Posts by tag: rubrica

Economia 29 Maggio 2020

«Un salto in edicola» è andata a trovare Claudia Martini, che da 33 anni vende giornali sotto l'orologio

Il centro storico imolese è da sempre un luogo d’incontro per tutti i cittadini che abitano in riva al Santerno. Dalle chiacchiere sotto l’orologio agli acquisti al mercato, dai caffè nei numerosi bar delle piazze fino a mangiare un buon primo o una deliziosa pizza in qualche ristorante o pizzeria. Il centro cittadino, però, è sempre stato e tuttora resta un luogo estremamente dinamico, con negozi e locali che da un giorno all’altro vengono alla luce o chiudono le serrande. Chi non vuole proprio mollare la sua attività e resiste come punto di riferimento proprio nel cuore del centro storico è Claudia Martini, che gestisce l’edicola che porta il suo nome dal 1987. «Gestisco l’edicola da 33 anni – spiega la stessa Claudia -, dopo averla rilevata dal vecchio distributore dei giornali Dino Boldrini, che aveva avviato la propria attività nel 1947 sotto la Casa del Fascio. Si trattava di un locale molto piccolo, che acquisii assieme ad un socio».

Poi cosa successe?
«Nel 2000 ci trasferimmo nei locali di uno dei bar più famosi di Imola, il Caffè Grande, nel porticato di palazzo Vacchi. Pochi anni dopo, il mio socio decise di intraprendere un altro percorso, così rimasi da sola a gestire l’edicola».

Da quel momento non ha più avuto alcun socio?
«No, ma per fortuna mi dà una mano la mia figlia più piccola, Sara».

Nonostante l’aiuto di sua figlia, la vita dell’edicolante resta particolarmente impegnativa.
«È vero, ma a me è sempre piaciuta. Da 33 anni mi alzo alle 4.30, ormai fa parte del mio dna. Le dirò di più: da quando ha chiuso il mio collega in via Mazzini, lavoro 7 giorni su 7. Prima mi alternavo le domeniche con lui, mentre ora non me la sento proprio di lasciare la piazza vuota». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 28 maggio

Nella foto Claudia Martini (a destra) con la figlia Sara

«Un salto in edicola» è andata a trovare Claudia Martini, che da 33 anni vende giornali sotto l'orologio
Economia 22 Maggio 2020

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno

C’è chi i sogni preferisce custodirli per sempre in un cassetto e c’è chi invece, come Marco Guerra, decide di rimboccarsi le maniche e trasformarli in realtà. In via Puccini, proprio dietro le scuole Orsini, si trova infatti la sua edicola, un piccolo «paese dei balocchi» in cui le nonne conducono per mano i nipotini e dove chi, stanco di sentirsi solo, sa di poter trovare un volto amico sempre pronto ad ascoltare e talvolta in grado di consigliare. Marco è indubbiamente un punto di riferimento per il quartiere, avendo intrapreso la sua avventura da ormai ventidue anni. Nel 1998, a soli 25 anni, decide di concretizzare una passione d’infanzia e di rilevare quell’edicola che ormai rappresenta per lui una seconda casa.

Ancora ignaro dei sacrifici ai quali va incontro, ma armato di buona volontà, Marco inizia così a scrivere il primo capitolo del suo romanzo di formazione, considerato che chi frequenta l’edicola da sempre l’ha visto letteralmente crescere tra una pagina e l’altra. Fortunatamente non è solo nel suo viaggio, infatti, ad aiutarlo, ci sono la mamma casalinga, purtroppo venuta a mancare qualche anno fa, e il papà che, da quando è in pensione, si è reso disponibile a tempo pieno per alleggerire il carico di lavoro al figlio.

