Cronaca

Cronaca 30 Marzo 2018

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare

Una certa rassegnazione per non poter evitare l’abbattimento, ma anche qualche malumore e una grande volontà di voler conoscere al più presto quale sarà l’indennizzo previsto. E’ questo lo stato d’animo delle 14 famiglie, tutte imolesi, che nei prossimi anni dovranno abbandonare la loro casa perché verrà demolita in seguito alla realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A14.

Autostrade Spa, infatti, il 7 marzo ha reso noto il progetto esecutivo che porterà alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 nel tratto tra Ponte Rizzoli e lo svincolo con Ravenna (come è noto, invece, tra Ponte Rizzoli e San Lazzaro verrà realizzata la tanto attesa Complanare nord al posto della quarta corsia dinamica prevista inizialmente). Assieme al progetto, sono stati resi noti gli espropri (di case e terreni, sia temporanei per la durata del cantiere che definitivi). Gli interessati hanno 40 giorni di tempo per eventuali osservazioni, come già accaduto nel 2015 quando venne presentato il progetto definitivo. Complessivamente, nel nostro territorio, si tratta di 221 proprietari tra enti pubblici, aziende e cittadini di Imola (127 nominativi in tutto), Dozza (20), Castel San Pietro (62) e Ozzano Emilia (12). Le case da demolire perché troppo vicine al nuovo tracciato sono rimaste le stesse, tutte a Imola, spalmate tra le vie Sellustra, del Condotto e San Prospero.

Per interfacciarsi con Autostrade Spa il gruppo ha scelto di affidarsi all’architetto Moreno Daini, dirigente in pensione del Comune di Imola e del Circondario, oggi libero professionista e docente presso l’Università di Bologna. L’abitazione più antica tra quelle da abbattere risale alla fine dell’Ottocento, ben prima quindi della costruzione dell’autostrada, e si trova al civico 6/a di via del Condotto. Ma l’esproprio che interesserà il maggior numero di persone è quello al civico 135 di via San Prospero, un vecchio casolare ristrutturato nel 2001, dove abitano nove famiglie. «Le procedure per la realizzazione della quarta corsia sono partite nel 2009 – ricorda Daini -. Per questo, i proprietari negli ultimi dieci anni non hanno fatto migliorie ben sapendo che, prima o poi, quei fabbricati gli sarebbero stati espropriati».

Una situazione di stallo che si trascina da anni e che, finora, non ha consentito a queste persone di guardarsi attorno per cercare una nuova abitazione. Finora, però, Autostrade Spa non ha ancora reso noti gli importi degli indennizzi. E questo sebbene il cantiere della quarta corsia dovrebbe partire nella primavera del 2019 e concludersi nel giro di tre anni. Ergo, i residenti delle vie Sellustra, del Condotto e San Prospero dovranno «sloggiare» entro il 2022, ma possibilmente anche prima, visto che avere il cantiere sotto casa è poco piacevole, specie se, come sembra, alcune lavorazioni verranno effettuate in orario notturno. «Faremo presente che non è stata ancora indicata alcuna cifra e, arrivati a questo punto, è importante conoscerla – aggiunge Daini -. Sono punti fermi che abbiamo intenzione di rimarcare». Una volta conosciuto l’indennizzo, infatti, si può decidere di accettare l’offerta oppure, se non la si ritiene congrua, fare ricorso. Ma i tempi si allungherebbero e, a quel punto, le famiglie si vedrebbero costrette a comprare una nuova casa prima di aver incassato l’indennizzo.

gi.gi.

L”articolo completo su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: i fabbricati da abbattere in via San Prospero

Quarta corsia A14, tra demolizioni e indennizzi. I timori di chi dovrà traslocare
Cronaca 30 Marzo 2018

Telefoni Telecom isolati da venti giorni a Gesso, “disagi per i cittadini, la Regione intervenga'

I disagi provocati dalle continue interruzioni telefoniche nella rete fissa  Telecom a Sassoleone arrivano in Regione. I consiglieri Roberto Poli e Francesca Marchetti (Pd) hanno presentato alla Giunta un”interrrogazione urgente per chiedere una risposta in merito ad un problema che sta di fatto isolando i residenti della frazione del comune di Casalfiumanese.

