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Economia 13 Novembre 2019

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi

Pagamenti sospesi, compresi gli stipendi dei dipendenti, per Bio-on, l”azienda attiva nel settore delle bioplastiche finita al centro di un”inchiesta della Procura di Bologna per false comunicazioni e manipolazione di mercato. Lo ha comunicato in una nota Luca Mandrioli, amministratore giudiziario della stessa Bion-on, presente con uno stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, nel quale lavora la metà circa dei 100 dipendenti complessivi. «In attesa di aver concluso tutti i necessari e dovuti approfondimenti, verrà sospeso qualunque tipo di pagamento e quindi, a titolo esemplificativo, i pagamenti dovuti nei confronti di dipendenti, fornitori ed istituti di credito», si legge nel breve comunicato firmato dal dottor Mandrioli, che ricorda di avere partecipato venerdì scorso all”incontro convocato dalla Regione Emilia-Romagna nell”ambito delle attività del Tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo dell”azienda.

Nel corso dell”incontro, al quale erano presenti l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il vicesindaco della Città metropolitana e sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, sindacati e sindaci dei comuni interessati, Mandrioli ha illustrato i risultati del primo quadro ricognitivo, non escludendo possibili prospettive di continuità per l’azienda. In attesa che il tavolo venga riconvocato, cosa che avverrà quando emergeranno elementi nuovi da parte dell”amministratore, si terrà a breve una riunione tecnica per valutare l”eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. (r.cr.)

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi
Cronaca 11 Novembre 2019

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende

Il miglioramento degli stili di vita può contribuire a contrastare l’insorgenza nella popolazione delle patologie croniche (tumori, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi articolari) e ad aumentare il benessere psico-fisico.
«Il luogo di lavoro – spiega Donatella Nini, direttore facente funzione del servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola – rappresenta una situazione favorevole per raggiungere, attraverso il medico competente, una parte rilevante della popolazione, al fine di migliorarne gli stili di vita, sia attraverso l’informazione sia con l’adozione di buone pratiche aziendali. L’adesione a percorsi di questo tipo avviene al momento su base volontaria».

Azioni di promozione della salute possono essere attuate con costi tutto sommato contenuti rispetto ai benefici che si possono ottenere.
«La pianificazione di un efficace piano di promozione della salute in azienda – spiega Monica Milani,della società Evimed – è un investimento che consente all’azienda di ottenere sempre un ritorno economico».

Se ne parlerà nel convegno Promozione della salute in azienda: progetti di benessere per i lavoratori, in programma domani, nella sala grande di palazzo Sersanti (ore 14.30), in piazza Matteotti 8.
Jgor Moretto, della società Evimed e specialista in Medicina del lavoro, spiegherà come ottimizzare la quotidianità per un futuro di qualità; Alberto Bonamigo, coordinatore progetti di medicina preventiva per la società Evimed, presenterà il progetto P4P, che porta la prevenzione nelle grandi aziende; Cristina Neretti, dell’Ausl Imola, spiegherà a sua volta il progetto di promozione della salute nei luoghi di lavoro della Regione Emilia Romagna, a cui aderiscono anche sei aziende del territorio, per un totale di circa 2 mila lavoratori raggiunti; infine, Vincenzo D’Elia, dell’Ausl di Bologna, porterà l’esperienza di promozione della salute all’interno dell’Ausl di Bologna.
Al termine, è previsto un «live show» con Paolo Vincenzi, della società Ths e specialista in Cardiologia, durante il quale sarà possibile provare le nuove strumentazioni che consentono di testare, anche in azienda, la mobilità cervicale, l’insufficienza venosa e la densitometria ossea. (r.cr.)

“Settimane della sicurezza', primo incontro dedicato a salute e benessere nelle aziende
Cronaca 11 Novembre 2019

Tavolo 81, da vent’anni dalla parte dei lavoratori

Compie vent’anni l’impegno dell’associazione Tavolo 81 nella diffusione della cultura della sicurezza.
Nato nel 1999 per sensibilizzare il mondo del lavoro, negli anni il Tavolo 81, che riunisce una ventina di soci (professionisti, imprese e associazioni di imprese), ha esteso le sue iniziative anche alle scuole e al pubblico, cercando di coinvolgere una platea più ampia possibile.
«Proprio in questo periodo – spiega il presidente, Stefano Bulgarelli – siamo impegnati nel supporto alle scuole superiori imolesi, attraverso la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, obbligatoria per gli studenti che vanno in stage presso le aziende del territorio.
Per quest’anno scolastico il Tavolo 81 ha dedicato la propria attività all’Istituto Alberghetti, pianificando oltre 10 corsi di formazione, che vedranno il coinvolgimento di circa 300 studenti».Il Tavolo 81 organizza anche laboratori all’interno delle scuole elementari per spiegare ai più piccoli il concetto di  rischio e di gestione del rischio.
Da tre anni a questa parte, poi, l’associazione aderisce al movimento «Italia loves sicurezza» ed è diventata punto di riferimento regionale per le tante iniziative che promuovono in modo originale la cultura della sicurezza. (lo. mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 7 novembre

