Posts by tag: impianti sportivi

Cronaca 22 Giugno 2019

Ha riaperto a Fontanelice e funzionerà fino al 31 agosto la piscina Conca Verde, gestita dalla società De Akker

Dopo tre anni di inattività ha riaperto i battenti il 15 giugno la piscina Conca Verde. Un evento molto atteso non solo dai cittadini del paese e della vallata ma anche dei dintorni. Il nuovo gestore, la bolognese De Akker, che ha vinto il bando indetto all’inizio dell’anno dalla precedente Amministrazione Ponti, aveva annunciato che sarebbe riuscita ad aprire in tempo per la stagione estiva e così è stato. Fino al 31 agosto la piscina sarà a disposizione del pubblico.

Chi la frequentava prima della chiusura non troverà sorprese, il complesso è invariato con la sua invidiabile posizione immersa nel verde. Il neoeletto sindaco di Fontanelice, Gabriele Meluzzi, si dice molto soddisfatto anche perché «non sempre i bandi vengono vinti da persone con esperienza. Invece la società De Akker si occupa di altre piscine, quindi speriamo che la loro competenza sia un vero valore aggiunto». In effetti, la società sportiva dilettantistica bolognese, oltre ad avere propri atleti e una squadra di pallanuoto, è anche capofila nel consorzio che gestisce la piscina comunale «Carmen Longo» di Bologna, a fianco dello stadio Dall’Ara; la presidente è Natala Spanti.

Alberto Vecchi, che cura la parte organizzativa di De Akker, spiega: «Nasciamo come società di nuoto di alto livello, proprio quest’anno la nostra squadra di pallanuoto si è qualificata in serie B. Volevamo acquisire nuove gestioni e quando il nostro vicepresidente, Simone Carapia, ci ha segnalato questa occasione, l’abbiamo colta». La De Akker ha avuto appena un mesetto per pulire la Conca Verde e renderla riutilizzabile.

La Conca Verde è disponibile per un bagno rinfrescante dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 19, nel fine settimana dalle ore 9. Il costo per l’ingresso è di 7 euro nei giorni lavorativi (5 euro il ridotto per over 65, under 14 e altre categorie), durante il week-end si sale a 9 euro (7 euro il ridotto). E’ prevista la possibilità di un abbonamento trimestrale oppure una tessera a scalare. (re.co.)

L”articolo completo con altri approfondimenti è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto Simone Carapia, Natala Spanti e il sindaco Gabriele Meluzzi

Ha riaperto a Fontanelice e funzionerà fino al 31 agosto la piscina Conca Verde, gestita dalla società De Akker
Cronaca 27 Maggio 2019

Sciolta l'asd Bocciofila Toscanellese, nelle prossime settimane dovrebbe nascere la nuova associazione

L’asd Bocciofila Toscanellese è stata sciolta. A deciderlo all’unanimità sono stati i 61 soci presenti la sera del 13 maggio, per quella che è risultata essere l’ultima assemblea della storica associazione della frazione dozzese. A dire il vero il direttivo dimissionario aveva già provato a sciogliere l’asd a causa dei conti in rosso imputati all’ex presidente, accusato di aver svuotato le casse dell’associazione. Ma allora, era gennaio, la comunità che ruota intorno alla bocciofila (associazione e struttura) non aveva voluto saperne. A quel punto, però, il luogo di incontro simbolo di Toscanella ha dovuto serrare i battenti, ed è tuttora chiuso.

La fine dell’asd Bocciofila Toscanellese, al contrario, si pone come propedeutica alla riapertura, almeno in parte, della struttura. Lo scioglimento, infatti, dovrebbe portare alla costituzione di una nuova asd Toscanella, questo il nome ipotizzato. Nei prossimi giorni, o più verosimilmente settimane, il comitato promotore dovrà redigere lo statuto e formare il primo direttivo. Soprattutto la vecchia asd dovrà presentare il bilancio, documento che potrebbe non essere semplice proprio a causa dei conti in rosso.

