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Cronaca 14 Febbraio 2019

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive

Il centro studi Alcide De Gasperi, l’associazione Imprese e professioni e il centro studi Luigi Einaudi organizzano un incontro dibattito sul tema “Istituto di Montecatone ospedale di riabilitazione, l’oggi… e le prospettive”. All’iniziativa, in programma venerdì 15 febbraio alle ore 17.30, presso il circolo Sersanti in piazza Matteotti, parteciperanno Mario Tubertini, direttore generale dell’Istituto di Montecatone, Marco Gasparri, presidente della Fondazione Montecatone, e Gianni Pieroni, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. L’iniziativa è aperta a tutti.

Il Montecatone rehabilitation institute è una società per azioni con capitale interamente pubblico i cui soci sono l’Ausl di Imola e il Comune. La società è amministrata da un consiglio di amministrazione con funzioni di indirizzo e controllo e da un direttore generale responsabile della gestione di questo ospedale pubblico per la riabilitazione di persone con lesioni midollari o cerebrolesioni e il loro rientro nei territori di provenienza, con un nuovo progetto di vita compatibile con la disabilità acquisita. Inoltre, caratteristica unica nel panorama italiano, l’ospedale è dotato di un’Area critica, con 18 posti letto, che consente una presa in carico riabilitativa del paziente ancora in fase di instabilità clinica e quindi non autonomo relativamente alle funzioni vitali.

Inoltre, ricerca e innovazione hanno per l’Istituto di Montecatone un ruolo strategico e rappresentano cardini impre-scindibili della cura e dell’assistenza medico-riabilitativa. A tal fine vengono sviluppati progetti principalmente rivolti alla mielolesione, anche in cooperazione con partner italiani ed europei. Lo sviluppo e la gestione dei progetti di ricerca e di innovazione assistenziale sono supportati da un Comitato tecnico scientifico e da una apposita infrastruttura per la ricerca e l’innovazione. Il personale che presta la propria attività presso l’Istituto è costituito da 390 unità delle quali 352 dipendenti a tempo indeterminato e 38 dipendenti a tempo determinato.

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive
Cronaca 12 Febbraio 2019

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto

Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario del Montecatone Rehabilitation Institute. La nomina è stata effettuata direttamente dal direttore generale, Mario Tubertini, che ha così completato lo staff dirigenziale dell”ospedale. La dottoressa Valmori sostituisce Roberto Pederzini, andato in pensione dopo aver ricoperto l”incarico di direttore sanitario a partire dal 2005.

Virna Valmori ha conseguito nel 1986 la laurea in medicina e chirurgia all”Università di Bologna, per poi specializzarsi in  Igiene e Medicina preventiva, indirizzo Organizzazione dei servizi ospedalieri nel 1993, all”Università di Ferrara. Nel 1999 e nel 2000 ha conseguito due ulteriori specializzazion, rispettivamente in Diritto sanitario all”Università di Urbino e in Organizzazione dei Servizi sanitari all’Università di Tor Vergata di Roma. Prima di approdare a Montecatone, la dottoressa Valmori è stata dirigente medico della Direzione ospedaliera di Imola (1990-1997), direttore sanitario dell”Ausl di Senigallia (1998-2002) e direttore del Presidio ospedaliero Bufalini di Cesena (2002-2018).

«Ringrazio la dottoressa Valmori per aver accettato questo incarico e sono sicuro che con la sua esperienza darà un grande contributo a Montecatone», ha dichiarato il direttore generale Tubertini. (r.cro.)

Nella foto il neo direttore sanitario di Montecatone, Virna Valmori

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto
Cronaca 5 Febbraio 2019

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa

C’è l’ospedale classico, con i reparti, i letti, i degenti. E c’è un ospedale invisibile ai più, fatto anch’esso di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che si recano a casa di anziani, disabili o malati, che grazie a questi servizi possono evitare il ricovero in struttura protetta e rimanere in famiglia oppure nella propria abitazione. Uno strumento che è aumentato di intensità negli anni come numero di prestazioni svolte a domicilio dagli operatori sanitari. E a volte gli assistiti possono avere necessità di prestazioni sia sanitarie che sociali.

