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Cronaca 1 Gennaio 2019

Lo chef Antonio Scaccio di «Affetti & Sapori» cucina per i Vip su yacht in rotta tra Miami, Caraibi ed Europa

«Da sempre ho desiderato viaggiare, l’ho fatto per puro piacere o lavoro, mi sono spostato e ho abitato in tante città, sono un po’ “nomade” in questo, chissà un giorno riconoscerò il posto dove fermarmi…». La voce arriva da Miami, in Florida, e lui è Antonio Scaccio, che a Imola ha gestito fino a pochi mesi fa il locale «Affetti & Sapori Cucina Naturale», nel quartiere Zolino. Proprio la vetrina chiusa del locale e il cartello nel quale si informa la clientela che lo chef è impegnato a bordo di uno yacht, ha stuzzicato la nostra curiosità e ci ha spinti a cercarlo per saperne di più.

Con molta disponibilità Scaccio, cinquantasettenne, autore di libri di cucina vegetariana e vegana, ha accettato di raccontarci la sua esperienza, attualmente a bordo del mega yacht «Utopia4», un 63 metri che appartiene ai miliardari americani J.R. and Loren Ridinger, proprietari di Market America, un incrocio, come loro lo definiscono, tra Amazon e Qvc, tra i più ricchi negli Stati Uniti.

Per lo chef di origine siciliana non è la prima esperienza di questo genere. Per diversi anni ha lavorato sullo yacht di Dolce e Gabbana ed è stato richiesto su altri yacht nel Mediterraneo, così come negli Stati Uniti e nei Caraibi. «Lavorare su una barca non è scontato, servono conoscenze a 360 gradi, praticità, lungimiranza, velocità, attenzioni – racconta -. Con i vip poi è tutto inaspettato ma io cerco di stare sempre un passo avanti a loro, è importante per godere della stima di chi ti paga e acquisire autorevolezza tra chi lavora con me». L’«Utopia4» si sposta tra i Caraibi, le Bahamas, il Nord America e l’Europa, a seconda delle stagioni. I proprietari, che possiedono anche altre barche, amano organizzare eventi importanti con super vip al seguito, occasioni mondane in cui business e divertimento si fondono. Solo per citare alcuni nomi, Scaccio nei giorni scorsi ha cucinato per Eva Longoria, Serena Williams, Jennifer Lopez, Alicia Keys, Justin Bieber…

«Ogni cosa, dalla qualità del cibo al servizio devono essere assolutamente impeccabili». Uno yacht come quello dei Ridinger ha un equipaggio fisso di tredici persone, dal comandante ai marinai, passando per lo chef e i suoi aiutanti. Quando ci sono gli eventi, altri vengono ingaggiati all’occorrenza perché tutto fili alla perfezione, compresi i fuochi d’artificio. «Io sono tra i più “anziani”. Il nostro lavoro è impegnativo dal punto di vista professionale – prosegue Scaccio -. Ci occupiamo della preparazione del cibo, dell’approvvigionamento, della sistemazione di interni ed esterni dello yacht, lo scopo è di far star bene tutti, dai vari guest allo staff».

Una vita che non offre solo vantag-gi. Scaccio confessa che gli mancano «l’affetto della mia compagna, rimasta a Imola» e le amicizie, ma non sa quando tornerà. Inevitabile parlare anche di «Affetti & Sapori». «Ci ho lasciato il cuore – ammette -. Avevo formato diversi aiutanti pensando di affidare loro il locale affinché proseguissero l’attività, ma li ho “persi” per strada per i motivi più vari. E non me la sono sentita di ripartire da zero con altri. Quello che ho costruito a Imola è unico come concept store biologico certificato. La gestione era difficile perché si trattava di un locale con tante proposte diverse ogni giorno: pesce, vegano, cibi per intolleranti, sushi, sashimi, biscotteria, pizza al taglio e pane con farine antiche o lievitazioni naturali da gourmet, pasticceria, paella, il servizio catering».

Scaccio lascia aperta una porta per un suo futuro ritorno: «Mi scrivono in tanti… Per adesso l’attività è ferma, vedremo se ci saranno investitori disposti a fare qualcosa insieme». (m.t.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto sopra: Antonio Scaccio con l”attore e cantante Jamie Foxx

Nelle altre due foto: Scaccio con il resto dell”equipaggio e un suo piatto

Imola

Lo chef Antonio Scaccio di «Affetti & Sapori» cucina per i Vip su yacht in rotta tra Miami, Caraibi ed Europa
Cultura e Spettacoli 11 Novembre 2018

Le antiche tradizioni del mese di novembre, tra festività religiose, credenze popolari e piatti tipici

Il primo giorno di novembre, Ognissanti, è una grande festività religiosa dedicata a tutti i santi, ma nella tradizione pagana (Romagna, terra celtica) si festeggiava il Capodanno, col ritorno sulla terra dei defunti. I Celti erano un popolo dedito all’agricoltura e alla pastorizia per cui la fine dell’estate, con la fine dei raccolti, diventava anche la fine dell’anno: la fine di una stagione per iniziarne una nuova: l’inizio dell’anno nel calendario contadino.

Quando la Chiesa impose le proprie regole e il proprio calendario liturgico, dedicò il giorno 1 ai Santi e il 2 alla commemorazione dei defunti. E’ rimasta però l’usanza pagana di fare opere di bene in memoria dei defunti e cioè la «fava dei morti». Un tempo si cuocevano fave, ceci, fagioli e lupini da mangiare in famiglia e da offrire ai poveri che quel giorno chiedevano l’elemosina, la carité di mort, e che in cambio dicevano preghiere per i defunti della famiglia.

La mattina del giorno dei morti i bambini dovevano alzarsi presto per andare al cimitero, perché dopo i genitori dovevano lavorare. Partivano da casa che era ancora buio, con tanta voglia di dormire ancora, ma li consolava l’idea che tra le bancarelle dei fiori c’era spesso qualcuno che vendeva castagne, brustulline e lupini. Nelle campagne c’era poi un’usanza molto antica, quella di rifare i letti con lenzuola pulite perché i defunti, così voleva la tradizione, per un giorno sarebbero ritornati sulla terra fra i loro cari, sarebbero ritornati a riposare nei loro letti.

Sarebbero ritornati a visitare le loro case e allora occorreva lasciare anche la tavola apparecchiata e il fuoco acceso, perché potessero mangiare e riscaldarsi. I Celti credevano infatti che alla vigilia di ogni nuovo anno il Signore della Morte, il Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e che tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese e quindi fosse permesso al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. Un’antica usanza di questo periodo dell’anno è dunque quella delle «fave dei morti», che si riallaccia probabilmente alla cultura dei Celti. Ma perché proprio il nome «fava»? Che cosa ha a che fare questa pianta erbacea leguminosa, coi dolci e con quei biscotti che troviamo in questi giorni nelle botteghe dei fornai, nelle bancarelle dei mercati e naturalmente nelle case dove ancora vi è l’usanza di fare i dolci?

La fava è una specie erbacea, originaria dell’Asia occidentale, coltivata per i semi, utilizzati a scopo alimentare e consumati soprattutto freschi, crudi o cotti. E’ una pianta annuale diffusa anche nella pianura Padana, seminata generalmente in marzo e raccolta in estate. Secondo gli antichi, le fave, quelle vere, i semi commestibili di color verdastro, contenevano le anime dei morti, quindi erano cibo di rito nella ricorrenza. Presso i Romani le fave erano sempre presenti nei conviti funebri, cotte nell’acqua con l’osso di prosciutto. La fava si offriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose. I fiori della fava erano considerati un segno lugubre e le fave, i semi, soprattutto quelli neri, erano considerati un’offerta funebre. Gli Egizi invece consideravano questo legume cosa immonda, quindi non la mangiavano e nemmeno osavano toccarla. (ve.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Le antiche tradizioni del mese di novembre, tra festività religiose, credenze popolari e piatti tipici
Sport 10 Novembre 2018

«Camminar per sagre», l'ultimo appuntamento con «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi

Domani, domenica 11 novembre, prosegue «Camminar per Sagre», l’iniziativa di «IF Imola Faenza» che unisce trekking e scoperta dei sapori del territorio. L’ultimo dei 4 appuntamenti previsti è in occasione di «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi, con ritrovo alle ore 8.45 e ritorno previsto per le ore 12.30. Il percorso si snoda sulle colline di Faenza, nella bella cornice della Torre di Oriolo, dove si svolge questa rassegna dedicata alle antiche colture locali: i grani antichi e le varietà del melograno.

I costi di partecipazione sono di 10 euro a persona (solo trekking con guida escursionistica) oppure 25 euro col pranzo compreso. E’ obbligatorio prenotarsi entro la sera precedente l’escursione, contattando Imola Faenza Tourism Company (tel. 0542-25413). Si raccomanda un abbigliamento adatto alla stagione e scarpe da trekking. (Redazione sportiva)

Foto tratta dal sito di «If Imola Faenza»

«Camminar per sagre», l'ultimo appuntamento con «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi
Cultura e Spettacoli 9 Novembre 2018

Un viaggio nel medioevo con «L'Antico Castello» nel weekend

Un viaggio indietro nel tempo, alla riscoperta delle origini di Castel San Pietro: lo offre «L’Antico Castello», manifestazione ideata e promossa dalla Pro Loco di Castel San Pietro che per un weekend riporta in vita il tempo passato e il turismo presente nell’ambito del più ampio progetto «Dante primo turista tra Emilia e Romagna» e all’interno del programma di appuntamenti del Baccanale di Imola. Dal 9 all’11 novembre Castello si riempirà così di spettacoli, mostre, eventi enogastronomici, possibilità di escursioni nel territorio, giochi medioevali, arcieri, falconieri e mercatini a tema.

Giunta all’ottava edizione, l’iniziativa prende il via venerdì 9 con l’inaugurazione alle ore 17 della mostra «L’antico Castello: fotografie, manufatti e testimonianze sulle origini medioevali di Castel San Pietro Terme» nella saletta d’arte di via Matteotti 79 (visitabile fino alle 19, poi sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19). Sempre venerdì il teatro Cassero ospiterà alle 20.30 lo spettacolo di Marco De Simone Una piuma è fatta per volare, liberamente tratto dal racconto di Giorgio Faletti La piuma (biglietto 10 euro, info e prenotazioni al 333/2731652).

Ancora mostre sabato 10 novembre. Alle 10, nell’ex stazione delle corriere, lo scultore Renato Mancini, che trasforma i materiali di recupero in creazioni, reinventando la realtà e riportandoli a nuova vita, inaugurerà la sua «Personaggi ed emozioni della Divina Commedia», mentre alle 11 nella sala degli antichi sotterranei del palazzo comunale gli studenti dell’Iis Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro racconteranno e riprodurranno la mostra «Dante Experience» attraverso la loro interpretazione (entrata libera). Alle 14, poi, partirà il «Dante bus», un tour inedito ed inusuale alla scoperta dei borghi del territorio con radici ed anima medievale, accompagnati dallo sguardo del sommo poeta: il tour prevede la visita guidata alla scoperta del borgo medievale di Castel del Rio, intrattenimenti ed apericena a tema presso l’Iis Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro (costo 45 euro, prenotazione obbligatoria allo 051/ 6951379, posti limitati).

Domenica si avrà il clou della manifestazione. Dalle 10 il centro storico sarà animato con mostre, mercatini a tema, antichi mestieri, arcieri e rievocazioni medioevali, con attenzione agli eventi per i più piccoli. Dalle 12, poi, sarà possibile riscoprire i prodotti tipici del nostro territorio gustando antiche ricette, mentre spettacoli ed eventi a tema intratterranno la città per tutta la giornata. Tra gli eventi, da ricordare alle 11 nella sala degli antichi sotterranei del palazzo comunale la replica della «Dante Experience» con gli studenti, alle 12 in piazza XX Settembre gli antichi sapori con primi piatti, formaggi con miele, fichi caramellati; sempre qui alle 15 ci saranno dimostrazioni di falconeria, mentre la saletta espositiva di via Matteotti 79 sarà protagonista della lettura in dialetto bolognese di alcuni passi tratti dalle opere di Dante Alighieri alle 16. Quindi spazio alla distribuzione di caldarroste con spettacoli finali alle 17 in piazza XX Settembre, seguita dal racconto di «Dante Experience» degli studenti nella sala degli antichi sotterranei del palazzo Comunale.

Nella foto un momento dell’edizione 2017 de «L’Antico Castello»

Un viaggio nel medioevo con «L'Antico Castello» nel weekend
Cultura e Spettacoli 2 Novembre 2018

Da domani Imola si riempie del gusto del latte con il Baccanale

«L’Italia del latte» raccontata a Imola. È, infatti, questo il tema dell”edizione 2018 del Baccanale, che si terrà in città dal 3 al 25 novembre. Segnalata tra gli eventi per l’Anno del Cibo Italiano 2018, la rassegna enogastronomica è organizzata dal Comune di Imola, grazie al sostegno di vari enti pubblici e privati e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e della Regione Emilia Romagna. Per tre settimane, dunque, Imola risuonerà dei sapori e del gusto di piatti e bevande preparati con il latte: tantissimi saranno i menù a tema e le proposte dei ristoranti e dei bar, le degustazioni, gli assaggi, gli incontri, i laboratori, gli spettacoli e le mostre.

Sabato 3 novembre alle 10.30 a Casa Piani sarà inaugurata la mostra dedicata all’illustratore dell”immagine del Baccanale, Fabian Negrin, che sarà presente al vernissage. La cerimonia ufficiale di apertura della rassegna si avrà nel pomeriggio quando, alle 17.30 al teatro Comunale, la sindaca Manuela Sangiorgi darà il via alle iniziative, seguita dallo storico dell’Alimentazione Massimo Montanari (Università di Bologna) che parlerà di «Fiumi di latte, laghi di burro, montagne di formaggio». Al termine, ci sarà una lettura del Libro IX dell’Odissea: il pastore Polifemo, affidata alla voce di Maddalena Crippa, attrice teatrale di fama internazionale.

Il programma del Baccanale conta 122 appuntamenti (di cui 21 per i più piccoli e 6 scuole di cucina). Tra i vari, si possono segnalare l”incontro con il giornalista esperto di cultura popolare romagnola Beppe Sangiorgi che domenica 4 novembre alle 17.30 al Museo San Domenico propone una conferenza dal titolo «Il latte nelle tradizioni popolari romagnole» o l’evento organizzato dall’Accademia Italiana della Cucina (delegazione di Imola) venerdì 9 novembre alle 18 in biblioteca, intitolato «Al cinema col latte, ma non solo…» e che vede la partecipazione di Massimo Montanari e Giovanni Ballarini, professore emerito dell’Università degli studi di Parma, presidente onorario dell”Accademia italiana della cucina. .Da segnalare anche la consegna del Premio Garganello d’oro: dopo Gualtiero Marchesi, Carlo Petrini, Gianni Mura, Eugenio Del Toma, Licia Granello, Massimo Montanari, Michael White, Massimo Bottura, e molti altri, il Garganello d’oro che dal 2003 viene assegnato a personaggi di spicco della contemporaneità impegnati nell’ambito della propria attività per la promozione della cultura del cibo andrà al conduttore televisivo e giornalista Patrizio Roversi, in una cerimonia che si terrà domenica 25 novembre alle ore 18 in biblioteca.

Come ogni anno, il Baccanale sarà anche un momento privilegiato per promuovere la cultura enogastronomica del territorio imolese, attraverso le tradizionali rassegne dedicate al vino (XXV Banco di assaggio dei vini e dei prodotti agroalimentari dell’imolese) e all’olio (Olimola), i mercati organizzati in collaborazione con le associazioni agricole, che porteranno in piazza le aziende agricole del territorio e i loro prodotti e le numerose altre iniziative promosse da associazioni e aziende agricole del territorio. (r.c.)

Il programma completo e tutti i menù sono online sul sito www.baccanaleimola.it e visibili sull”applicazione gratuita per smartphone AppU. Informazioni: 0542/602207.

Ulteriori informazioni sul numero di «sabato sera» di giovedì 1 novembre

Da domani Imola si riempie del gusto del latte con il Baccanale
Cronaca 23 Ottobre 2018

La zuppetta dell'Hostaria 900 trionfa al concorso legato alla Festa dei Frutti dimenticati di Casola Valsenio

E” imolese il piatto migliore del concorso l”Indimenticabile. La seconda edizione della gara abbinata alla Festa dei Frutti dimenticati di Casola Valsenio è stata infatti vinta dall’Hostaria 900, l”unico ristorante di Imola in lizza.

La “Zuppetta di mele della rosa con polpettine di Mora Romagnola”, proposta dal titolare del locale, Orazio Galanti, ha battuto la concorrenza dei piatti realizzati dagli altri partecipanti al concorso, l”Acquavitae presso il Grand Hotel di Riolo Terme, la Cantina del Bonsignore di Brisighella, il ristorante San Biagio Vecchio di Faenza e la Locanda Senio di Palazzuolo sul Senio.

