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Cronaca 18 Giugno 2019

Libri di testo gratis per le primarie e materiale scolastico scontato, accordo rinnovato tra Comune e commercianti

E’ stato rinnovato nei giorni scorsi il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale imolese e le associazioni di categoria Confcommercio Ascom, Confesercenti e Cna di Imola per la fornitura dei libri di testo agli alunni delle scuole primarie per gli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022. Il protocollo, che dà continuità alla collaborazione avviata nel 2016 dalla precedente Amministrazione, regolamenta il sistema di distribuzione delle cedole e della fornitura dei libri per i bambini delle classi elementari, di cui usufruiscono gratuitamente ogni anno oltre 3.200 alunni, per una spesa a carico del Comune di circa 110.000 euro. L’intesa promuove inoltre un’azione a sostegno delle piccole realtà commerciali: sono infatti ben 16 gli esercizi che vendono libri nel nostro territorio e sono interessati all’applicazione del protocollo.   

La stessa delibera conferma inoltre l’iniziativa “Equo scuola”, questa volta per tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Grazie a questo progetto, le famiglie hanno la possibilità di acquistare, nelle cartolibrerie che aderiscono al protocollo, materiale scolastico a prezzi particolarmente scontati.  Per sapere quali siano queste rivendite, nei prossimi giorni un depliant contenente l’elenco sarà distribuito nelle scuole e nei punti informativi della città, mentre gli stessi negozi potranno esporre una vetrofania con il logo dell’iniziativa in modo che i cittadini possano individuarli facilmente.

Queste le cartolibrerie imolesi che aderiscono ad “Equo scuola”, iniziativa che durerà per l’intero periodo di apertura delle scuole: C. Arcangeli (via Emilia, 148); F.lli  Arcangeli (via Emilia, 156/158); Blu Notte (via Cavour, 20); Carta e Penna (Via San Francesco d’Assisi, 36); Edicola Montericco (via Zaccherini, 32/B); Galeati srl (via Romagnoli, 3); Giotto (via Pisacane, 70); Il Globo (via Rossini, 21); Imola Ufficio srl (via Puccini, 42); Libreria Mondadori Store (via Emilia, 71); Lo Scoiattolo (via B. Croce, 26); Marondoli (via Emilia, 90); Pambera (via Pambera, 59/A); Pigreco (via Pacinotti, 10); Snoopy (viale Carducci, 107/A).

Per informazioni su queste ed altre iniziative comunali per aiutare le famiglie a sostenere i costi scolastici dei figli (buoni libro, agevolazioni tariffarie): Comune di Imola, Servizio Diritto allo Studio (Via Pirandello, 12 – Tel. 0542 602181); dirittostudio@comune.imola.bo.it (r.cr.)

Libri di testo gratis per le primarie e materiale scolastico scontato, accordo rinnovato tra Comune e commercianti
Cronaca 17 Giugno 2019

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»

Castel San Pietro l’1 gennaio 2020 dovrà trasferire il personale al Corpo unico come hanno fatto gli altri Comuni del circondario. Al momento sono stati solo comandati un agente e il comandante Stefano Bolognesi.

La competenza sulla municipale sul Sillaro è da sempre argomento sensibile, e il sindaco Fausto Tinti non nasconde di avere più di un ripensamento: «Vedo il comandante Talenti che se ne va, una voglia di separare tutto e una mancanza di impegno da parte di Imola che mi preoccupa, forse, fin che posso, meglio che riprendiamo “in casa” il nostro personale» dice.

«In strada l’attività degli uomini è migliorata notevolmente in questi mesi – prosegue il sindaco – ma quanto su tutto ciò abbia inciso la gestione associata con Imola ho dei dubbi, per quanto ci riguarda notiamo invece dei rallentamenti nella manutenzione dei mezzi e neppure mezzo vigile in più rispetto a prima. Noi non siamo contro le gestioni associate ma se non ci sono più le condizioni politiche istituzionali e in più una bassa efficacia ed efficienza… Vedremo, ma stiamo facendo una seria valutazione». (l.a.)

