Posts by tag: zona rossa

Cronaca 8 Agosto 2020

Coronavirus, Bonaccini: “Nel Decreto Agosto c'è la copertura per i lavoratori della zona rossa di Medicina'

Copertura previdenziale ed economica per i lavoratori di Medicina e Ganzanigo per tutta la durata del periodo della zona rossa. Ci sarebbe anche questo provvedimento nel Decreto Agosto varato dal Governo. Ad annunciarlo sono il presidente della Giunta dell”Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. “È un provvedimento molto atteso, viene data una risposta a coloro che sono stati messi al domicilio obbligatorio con l’ordinanza regionale”.

“Grazie a quella difficile ma sacrosanta scelta, suggerita dai nostri esperti della sanita` pubblica e condivisa con il Ministro Speranza, abbiamo tutelato la citta` metropolitana di Bologna e provincia (oltre un milione di abitanti, un quarto dell’intera regione) da ulteriore diffusione del terribile virus – commenta Bonaccini sulla sua Pagina Facebook -. Ringraziamo il Governo, in particolare il Ministro Gualtieri, le sottosegretarie Francesca Puglisi e Sandra Zampa, con cui abbiamo lavorato per questo provvedimento molto atteso.”

Il sindaco di Medicina Matteo Montanari e tutta la Regione, insieme alle forze politiche si erano mobilitati in questi mesi per chiedere al Governo una soluzione per  i lavoratori lavoratori medicinesi di capoluogo e frazione di Ganzanigo si trovarono impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro nel periodo dell’istituzione del provvedimento di chiusura della zona dal 16 marzo al 3 aprile scorsi. Essendo stata istituita una zona rossa per decisione regionale, non erano stati parificati a quelli delle altre zone rosse di Codogno e Vo” quindi non rientravano nella procedura che li inseriva per l”Inps in malattia.

“Positiva, inoltre la proroga delle 18 settimane di cassa integrazione – continuano presidente e assessore -, e tutti i provvedimenti su cui abbiamo lavorato come Regione con i ministeri competenti, a partire dall’incremento di 200 milioni del Fondo per le nuove competenze: permette l’utilizzo di formazione nei processi di crisi e riorganizzazione, per riconvertire, appunto, competenze in orario di lavoro, senza costi per l’impresa e a totale copertura retributiva per i lavoratori”. (r.cr.)

Nella foto uno dei posti di blocco all”epoca della zona rossa a Medicina

Coronavirus, Bonaccini: “Nel Decreto Agosto c'è la copertura per i lavoratori della zona rossa di Medicina'
Cronaca 6 Agosto 2020

Nell'assestamento di bilancio della Regione un milione e mezzo per gli adolescenti grazie ad un emendamento Pd

Un milione di euro per il Comune di Medicina, ex «zona rossa» e 1,5 milioni di euro a favore degli adolescenti dell”Emilia Romagna. Sono alcune delle misure contenute nell”assestamento di bilancio che l”assemblea legislativa regionale ha approvato nei giorni scorsi. Complessivamente la manovra post Covid attiva 330 milioni, tra cui appunto i due stanziamenti per Medicina e a favore dei giovani della regione, questo ultimo introdotto con un emendamento presentato dal Partito Democratico.Per quanto riguarda i soldi destinati all”ex «zona rossa», la consigliera regionale del Pd, Francesca Marchetti, commenta che si tratta di «Risorse straordinarie che confermano la volontà di una Regione di voler ripartire al fianco delle sue comunità. L”Emilia-Romagna a guida centrosinistra sta facendo di tutto per sostenere chi ha sofferto maggiormente questa emergenza. Per essere veramente in grado di garantire la tutela sociale ed economica abbiamo voluto pensare anche alle nuove generazioni, che rappresentano la linfa per la crescita futura». 