L’Amministrazione, però, nel frattempo potrà chiedere la restituzione delle chiavi dei locali ancora in mano al gestore del bar (azione non possibile finché la gestione era formalmente in capo alla vecchia asd). L’intenzione dichiarata di tutti, frequentatori della bocciofila e Amministrazione, è quella di riaprire uno dei luoghi simbolo della frazione dozzese. (mi .mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Sciolta l'asd Bocciofila Toscanellese, nelle prossime settimane dovrebbe nascere la nuova associazione
Cronaca 2 Maggio 2019

La nuova palestra della scuola media Simoni di Medicina sarà costruita dalla ditta Giafra di Cosenza

La Giafra Srl di Cosenza si è aggiudicata l’appalto della nuova palestra per la scuola media Giuseppe Simoni in via Gramsci. Ha sbaragliato gli altri 106 concorrenti con un ribasso del 25 per cento, un ribasso medio come prevedono le norme, rispetto ai circa 1,6 milioni previsti dal bando. «La procedura di gara, infatti, vista la cifra, non prevedeva l’assegnazione al semplice massimo ribasso, ma lo scarto delle offerte anomale o troppo basse» precisano dal Comune di Medicina.

Vista la mole di partecipanti non è stata impresa facile per la Centrale unica di committenza del Circondario Imolese, che si occupa dei bandi di gara per i dieci Comuni. Tra l’altro «sono state escluse tre ditte che hanno presentato documentazioni false» precisano sempre da Medicina. Questo ha fatto scattare anche «la denuncia d’ufficio nei confronti delle persone coinvolte. E il necessario coinvolgimento delle forze dell’ordine ha determinato un rallentamento nelle procedure di gara» e relativo ritardo nell’aggiudicazione del vincitore. In effetti sono occorsi circa tre mesi per completare la procedura.

«Di solito qualche ditta viene esclusa perché l’offerta era incompleta ma in questo caso erano stati presentati dei documenti d’identità falsi – puntualizza l’assessore Matteo Montanari -, è un obbligo a quel punto la denuncia. La legalità non si persegue non facendo le opere più complesse ma facendole fatte bene anche se significa allungare un po’ i tempi». Una volta fatti gli ultimi controlli sarà consegnato il cantiere, indicativamente ad inizio giugno. I lavori prevedono l’adeguamento e messa a norma dell’edificio (risalente al 1967) mediante demolizione e costruzione di un nuovo edificio con tetto in legno lamellare da circa 1.190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio, su tre blocchi distinti ma collegati tra loro.

Per le risorse necessarie il Comune ha potuto mettere in campo circa 300 mila euro dallo Stato, ovvero dalla programmazione nazionale per l’edilizia scolastica, altri 500 mila dalla Regione e 800 mila euro di fondi propri. (l.a.)

Nella foto l”entrata della scuola media Simoni (tratta dal sito internet della scuola stessa)

La nuova palestra della scuola media Simoni di Medicina sarà costruita dalla ditta Giafra di Cosenza
Cronaca 13 Marzo 2019

Bocciofila toscanellese, il sindaco Albertazzi disponibile a trovare una soluzione: «Ma il Comune non può gestire il bar»

Solo la bocciofila può salvare la bocciofila. Tradotto, solo l’associazione che ha in gestione la struttura di Toscanella può trovare gli equilibri per mantenere in vita l’attività socio-ricreativa almeno fino alla fine di quest’anno, quando sono previsti la scadenza della proroga del contratto in essere con l’asd Bocciofila toscanellese e il corposo intervento di ristrutturazione già previsto dall’Amministrazione comunale. A dirlo è il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, chiamato in causa, indirettamente, dalla proposta del direttivo uscente di «riconsegnare le chiavi al Comune», vista la mancanza di volontari disponibili a portare avanti associazione e gestione della struttura.

Al momento la bocciofila della frazione e l’annesso bar sono chiusi dopo le dimissioni del direttivo in carica, visto il «buco» di oltre 24 mila euro imputato all’ex presidente Renzo Manzoni che, secondo lo stesso direttivo uscente, sarebbe reo di aver svuotato il conto dell’associazione (le indagini sono in corso). Il sindaco chiarisce: «Mi sembra si faccia un po’ di confusione: si vorrebbe tenere la bocciofila aperta ma nessuno si mette a disposizione per farlo? Il direttivo ha dichiarato di voler riconsegnare le chiavi per l’impossibilità di continuare il lavoro in assenza di nuovi volontari disponibili – ricapitola Albertazzi -, ma qualora riportassero le chiavi in Comune sarebbe impossibile fare un nuovo bando ad appena sei mesi dalla chiusura prevista per avviare i lavori di ristrutturazione. E l’Amministrazione non può certo occuparsi di gestire il bar dell’asd Bocciofila toscanellese… La soluzione, volendola vedere, è a portata di mano – va avanti Albertazzi -: il direttivo ritira le dimissioni e porta a termine il mandato, indipendentemente da eventuali responsabilità avute nella scelta del presidente precedente. Così facendo l’associazione potrebbe trovare un nuovo gestore per il bar oppure farlo direttamente come circolo ad uso dei propri soci. L’Amministrazione è disponibile a trovare una soluzione ma non può sostituirsi ad un ente privato» conclude il sindaco.