“Da molti mesi, in particolare nella zona denominata Gesso, si verificano continue interruzioni telefoniche che hanno impedito l’utilizzo della linea telefonica fissa creando enormi disagi ai cittadini e pesanti perdite economiche alle attività del territorio – scrivono Poli e Marchetti in una nota –. Nella zona sono insediate imprese agricole, agriturismi, e cosa ancor più grave, residenti anziani, per cui tale mancanza di servizio, che perdura in modo continuativo da oltre 20 giorni, genera non poche problematiche. Tutto questo si aggrava se si pensa che la zona registra insufficienti livelli di copertura della telefonia mobile”. In pratica i telefoni collegati alla rete fissa Telecom sono muti e i cellulari non prendono bene.

“Nonostante le ripetute segnalazioni, il problema persiste e risulta evidente una mancanza di attenzione da parte di Telecom. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta regionale di intervenire nei confronti della società per risolvere in modo definitivo il problema evitando l’isolamento di un territorio».

“Non sono molte le utenze della zona, lo so, ma ci sono anziani e pure la farmacia, se dovesse succedere qualcosa chi ne risponde? – aggiunge Poli -. I guasti possono capitare ma la soluzione non può avere una tempistica del genere”.

Telefoni Telecom isolati da venti giorni a Gesso, “disagi per i cittadini, la Regione intervenga'
Cronaca 30 Marzo 2018

L’ex ciclista Fabiano Fontanelli racconta la sua battaglia contro il Parkinson

«La bicicletta? Ho già cominciato ad allenarmi sui rulli e tra un mesetto…». Mentre lo dice Fabiano Fontanelli si illumina tutto. E’ seduto sul divano di casa e si sta godendo quella che chiama la sua «nuova vita». Fontanelli è conosciuto per essere stato un grande del ciclismo, con 37 vittorie in carriera comprese quattro tappe del Giro d’Italia e sei stagioni nella Mercatone Uno dell’allora capitano Marco Pantani, ha diviso trofei e imprese con altri campioni come Bettini, Bartoli e Bugno. A 53 anni non ancora compiuti è malato da tempo di Parkinson e un mese fa, il 20 febbraio, gli hanno inserito due elettrodi nel cranio e una specie di pacemaker sottocute all’altezza della clavicola destra, per l’esattezza un’apparecchiatura per la stimolazione cerebrale profonda o deep brain stimulation (dbs). «Sono il primo ad Imola ad aver fatto questo tipo di operazione, in tutto il mondo siamo circa 70 mila». E’ seguito da Pietro Cortelli, responsabile del Programma Parkinson presso l’Istituto delle scienze neurologiche di Bologna, la struttura che ha riunito Bellaria e Clinica neurologica dell’università in un Irccs d’eccellenza riconosciuto dal Ministero; l’intervento di Fontanelli è stato fatto proprio a Bologna dallo staff del neurochirurgo Mino Zucchelli, Stefania Nassetti lo segue dal punto di vista biomeccanico.  

«Voglio raccontare a tutti la mia esperienza per trasmettere un po’ di coraggio agli altri malati, per dirgli che bisogna combattere ogni giorno e non lasciarsi andare. Finché ce la fai devi fare tutto quello che vuoi» dice. 

Cominciamo dalla malattia. Quando ha scoperto di avere il Parkinson?
«A 39 anni, avevo lasciato il professionismo a 38. Ma probabilmente l’avevo da tempo perché i neuroni cominciano a “morire” due o tre anni prima che si manifestino i sintomi». 

