Cronaca

Imola 8 Maggio 2018

#ElezioniImola2018, la sede del comitato elettorale di Carmen Cappello e i candidati della lista del Pd

Ultimi giorni per la raccolta delle firme per poter presentare la propria lista di candidati alle ormai prossime elezioni amministrative del 10 giugno. Sabato scorso Carmen Cappello, candidata sindaco della coalizione di centrosinistra ha inaugurato la sede del suo comitato elettorale in via Emilia 204, sotto al portico su piazza Matteotti.  

Nel contempo il Pd ha ufficializzato la lista con i candidati al Consiglio comunale, che la sostengono. Capolista Marco Panieri, a seguire Fabrizio Castellari, Davide Albertazzi, Marina Conti, Claudio Franceschelli, Giacomo Gambi, Caterina Komel, Sonia Manaresi, Marta Manuelli, Rita Margotti, Ivana Nanni, Mirella Pagliardini, Franco Pascolo, Mario Peppi, Loris Poggioli, Pierangelo Raffini, Cecilia Ricci, Cesare Selvatici, Daniela Spadoni, Pietro Taraborrelli, Marcello Tarozzi, Barbara Tozzoli, Vanna Verzelli e Roberto Visani. In tutto 24 persone, il numero massimo possibile per una lista, tredici uomini e undici donne. (r.c.)

Nella foto Carmen Cappello durante l”inaugurazione della sede del suo comitato elettorale con vari rappresentanti delle liste che la sostengono

#ElezioniImola2018, la sede del comitato elettorale di Carmen Cappello e i candidati della lista del Pd
Cronaca 8 Maggio 2018

Il Comune di Dozza vende le azioni Hera al Conami. ll commento del sindaco Albertazzi

Il Comune di Dozza ha deciso di vendere 1.570 azioni di Hera in proprio possesso. In altre parole, poco il dividendo che Dozza incassa (quest’anno Hera paga 0,095 euro per ogni azione posseduta) e poco quanto ricaverà dalla vendita (il valore di mercato di ogni azione si aggira attualmente attorno ai 3 euro, centesimo più centesimo meno). Invece – tiene a sottolineare il sindaco Luca Albertazzi – «si tratta di un passaggio politicamente rilevante». «Da anni – spiega il sindaco – il Comune di Dozza, al pari degli altri enti locali della zona, ha una imbarazzante doppia veste. Da una parte è socio di Hera Spa e ne condivide le strategie di sviluppo e i benefici conseguenti, anche in termini economici. D’altra parte è rappresentante degli interessi pubblici della comunità, dunque dei cittadini che sono clienti di Hera. Si tratta – prosegue il sindaco – di una divergenza di interessi discutibile, che mette in difficoltà le Amministrazioni comunali. Siamo sempre stati convinti del fatto che questo problema debba trovare soluzione; una soluzione pratica, concreta, semplice ed attenta agli interessi della collettività e a garantire il controllo pubblico della società».

E la soluzione trovata è, appunto, quella di vendere le azioni detenute. Così, «vendendo le proprie quote di Hera l’Amministrazione dozzese potrà interloquire più efficacemente con il gestore dei principali servizi pubblici, senza coltivare interessi contrapposti». Conflitto di interessi che però, a ben vedere, permarrà. Dozza, infatti, è uno dei Comuni aderenti al Consorzio Ami, cioè proprio dell’ente a cui ha venduto le proprie azioni. Consorzio che ogni anno spartisce diversi milioni di euro tra i 23 enti consorziati, oltre a finanziare di tasca propria la realizzazione di opere utili alle comunità del territorio di riferimento. Ebbene, il Conami è – come detto – tra i primi azionisti di Hera per quantità di azioni detenute. Quindi buona parte di quanto viene spartito tra i consorziati, Dozza compresa, proviene dalla partecipazione societaria in Hera e dall’affitto degli impianti posseduti, per lo più proprio a Hera. Soldi e investimenti che hanno permesso ai Comuni consorziati di risentire meno della crisi.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (dal profilo facebook del Comune di Dozza): il municipio

Il Comune di Dozza vende le azioni Hera al Conami. ll commento del sindaco Albertazzi
Cronaca 8 Maggio 2018

Tag, le cabine elettriche della città diventano opere d'arte grazie agli street artist

Tag non solo come nome di uno street artist ma Torre arte e graffiti. In pratica come trasformare le cabine elettriche della città in opere d’arte. E’ un progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio, promosso da Inrete distribuzione energia, e realizzato dall’associazione culturale Noi Giovani.  