Un esempio è quello di Marilena, 72 anni, che convive con un’invalidità al 100 per cento. «Mia madre è caduta due anni fa e si è rotta il bacino, ma per via di una patologia non hanno potuto farle l’intervento per ridurre le fratture, così oggi è in carrozzina», racconta la figlia. Basta poco, a volte una banale caduta cambia per sempre la vita di una persona. Marilena ora ha bisogno dell’aiuto dei servizi domiciliari. «Una volta alla settimana un’operatrice l’aiuta a fare il bagno e periodicamente il personale sanitario viene per il prelievo del Cumadin», prosegue la figlia. Per fortuna, Marilena ha il marito che può occuparsi della preparazione dei pasti e delle varie commissioni. «Altrimenti sappiamo che esiste anche la possibilità di richiedere il pasto a domicilio – dice ancora la figlia -. Siamo soddisfatti del servizio, abbiamo sempre avuto a che fare con persone professionali e molto umane».

Quello della signora Marilena è solo uno dei tanti casi di persone che, grazie ai servizi finanziati attraverso il Fondo regionale per la non autosufficienza, rimpolpato da risorse dei Comuni nel caso del nostro circondario imolese (oltre un milione di euro nel 2018 per tutti i servizi accreditati), possono continuare a vivere in famiglia o nella propria casa.  «Il numero negli ultimi dieci anni si può considerare sostanzialmente stabile, ma sono aumentati di parecchio il grado di gravità e la complessità dei casi, che abbisognano quindi di un numero di visite decisamente maggiore» spiega il direttore del Distretto dell’Ausl di Imola, Alberto Minardi. Un mondo che per noi utenti significa semplicemente assistenza domiciliare ma che ha vari aspetti e servizi da «ritagliare» e attivare a seconda delle persona e del problema. I numeri li dettaglia sempre Minardi: «A dicembre 2018 avevamo 236 pazienti che usufruiscono dell’assistenza domiciliare integrata che prevede visite del medico, dell’infermiere e, a volte, anche dell’operatore sociale – elenca -. I casi di assistenza programmata sono invece 517, con questa modalità abbiamo solo il medico che a scadenze pre-ise viene a domicilio. Infine, ci sono 413 pazienti in carico all’assistenza infermieristica, che non contempla l’intervento del medico se non al bisogno» dettaglia Minardi.

Chi decide quale tipo di assistenza attivare? «Il proprio medico di medicina generale». «Siamo noi l’anello che si interfaccia con tutti, anche perché noi abbiamo pazienti di ogni tipo: anziani, disabili, psichiatrici – precisa Anna Maria Severino, per l’appunto medico di base e animatore della formazione per la medicina generale -. Il lavoro di equipe è molto importante, portiamo avanti i progetti e discutiamo i casi. E’ la bellezza della rete e del lavorare insieme. Noi medici di base siamo un po’ isole, ognuno ha una sua autonomia e un suo modo di lavorare diverso da quello dei colleghi, per questo è importante il fatto di collaborare con altre figure professionali. In questi giorni, ad esempio, ho una paziente in dimissione, abbiamo già fatto riunioni per coordinare l’assistenza ed è un lavoro che continuerà anche dopo».

L’assistenza domiciliare ha mosso i primi passi nel nostro territorio circa trent’anni fa, nel tempo non solo sono aumentate le persone seguite, ma anche la complessità dei casi gestiti. Merito della preparazione del personale infermieristico e della formazione dei caregiver, che non significano solo le assistenti familiari, meglio conosciute come badanti, ma anche parenti, vicini di casa, amici, tutte coloro che si prendono cura in qualche modo di una persona presso il suo domicilio. «La richiesta e il conseguente obiettivo di evitare il ricovero di pazienti sempre più gravi, ha fatto sì che si siano sviluppate competenze dei caregiver su tematiche inconcepibili fino a pochi anni fa – conferma Minardi -.Parlo di pratiche per le quali sarebbero stati necessari interventi infermieristici e che ora svolgono, invece, figli, coniugi, badanti, come la gestione del sondino naso-gastrico per l’alimentazione parenterale, per la tracheocannula o dell’ossigenoterapia a domicilio».