Il Parkinson l’associamo ai tremori incontrollabili, ma la sua sintomatologia è stata diversa.
«Dormivo male, avevo un po’ di depressione e i crampi. All’inizio non ci ho dato peso perché i crampi li avevo anche prima e la depressione poteva essere normale per un atleta che aveva appena finito la carriera. Poi un giorno mentre camminavo mi sono accorto che il braccio sinistro rimaneva immobile lungo il fianco. A quel punto sono andato da un neurologo di Solarolo che conoscevo perché era stato il medico di mio nonno, che ha avuto la stessa malattia. Non appena mi ha visto ha detto “hai una sindrome extrapiramidale”, io l’ho guardato perplesso e lui “è un modo elegante per dire che hai il Parkinson”. Mi è crollato il mondo addosso». 

Cos’è successo dopo la diagnosi?
«Dal punto di vista fisico per i primi quattro-cinque anni non avevo particolari problemi, ho continuato a lavorare, ero direttore sportivo per la Reda, seguivo le corse. Prendevo il Levodopa, il farmaco tipico dei parkinsoniani, però ero giù di morale perché sapevo che si trattava di una malattia degenerativa che sarebbe peggiorata». 

Infatti i sintomi sono peggiorati.
«Non muovevo le braccia e camminavo male, ad un certo punto sono cominciate le distonie, sono come delle contratture improvvise. Mi facevano torcere dal dolore. Mi prendevano in pizzeria oppure al centro commerciale, dovevo stare fermo delle ore oppure mio suocero e mia moglie mi dovevano muovere sul letto, in continuazione. E non riuscivano a trovare una soluzione: se prendevo troppa medicina mi venivano, se ne prendevo troppo poca mi venivano… A quel punto Cortelli, il neurologo che mi aveva consigliato l’amico solarolese, mi ha prescritto un altro farmaco, in sostanza un ansiolitico e le distonie sono quasi scomparse. A quel punto ho ripreso coraggio e pure ad andare in bici, tanto che ho buttato già venti chili e andavo talmente bene che competevo con i cicloamatori. Mia moglie e la suocera erano preoccupate perché ogni tanto cadevo, inciampavo quando camminavo, ma in bici stavo bene, avevo meno problemi. Una volta al mese mi “bloccavo” però era accettabile, prima mi capitava tre volte a settimana. Così sono andato avanti per altri 4-5 anni. Poi la malattia è peggiorata ancora, quattro mesi fa ero arrivato ad una compressa ogni 45 minuti, avevo un quarto d’ora buono e mezzora cattiva, alla sera non dormivo quasi più. Non parlavo. Mi sono nuovamente demoralizzato. Ho smesso di andare in bici. Non ce la facevo più. Allora il medico mi ha proposto l’intervento». 

Il dbs è un”operazione ancora sperimentale?
«No, ormai la fanno da vent’anni, però non tutti sono compatibili e molti hanno paura: parliamo di circa 8 ore di intervento di cui 5 e mezzo da sveglio. A Bologna ne fanno uno o due al mese da due anni. C’è un rischio del 3-4% che non abbia successo, sia da ripetere oppure provochi danni».  

Non ha avuto paura? La sua famiglia?
«Mai avuta, mi sono detto posso solo migliorare. E mia moglie e mio figlio mi hanno sostenuto». 

Adesso come va?
«Nei giorni scorsi mi sentivo un po’ “accelerato” avevo delle discinesie dei movimenti involontari del viso, abbiamo tarato il pacemaker ora sono a 2,5 e si può salire al massimo a 5. So che un 15-20 per cento dei malati riesce a fare a meno dei medicinali e il mio obiettivo è quello. So che sarà difficile, intanto sono sceso a 600 milligrammi di farmaco al giorno mentre prima ero a 2000. Devo avere pazienza e calare ancora di peso perché così farò meno fatica a muovermi e la medicina riuscirà a fare più effetto. Ma il morale è alto. Mi sento di avere una nuova vita, posso fare tutto, la sauna, andare in bici, prendere il sole. Voglio viaggiare e sciare, non ci vado da due anni. Il giorno dopo il rientro dall’ospedale ero già al bar a fare un giro. Soprattutto vorrei riuscire a trasmettere coraggio alle persone che si ammalano». 

