Cronaca

Tradizione e gusto insieme nei dolci della Pasticceria agricola di Veronica Pellegrino

Tradizione e gusto insieme nei dolci della Pasticceria agricola di Veronica Pellegrino

Uno dei segreti della buona cucina sta nei buoni ingredienti. Lo diceva anche Gianni Mura, recentemente scomparso, ma firma indimenticabile de La Repubblica (e non solo) fra sport e cucina: «Quando hai le cose giuste sul tavolo, quando al mercato hai scelto bene, poi i piatti vengono buoni per forza». La differenza, insomma, inizia nel fare bene la spesa. Che gusto dà, quindi, una ricetta realizzata con materie prime autoprodotte? A riscoprire i sapori e i saperi di una volta è Veronica Pellegrino, pasticciera che per le proprie ricette utilizza per lo più ingredienti prodotti nell’azienda agricola di famiglia che divide con il marito Andrea Pasini, il Mielaio del guelfo, nella frazione imolese di Giardino. In due non hanno sessanta anni.

«Ho iniziato a fare mieli nel 2012 aprendo l’azienda agricola da zero – racconta Pasini-. La passione per le api me l’ha trasmessa mio nonno, poi ho coinvolto anche Veronica. Tre anni fa ci siamo trasferiti insieme da Imola a Giardino, interessati a una vita di campagna sana e semplice». Lei nel frattempo, già pasticciera, ha maturato l’idea di un laboratorio tutto suo nel quale poter applicare la medesima filosofia agricola, sogno che si è avverato all’inizio dello scorso anno. «Tutto è iniziato con un semplice forno professionale, all’inizio impastavo e stendevo tutto a mano. Oggi che il lavoro è aumentato ho un’impastatrice e una sfogliatrice, ma le forme, le farcite e le decorazioni sono ancora manuali – racconta Pellegrino -. La mia idea, artigianale e creativa, era quella di ricreare alcune ricette di pasticceria valorizzando prodotti agricoli, come il miele. Le mie preparazioni sono fatte con il 90 per cento di materie prime autoprodotte o provenienti da produttori diretti. Oltre al miele abbiamo iniziato anche a produrre il grano per la nostra farina. Se il risultato cambia? Provare per credere». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 aprile

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