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Cronaca 16 Gennaio 2020

La stazione ecologica di Imola chiude per un giorno, riaprirà regolarmente sabato 18 gennaio

Chiusura per un giorno, venerdì 17 gennaio, per la stazione ecologica di Imola, in via Brenta. Per quella giornata è infatti programmato il posizionamento della pesa ponte, che si svolgerà con l”ausilio di un”autogru e richiederà, per sicurezza, la chiusura dell”impianto. La stazione riaprirà poi regolarmente sabato 18 gennaio. L”operazione in programma venerdì avviene nell”ambito dell”intervento di sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione ecologica, cominciato a fine ottobre 2019 e destinato a terminare entro febbraio 2020. L”intervento è realizzato da Hera in accordo con il Comune di Imola. La notizia della chiusura per un giorno è segnalata sul posto con appositi cartelli informativi e comunque venerdì 17 gennaio, negli orari di apertura previsti, sarà presente un operatore nelle vicinanze del parcheggio per informare gli utenti che dovessero comunque presentarsi in loco.

L”intervento in corso si è reso necessario perché l”utilizzo della stazione ecologica è aumentato negli anni e tende a crescere ancora. L”aumento delle persone In questi anni ha allungato i tempi di attesa e determinato la necessità di rendere disponibili dei parcheggi all”interno dell”impianto. Sono dunque in via di realizzazione un nuovo accesso pedonale per collegare direttamente il parcheggio pubblico esterno, in via Brenta, con il piazzale interno, in modo da agevolare l”ingresso di persone a piedi ed alleggerire il traffico veicolare, una soluzione pensata soprattutto per i cittadini che si recano al centro di raccolta solo per andare allo sportello tessere.  

Inoltre, saranno raddoppiati i parcheggi interni, che diventeranno 12 e sarà introdotto un senso di marcia unico, mentre oggi il percorso carrabile all’interno della stazione ecologica è a doppio senso di marcia e il cancello di uscita ed entrata è lo stesso. A intervento terminato, l’uscita sarà diversa per rendere più fluida la viabilità interna. Hera installerà poi, e si tratta proprio dell”intervento in programma domani, un sistema di pesatura con una pesa ponte carrabile con alta capacità di carico, in modo da consentire ai mezzi che trasportano quantitativi voluminosi di materiali di passarvi agevolmente sopra sia in entrata, a pieno carico, che in uscita, con la registrazione automatica quindi del peso conferito. Infine, all”interno della stazione ecologica si metterà mano ad alcune opere di manutenzione straordinaria come l”adeguamento degli impianti antincendio e di illuminazione esterna, una nuova recinzione lungo via Brenta e la revisione di tutta la segnaletica di viabilità interna e di sicurezza. (r.cr.)

La stazione ecologica di Imola chiude per un giorno, riaprirà regolarmente sabato 18 gennaio
Cronaca 9 Gennaio 2020

Come proteggere dal gelo i contatori dell'acqua, le indicazioni di Hera per evitare brutte sorprese

Il gelo invernale mette a rischio tubazioni e contatori dell”acqua. Come fare allora per non avere brutte sorprese e rischiare rotture nei mesi più freddi dell”anno? Ecco che arrivano, puntuali, i consigli di Hera per tutelarsi ed evitare così disagi e spese, dal momento che è cura del cliente la custodia degli apparecchi.

Ovviamente i contatori esterni alle abitazioni, in particolar modo quelli che si trovano in locali non isolati e nelle seconde case non abitate se non nel ridotto periodo delle vacanze, sono quelli più esposti al rischio rottura. In questo caso, è consigliabile che da un rubinetto esca sempre un filo d’acqua, una modesta quantità, evitando inutili sprechi. I bauletti o le nicchie che contengono i contatori devono poi essere rivestiti di materiale isolante, ovvero coibentati, utilizzando a questo fine materiali come il polistirolo o il poliuretano espanso, materiali facilmente reperibili presso rivenditori del settore edile. Lo spessore dei pannelli deve essere di almeno due centimetri e mezzo.

Meglio invece, spiegano ancora da Hera, «evitare di rivestire le tubature avvolgendole con stracci che, assorbendo l’acqua e ghiacciandosi, possono aumentare il rischio». E” invece buona norma, nelle case disabitate, chiudere il rubinetto che si trova sopra il misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto.  Comunque, qualora dovessero verificarsi rotture o danni al contatore, occorre dare immediata comunicazione a Hera, telefonando al numero verde del Pronto Intervento: 800.713.900.