Se l’asd riconsegnerà le chiavi, il Comune sta pensando di «affidare alle associazioni sportive del paese la sala grande della bocciofila. L’asd aveva già dichiarato di non poter sostenere economicamente quello spazio e noi stiamo pensando di ristrutturare la palestra delle scuole di Toscanella utilizzata da alcune società sportive. Per ora è solo un’ipotesi…». Quel che è certo è che la Bocciofila toscanellese ha difficoltà interne e il luogo d’incontro, simbolo della frazione, rischia di rimanere chiuso fino all’anno prossimo. (mi.mo.)

Bocciofila toscanellese, il sindaco Albertazzi disponibile a trovare una soluzione: «Ma il Comune non può gestire il bar»
Sport 1 Marzo 2019

L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi

Proposta che non è conforme a quanto richiesto». Con questa formula la scorsa settimana il Comune di Imola ha chiuso, per ora, la questione relativa all’avviso esplorativo sulle opere di riqualificazione, gestione e valorizzazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari» in Pedagna: avviso al quale aveva risposto la sola Imolese Calcio 1919 Srl con una manifestazione di interesse. Una manifestazione non corredata del necessario progetto e piano economico finanziario che la rendevano appunto non conforme. Quella che può sembrare una mancanza dell’Imolese, in realtà, è solo il primo tempo di una partita che forse è appena iniziata e che coinvolge altri aspetti: la definizione del modo in cui sarà completato l’asse attrezzato, la Bretella; se sarà trovato un accordo con l’Imola Rugby, l’altro soggetto interessato dall’eventuale nuovo stadio in Pedagna, visto che la società del presidente Villa è titolare della convenzione per gestire campi e club house dell’impianto «Zanelli – Tassinari», attiguo al «Bacchilega»  gestito dall’Imolese. «Senza il progetto della Bretella non riusciamo certo a presentare il nostro progetto – dichiara la vice presidente dell’Imolese, Fiorella Poggi -, così come l’accordo con l’Imola Rugby non è stato raggiunto. Per noi tale accordo era un elemento essenziale: ne avevamo ampiamente parlato con il Comune in quanto tale accordo lascerebbe tranquille tutte le parti in causa da eventuali azioni legali di ogni tipo che inevitabilmente bloccherebbero o ritarderebbero i lavori. Ecco i motivi per i quali l’Imolese ha semplicemente presentato una manifestazione di interesse. Il progetto si può presentare sempre, non solo nel breve lasso di tempo del bando di manifestazione di interesse, per cui quando ci saranno tutte le condizioni sopra descritte saremo pronti ad investire per il progetto».

La «cittadella dello sport», quindi, per ora resta in stand-by con la sensazione che le due questioni sul tavolo siano tutt’altro semplici da sistemare: capire se e come si procederà al completamento della Bretella al momento resta un rebus, così come non sarà semplice trovare un accordo con l’Imola Rugby (che gli spifferi dicono aver chiesto qualcosa in più di un semplice copia  incolla delle strutture di via Papa Onorio II nella eventuale nuova sede di viale Salvo D’Acquisto). Il tutto, senza dimenticare la questione legata al comitato nato contro quello stadio che la proprietà dell’Imolese vorrebbe costruire proprio attorno al campo principale dell’impianto Bacchilega. La riqualificazione dell’impianto era già nei piani due anni fa, quando l’allora allenatore Francesco Baldini e la sua Imolese arrivarono vicini ad una promozione che avrebbe significato serie C e conseguente semaforo verde al progetto, già pronto, con la giunta Manca a benedirlo. «Rimaniamo stupiti – commenta Fiorella Poggi – perché noi, come investitori, pensiamo di fare cose utili per Imola ed invece ci troviamo la nascita di comitati. In questo momento onestamente ci sentiamo più sopportati che supportati dalla città». Al di là delle recriminazioni della dirigenza dell’Imolese, resta però il dato di una squadra che gioca nella terza nazionale del calcio italiano, miglior risultato di sempre nella storia che proprio in questi mesi compie i 100 anni di cammino. Aggiungeteci pure che la squadra oggi allenata da Alessio Dionisi sta disputando una stagione di alto livello meritando una classifica prestigiosa e i complimenti degli avversari per la qualità del suo gioco. Un gioco che nella prossima stagione sportiva potrebbe emigrare altrove visto che non solo il nuovo stadio è lontano dall’essere definito, ma anche l’impianto dove gioca attualmente l’Imolese richiede interventi di adeguamento che il Comune dovrà provvedere a realizzare in fretta per non costringere l’Imolese al trasloco. (an.mir.)