Tag trasformerà entro l’anno, a partire da queste settimane, otto cabine elettriche della città in altrettante opere d’arte, in accordo con ConAmi proprietario delle strutture. La pittura di ognuna sarà assegnata a uno o più giovani artisti nazionali o internazionali, che, grazie al loro stile, ai colori e ai soggetti che andranno a disegnare, regaleranno alla città opere d’arte integrate e appositamente dedicate a ogni area scelta.

Inrete è la società del Gruppo Hera che si occupa della gestione dell’attività di distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia Romagna, mentre Noi Giovani da cinque anni si occupa di questo tipo di progetti attraverso l’evento RestArt (con la collaborazione del Comune e altri soggetti sono stati ridipinti sottopassi – compreso quello della stazione ferroviaria – e diverse case popolari della città).  

Ad ogni cabina elettrica è stato assegnato un tema, i giovani, l’autodromo e il mondo delle corse, l’ambiente, la tradizione, la collettività, la storia e la musica. Ad ogni artista è stata fornita da Noi Giovani una documentazione completa di informazioni, foto, video e testimonianze relative al contesto in cui ogni cabina elettrica è collocata. Gli interventi hanno il compito di valorizzarne le caratteristiche del quartiere, il suo contesto culturale e il rapporto intessuto con l’ambiente, aspetti determinati attraverso un’analisi critica e storica. Alcune opere saranno realizzate in chiave astratta (lettering, graffiti), per altre sarà utilizzato un linguaggio più figurativo (realismo, street art).  

La prima cabina interessata è quella di via Graziadei 900 (lato del parcheggio nei pressi della rotonda Marinai d’Italia, di fronte alla pista ciclabile Diego Ronchini), dove l’artista piemontese Fabio Petani ha terminato di dipingere proprio oggi. Il tema scelto è quello della natura. Petani ha di recente realizzato un murales nel quartiere Ponticelli di Napoli, dedicando la sua opera ad Aldo Merola, ex direttore dell’Orto Botanico della città. La seconda cabina elettrica che diventerà opera d’arte (i lavori si svolgeranno dal 7 al 13 maggio) è quella situata sempre in via Graziadei ma su lato del ponte di viale Dante, in prossimità dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, e sarà dipinta da Macs. Vista la prossimità della struttura all’autodromo di Imola, la scelta del tema cade sull’immaginario legato al mondo delle corse e delle competizioni motoristiche. Lo stile sarà figurativo (realistico/descrittivo). 

Successivamente saranno coinvolte le cabine posizionate in viale Saffi (nei pressi del parcheggio della Bocciofila), in via Garbesi (al termine della ciclabile che collega il centro giovanile Cà Vaina al quartiere Pedagna), in via Graziadei (nei pressi dell’area che ospita il polo scolastico Paolini-Valsalva, fronte piscina comunale), in via Villa Clelia (in prossimità degli scavi archeologici), in via Santa Lucia (in prossimità di via degli Orti), in via Solieri. (r.c.) 

Nelle foto la cabina elettrica di via Graziadei già terminata e i lavori su quella verso viale Dante; la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa con Stefano Manara, presidente ConAmi, Alessandro Baroncini, amministratore delegato di Inrete, Cesare Bettini, direttore artistico del progetto Tag e Vincenzo Rossi presidente di Noi Giovani; la mappa con le indicazioni delle cabine che saranno dipinte

Tag, le cabine elettriche della città diventano opere d'arte grazie agli street artist
Cronaca 7 Maggio 2018

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri

Una quarantina di sagome posizionate agli ingressi della città e sulle principali strade di percorrenza interna per cominciare a creare l”atmosfera e ricordare che il Giro d’Italia arriverà a Imola il 17 maggio. 

Si chiama “Imola Città di Tappa 2018” il logo che contraddistingue quest”anno l’arrivo in città della dodicesima tappa. E nei giorni è stato posizionato sotto forma e di sagome lungo le vie di accesso alla città e nelle principali strade di percorrenza per ricordare a chi transita l’appuntamento con il grande ciclismo.