Come si svolge una sua giornata tipica?
«Anche se può sembrare chei l tempo libero non manchi, gestire un’edicola richiede impegno e sacrifici. Ogni mattina mi alzo alle 4.15, se il gatto non mi sveglia prima, e mi preparo per essere all’edicola alle 5, dove mi aspettano puntualmente quotidiani e riviste. Faccio l’inventario praticamente tutti i giorni insieme a mio padre e poi siamo pronti per partire. I primi anni ammetto che mi capitava spesso di sfogliare i quotidiani e leggere un po’ di tutto avendone l’occasione. Oggi, invece, a causa dei ritmi sostenuti e della mancanza di tempo, mi limito a qualche rivista di storia o di scienza che reputo sempre interessanti». (gi.so.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno
Cronaca 15 Maggio 2020

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna

Castel del Rio è un comune di circa 1.200 abitanti, con i suoi riferimenti ben precisi. Per mangiare ci sono il ristorante Il Gallo e l’osteria Il Palazzaccio; per un buon caffè ci si può fermare al bar H, al B 57 o al bar Fantasy; per i quotidiani e le sigarette, invece, non si può sbagliare. L’indirizzo è piazza della Repubblica 10, dove è situata l’edicola e tabaccheria di Luca Ravaglia. Luca, 57enne nato e cresciuto a Castel del Rio, è sposato dal 2011 con Iliana Bogdan e con lei gestisce l’attività. È lo stesso Ravaglia a raccontarci come è iniziata la sua vita da giornalaio. «Prima di acquistare l’edicola nel 2006, facevo l’elettricista. Ho lavorato in una cooperativa imolese, poi ho cambiato un paio di volte, tra Imola e Borgo Tossignano. In quel periodo, purtroppo, è venuto a mancare mio padre e ho ereditato un po’ di soldi; nel frattempo sono venuto a conoscenza che l’edicola/tabaccheria di Castel del Rio era stata messa in vendita e ho deciso di cogliere l’opportunità al volo, assieme al mio socio di allora, Christian Bertozzi».

Fare questo mestiere comporta grossi sacrifici e pochi giorni di ferie.
«In realtà non abbiamo mai chiuso per ferie. Siamo l’unica edicola/tabaccheria di Castel del Rio, non possiamo permettercelo. Se proprio io e mia moglie vogliamo prenderci 10 giorni per rilassarci, dobbiamo farli in maniera separata, in modo che l’altro possa mandare avanti l’attività. In tutto l’anno ci sono 5 giorni in cui i giornali non escono: in quelle occasioni, riusciamo a dormire un po’ di più. Le racconto un aneddoto: persino il giorno del mio matrimonio sono stato in negozio fino alle 12, poi mi sono sposato e alle 15.30 ero di nuovo a vendere giornali e sigarette. Non abbiamo nemmeno potuto fare il viaggio di nozze»

Prima elettricista, poi giornalaio e tabaccaio. Dove vede la sua terza vita?
«Nel sud della Spagna. Io e mia moglie culliamo questo sogno da un po’, vogliamo trasferirci in un posto più caldo, magari con meno umidità rispetto a Castel del Rio. Entrambi abbiamo buone capacità manuali, potremmo trovarci un lavoretto là». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna
Economia 8 Maggio 2020

«Un salto in edicola» passa da Castel Guelfo per conoscere l'attività di Elisa Ricci Maccarini

Da bottega alimentare presto divenuta un punto di riferimento storico per l’intero paese, a negozio di tabaccheria, edicola multiservizi e articoli da regalo due generazioni dopo. Siamo a Castel Guelfo e l’edicola di cui scriviamo è quella che porta il nome della famiglia Ricci Maccarini ormai da ottanta lunghi anni. «Mio nonno, Aurelio Ricci Maccarini, ha acquistato questo negozio nel 1939 – racconta Elisa Ricci Maccarini, che lo gestisce dal 2005 -. Allora era una bottega di alimentari con annessa rivendita di tabacchi che nel tempo si è fatta un nome in città. Mio padre Tonino ne ha portato avanti la gestione dalla fine degli anni Sessanta a quando è stato il mio turno. Io ho rilevato l’attività negli anni Duemila; ho ristrutturato l’intero negozio, anche se era assai ben tenuto, per eliminare la rivendita di alimentari alla luce dell’arrivo in paese del supermercato Coop. Ho scelto di puntare su tabacchi, edicola, che nel 2002 aveva già attivato mio padre, e soprattutto sui servizi».