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»
Economia 11 Giugno 2019

Il presidente della Cims sugli sfalci del verde a Imola: «Gara in ritardo, ma lavori partiti subito e stesso numero di operatori»

Da anni Cims si occupa dello sfalcio dell’erba nelle aree pubbliche, incarico assegnato dal Comune di Imola tramite apposito bando. Quest’anno, però, qualcosa è andato storto e l’erba, mai così alta come in passato, ha scatenato il malcontento degli imolesi. «Ci siamo presi tanti improperi – racconta il presidente di Cims, Giovanni Poli – perché ormai la gente identifica i nostri addetti con “quelli che tagliano l’erba”. In effetti ce ne occupiamo da tanti anni, ovvero da quando il Comune non impiega più i propri dipendenti per farlo. Noi ci occupiamo anche del verde a Castel San Pietro, Medicina e Bologna e lì non ci sono stati problemi».

Cosa è accaduto allora quest’anno a Imola?
«La gara è stata fatta in ritardo rispetto agli altri anni – spiega – ma è anche vero che la stagione piovosa non ha aiutato. Il problema è che anche 15 giorni di ritardo possono fare la differenza. Non appena ci sono stati affidati i lavori siamo partiti subito, ma l’erba era già altissima e questo ha complicato il lavoro, dato che non era possibile ricorrere alle normali attrezzature: più che i trattori, in queste condizioni, servono trinciatori. Di solito per tagliare l’erba di tutta Imola (più di 3 milioni di metri quadrati di verde pubblico, dettaglia Area Blu sul proprio sito internet, Ndr) ci vogliono 15 giorni, ma quest’anno, a causa del maltempo, gli addetti non riuscivano a stare fuori. Facevano un terzo del lavoro, mettendoci il quadruplo del tempo».

Sul campo non ci sono meno addetti degli altri anni, come invece qualcuno ha insinuato sui social.
«Sono gli stessi degli altri anni – conferma Poli – forse qualcuno in più e comunque tra le 10 e le 20 unità».

La gara vinta a inizio maggio dalla Cims riguarda tre interventi complessivi di sfalcio su tutta Imola, in base alla necessità.
«Al momento non abbiamo ancora finito il primo – precisa Poli -. Nel frattempo, il Comune ha indetto una seconda gara, questa volta per un incarico di 12 mesi, eventualmente rinnovabile di anno in anno per ulteriori tre anni oltre al primo. Stiamo attendendo l’esito».

L’importo a base di gara del bando di Area Blu era di 935 mila euro annui, cifra che sale a una stima complessiva di 3 milioni e 740 mila euro per tutti gli eventuali rinnovi. Cims partecipa al bando in consorzio con la cooperativa Avola di Castel Maggiore e Rekeep (ex Manutencoop). In lizza anche la società florovivaistica Flora Napoli, di Casoria. (lo.mi.) 

Nella foto l”immagine postata dalla sindaca Manuela Sangiorgi sulla sua pagina Facebook il 7 maggio scorso

Borgo Tossignano

Il presidente della Cims sugli sfalci del verde a Imola: «Gara in ritardo, ma lavori partiti subito e stesso numero di operatori»
Cronaca 11 Giugno 2019

Nasce a Sasso Morelli un nuovo polo infanzia 0-6 anni: alla materna saranno accolti sei bimbi da 18 a 24 mesi

L’Amministrazione comunale di Imola comunica la nascita dal prossimo anno scolastico a Sasso Morelli di un nuovo polo scolastico 0-6 anni. Per la prima volta, infatti, nella scuola d’infanzia della frazione saranno inseriti sei bambini dai 18 ai 24 mesi. La decisione, assunta su proposta delle docenti e del responsabile del Servizio infanzia, è legata alla diminuzione di iscrizioni nella scuola dell’infanzia comunale a causa del calo demografico e consentirà alle famiglie di Sasso, dove non è presente un nido d’infanzia (0-3 anni), di avere questo servizio vicino a casa. Il nuovo polo si aggiunge a quello già esistente a Sesto Imolese ed è in linea con l’intenzione del Comune di procedere alla costruzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai 6 anni, disegnato dal decreto legislativo 65/2017, che prevede la costruzione di poli per l’infanzia che superano la divisione attuale tra nidi e scuole dell’infanzia. Nell’aprile scorso la Giunta aveva approvato a tal fine un’apposita delibera contenente questo indirizzo per il periodo 2019-2023.

