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Cronaca 16 Ottobre 2020

«Un salto in edicola» e l’attività di Anna Visani e Lorenzo Malavolti: «All’Informa Pontesanto giornali ma…niente pane»

A Imola l’edicola tabaccheria di Pontesanto, in via Zanotti 11/c, è un vero e proprio punto di riferimento per il quartiere. A portare avanti l’attività ci sono la signora Anna Visani e il figlio Lorenzo «Malvi» Malavolti che, oltre a seguire la tabaccheria di famiglia, è anche dirigente responsabile del settore giovanile della Clai, nota formazione imolese di pallavolo femminile, «anche se fino ai 10 anni vengono accolti anche i maschi in squadra», puntualizza Anna, che con il marito iniziò l’attività di commerciante nel lontano 1997 con una vecchia licenza da emporio: «Facevo l’impiegata, fu una scelta di libertà e poi avevo Lorenzo piccolo da badare».

Lorenzo, che cresce dietro al banco, segue un’altra strada professionale, per poi nel 2015 prendere il posto del padre nella gestione della tabaccheria. La licenza da edicola Anna riuscì a ottenerla nel 2000, facendo così diventare la sua attività una sorta di fulcro per il quartiere, «perché siamo sempre aperti». In effetti l’edicola tabaccheria è aperta dal lunedì al sabato dalle 6.30 alle 19.30, mentre la domenica si chiude per le 12.30. «Ci sarebbe da scrivere un libro – ride Anna -. Quando il forno è chiuso vengono a chiedere se abbiamo il pane o quando è chiusa l’officina vengono da noi per gonfiare le biciclette! A parte questi episodi surreali, siamo in effetti sempre pronti a dare una mano… siamo l’Informa Pontesanto!».

L’articolo completo su «sabato sera» del 15 ottobre.

Nella foto: Anna Visani e il figlio Lorenzo Malavolti, dell’edicola tabaccheria Pontesanto a Imola

«Un salto in edicola» e l’attività di Anna Visani e Lorenzo Malavolti: «All’Informa Pontesanto giornali ma…niente pane»
Cronaca 9 Ottobre 2020

«Un salto in edicola» incontra al centro Medicì le sorelle «Nonsologiornalaie»

Si chiama Nonsologiornali e, come dice il nome, non vende solo giornali. Parliamo dell’edicola di Medicina che si trova all’interno del centro commerciale Medicì, in via Licurgo Fava. A gestirla sono le sorelle Alessandra e Michela Pariani, 53 e 48 anni, ma come si definiscono loro, «gemelle mancate».

Questo perché nel 2007 hanno scelto insieme di prendere in gestione l’edicola e da allora hanno condiviso ogni decisione. «Prima di scegliere di intraprendere questa nuova esperienza – raccontano le sorelle – lavoravamo entrambe per un maglificio, dove però non eravamo soddisfatte. Passando un giorno dal Medicì abbiamo visto che l’edicola cercava una nuova gestione interessata a rilevare l’attività e ne siamo rimaste incuriosite. Anzi, è stato proprio un colpo di fulmine. Così ci siamo informate e, vedendo una nuova opportunità lavorativa da intraprendere insieme, nel giro di poco tempo l’abbiamo rilevata. Era il 2007 ed eravamo entusiaste allora quanto siamo soddisfatte ancora oggi».

L’articolo completo su «sabato sera» dell’8 ottobre.

Nella foto: Alessandra e Michela Pariani, dell’edicola Nonsologiornali, nel centro commerciale Medicì a Medicina

«Un salto in edicola» incontra al centro Medicì le sorelle «Nonsologiornalaie»
Cronaca 25 Settembre 2020

«Un salto in edicola» ed una Lady Coraggio all’ombra del Grattacielo

A Imola, al civico 8 di via Pacinotti, poco prima di spuntare su piazzale Michelangelo, si trova l’edicola Grattacielo. Il nome dell’edicola rispecchia a pieno il carattere della proprietaria: Nicoletta Cardelli, 56 anni, capelli biondi, tutto pepe, da sei mesi nonna di una bellissima bimba. Da sola porta avanti tutto il lavoro che c’è da fare dal lunedì alla domenica, per tutto l’anno. Nicoletta gestisce l’edicola dal 2011, prima è stata barista e benzinaia, «facevo i turni anche notturni in autostrada», non proprio un lavoro semplice per una donna piccolina e minuta come lei. «Ho avuto anche una piccola esperienza in fabbrica, ma è un lavoro che non fa per me. Ho bisogno del contatto, di muovermi, di stare con le persone».