Inoltre, gli interventi sono sempre più integrati tra aspetti sanitari e sociali, un tema complesso, che in passato ha creato non poche difficoltà ed oggi superato o quasi grazie alla gestione integrata tra sociale e sanità. Lo conferma Stefania Dazzani, direttore dell’Asp che gestisce i servizi sociali per i Comuni del circondario imole-se. «Nell’ultimo anno e mezzo – informa Dazzani – abbiamo introdotto i primi 30 giorni di assistenza gratuita per le fami-glie che, a causa di un problema di salute improvviso, dall’ictus alle cadute che compromettono la mobilità, si ritrovano a carico un anziano oppure un disabile al momento della dimissione dall’ospedale, cioè una persona in condizioni molto diverse da prima della malattia. L’obiettivo è consentire ai parenti di prendere coscienza della nuova situazione e di formare i caregiver, se ci sono. Successivamente è prevista una compartecipazione economica in base all’Isee. In queste condizioni abbiamo una quindicina di utenti al mese che si rivolgono a noi con un investimento sul territorio, ad oggi, di 50.000 euro». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto un”infermiera del servizio di assistenza domiciliare

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa
Economia 26 Gennaio 2019

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria

La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bologna cambia le modalità di erogazione dei propri servizi diretti alle imprese del circondario imolese. Fino a due anni fa l’ente di piazza della Mercanzia (presente in città dal 1957) aveva ad Imola una propria sede distaccata, ubicata (dal 1982) nella storica palazzina di viale Rivalta che in origine aveva ospitato il giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Poi, un anno fa ha deciso di venderla, in ossequio alla legge di riordino del sistema camerale del ministro Madia, che ha imposto la razionalizzazione delle sedi secondarie, aprendo uno sportello nella sala Miceti (al primo piano dell’immobile che ospita anche il mercato coperto «Il Borghetto»), ove nel frattempo il Comune aveva accentrato i propri servizi al cittadino.

Ebbene, il nuovo modello organizzativo, che diventerà operativo dal prossimo 1 febbraio in sostituzione dello sportello presso la sala Miceti, prevede la possibilità per le imprese di usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. Due i vantaggi per le imprese: la moltiplicazione dei punti di accesso e la possibilità di accedere tutti i giorni della settimana ai servizi camerali, mentre ora lo sportello era aperto solo il martedì e la mattina del venerdì. Anche i privati potranno rivolgersi alle associazioni, fermo restando che i principali servizi al cittadino, come ad esempio le visure camerali, possono essere comunque richiesti online attraverso il sito www.bo.camcom.gov.it.

«Meno spostamenti, più efficienza, una nuova collaborazione fra Camera di commercio e associazioni», sintetizza Valerio Veronesi, presidente dell’ente. Che aggiunge: «Imola fa da apripista ad un modello che siamo sicuri agevolerà la vita delle imprese». Hanno sottoscritto la convenzione l’Alleanza delle cooperative italiane di Imola, Cia Imola, Cna Imola, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigia-nato, Confcommercio-Ascom Imola e la delegazione imolese di Confindustria Emilia Area centro.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la firma della convenzione in Municipio

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria
Cronaca 21 Gennaio 2019

Servizi sanitari e sociali insieme nella nuova Casa della Salute di Borgo Tossignano per i cittadini della Vallata

E’ stata inaugurata sabato scorso, 19 gennaio, a Borgo Tossignano, la nuova Casa della Salute della Vallata del Santerno. I lavori della struttura, iniziati a fine marzo 2018, si sono conclusi il 17 ottobre, per un costo di poco superiore ai 300.000 euro, interamente finanziati da un progetto europeo. Sull’edificio, che risale al 1997 e ha una superficie lorda di 590 metri quadri, sono state effettuate ristrutturazioni sia esterne che interne: area ambulatori infermieristici, Cup/sportello distrettuale, ambulatori medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e del volontariato.

All’inaugurazione erano presenti, insieme ai quattro sindaci della Vallata, il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, il vescovo Tommaso Ghirelli, la presidente dell’Asp Renata Rossi Solferini, i consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli e, in rappresentanza del Nuovo Circondario Imolese, il presidente Onelio Rambaldi con il sindaco di Mordano Stefano Golini.

«La Casa della Salute – ha affermato la prima cittadina di Borgo Tossignano, Clorinda Mortero – racchiude sotto lo stesso tetto, nella stessa casa, per la salute di tutta la comunità della Vallata” i servizi sanitari e sociali di base. Non è solo un modello organizzativo in cui la salute di ciascuno viene presa in carico a 360 gradi, sia dal punto di vista sanitario che sociale, ma deve essere anzitutto un modello di comunità per cui la salute di ciascuno è un fatto dell’intera comunità e viene presa in carico in maniera diffusa».