 Intanto, nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria definitiva delle domande per i nidi d’infanzia. In tutto le domande sono state 375 contro le 349 del 2018, quindi in aumento nonostante il calo degli aventi diritto (i bambini in età sono infatti diminuiti di 16 unità da 1235 a 1219). Il trend si conferma in crescita per il quarto anno consecutivo, dopo il calo provocato dalla crisi economica nel periodo 2012-2014. Nel 2019 sono aumentati di cinque unità i più piccoli (da 35 a 40) e soprattutto i medi (da 197 a 226), mentre sono diminuiti i grandi (da 117 a 109): la crescita dei più piccini testimonia probabilmente una certa tenuta dell’occupazione, mentre per la fascia d’età maggiore il calo è dovuto dal minor numero di bambini ancora a casa. Gli iscritti totali, vecchi e nuovi, sono 593, di cui 63 del 2019, 212 del 2018, 318 del 2017.  

Nelle preferenze espresse dalle famiglie il nido tradizionale (con molti bambini per classe) prevale sui piccoli gruppi educativi (fino a otto bambini), richiesti dal 7% degli utenti. Per far fronte alle domande e mantenere la lista di attesa sotto le 40 unità, l’Amministrazione comunale ha aumentato di 33 posti la disponibilità dei servizi a gestione diretta, mantenendo un numero di posti convenzionati superiore di 22 unità rispetto al consolidato storico 2009/2017 (253 invece di 231). La lista d’attesa attuale è di 33 bambini, in linea con quella dell’anno scorso ed è da considerare fisiologica: per effetto del turn-over, legato a motivi di salute del bambino o alla dinamica lavorativa dei genitori, queste domande saranno infatti accolte nei prossimi mesi.  

L’offerta di servizi sarà inoltre più flessibile. In particolare, oltre al già citato polo di Sasso Morelli che accoglierà bimbi da 18 a 24 mesi (con la garanzia che questi piccoli potranno continuare a frequentare questa scuola anche negli anni successivi), la flessibilità sarà garantita dalla possibilità per tutti i nidi comunali di accogliere bambini sotto l”anno di età (fino allo scorso anno solo 4 su 6) e bambini part-time (fino allo scorso anno solo 3 su 6) e dal fatto che un nido di nuova realizzazione andrà ad arricchire l”offerta di servizi privati convenzionati. I 593 posti totali a disposizione, tra pubblici e convenzionati, sono pari al 48,65% degli aventi diritto, la più alta copertura di sempre (lo scorso anno erano 580, pari al 47%) e una delle più alte, se non la più alta, della regione. Ci sono inoltre, a completamento del quadro, 57 posti privati nei servizi che hanno anche posti convenzionati e 48 posti nei servizi totalmente privati (soggetti all’autorizzazione al funzionamento e al controllo di qualità). In totale i posti infanzia nel territorio comunale di Imola sono 698 (57,26% degli aventi diritto), mentre il Comune di Imola continua a studiare al sperimentazione di nuovi tipi di servizi per la prima infanzia, più accessibili ad alcune tipologie di famiglie, da attivare a partire dagli ultimi mesi del 2019, grazie ad un finanziamento dell’impresa sociale “Con i Bambini”. (r.cr.)

Nasce a Sasso Morelli un nuovo polo infanzia 0-6 anni: alla materna saranno accolti sei bimbi da 18 a 24 mesi
Economia 5 Giugno 2019

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop

Il gruppo milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop. Soci di minoranza saranno la Srl imolese Hd16, che riunisce i soci fondatori di Identicoop, e Coop Alleanza 3.0. Era il 2013 quando un gruppo di professionisti in campo odontoiatrico, dentisti, titolari di laboratori e manager del settore, davano vita a Identicoop con la formula della cooperativa ad apporto di servizi, di cui Coop Alleanza 3.0 era socio sovventore. Con questo passaggio, l’esperienza maturata in questi sei anni di attività cooperativa proseguirà ora in forma di società di capitali.