Così, dopo aver lasciato il lavoro da benzinaia per problemi fisici, ha tentato l’avventura con l’edicola: «Quando ti ritrovi senza lavoro a quasi cinquant’anni non è facile, poi ho trovato un’occasione ragionevole e mi sono buttata. In fondo poi l’edicola era il mio sogno». Ed eccola dunque tra quotidiani, riviste e giochi per bambini, «abbiamo anche la macchina per i biglietti del treno, per le ricariche telefoniche e per il pagamento di bolli e bollette. Perché solo con i giornali non è facile».

In effetti è proprio poco bionda, come si dice a Imola per indicare una persona decisa e coraggiosa, la nostra Nicoletta che nel 2014 subì, sventandola, una rapina a mano armata: «Ero al telefono con il mio compagno, la solita chiamata di metà mattina, quando entra in edicola un uomo a volto coperto che mi si para davanti e tira fuori un coltello, intimandomi di dargli duecento euro per la scuola di sua figlia. Io non ci penso un attimo, mi sono alzata dallo sgabello e gli sono andata incontro dicendogli che non ci pensavo proprio a dargli i soldi e che ero al telefono con una persona che stava sentendo tutto. A quel punto lui mi ha mandato a quel paese ed è scappato e io l’ho inseguito!». Il giorno dopo i giornali locali titolavano Lady Coraggio ha messo in fuga un ladro armato di coltello, «però ho avuto paura, quando sei in quelle situazioni l’adrenalina ti fa fare cose che a mente fredda non faresti». (m.o.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 24 settembre.

Nella foto: Nicoletta Cardelli nella sua edicola di via Pacinotti a Imola

«Un salto in edicola» ed una Lady Coraggio all’ombra del Grattacielo
Cronaca 18 Settembre 2020

«Un salto in edicola» raggiunge l’attività di Andrea Cortini e sua mamma nel quartiere Campanella

Il quartiere Campanella, al pari di tutti gli altri quartieri imolesi, è una piccola città nella città. Al suo interno si possono trovare negozi, scuole, centri sportivi, ma pure supermercati come il Conad, situato in via Benedetto Croce. Posizionata appena sopra il Conad ecco anche l’edicola del quartiere, chiamata appunto Edicola Campanella, che da più di 7 anni è in gestione ad Andrea Cortini e alla mamma Rosanna Galassi. «Io e mio figlio Andrea abbiamo comprato l’edicola dalla signora Oriana Perugini nel maggio del 2013 e la gestiamo da allora – spiega la signora Rosanna -. Il titolare è mio figlio, è lui che si occupa dell’edicola per la maggior parte del tempo: io gli do una mano quando a lui tocca fare delle commissioni.

Come si è evoluta la vostra edicola nel corso degli anni?

«A grandi linee la gestione è rimasta la stessa di quando l’abbiamo presa. Trattandosi di un chiosco, non è possibile ampliarlo per trasformarlo, ad esempio, in una cartolibreria, come fanno molti. Ammetto che quello dell’edicolante è un lavoro bellissimo, ma presenta alcune difficoltà: in primo luogo all’esplosione di Internet, uno strumento che ha la possibilità di dare subito le notizie e che, quindi, negli anni ha messo in crisi il settore della carta stampata, togliendole dei lettori. Poi ci sono gli editori, che non sono per nulla collaborativi nei nostri confronti e, francamente, non ne capisco il motivo. Dobbiamo trovare il modo di portare più gente possibile in edicola, trovare nuovi clienti.

State vendendo anche i libri della Bacchilega editore, giusto?

Abbiamo qualche volume. Il più richiesto è quello dell’imprenditore Alberto Forchielli, Che figata la quarantena, ma adesso sono cavoli nostri. Un altro libro molto venduto è Storie dimenticate da non dimenticare di Benito Benati». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 17 settembre.