L’elenco di quanto offre l’edicola tabaccheria Ricci Maccarini sarebbe lungo da fare: basti pensare che si vada Lotto e Superenalotto al pagamento di bollettini e voucher,dalle fotocopie a stampe e fax, dai servizi finanziari e bancari a quelli postali, dalla vendita di giocattoli agli articoli da regalo. All’esterno del locale, sotto il portico di piazza Dante, c’è anche la rivendita self service di tabacchi e ricariche. «Ho fatto una scelta che richiede tanto lavoro ma che funziona», spiega la titolare, che conta sull’aiuto di due collaboratori famigliari, papà Tonino e mamma Gianna, e una dipendente, Mirella Dal Pozzo. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 maggio

«Un salto in edicola» passa da Castel Guelfo per conoscere l'attività di Elisa Ricci Maccarini
Economia 1 Maggio 2020

«Un salto in edicola» con Elena e il suo negozio di Bubano che vende anche cartoleria e articoli da regalo

Per chi arriva a Bubano percorrendo via Lume da via Pagnina, la prima insegna che si incontra lungo il viale alberato, di fronte alla Cittadella che ben si può definire come il luogo simbolo del paese, è quella de «L’edicola di Elena». È sufficiente, però, dare un’occhiata alle due vetrine – ben visibili anche dalla centralissima piazza Dante Cassani – per rendersi conto che il negozio offre molto di più di quello che l’insegna anticipa. E se la curiosità vi spinge a varcare la soglia, dietro al bancone vi accoglie Elena Tassinari. Elena ha 27 anni ed è di Mordano.

Da quanto tempo gestisce l’edicola di Bubano?
«Ho preso in gestione l’edicola poco più di un anno fa. Con l’aiuto della mia famiglia».

Come si è avvicinata a questo lavoro?
«Mah… diciamo per caso. Volevo provare a fare qualche cosa di nuovo e diverso».

Posso immaginare che abbia contribuito anche il desiderio di stare in mezzo alla gente? In un lavoro di questo genere, incontrare nuove persone, chiacchierare e conoscersi è all’ordine del giorno.
«A stare a contatto con le persone sono già abituata. Oltre che in edicola, lavoro in una mensa da nove anni. E questo mi ha aiutato molto caratterialmente. Perché ero molto timida, anche se non sembra».

Come riesce a conciliare gli orari di lavoro all’edicola con quelli del servizio in mensa?
«Per fortuna – o per sfortuna- ho poche ore in mensa. Al massimo viene mia mamma, quando mi devo assentare per forza. E per darle “supporto tecnologico”, quando ci sono problemi che non riesce a risolvere da sola, viene il mio compagno». (lu.ba.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 aprile

«Un salto in edicola» con Elena e il suo negozio di Bubano che vende anche cartoleria e articoli da regalo
Economia 24 Aprile 2020

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano

Scommettere su un’edicola è ancora possibile. Marco Manzali, 32 anni, ci ha creduto cinque anni fa. Nella piazzetta di Tolara, oggi è una delle due edicole con chiosco rimaste attive tra Ozzano e la frazione sulla via Emilia. «Le vendite non vanno poi così male. Credevo peggio, all’inizio», ci racconta. La sua formula? «Quella di un’edicola classica, con un piccolo spazio per i libri». Non vende solo giornali, certo. Ma neanche si è dovuto inventare chissà quale escamotage. Giornali, giocattoli, biglietti autobus, il grosso della sua attività. «Però un’edicola la considero un luogo elastico, dove è possibile sperimentare. Se mi accorgo che i clienti sono più inclini a un certo prodotto, mi adatto», spiega il giovane titolare.