Nella foto: Fiorella Poggi insieme al presidente, e compagno di vita, dell”Imolese Lorenzo Spagnoli

L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi
Sport 1 Marzo 2019

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli

Si parla di riqualificazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», ma per praticità è meglio dire nuovo stadio che l’Imolese vorrebbe costruire in Pedagna. La società del presidente Lorenzo Spagnoli non ha mai smesso di cullare il desiderio di costruirne uno ex-novo all’interno del centro sportivo Bacchilega, nell’area al momento destinata ai campi ed alla Club house dell’Imola Rugby. I desideri cozzano però da tempo contro la realtà. L’ultima puntata della telenovela riguarda l’avviso esplorativo, emesso nelle scorse settimane da Area Blu, per la riqualificazione, appunto, degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», quest’ultimo casa della palla ovale. «L’Imolese è stata l’unica a manifestare un interesse – ha ammesso l’assessore allo Sport del Comune di Imola, Maurizio Lelli –, ma senza però corredare la busta con un progetto ed un piano finanziario e, perciò, non conforme a quanto richiesto nell’avviso. Parlare in questo momento di stadio di proprietà in quella zona non ha senso, perché non c’è nulla di concreto. A meno che la società rossoblu non abbia intenzione di prendere in considerazione un’altra area».

Senza tanti misteri, l’area che il Comune gradirebbe è quella vicino al casello autostradale che l’Imolese non prende in considerazione. La situazione sta prendendo sempre più i contorni di una partita a scacchi tra la dirigenza imolese e la Giunta pentastellata. «Tra presentare un progetto e realizzarlo, comunque, la strada è lunga – precisa l’assessore -. Per prima cosa, intanto, andrebbe verificato il suo grado d’interesse pubblico e se fosse migliorativo per la città. In assenza di un elaborato chiaro e definito credo sia anche prematuro, ad oggi, organizzare com’è stato fatto una raccolta firme contro l’impianto». Imolese che, quindi, il prossimo anno dovrebbe continuare a giocare al Galli. Il condizionale è d’obbligo visto che servono lavori per conservare l’omologazione dell’impianto per la serie C. «Stiamo finendo di elaborare il progetto – dice l’assessore Lelli – che poi sarà sottoposto alla Soprintendenza, la quale ha tempi difficilmente prevedibili. Solo dopo procederemo con il bando e l’inizio degli interventi che prenderanno il via a stagione sportiva conclusa».

Calendario alla mano parliamo di giugno. «Prevediamo di partire coi lavori a fine luglio o nei primi giorni di agosto – conclude l’assessore Lelli -, ma al momento è impossibile fornire date certe e parlare di cifre. I lavori strutturali come, ad esempio, l’adeguamento degli spogliatoi e della sala stampa e l’installazione dei seggiolini nei settori ospiti contiamo di concluderli entro l’estate, mentre per la posa delle nuove quattro torri dei fari che sostituiranno il vecchio impianto d’illuminazione ci sono tempi tecnici, anche di un paio di mesi, da rispettare. Il nostro obiettivo, comunque, è di non far traslocare l’Imolese dal Galli nemmeno per una partita, con la speranza che la Federazione ci conceda una deroga limitata al periodo di esecuzione degli ultimi lavori». (d.b.)

Nella foto: lo stadio «Galli»

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli
Cronaca 22 Febbraio 2019

Caso Ortignola, il 23 febbraio volantinaggio dei lavoratori davanti al Comune di Imola e alla piscina

Da mesi attendono una soluzione gli oltre cento collaboratori della piscina dell”Ortignola che domani mattina, sabato 23 febbraio, organizzano un volantinaggio davanti al municipio e allo stesso impianto sportivo per informare i cittadini e sollecitare risposte da Sport Up e dall”Amministrazione comunale. Lo fa sapere in una nota la Cgil di Imola, che affianca i lavoratori in questa iniziativa e nella vertenza in atto.

