorato del lavoro.

Gli accertamenti svolti dai finanzieri hanno appurato che l’azienda imolese ha stipulato, tra il 2014 ed il 2018, dei contratti di appalto con tre società della provincia di Caserta per l’esecuzione di servizi per integrare il personale interno, insufficiente allo svolgimento della propria attività. Le società campane, però, secondo i finanzieri, non avevano le necessarie autorizzazioni per la somministrazione di forza lavoro, quindi si trattava di «contratti di appalto non genuini». Non solo. «Le aziende appaltatrici non risultavano disporre dei mezzi e delle strutture necessarie – precisano dalla finanza – mentre la direzione del personale restava di fatto in capo alla società bolognese, che gestiva l’organizzazione quotidiana del lavoro» della manodopera. In sostanza quest”ultima era formalmente alle dipendenze delle società casertane ma era quella imolese che ne gestiva orari e attività. Per il servizio venivano poi corrisposte alle società casertane delle fatture.

«Ciò ha determinato degli indebiti vantaggi economici» per la ditta imolese, continuano i finanzieri, «che, oltre a non farsi carico degli oneri contributi dei lavoratori (circa 60 unità per ciascun anno d’imposta), ha potuto beneficiare irregolarmente della detrazione dell’Iva, pari a circa 2 milioni di euro, derivante dalle fatture emesse dalle società casertane in forza dei contratti di appalto e della deduzione ai fini dell’Irap dei costi sostenuti, cosa che, nel caso in cui fosse stato stipulato un regolare contratto di somministrazione, non sarebbe stata possibile»

«Le attività di controllo sono state avviate a seguito di un’analisi del tessuto economico della provincia – precisano dalla guardia di finanza – da cui è emersa la tendenza di molte imprese, operanti soprattutto nei settori produttivi “labour intensive”, ad “esternalizzare” intere fasi del ciclo produttivo affidandosi a soggetti terzi, attraverso la sottoscrizione di contratti di prestazione di servizio. L’attenzione si è concentrata sulla società imolese in quanto presentava delle anomalie». (l.a.)

Foto fornita dalla guardia di finanza

Maxi-evasione dell'Iva e irregolarità, nei guai una ditta di imballaggi in legno di Imola
Economia 16 Giugno 2019

Dino Parrella è il nuovo segretario della Filt Cgil, eletto in sostituzione del pensionato Franco Mingotti

Dino Parrella, 45 anni, è il nuovo segretario generale della Filt Cgil di Imola. Lo ha eletto l’assemblea generale della Filt (la categoria che segue i trasporti) alla presenza del segretario regionale della categoria Massimo Colognese.

Parrella, dal 2004 parte della Rsu di Arcese Trasporti, subentra nella carica a Franco Mingotti, andato in pensione dopo ben trentaquattro anni di attività sindacale nella Camera del lavoro di Imola.

A salutare e ringraziare Mingotti per il suo lavoro, oltre ai componenti dell’assemblea della Filt, era presente anche la segretaria generale della Cgil di Imola, Mirella Collina.

Questa la prima dichiarazione del neo eletto Parrella: «Ringrazio per la fiducia che mi è stata data e mi impegnerò da subito nelle trattative aperte per la risoluzione delle problematiche segnalate dai lavoratori in alcune aziende, per il rinnovo dei contratti integrativi e per il miglioramento delle relazioni sindacali». (r.cr.)

Nella foto da sinistra Mirella Collina, Dino Parrella e Massimo Colognese

Dino Parrella è il nuovo segretario della Filt Cgil, eletto in sostituzione del pensionato Franco Mingotti
Economia 14 Giugno 2019

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze

Lo sciopero generale dei metalmeccanici di oggi, venerdì 14 giugno, si articola in tre grandi manifestazioni a Milano, Firenze (a cui partecipa la Fiom di Imola) e Napoli. Lo hanno indetto i sindacati Fim, Fiom e Uilm, in continuità con la mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil, «a causa della sempre maggiore incertezza sul futuro – motivano -, vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro». Da Imola sono partiti in pullman e in treno almeno un centinaio di lavoratori.