Per ulteriori informazioni: www.gruppohera.it/gelo. (r.cr.)

Come proteggere dal gelo i contatori dell'acqua, le indicazioni di Hera per evitare brutte sorprese
Cronaca 7 Gennaio 2020

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama

Anche l”attività motoria può diventare una terapia per alcuni tipi di malattie. In particolare l”Attività motoria adattata (Ama), che è un”attività studiata proprio per alcune patologie e che può essere utile al termine di un percorso riabilitativo per mantenere le funzionalità recuperate. Insomma, non una terapia in senso stretto, ma comunque un”attività che deve essere prescritta dal medico di base oppure dal medico specialista e somministrata, se così si può dire, da personale formato e certificato.

La prescrizione dell”Ama da parte dei medici, anche di quelli sportivi, è stata promossa dalla Regione Emilia-Romagna e nel territorio imolese sono nati alcuni progetti in tal senso, a cominciare dall”adesione al programma regionale «Trapianto, attività fisica e sport», coordinato dal Centro trapianti dell”Emilia Romagna, in base al quale è stata avviata la prescrizione di questo tipo di attività. Il progetto prevede che sia il nefrologo del reparto di Nefrologia e dialisi dell”ospedale di Imola a selezionare le persone sottoposte a trapianto di rene o in attesa di riceverlo per inviarle al medico dello sport cui tocca il compito di fare la valutazione funzionale e prescrivere l”attività motoria, in considerazione del fatto che è provata scientificamente la possibilità di migliorare, attraverso un”attività fisica personalizzata, diverse malattie che possono colpire questi pazienti, dalle patologie cardiovascolari all”obesità, dal diabete all”osteoporosi e alla sindrome metabolica. Inoltre, in generale chi svolge un”attività motoria spesso assume meno farmaci.

Venendo ad un”applicazione specifica, da un anno circa l”Ausl di Imola ha avviato un progetto pilota di Ama destinato a persone che soffrono di lombalgia cronica. Lo racconta il responsabile della Medicina sportiva dell”Ausl, Andrea Pezzoli, partendo dal presupposto che il mal di schiena è una patologia molto invalidante, ma l”esercizio fisico adatto può rappresentare un giovamento per chi ne soffre: «Grazie alla collaborazione del Csi Imola – spiega – abbiamo prima avviato alcuni corsi proposti direttamente dal fisiatra ai pazienti che, per le caratteristiche della loro patologia, potevano trarne beneficio. Da alcune settimane anche i medici di famiglia potranno prescriverla ai loro assistiti che soffrono di mal di schiena».

Chi somministra gli esercizi adeguati, poi, è personale specializzato laureato in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata il quale, come anticipato, deve essere formato e certificato. Le attività poi si svolgono non in strutture sanitarie, bensì nelle palestre riconosciute come «Palestre che promuovono salute per l’Attività Motoria Adattata», in linea con la delibera della Giunta Regionale 2127/2016 e l”attività praticata viene pagata direttamente dall”assistito. In sostanza, le palestre che intendono proporre l”Ama devono accreditarsi. «Le palestre che promuovono salute e attività motoria adattata, aderenti alla Rete Regionale dell’Emilia Romagna, hanno sottoscritto un codice etico e vi operano laureati in scienze motorie qualificati che si impegnano ad operare seguendo protocolli regionali specifici per patologia con programmi supervisionati dalla Medicina Riabilitativa e dalla Medicina dello sport della Ausl Imola, conclude infatti Pezzoli. 

Attualmente nel territorio dell”AUSL di Imola la palestre che aderiscono alla Rete regionale sono due entrambe a Imola: Csi Centro Sportivo Montericco (via Montericco, 5/A) e  Imola Palestra Free Time (via Turati, 2). Chi desidera sapere qual è la palestra accreditata più vicina può poi consultare il sito http://www.mappadellasalute.it/. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito www.mappadellasalute.it

L'attività motoria per alcune malattie ora la prescrive il medico. Come funziona l'Ama
Cronaca 2 Gennaio 2020

Tanti doni dal Gruppo mimosa e Circolo Fiorella per le neomamme e le donne in gravidanza

Tanti doni ad opera del Gruppo mimosa e del Circolo Fiorella Baroncini per migliorare i servizi per donne in gravidanza e neomamme. «Siamo liete di poter contribuire ad arricchire i servizi garantiti da Consultorio famigliare e Ostetricia e Ginecologia per le donne in gravidanza e le neomamme. E’ un regalo della comunità per la comunità, perché i fondi utilizzati sono stati raccolti grazie ai cittadini e alle aziende del territorio che hanno aderito alla nostra iniziativa annuale di consegna della mimosa in occasione dell’8 Marzo».

