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Cronaca 19 Maggio 2020

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista

Oltre 900 mila accessi complessivi, un programma di 370 titoli tra spettacoli, concerti, film e visite ai musei e alle collezioni, con oltre 435.000 accessi dalle piattaforme regionali e 480.000 provenienti dalle 105 dirette streaming sulle pagine Facebook dei soggetti organizzatori e dei singoli artisti.
Sono i dati del successo dei due mesi di programmazione, dal 13 marzo al 13 maggio, di #lacultranonsiferma, il grande festival multimediale realizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con gli operatori culturali del territorio, con l’obiettivo di mantenere vivo il rapporto con i cittadini nel momento di lockdown di cinema e teatri, dovuto alle misure restrittive per il Covid-19.

E Imola ne è stata grande protagonista. Ad essere trasmesso nella giornata inaugurale è stato Gian Marco Pezzoli, regista del cortometraggio Mon clochard, con Roberto Citran e Giovanni Calcagno, girato in città nell’ottobre di tre anni fa.
Lo ha seguito prima Mauro Bartoli, che ha proposto i due documentari Archivi Mazzini-Il lato nascosto della moda, girato in occasione dell’omonima esposizione che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha organizzato a palazzo Tozzoni fra il dicembre del 2017 e l’aprile del 2018, e Taste Memory-Il sapore emiliano-romagnolo nel mondo. La storia di Michael White, che vede fra gli intervistati il fondatore del ristorante San Domenico Gianluigi Morini e lo chef Valentino Marcattilii.
E’ stata poi la volta di Giangiacomo De Stefano e Lara Rongoni, registi del documentario A casa non si torna-Storie di donne che svolgono lavori maschili, con -fra le altre protagoniste- l’attrice Reina Saracino e la partecipazione straordinaria di Franca Rame.
La panoramica cinematografica si è chiusa con Stefano Farolfi, regista e protagonista della web serie fantasy folk Bruciare violini (per vendere la cenere), con la partecipazione straordinaria di Pippo Santonastaso.

Passando alla musica, Emilia-Romagna Festival e il suo direttore artistico Massimo Mercelli hanno proposto il concerto Richard Galliano & Friends, ospitato alla Rocca sforzesca il 17 luglio del 2019, in occasione della diciannovesima edizione della manifestazione.
La cantante Lisa Manara e il pianista Pietro Beltrani, invece, hanno partecipato rispettivamente alla “rubrica” I live del Mei e a quella Jazz a domicilio-La maratona del jazz.

Arrivando al teatro, Stefano Randisi ed Enzo Vetrano sono “andati in scena” con i due spettacoli Totò e Vicè e Ombre folli di Franco Scaldati.
E gli studenti delle scuole di Imola che hanno partecipato al progetto “Futuri maestri” del Teatro dell’Argine di San Lazzaro, conclusosi con nove serate di rappresentazioni all’Arena del sole, hanno avuto la possibilità di rivedersi nel documentario che ripercorre l’esperienza.

Per recuperare quello che interessa, è sufficiente andare a curiosare nel motore di ricerca nella sezione “Video on demand” del sito di Lepida Tv. Per saperne di più non perdetevi l’articolo su «sabato sera» del 14 maggio. (r.c.)

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista
Cronaca 20 Aprile 2020

Medicina riparte anche dalla cultura. Ogni giorno una proposta social per tutti i gusti

Medicina riparte anche dalla cultura. E per tenere compagnia ai propri cittadini la pagina Facebook “Medicina cultura” si organizza con una programmazione quotidiana per tutti i gusti.