Marco Manzali ha rilevato l’intera attività nel 2015. L’«edicola Tolara» esisteva già dai primi anni ’80. Ha avuto sempre un unico proprietario, Daniele Sosio, ma negli ultimi vent’anni era stata ceduta due volte in gestione. Ora Manzali è l’unico proprietario e ci lavora assieme ai genitori, che gli danno il cambio durante la giornata. Probabilmente siamo di fronte al più giovane edicolante intervistato dal nostro giornale finora. Come ti è venuta l’idea? «Venivo in quest’edicola da ragazzo. Ero un cliente abituale e assiduo, con la passione per le collane. Ne avevo diverse, dalle banconote ai modellini. Un giorno, nel 2015, Giuliano Serra l’ex gestore mi disse che l’edicola era in vendita e se volevo subentrare. Ho detto, perché no. Avevo un lavoro traballante all’epoca. Ero alla reception di un hotel alla frazione Campana. C’era aria di crisi, stipendi non pagati, infatti di lì a poco chiuse. Il momento buono per cambiare vita». (ti.fu.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto Marco Manzali nella sua edicola

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano
Economia 17 Aprile 2020

«Un salto in edicola» arriva alla rivendita di viale D'Agostino 58 che è aperta sette giorni su sette

L’edicola Montanara è una certezza. Aperta con orario continuato fino alle 20, sette giorni su sette, è ormai un punto di riferimento per i clienti non solo del quartiere Pedagna, ma di tutta Imola. Dal 2004 a gestirla è Silvia Mariano, con l’aiuto del marito Enrico Gramantieri, di Borgo Tossignano. Più di recente anche la figlia Emily, di 24 anni, dopo il diploma in Ragioneria ha scelto anche lei questa professione, diventando contitolare assieme alla mamma. L’edicola Montanara è nella sede attuale da trent’anni e la gestione Mariano-Gramantieri è la più duratura delle quattro che si sono avvicendate dall’inizio. «Mia moglie lavorava come impiegata amministrativa in una azienda di Calderara di Reno – racconta Enrico Gramantieri -. Purtroppo l’azienda è fallita e dopo una serie di passaggi lavorativi intermedi ha pensato di rilevare questa edicola. Più che un sogno nel cassetto è stata una occasione, anche se abbastanza onerosa a suo tempo. La scelta di dare un servizio continuativo è stata quindi una necessità. Mia moglie la definirebbe una missione… umanitaria. A essere presenti in modo così costante alla fine si diventa un punto di riferimento».

Questa è la parte visibile a tutti. Mi racconta invece la parte che non si vede? A livello di organizzazione familiare, ad esempio, cosa comporta il fatto di esserci sempre?
«Facciamo una turnazione. Io vengo la mattina presto con mia figlia, apriamo ogni giorno alle quattro e mezza. Mia figlia fa lo smistamento e io le consegne esterne. Di solito serviamo una sessantina di bar, attività sospesa al momento a causa del Coronavirus, più una quarantina di clienti privati, soprattutto persone anziane. Un servizio gratuito a domicilio oppure a chiamata. Io torno poi al pomeriggio, mentre mia moglie è presente il sabato e la domenica. Ormai l’edicola è la nostra seconda casa. Anzi, in certi frangenti quasi la prima». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 16 aprile

Nella foto Silvia Mariano dell”edicola Montanara

«Un salto in edicola» arriva alla rivendita di viale D'Agostino 58 che è aperta sette giorni su sette
Cronaca 10 Aprile 2020

«Un salto in edicola» fa tappa sotto il Cassero, per conoscere il chiosco che porta il nome del simbolo di Castello

Da oltre sessant’anni all’ingresso del centro storico di Castel San Pietro si trova l’edicola nota come edicola Cassero. Un chiosco piccolo, ma ricco di giornali e riviste che ancora oggi esiste e resiste come una vera e propria edicola. L’attuale gestione, come già le precedenti, ha scelto di puntare sulla più ampia offerta di giornali, riviste e altri prodotti editoriali e non, forniti dal distributore, piuttosto che su servizi di ogni tipo. In poche parole l’edicola del Cassero è un’edicola tradizionale, così come del resto è tradizionale la sua forma a chiosco, pur incastonato sotto l’edificio simbolo di Castello. A gestirla, dal 2016, sono Simone Molinari e la moglie Luisa Marchesini, che hanno investito nella nuova attività i Tfr maturati come operai in un’azienda metalmeccanica. Prima di loro, per ben 37 anni fino al 2016, in quel chiosco c’erano stati Marino Bersanie  Giustina Franceschelli.