Con queste parole Carla, Catia, Sonia, Reanda, Maria Rosa, Mirella e Daniela hanno motivato la donazione di 10 palle da utilizzare durante i corsi di ginnastica dolce organizzati dal Consultorio per le donne in gravidanza, di paracapezzoli per aiutare le puerpere nel momento dell’allattamento al seno e di due casse bluetooth utili per migliorare il benessere della partoriente (rendendo possibile ascoltare la propria play list preferita collegandole al cellulare) durante il momento del travaglio. Il ringraziamento dell’Ausl di Imola èstato espresso dalla responsabile del Consultorio Maria Grazia Saccotelli e dalle ostetriche di entrambi i servizii nteressati dalla donazione. (r.cr.)

Tanti doni dal Gruppo mimosa e Circolo Fiorella per le neomamme e le donne in gravidanza
Cronaca 25 Dicembre 2019

Anche la torre di Hera si adegua alle festività con un'illuminazione speciale per il periodo natalizio

Anche la centrale di cogenerazione di Hera di via Casalegno a Imola s”illumina per le feste. Durante il periodo natalizio, la caratteristica torre manterrà i tre colori che caratterizzano il logo dell”azienda: il rosso, il blu e il verde. L”effetto è reso possibile grazie all’inserimento di gelatine colorate all’interno dei corpi illuminanti già presenti. L’intervento è stato realizzato da Hera Luce, la società del Gruppo che si occupa di illuminazione pubblica.

Ogni sera l’illuminazione speciale della centrale resta accesa fino a mezzanotte per poi essere sostituita dalle luci del piazzale. Normalmente, infatti, la torre e l’edificio principale sono illuminati dal calar della sera fino a mezzanotte, cedendo poi il posto all’illuminazione fornita dai lampioni collocati nel piazzale della centrale. Questa “staffetta” è stabilita dal fatto che, per motivi di sicurezza, l”area della centrale deve essere sempre illuminata.

L’impianto di illuminazione della centrale di via Casalegno è formato da 172 lampade a ioduri da 150 watt. L’illuminazione notturna tradizionale, quindi quella che caratterizza la struttura tutto l”anno, è stata progettata con particolare attenzione ai consumi e all’efficienza, tenendo conto che le tecnologie e i materiali utilizzati nel rivestimento permettono una grande trasparenza e diffusione della luce, con una potenza complessiva utilizzata di soli 28 kW (equivalente a quella necessaria per alimentare 9 appartamenti).

L”esterno dell”edificio principale è fatto di lastre di policarbonato dotato di alveoli interni traslucidi e alveoli interni trasparenti: le lampade, che hanno caratteristiche ottiche speciali (lenti di Fresnel), sono collocate alla loro base e il riflesso e la diffusione dei raggi luminosi sulla facciata interna danno una luminescenza al policarbonato fino a oltre 20 metri di altezza. Un sistema simile, rivolto verso il basso per evitare inquinamento luminoso, interessa la torre, nella quale sono installate 32 lampade poste a 34 e 50 metri, con caratteristiche ottiche che creano getti di luce stretti, orientati in modo da generare riflessioni multiple sulle superfici interne delle lamelle per l’intera altezza della torre. (r.cr.)

Anche la torre di Hera si adegua alle festività con un'illuminazione speciale per il periodo natalizio
Cronaca 18 Dicembre 2019

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario

Si riorganizzano i servizi dell”Ausl di Imola in vista delle festività di fine anno. Per le giornate prefestive e festive, dalle 8 alle 20, così come normalmente accade durante la notte anche nei giorni feriali (dalle 20 alle 8 del mattino dopo), è attivo il servizio della Continuità assistenziale contattabile al numero 800 040 050, con questi punti di accesso diretto: Imola, ospedale vecchio (via Caterina Sforza 3), Castel San Pietro Terme, Casa della Salute (viale Oriani 1), Medicina, Casa della Salute – ambulatorio di continuità assistenziale (via Saffi), Borgo Tossignano, Casa della Salute (via dell”8° Centenario 4).