Inoltre, entrando nel merito delle azioni a sostegno della disabilità, la Marchetti spiega: «Abbiamo presentato ed approvato alcuni emendamenti e ordini del giorno collegati al bilancio, tra cui la richiesta di destinare 1,5 milioni di euro agli adolescenti. Ritengo infatti che lo sviluppo dei nostri territori passi proprio dall’attenzione che le istituzioni riservano ai giovani. Valorizzare il protagonismo giovanile nelle scelte politiche è un valore aggiunto della nostra Regione e del Partito Democratico che da sempre puntiamo a garantire». Infine, la consigliera dem affronta il tema della disabilità e aggiunge: «Mettere in campo un piano per la disabilità, attraverso un’analisi istruttoria che punta a rafforzare le risorse regionali e la collaborazione tra territori, distretti socio-sanitari e tutti i livelli istituzionali coinvolti, con particolare attenzione all’inclusione scolastica degli studenti, è il senso dell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza in consiglio regionale. Con questo atto politico ribadiamo con forza come la nostra Regione non intenda lasciare indietro nessuno, soprattutto in questa fase di ripartenza». (r.cr.)

Nell'assestamento di bilancio della Regione un milione e mezzo per gli adolescenti grazie ad un emendamento Pd
Cronaca 6 Luglio 2020

La Camera dice no al riconoscimento per i lavoratori di Medicina, Cgil Emilia-Romagna e Bologna: «Inaccettabile»

Oggi la Camera dei Deputati ha scartato l’emendamento che avrebbe garantito un giusto riconoscimento economico alle lavoratrici e ai lavoratori di Medicina che non hanno potuto lavorare a marzo, ovvero quando il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono divenuti «zona rossa» per fronteggiare l’emergenza. 

»Fu un provvedimento drastico quello adottato dalla Regione Emilia-Romagna, ma necessario a contenere il Covid-19 in quell”area – si legge nel comunicato firmato da Cgil Emilia-Romagna e Cgil Camera del Lavoro Metropolitana Bologna -. Quanto è accaduto oggi è quindi inaccettabile. Gli effetti di quelle decisioni di carattere sanitario non possono ricadere sulle spalle di lavoratrici e lavoratori che da quattro mesi non ricevono quanto loro spetta. Chiediamo dunque a Governo e Parlamento di fermarsi e rimediare a questo gravissimo errore senza perdere altro tempo».

Nella foto: uno dei varchi della «zona rossa» di Medicina

La Camera dice no al riconoscimento per i lavoratori di Medicina, Cgil Emilia-Romagna e Bologna: «Inaccettabile»
Cronaca 26 Giugno 2020

«Zona rossa», risposte ai lavoratori di Medicina

È stato approvato all’unanimità nel Consiglio comunale di Medicina dello scorso 17 giugno l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza (Centro Sinistra e Sinistra Uniti Montanari Sindaco, Matteo Montanari Sindaco lista civica e Lista civica Medicina democratica e solidale) riguardante il «provvedimento a tutela dei lavoratori bloccati nella zona rossa».

Come è noto, il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono state dichiarate «zona rossa» dal 16 marzo al 3 aprile. Da qui, come si legge nell’odg, la necessità di sollecitare «con determinazione il Parlamento, il Governo, la Regione Emilia Romagna, l’Amministrazione comunale a fare chiarezza, emettendo provvedimenti che tutelino i lavoratori e le lavoratrici impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro nel periodo dell’istituzione della zona rossa Medicina- Ganzanigo». «Vogliamo tenere accesa l’attenzione sul tema» motiva Susanna Campesato, capogruppo di Centro Sinistra e Sinistra Uniti Montanari Sindaco.

Complessivamente, si parla di circa 200-300 lavoratori interessati. «No cassa inte- grazione o ferie obbligatorie, ma il riconoscimento dell’assenza per malattia» avevano detto all’unisono Valentina Baricordi e Marco Panieri, segretari rispettivamente dell’Unione comunale di Medicina e territoriale di Imola, chiedendo una risposta al Partito democratico nazionale e ai parlamentari. Stessi toni anche dal sindaco Matteo Montanari che, assieme al sindaco metropolitano Virginio Merola aveva chiesto di risolvere «la posizione dei lavoratori di Medicina bloccati dalla zona rossa per cui ancora dopo oltre due mesi non ci sono indicazioni da parte dell’Inps che li parifichino ai lavoratori delle altre zone rosse». (gi.gi.)