Nella foto (Isolapress): Andrea Cortini e la mamma Rosanna Galassi nell’edicola Campanella a Imola

«Un salto in edicola» raggiunge l’attività di Andrea Cortini e sua mamma nel quartiere Campanella
Cronaca 4 Settembre 2020

«Un salto in edicola» svela l’attività multiservizi di Alessandro Alessandrini a Sesto Imolese

Non solo edicola ma an- che tabaccheria multiservizi, cartoleria, giocattoli e profumeria. È tutto ciò l’edicola di Sesto Imolese di Alessandro Alessandrini, inaugurata nel 1999. Prima l’edicola, al civico 62 della vecchia via San Vitale che taglia il centro abitato della frazione imolese, ha avuto altre due gestioni famigliari, la prima dell’attuale proprietario della struttura che ospita il negozio, oggi ottantenne, «che ce l’aveva da una vita», racconta la collaboratrice «storica» dell’attuale proprietario, Simona Zuppiroli. «Prima ancora raccontano che l’edicola fosse un semplice chiosco nel parco qui vicino – dice -. Ma i tempi sono cambiati e oggi l’edicola da sola non funzionerebbe».

È per questo motivo che, nel tempo, Alessandrini ha scelto di arricchire la propria attività con tutti i servizi possibili. «La rivendita di tabacchi è attiva dal primo giorno – continua Zuppiroli, di Massa Lombarda così come il titolare -, pochi anni dopo abbiamo aggiunto anche il distributore automatico che abbiamo rinnovato recentemente: oggi in autonomia è possibile anche acquistare Gratta&vinci e fare ricariche varie, telefoniche e non solo. Servirebbe un nuovo distributore che permetta anche i pagamenti con bancomat e carte, un investimento che prima o poi faremo visto che oggi sempre più persone scelgono i pagamenti elettronici. Certo – commenta -, sarebbe utile se le banche agevolassero questo tipo di pagamenti, che ad oggi hanno delle elevate commissioni per i gestori». 

L’articolo completo su «sabato sera» del 3 settembre.

Nella foto: Alessandro Alessandrini e Simona Zuppiroli davanti all’edicola di Sesto Imolese

«Un salto in edicola» svela l’attività multiservizi di Alessandro Alessandrini a Sesto Imolese
Cronaca 28 Agosto 2020

«Un salto in edicola» scopre i «10 Covidamenti» del titolare dell’attività di via Libertà a Medicina

«Durante il Barbarossa mi diverto a mettere in prosa brani tratti dagli Harmony e decantarli al pubblico astante». Si sa che durante il Barbarossa la goliardia la fa da padrona, ma quando si ha a che fare con Paolo Giuggioli, titolare dell’omonima edicola di via Libertà, via centralissima nel cuore di Medicina, bisogna mettere in conto una certa dose di eccentricità innata. Da sette anni il quarantunenne Paolo, medicinese doc, gestisce l’edicola tabacchi nel centro storico della città, ma la sua carriera lavorativa non era certo indirizzata verso questi traguardi. «Mi sono laureato in Scienze statistiche, poi ho fatto tirocinio al Cup, nella sede centrale di Bologna, dove ho lavorato per tre anni con un contratto a tempo determinato. Quando poi mi hanno assunto con un contratto a tempo indeterminato mi sono licenziato… dopo dieci giorni».

Come sta Medicina che, a dispetto del suo nome, ha dovuto affrontare un momento tragico della sua storia, con la «zona rossa» e la chiusura della città a causa del Covid?

«Abbiamo avuto una grandissima paura. Io sono sempre stato aperto perché servizio essenziale, ma avevo tanta paura. Un giorno ho cominciato a scrivere gli strilloni fuori dall’edicola. Era un modo per esorcizzare il momento, la città fantasma, i morti, i malati. Scrivevo cose tipo “Oggi c’è il sole”, che servivano più che altro a me, ma poi i clienti hanno cominciato a chiedermi di scriverle se non lo facevo, così tutti i giorni mi inventavo qualcosa da mettere sullo strillone, cavolate in rima o in prosa. Ci facevano bene però. Come i “10 Covidamenti”, che sono riusciti a strappare un sorriso a tanti. (m.o.)