Questo servizio è a disposizione per casi di bassa-media  gravità ed è gestita da medici di base e di continuità assistenziale, che offrono consulenza medica ed eventualmente visite a domicilio in modo gratuito e più rapido rispetto al pronto soccorso che è il servizio attivo per le emergenze e che quindi dà priorità, nella visita, ai casi più gravi.Per i minori durante il periodo natalizio sono attivi a Imola gli ambulatori straordinari dei pediatri di libera scelta, con il seguente calendario: 21 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro , ospedale vecchio (viale Amendola 8); 22 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo della Pedagna (via Turibio Baruzzi 5/f); 26 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 28 dicembre dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Serraglio (via Serraglio 18); 29 dicembre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio Pedagna, dr.ssa Tellarini (via Zaccherini 19/o); 1 gennaio dalle 9 alle 13 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4); dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 4 gennaio dalle 14 alle 18 – Pediatria di Gruppo Imola Centro; 05 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 – Ambulatorio dr.ssa Cavallazzi Laura (via Manfredi 4).

Passando invece agli altri servizi, il 24 e il 31 dicembre sono aperti solo al mattino Cup-Cassa, Anagrafe assistiti, Ufficio Protesi, Accettazione ricoveri, Cartelle cliniche, Sportello libera professione, Segreteria Dipartimento Sanità Pubblica (front office), Direzione medica di Presidio. Anche la Direzione del Distretto sarà aperta solo al mattino nelle giornate della vigilia di Natale e di San Silvestro, con chiusura totale il 27 dicembre. Apertura mattutina dalle 8.30 alle 13.30 il 24, 27, 30 e 31 dicembre per il servizio di call center del Cup (prenotazione telefonica), mentre la sede di Imola del Consultorio familiare resta chiusa dal 24 al 29 dicembre e il 31 dicembre.

Chiusura dal 25 al 29 dicembre per il Centro Ausili aziendale, la Medicina riabilitativa (c/o Silvio Alvisi), la Medicina dello sport, l”Urp e l”ufficio stampa, dal 25 dicembre al primo gennaio compresi per la Medicina legale, dal 23 dicembre al primo gennaio per il Centro disturbi cognitivi. Dal 24 dicembre al 6 gennaio è invece il periodo di chiusura per lo Staff formazione ed il Centro coordinamento screening (pap-test, mammografia e colon retto).Per quanto riguarda gli ambulatori per le vaccinazioni, quello della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme sarà chiuso il 24 dicembre, quello della Vallata il 27 dicembre. Chiusi dal 23 dicembre al primo gennaio gli ambulatori di vaccinazione pediatrica. Infine, nei due giorni di vigilia (24 e 31 dicembre) l”erogazione diretta dei farmaci (sia all”ospedale nuovo che al Lolli-padiglione 4) è in funzione dalle 8.30 alle 13, mentre il 27 e il 28 dicembre entrambe le sedi resteranno chiuse. (r.cr.)

Azienda usl, la mappa dei servizi in funzione durante le festività natalizie a Imola e nelle altre sedi del circondario
Cronaca 3 Dicembre 2019

Poste Italiane lancia “Etichetta la cassetta', nel circondario imolese coinvolti i 6 comuni sotto i 5.000 abitanti

Si intitola «Etichetta la cassetta» un”iniziativa di Poste Italiane che coinvolge, nel nostro territorio, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Fontanelice e Mordano. L”obiettivo della campagna è quello di chiedere alle famiglie che hanno una cassetta postale “anonima” di apporvi un”etichetta con il proprio nome e cognome, in modo da agevolare il lavoro dei portalettere. Per questo motivo in queste settimane i cittadini interessati stanno ricevendo una comunicazione dall”azienda con tanto di etichette adesive a strappo contenute nella busta, pronte da utilizzare per dotare le proprie cassette, in modo semplice e gratuito, di nome e cognome.