Come si ricorderà, ormai due mesi fa ai collaboratori è stato comunicato che non avrebbero ricevuto il compenso di novembre. «Lo scorso 14 dicembre – fa sapere la Cgil nella nota – la presidente di Sport Up, Paola Lanzon, ha informato le lavoratrici e i lavoratori dello stato di crisi in cui verte la società, per varie ragioni non riconducibili esclusivamente alla gestione, e chiesto loro uno sforzo che prevede una decurtazione del proprio compenso. Dopo quella riunione alcuni lavoratori hanno iniziato ad organizzarsi, anche coinvolgendo la Cgil, per comprendere meglio quali sarebbero state le prospettive lavorative e per chiedere una maggior trasparenza nella gestione di questa situazione«.

«Purtroppo – prosegue la Cgil – nessun dato ufficiale rispetto al disavanzo effettivo è mai stato fornito né al sindacato né ai lavoratori, i quali da sempre hanno chiesto di essere messi a conoscenza del piano di rientro evocato dalla società Sport Up, a fronte del quale vengono chiesti i sacrifici anche economici ai lavoratori. Inoltre, le richieste di un maggior coinvolgimento per distribuire in modo equo e con criteri condivisi i sacrifici non sono mai state prese in considerazione dalla direzione. La situazione ha creato forti tensioni ai lavoratori soprattutto quelli che da subito si sono attivati per fare proposte alla società e approfondire i problemi spesso appresi da video sui social o da articoli di giornale». 

«Di tutta questa situazione – dice ancora la nota – i lavoratori hanno da subito messo a conoscenza l”Amministrazione comunale e la Uisp, sia il Comitato territoriale di Imola che i livelli regionale e nazionale, tramite una serie di lettere che non hanno mai ricevuto una risposta, così come la richiesta di effettuare il collaudo tecnico amministrativo, che sarebbe obbligatorio entro sei mesi dall’avvio dell’attività, ma dopo quattro anni non è stato ancora eseguito».

Ecco dunque i motivi che hanno spinto il sindacato e i lavoratori a organizzare per la mattinata del 23 febbraio il volantinaggio. Intanto, i collaboratori esprimono tutta la loro amarezza per la vicenda. Dice Chiara Dall”Osso, da 11 anni istruttrice Uisp e Fin di secondo livello, provvista della qualifica di assistente bagnante Fin: «Ho sempre creduto nell”associazione Uisp, in cui sono cresciuta sportivamente fin da bambina e nella quale ho deciso di intraprendere quella che oggi credevo fosse la mia professione. Per questi motivi avrei voluto dare un contributo affinché la crisi in cui versa la società potesse essere positivamente risolta. Purtroppo in questi mesi ho appreso con rammarico che non c”è la disponibilità a condividere con chiarezza e trasparenza un percorso di risanamento con il personale». 

A Dall”Osso fa eco Paolo Cerioli, anche lui istruttore di nuoto Uisp da più di 10 anni: «La situazione odierna mi ha colpito per la mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, a partire dal fatto che quando vi è stata l”attribuzione delle ore del secondo trimestre molti lavoratori non sono stati neppure avvisati della mancata riassegnazione delle proprie ore. Solo dopo che alcuni istruttori hanno segnalato la cosa, un responsabile ha comunicato su whatsapp che coloro i quali non avevano ricevuto la mail, non avrebbero avuto più i corsi. Inoltre i tre soggetti coinvolti (Sport Up, Deai e Uisp Imola-Faenza) non hanno mai risposto alle lettere loro inviate da alcuni collaboratori, dimostrando di non aver interesse per le persone. In questi anni mi sono impegnato anche in altre associazioni sportive, dove non ho mai riscontrato un simile atteggiamento».

«Sono 18 anni che lavoro in Uisp come istruttrice – aggiunge Cinzia Ferrigo – ho sempre creduto nei valori dell”associazione partecipando attivamente alle varie attività che venivano proposte. Non mi sarei mai immaginata che si creasse una situazione del genere. La direttrice, dopo il primo incontro tenutosi il 14 dicembre aveva promesso di  rincontrarci per aggiornarci costantemente sulla situazione, che avrebbe esaminato anche con alcuni consulenti esterni del settore con cui doveva redigere un business plan. Ad oggi rileviamo con rammarico che non si è più fatta sentire». 

