Cronaca

Medicina «zona rossa» contro il virus – Le procedure di rientro

Medicina «zona rossa» contro il virus – Le procedure di rientro

Martedì 24 marzo, Medicina «zona rossa»1983, i miei genitori mi portano al cinema a vedere Silkwood, con Meryl Streep. Silkwood vincerà diversi premi Oscar. Io ho il ricordo di una palla mostruosa. Ad ogni modo ho un altro ricordo terribile di quel film, le docce gelate (con passate di brusca sulla pelle) alle quali venivano costrette le lavoratrici della centrale nucleare ritenute a rischio contaminazione.

Ecco, il mio rientro dalla spesa è molto simile e segue un rigido protocollo:
1 – Mi devo bloccare sulla soglia d’ingresso e togliermi le scarpe. Le scarpe vengono poi inondate da uno spray di dubbia provenienza e, volando, collocate fuori dalla finestra.
2 – Scalzo, vengo accompagnato nel primo bagno e lì devo spogliarmi. È una sofferenza immane, è un bagno minuscolo con lavatrice e asciugatrice, ora colpisco con il gomito il termosifone, ora il ginocchio contro lo spigolo del lavandino. Ne esco tumefatto.
3 – I miei abiti vengono accartocciati e spruzzati con un’altra sostanza di dubbia provenienza. Senza che io me ne accorga spariscono. C’erano anche i miei jeans preferiti, li rivedrò?
4 – Il tratto di corridoio tra l’ingresso e il bagno si dissolve in una nuvola biancastra che ha lo stesso odore che si spande nel golfo del Niger. Chimica a go-go.
5 – Vengo costretto a una doccia di amuchina e dopo, molto dopo, posso tornare alle mie cose.

Altra considerazione riguardo le uscite/entrate. Siete mai stati ad Amsterdam? In Olanda le tasse sulla casa si pagavano in proporzione ai metri di affaccio dell’abitazione sulla strada, per tale motivo le case sono molto strette e si sviluppano in profondità e in altezza. Ecco, la mia casa è simile, molto stretta ma lunga e alta 4 piani (scale, scale e ancora scale). Questa mattina mia moglie era in mansarda, io volevo approfittarne per mettere fuori il becco e vedere se c’era la macchina di Roberto, l’uomo della pescheria. Voi non ci crederete ma, al primo impercettibile cigolio della porta, un urlo immane ha scosso le pareti: «Dove stai andandooooooo?» Ho richiuso la porta e girato la chiave. (Corrado Peli)

Nelle foto: mascherina, guanti e kit di igienizzanti

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