«Può avvenire che, nonostante l’efficienza del servizio di smistamento della corrispondenza, la consegna finale sia resa oggettivamente impossibile da un piccolo elemento, all’apparenza poco significativo, ma determinante: l’assenza del nome e cognome dei cittadini sul citofono o sulla cassetta delle lettere, il che non permette la corretta identificazione del destinatario della corrispondenza», spiegano da Poste Italiane. L”iniziativa riguarda in particolar modo i comuni con meno di 5.000 abitanti. Il progetto «Etichetta la cassetta» prevede anche l”invito ai cittadini a «comunicare l’indirizzo aggiornato ai propri mittenti abituali, in particolare i fornitori delle utenze, altro elemento che spesso complica il servizio di recapito», spiegano ancora dall”azienda.

Ultimo tassello del mosaico per rendere più semplice il recapito della corrispondenza è la collaborazione che Poste Italiane ha avviato con i Comuni per invitarli a intervenire sulla toponomastica, perché «la corretta esposizione delle vie e dei numeri civici – conclude la nota dell”azienda, «contribuisce a rendere efficace il servizio, soprattutto nei territori periferici». (r.cr.)

Poste Italiane lancia “Etichetta la cassetta', nel circondario imolese coinvolti i 6 comuni sotto i 5.000 abitanti
Cronaca 30 Novembre 2019

Un contributo ministeriale di 286 mila euro per la mensa bio di Solaris, sconti alle famiglie di Castello e Ozzano

Un contributo per le mense biologiche è meglio non solo per la salute, ma anche per le tasche delle famiglie. Da anni Solaris, società in house che gestisce per i Comuni soci alcuni servizi fra cui la refezione scolastica, punta sugli alimenti bio. Per questo si è aggiudicata un contributo di 286 mila euro dal fondo ad hoc istituito dal ministero delle Politiche agricole in accordo con quello della Pubblica istruzione. Nel dettaglio, 181 mila euro sono destinati al Comune di Castel San Pietro e 105 mila a quello di Ozzano Emilia. Scopo del fondo ministeriale è quello di ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica (per l’80% del contributo) e, al tempo stesso, realizzare iniziative di informazione e promozione dell’alimentazione bio direttamente nelle scuole.

Solaris, iscrittasi nell’apposito albo che qualifica le mense quali biologiche, è risultata essere tra i 48 assegnatari di un contributo per l’anno scolastico 2019/2020. Entrambi i Comuni hanno deciso di inserire uno sconto perle rispettive tariffe della refezione scolastica. A Castello la Giunta sta decidendo in questi giorni l’entità dell’abbattimento. A Ozzano, invece, è esonerato dal pagamento della quota fissa chi ha un Isee compreso fra 0 e 10.632,93, mentre alle famiglie che hanno un Isee pari o superiore a 10.632,94 euro verrà applicato uno sconto del 25% sulla quota fissa mensile (ad esempio, la quota mensile su 5 giorni settimanali scende da 44 a 33 euro). I Comuni di Monterenzio e Dozza, diventati soci nella seconda metà del 2018, sono stati esclusi dal contributo perché l’iscrizione all’albo ministeriale, ergo l’aggiudicazione del contributo, è precedente.

Quanto alle iniziative di promozione previste dal contributo ministeriale, Solaris sta progettando un calendario in collaborazione con le scuole e i produttori bio locali. Ma quali sono i prodotti biologici su cui Solaris punta? «I più utilizzati sono pane, pasta, latte, yogurt, olio e succhi di frutta – elenca la direttrice della società in house, Elisabetta Manca -. A questi si aggiungono anche frutta e verdura biologiche, ma in misura variabile secondo la stagionalità e la disponibilità del mercato». (mi.mo.)

Nella foto tratta dal sito del Comune di Castel San Pietro Terme il centro di produzione pasti di Solaris

Un contributo ministeriale di 286 mila euro per la mensa bio di Solaris, sconti alle famiglie di Castello e Ozzano
Cronaca 22 Novembre 2019

La coop Coala gestore unico per canile e gattile, affidamento per tre anni da gennaio 2020 al dicembre 2022

Dal prossimo gennaio 2020 il canile e il gattile comunali avranno un gestore unico. L’unica offerta arrivata è quella della cooperativa Coala, che già da un decennio gestisce il canile e che, come previsto dal bando unico, a partire dal prossimo anno si occuperà anche dell’altra struttura di via Gambellara. Ad interessarsi del bando era stata, in estate, anche una cooperativa modenese, che poi non ha concretizzato l’offerta. Coala si è dunque aggiudicata i prossimi tre anni di gestione di canile e gattile, da gennaio 2020 a dicembre 2022, per un importo complessivo di 797.920 euro (ribasso dello 0,01%), più altri 532 mila in caso di rinnovo del contratto per un massimo di 24 mesi oltre la scadenza.