Cosa vuol dire ai malati di Parkinson?
«Che non si devono demoralizzare, scelgano il trattamento che preferiscono ma devono combattere. Alcuni si vergognano, ma non ha senso perché se ti ammali non è colpa tua. Io non ho mai nascosto la malattia e so che peggiorerò ancora, ma adesso mi godo questi momenti e vivo alla giornata. Mi sto organizzando con il neurologo del Bellaria per sensibilizzare le persone e raccogliere fondi per la ricerca, probabilmente organizzeremo delle cene e aste di beneficenza con alcuni cimeli del ciclismo».

L”articolo completo e altri particolari sulla malattia e i servizi a diposizione sul territorio dell”Azienda usl di Imola sul “sabato sera” del 29 marzo 2018.

l.a.

Nella foto Fabiano Fontanelli in bicicletta dopo l”intervento

L’ex ciclista Fabiano Fontanelli racconta la sua battaglia contro il Parkinson
Cronaca 29 Marzo 2018

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

Più che dimezzati i furti in appartamento e, in generale, calano tutte le tipologie di furti e truffe. E’ questa la fotografia che emerge confrontando i dati della Prefettura di Bologna tra il 2016 e il 2017 riguardo al Comune di Medicina. Per il secondo anno consecutivo, quindi, prosegue il trend positivo che, dopo il picco del 2015, ha visto i reati diminuire drasticamente.

In particolare, i furti in abitazione sono calati del 66%(da 88 del 2016 ad appena 30 nel 2017, mentre nel 2015 erano stati ben 156), ma scendono anche quelli ai danni di esercizi commerciali e di autovetture. Sostanzialmente stabili i furti all’interno delle auto in sosta, mentre sono aumentati i furti con destrezza. Le truffe, invece, sono calate del 48%. «Non possiamo che essere soddisfatti del netto calo dei delitti commessi sul nostro territorio. I furti e i danneggiamenti sono notevolmente diminuiti, così come le truffe e andiamo particolarmente orgogliosi del totale azzeramento dei delitti in materia di stupefacenti» ha commentato l’assessore alla Partecipazione, Valentina Baricordi, che ha aggiunto: «Questi risultati si ottengono solamente attraverso una cooperazione costante con la polizia municipale e i carabinieri in piena e totale collaborazione con i gruppi di sicurezza del vicinato ma anche ascoltando i cittadini e chi vive quotidianamente il paese».

Il riferimento è ai gruppi di cittadini auto-organizzati che si tengono in contatto scambiandosi informazioni su furti o persone sospette tramite chat di gruppo create con l’applicazione per smartphone Whatsapp. A Medicina il sistema è partito nell’estate del 2015 «e oggi conta circa mille iscritti» dice con orgoglio uno dei referenti, Alessandro Collina. Il territorio è stato diviso in zone e sono stati creati 16 gruppi, ossia Fossatone, Villa Fontana, Fiorentina, Sant’Antonio, Portonovo, Buda, Ganzanigo e Crocetta, via Nuova, centro storico, zona artigianale, via Zanardi, Armigeri e Roslè, Togliatti e San Paolo, Argentesi e Massarenti, via Flosa, più il gruppo commercianti. Queste reti, oltre ad aumentare il senso civico, fanno sì che alle forze dell’ordine arrivino segnalazioni più precise e, se da una parte contribuiscono ad aumentare il senso di sicurezza, dall’altra i malviventi hanno la sensazione che sul territorio ci sono occhi vigili. Il fatto poi che da quando esistono a Medicina siano calati furti e truffe pare ben più di una coincidenza. «Le persone denunciano di più rispetto a qualche anno fa – è convinto Collina -. A mio parere gli incontri che abbiamo organizzato e la prevenzione che abbiamo fatto hanno avuto un’incidenza in questi dati, che rispecchiano la nostra percezione».