Tavolo 81, da vent’anni dalla parte dei lavoratori
Economia 7 Novembre 2019

Vicenda Bio-On, convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda

«La prima necessità è quella di garantire un sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti ponendosi contestualmente l’obiettivo di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali». Così si sono espressi Filctem e Filcams Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine del primo incontro del Tavolo istituzionale di salvaguardia mercoledì 30 ottobre alla presenza della Regione e dei sindaci di Castel San Pietro, Minerbio e Bentivoglio. Oggetto del Tavolo, la crisi di Bio-On Spa, società bolognese attiva nel settore delle bioplastiche e quotata in borsa, finita nella bufera all’indomani delle misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, ossia il presidente Marco Astorri (dimessosi proprio nei giorni scorsi), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.

Per Astorri il gip ha poi accolto la richiesta presentata dai suoi legali, sostituendo l’iniziale misura degli arresti domiciliari con un’altra misura interdittiva (in pratica gli è vietato svolgere le precedenti funzioni, così come a Cigognani e a Capodaglio). Nel frattempo, il tribunale civile ha nominato come amministratore giudiziario, fino al 30 aprile 2020, Luca Mandrioli, commercialista di Vignola, esperto di crisi d’impresa. All’interno di Bio-On Mandrioli dovrà, tra le altre cose, verificare «la situazione contabile, economica e finanziaria». Un primo passo auspicato anche dai sindacati. In questa fase, infatti, ciò che più conta è cosa succederà alla stessa Bio-On Spa e ai suoi dipendenti, un centinaio in tutto, dei quali la metà lavorano nello stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, inaugurato nel 2018.

Lunedì 4 novembre l’assessore regionale Palma Costi, Fausto Tinti (vice sindaco della Città metropolitana e sindaco di Castello) e l’assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo hanno avuto un primo confronto con Mandrioli e convocato il Tavolo di salvaguardia con i sindacati per venerdì 8 novembre. «I dipendenti continuano a lavorare, ma i dubbi che possa esserci un problema di liquidità immediata ci sono – dice Tiziana Roncassaglia della Filctem Cgil -. C’è chi sta già cercando un altro lavoro e due tra quelli che lavorano a Castello hanno già rassegnato le dimissioni». Oltre ai dipendenti, chi rischia di rimetterci maggiormente sono coloro, alcuni dei quali residenti nel circondario imolese, che avevano investito parte dei propri risparmi in Bio-On. A loro tutela,si stanno già muovendo il sindacato Siti, Codacons e Adiconsum, che hanno già raccolto numerose segnalazioni. (gi.gi.)

Nella foto lo stabilimento Bio-On di Gaiana

Vicenda Bio-On,  convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda
Cronaca 30 Ottobre 2019

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»

Nell”ambito delle statistiche relative alla sicurezza sul lavoro presentate dall”Ausl di Imola, un dato interessante è quello delle malattie professionali, che passano dalle 125 del 2017 alle 160 del 2018. Vengono considerate tali perché sono strettamente legate al lavoro svolto, ma possono esserci anche altre cause. «Aumentano anche perché c’è più attenzione a questo tema, sia da parte dei lavoratori, sia da parte dei medici, che le riconoscono più spesso come malattie professionali» legge così il dato Donatella Nini dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola.

Oltre la metà riguardano tendiniti, tunnel carpale ed ernia del disco. Dieci, invece, sono i casi di tumori, tanti quanti nel 2014, mentre nel 2017 erano 6. Quali i più diffusi? Il mesotelioma pleurico (3 casi) e al polmone (3). «Il primo è legato all’esposizione all’amianto, il secondo può dipendere anche dalla silice o dalle emissioni di motor diesel» spiega Nini. Da notare che un annetto fa l’Ausl ha avviato un ambulatorio per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto. (gi.gi.)

Nella foto: tra le malattie professionali più diffuse anche quelle che riguardano la schiena, in particolare l”ernia del disco

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»
Cronaca 30 Ottobre 2019

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni

Come ogni anno, l’azienda Usl di Imola ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese. La buona notizia, anche se in questi casi è sempre meglio dirlo piano, è che dal 2017, quindi negli ultimi tre anni, non si sono verificati incidenti mortali. La cattiva notizia, invece, è che nel 2018 si sono verificati 100 infortuni sul lavoro in più rispetto al 2017 (1.793 contro 1.693). «E’ vero che è aumentato il numero degli infortuni, ma parallelamente dal 2010 in poi è aumentato anche il numero dei lavoratori, quindi in realtà l’incidenza sta progressivamente calando» spiega la dottoressa Donatella Nini, direttore facente funzione dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola. In verità, manca ancora il dato sulla popolazione lavorativa del 2018 perché l’Inail deve ancora fornirlo, ma il trend, salvo sorprese, è questo.

Un altro elemento interessante è che, sul totale degli infortuni, ben1.196 (67%) sono legati al terziario, 184 in più rispetto al 2017. Tanto per fare qualche esempio, si tratta di un settore che include professioni molto diverse tra loro, dall’impiegato al docente, dall’assistente sociale al bancario, dal facchino al cameriere, passando per i servizi domestici, i netturbini e, ancora, per gli studenti che si fanno male a scuola durante le ore di educazione fisica (140 nel 2018). Ma come si spiega questo aumento e quali possono essere le cause? «E’ difficile dirlo con certezza – mette le mani avanti Nini -, ma si può ipotizzare che stiano crescendo le condizioni di lavoro che richiedono maggior velocità nell’eseguire i compiti richiesti, così come aumentano i carichi di lavoro e lo stress. D’altra parte, è anche vero che sta salendo il numero di persone impiegate del terziario». Da notare, uno su tutti, l’impennata degli infortuni nell’ambito dell’assistenza sociale (147 nel 2018 contro 87 nel 2017), che include il personale delle case di riposo, centri diurni e cooperative assistenziali. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Nella foto la dottoressa Donatella Nini

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni
Economia 18 Ottobre 2019

Crisi La Perla, al posto dei 126 esuberi cassa integrazione e incentivi all'esodo grazie alla pre-intesa firmata in Regione

All’azienda di intimo La Perla la prospettiva dei 126 esuberi lascia il posto alla cassa integrazione straordinaria per 12 mesi e a un piano di incentivi all’esodo. E’ questo il risultato raggiunto dalla pre-intesa siglata lo scorso 3 ottobre in Regione e portata al ministero dello Sviluppo economico (Mise) l’8 ottobre. La fermezza dei sindacati e la protesta delle lavoratrici, che non si è mai arrestata dal giugno scorso quando sono stati annunciati gli esuberi, sono riusciti a far cambiare atteggiamento alla proprietà, la società di investimento olandese Tennor Holding, in un primo tempo irremovibile sulla propria decisione. La pre-intesa è stata firmata da azienda, sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil), Rsu e Città metropolitana, ma anche dal presidente regionale Stefano Bonaccini e dai rappresentanti dell’Agenzia regionale per il lavoro.

«Non potevamo accettare che l’azienda venisse smantellata o ridotta – afferma Bonaccini -, ma soprattutto dovevamo impegnarci a garantire il futuro di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie. La pre-intesa è stata un passo avanti fondamentale per salvare quelle che per noi sono le cose più importanti: produzione nel territorio e posti di lavoro». La pre-intesa ha messo nero su bianco il ricorso agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione per sei mesi rinnovabili per altri sei, per i lavoratori a rotazione), ad esodi volontari incentivati e ai pre-pensionamenti.

«Avevamo proposto la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione complessa – spiega Roberto Guarinoni, segretario generale della Filctem-Cgil di Bologna -, ma all’incontro dell’8 ottobre a Roma, al ministero ci è stato detto che questa tipologia di ammortizzatore sociale comporta delle difficoltà per il nostro caso. Ricorreremo quindi a un altro strumento, sempre cassa integrazione straordinaria, della validità di un anno». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 ottobre

Nella foto il presidio delle lavoratrici sotto la sede della Regione

Crisi La Perla, al posto dei 126 esuberi cassa integrazione e incentivi all'esodo grazie alla pre-intesa firmata in Regione
Cronaca 8 Ottobre 2019

Giovani e lavoro, le proposte scelte per l’«Hub stazione» di Medicina

I lavori per la ristrutturazione dell’ex stazione ferroviaria sono ancora in corso, ma l’Amministrazione medicinese ha già iniziato il percorso di co-progettazione con i quattro soggetti individuati per definire cosa farà l’«Hub stazione».
Si tratta di Linea Gialla, La Strada, Handmedia e Sinergo. Le prime due sono associazioni e si occupano di giovani e di tematiche di loro interesse; le seconde due sono realtà del mondo del lavoro nei settori del marketing, formazione e innovazione digitale. Sono state selezionate in base ai progetti che hanno presentato un paio di settimane fa, venerdì 20 settembre.
Da questi partirà a breve un laboratorio congiunto per definire nel dettaglio le attività nello spazio al primo piano dell’immobile, la cui gestione resta per ora in capo all’Amministrazione comunale (ma in futuro l’idea della Giunta Montanari è quella di predisporre un bando pubblico per selezionare anche un gestore).

Linea Gialla, associazione che già si occupa di un cartellone di incontri, vede il futuro «Hub» come «un luogo dove i giovani possano incontrarsi e che possa connettere fra loro generazioni diverse – spiega Milena Martelli –. Nel nuovo Hub vorremmo proporre incontri di dialogo e formazione come quelli che già teniamo da un paio di anni al Magazzino Verde e magari organizzare eventi, letture, dibattiti su temi di interesse dei giovani, partendo da esperienze di vita diretta. Inoltre crediamo sia un luogo adatto per una sala studio, meno silenziosa di quella in biblioteca, da progettare in gruppo».

L’associazione La Strada, da parte sua, è interessata per «mettere a disposizione le competenze in ambito di accompagnamento dei giovani ed educativa», spiega Letizia Grandi. L’associazione, che si occupa da anni di progetti con adolescenti e young adults di tutti i tipi, vede nel nuovo «Hub» un importante luogo di incontro e progettazione di attività dedicate alle nuove generazioni.

Sinergo e Handmedia, invece, rappresentano il mondo del lavoro: «Nella nostra visione l’Hub può essere un luogo dove far incontrare il mondo della scuola, quello dei giovani e quello del lavoro – precisa Paola Lorenzetti di Sinergo –. Una vera e propria fucina dell’innovazione dove sviluppare progetti, anche imprenditoriali, come le start up, a partire dalle idee dei giovani e, contemporaneamente, dalle richieste del mondo del lavoro e delle differenti professionalità che ne fanno parte». (mi. mo.)

Altri particolari sul Sabato sera del 3 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Giovani e lavoro, le proposte scelte per l’«Hub stazione» di Medicina
Cronaca 8 Ottobre 2019

Incidente sul lavoro alla Flay Logistic. Operaio già dimesso con quindici giorni di prognosi

E” già stato dimesso dall”ospedale Santa Maria della Scaletta con quindici giorni di prognosi l”operaio algerino di 54 anni che era stato ricoverato d”urgenza ieri pomeriggio, a seguito di un incidente sul lavoro alla Flay Logistics di via Molino Rosso a Imola attorno alle 13:30.

Secondo le prime ricostruzioni di quanto successo effettuate dai Carabinieri, intervenuti sul posto assieme ai sanitari del 118, l”uomo sarebbe rimasto ferito a causa di un”errata movimentazione di un muletto guidato da un collega, che lo avrebbe urtato o con il muletto stesso o facendogli cadere addosso la pila di bancali che l”uomo stava controllando.

Già nel corso della giornata di ieri, però, le condizioni dell”uomo sono migliorate al punto da non richiedere la sua permanenza in ospedale. (r.cr.)

Nella fotografia, l”ospedale Santa Maria della Scaletta

Incidente sul lavoro alla Flay Logistic. Operaio già dimesso con quindici giorni di prognosi
Cronaca 8 Ottobre 2019

Istat, Emilia-Romagna prima in Italia per la percentuale di occupazione

In Emilia-Romagna continua a crescere il numero degli occupati. A dirlo, le stime diffuse nei giorni scorsi dall’Istat.

Nel secondo trimestre del 2019 sono arrivati a 2 milioni e 57 mila, più 1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il tasso di occupazione raggiunge così il valore più alto tra tutte le regioni italiane, con un miglioramento che interessa sia uomini sia donne: nel secondo trimestre 2018 era al 70,5%, oggi è al 71,3%.

«Sono dati unici in Italia – commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Quanto fatto insieme a tutte le parti sociali nel Patto per il lavoro, dai sindacati alle imprese, dagli enti locali alle università, dai professionisti alle associazioni del no profit, si conferma una efficace politica industriale. Non possiamo però sottovalutare la congiuntura, le situazioni di crisi aziendali aperte, il fatto che permangono problemi di precarietà e sottoccupazione. E’ quindi indispensabile che il nuovo Governo punti come noi su lavoro, investimenti e formazione. I risultati raggiunti ci confortano, ma ci spronano ancor di più a concentrare gli sforzi sull’occupazione giovanile e sulle aree più svantaggiate. E’ necessario estendere i diritti contrastando il precariato, così come è indispensabile sostenere il potere d’acquisto dei salari e assicurare maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro» (r.cr.)

Istat, Emilia-Romagna prima in Italia per la percentuale di occupazione

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