«Siamo felici di poter continuare il nostro lavoro di cura dei cani – commenta Serena Mirri, presidente della coop. Coala, a nome suo e delle altre 5 operatrici delcanile -. Siamo consapevoli che la gestione unica di due strutture diverse, seppur vicine, è una grande sfida. I primi mesi del nuovo anno saranno un periodo di transizione per “prendere la mano” con il nuovo servizio dedicato ai gatti della struttura e delle colonie feline, stiamo già imparando e sarà decisivo l’aiuto di Cristina Ferri, attuale presidente della coop. Gatto Nero che gestisce il gattile e che a partire da gennaio entrerà nell’organico di Coala». Gatto Nero, infatti, chiuderà i battenti.

Stando al nuovo bando, il gestore dovrà impegnarsi a uniformare i fornitori e altre figure, come i consulenti alla contabilità e alla sicurezza, al fine di risparmiare su alcune spese di gestione. Questo, infatti, era uno dei motivi con cui l’ex assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, aveva proposto il bando unico. «Potremo sicuramente razionalizzare alcuni costi – commenta Mirri -, ma le spese aumenteranno inevitabilmente perché dovremo nutrire e curare il doppio degli animali». Una nota positiva viene invece dal nuovo regolamento per la gestione di canile, gattile e colonie feline approvato a giugno dalla Giunta Sangiorgi che prevede norme, servizi e tariffari utili al benessere degli animali e alla gestione della struttura che prima non erano contemplati. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 novembr

La coop Coala gestore unico per canile e gattile, affidamento per tre anni da gennaio 2020 al dicembre 2022
Cronaca 21 Novembre 2019

Fondi comunali aggiunti a quelli regionali, così Ozzano aumenta il numero delle famiglie che avranno uno sconto per il nido

«Abbiamo deciso di differenziare lo sconto in base alla fascia di Isee. Chi ha un Isee più basso avrà uno sconto più alto, che può arrivare fino al 40%. E’ una riduzione che pensiamo incentiverà anche quelle famiglie che, ad oggi, non potrebbero proprio permettersi di mandare il proprio figlio all’asilo». Marco Esposito, assessore alle Politiche educative e scolastiche, motiva così la scelta dir ipartizione fatta per suddividere i 79 mila euro ricevuti dall’iniziativa« Al nido con la Regione».

Nel dettaglio, le famiglie con un Isee tra 0 e 6.250 euro beneficeranno di uno sconto del 40%, con Isee tra 6.250,01 e 10 mila euro del 38%, con Isee tra 10.000,01 e 15 mila del 35%, con Isee tra 15.000,01 e 20 mila del 30% e con Isee tra 20.000,01 e 25.999,99 del 25%. «Crediamo molto nell’aiuto alle famiglie e nel fatto che i nidi e le scuole d’infanzia non siano posti dove “parcheggiare” i bambini, bensì luoghi di formazione ed educazione – aggiunge Esposito -. Per questo motivo, abbiamo deciso di investire anche 8 mila euro di risorse comunali e prevedere uno sconto del 10% anche per chi ha un Isee tra 26 e 35 mila euro, ossia quelle famiglie con un reddito medio che spesso vengono escluse da questo tipo di misure».

Attualmente, ad Ozzano ci sono 137 bimbi iscritti al nido tra La Culla, Fresu e Albero del riccio a Mercatale (quest’ultimo in convenzione con un privato). Di questi, «circa l’80% delle famiglie beneficerà della riduzione tariffaria» precisa l’assessore. Qualche esempio? Con un’Isee di 14.800 euro la retta mensile sarà di 106 euro anziché 163, chi ha un Isee di 34.400 euro, invece, pagherà 476 euro anziché 529. (gi.gi.)

Nella foto Marco Esposito, assessore alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Ozzano Emilia (foto tratta dal sito del Comune)

Fondi comunali aggiunti a quelli regionali, così Ozzano aumenta il numero delle famiglie che avranno uno sconto per il nido

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