Nelle serate organizzate per presentare i gruppi di vicinato e in quelle che hanno visto la presenza di esponenti dell’Arma dei carabinieri, infatti, «vengono fornite anche informazioni utili su come comportarsi. Ad esempio, non lasciare attrezzi da giardino incustoditi all’esterno, che possono essere utilizzati dai ladri come attrezzi da scasso – elenca Collina -. Oppure, di notte illuminare il giardino, tenere in casa i cani e le finestre chiuse in estate. Inoltre, di recente i gruppi sono serviti anche per divulgare le allerte in caso di maltempo, ad esempio quando sono state chiuse le scuole per neve».

gi.gi. 

L”articolo completo e la tabella con i dati della prefettura su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: alcuni esponenti dei gruppi di vicinato di Medicina insieme al sindaco Onerlio Rambaldi e all”assessore Valetina Baricordi

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila
Cronaca 29 Marzo 2018

Illuminazione pubblica, a Castello la società Solaris sostituirà mille lampade in dieci anni

La società in house Solaris, della quale il Comune di Castel San Pietro è socio di maggioranza con il 70% e che gestisce diversi servizi per conto dell’ente locale (Erp, refezione e cimiteri), è stata confermata come gestore del nuovo contratto di gestione degli impianti di illuminazione pubblica di Castel San Pietro per altri 10 anni.

Il contratto, presentato ed approvato in Consiglio comunale la scorsa settimana, partirà dal 1° aprile e proseguirà fino al 31 dicembre 2027 (fino al 31 marzo di quest’anno la gestione è sempre di Solaris, ma in deroga rispetto al precedente contratto scaduto a fine 2017). La novità riguarda il tipo di contratto, che prevede non solo la fornitura e la manutenzione ordinaria degli impianti di illuminazione, ma anche quella straordinaria (che di volta in volta l’Amministrazione potrà scegliere di affidare a Solaris o ad altra realtà) e gli investimenti per interventi di efficientamento energetico volti a ridurre i consumi e le emissioni inquinanti. «Un Comune può usufruire di una società in house solo se la proposta contrattuale è migliorativa rispetto ad una soluzione Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, ndr) – precisa il presidente del Consiglio comunale Stefano Trazzi, con  delega ai progetti strategici in materia energetica –. L’Amministrazione comunale ha puntato su una soluzione che consentirà di riversare tutti i risparmi energetici conseguiti su interventi di investimento sulla rete dell’illuminazione pubblica, come già attuato per il bando relativo al riscaldamento dei fabbricati comunali.

Nel dettaglio, nei prossimi dieci anni sul Sillaro saranno sostituite mille lampade (su 4 mila punti luci totali) ad elevato consumo con altrettante soluzioni a led a maggiore risparmio energetico, come già avvenuto un annetto fa per i lampioni del parcheggio dell’ospedale. Inoltre, verranno sostituite 482 lampade obsolete e non a norma e installati quattro nuovi riduttori di flusso per abbassare il consumo di luce e l’inquinamento luminoso nelle ore notturne. «Rispetto ai consumi del 2016 si prevedono risparmi annui compresi fra i 460 mila e 340 mila chilowattora, con un risparmio di emissioni di anidride carbonica fino a 1,8 quintali in meno all’anno – conta Trazzi –. Economicamente dal sesto anno di contratto il risparmio è quantificabile in 22 mila euro in meno annui per i restanti 5 anni di contratto. A quel punto, l’Amministrazione comunale in carica potrà decidere se abbassare il canone o aumentare gli investimenti per l’efficientamento energetico. Inoltre, aumentando gli utili di Solaris aumenta anche la quota nelle tasche dell’Amministrazione, socia della società in house. Significa un aumento dei fondi da investire in altri efficientamenti o accantonare».

mi.mo.

L”articolo completo su sabato sera del 29 marzo.