«Dobbiamo ridare centralità al lavoro industriale, agli interessi e ai diritti di chi lavora – ha affermato il segretario della Fiom-Cgil di Imola, Stefano Moni – per sostenere la crescita, l’innovazione, l’ecosostenibilità, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza. Occorre cambiare modello di sviluppo. Senza il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno dell’occupazione, l’aumento dei salari e della domanda interna non può esserci una fase espansiva in grado di respingere i rischi di una nuova recessione. Siamo perciò in presenza di una situazione grave e preoccupante che dobbiamo affrontare chiamando alle proprie responsabilità il governo e il sistema delle imprese, che non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo».

Su queste basi Fim, Fiom e Uilm hanno elaborato un documento intitolato «Metalmeccanici per il lavoro e lo sviluppo», che è stato discusso in queste settimane nelle tante assemblee che si sono svolte anche nelle aziende del circondario imolese. (r.cr.)

Nella foto l”immagine del volantino ufficiale della giornata tratto dal sito della Fiom-Cgil nazionale

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze
Economia 14 Giugno 2019

Mercatone Uno, la Regione si è attivata con Inps, Comuni e banche, per gli imolesi concordati aiuti tra Comune e sindacati

A casa, senza lavoro, senza stipendi, senza ammortizzatori sociali. Un limbo per gli oltre 1800 lavoratori del gruppo Mercatone Uno, di cui circa 200 a Bologna e provincia, un’ottantina quelli del centro direzionale imolese. 

Al di là delle polemiche politiche, la situazione è complessa dal punto di vista giuridico e burocratico. Il 24 maggio il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società milanese Shernon Holding, che nell’agosto 2018 ha acquisito i 55 punti vendita più il centro direzionale imolese (altri 13 punti vendita erano andati al gruppo Cosmo), dalla procedura di amministrazione straordinaria. Procedura avviata per decreto del ministero dello Sviluppo economico nell’aprile 2015. Il Mise oggi guidato dal vicepremier Luigi Di Mario ha già aperto un tavolo di crisi, ma per consentire il rientro nella procedura di amministrazione straordinaria, passaggio formale necessario per attivare gli ammortizzatori sociali, occorreva il via libera del tribunale di Bologna, arrivato il 7 giugno.

Nel frattempo la Regione Emilia Romagna si è attivata per cercare di andare incontro ai lavoratori, rivolgendosi all”Inps per cercare di accelerare almeno la liquidazione dei Tfr, agli istituti di credito, per vedere la possibilità di sospendere eventuali rate di mutui e prestiti (come già attuato, ad esempio, da Intesa San Paolo, che sospenderà rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi), nonché ai tanti Comuni, di sua competenza, dove hanno sede i punti vendita coinvolti. L’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, ha convocato un incontro per oggi pomeriggio con i sindaci di tutti i Comuni interessati e le organizzazioni sindacali. 

Sul fronte imolese, i sindacati (Filcams-Cgil Imola, Fisascat-Cisl Area metropolitana di Bologna, Uiltucs Emilia Romagna e le strutture confederali territoriali di Cgil, Cisl e Uil) hanno siglato ieri un accordo con l’Amministrazione per una serie di agevolazioni che, ovviamente, riguardano solo i lavoratori residenti, cioè 28 secondo i dati in possesso dei sindacati. L’accordo prevede la sospensione della Tari 2019 ed un contributo compensativo per quelli che presenteranno una documentazione Isee inferiore o pari a 14.500 euro, chi non rientrerà in questi parametri, e non ha morosità pregresse, potrà chiedere una dilazione (fino a 6 mesi); per tutto questo sarà stanziato un fondo di diecimila euro che “sarà oggetto di delibera di Consiglio comunale entro la prima data utile”. Inoltre è prevista una riduzione delle rette scolastiche (refezione, nido, trasporto scolastico) sulla base dell’Isee e degli scaglioni di reddito tramite la presentazione di apposita domanda entro il 20 luglio. Comune e sindacati faranno una verifica dell’utilizzo del fondo e l’eventuale possibilità di una proroga per il 2020 se continuerà lo stato di crisi aziendale. (r.cr.)

Nella foto protesta dei lavoratori in via Molino Rosso a Imola sotto il centro direzionale Mercatone Uno lo scorso 30 maggio

Mercatone Uno, la Regione si è attivata con Inps, Comuni e banche, per gli imolesi concordati aiuti tra Comune e sindacati

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