La settimana comincia con la rubrica Medicina in musica: brani musicali eseguiti dalle scuole di musica del territorio (in collaborazione con la scuola di musica classica Medardo Mascagni, la scuola di musica moderna “Enrico Larry Buttazzi e la Banda municipale).
Il martedì è la volta di Medicina nel cassetto: curiosità per grandi e piccini, aneddoti, storie e leggende della città del Barbarossa (in collaborazione con il Museo civico del Risorgimento di Bologna).
Il mercoledì è dedicato Alla scoperta del Museo civico di Medicina: visite virtuali alla sezione archeologica, al laboratorio di liuteria di Ansaldo Poggi, agli erbari seicenteschi dei Padri carmelitani, alla ricostruzione dell’antica Farmacia dell’Ospedale e alla Pinacoteca Aldo Borgonzoni, ma anche un laboratorio o un’attività didattica (in collaborazione con l’archeologa Serena Sarti, volontaria del gruppo Acrasma.
Il giovedì arriva Medicina racconta: storie per i più piccoli lette dalle volontarie del progetto “Nati per leggere” della biblioteca comunale.
Il venerdì c’è Ragazzi, si legge!: consigli di lettura per ragazzi a cura delle insegnanti Sarah Giordano e Francesca Boschi.
Il sabato sera, infine, Medicina va a teatro: schetch comici o piece teatrali sotto la direzione artistica di Dario Criserà dell’associazione Eclissidilana.

«La cultura può essere un importante aiuto per affrontare questa periodo straordinariamente difficile della nostra storia – commenta Enrico Caprara, presidente del Consiglio comunale di Medicina con delega alla Cultura –. Siamo da sempre le città della musica, dell”arte, del teatro e della storia. Dimostriamo insieme il nostro valore». (r.cr.)

Medicina riparte anche dalla cultura. Ogni giorno una proposta social per tutti i gusti
Cultura e Spettacoli 26 Marzo 2020

In tempo di Coronavirus il museo si visita virtualmente: l'iniziativa dell'Hermitage di San Pietroburgo

L”iniziativa, bellissima, è del museo russo dell”Hermitage di San Pietroburgo, che stamattina alle 10 ha aperto virtualmente le sale nobili del Palazzo d”Inverno per una visita guidata in lingua italiana dedicata ai milioni di confinati in casa per via dell”emergenza Coronavirus. La dottoressa Olga Macho, capo del settore per l”Educazione pubblica del museo, ha accompagnato i visitatori collegati con il canale Youtube del museo attraverso la sala piccola del trono di Pietro il Grande, la grandiosa sala degli stemmi (mille metri quadrati di superficie) con l”esposizione di oggetti di porcellana attualmente in corso, la galleria della guerra patriottica del 1812 combattuta dalle truppe dello zar contro Napoleone, piena di ritratti di generali e ufficiali russi, infine l”immensa sala del trono dedicata a San Giorgio.

Oltre 11 mila, secondo il numero fornito al termine della diretta dalle operatrici dell”Hermitage, sono i visitatori che hanno seguito la visita guidata. L”iniziativa è stata offerta dall”istituzione culturale russa in segno di solidarietà ai cittadini dell”Italia «che vive adesso un periodo non facile». «Non possiamo prestarvi un aiuto medico o finanziario – si legge nella presentazione sotto al video -, ma speriamo di fare almeno qualcosa per abbellire questo momento duro attenuandolo con la bellezza infinita dell”arte. E” il nostro modo per dirvi che siamo insieme a voi, anche se virtualmente». (mi.ta.)

Per chi se la fosse persa, il video della visita si può recuperare cliccando qui.

Di seguito altre idee per tour virtuali tra i musei più belli del mondo: Pinacoteca di Brera – MilanoGalleria degli Uffizi – FirenzeMusei Vaticani – RomaMuseo Archeologico – AtenePrado – MadridLouvre – ParigiBritish Museum – LondraMetropolitan Museum – New YorkNational Gallery of art – Washington 

In tempo di Coronavirus il museo si visita virtualmente: l'iniziativa dell'Hermitage di San Pietroburgo
Cultura e Spettacoli 2 Febbraio 2020

Con Giocamuseo un viaggio nella Preistoria alla scoperta degli antenati vissuti sul monte Castellaccio

«Nei panni di un uomo della Preistoria» è il titolo dell”appuntamento in programma oggi, domenica 2 febbraio, alle 16, al Museo di San Domenico di Imola, nell”ambito della rassegna Giocamuseo 2019-20, promossa dalla Città di Imola e dai Musei civici con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Giocamuseo, con i suoi laboratori, giochi e animazioni, è pensata per i bambini, che hanno la possibilità di trascorrere la domenica pomeriggio al museo giocando insieme con l’arte, la scienza, l’archeologia, la cultura del proprio territorio.