Nella foto: i lampioni già sostituiti l”anno scorso nel parcheggio dell”ospedale

Illuminazione pubblica, a Castello la società Solaris sostituirà mille lampade in dieci anni
Cronaca 29 Marzo 2018

Olimpiadi della multimedialità, terzo posto per Francesca Rignanese del Paolini

Francesca Rignanese, della classe 5ªG Sistemi informativi aziendali dell’Istituto Paolini di Imola, si è classificata al terzo posto alle Olimpiadi internazionali della multimedialità che si sono tenute a Melfi dal 22 al 24 marzo e a cui hanno partecipato oltre 200 studenti appartenenti a scuole italiane e straniere.

L’iniziativa, giunta quest’anno alla ventesima edizione, è organizzata dall’Istituto d’istruzione superiore Federico II di Svevia, in collaborazione col ministero della Pubblica istruzione. Attraverso la competizione vengono verificate competenze e abilità sia nella costruzione di un messaggio multimediale che nella gestione di strumenti informatici e telematici. Oltre a Francesca Rignanese, la rappresentanza imolese comprendeva anche Alessandro Cappello e Lorenzo di Palma, accompagnati dalla docente Maria Gargallo.

r.c.

Nella foto: da sinistra l”insegnante Maria Gargallo insieme agli studenti Lorenzo di Palma, Francesca Rignanese e Alessandro Cappello

Olimpiadi della multimedialità, terzo posto per Francesca Rignanese del Paolini
Cronaca 29 Marzo 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

Gli elettrodi anti Parkinson sono una delle innovazioni per combattere questa malattia. A parlarne è l”ex ciclista Fabiano Fontanelli che si è sottoposto a questo tipo di intervento all”avanguardia. Sempre in materia di Neurologia arriva il commento dell”Ausl di Imola tramite la dottoressa Patrizia De Massis.

Elezioni: i nomi dei primi due candidati che concorreranno alla poltrona di sindaco a Imola. Viabilità: sono state confermate le demolizioni per la realizzazione della quarta corsia a Imola, ma sono ancora ignoti gli indennizzi per gli espropriati.

A Castello la soceità Solaris sostituirà le lampade ad alto consumo con quelle a led, mentre a Medicina il campo a 7 in via Battisti sarà rifatto in sintetico.

Lo sport nel weekend vedrà in campo sabato solo l”Andrea Costa. Il calcio, invece, ha il suo evento clou oggi alle 15 quando Imolese e Rimini scenderanno in campo al Bruno Neri per il match dell”anno. Per una squadra che vuole riaprire il campionato, un”altra che ha già vinto il suo girone: parliamo del Medifossa vola già in Eccellenza.

Pasqua e Pasquetta sono anche giorni per gite fuori porta, sagre o passeggiate all”autodromo. Per gli amanti del teatro segnatevi l”appuntamento con lo spettacolo di Paolo Calabresi allo Stignani, mentre per gli appassionati di cinam potete dare un”occhiata ai migliori film girati nel Circondario imolese e Ozzano.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 28 Marzo 2018

Spazio, le indicazioni della Protezione civile in vista della caduta della Tiangong-1

La Protezione civile italiana ha attivato una pagina specifica sul suo sito per aggiornare quotidianamente sui dettagli della traiettoria di caduta della Tiangong-1 o “Palazzo celeste”, la stazione spaziale cinese  che sta precipitando sulla Terra, e l”eventuale pioggia di detriti. Ad oggi, si prevede come momento del rientro domenica 1 aprile intorno alle 3 della notte, ma con una variabilità che va dalle 15 alle 30 ore. 

All”analisi dei dati sta partecipando anche il radiotelescopio della Croce del Nord di Medicina. I suoi tecnici hanno partecipato ieri anche all”ultima riunione del tavolo tecnico a Roma e una decina di giorni fa hanno spiegato come “le stime vengono affinate ad ogni passaggio”. In sostanza solo 36 ore prima sarà possibile conoscere il punto esatto dell”impatto«Quella prevista per il rientro non è una finestra fissa – ha fatto sapere all”Ansa Ettore Perozzi dell”Agenzia Spaziale Italiana – ma viene aggiornata continuamente e diventerà sempre più piccola. Molto dipenderà dalle condizioni dell”atmosfera».

