Cronaca

Medicina «zona rossa» contro il virus – Segni di cedimento

Medicina «zona rossa» contro il virus – Segni di cedimento

Giovedì 2 aprile, Medicina «zona rossa». Ho fatto un sogno, partecipavo a un video aperitivo con Borrelli, Conte, Venturi e Speranza. Però Conte era Antonio, il mister dell’Inter, è già quello doveva suonarmi strano. Ma la cosa peggiore era che, ad un certo punto, loro quattro si passavano la bottiglia di vino da uno schermo all’altro. Erano assieme, era tutta una farsa, ci prendevano per il culo. Come lo sbarco sulla luna. Tutta una messa in scena per fare i loro comodi. Mi sono svegliato con il cuore in gola e il pigiama impregnato di sudore. Il cuore si è rimesso a posto e il pigiama l’ho steso sul termosifone, l’aveva messo nuovo appena ieri…

Poi arriva la notizia tanto attesa: l’ora d’aria con i figli. Mi affaccio sulla strada, un padre e una bambina camminano a passo svelto sotto il portico, la piccola ha la pelle color polpa di kiwi. Si fermano dietro una colonna, la testa dell’uomo fa capolino, controlla. Improvvisamente la coppia spunta da dietro una macchina, attraversano la strada con il passo del leopardo, strisciando furtivi verso casa. Chiudo la finestra, non tira una bella aria. Decido comunque di fare due passi, è freddo ma c’è un bel sole, sono le due del pomeriggio. Con mio figlio (la mascherina lo copre dalla gola fino all’attaccatura dei capelli) arriviamo al campo da basket di via Oberdan, cinquanta metri da casa. Ci sediamo sul marciapiede. Mio figlio comincia a correre nel campetto calciando il frutto secco caduto da un albero. Lo fermo, non si mai. Restiamo lì ancora un po’.

Non passa nessuno, un silenzio da cimitero, però sento finestre aprirsi e chiudersi, mi sento osservato. I giardini pubblici vuoti, la baracchina chiusa, quel campo da pallacanestro senza nemmeno un ragazzo a tentare una schiacciata. Poi lì dietro c’è la scuola elementare di mio figlio. Ad un certo punto mi accorgo che lui sta proprio guardando in quella direzione. Guarda l’edificio delle scuole elementari Vannini con occhio languido. Che bello. «Piccolo mio, ti manca la scuola, vero?» «No papà, torniamo alla base». (Corrado Peli)

Nelle foto: da sinistra la scuola elementare Vannini di Medicina, a destra via Oberdan

1 Comment

  • Annoti in maniera concreta e sincera l’aria del centro del nostro povero paese.ciao

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