Infine Giorgia Tampieri: «L”impianto Ortignola nasce come servizio alla comunità, l”attuale dirigenza non si è dimostra all”altezza soprattutto dal punto di vista umano. Da professionista che ha contribuito in questi anni ed ha a cuore la qualità del servizio mi indigna l”indifferenza dei componenti delle società coinvolte e del Comune di Imola nei confronti di una situazione che chiede ai collaboratori di pagare incompetenze e negligenze di chi questa situazione l”ha creata. Si chiede responsabilità e buon senso al più presto dal momento che ci sono famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese». 

Caso Ortignola, il 23 febbraio volantinaggio dei lavoratori davanti al Comune di Imola e alla piscina
Sport 20 Febbraio 2019

Riqualificazione impianti sportivi «Zanelli-Tassinari» e «Bacchilega», l'interesse dell'Imolese non soddisfa il Comune

Una sola proposta presentata, che però “non è conforme a quanto richiesto nell’avviso”. E’ questo, secondo quando reso noto dal Comune, l’esito dell’avviso esplorativo per la presentazione di proposte operative per la riqualificazione, gestione e valorizzazione dell’impianto sportivo comunale «Zanelli-Tassinari» (destinato al rugby) e dell”impianto sportivo comunale «Bacchilega» (calcio). Nell’avviso pubblico, da presentare entro il 18 febbraio, si chiedeva agli operatori economici interessati e in possesso dei requisiti generali di manifestare interesse alla presentazione di eventuali proposte operative di valorizzazione degli impianti in oggetto.

Allo scadere dei termini di presentazione, i tecnici di Area Blu hanno verificato che è arrivata una manifestazione di interesse, quella dell’Imolese Calcio 1919 Srl, la quale però non ha corredato l’istanza di elaborati grafici, relazioni e di un piano economico finanziario, dichiarando che ad oggi non sussistono le condizioni per la stesura e la pubblicazione di simili documenti, essendo numerose le variabili che non permettono la definizione della documentazione citata. Da qui la constatazione che la documentazione presentata non è conforme a quanto richiesto dall’avviso. «Era importante per l’Amministrazione comunale conoscere formalmente se c’erano dei progetti per la riqualificazione dell’area. Prendiamo atto, dopo la manifestazione di interesse pubblicata, che non c’è nessun progetto presentato al riguardo. Prendiamo comunque atto inoltre dell’interesse esplicitato dall’Imolese Calcio 1919 Srl» ha dichiarato Maurizio Lelli, assessore allo Sport. (re.spo.)

Nella foto (dal sito dell”Imolese): un”immagine del Centro Sportivo Bacchilega

Riqualificazione impianti sportivi «Zanelli-Tassinari» e «Bacchilega», l'interesse dell'Imolese non soddisfa il Comune
Cronaca 12 Febbraio 2019

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

L’associazione sportiva dilettantistica Bocciofila toscanellese, che gestisce l’omonima struttura della frazione dozzese, non si è sciolta. Questo significa che, almeno per il momento, l’impianto non chiude i battenti, nonostante i conti pesantemente in rosso dell’associazione. Questa la decisione dei soci al termine di «un’infuocata» assemblea straordinaria convocata il 31 gennaio durante la quale sono volate accuse ben precise in merito alle cause della situazione (oltre due ore di discussione per una settantina di presenti, compresa la Giunta dozzese al completo e ben tre carabinieri in servizio a scongiurare eventuali problemi).

La vicenda è nata a fine anno, quando il direttivo ha dato l’allarme sulle casse vuote: secondo i consiglieri, che hanno detto di aver già presentato un esposto in procura in merito, il presidente Renzo Manzoni avrebbe «svuotato il conto corrente con una serie di bonifici e prelievi in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca di Imola”», di cui sempre Manzoni è presidente. Le cifre di cui si parla, però, sono ancora incerte. Il direttivo, avvalendosi anche della collaborazione di un avvocato, sta cercando di ricostruire lo storico delle uscite e delle entrate degli ultimi sette mesi, da quando cioè Manzoni è diventato presidente, e parla di una «cifra fra i 10 e i 20 mila euro». A questi si aggiungerebbero fatture mai pagate per le ultime forniture di materiali, al momento impossibili da conteggiare, a detta dei consiglieri revisori presenti all’assemblea. Tali debiti, però, ha precisato l’avvocato Vassilia Casselli «dovrebbero per legge gravare su chi ha fatto gli ordini», ovvero sempre il presidente Manzoni.