L’articolo completo e i «10 Covidamenti» su «sabato sera» del 27 agosto.

Nella foto: Paolo Giuggioli nella sua edicola

«Un salto in edicola» scopre i «10 Covidamenti» del titolare dell’attività di via Libertà a Medicina
Cronaca 24 Luglio 2020

«Un salto in edicola», a Osteria Grande c’è l’Arcobaleno di Sebastiano Cava

Si chiama Arcobaleno l’unica edicola oggi aperta nella frazione castellana di Osteria Grande. Prima ve n’erano due, ma «l’altra ha chiuso ormai una decina di anni fa» come racconta l’attuale titolare del chiosco sulla via Emilia, segno che l’odierna crisi del settore è tangibile anche in termini di punti vendita e posti di lavoro. Sebastiano Cava ha tirato su la saracinesca verde dell’edicola Arcobaleno due anni fa, acquistandola, rammenta, «dal precedente proprietario che l’aveva gestita a lungo e che, se non ricordo male, l’aveva messa in vendita per un insorto problema di allergia all’inchiostro di giornali e riviste, con cui doveva inevitabilmente avere a che fare tutti i giorni».

Per l’edicola Arcobaleno, infatti, i prodotti di carta stampata sono ancora oggi la prima entrata. Nel tradizionale chiosco che affaccia sulla via Emilia, vicino all’ufficio postale della frazione, si trovano tutti i giornali e le riviste in distribuzione: dai quotidiani «che ormai acquistano solo clienti dai cinquant’anni in su» ai magazine di gossip «che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, vanno anche fra gli uomini; esisto- no decine di titoli ma le più quotate sono sempre le stesse da venti o trent’anni. E poi ci sono le riviste di enigmistica, giochi e tempo libero, fra cui anche quelle antistress da colorare, che sono popolari anche fra i più giovani, per lo più scoperte o riscoperte durante il lockdown, quando c’era più tempo libero da riempire di attività per far passare le lunghe ore a casa – racconta -. Nei mesi in cui le edicole erano fra le pochissime attività aperte, i clienti venivano con cadenza giornaliera per comprare qualcosa con la scusa di fare due passi fuori casa. Oggi, invece, la situazione è tornata verso la normalità pre-Coronavirus, anche se sono ancora molte le consegne a domicilio che faccio a persone che non se la sentono di uscire o che hanno difficoltà motorie. Inoltre rifornisco i bar della frazione e i parrucchieri, i primi con i giornali di informazione, i saloni con le riviste di gossip e tempo libero». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 23 luglio.

Nella foto: Sebastiano Cava nella sua edicola a Osteria Grande

«Un salto in edicola», a Osteria Grande c’è l’Arcobaleno di Sebastiano Cava
Cronaca 17 Luglio 2020

«Un salto in edicola», l’attività a Ponte Rizzoli di Giada Lelli dove una volta passò anche Gianni Morandi

È l’edicola di una realtà parallela, gli Stradelli Guelfi, l’itinerario alternativo da cui si può raggiungere la riviera romagnola senza gli imbottigliamenti del traffico autostradale, men che meno dei semafori della via Emilia. La possiede e gestisce da dieci anni Giada Lelli, 32 anni, residente a Castel San Pietro. «Dopo il diploma all’Alberghiero – racconta – la crisi picchiava duro, specie in quel periodo, e così decisi per un’attività in proprio. Rilevai l’edicola contro ogni pronostico. Mi dicevano che la vendita dei giornali era destinata a sparire. Ma in fondo non ci credo».