Il logo riassume un ciclista stilizzato e rivisitato, il profilo dell’autodromo, nel quale i ciclisti concluderanno la tappa, e quello dei Tre Monti, il cui percorso costituisce la parte finale, disegnato con i colori della città, il rosso e il blu. Le sagome sono state realizzate in polipropilene alveolare, sono 1,5 metri di base per 1 metro di altezza. 

A ricordare l’appuntamento saranno posti anche degli striscioni nei punti limitrofi all’autodromo, lungo viale Dante in corrispondenza del Ponte sul Santerno ed in via Santerno all’incrocio con via Pisacane. Un pro memoria visivo per creare quel giusto clima di attesa verso un evento di rilevanza internazionale. (r.c.)

Nella foto una delle sagome

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente

Procedimento archiviato. Il giudice per le indagini preliminari di Bologna l’ha deciso non solo perché «in ogni caso il reato sarebbe estinto per intervenuta prescrizione» ma entrando nel merito sancisce che «non risulta il superamento delle emissioni sonore consentite al di fuori di quelle previste in deroga e quindi autorizzate». Questa la sentenza del 18 aprile scorso nel procedimento che vedeva imputato Uberto Selvatico Estense in quanto legale rappresentante di Formula Imola Spa, la società che gestisce l’autodromo di Imola. Nodo del contendere era il rumore, così come per gli altri esposti e relative indagini alle quali abbiamo assistito in questi anni. In punta di diritto ipotesi di reato diverse, ma nella sostanza il tema è sempre quello.

In quest’ultimo caso si ipotizzava la violazione dell’articolo 659 del Codice penale (disturbo della quiete pubblica) in particolare per la scuola Pelloni Tabanelli. Legambiente Imola-Medicina, che ha presentato l’esposto ipotizzando inizialmente il reato di truffa e falso su rumore e rilevazioni, si era opposta alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

La sentenza lascia più che soddisfatto l’avvocato Giuseppe Girani che segue Formula Imola: «Il provvedimento non si ferma alla prescrizione ma entra nel merito dicendo che il superamento dei 70 decibel è avvenuto nelle giornate in deroga, ovvero autorizzate, ergo non sussiste il reato. La messa sotto accusa dell’autodromo si è infranta contro le buone prassi gestionali messe in atto». In effetti, archiviato questo procedimento e un anno fa quello analogo presentato da 37 residenti, a gennaio il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Legambiente e residenti sulla zonizzazione acustica approvata dal Comune. Rimane aperta solo l’ulteriore indagine avviata a ottobre 2016 da un gruppo di cittadini.

«Certo è difficile avere un confronto quando il livello dello scontro è sempre la via giudiziale» commenta Stefano Manara, presidente di ConAmi che, auspica «un dialogo costruttivo con i comitati per entrare nel merito di ciò che si fa, oltre l’idea che l’autodromo debba essere chiuso. Noi abbiamo operato per avere gli strumenti da un lato che ci consentissero di ridurre l’impatto verso la città e i residenti e dall’altro un modello economico che ci porti alla sostenibilità nel tempo. Ora abbiamo un sistema di monitoraggio, dati acquisiti negli anni, una propensione all’intervento come dimostrano le protezioni installate l’anno scorso sulla scuola Pelloni Tabanelli e ora in via dei Colli, integrato con la contrattualistica sul controllo sugli scarichi». (l.a.)           

Nella foto il recente evento Motor Legend Festival 

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo

Una barriera alta 5 metri e mezzo e lunga 185 all’altezza della variante alta su via dei Colli. Sarà in vetro con una base in calcestruzzo e avrà il compito di mitigare il rumore e proteggere le quattro case presenti, in sostanza simile a quelle che vengono posizionate lungo le autostrade o le massicciate delle ferrovie. L’intenzione è realizzarla entro l’estate.

«Stiamo integrando il progetto per soddisfare le indicazioni del Tavolo tecnico e la prossima settimana lo consegneremo per chiedere il permesso a costruire, sulla base di questo sarà avviata una conferenza dei servizi e speriamo di poter predisporre la gara all’inizio di giugno» precisa Stefano Manara, presidente del ConAmi, che ha in concessione l’autodromo imolese per conto del Comune.

