Cronaca

Vaccinazioni per nidi e materne, nel circondario 295 bambini non in regola. A Imola 20 a rischio sospensione

Vaccinazioni per nidi e materne, nel circondario 295 bambini non in regola. A Imola 20 a rischio sospensione

In tutto il circondario secondo l’Azienda usl di Imola ci sono 295 bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie per la fascia da 0 a 6 anni, quella che prevede la non ammissione a scuola (nidi e materne). Dopo l”autocertificazione, non è stata consegnata alcuna documentazione aggiuntiva sui vaccini da parte dei genitori quindi risultano non in regola. Per quanto riguarda il Comune di Imola lunedì 11 sono partite venti raccomandate, sette per bambini frequentati i nidi e tredici le scuole d’infanzia comunali, con le quali si chiede ai genitori di presentare il certificato vaccinale aggiornato. Questo su un numero complessivo di 1.190 bambini frequentanti nidi e materne.

La procedura richiederà qualche settimana e avvicinerà di fatto al termine dell’anno scolastico, cosa che renderà la cosa meno traumatica per i bambini. Ma se le famiglie non potranno giustificare in maniera plausibile il ritardo o la non vaccinazione, il Comune procederà poi con la sospensione della frequenza come prevede la legge. Va ricordato che questo non fa decadere l’iscrizione, cioè viene tenuto il posto per il bambino, un gesto per venire incontro alle famiglie e per favorire la regolarizzazione che rischia, nel contempo di danneggiare altri che, magari, avrebbero voluto frequentare e non trovano posto.

Per quanto riguarda i più ragazzi grandi dai 7 a 16 anni, ovvero chi frequenta la scuola dell’obbligo fino alla seconda superiore, la legge prevede solo una sanzione pecuniaria che va da 100 a 500 euro, in base al numero di vaccinazioni omesse. La situazione è quindi più variegata e i numeri possibili sono solo quelli degli inadempienti complessivi a livello di circondario in base all’anagrafe vaccinale dell’Ausl, cioè 384.

Nessuna ulteriore proroga quindi alla scadenza prevista dal decreto Lorenzin dopo quella dell’anno scorso. Questo nonostante il pressing del fronte no vax e nei giorni scorsi anche del ministro dell’Interno Salvini. La ministra della Salute Giulia Grillo ha però intenzione di rivedere la legge con una normativa-quadro “basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale”, intervistata da la Repubblica l”11 marzo ha ricordato che il decreto Lorenzin «è stata una misura emergenziale, nata dalla necessità di colmare un gap di coperture creatosi in diversi anni precedenti e da quella di rispondere all”epidemia di morbillo” che “è in atto” e per la quale bisogna tenere misure obbligatorie”.(l.a.)

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