Cronaca

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il mio pigiama ha preso a camminare

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il mio pigiama ha preso a camminare

Sabato 21 marzo, Medicina «zona rossa»Per quanti giorni si può vivere con addosso il pigiama? Dipende da tua moglie, Francesca mi ha costretto a toglierlo dopo 54 ore consecutive. Mantenere una decenza è difficile, la barba cresce, i capelli entrano nelle orecchie, le unghie si incarniscono e queste cose ti sembrano naturali. Eppure bisogna sforzarsi di mantenere una parvenza di umanità.

Oggi mia figlia doveva andare dal dentista, Matteo mi ha chiamato e, ovviamente, ha detto che non era il caso. Non ti preoccupare, ha aggiunto, i punti sono riassorbibili, ad ogni modo se le danno fastidio puoi provare a toglierli tu, eventualmente ti guido in videochat. Per l’amor del cielo, che si tenga i suoi punti in bocca, ci penseremo poi.  Sta montando un po’ di stanchezza. I primi giorni, lo ammetto, si erano portati dietro anche un misto di eccitazione per questa strana situazione. Le videochiamate, gli aperitivi davanti alla webcam, le mille gag sui social network. Adesso si sta tutto stabilizzando e non si vede la fine del tunnel. Ieri sono riuscito a parlare (telefonicamente) con il sindaco, l’ho sentito forte e fiducioso, mi ha fatto stare meglio. Dalla mia finestra vedo il palazzo comunale, le luci sono spesso accese fino a tardi.  

Mio padre è uscito, è andato a fare la spesa, mi ha spiegato che erano solo in sette in tutto il supermercato, me l’ha detto come se volesse giustificarsi. Nel centro della zona rossa aumentano i controlli, ora ti fermano e controllano la busta della spesa, anche lo scontrino fiscale, che deve avere data e orario compatibile, si dice ci sia gente che vaga con sporte di cibo ormai andato a male.  Odio programmare, ma in casa abbiamo deciso di pianificare, giorno per giorno, cosa mangiare a mezzogiorno e sera, così da capire quando finiamo le provviste e non sprecare nulla. Stasera ci sarebbe il minestrone di verdura. Cristo santo, il minestrone no, devo escogitare qualcosa. (Corrado Peli)

Nella foto: a sinistra una bozza di menù a casa Peli, a destra lo scrittore in videochat con alcuni amici

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