Nella foto: uno dei varchi della «zona rossa» di Medicina

«Zona rossa», risposte ai lavoratori di Medicina
Cronaca 15 Giugno 2020

Il Pd locale chiede garanzie per i lavoratori di Medicina a casa nei giorni di «zona rossa»

«No cassa integrazione o ferie obbligatorie, ma il riconoscimento dell’assenza per malattia». La segretaria del Partito democratico dell’unione comunale di Medicina Valentina Baricordi e il segretario del Pd dell’unione territoriale imolese Marco Panieri si schierano a fianco dei lavoratori medicinesi che si sono dovuti forzatamente assentare dal lavoro nei giorni in cui Medicina è stata dichiarata “zona rossa”.

«Quella decisione, che è stata seguita da grande senso di responsabilità da tutti i medicinesi a favore dei comuni confinanti, deve trovare piena tutela e non può essere fattore penalizzante – aggiungono la Baricordi e Panieri –. Abbiamo chiesto un impegno e una risposta da parte del Partito democratico nazionale e dai nostri parlamentari (lo sguardo è all’emendamento presentato alla Camera in discussione questa settimana), oltre a tenere in considerazione la zona rossa di Medicina in eventuali interventi economici a sostegno della ripartenza dalla Regione Emilia.Romagna». (r.cr.)

Il Pd locale chiede garanzie per i lavoratori di Medicina a casa nei giorni di «zona rossa»
Cronaca 10 Aprile 2020

Medicina «fuori dalla zona rossa» contro il virus – Cos’è cambiato?

Venerdì 10 aprile, Medicina «fuori dalla zona rossa». Da quasi una settimana siamo fuori dalla zona rossa. Il sabato mattina della libertà, come si evince dalla fotografia che accompagna il post, ci siamo lasciati un po’ prendere dall’entusiasmo. Poi le cose sono tornate nella normalità, e adesso mi chiedo: cos’è cambiato? Piccole cose, ad esempio l’osteria ha riaperto la cucina, per la consegna a domicilio. La mia terrazza confina con il piccolo giardino interno dell’osteria. La mattina della riapertura ho spalancato la finestra ed è entrato in casa un leggero aroma di friggione di cipolle. Stavo per commuovermi. Bentornate vecchie abitudini.

E mentre io venivo fermato dalla polizia a venti metri di distanza dalla mia abitazione, redarguito, e ricondotto davanti alla porta di casa, l’uomo che non stava in casa mi inviava una foto di lui che prendeva il sole in campagna. La campagna di un altro comune, però.

Mio padre: «Corrado, ho 1 kg di tortellini e un regalino di Pasqua per i bambini, passo a darteli». Io: «No, ma dove passi? Domani devo andare a fare la spesa, mentre torno a casa mi fermo al volo e me li dai fuori dal cancello» Mio padre: «Bene, dimmi a che ora passi così avviso la mamma che a quell’ora resta in casa». (Corrado Peli)

Nella foto: momenti di festa a Medicina, ovviamente ben prima delle misure restrittive messe in atto dal Governo per fronteggiare il Coronavirus

Medicina «fuori dalla zona rossa» contro il virus – Cos’è cambiato?
Cronaca 4 Aprile 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Libertà, che me faccio?

Sabato 4 aprile, Medicina «zona rossa». Ci hanno liberato, la notizia era nell’aria da giorni. Medicina non è più zona rossa, hanno tolto i posti di blocco dalle strade. Cosa cambia per me? Poco o nulla. Per altri, invece, il discorso è diverso, chi ha aziende o negozi fuori dal paese può tornare al lavoro (se le aziende o i negozi sono aperti). È rischioso? Certo, però si deve guardare avanti, e bisogna portare a casa uno stipendio. Mia moglie forse dovrà andare a Imola tutti i giorni, sono preoccupato per lei? Non più di tanto, sto aspettando con ansia il momento in cui rientrerà a casa, lunedì sera, per vendicarmi. Sto studiando con i bambini un percorso di sterilizzazione che prevede varie fasi della durata complessiva di almeno due ore, che terminerà con dieci minuti di corda e cinquanta flessioni, così da espellere le ultime tossine tramite sudore.