Le attività proposte durante l”anno sono diverse e adatte ad ogni fascia d”età. L”appuntamento di oggi, mirato a bambini dai 3 ai 6 anni, si propone, seguendo le tracce che ci hanno lasciato gli antichi abitanti del monte Castellaccio di Imola, di scoprire come vivevano i nostri antenati preistorici e, a questo proposito, verrà realizzato un piccolo kit di sopravvivenza preistorico. Per partecipare è necessaria la prenotazione allo 0542-602609, il numero massimo di partecipanti sarà 25 ed è prevista per ogni bambino una quota di 4 euro, che scende a 3 per chi è in possesso della card cultura junior. (r.c.)

La foto è tratta dalla pagina Facebook dei Musei Civici di Imola

Con Giocamuseo un viaggio nella Preistoria alla scoperta degli antenati vissuti sul monte Castellaccio
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

Un migliaio di visitatori in più nel 2019 per i Musei civici di Imola, oltre 35 mila le presenze totali

Oltre 35 mila visitatori nel 2019 per i musei civici di Imola, con un aumento di più di mille presenze rispetto al 2018. Numeri positivi, insomma, per Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca, Museo di San Domenico e Salannunziata, a conferma di un trend di crescita costante negli ultimi anni. Tra le iniziative che hanno contribuito al risultato sono certamente da segnalare l”ingresso gratuito ai musei la domenica mattina riservato ai residenti imolesi e tante aperture straordinarie effettuate in periodi di particolare afflusso turistico, come le festività di primavera, luglio e agosto per la Rocca Sforzesca e, per il Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni, le feste natalizie.

Venendo al dettaglio, il numero più alto di visitatori, 12.791 nel 2019, è quello registrato dal Museo di San Domenico, sia per quanto riguarda le mostre (da segnalare in particolare quella ancora in corso di Enrico Minguzzi) e gli eventi, sia per le collezioni permanenti e le attività didattiche per bambini di ogni età. In questa categoria rientrano i laboratori domenicali «Giocamuseo», i «Compleanni al museo», le «Notti al museo» e gli appuntamenti con le scuole. Tanti gli studenti tra i visitatori, grazie a percorsi formativi e aule didattiche attrezzate.

La Rocca Sforzesca ha registrato, invece, 11.858 visitatori nell”anno da poco concluso. Tra i progetti che hanno caratterizzato il 2019 le varie iniziative legate al cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci e la creazione, insieme ai Comuni di Bagnara, Dozza e Riolo Terme e in collaborazione con If Imola Faenza, del percorso «Le Rocche di Caterina», che ha creato un filo conduttore tra le fortezze appartenute a Caterina Sforza. Inoltre, il 27 ottobre è stato inaugurato il nuovo percorso permanente di visita in realtà aumentata, realizzato in collaborazione con l”Associazione Imola Storico Artistica (Aisa), che ha fatto registrare in una sola giornata oltre 400 visitatori.

Passando a Palazzo Tozzoni, la casa museo di via Garibaldi ha accolto l”anno scorso 6.331 visitatori, con un particolare gradimento ottenuto dalla rassegna «Domenica a Palazzo», che sarà riproposta anche nel 2020. La Salannunziata infine, ha chiuso il 2019 con oltre 4.000 presenze grazie ai vari eventi ospitati, dalle mostre alle conferenze. Di recente poi l”ex chiesa di via Fratelli Bandiera è stata anche risistemata dalla proprietà, la Fondazione Istituzioni Riunite di Imola, che ha messo a disposizione dei Musei civici, ai quali è affidata la programmazione annuale, uno spazio rinnovato e più fruibile (leggi qui). (r.c.)