Il direttore generale dell’Ausl, Andrea Rossi, ha quindi spiegato l’origine dei finanziamenti, ottenuti grazie alla Regione Emilia Romagna e attraverso un Progetto Europeo. «Credo sia giusto affermare che c’è un’Europa che ha a cuore lo sviluppo dei piccoli comuni e delle nostre comunità – ha detto Rossi – E’ stato poi il Nuovo Circondario Imolese a decidere, con unanimità dei Sindaci, di candidarsi a questo progetto regionale, superando qualsiasi campanilismo e facendo prevalere un interesse superiore che ci ha permesso di raggiungere questo risultato».

Da parte dell’Asp, la presidente ha sottolineato che «la commistione tra sanità e sociale in un unico luogo fisico è una politica vincente. Siamo quindi molto orgogliosi di essere qui con un programma settimanale e mensile, che prevede la presenza delle assistenti sociali due mattine a settimana in libero accesso ed una mattina al mese di sportello migranti», mentre la direttrice, Stefania Dazzani, ha ricordato che Asp ha in carico in Vallata circa 400 persone, per lo più anziani, che hanno un progetto assistenziale che supporta le loro fragilità sociali.

Per quanto riguarda i servizi, la Casa della Salute ospita il nuovo Punto unico di accoglienza e di accesso all’assistenza socio-sanitaria a gestione infermieristica, integrato con lo sportello sociale. La funzione è dunque quella di accogliere e orientare i cittadini.

Sono inoltre presenti l’ambulatorio infermieristico, per l’esecuzione di attività di prelievo, medicazioni ed altre prestazioni infermieristiche, eseguite in collaborazione con il medico di medicina generale oppure in autonomia e lo studio dell’assistente sociale dell’Asp, la cui presenza è programmata. Le sedi del Servizio sociale professionale territoriale e del Servizio di Assistenza Domiciliare (Sad) mantengono l’attuale collocazione in contesti esterni alla Casa della Salute, mentre è presente il Nucleo di cure primarie (Ncp) Vallata del Santerno, costituito da sei medici di assistenza primaria e un pediatra di libera scelta, tre dei quali (due medici di base e un pediatra), usano come ambulatorio principale quello individuato all’interno della Casa della Salute. I sei medici del Nucleo garantiscono una copertura dell’ambulatorio (continuità assistenziale diurna) per 10 ore al giorno cinque giorni a settimana. Inoltre, la Casa della Salute è sede del Servizio di continuità assistenziale che opera per consulti telefonici o visite domiciliari di notte, in integrazione con Imola e con l’attività ambulatoriale ad accesso diretto dei cittadini nei prefestivi e festivi diurni. La rete del soccorso extra-ospedaliero prevede a Borgo Tossignano una postazione territoriale 118.  (r.cro.)

Nella foto il taglio del nastro

Servizi sanitari e sociali insieme nella nuova Casa della Salute di Borgo Tossignano per i cittadini della Vallata
Cronaca 18 Gennaio 2019

Il 19 gennaio a Borgo Tossignano inaugurazione della Casa della Salute dopo i lavori di ristrutturazione

Completati i lavori di ristrutturazione del vecchio immobile, sabato 19 gennaio alle ore 11 in via dell’VIII Centenario verrà inaugurata ufficialmente la Casa della salute della vallata del Santerno. Quella che era la sede dell’Ausl è stata trasformata nella terza Casa della salute del circondario, a servizio dei residenti dei comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio.

La struttura sarà dotata di Servizio di accoglienza a gestione infermieristica e vedrà presente, periodicamente, un assistente sociale dell’Asp. I lavori si sono svolti in tre fasi per garantire la continuità delle attività; per questo motivo, da marzo dell’anno scorso, quando sono iniziati i cantieri, è stato necessario fare alcuni spostamenti e sospendere alcune attività, ma ora è tornato tutto alla normalità. L’intervento è stato reso possibile grazie al finanziamento di 326mila euro ottenuto tramite il bando del Programma di sviluppo rurale regionale.

I lavori hanno riguardato l’aspetto edile ed impiantistico dei 500 metri quadrati su cui si erge la struttura sanitaria e serviranno per migliorare le prestazioni energetiche, la sicurezza antincendio e antintrusione, l’implemento degli impianti esistenti ed alcune modifiche planimetriche.

