Cultura e Spettacoli

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio

Immaginiamo di avere una macchina del tempo e di programmare un viaggio a ritroso di circa 1.460 anni. Ci ritroveremmo così nella seconda metà del VI secolo, quando Imola era abitata dai Longobardi. Di origine nordica, nel corso dei secoli erano arrivati prima in Pannonia, comprendente parte delle attuali Ungheria, Austria, Croazia e Slovenia e, in seguito, nel nostro Paese, dove dal 568 in poi, sotto la guida del re Alboino, hanno occupato il nord e il centro Italia. La loro egemonia sul territorio imolese è durata circa 200 anni, a partire dall’ultimo quarto del 500 fino alla seconda metà del 700, quando sopraggiunsero i Franchi di Carlo Magno.

Stando alle fonti, la nostra era considerata tra le città più importanti dell’antica Emilia e i Longobardi avrebbero avuto parte attiva nel suo completamento con la probabile ricostruzione del Castrum, sopra il monte Castellaccio. Il loro passaggio ha lasciato anche tracce tangibili arrivate fino a noi. Si tratta di oggetti rinvenuti già nell’800 sulle prime colline imolesi da Giuseppe Cerchiari. Altri reperti sono stati ritrovati invece a Villa Clelia e in via Appia.

Sei preziose fibule (spille) sono state presentate il 7 aprile al Museo di San Domenico, in occasione della visita guidata riservata ai titolari della Card Musei metropolitani Bologna. «Le fibule in questione – ci spiega l’archeologa dei Musei civici, Laura Mazzini – facevano parte di corredi funebri, anche se non ci sono giunte informazioni precise sulle modalità di ritrovamento, avvenute nella seconda metà ’800. Questi gioielli erano tipici dell’abbigliamento femminile ed è probabile che appartenessero a donne di alto rango. Diversi pezzi facevano parte della collezione Cerchiari».

Ma gli «ori dei barbari», così come li conosciamo oggi, sono costituiti anche da altri pezzi, tutti conservati sotto chiave al Museo di San Domenico da quando, a metà anni ’80, il vecchio museo archeologico nei sotterranei dell’ex convento di San Francesco ha chiuso i battenti. Negli anni seguenti questi reperti sono stati esposti solo in occasione di sporadiche mostre a Imola e in altre città. (lo.mi.)

In attesa del nuovo allestimento all”interno del complesso di San Domenico a Imola, un ampio servizio su una parte della collezione imolese è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto un paio di fibule ritrovate nel podere Cardinala, sui colli imolesi

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