Cosa ricorderò di questo periodo? Le chat infinite, gran parte delle quali scadute di tono giorno dopo giorno, fino a rasentare volgarità inenarrabili. Il silenzio del centro storico e quell’uccellino che canta tutte le mattine non appena spunta il sole, non mi ero mai accorto di lui, mi mancherà quando il traffico ricomincerà a scorrere. Tutta la filmografia di Adam Sandler, alla quale sono stato costretto da mio figlio. L’attività fisica, non ne avevo mai fatta così tanta. Qualche sprazzo di umanità. Il brindisi con il mio sindaco, da finestra a finestra, quando il traguardo era ancora molto lontano (lo è ancora, per la verità). Mi restano anche un taglio di capelli inguardabile e delle piante grasse in sofferenza. Mi mancheranno quelli che ci hanno lasciato, ai quali dedico questo diario. Mi mancherete anche voi che avete letto, condiviso e commentato. Ora mi fermo. Ma forse torno, se succede qualcosa. That’s all folks. (Corrado Peli)

Scatto da Medicina

Medicina «zona rossa» contro il virus –  Libertà, che me faccio?
Cronaca 3 Aprile 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Sapore di mare

Venerdì 3 aprile, Medicina «zona rossa». Come sta la vostra mascherina? Siete tra i fortunati che hanno potuta sostituirla? O tra quelli che la lavano? Ve lo domando perché la mia fa lo stesso odore che sale dalla darsena di Marina di Ravenna quando ci sono 40 gradi e si è verificata una moria di pesci. Eppure, sarò uscito una decina di volte, poco più, e ancora non sputacchio, ho tutti i denti. Chissà… 

Ho fatto due passi sotto ai portici, i vari cartelli che annunciano la chiusura per Coronavirus si stanno lacerando, comincia ad essere tanto il tempo trascorso in questa situazione. È stato caldo, poi freddo, è tornato il caldo e c’è stata un’altra ondata di gelo. È piovuto ed è caduto pure qualche timido fiocco di neve. È passato anche l’1 aprile, appena una manciata di scherzi, c’è ormai poca voglia di ridere. Girava questa foto con Conte che annunciava: siete liberi! «L’uomo che non stava in casa» l’ha guardata e ha sorriso: dovevi ordinarmi il contrario, se volevi farmi uno scherzo. Ma ormai, anche «L’uomo che non stava in casa» ha perso verve. 

Mi resta poco da scrivere ormai, non succede più nulla, è un letargo nel letargo. Ho chiesto ad amici e conoscenti di combinare qualcosa, così da darmi spunti, ma nulla. Soltanto un gruppo di amici ha tentato di farsi arrestare organizzando una partita a calcetto nel giardino di casa, con tanto di casacche e arbitro. I carabinieri sono andati e li hanno sciolti per assembramento. Per il resto è routine. (Corrado Peli)

Scatto da Medicina

Medicina «zona rossa» contro il virus – Sapore di mare
Cronaca 2 Aprile 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Segni di cedimento

Giovedì 2 aprile, Medicina «zona rossa». Ho fatto un sogno, partecipavo a un video aperitivo con Borrelli, Conte, Venturi e Speranza. Però Conte era Antonio, il mister dell’Inter, è già quello doveva suonarmi strano. Ma la cosa peggiore era che, ad un certo punto, loro quattro si passavano la bottiglia di vino da uno schermo all’altro. Erano assieme, era tutta una farsa, ci prendevano per il culo. Come lo sbarco sulla luna. Tutta una messa in scena per fare i loro comodi. Mi sono svegliato con il cuore in gola e il pigiama impregnato di sudore. Il cuore si è rimesso a posto e il pigiama l’ho steso sul termosifone, l’aveva messo nuovo appena ieri…

Poi arriva la notizia tanto attesa: l’ora d’aria con i figli. Mi affaccio sulla strada, un padre e una bambina camminano a passo svelto sotto il portico, la piccola ha la pelle color polpa di kiwi. Si fermano dietro una colonna, la testa dell’uomo fa capolino, controlla. Improvvisamente la coppia spunta da dietro una macchina, attraversano la strada con il passo del leopardo, strisciando furtivi verso casa. Chiudo la finestra, non tira una bella aria. Decido comunque di fare due passi, è freddo ma c’è un bel sole, sono le due del pomeriggio. Con mio figlio (la mascherina lo copre dalla gola fino all’attaccatura dei capelli) arriviamo al campo da basket di via Oberdan, cinquanta metri da casa. Ci sediamo sul marciapiede. Mio figlio comincia a correre nel campetto calciando il frutto secco caduto da un albero. Lo fermo, non si mai. Restiamo lì ancora un po’.

