#ORIZZONTI – Guerra, violenza, il Papa, Sanremo e l’abitudine
Gli aumenti dei prezzi dei carburanti e quello annunciato delle bollette dell’energia sono la principale ragione per cui ci siamo accorti che è in corso una guerra, fuori dal diritto internazionale (lo ha detto il ministro Crosetto e lo ha confermato la presidente del Consiglio Meloni). Ci stiamo abituando alle guerre.
Perfino le preghiere del Papa sembrano senza effetti. La sua «supplica per la pace nel mondo», chiedendo che «le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia» sembra passare oltre come una canzone che vince a Sanremo.
La nostra assuefazione alla violenza la si vede anche nella quotidianità. In questo sabato sera vi raccontiamo la brutalità fra delinquenti alla stazione di Imola, le botte di un figlio alla madre, l’ostentazione con i video dei telefonini del bullismo (ingenuo?) tra giovani calciatori.
La supplica di Leone XIV, ad inizio marzo, era «Per il disarmo e la pace» e si concludeva così: «Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo».
Una esortazione. Parole che non sono come quelle di una canzone che vince a Sanremo, forse. Perché forse ci stiamo abituando alla guerra, perché ci siamo abituati alla violenza.
Paolo Bernardi
Immagine creata con Gemini
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