Nella foto l”interno della Rocca Sforzesca in occasione della presentazione del nuovo percorso di visita in realtà aumentata

Un migliaio di visitatori in più nel 2019 per i Musei civici di Imola, oltre 35 mila le presenze totali
Cultura e Spettacoli 21 Agosto 2019

A Castello la rassegna «I suoni degli Angeli» tra musica, tango e… risate

«Dopo il grande successo della prima parte della rassegna, che ha raccolto al Giardino degli Angeli oltre duemila persone, siamo certi che anche le ultime tre serate ci daranno grande soddisfazione. Il cartellone che abbiamo pensato per la seconda parte, con proposte musicali che abbracciano molti gusti, dal cantautorato al tango, sarà molto apprezzato da chi vorrà trascorrere un po’ di tempo in nostra compagnia cogliendo lo spirito di solidarietà e di servizio che sta alla base di quanto facciamo ogni giorno con l’associazione e con il Giardino degli Angeli». Così l’organizzatore Valerio Varignana presenta gli ultimi tre appuntamenti de «I suoni degli angeli», la rassegna che Il Giardino degli Angeli Onlus offre al territorio durante l’estate, al fine di raccogliere fondi a favore di progetti rivolti a bambini gravemente malati e alle loro famiglie in difficoltà. Dopo una prima parte tenutasi a giugno, agosto vedrà un mix di musica e spettacolo sotto le stelle.

Oggi, mercoledì 21 agosto, si esibiranno Massimo Bubola e i Khorakhanè nel concerto «Chilometri di nuvole… e altre storie», con le canzoni più note del loro repertorio riviste nella chiave di un’inedita collaborazione. Massimo Bubola ha collaborato con numerose voci della canzone d’autore italiana, da Fabrizio De Andrè (con il quale ha scritto, fra le altre, Don Raffae’ e Una storia sbagliata), a Fiorella Mannoia, per la quale ha composto Il cielo d’Irlanda, passando per Milva, Mauro Pagani e Grazia Di Michele. Fra i suoi numerosi dischi si ricordano Nastro Giallo, Marabel e Dall’altra parte del vento. I Khorakhanè si formano come tribute band di Fabrizio De Andrè e nel 2003 cominciano a lavorare a brani inediti, che portano il sestetto a vincere l’edizione 2006 di Sanremo Lab e garantiscono loro la conseguente partecipazione al Festival di Sanremo con La ballata di Gino, dove vincono il secondo premio della critica nella sezione dei giovani. Nel 2010 ritirano all’Arena di Verona il Wind Music Award. Nel 2019 è uscito il loro terzo album dal titolo Chilometri di nuvole.

Sabato 24 agosto sarà la volta di Mirada de Tango Quartet in un «Tributo ad Astor Piazzolla». I brani proposti dal quartetto, fra cui si evidenziano Libertango e Las cuatro estasciones porteñas, saranno eseguiti da Manuela Turrini alla fisarmonica, da Alessandro Bonetti al violino, da Claudia D’Ippolito al pianoforte e da Roberto Salario al contrabbasso. A chiudere questa nona edizione de «I suoni dgeli angeli», martedì 27 agosto, sarà, come di consueto, uno spettacolo made in Castello, offerto da Dal Fiume Group: una serata fra musica e risate con il Quintetto Psichedelico, gli Skryer, il tenore Cristiano Cremonini, Cita dj e la comicità di Davide Dalfiume. Il Giardino degli Angeli si trova a Castello in via Tosi.

Gli spettacoli iniziano alle ore 20.45. L’ingresso è a offerta libera. (r.c.)

Nella foto: Massimo Bubola

A Castello la rassegna «I suoni degli Angeli» tra musica, tango e… risate
Cultura e Spettacoli 25 Giugno 2019

«Musei più aperti» in estate, previste aperture serali e straordinarie a Imola

Anche quest”anno, con l”arrivo dell”estate, torna «Musei più aperti», l”iniziativa messa in piedi dal Cise in collaborazione con l’associazione culturale Bardur per far vivere nei mesi di luglio e agosto i Musei della città.

In quest”ottica la Rocca Sforzesca, la struttura più visitata ogni anno, effettuerà una serie di aperture straordinarie. Porte aperte, quindi, ogni sabato mattina di luglio e agosto, dalle ore 10 alle ore 13, con biglietto di ingresso euro 4, ridotto euro 3. Stesso identico copione anche nella settimana di Ferragosto, ovvero nelle giornate di martedì 13, mercoledì 14 e venerdì 16. E il giorno di Ferragosto? Vi sarà l’apertura straordinaria della Rocca Sforzesca, di Palazzo Tozzoni e del Museo di San Domenico, dalle ore 17 alle ore 21. Ingresso euro 4, ridotto euro 3. 

A tutto questo si aggiungono gli appuntamenti con visite guidate ed aperture serali. Si parte domani, mercoledì 26 giugno, quando dalle ore 20 alle ore 23 (ingresso gratuito) sarà aperta la a Rocca Sforzesca. Nell’occasione verrà proposto La storia al chiaro di luna, suggestivo itinerario con la scrittrice Lisa Laffi che, attraverso le pagine del suo ultimo romanzo dedicato alla figura del condottiero Giovanni dalle Bande Nere, figlio di Caterina Sforza, accompagna alla scoperta del Rinascimento. Il secondo appuntamento, invece, andrà in scena mercoledì 3 luglio, alle ore 21, al Museo di San Domenico, sempre ad ingresso gratuito, e avrà per titolo Voci dall’antico Egitto: la vita oltre la morte. A seguire visita al Museo «Giuseppe Scarabelli».

Durante il periodo estivo, comunque, restano in vigore le regolari aperture dei Musei civici: Rocca Sforzesca e Palazzo Tozzoni il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; Museo di San Domenico dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13, il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Infine, ogni domenica mattina nei tre Musei ingresso gratuito per i residenti a Imola. (d.b.)

Nella foto: il Museo Scarabelli

«Musei più aperti» in estate, previste aperture serali e straordinarie a Imola
Cronaca 21 Aprile 2019

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera

Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Sono queste le giornate festive di primavera in cui, come ormai da consuetudine, la Rocca Sforzesca, Palazzo Tozzoni e il Museo di San Domenico rimarranno aperti al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. 

Dopo la chiusura odierna, giorno di Pasqua, infatti domani, giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio sarà quindi possibile passeggiare sugli spalti della Rocca Sforzesca ammirando la meravigliosa vista sulla città dalla terrazza del mastio, visitare le suggestive stanze di Palazzo Tozzoni o immergersi fra fossili, pietre, conchiglie, dipinti, ceramiche e tanto altro esposto nelle Collezioni del Museo di San Domenico. Domenica 2 giugno inoltre, come ogni domenica mattina, dalle 10 alle 13, i visitatori residenti a Imola potranno entrare gratuitamente nei tre musei civici della città. (d.b.)

Nella foto (di Cristina Ferri): la Rocca Sforzesca

Palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca e Museo di San Domenico aperti nei giorni festivi di primavera
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2019

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio

Immaginiamo di avere una macchina del tempo e di programmare un viaggio a ritroso di circa 1.460 anni. Ci ritroveremmo così nella seconda metà del VI secolo, quando Imola era abitata dai Longobardi. Di origine nordica, nel corso dei secoli erano arrivati prima in Pannonia, comprendente parte delle attuali Ungheria, Austria, Croazia e Slovenia e, in seguito, nel nostro Paese, dove dal 568 in poi, sotto la guida del re Alboino, hanno occupato il nord e il centro Italia. La loro egemonia sul territorio imolese è durata circa 200 anni, a partire dall’ultimo quarto del 500 fino alla seconda metà del 700, quando sopraggiunsero i Franchi di Carlo Magno.

Stando alle fonti, la nostra era considerata tra le città più importanti dell’antica Emilia e i Longobardi avrebbero avuto parte attiva nel suo completamento con la probabile ricostruzione del Castrum, sopra il monte Castellaccio. Il loro passaggio ha lasciato anche tracce tangibili arrivate fino a noi. Si tratta di oggetti rinvenuti già nell’800 sulle prime colline imolesi da Giuseppe Cerchiari. Altri reperti sono stati ritrovati invece a Villa Clelia e in via Appia.

Sei preziose fibule (spille) sono state presentate il 7 aprile al Museo di San Domenico, in occasione della visita guidata riservata ai titolari della Card Musei metropolitani Bologna. «Le fibule in questione – ci spiega l’archeologa dei Musei civici, Laura Mazzini – facevano parte di corredi funebri, anche se non ci sono giunte informazioni precise sulle modalità di ritrovamento, avvenute nella seconda metà ’800. Questi gioielli erano tipici dell’abbigliamento femminile ed è probabile che appartenessero a donne di alto rango. Diversi pezzi facevano parte della collezione Cerchiari».

Ma gli «ori dei barbari», così come li conosciamo oggi, sono costituiti anche da altri pezzi, tutti conservati sotto chiave al Museo di San Domenico da quando, a metà anni ’80, il vecchio museo archeologico nei sotterranei dell’ex convento di San Francesco ha chiuso i battenti. Negli anni seguenti questi reperti sono stati esposti solo in occasione di sporadiche mostre a Imola e in altre città. (lo.mi.)

In attesa del nuovo allestimento all”interno del complesso di San Domenico a Imola, un ampio servizio su una parte della collezione imolese è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto un paio di fibule ritrovate nel podere Cardinala, sui colli imolesi

Quando Imola era abitata dai Longobardi: alla scoperta dei tesori ritrovati a fine '800 nel nostro territorio
Cultura e Spettacoli 21 Marzo 2019

Imola è pronta per le celebrazioni leonardiane con convegni, mostre, visite guidate, eventi per bambini

Dal 10 settembre 1502 alla fine dello stesso anno, Leonardo da Vinci visse a Imola: Cesare Borgia, detto il Valentino, che aveva conquistato tutti i territori della Romagna, gli aveva affidato il compito di studiare il potenziamento delle sue piazzeforti in Romagna, risolvendo ad esempio problemi di fortificazione della Rocca di Imola o studiando la predisposizione degli spostamenti dell’esercito e quindi la viabilità e l’organizzazione degli spazi urbani disponibili. Cinquecentodiciassette anni dopo, vi torna, quantomeno come protagonista di numerose iniziative. In realtà in questo 2019 il genio vinciano è protagonista in tutto il mondo, perché tutto il mondo è pronto a ricordare i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise, dove era approdato alla corte di Francesco I di Francia. La città di Imola, che sente forte il legame con l’artista ed inventore grazie anche alla mappa che disegnò nel 1502 e che ora si fa parte della Royal Collection inglese, gli dedica una serie di iniziative che riuniscono un ampio ventaglio di soggetti: innanzitutto il Comune di Imola, che organizzerà attività dedicate e curate dai servizi del settore Cultura del Comune di Imola ovvero i Musei civici e la Biblioteca comunale, poi l’Associazione per Imola Storico Artistica, che ha elaborato un progetto sui temi leonardiani promuovendo inoltre contatti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna al fine di giungere ad un programma di iniziative condiviso e strutturato anche con il Comune di Imola, quindi l’Università di Bologna, e ancora il Touring Club di Imola che ha predisposto un ampio pacchetto di eventi centrato sul genio toscano, ed infine If – Imola Faenza Tourism Company che darà vita a visite guidate e si occuperà della promozione.