Questa barriera acustica non è certo una novità. E’ prevista tra le «opere di mitigazione passiva» del rumore nel Piano di azioni redatto da Formula Imola Spa, società gestore dell’autodromo, già nel luglio del 2016 e recepito nel piano triennale degli investimenti del Consorzio. «Alla luce delle vicende giudiziarie che mettevano in dubbio la zonizzazione acustica comunale abbiamo preferito aspettare – motiva Manara -, poi quando a gennaio è arrivata la sentenza il Consiglio di Stato (sentenza che ha ribaltato la precedente decisione del Tar dando così ragione al Comune nella classificazione acustica rispetto al ricorso di Legambiente e alcuni residenti, ndr) abbiamo predisposto un progetto che è stato presentato il 13 aprile al Tavolo tecnico, nel quale siedono anche Arpae e Ausl. Al Tavolo si è valutata la soluzione che presenta la migliore efficacia acustica in rapporto ai costi e alla fattibilità. Non dimentichiamo che quella è una zona dove spesso il pubblico si posiziona dalla rete per vedere la pista, quindi si è preferito il vetro per non impedire la visuale e ridurre l’impatto paesaggistico» conclude Manara.

Il costo stimato è di circa 250 mila euro «a carico di ConAmi». (l.a.) 

Nella foto un tratto di via dei Colli interessato dal progetto

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo
Cronaca 7 Maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa

E” partita la campagna di comunicazione casa per casa per informare i cittadini sulle nuove modalità per effettuare la raccolta differenziata a Castel Guelfo. Gli informatori ambientali, che nelle prossime quattro settimane busseranno alle porte, sono cinque. Il loro compito sarà quello di spiegare le nuove modalità di raccolta, distribuire l’opuscolo informativo e il kit necessario, ossia due tessere elettroniche per aprire i cassonetti (cosiddetta carta smeraldo), la pattumiera per l’organico con una scorta di sacchi compostabili e un rotolo di sacchetti da 30 litri per l’indifferenziato, della dimensione giusta per l’imboccatura degli appositi contenitori.

Come riconoscere gli informatori? Ciascuno indosserà una pettorina gialla con la dicitura «assistente smeraldo» e un cartellino di riconoscimento fornito da Hera. In nessun caso possono accettare denaro e la consegna dei materiali può essere effettuata sulla soglia di casa, senza necessità di entrare all’interno. Se ci sono dubbi, è comunque possibile chiamare e chiedere conferma al servizio clienti gratuito Hera (800999500), attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18, che dispone dell’elenco completo dei nominativi, a disposizione anche delle forze dell’ordine.

Le immagini degli informatori ambientali sono anche sul sito di Hera (www.gruppohera.it, sezione clienti, nella pagina dedicata ai servizi ambientali di Castel Guelfo). Dopo alcuni passaggi senza trovare nessuno in casa, gli informatori lasceranno un avviso con le indicazioni per ritirare direttamente il materiale.A questo proposito, verrà organizzato uno sportello temporaneo per il ritiro diretto dei materiali da parte delle utenze non trovate in casa e, a partire dal 9 giugno, sarà attivo uno sportello permanente a Castel Guelfo a cui rivolgersi per le tessere in caso di smarrimento, furto, mancato funzionamento, nuova attivazione, cessazione.La distribuzione interesserà complessivamente circa 2.370 utenze, di cui circa un sesto sono attività produttive.

I nuovi contenitori saranno posizionati a partire da giugno e per le prime settimane, fino al 30 luglio compreso, rimarranno comunque aperti per favorire un passaggio graduale al nuovo servizio. Dal giorno seguente, invece, sarà necessario utilizzare le tessere nominative per aprirli.Il sistema sarà molto simile a quello appena introdotto a Castel San Pietro e a Dozza e che, a breve, interesserà anche Mordano. In pratica, gli attuali contenitori saranno sostituiti da cassonetti per l’indifferenziato con calotta, cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, si apriranno solo con la tessera nominativa. La nuova raccolta toccherà tutto il territorio di Castel Guelfo, frazioni e campagne comprese. Per le attività produttive che hanno grandi quantitativi di rifiuti sarà comunque possibile richiedere ulteriori contenitori in base al fabbisogno. (gi.gi.) 