All’inaugurazione parteciperanno Clorinda Mortero, sindaco di Borgo Tossignano, Gisella Rivola, sindaco di Casalfiumanese, Athos Ponti, sindaco di Fontanelice, Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio, Renata Rossi Solferini, presidente dell’Asp del Circondario imolese, e Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola.

Il 19 gennaio a Borgo Tossignano inaugurazione della Casa della Salute dopo i lavori di ristrutturazione
Cronaca 11 Gennaio 2019

«I colori delle emozioni», sabato 12 gennaio l'evento per festeggiare il decennale di Casa Alzheimer

L’Asp Circondario imolese e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola organizzano un evento per festeggiare i dieci anni dall’apertura a Imola di Casa Cassiano Tozzoli – Casa Alzheimer. Il percorso che ha portato alla nascita della struttura destinata ad accogliere persone con malattia di Alzheimer ha avuto origine una decina di anni fa, e ha permesso di giungere alla costruzione della struttura attuale, che all’epoca fu interamente donata dalla Fondazione Cassa Risparmio di Imola all’allora Ipab «Casa di Riposo Inabili al Lavoro di Imola», ente che successivamente confluì nell’Asp Circondario imolese.

L’associazione Alzheimer Imola ha attivamente promosso la realizzazione del progetto sul territorio ed insieme all’Ausl imolese sostiene e collabora con l’Asp, che gestisce la struttura, per la qualificazione dell’assistenza. Al momento attuale i servizi erogati all’interno della Casa Cassiano Tozzoli – Casa Alzheimer comprendono un centro diurno anziani e una casa residenza anziani con un nucleo Alzheimer e ricoveri temporanei.

L’evento in programma per il pomeriggio di sabato 12 gennaio ha come tema prescelto «I colori delle emozioni», con un colore diverso per ogni aspetto: per conoscere il cammino percorso, per conoscere le persone, per conoscere la struttura, per conoscere le attività che svolgiamo, per conoscere i momenti della giornata, per conoscerci. I colori legati a questi aspetti saranno la base per allestire un percorso guidato per i visitatori, per far conoscere i diversi spazi colorati della struttura e alcune delle attività che vengono svolte al suo interno. Lungo il percorso verranno predisposti dei pannelli per illustrare le relazioni tra colore ed emozione e l’utilizzo che viene fatto per favorire le diverse attività o momenti della giornata.

Saranno presenti all’evento la presidente dell’Asp, Renata Rossi Solferini, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Fabio Bacchilega, la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, la presidente dell’associazione Alzheimer, Bona Sandrini, e i rappresentanti dell’Ausl di Imola. (r.cro)

«I colori delle emozioni», sabato 12 gennaio l'evento per festeggiare il decennale di Casa Alzheimer
Cronaca 14 Dicembre 2018

L'assistenza domiciliare, un ospedale sul territorio che assiste oltre 1.100 pazienti nel circondario imolese

Sono oltre 1.100 i pazienti assistiti al proprio domicilio nel territorio dell”Azienda usl di Imola. A tutti loro ha voluto inviare gli auguri di Natale il vescovo di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, recandosi personalmente a casa di uno degli assistiti, Tonino Brunori, classe 1938, accompagnato dal direttore del Distretto, Alberto Minardi, dal medico di medicina generale Roberto Merli e da Paola Cavini, una delle infermiere del servizio di assistenza domiciliare che lo seguono.

L”iniziativa è stata assunta dalla direzione del Distretto, che ha voluto sottolineare l”esistenza di questo «grande ospedale sul territorio» accanto all”ospedale vero e proprio, dove comunque il vescovo si è recato come ogni anno per porgere i tradizionali auguri e impartire la benedizione alle persone ricoverate. «Grazie al nostro vescovo – aggiunge il direttore Minardi – per questa visita a Tonino attraverso il quale, simbolicamente, inviamo a tutti gli assistiti i più sinceri auguri di un Natale sereno».

Per tornare ai numeri delle persone assistite al proprio domicilio, Minardi precisa che sul totale dei pazienti seguiti «236 fruiscono dell”assistenza domiciliare integrata dei loro medici di famiglia e delle infermiere territoriali, 517 sono seguiti in assistenza domiciliare programmata, una o due volte al mese, dal loro medico di base e 413 sono stabilmente in carico all”assistenza infermieristica domiciliare».