A palazzo Sersanti, sarà ospitato il primo evento che la città dedica a Leonardo: nella mattinata dell’11 maggio l’Associazione per Imola Storico Artistica organizzerà il convegno «Da Leonardo a Google maps. Il profilo urbanistico di Imola in cinque secoli di cartografia», che vedrà interventi di studiosi e docenti universitari, tra cui Franco Farinelli che parlerà proprio della mappa. Il convegno prende spunto dalla presentazione pubblica del progetto di inserimento nel web della base dati sulla cartografia storica imolese elaborata su dvd dall’Aisa nel 2006 e che ora approda sul web tramite un progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Aisa punta poi a creare, partendo dal Taccuino di viaggio in Romagna di Leonardo da Vinci (Codice L), un percorso all’interno della città di Imola attraverso il quale vedere alcune caratteristiche urbane e storiche della Imola del periodo utilizzando strumenti di realtà aumentata.

Subito dopo, il 17 maggio, il Touring Club di Imola inaugurerà la mostra «1502 Il viaggio di Leonardo nelle Romagne» ospitata nella sala Gianni Isola: è formata da ventitré pannelli (70×100 cm) e sei quadretti (35×50 cm) con didascalie in italiano ed inglese, e quindi con un taglio didattico e divulgativo, ed è arricchita da numerose immagini. Tante, poi, le iniziative che organizzerà il Touring Club imolese nel corso dell’anno: un ciclo di incontri autunnali con autori che hanno scritto di Leonardo da romanzieri e non da storici (Marco Malvaldi, Danila Comastri Montanari, Monaldi e Storti, Pierluigi Panza…), momenti conviviali, visite e viaggi (ad esempio, la visita al Museo Leonardiano di Vinci e alla mostra alla Fondazione Carlo e Rosanna Pedretti a Lamporecchio, al Museo Leonardo da Vinci in Romagna di Sogliano), e un concorso per l’ideazione di un’immagine per legare Leonardo ad Imola, indirizzato agli studenti delle scuole imolesi.

I Musei civici, in giugno, organizzeranno «Viaggio in Romagna. Leonardo a Imola», una conversazione-spettacolo che punta l’attenzione sull’autunno del 1502, quando ad Imola si trovavano contemporaneamente Leonardo da Vinci, Machiavelli e Cesare Borgia: protagonisti gli autori-studiosi-attori Mario Neve e Maurizio Iacono, che si avvarranno anche di suoni, immagini e brevi filmati per ricreare il clima dell’epoca. Ci saranno poi laboratori per i più piccoli e incontri e conferenze in biblioteca in autunno sul viaggio di Leonardo in Romagna nel 1502. Le iniziative del Comune, infatti, prevedono sia l’evento a cura dei Musei intitolato «Messer Leonardo va in città. Il viaggio di Leonardo a Imola», dedicato ai più piccoli durante i quindici giorni del campo estivo rivolto a bambine e bambini dai sei ai dodici anni che esploreranno la città con gli occhi di Leonardo, che le conversazioni organizzate dalla biblioteca nell’autunno 2019 per ripercorrere le tappe del viaggio di Leonardo in Romagna nel 1502. Non mancheranno, poi, visite guidate e percorsi tematici sulle orme di Leonardo a Imola: il progetto vede il contributo dei Musei per quanto riguarda i contenuti scientifici e l’organizzazione e la promozione a cura di Imola Faenza Tourism Company. (s.f.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 21 marzo

Nella foto di Isolapress: da sinistra Erik Lanzoni, direttore di If, Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici, Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Andrea Ferri, presidente dell’Associazione per Imola Storico Artistica, Fabrizia Fiumi, console del Club di territorio imolese del Touring Club, Patrizia Tassinari, referente accademico della sede di Imola dell’Università di Bologna

Imola è pronta per le celebrazioni leonardiane con convegni, mostre, visite guidate, eventi per bambini

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