Oggi resistete aperti come una delle poche attività fondamentali anche durante l’emergenza sanitaria, ma più in generale che lavoro è quello dell’edicolante oggigiorno?
«Oggi è dura – ammette Molinari-: siamo considerati indispensabili e ci siamo nonostante la paura del contagio e la drastica riduzione nelle vendite. La gente, giustamente, si muove di meno e compra di meno; la vendita dei giornali si è dimezzata, insomma, il gioco non vale la candela ma resistiamo comunque come servizio utile alla popolazione. Prima di questa emergenza quello dell’edicolante, qui, era un bel lavoro, e speriamo che tutto torni alla normalità. Un lavoro fatto di clienti di ogni tipo e di tutte le età: famiglie, anziani, bambini che vanno a scuola; tantissimi passanti vista la vicinanza con l’autostazione, ma anche tanti clienti abituali che è sempre un piacere vedere, chi compra sempre il solito e chi, con un rapporto di fiducia reciproco, si fa tenere da parte le uscite e passa quando può».

Un servizio culturale, il vostro, più che improntato sul disbrigo delle commissioni…
«Nella nostra edicola, piccolissima ma ottimamente organizzata, si può trovare di tutto: i giornali locali e nazionali; riviste per tutti i gusti; libri da colorare o con gli adesivi per i bambini, ma anche figurine da collezionare e giochi vari; fumetti; libri rosa, che vanno ancora tanto, così come piacciono sempre molto le raccolte a puntate da costruire». (mi.mo.)

L”intervista completa e la storia dell”edicola sono su «sabato sera» del 9 aprile

Nella foto Luisa Marchesini davanti al suo chiosco sotto il voltone del Cassero con in mano una copia del nostro giornale

«Un salto in edicola» fa tappa sotto il Cassero, per conoscere il chiosco che porta il nome del simbolo di Castello
Cronaca 3 Aprile 2020

«Un salto in edicola» per conoscere «Il Graffio», in piena «zona rossa» a Medicina

Non lontano dal centro di Medicina, esiste un quartiere residenziale di relativa recente costruzione denominato Corte Argentesi, grazie alla particolare forma della piazzetta e alla via principale dell’agglomerato urbano, via Orlando Argentesi, che fu il primo sindaco democraticamente eletto a Medicina. L’edicola «Il graffio», gestita da Linda Pirazzini, è una delle attività che animano e offrono servizi agli abitanti del quartiere. Linda e il marito sono stati per lungo tempo gestori del pub ristorante «I 3 bicchieri» a Medicina, poi nel 2015 hanno deciso di cambiare vita e di dedicarsi all’edicola, che era stata acquistata già nel 2007 e data in gestione. «Non tornerei indietro – racconta Linda -, il lavoro in edicola è stancante perché si devono fare tante ore, ma comunque lo preferisco e poi è anche più compatibile con la nostra età, fare le 3 di notte tutte le sere non faceva più per noi».

Che cosa offre l’edicola ai suoi clienti?
«Bisogna tenere presente che abbiamo una clientela per lo più formata da anziani e giovani coppie con bambini, gli abitanti di Corte Argentesi. Non siamo un’edicola “di passaggio”, quindi, oltre ai quotidiani e ai giornali, abbiamo implementato la gamma dei servizi con il Punto Sisal, dove i clienti possono pagare le bollette, i bolli dell’auto, gli abbonamenti e tanto altro. Inoltre, prenotiamo i libri che ci vengono richiesti e, grazie a un fornitore, ogni mese predisponiamo un cestone con libri a pochi euro. Il guadagno è molto limitato, ma è una cosa che i clienti apprezzano molto. Infine, cosa di cui vado fiera, siamo un Bologna Point, cioè siamo autorizzati a vendere il merchandising ufficiale del Bologna Football Club: berrette, zainetti, palloni, cappellini. Ci tengo a sottolineare che non teniamo nessun tipo di Gratta e vinci o altro che induca a giocare o scommettere». (mo.or.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 aprile