Gli eventuali frammenti che resisteranno all’attrito con l’atmosfera cadranno nella zona all’interno della fascia -44° S e +44° N di latitudine. Un’area molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e pure l”Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, l”area potenzialmente interessata è quella centro-meridionale, più o meno dall”Emilia Romagna verso il sud; sarebbe esclusa la zona del circondario di Imola.

Vista la rarità di eventi simili non esistono dei veri comportamenti di autotutela codificati, ma la Protezione civile nazionale ha indicato alcune modalità possibili come stare lontani dalle finestre e porte vetrate, posizionarsi vicino alle pareti, le colonne o le volte e soprattutto, se si avvista un frammento, non toccarlo ma tenersi ad una distanza di 20 metri e segnalarlo alle autorità competenti.

r.c.

Nella foto: la stazione cinese Tiangong-1

Spazio, le indicazioni della Protezione civile in vista della caduta della Tiangong-1
Cronaca 28 Marzo 2018

Nella chiesa di Nostra Signora di Fatima i funerali del pensionato travolto da un furgone in retromarcia

Si terranno domani, giovedì 29 marzo, alle ore 10.30 presso la chiesa di Nostra Signora di Fatima, i funerali di Graziano Santandrea, il pensionato morto la scorsa settimana a causa dell”urto con un furgone in manovra.

L”incidente è avvenuto all’interno dell’area privata de La Tozzona in via Punta. Santandrea, 68 anni, come ricostruito dalla polizia municipale, è stato investito dal camion di un fornitore che aveva appena fare una consegna al bar del centro sociale. Il mezzo si trovava oltre la sbarra carrabile e stava effettuando una retromarcia per uscire nel parcheggio. Santandrea è stato urtato ed è caduto a terra, battendo la testa. L’ambulanza l’ha trasportato all”ospedale ma l’intervento dei sanitari è stato inutile. Come di prassi, gli agenti hanno sottoposto all”alcoltest il conducente del furgone, un 58enne di Casalecchio, che è risultato negativo.

r.c.

Nella foto il luogo dell”incidente

Nella chiesa di Nostra Signora di Fatima i funerali del pensionato travolto da un furgone in retromarcia
Cronaca 28 Marzo 2018

CiboAmico, a Imola donati oltre 1.300 pasti nel 2017

CiboAmico, il progetto del Gruppo Hera, nato nel 2009 per promuovere la lotta allo spreco alimentare ed il recupero dei pasti preparati ma non consumati nelle sue mense aziendali, è attivo anche a Imola

Qui lo scorso anno sono stati recuperati 1.360 pasti ed a gestire le eccedenze alimentari c”ha pensato la onlus locale Comunità Papa Giovanni XXIII che, dopo averle ritirate, le ha distribuite quotidianamente all’ente beneficiario, ovvero la Casa Famiglia di pronta accoglienza S. Clemente di Imola. Nel 2017 il valore economico dei pasti donati da Hera ha superato i 5.500 euro, un risparmio che ha permesso alla onlus di investire le risorse in altri progetti.

In totale sono cinque le mense aziendali interessate (oltre a Imola anche Bologna, Granarolo dell”Emilia, Rimini e Ferrara), sei le onlus coinvolte e otto le strutture beneficiarie in aiuto di circa 140 persone in difficoltà. In totale, nel 2017, sono stati oltre 12.570 i pasti recuperati per una somma di 54.500 euro che, dall”inizio del programma, permettono di arrivare così a quota 80.000 pasti dal valore di circa 327.000 euro.

r.c.

Nella foto (dalla sito di Hera): il logo del progetto

CiboAmico, a Imola donati oltre 1.300 pasti nel 2017

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