Non passa nessuno, un silenzio da cimitero, però sento finestre aprirsi e chiudersi, mi sento osservato. I giardini pubblici vuoti, la baracchina chiusa, quel campo da pallacanestro senza nemmeno un ragazzo a tentare una schiacciata. Poi lì dietro c’è la scuola elementare di mio figlio. Ad un certo punto mi accorgo che lui sta proprio guardando in quella direzione. Guarda l’edificio delle scuole elementari Vannini con occhio languido. Che bello. «Piccolo mio, ti manca la scuola, vero?» «No papà, torniamo alla base». (Corrado Peli)

Nelle foto: da sinistra la scuola elementare Vannini di Medicina, a destra via Oberdan

Medicina «zona rossa» contro il virus – Segni di cedimento
Cronaca 1 Aprile 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’esperimento

Mercoledì 1 aprile, Medicina «zona rossa». Mi sono sempre chiesto perché eri soprannominato “Lu Pesce”, ma non te l’ho mai domandato. Eri veramente un pezzo di Medicina, presente ovunque, volontario in tutte le iniziative. 53 anni sono troppo pochi. Ciao Aurelio.

Tornando a noi, sabato scorso era una bella giornata, i fornai aperti e la pescheria pure. Abito nella via centrale di Medicina, quasi davanti al municipio. Così ho deciso, poco prima di mezzogiorno, di affacciarmi per dieci minuti alla finestra e annotare qualsiasi cosa accadesse nella strada e nei palazzi attorno, ho riportato ogni evento in preciso ordine cronologico.

1 – Passa una Jeep dei carabinieri. 

2 – Una donna cammina lenta sotto il portico, al guinzaglio ha un piccolo cane (è un cane?). 

3 – Passa la macchina della polizia municipale.

4 – L’assessore Donatella Gherardi appende uno dei disegni dei bambini (arcobaleno) alla finestra del suo ufficio.

5 – Passa un’altra macchina dei carabinieri.

6 – Un elicottero della polizia volteggia basso sui tetti del centro storico. Che vuole?

7 – Lento, con placida sicumera, pedala «L’uomo che non stava in casa», ha una baguette nel cestello, alza la testa verso l’elicottero, si gira, mi guarda e sorride. 

8 – La donna con il cane (non è un cane, è un gatto, o forse un grosso ratto) torna indietro.

9 – Un uomo tenta di acquistare un pacchetto di sigarette alla macchinetta. Gli va male. Stringe i pugni, la vorrebbe colpire, ma si trattiene.

10 – Il professor Caprara, impeccabile in una giacca di tweed color oliva, si affaccia al balcone mentre sorseggia un Martini. Mi saluta, contraccambio.

11 – Ancora la donna con il guinzaglio, quella cosa che cammina assieme a lei ha la lingua a penzoloni.

12 – Si affaccia Adriano, il mio vicino, brindiamo a vino e birra.

13 – Da una finestra di via Libertà un ragazzo sbraita qualcosa contro la sua ex moglie e si rifugia in casa.

14 – Un fuoristrada della Guardia di finanza rallenta all’altezza del fornaio, controlla che la fila sia ordinata e distanziata.

15 – Dietro al fuoristrada c’è lui, ancora «L’uomo che non stava in casa», mi guarda: «vado in pescheria, ti faccio tenere qualcosa da parte?» Sorride. 

16 – Assisto a una scena singolare, il vicario dell’istituto comprensivo di Medicina, persona degna di stima, viene fermato per un controllo. Mentre un carabiniere verifica l’orario sullo scontrino della spesa, l’altro palpeggia il taglio di vitello dentro la busta della spesa. Vorrei intervenire dicendo che è una persona per bene, ma preferisco guardare e farmi due risate.

17 – Nel mentre, con un ghigno beffardo, ripassa «L’uomo che non stava in casa», ha un branzino che spunta dal cestello della bicicletta. Mi guarda: «vado in farmacia».

Un sabato mattina come un altro, nella zona rossa di Medicina. (Corrado Peli)

Nella foto: i tetti di Medicina

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’esperimento

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