Cronaca

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

L’associazione sportiva dilettantistica Bocciofila toscanellese, che gestisce l’omonima struttura della frazione dozzese, non si è sciolta. Questo significa che, almeno per il momento, l’impianto non chiude i battenti, nonostante i conti pesantemente in rosso dell’associazione. Questa la decisione dei soci al termine di «un’infuocata» assemblea straordinaria convocata il 31 gennaio durante la quale sono volate accuse ben precise in merito alle cause della situazione (oltre due ore di discussione per una settantina di presenti, compresa la Giunta dozzese al completo e ben tre carabinieri in servizio a scongiurare eventuali problemi).

La vicenda è nata a fine anno, quando il direttivo ha dato l’allarme sulle casse vuote: secondo i consiglieri, che hanno detto di aver già presentato un esposto in procura in merito, il presidente Renzo Manzoni avrebbe «svuotato il conto corrente con una serie di bonifici e prelievi in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca di Imola”», di cui sempre Manzoni è presidente. Le cifre di cui si parla, però, sono ancora incerte. Il direttivo, avvalendosi anche della collaborazione di un avvocato, sta cercando di ricostruire lo storico delle uscite e delle entrate degli ultimi sette mesi, da quando cioè Manzoni è diventato presidente, e parla di una «cifra fra i 10 e i 20 mila euro». A questi si aggiungerebbero fatture mai pagate per le ultime forniture di materiali, al momento impossibili da conteggiare, a detta dei consiglieri revisori presenti all’assemblea. Tali debiti, però, ha precisato l’avvocato Vassilia Casselli «dovrebbero per legge gravare su chi ha fatto gli ordini», ovvero sempre il presidente Manzoni.

Come detto, l’assemblea straordinaria era stata convocata con l’ordine del giorno specifico di sciogliere l’associazione. A sorpresa, però, nonostante il voto favorevole di sette consiglieri del direttivo su nove (Manzoni non si è presentato e il barista non ha votato) più una manciata di soci, la maggioranza assoluta della partecipatissima e lunga assemblea ha votato contro lo scioglimento. Pochissimi gli astenuti. Se l’Asd si fosse sciolta, ha spiegato il sindaco Luca Albertazzi, non si sarebbe potuta tenere aperta la bocciofila, il gestore è stato designato con bando pubblico e occorreva farne un altro. Gestione, tra l’altro, che formalmente è scaduta in dicembre ma è stata prorogata di un anno proprio dall’Amministrazione comunale per arrivare fino alla corposa ristrutturazione già prevista per l’inverno prossimo.

I lavori comporteranno messa a norma, ampliamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un totale di 990 mila euro per metà coperti da un contributo regionale e per metà da un mutuo agevolato per il credito sportivo richiesto dall’Amministrazione stessa. Tornando all’assemblea, il sindaco ha detto che forse «si potrebbe stralciare la sala più grande», ovvero tenerla chiusa risparmiando così sulle spese (secondo il direttivo la gestione dell’intera struttura costa «tre volte tanto quella del solo bar»). Questo permetterebbe di mantenere nella frazione almeno il ritrovo e l’aggregazione offerta dalle sale bar e tv, ma si perderebbe quella delle altre associazioni sportive che gravitano su questo grande spazio. I campi dove un tempo rotolavano le bocce, infatti, negli ultimi anni sono stati utilizzati per feste, sagre, tombolate e balera ma soprattutto per l’attività del judo e del tiro con l’arco.

Ciò su cui Albertazzi è stato molto chiaro è nel rispondere negativamente all’esplicita richiesta di «un aiuto economico» da parte del Comune. «E’ ingiustificabile in termini di legge» ha tagliato corto il sindaco. I soci della Bocciofila toscanellese hanno così deciso di proseguire le attività contando sul volontariato dei 165 iscritti e confidando sugli eventi di autofinanziamento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto un momento dell”assemblea del 31 gennaio, alla quale erano presenti anche i carabinieri

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