Identicoop conta ad oggi 11 studi dentistici: due a Imola (uno al centro Leonardo e uno in via Baruzzi nel quartiere Pedagna inaugurato nel 2017), a Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e San Benedetto del Tronto; manterranno tutti la loro insegna e andranno a rafforzare la rete di 154 centri dentistici DentalPro, che stringe così una partnership con Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori italiani. Non a caso gli studi dentistici Identicoop si trovano quasi tutti in gallerie commerciali vicine a punti vendita Coop e offrono servizi qualificati e convenienti soprattutto per i soci Coop, ai quali sono riservate condizioni particolarmente vantaggiose, con orari molto ampi e comodi.

Il gruppo DentalPro, invece, è nato nel 2010 da due odontoiatri e manager di esperienza e ha il suo quartier generale a Milano. Attualmente è presente sul territorio italiano con 154 centri in 13 regioni e 51 province. Con l’acquisizione di Identicoop, il gruppo DentalPro consolida quindi la sua presenza sul territorio italiano, passando a 165 centri, 17 dei quali in Emilia Romagna. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop
Cronaca 31 Maggio 2019

Cambia la raccolta rifiuti in centro a Imola: dall'8 luglio via al porta-a-porta per 5.300 utenze

La raccolta porta-a-porta in centro storico prenderà il via l’8 luglio e vedrà coinvolte 5.300 utenze, di cui 3.800 famiglie e 1.500 attività (circa l’11% dell’intera città). E’ lo step conclusivo della «rivoluzione» cominciata nel 2016 allo scopo di riuscire a portare la raccolta differenziata al 79% (ora è al 71%) entro il 2020, così come chiedono Europa e Regione Emilia Romagna.

Come anticipato nelle scorse settimane, in centro storico verrà introdotto un sistema di raccolta «misto». Nelle strade più centrali, circoscritte dai viali Saffi, Zappi, De Amicis, Carducci e Amendola, verrà attivata la raccolta porta-a-porta per carta e cartone, plastica e lattine, indifferenziato, che dovranno essere esposti in strada in giorni ben precisi, tra le 19 e mezzanotte: il lunedì sera il bidone dell’indifferenziato, il martedì la carta all’interno del sacco azzurro e il cartone (piegato e legato), il mercoledì plastica e lattine all’interno del sacco giallo. Gli utenti dovranno poi ricordarsi di ritirare il bidone dell’indifferenziato tra le 6 e le 10 del mattino successivo.

Nel caso ci si dovesse sbagliare, il materiale non sarà raccolto; su bidoni e sacchi l’operatore attaccherà un adesivo con la segnalazione dell’errato conferimento. Saranno incrementati il monitoraggio e la vigilanza, grazie anche alla collaborazione con le guardie ambientali metropolitane, ma per lasciare a tutti il tempo di abituarsi alle nuove modalità, le sanzioni non scatteranno da subito. Dal 10 giugno gli informatori di Hera cominceranno a distribuire a domicilio i materiali necessari alla nuova raccolta. Il 9, 11 e 13 luglio (ore 9-13 e ore 14-18) sono previsti anche punti di distribuzione sotto il centro cittadino. Dal 18 luglio sacchi e tessere non ritirati saranno in distribuzione alla stazione ecologica di via Brenta, così come all’ecosportello al primo piano del Mercato coperto di viale Rivalta, aperto il martedì e giovedì, ore 9-13 (fino all’8 agosto) e il giovedì, ore 9-12 (dal 22 agosto). Qui, così come nelle edicole del centro, si potranno trovare in futuro anche i sacchi blu e gialli per carta e plastica. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto la presentazione della nuova raccolta in centro storico presieduta dall”assessore all”Ambiente Andrea Longhi

Cambia la raccolta rifiuti in centro a Imola: dall'8 luglio via al porta-a-porta per 5.300 utenze
Cronaca 30 Maggio 2019

Boom di iscritti a Medicina per i nidi ad agosto, a Imola si prevedono richieste in linea con il 2018

Quando entrambi i genitori lavorano, la chiusura dell’intero mese di agosto dei nidi comunali può rappresentare un bel problema. La conferma arriva dalle tante richieste arrivate ai Comuni che hanno esteso le aperture. A Medicina, ad esempio, oltre al mese di luglio, già l’anno scorso erano state aggiunte due settimane di agosto in via sperimentale. Quest’anno si va da lunedì 29 luglio a venerdì 9 agosto, esclusi il sabato e la domenica. «L’anno scorso erano state raccolte 43 adesioni per le due settimane aggiuntive. Quest’anno le richieste sono salite a 78 – ha affermato l’assessore uscente Dilva Fava -. Il mondo del lavoro si sta evolvendo e le settimane di ferie non sempre sono le quattro canoniche d’agosto».

La sede prescelta, tra le tre medicinesi, è il nido «Girasoli», più spazioso. Tra l’altro, grazie ad alcuni finanziamenti dello Stato, ripartiti alle regioni e ai territori, il costo delle rette a Medicina dall’anno scorso è diminuito del 25 per cento. «Ogni bambino ha la sua retta personalizzata, che non cambierà nel periodo estivo aggiuntivo» precisa Fava. L’anno scorso erano state due le sezioni istituite nella prima settimana di agosto e una nella seconda. Per quest’anno saranno necessarie più sezioni. «Cercheremo di creare omogeneità, per quanto possibile, ma si tratta di classi con bambini di età diverse. Cercheremo anche di fare in modo che ci sia una certa continuità per quanto riguarda il personale».

Anche a Imola c’è l’opportunità di fare settimane aggiuntive: i giorni di apertura estiva dei nidi comunali vanno dall’1 luglio al 2 agosto, poi dal 26 al 30 agosto, per un totale di sei settimane. «I bambini restano nella loro sede ad eccezione dei piccoli del Campanella, che quest’anno verranno spostati nell’adiacente sede della scuola d’infanzia a causa di lavori di ristrutturazione. Inoltre durante l’ultima settimana è possibile che le sedi vengano ridotte, dal momento che solitamente si verifica un calo di iscritti» dettaglia Daniele Chitti, responsabile dei Servizi d’infanzia del Comune di Imola.

La retta, così come a Medicina, è la medesima applicata nel resto dell’anno e fino alla terza settimana le sezioni sono gestite dallo staff usuale. «Dalla quarta in poi dalle cooperative Solco e Seacoop, il cui personale viene già utilizzato per le supplenze. Questo permette di mantenere la continuità, per quanto possibile». L’anno scorso nel periodo estivo ci sono stati 330 iscritti, con un picco di 207 bambini la prima settimana e solo 70 nell’ultima. «Prevediamo che i numeri rimangano più o meno gli stessi» conclude Chitti. (se.zu.)

Nella foto l”esterno dell”asilo nido “I Girasoli” di Medicina

Boom di iscritti a Medicina per i nidi ad agosto, a Imola si prevedono richieste in linea con il 2018
Cronaca 23 Maggio 2019

Adeguamenti Tari, a Imola bolletta più alta per 2.720 utenti e più bassa per 850 dopo il calcolo della distanza dai cassonetti

Novità nella tassa sui rifiuti per circa 3.570 utenze imolesi, su un totale di circa 37.100. Premessa: tra i fattori che incidono sui parametri di calcolo della Tari c’è anche la distanza in linea d’aria tra la proprietà privata e il più vicino punto di conferimento dei rifiuti indifferenziati. Non si tratta di una novità; da anni infatti il Regolamento comunale di applicazione della Tari prevede tre zone tariffarie, a seconda che la distanza tra le utenze e i cassonetti dell’indifferenziato sia entro i 200 metri (zone A e B, con coefficiente 1,067), tra i 200 e i 500 metri (zona C, con coefficiente 0,925), oltre i 500 metri (zona D, con coefficiente 0,707). In sostanza, chi ha il cassonetto più vicino a casa paga in proporzione di più rispetto a chi, per gettare i rifiuti, deve fare più strada.