Nelle foto gli informatori ambientali di Hera

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa
Cronaca 7 Maggio 2018

Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'

«Finita la fase di start-up, abbiamo visto che l’attività sta in piedi, è utile e ha margini di crescita. Ora per l’associazione si apre una fase di consolidamento e puntiamo a uno sviluppo per rispondere in maniera maggiore ai bisogni degli utenti». Sergio Suzzi, imolese, un passato lavorativo nel settore scuole del Comune di Imola e del Circondario, è il nuovo presidente di No Sprechi che succede a Bruno Faldi. Terminato il quarto anno di attività, l’associazione che nacque nella primavera del 2014 si affida dunque a una nuova guida per la fase di consolidamento e sviluppo della propria missione.

Suzzi, da sempre impegnato nel volontariato, da oltre un anno è uno dei 25 volontari impegnati nell’Emporio solidale di via Lambertini e nella Bottega del cotto di via Garibaldi gestiti da No Sprechi che raggruppa sette associazioni di volontariato imolese (Croce Rossa, Caritas, Auser, Anteas, San Vincenzo, Santa Caterina e Trama di Terra) che supportano a rotazione un totale di 501 famiglie composte da oltre 1.700 persone.

Presidente Suzzi, com’è arrivato alla No Sprechi?

«Sono impegnato nel volontariato da tanti anni, in diverse forme. Il contatto è stata tramite la parrocchia, Nostra Signora di Fatima, e la Caritas con cui collaboriamo. Mi hanno chiesto se ero interessato a provare quest’esperienza e dopo un anno mi hanno chiesto se me la sentivo di diventare presidente. Ho trovato un gruppo di volontari fantastico, ben organizzato e spinto da motivazioni vere, genuine. Per questo ho accettato la sfida importante che ci aspetta nei prossimi anni: dopo aver visto che funziona, dobbiamo consolidare l’attività e svilupparla».

Cosa serve per consolidare l’attività dell’associazione?

«Serve aumentare il giro degli approvvigionamenti e quindi delle imprese e dei volontari che sposino il progetto. Certamente la legge Gadda (che favorisce le donazioni attraverso una semplificazione burocratica e soprattutto sgravi fiscali, nda) e la collaborazione sempre maggiore col Banco Alimentare ci permettono di pensare».

Per sviluppo intende aumentare gli utenti?

«Anche, ma non solo. L’obiettivo principale è essere in grado a rispondere sempre meglio ai bisogni degli utenti che sono le fasce deboli della popolazione. Vorremmo aumentare il numero di prodotti, ma anche avere una maggiore varietà. Servirebbe aumentare, ad esempio, prodotti come olio, uova, zucchero e farina, ma anche per l’igiene della persona e della casa».

La No Sprechi ha appena compiuto 4 anni. Qual è il bilancio di questi primi anni?

«Nel 2014 abbiamo fatto fronte alle esigenze di 222 famiglie e 755 persone, mentre nel 2017 a 367 famiglie e 1.248 persone. Il totale delle famiglie assistite, che si alternano nel corso dell’anno, è di 501, ossia oltre 1.700 persone. Assistiamo ad un incremento costante. Da qualche mese abbiamo aperto anche la bottega del cotto e aumentato così il bacino d’utenza. I prodotti distribuiti da marzo 2014 a dicembre 2017 sono stati oltre 2.227 quintali, mentre di generi non alimentari 12.755 pezzi, perlopiù cancelleria e vestiti».

Nella foto IsolaPress il presidente della No Sprechi, Sergio Suzzi.

La versione integrale la trovate sul sabato sera in edicola.


Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone

Non per i tanti ruoli che ricopre bensi per l”impegno personale e sociale, anche Marco Gasparri, come Fabrizia Fiumi, è stato insignito da parte del Lions club Val Santerno di un Melvin Jones Fellowship, il massimo riconoscimento lionistico.

«Ricevere un riconoscimento come persona fisica e non come una delle giacche dei miei tanti ruoli non è solo piacevole, ma mi permette anche di dimostrare pubblicamente che l’impegno nei confronti del prossimo paga a livello curricolare oltre che personale». ha commentato Gasparri.

