Economia

Economia circolare e crescita rispettosa dell'ecosistema, se ne parla in un convegno a palazzo Sersanti

Economia circolare e crescita rispettosa dell'ecosistema, se ne parla in un convegno a palazzo Sersanti

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, attraverso il suo centro interno Cseti (Centro per lo sviluppo economico del territorio imolese), in collaborazione con l’Alma Mater bolognese, ha organizzato un convegno, in programma a palazzo Sersanti (piazza Matteotti 8) martedì 10 settembre,alle ore 18.30, per rispondere alla domanda «E’ possibile sostenere una crescita economica che al contempo possa migliorare la qualità della vita nel rispetto dell’ecosistema?» e ad altri quesiti correlati con questo argomento. Durante l’iniziativa, dopo i saluti di Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione, Fabio Fava- professore ordinario di Biotecnologie industriali ed ambientali presso la Scuola di ingegneria ed architettura dell’Università di Bologna e attualmente Delegato del rettore dell’Università di Bologna alla Ricerca industriale, cooperazione territoriale ed innovazione– terrà una relazione su tematiche relative alla sostenibilità e all’innovazione tenendo come riferimento il modello dell’economia circolare che non produce scarti o rifiuti non necessari, ma che cerca di riutilizzare costantemente le risorse, senza sfruttarne di nuove.

Seguirà una tavola rotonda, coordinata da Fabrizio Binacchi, direttore regionale della sede Rai Emilia Romagna, nella quale si confronteranno settori economici e punti di vista differenti. Tra i partecipanti al convegno si ricordano Carlo Andriolo, amministratore delegato Aliplast (Gruppo Herambiente); Germano Bianchi, responsabile infrastrutture e Croce del Nord, Istituto nazionale di astrofisica, Istituto di radioastronomia – stazione di Medicina; Carlo Dalmonte, presidente Caviro; Eugenio Guerrieri, direttore generale Curti costruzioni meccaniche; Luca Montroni, presidente Cooperativa trasporti Imola; Marco Versari, responsabile relazioni istituzionali Novamonte presidente Assobioplastiche. (r.cr.)

Nella foto l”impianto di Caviro per sperimentare l”utilizzo di poliidrossialcanoati ottenuti tramite la fermentazione di scarti agroalimentare per la produzione di plastica biologica e biodegradabile

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