Cronaca

Agricoltura, le grandi opportunità dei piccoli frutti di bosco

Agricoltura, le grandi opportunità dei piccoli frutti di bosco

Tempo di raccolta per more, lamponi, mirtilli e ribes. Giorni di lavoro, ma anche di soddisfazione per i produttori dei berries, i frutti di bosco, un comparto sempre più in salute e con ampi margini di crescita. Del resto, i dati che arrivano dagli studi di settore infatti sono confortanti e fanno prevedere una forte espansione: in Italia la vendita è in crescita costante e in Europa è destinata a raddoppiare entro breve tempo. Ottimismo emerso anche dal primo convegno nazionale dedicato proprio ai piccoli frutti, organizzato a giugno da Sant’Orsola, la cooperativa leader nazionale del settore con i suoi circa 830 soci, e a cui hanno partecipato più di 150 rappresentanti del mercato italiano di riferimento e alcuni provenienti da Paesi europei. I piccoli frutti fanno bene, sono gustosi e ipocalorici. In loro è riconosciuto l’aspetto salutistico e rievocano l’idea del benessere perché ricchi di principi nutritivi.

E poi sono pratici da consumare grazie anche alle nuove linee create per spuntini da gustare comodamente passeggiando per strada. Per quanto riguarda la loro produzione, i dati 2017 ricordano che l’Italia è al 14º posto nel mondo nel settore fragola e mirtillo (al primo c’è la Cina) e al 22º per il lampone (in testa c’è la Russia). Coltivazioni comunque in crescita grazie alle continue innovazioni varietali. I Paesi europei maggiori esportatori sono la Spagna, la Grecia e la Turchia. Il settore vivaistico è in forte espansione in Italia. In Europa 50mila ettari sono oggi piantati per la sola fragola e sono in corso anche in Italia cospicui investimenti. Molto difficile, invece, avere dei numeri relativi alla regione Emilia Romagna, per non parlare del circondario imolese. In merito alla produzione, i dati ufficiali Istat non riportano superfici nella nostra regione, anche se dalla sede romana dell’Istituto di statistica ci informano che «dal prossimo censimento dell’agricoltura, che partirà ad ottobre del 2020, è prevista anche la rilevazione della “frutta a bacche”» e che «i primi dati saranno disponibili nel 2022». (a.g.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 agosto.

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