Data la posizione nella frazione ozzanese di Ponte Rizzoli, il destino dell’edicola non può che essere legato alla via che l’attraversa, un percorso che ancora tra i pochi dà la possibilità di vivere il viaggio come una fiaba. Già il nome, Stradelli Guelfi, ci riporta indietro di 800 e rotti anni. Guelfi perché univano la Bologna papalina alla Romagna clericale. Oggi è la via per distinguersi e schivare l’ingorgo. A patto però che si conosca il dedalo di strade che da San Lazzaro arriva a Cervia. Ed ecco che la chiave per arrivare al mare non poteva che essere il pezzo forte dell’ edicola di Ponte Rizzoli. La cartina degli Stradelli. Che resiste perfino allo scontro con Google Maps, presente ormai su tutti i telefonini. Lo stesso Google che in un boccone si è mangiato i navigatori TomTom. La mappa, invece, nel suo piccolo resiste. «Ne vendiamo circa 200 l’anno», dice Giada.

Pensando al passato una mattina di fine agosto 2016 nell’edicola di Ponte Rizzoli è entrato, a sorpresa, Gianni Morandi. «Gentilissimo, con un sorriso grande come le sue mani – racconta la titolare, Giada Lelli -. Ci ho messo qualche istante a riconoscerlo, forse per i suoi modi di fare molto normali. Ma poi gli ho chiesto subito una foto e ha accettato volentieri. Era diretto verso la Romagna, assieme a un collaboratore. Si è fermato per comprare un quotidiano e alcune riviste». (ti.fu.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 16 luglio.

Nella foto: Giada Lelli nella sua edicola a Ponte Rizzoli ed insieme a Gianni Morandi

«Un salto in edicola», l’attività a Ponte Rizzoli di Giada Lelli dove una volta passò anche Gianni Morandi
Cronaca 10 Luglio 2020

«Un salto in edicola» si ferma a Imola in compagnia del titolare dell’attività «In Pedagna»

Capita che, come per gli amori cantati da Venditti, certe scelte nella vita facciano dei giri immensi e poi ritornino. È questa la storia di Gabriele Santini, che ha deciso di abbandonare la carriera da programmatore e il mondo del digitale per fare un tuffo nel passato e diventare uno dei pochi difensori della carta stampata ancora in circolazione. Nel 2014 sceglie di rilevare l’edicola «In Pedagna» in via Baruzzi, punto di riferimento per i residenti dell’omonimo quartiere imolese sin dagli anni ’80, a partire dai quali si sono susseguite diverse gestioni fino ad arrivare alla sua. Tutto è iniziato quasi per caso, alla ricerca di una picco- la attività facilmente gestibile in autonomia. Gabriele si è poi scoperto essere «nipote d’arte». Infatti, non è il solo in famiglia ad aver optato per questa strada: anche un prozio, più di vent’anni prima, gestiva l’edicola in piazza del Carbone, proprio nel cuore della città, che in seguito al restauro del centro da parte del Comune è stata ricollocata in zona Arcella. Gabriele ci racconta che, nonostante l’impegno richiesto dalla gestione di un’attività, la sua scelta si è rivelata vincente, grazie ad una clientela con cui ha instaurato un rapporto speciale.

Essendo il quinto gestore di un’edicola che definirei storica, è stato difficile inserirsi nell’ambiente e stabilire un rapporto consolidato con i clienti?

«Ricordo di persone restie a socializzare e ad andare oltre al semplice gesto di scambio denaro-giornale. Ad esempio, c’era un signore che si faceva letteralmente “estrarre le parole di bocca”, comunicava il minimo sindacale, appoggiava le monete sul banco e se ne andava. Mentre ora è soddisfacente vedere come la gente si trovi a proprio agio con me, siamo in confidenza e spesso sono proprio i clienti che mi aiuta- no a risolvere i problemi o a vedere le cose sotto un’ottica differente e più ottimista. Mi capita anche di sentirmi dire: “Non c’è più gusto a chiedere, sai già quello che voglio” oppure “Non sono ancora arrivato che è già tutto pronto!”. La maggior parte della clientela frequenta l’edi- cola abitualmente, ma grazie alla costruzione della nuova struttura del Valsalva ho visto arrivare qualche faccia nuova e il lockdown ha spinto all’edicola nuovi acquirenti che facevano tappa qui durante la loro “ora d’aria”». (gi.so.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (Isolapress): Gabriele Santini, titolare dell’edicola «In Pedagna» a Imola

«Un salto in edicola» si ferma a Imola in compagnia del titolare dell’attività «In Pedagna»

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