«L”abbinamento della carne di maiale con le mele è un abbinamento di antica tradizione, che è stato riproposto e ben valorizzato in questo piatto – si legge nella motivazione scritta dalla giuria -. La Mela della Rosa è una delle varietà tra le più antiche di mela, coltivata già nel 1300. Ha una parte giallo/verdina ed una rosata che la fa somigliare ad una bella guancia tanto che quando si voleva fare un complimento ad una bella ragazza si diceva che era bella come una mela della rosa».

I giurati, che rappresentavano If Imola Faenza Tourism Company,  Proloco Casola Valsenio, Associazione per la valorizzazione dei Frutti Dimenticati e Istituto Alberghiero di Riolo Terme, hanno particolarmente apprezzato l”abbinamento del «gusto asprino della mela» con le «deliziose polpettine di carne». «L”uso della Mora romagnola – prosegue la motivazione – denota una particolare attenzione ai prodotti del nostro territorio. Piacevole anche la presentazione, fatta in un piatto che ricordava nella forma le zuppiere che venivano messe al centro della tavola e da cui tutta la famiglia attingeva per il pasto, in un gesto di grande comunione».

Una particolare segnalazione è stata inoltre riservata al ristorante San Biagio Vecchio, per «aver colto appieno lo spirito del concorso, impegnandosi particolarmente nell”organizzazione di una serata che è risultata ben riuscita e con grande interesse e partecipazione del pubblico presente».

Nella foto un momento della premiazione

La zuppetta dell'Hostaria 900 trionfa al concorso legato alla Festa dei Frutti dimenticati di Casola Valsenio
Cultura e Spettacoli 29 Settembre 2018

La tradizionale Sfujaréia in piazza Matteotti tra spannocchiatura, polenta e bella musica. IL VIDEO

Tradizione, buon cibo e bella musica. Tutto questo è la Sfujaréia, l”evento andato in scena in piazza Matteotti a Imola e organizzato dalla Società del Passatore – Ca’d’Jomla e dall’associazione turistica Pro Loco.

Stand dove i presenti hanno potuto gustare la polenta del Gruppo Polentari di Tossignano o assaggiare il vino offerto dalle cantine Cavim, Poletti, Tre Monti e Severoli. In piazza poi è stata presentata la tradizionale attività della spannocchiatura e, per finire, la serata è stata impreziosita dalla musica sempre coinvolgente dell”«i Big Band».

r.c.

Nella foto: un momento della festa in piazza Matteotti

La tradizionale Sfujaréia in piazza Matteotti tra spannocchiatura, polenta e bella musica.  IL VIDEO
Cronaca 25 Settembre 2018

I Frutti dimenticati di Casola Valsenio arrivano anche a Imola: torna il concorso per ristoranti abbinato alla festa di ottobre

Tornerà anche quest’anno, per la 28° volta, la festa dei «Frutti dimenticati» di Casola Valsenio, con bancarelle ed eventi speciali in programma per due fine settimana di ottobre: il 13 e 14 e il 20 e 21.

Per il secondo anno, i frutti e le erbe dimenticati saranno inoltre protagonisti di menù speciali che si potranno assaggiare in cinque ristoranti in gara nel concorso “L’indimenticabile”, che dovrà stabilire quale tra i ristoranti avrà saputo valorizzare meglio in un piatto i frutti e le erbe dimenticate delle valli del Senio, del Santerno e del Lamone.

La festa e il concorso sono stati presentati all’autodromo di Imola dall’assessore a Cultura e Turismo di Casola, Maurizio Nati e dal direttore di If Imola Faenza Tourism Company, Erik Lanzoni, affiancati dal presidente della Pro Loca casolana, Bruno Boni e da Graziano Caroli dell’associazione per la Valorizzazione delle erbe e dei frutti dimenticati di Casola Valsenio.

In particolare l’attenzione in questo appuntamento è stata dedicata al concorso, che non si ferma solo al territorio faentino, ma abbraccia tutta l’area di riferimento di If. A rappresentare il versante imolese, sarà infatti in gara anche l’Hostaria 900 di Imola, che si giocherà così la possibilità, in caso di vittoria, di riproporre il piatto nel corso di un cooking-show live in piazza.

Concorso a parte, per tutto il mese di ottobre ci sarà la possibilità di passare una serata a Casola Valsenio, in un qualsiasi dei suoi ristoranti e assaggiare un menù a base di erbe a frutti dimenticati.

Il concorso e i menù a tema hanno l’obiettivo di valorizzare e far conoscere i valori eno-gastronomici delle valli romagnole già in odor di Toscana, riportando alla memoria antichi sapori, nomi che rischiano di essere dimenticati, odori e immagini del passato, nostalgici e dolci.

La festa ha tuttavia anche una valenza turistica: attraverso eventi come quello dedicato ai frutti dimenticati infatti si punta ad incrementare le presenze in queste zone, con proposte che possano richiamare sempre più persone da tutta la regione e oltre.

I Frutti dimenticati di Casola Valsenio arrivano anche a Imola: torna il concorso per ristoranti abbinato alla festa di ottobre
Cronaca 12 Settembre 2018

Musica, sport, arte e gastronomia: lo spettacolo della Festa del Contadino. IL VIDEO

Musica, sport, arte e gastronomia hanno ancora volta fatto da cornice alla Festa del Contadino di Sasso Morelli, evento organizzato dalla Coop. Clai che nel weekend ha proposto un ricco programma di appuntamenti legati alla tradizione enogastronomica e culturale del territorio con mostre, concerti e il suggestivo Palio dei Pigiatori. Non poteva mancare certo lo sport e il benessere grazie alla 1^ Campestre Clai e la passeggiata ecologica.

r.c.

Nella foto (Isolapress): un momento del Palio dei Pigiatori

Musica, sport, arte e gastronomia: lo spettacolo della Festa del Contadino. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 12 Luglio 2018

Stasera a La Centrale i Bastard Sons of Dioniso, domani Gli Taliani, poi Morgan e gli Almamegretta

Dopo una settimana dalla sua partenza, è già un successo La Centrale – Imola Summer Fest, la festa organizzata dall”associazione App & Down che fino a domenica 22 animerà l’area lungofiume di via Pirandello. La manifestazione, che negli scorsi anni si teneva nella zona della centrale di cogenerazione a Montericco, quest”anno si è spostata vicino al Santerno e il pubblico con lei: tanti sono, infatti, i visitatori che nella prima settimana l”hanno affollata muovendosi tra l”area dedicata alla gastronomia, quella per i bimbi con giochi e laboratori, il mercatino. E, naturalmente, per assistere agli spettacoli, tutti ad ingresso gratuito (in ogni serata, il primo spettacolo inizia alle 21, il secondo alle 22.15).

Si prosegue anche questa sera con The Floating Ensemble e The Bastard Sons of Dioniso, per poi andare aventi fino al 22 luglio. Domani ci saranno i NoDimora seguiti da Gli Taliani con la loro travolgente musica e da un dj, sabato 14 si esibirà il Gamma Club Imola poi toccherà alla Cialtronight (dance anni ”70) e alla musica di un dj, domenica 15 arriverà Marco Travaglio con il suo spettacolo Slurp, lunedì 16 si darà spazio al pop rock italiano con Alis e poi alle hit anni ”80 e ”90 con i Moka Club, martedì 17 salirà sul palco il Lovesick duo seguito da Morgan, mercoledì 18 i Nessun Ostacolo Insieme – Banda di Imola Juniores apriranno la scena per The Rocky Horror Picture Show, giovedì 19 la serata vedrà l”afro-blues dei Savana Funk seguito dal sound degli Almamegretta, venerdì 20 Giacomo «Jack» Cascone farà risuonare il suo pop per poi lasciare il palco agli Antani Project con il loro rock ska funk, sabato 21 ci saranno i Flok Notes con musica irlandese seguiti dai Jackson One in un omaggio a Michael Jackson e dalla music adi un dj, mentre la festa si chiuderà domenica 22 con uno spettacolo di danza Indipendance e con la comicità di Beppe Braida.

Da ricordare che La Centrale – Imola Summer Fest ha anche un apsetto solidale, con una raccolta benefica in favore del reparto di pediatria dell’ospedale di Imola. (r.c.)

Il programma completo è sul sito www.lacentrale.tv.

Nella foto, di Isolapress, il palco de La Centrale – Imola Summer Fest

Stasera a La Centrale i Bastard Sons of Dioniso, domani Gli Taliani, poi Morgan e gli Almamegretta

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