«Un salto in edicola» per conoscere «Il Graffio», in piena «zona rossa» a Medicina
Cronaca 20 Novembre 2019

«Rubrica salute»: la celiachia, malattia autoimmune legata all’assunzione di glutine, può portare a gravi complicanze

La celiachia è una malattia autoimmune assai frequente: a livello mondiale è seconda solo a quella del lattosio e riguarda circa l’1% della popolazione. In Emilia Romagna gli assistiti dal Servizio sanitario regionale per questa condizione sono circa 18 mila (ad Imola 556), con tendenza all’aumento per via di una maggior consapevolezza generale e a diagnosi sempre più accurate. Il rapporto tra maschi e femmine è di 1 a 3. Ma che cos’è la celiachia? E’ una condizione infiammatoria cronica dell’intestino tenue causata dall’ingestione di glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali (come frumento, orzo, segale, farro e kamut), in soggetti geneticamente predisposti. Cereali utilizzati nella preparazione di alimenti molto diffusi, come pane, pizza, pasta, biscotti… «E’ una malattia su base genetica – spiega Pietro Fusaroli, direttore facente funzione dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia dell’Azienda Usl di Imola -. Vi sono diverse ipotesi circa i fattori che ne condizionerebbero l’insorgenza, come la mancata alimentazione al seno, infezioni gastrointestinali e terapie antibiotiche nell’infanzia, ma non vi sono ancora elementi definitivi in tal senso».

Come si può manifestare questa malattia? «In forme cliniche più o meno sintomatiche e a qualsiasi età – risponde Fusaroli -. La celiachia, infatti, è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va da alterazioni minime, per esempio solo una lieve anemia con carenza di ferro, a forme maggiormente sintomatiche, con diarrea e magrezza, alterazioni della cute, talora in associazione con altre malattie autoimmuni». Come facciamo a diagnosticarla? «Con esami del sangue e ricerca di anticorpi specifici e, in caso di positività di questi ultimi, esofagogastroduodenoscopia con biopsia duodenale. E nel caso di presenza della malattia all’interno di una famiglia, data la sua caratteristica trasmissione genetica, è opportuno effettuare uno screening degli anticorpi in tutti i parenti di primo grado». Qual è la terapia da seguire? «La dieta senza glutine, condotta con rigore – dice ancora Fusaroli -, è l’unica buona regola che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute».

Rispettare, però, una dieta rigorosamente priva di glutine pone una serie di problemi psicologici e pratici, perciò occorre una corretta educazione alimentare. «Quello di seguire la dieta – prosegue Fusaroli – spesso costituisce un problema per chi scopre la malattia da adolescente, perché deve cambiare le proprie abitudini alimentari, mentre se la celiachia è diagnosticata in età pediatrica il bambino si abitua fin da subito a nutrirsi con gli alimenti corretti ed ha minori difficoltà». In natura sono molti gli alimenti che possono sostituire quelli vietati (come, ad esempio, riso, mais, patate) ed inoltre oggi esistono ottimi prodotti senza glutine, comprese particolari farine con cui è possibile cucinare pane, pasta, pizza, dolci. Se per altre malattie croniche una persona deve convivere con la consapevolezza di un progressivo peggioramento della malattia, per il celiaco il prezzo da pagare è la dieta, con le conseguenti limitazioni sociali, ma non vi è una vera progressione della malattia. E’ però fondamentale non fare eccezioni, infatti, anche la più piccola assunzione di glutine, se ripetuta nel tempo, può provocare danni. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: il dottor Pietro Fusaroli, direttore facente funzione dell”unità operativa complessa di gastoenterologia dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute»: la celiachia, malattia autoimmune legata all’assunzione di glutine, può portare a gravi complicanze

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast