#MOTORI&DINTORNI
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Sport
8 Ottobre 2026

#MOTORI&DINTORNI – Fantozzi, Apocalypse Now, surf e F1: vi prego un po’ di «continenza» per Imola

Ottenere il tesserino da giornalista pubblicista è abbastanza facile, tutto sommato. Per alcuni può essere un vezzo, per molti altri la base per la professione. In questi anni, tuttavia, i pubblicisti sono stati equiparati ai giornalisti professionisti praticamente per una cosa sola, ovvero per l’obbligo della formazione professionale, di cui una parte di ore dedicata alla deontologia. Nei corsi dell’Ordine esce spesso il concetto di «continenza», che non riguarda la performance delle nostre vesciche ma la capacità di esporre i fatti per quelli che sono, con un linguaggio adeguato.

Chi scrive fa un appello a tutti gli attori coinvolti in questo «vengo anch’io, no tu no» della Formula Uno ad Imola: continenza. Non se ne può davvero più di questo tira e molla. Sembriamo dei Fantozzi sulla poltrona prima della fatidica telefonata per andare a vedere la Corazzata Potemkin e l’attuale stato d’animo è la medesima reazione fantozziana, senza tenere conto delle conseguenza. Davvero, basta!

Imola è brava a fare miracoli sportivi, ma purtroppo è stata altrettanto veloce a sputare in faccia al motociclismo che conta. E di questo un giorno bisognerà parlare approfonditamente.

Ma un conto è un campionato che cerchi di portare alla fine per il giusto senso sportivo, un altro è stare tutto il giorno al telefono a mediare tra gli arabi che ti riempiono di soldi e chi non vuole andare vicino a una guerra.

La situazione pare chiara: a parte l’Arabia Saudita, gli altri paesi, sospetta chi scrive, hanno raggiunto accordi con l’Iran e non arriva più nessun «confetto». Per questo vogliono la gara per i loro interessi e la pubblicità della gara stessa va avanti. Più che Fantozzi, sembriamo in «Apocalypse Now» durante la scena cult degli elicotteri che spazzano via tutto per permettere ad un campione di surf di far vedere al tenente colonnello Kilgore quello che lo stesso colonnello, di fatto, non è mai riuscito a fare con una tavola da surf. La guerra e lo sport si intrecciano in modo cinico e drammatico nel nostro tempo come nel film del 1979. Una cosa, però, la stiamo in qualche modo capendo: vada come vada, ci rimette Imola e (non solo) la sua dignità sportiva. Avanti pure.

(nelle cuffie «Dai dai», Shakira & Burna Boy, 2026)

Massimiliano Regazzi

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