Cronaca

Intervista a Carlo Niccolai, presidente del Consorzio utenti canale dei Molini che lascerà l'incarico nel 2020

Intervista a Carlo Niccolai, presidente del Consorzio utenti canale dei Molini che lascerà l'incarico nel 2020

Da vent’anni l’imolese Carlo Niccolai è il presidente del Consorzio utenti canale dei Molini di Imola e Massa Lombarda, l’ente che nel 2010 ebbe l’idea di proporre un evento dedicato anche all’agricoltura, poi sviluppatosi nella Fiera agricola che conosciamo oggi. Quest’anno, presentando la nona edizione, Niccolai ha annunciato pubblicamente la decisione di lasciare la presidenza del Consorzio. «Il mandato scadrà nella primavera del 2020 – puntualizza – ma metto già le mani avanti». E pare non avere intenzione di cambiare idea.

Di professione agricoltore, da tre anni in pensione, è lui stesso un utente del consorzio. I suoi terreni sono al Piratello, dove però… non passa il canale dei Molini.«In effetti nel quartiere Cappuccini, dove abito, un tempo c’erano orti. Nel cortile della mia abitazione c’è ancora la derivazione di una vecchia condotta che passa da via Villa Clelia. Quando non arriva più acqua si può chiedere di essere distaccati, altrimenti si paga al consorzio una quota minima di 11 euro. Molti scelgono di tenere l’utenza per mantenere un diritto. Nel 2000 mi ero rivolto al segretario di zona di Confagricoltura, Giovanni Guerrini, per chiedere come fare a smettere di pagare la quota. Mi disse: “Sei un utente del consorzio? Allora non solo non smetti di pagare la quota, ma ti candidi alla presidenza. Abbiamo bisogno di una persona come te”. Dal 1940 in poi, il presidente del Consorzio utenti canale dei Molini è sempre stato un agricoltore, scelto anche in accordo con le tre associazioni di categoria, Confagricoltura, Cia e Coldiretti. Questa mia esperienza è cominciata così».

La storia moderna del consorzio parte dal 1940, ma alle spalle c’è una tradizione millenaria…
«Ci vantiamo di essere il più antico manufatto economico dell’imolese. Le prime tracce scritte sul canale dei Molini si trovano poco dopo il mille ed è anche ben identificato sulla famosa mappa imolese di Leonardo da Vinci. Anche l’acqua del fossato della rocca era alimentata dal canale dei Molini. Pare che i primi a porsi il problema di come bonificare “la bassa” siano stati i frati di Santa Maria in Regola e il toponimo di via Laguna la dice lunga. L’attuale consorzio nasce invece nel 1940. In origine c’erano due congregazioni, Imola e Massa Lombarda, sovente in guerra tra loro. Ci sono stati scontri e, intorno al 1400, persino un morto. Il canale dei Molini è nato come opera di bonifica, si è sviluppato come fornitore di forza motrice ai mulini collocati lungo il suo percorso e, da quando la tecnologia lo consente, anche come opera irrigua. Intorno al 1940 il canale era in pesante difficoltà economica. Si è così deciso di chiudere le vecchie congregazioni e unificarle in un unico ente che si sarebbe accollato debiti e responsabilità economica, prima in capo ai molinisti. Da qui la trasformazione in consorzio, un ente privato di diritto pubblico, mentre i molinisti accettarono di dare in gestione i loro fabbricati e tutte le strutture utili di loro proprietà, case di guardia e manufatti come il “ripartitore” accanto alla bocciofila, tutt’oggi in funzione, dove si decide se mandare l’acqua del canale a destra o a sinistra». 

Qual è l’attuale tragitto del corso d’acqua?
«Il canale si snoda per circa 40 chilometri da Codrignano, dove c’è la casa di guardia, e arriva a Massa Lombarda, dove l’acqua si reimmette nel fiume Santerno. A Imola, all’altezza della bocciofila, si biforca, per poi ricongiungersi lungo la Selice. Un tempo, quando la capacità di presa d’acqua era “normale”, il canale arrivava fino a Conselice e si immetteva nel Reno, poco oltre Lavezzola». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto a destra Carlo Niccolai, accanto al suo predecessore Eugenio Galvani

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