Economia

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno

C’è chi i sogni preferisce custodirli per sempre in un cassetto e c’è chi invece, come Marco Guerra, decide di rimboccarsi le maniche e trasformarli in realtà. In via Puccini, proprio dietro le scuole Orsini, si trova infatti la sua edicola, un piccolo «paese dei balocchi» in cui le nonne conducono per mano i nipotini e dove chi, stanco di sentirsi solo, sa di poter trovare un volto amico sempre pronto ad ascoltare e talvolta in grado di consigliare. Marco è indubbiamente un punto di riferimento per il quartiere, avendo intrapreso la sua avventura da ormai ventidue anni. Nel 1998, a soli 25 anni, decide di concretizzare una passione d’infanzia e di rilevare quell’edicola che ormai rappresenta per lui una seconda casa.

Ancora ignaro dei sacrifici ai quali va incontro, ma armato di buona volontà, Marco inizia così a scrivere il primo capitolo del suo romanzo di formazione, considerato che chi frequenta l’edicola da sempre l’ha visto letteralmente crescere tra una pagina e l’altra. Fortunatamente non è solo nel suo viaggio, infatti, ad aiutarlo, ci sono la mamma casalinga, purtroppo venuta a mancare qualche anno fa, e il papà che, da quando è in pensione, si è reso disponibile a tempo pieno per alleggerire il carico di lavoro al figlio.

Come si svolge una sua giornata tipica?
«Anche se può sembrare chei l tempo libero non manchi, gestire un’edicola richiede impegno e sacrifici. Ogni mattina mi alzo alle 4.15, se il gatto non mi sveglia prima, e mi preparo per essere all’edicola alle 5, dove mi aspettano puntualmente quotidiani e riviste. Faccio l’inventario praticamente tutti i giorni insieme a mio padre e poi siamo pronti per partire. I primi anni ammetto che mi capitava spesso di sfogliare i quotidiani e leggere un po’ di tutto avendone l’occasione. Oggi, invece, a causa dei ritmi sostenuti e della mancanza di tempo, mi limito a qualche rivista di storia o di scienza che reputo sempre interessanti». (gi.so.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

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