Come detto, l’assemblea straordinaria era stata convocata con l’ordine del giorno specifico di sciogliere l’associazione. A sorpresa, però, nonostante il voto favorevole di sette consiglieri del direttivo su nove (Manzoni non si è presentato e il barista non ha votato) più una manciata di soci, la maggioranza assoluta della partecipatissima e lunga assemblea ha votato contro lo scioglimento. Pochissimi gli astenuti. Se l’Asd si fosse sciolta, ha spiegato il sindaco Luca Albertazzi, non si sarebbe potuta tenere aperta la bocciofila, il gestore è stato designato con bando pubblico e occorreva farne un altro. Gestione, tra l’altro, che formalmente è scaduta in dicembre ma è stata prorogata di un anno proprio dall’Amministrazione comunale per arrivare fino alla corposa ristrutturazione già prevista per l’inverno prossimo.

I lavori comporteranno messa a norma, ampliamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un totale di 990 mila euro per metà coperti da un contributo regionale e per metà da un mutuo agevolato per il credito sportivo richiesto dall’Amministrazione stessa. Tornando all’assemblea, il sindaco ha detto che forse «si potrebbe stralciare la sala più grande», ovvero tenerla chiusa risparmiando così sulle spese (secondo il direttivo la gestione dell’intera struttura costa «tre volte tanto quella del solo bar»). Questo permetterebbe di mantenere nella frazione almeno il ritrovo e l’aggregazione offerta dalle sale bar e tv, ma si perderebbe quella delle altre associazioni sportive che gravitano su questo grande spazio. I campi dove un tempo rotolavano le bocce, infatti, negli ultimi anni sono stati utilizzati per feste, sagre, tombolate e balera ma soprattutto per l’attività del judo e del tiro con l’arco.

Ciò su cui Albertazzi è stato molto chiaro è nel rispondere negativamente all’esplicita richiesta di «un aiuto economico» da parte del Comune. «E’ ingiustificabile in termini di legge» ha tagliato corto il sindaco. I soci della Bocciofila toscanellese hanno così deciso di proseguire le attività contando sul volontariato dei 165 iscritti e confidando sugli eventi di autofinanziamento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto un momento dell”assemblea del 31 gennaio, alla quale erano presenti anche i carabinieri

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione
Cronaca 1 Febbraio 2019

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina

La nuova struttura per la ginnastica di via Flosa a Medicina è stata inaugurata ufficialmente sabato 26. Intitolata ad Erica Martelli, ginnasta e allenatrice medicinese prematuramente scomparsa anni fa, di fatto è operativa oramai da mesi ed ha sostituito il vecchio pallone pressostatico dell’associazione sportiva Ginnastica Medicina.

Si compone di un telaio di travi e pilastri in legno completato da pannelli prefabbricati di lamiere esterne in acciaio verniciato con interposto uno strato coibente di poliuretano. All’interno mantiene la presenza di specifiche strutture, come la «buca» per la zona parallele e il muro per il sostegno delle attrezzature verticali, ma migliora notevolmente lo spazio dedicato al corpo libero e al volteggio grazie al riposizionamento del tappeto, senza dimenticare i corridoi per le uscite di emergenza. In questo modo la palestra può ospitare meeting e gare provinciali e regionali.

Il costo complessivo è stato di circa 320 mila euro, sostenuto attraverso la convenzione tra il Comune e il gestore del servizio energia degli immobili comunali, Geetit. I calcoli dicono che l’investimento sarà recuperato attraverso il risparmio energetico generato grazie anche a pannelli fotovoltaici, pompe di calore e led a basso consumo per l’illuminazione. «Questo nuovo impianto sportivo garantisce sicurezza ed efficienza energetica – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari -. Con gli stessi soldi che avremmo speso per il riscaldamento di un impianto poco efficiente oggi abbiamo realizzato una nuova struttura».

Nella foto il taglio del nastro ufficiale con il sindaco Onelio Rambaldi, affiancato dal fratello di Erica Martelli, Dario

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina

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