Lo scorso marzo l’Amministrazione comunale, annunciando il calo della Tari nel 2019 per famiglie e imprese grazie anche alla lotta all’evasione, aveva anche informato dell’avvenuto adeguamento delle zone tariffarie. Per fare un esempio, nel caso di due utenti, quello per cui la distanza dal cassonetto è risultata inferiore pagherà di più, mentre quello più distante pagherà una cifra più bassa. La modifica decorre dall’1 gennaio 2019 e l’effetto si vedrà quindi già nella prima rata Tari dell’anno, in scadenza a fine giugno. A tutte le utenze coinvolte, circa 3.570, in questi giorni è stata spedita una comunicazione per informare dell’avvenuto adeguamento. «Di queste – precisa Hera – circa 850 vedranno applicata una riduzione sulla prossima bolletta mentre alle restanti (circa 2.720) si applicherà un aumento». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Adeguamenti Tari, a Imola bolletta più alta per 2.720 utenti e più bassa per 850 dopo il calcolo della distanza dai cassonetti
Cronaca 20 Maggio 2019

Un nuovo impianto di luci in arrivo a Castel San Pietro per Piazza XX Settembre e piazza Acquaderni

Una luce nuova per piazza XX Settembre e piazza Acquaderni a Castel San Pietro Terme. Il progetto di riqualificazione, che ha già ottenuto l’ok dell’Amministrazione comunale e che sarà presentato nei prossimi giorni alla Soprintendenza ai beni paesaggistici, è stato illustrato nei giorni scorsi da Solaris, la società in house del Comune di Castel San Pietro che ha in gestione anche il servizio di illuminazione pubblica. Il progetto consiste nella sostituzione di molti dei punti luce esistenti e dell’inserimento di punti luce nuovi, con l’obiettivo di ottenere una maggiore illuminazione e la sottolineatura di alcuni particolari, come il cornicione del frontone comunale, l‘ex-Pretura, le facciate della chiesa parrocchiale e del santuario del Crocifisso e del suo campanile, la stele della Madonna al centro della Piazza, oltre all’installazione di alcuni faretti sui fabbricati intorno per migliorare l’illuminazione del centro della piazza.

Nel dettaglio, mentre i lampioni in ferro battuto presenti sul sagrato del Crocifisso non potranno essere modificati se non sostituendo le lampade attuali con i led, i punti luce su piazza Acquaderni saranno direzionati con la luce verso il basso mediante la sostituzione delle plafoniere, cosa che avverrà anche per le lanterne sulla facciata comunale, anche in questo caso passando ai led. L’intervento, che è stato apprezzato dai proprietari degli edifici che si trovano sulle due piazze, costerà 80mila euro e potrebbe essere realizzato tra la fine del 2019 e la primavera del 2020.

L”intervento è stato illustrato in una conferenza stampa dall”Amministratore unico di Solaris, Giacomo Fantazzini, che è partito dal nuovo contratto di servizio sottoscritto a marzo 2018, con il quale il Comune ha confermato per altri 10 anni l’affidamento della gestione del servizio di illumimnazione pubblica a Solaris. Un contratto che, rispetto al precedente, contiene diverse novità, a cominciare dall”impegno della società in house di eseguire anche interventi di riqualificazione energetica e ammodernamento degli impianti ed evoluzione tecnologica, utilizzando il 10% del canone annuo complessivo.

Il contratto prevede inoltre che Solaris possa realizzare nuovi impianti, su affidamento da parte del Comune e le economie derivanti dai risparmi energetici ottenuti si potranno utilizzare per altri interventi oppure all’inizio del 5° anno il Comune potrà valutare se diminuire il canone annuo di un importo pari al risparmio ottenuto a seguito degli interventi fatti. In cifre, in base al contratto Solaris dovrà realizzare interventi per 165.600 euro al netto dell”Iva nei primi cinque anni e una quota variabile tra i tra i 184.000 e i 261.000 nei successivi cinque.

