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Bronzo tricolore a squadre per l'Unione Sportiva Imolese Lotta

Bronzo tricolore a squadre per l'Unione Sportiva Imolese Lotta

L’Usil ha scritto un’altra pagina vincente della propria storia: la società imolese di lotta è salita sul terzo gradino del podio nazionale delle squadre più forti nella categoria massima. Grazie ai risultati dei propri atleti in gara ad Ostia per il campionato italiano assoluto di lotta greco romana, infatti, si è guadagnata il bronzo nazionale della classifica a squadre dietro ai club di Rovereto e Torino. «Un risultato storico, il migliore degli ultimi anni, che ci dà gioia e speranza – è il commento degli allenatori Gian Matteo Ranzi e Silvano Zaccaroni, al seguito dei 9 atleti imolesi -. Torniamo a casa felici e con ancora tanta voglia di far crescere la lotta imolese». Già lo scorso anno l’Usil si era classificata prima a livello regionale, battendo la storica rivale Faenza sulle materassine di casa.

Entrando nel merito dei singoli risultati, tre sono le medaglie portate a casa da altrettanti atleti: l’oro assoluto di Saverio Scaramuzzi nei 72 kg, l’argento di Mirco Minguzzi (che ha lottato contro un avversario di grande potenza) negli 87 kg e il bronzo del giovane atleta «fresco» di lotta (si allena da soli tre mesi) Ayoub Kechoun nei 55 kg. Simone Raffini quinto nei 130 kg dopo il ripescaggio. Grazie a Scaramuzzi, il titolo nazionale assoluto nella lotta greco romana torna ad Imola dopo tanti anni; mancava infatti dagli anni Settanta (ma lo scorso anno l’atleta Usil Valentina Minguzzi, moglie di Scaramuzzi, aveva portato ad Imola il titolo assoluto femminile nella lotta libera). «Sono contento di questo titolo italiano – conferma Scaramuzzi – perché si tratta del mio quinto assoluto, un numero importante che non pensavo di raggiungere ora che mi occupo, da un anno a questa parte, più dell’allenamento dei giovanissimi dell’Usil e della famiglia. La mia partecipazione era comunque importante per portare punti alla società, era il mio modo di dire grazie. Spero di essere stato di esempio per i miei compagni più giovani, per trasmettere che materassina significa fatica fino all’ultimo, ed anche per miei allievi giovanissimi, che ora hanno un maestro campione assoluto». (re.spo.)

Nella foto: da sinistra Scaramuzzi, Minguzzi, Zaccaroni, Ranzi e Kechoun

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