Nella foto la visita del vescovo Ghirelli a casa del signor Tonino Brunori

L'assistenza domiciliare, un ospedale sul territorio che assiste oltre 1.100 pazienti nel circondario imolese
Cronaca 13 Dicembre 2018

La Farmacia del Borgo di Castel San Pietro ha traslocato sulla via Emilia e farà orario continuato 8-20 dal lunedì al sabato

Trasloco sulla via Emilia per la Farmacia del Borgo, uno spazio con parcheggio e nuovi servizi come l’orario continuato dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato 8 dicembre alla presenza del sindaco Fausto Tinti e del comico Paolo Cevoli, noto assessore alle varie ed eventuali, nonché amico del titolare, il farmacista bolognese Massimiliano Fracassi, che ha divertito i tanti presenti e ricevuto il camice da farmacista ad honorem.

«Siamo molto contenti che attraverso l’investimento e l’impegno dello staff della farmacia si completi e aumenti il servizio sanitario offerto alla nostra comunità – ha affermato Tinti -. C’era bisogno di un servizio con queste caratteristiche».

La Farmacia del Borgo è nata una decina di anni fa in via Mazzini, una sede assegnata con concorso e richiesta in base al numero di abitanti. Il trasferimento rientra sempre nell’area della pianta organica, ma la collocazione attuale è più ampia e comoda, nel tratto di statale che attraversa il paese, raggiungibile a piedi o in bici ma con un parcheggio dedicato per le auto dei clienti. ( l .a .)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto il taglio del nastro con Paolo Cevoli, Massimiilano Fracassi e il sindaco Fausto Tinti

La Farmacia del Borgo di Castel San Pietro ha traslocato sulla via Emilia e farà orario continuato 8-20 dal lunedì al sabato
Cronaca 13 Dicembre 2018

La Giunta 5 Stelle ha deciso: nel 2019 Hera continuerà a riscuotere la Tari per conto del Comune

Hera continuerà a riscuotere la tassa sui rifiuti (Tari) per conto del Comune anche per il prossimo anno. E’ la conclusione a cui è arrivata la Giunta 5 Stelle, che da sempre vede Hera come fumo negli occhi. A Imola la multiutility gestisce non solo la riscossione della Tari, ma anche il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

Non a caso, tra i primi punti del programma presentato in campagna elettorale dal M5s, alla voce Ambiente-Rifiuti c’era la volontà di costituire una società in house, «per superare – si motivava – il conflitto d’interessi tra raccolta- gestione dei rifiuti e lo smaltimento in discariche e inceneritori». Alle parole, però, stanno seguendo scelte diverse. «Dopo una serie di valutazioni – queste le parole dell’assessore al Bilancio, Claudio Frati, durante la commissione consigliare dello scorso 10 dicembre – abbiamo pensato che la soluzione migliore, sia da un punto di vista economico che di continuità del servizio, sia questa».

La Giunta prende tempo dunque anche sul tema Tari. «Questo atto – aggiunge Frati – arriva dopo una serie di approfondimenti che abbiamo fatto con gli uffici, al termine dei quali abbiamo valutato che, vista l’attuale situazione in termini di gare IntercentEr e viste altre amministrazioni che hanno optato per soluzioni differenti (con risultati insoddisfacenti, Ndr), per una questione sia di economicità che di continuità del servizio e per evitare rischi legati a cambi repentini della riscossione che avrebbero potuto creare dei disservizi, abbiamo valutato che la soluzione migliore, al momento, è prorogare la concessione di un anno, rinnovabile di un ulteriore anno. Nel caso si volesse rescindere la convenzione serve un preavviso di 60 giorni. In caso di proroga anche l’anno successivo, abbiamo in più un leggero vantaggio economico, perché Hera ci riconoscerebbe uno sconto del 5 per cento».

Ha poi ammesso che la valutazione sul servizio finora garantito da Hera, per quanto riguarda la gestione della Tari, è stata «positiva», mentre sposta in avanti la reinternalizzazione del servizio di gestione rifiuti promessa in campagna elettorale. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto: cassonetti a Imola

La Giunta 5 Stelle ha deciso: nel 2019 Hera continuerà a riscuotere la Tari per conto del Comune

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