Il Pric, vale a dire il Piano regolatore dell”illuminazione comunale, è uno strumento di pianificazione reso obbligatorio dalla Regione, che ha stabilito di escludere i Comuni che ne siano sprovvisti dai finanziamenti regionali in materia. In base a tale piano, si stabiliscono priorità, necessità e modalità di intervento per una riqualificazione complessiva degli impianti di illuminazione pubblica esistenti, per la valorizzazione di alcuni elementi storico/artistici del territorio e per una migliore progettazione dei nuovi impianti. Tutto ciò premesso, Solaris ha affidato alla società Idea srl di Imola la redazione del Pric, che è stato consegnato al Comune di Castel San Pietro Terme a novembre 2018. L”Amministrazione ha effettuato una prima presentazione in Consiglio Comunale a dicembre e ha avviato l’iter di approvazione per la sua adozione nel Poc (Piano operativo Comunale). (r.cr.)

Nella foto piazza XX Settembre come sarà con il nuovo impianto di illuminazione

Un nuovo impianto di luci in arrivo a Castel San Pietro per Piazza XX Settembre e piazza Acquaderni
Cronaca 22 Aprile 2019

I nidi e i piccoli gruppi educativi 0-3 anni della cooperativa “Le favole': molta flessibilità e vita all'aperto

Già il nome della cooperativa, «Le Favole», evoca un mondo a misura di bambino. E così i nomi delle strutture, accoglienti «case» popolate di oche, cicogne, fate e folletti per altrettanti luoghi dove i più piccoli possono trascorrere tra giochi e stimoli le loro ore giornaliere lontani da mamma e papà. L’educazione dei bambini da zero a tre anni è appunto la mission de «Le Favole», costituita nel 2005 per iniziativa di cinque socie fondatrici. Ad oggi la coop sociale gestisce a Imola cinque piccoli gruppi educativi (pge) per un massimo di otto bambini e due asili monosezione da 20 bambini, più un asilo a Gallo Bolognese (Castel San Pietro Terme) e il primo nido universitario d’Italia, a Ozzano Emilia, per figli di dipendenti e studenti universitari, convenzionato con i Comuni del territorio. La squadra di educatori è formata da una trentina di persone.

«Abbiamo scelto di occuparci soltanto della fascia d’età 0-3 facendone il nostro punto di forza anche se questa cosa può diventare un limite per una coop sociale come la nostra – sottolinea la presidente Elvira Geraci -. I quattro pge “La Casa di Mamma Oca”, in realtà, sono tra loro affiancati: l’1 e il 2 in via Boccaccio, il 3 e il 4 in via Baroncini. Questo ha permesso di avviare una sperimentazione con contaminazioni e collaborazioni. Da questa esperienza ci siamo resi conto che aver creato praticamente due sezioni da sedici ci permette di abbattere le criticità delle sezioni a otto, così sono nati i nidi della cooperativa “Le Favole”. Siamo presenti in quasi tutti i quartieri, Pedagna, zona stazione ferroviaria, viale Dante, Cappuccini. L’ultima struttura, quella in viale Amendola a Zolino, in una bellissima casetta in mezzo al verde, è stata aperta l’anno scorso come nido privato, ma da settembre avrà posti convenzionati».

L’offerta di servizi a Imola è molto ampia: i genitori che scelgono le vostre strutture perché lo fanno?
«Direi che una volta ci sceglievano per la nostra flessibilità – riflette la presidente – e anche per le dimensioni. Un nido piccolo attenua un po’ le ansie da separazione, dà l’idea che il bambino sia più visto, guardato, curato. Sicuramente si ammala meno, perché le malattie epidemiche sono più contenute. Oggi c’è qualcosa di più: i genitori si informano molto anche sul livello educativo del servizio, chiedono il progetto educativo, lo condividono con noi, sono attivi e partecipi. Il nostro gruppo di educatori è molto qualificato e professionale. Magari la stessa persona ti effettua un prolungamento o ti fa un babysitteraggio privato, c’è molta attenzione alla nostra preparazione, che è in continua evoluzione».(mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 aprile

I nidi e i piccoli gruppi educativi 0-3 anni della cooperativa “Le favole': molta flessibilità e vita all'aperto

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