In ambito lavorativo, nel settore tecnologico, Gasparri è amministratore delegato dell’azienda Aepi e presidente della società Iprel Progetti. Inoltre è presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area Centro. In ambito sociale è attivo dal 2004, prima come consigliere delle scuole San Giovanni Bosco di Imola, dal 2011 anche come presidente della onlus Fondazione Montecatone.

«Dare agli altri è importante per la società ma anche per se stessi – commenta -. Allargare i propri orizzonti soprattutto a livello sociale, dedicandovi il proprio tempo, contribuisce alla crescita umana, personale e professionale anche più di un corso di formazione. Solo includendo fra le proprie esperienze anche quelle del mondo reale si diventa una persona completa».

Nell’esperienza di Montecatone Gasparri ha portato le proprie competenze e capacità organizzative e manageriali. Fra le attività che segue da vicino vi sono il servizio sociale nazionale e gli eventi attraverso cui Montecatone raccoglie fondi per i propri progetti solidali e si racconta alla città. «Quello che Montecatone dona a me è ben di più di quanto io faccio per questa eccellenza imolese – ammette Gasparri -. Prima per me era solo un luogo cui passavo davanti quando andavo in bici. Quando mi è stato chiesto di collaborare ai progetti della Fondazione Montecatone ho accettato mettendoci tutto me stesso ed anche la faccia in prima persona, come sono solito fare in tutte le cose. In breve tempo Montecatone è diventata un’esperienza di vita straordinaria perché é un luogo dove si lavora per trasformare il limite della disabilità in una nuova opportunità per l’individuo».

L”intervista completa a Marco Gasparri è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altra imolese premiata, Fabrizia Fiumi.

Nella foto: Marco Gasparri (a destra) con il presidente del Lions club Val Santerno Gabriele Vassura

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri

Per l”impegno, la generosità e la disponibilità individuale nei confronti del prossimo e della società, il Lions club Val Santerno ha conferito il massimo riconoscimento lionistico, il Melvin Jones Fellowship, a due imolesi che si sono distinti nel proprio ambito territoriale operando in vari settori in armonia con gli scopi dell”associazione: una di questi è Fabrizia Fiumi.

Insegnante in pensione, già assessore del Comune di Imola (prima a Cultura e Turismo e poi ad Attività produttive, Relazioni internazionali e Pari opportunità), il motivo del conferimento del Melvin Jones Fellowship è da ricercarsi nei molteplici ruoli che Fabrizia Fiumi ricopre tuttora: prima donna ad essere diventata presidente del Comitato di Imola della Croce rossa italiana, oggi al secondo mandato; console del Touring club del territorio imolese; ambasciatrice dell’associazione Città del vino; e presidente del Cise, il Centro studi egittologici.

«Il trucco, se così si può dire, per trovare il tempo e la grinta per fare tante cose per il bene pubblico è cercare di fare le cose che piacciono, che appassionano – spiega l’interessata -. Ho amato insegnare, ho apprezzato l’impegno richiesto dalle cariche di amministratrice pubblica ed oggi continuo a provare passione per l’impegno sociale, culturale ed associativo. Per questo, anche se ricopro diversi ruoli contemporaneamente, trovo la grinta per mettere tutta me stessa in ciascuno di essi».

L’impegno verso la Croce Rossa, però, oggi è preponderante. «Quasi un impiego full time – ammette -. Non si tratta solo di gestire ambulanze e volontari ma anche di sensibilizzare i giovani su tematiche di salute e sociali e operare nei confronti delle persone svantaggiate con spirito di collaborazione, come quello che ci ha spinto a fondare l’emporio No sprechi insieme ad altre associazioni del volontariato».

Oltre all’impegno nella Croce rossa, la Fiumi è attiva nella divulgazione, da un lato attraverso il proprio ruolo con il Touring club del territorio imolese ed anche quale membro del Consiglio direttivo dell’associazione Città del vino.

L”intervista completa a Fabrizia Fiumi è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altro imolese premiato, Marco Gasparri.

Nella foto: Fabrizia Fiumi con il governatore del distretto 108 Piero Augusto Nasuelli

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast