Cronaca

Cronaca 31 Luglio 2018

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma

Il frinire delle cicale, insieme al rumore delle onde del mare, è da sempre il simbolo dell’estate. Il loro «canto» ad alcuni concilia il sonno, ma buona parte della popolazione non ne apprezza il continuo sottofondo, che quest’estate appare particolarmente intenso. Abbiamo chiesto a Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione dell’Ausl di Imola, qualche delucidazione. Gaiani è un appassionato di insetti e fa parte del gruppo regionale per la prevenzione della zanzara tigre.

Si tratta solo di un’impressione o le cicale quest’anno sono particolarmente fastidiose?
«Possono sembrare particolarmente fastidiose ma non è così: siamo nella norma. La sensazione è collegata alla frequenza del loro frinire, che in Italia si avvicina agli 80 decibel, ma in Australia (le cicale possono essere di varie tipologie) possono raggiungere anche i 100 decibel. Tutto questo rumore non è altro che un dialogo tra il maschio e la femmina, al fine di completare il ciclo di riproduzione. Il maschio emette un suono più forte al quale la femmina risponde in maniera più debole. Le cicale sono animali solitari, dunque è necessario che si richiamino per l’accoppiamento».

Per produrre un suono così forte non saranno certo degli insetti dalle dimensioni minuscole… 
«In effetti la cicala misura intorno ai 4/5 centimetri. Sono animali particolari che possono vivere anche 15 anni nella loro fase larvale sotto terra, poi il caldo stimola il passaggio alla fase adulta che li porta ad uscire in superficie durante l’estate. In seguito  effettuano la muta e infine completano il ciclo di riproduzione. Vivono sugli alberi quali il pino o l’ulivo. Nella nostra città si possono trovare gli esoscheletri, ovvero la pelle mutata e abbandonata, sui tigli dei viali».

Sono dannose per gli alberi che le ospitano, dunque necessitano un controllo?
«Non si tratta di elementi dannosi in quanto non trasmettono virus né alle piante, né all’uomo. Inoltre non danneggiano gli alberi sui quali vivono, ma li sfruttano per trarne nutrimento, attraverso la loro proboscide. Le cicale poi sono utili al resto dell’ecosistema perché allo stadio larvale sono il sostentamento delle talpe, mentre in quello adulto vengono predate in particolare dagli uccelli».

Qualcuno potrebbe chiedersi se esiste un modo per spostarle fuori dal centro abitato per ridurre un po’ il loro rumoroso canto
«Ci vorrebbe il pifferaio magico per mettere in atto un piano simile. Questi insetti non vivono in colonie e a differenza di mosche e zanzare, che posso attirare e catturare rispettivamente con anidride carbonica e sostanze zuccherine ad esempio, le cicale non vengono attratte da nessun odore in particolare. Inoltre non essendo animali dannosi  non c’è motivo di spostarle. Noi dobbiamo lavorare perché l’equilibrio naturale venga mantenuto». (se.zu.)

Nelle foto gli esoscheletri di cicala che affollano i tigli imolesi

Quest’estate le cicale son troppo rumorose? Secondo l’esperto dell'Ausl è tutto nella norma
Cronaca 31 Luglio 2018

A trent'anni dalla scomparsa di «Checco» Costa consegnato il Grifo Città di Imola ai figli Carlo e Claudio

E” stato consegnato ieri, lunedì 30 luglio, ai figli di Francesco «Checco» Costa», Claudio e Carlo, il Grifo Città di Imola. Per il trentennale della sua scomparsa, quindi, la sindaca Manuela Sangiorgi ha voluto ricordare il grande organizzatore imolese con una cerimonia svoltasi nella sala del Consiglio comunale e per omaggiare colui a cui si devono l’esistenza dell’autodromo e le più belle corse di motociclismo (cross e velocità) organizzate a Imola fra il 1948 e il 1988. «Sono trascorsi già 30 anni dalla prematura scomparsa di Francesco Costa – ha commentato il primo cittadino -. Eppure, un tempo così lungo non ha minimamente ridimensionato il genuino tributo di affetto che Imola e gli imolesi hanno sempre riservato alla figura di Checco».

Erano presenti anche Maurizio Lelli, assessore allo Sport e ai Grandi eventi, e Ina Dhimgjini assessore alla Sanità e al Welfare, oltre a Roberto Marazzi, direttore dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, politici e molte personalità e autorità cittadine.

r.s.

Nella foto (Isolapress): da sinistra Carlo Costa, la sindaca Manuela Sangiorgi e Claudio Costa

A trent'anni dalla scomparsa di «Checco» Costa consegnato il Grifo Città di Imola ai figli Carlo e Claudio
Cronaca 31 Luglio 2018

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario

Sono 12 ragazze e ragazzi del territorio imolese e da qualche giorno si trovano ad Afragola, in provincia di Napoli, per partecipare al progetto “E!state liberi” 2018 – campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie. I nomi dei ragazzi, accompagnati da Simone Errani, sono Federica Bianconi, Andrea Calderara, Arianna Calderara, Angelica Casella, Francesca Pia Cristofano, Eleonora Fino, Joele Edrei Garcia, Chiara Marabini, Andrea Monterisi, Arianna Nannetti, Cecilia Pasquariello e Giada Sechi.

Alla loro partenza, avvenuta giovedì 26 luglio dalla stazione ferroviaria di Imola, c”era anche l’assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta.

Promosso dal Nuovo Circondario Imolese e dai 10 Comuni che ne fanno parte, il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 14/2008 e si avvale della collaborazione dell”associazione Libera, presidio del Circondario Imolese. 

L”esperienza di impegno e formazione, rivolta a ragazzi e ragazze dai 16 ai 28 anni, residenti nei dieci Comuni del Circondario imolese, quest’anno si svolgerà in due periodi e destinazioni diverse: fino al primo agosto 2018 appunto ad Afragola e dal 27 agosto al 2 settembre 2018 a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Tre i momenti di attività che i ragazzi (alloggiati in tenda nella corte interna del bene confiscato) vivono al campo: il lavoro, lo studio delle tematiche della lotta alle mafie e l’incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L”obiettivo fondamentale dell”esperienza è formare e consolidare la cultura alla legalità, contro la cultura della violenza e del ricatto. I volontari, in particolare, contribuiscono al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, oltre a ricordare le vittime della criminalità organizzata.

Ad Afragola il lavoro si svolge nella Masseria Ferraioli, il bene confiscato più grande della provincia di Napoli. Il luogo si trova in campagna, ma vicinissimo alla città e consente di praticare attività immersi nella natura, intercalate da visite e iniziative di formazione che permetteranno di incontrare la realtà di Napoli. Le attività manuali saranno sia all’interno del bene confiscato (gestione di orti urbani, creazione di un percorso di memoria nel bene confiscato…) sia all”esterno (distribuzione ai cittadini del raccolto, passeggiate di quartiere…).

I temi portanti delle attività formative si concentreranno in particolare su questi temi: lotta al caporalato e ruolo del sindacato, inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, contrasto alla violenza sulle donne, difesa dell’ambiente, promozione e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche.

Nella foto i ragazzi partecipanti al campo alla partenza per Afragola con l”assessore Claudia Resta

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario
Cronaca 31 Luglio 2018

Il Bar Aurora di Sassoleone ha festeggiato 70 anni di attività

A Sassoleone è ormai il bar storico, uno dei pochi punti di riferimento rimasti per i circa 400 residenti (ma quelli effettivi sono anche meno) della frazione di Casalfiumanese. Proprio in questi giorni il Bar Aurora, in via Sillaro37, ha compiuto 70 anni, che sono stati festeggiati con una iniziativa venerdì 27 luglio.

Un traguardo di tutto rispetto per qualsiasi attività commerciale, ma ancor più significativo se si considera il luogo incui il bar si trova e il progressivo spopolamento avvenuto nel tempo.

«L’attività è stata avviata il 25 luglio1948 da mia nonna paterna, Giuditta Vicchi – ci racconta l’attuale titolare, Raffaella Bianconcini -. Abbiamo scoperto da poco la data esatta, cercando fra documenti legati all’attività. All’inizio era solo un bar tabaccheria e la sede, in origine, era dove oggi abbiamo il ristorante. Nel 1956 è subentrato mio babbo, Giorgio Bianconcini, che ha ampliato l’attività, affiancato da mia mamma Maria Pia Bocci. Quando mi sono inserita io, 23 anni fa, il bar è stato spostato di pochi metri per far posto al ristorante. Sto io in cucina e da quest’anno mi affianca mio figlio Gil Beltrandi, che ha studiato all’Istituto alberghiero».

Un’attività a conduzione familiare, quindi, ora arrivata alla quarta generazione. La speranza di Raffaella, infatti, è che i figli, Gil, Asyae Joel in futuro proseguano. Ma si rende conto anche delle difficoltà. «Rispetto a una volta, adesso qui c’è davvero poca gente, a parte qualche ciclista di passaggio o qualcuno che arriva dal vicino Villaggio della salute. E’ abbastanza difficoltoso – ammette -, ma noi abbiamo la passione, siamo qui da talmente tanti anni che siamo innamorati della nostra attività. Io ci sono praticamente nata e ormai sono una “donna da bar” – scherza-, mio padre ci ha sempre tenuto tanto a questo lavoro, e, dopo tutti questi anni, ci è sembrato giusto fare festa». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto la titolare del Bar Aurora Raffaella Bianconcini con i tre figli

Il Bar Aurora di Sassoleone ha festeggiato 70 anni di attività
Cronaca 31 Luglio 2018

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola

I meteorologi sono d”accordo: siamo entrati nel periodo più caldo dell”estate 2018. In questi giorni il disagio bioclimatico – così viene definito sul sito di Arpae Emilia Romagna il rischio calore – si fa sentire, in particolare nelle zone di pianura o collinari.

Urge dunque mettere in atto rimedi per difendersi dalla calura e anche a tavola si può fare molto contro il pericolo più serio della stagione, rappresentato dalla disidratazione. Dunque ricordiamoci di bere molto e, nella scelta dei cibi, optiamo per alimenti ricchi di acqua.

Attenzione però: beviamo anche quando non sentiamo lo stimolo della sete e accertiamoci che anche bambini e anziani assumano molti liquidi. Proprio quando si supera una certa età, infatti, quel segnale d”allarme che è la sete non sempre funziona come dovrebbe.

Ecco allora alcuni consigli sempre validi per ridurre i rischi dovuti alle ondate di calore pubblicati anche sul sito dell”Ausl di Imola:

– Bere molto e spesso acqua (a temperatura ambiente o fresca) almeno 2 litri (8 grandi bicchieri) al giorno. Anche quando non si ha sete, evitando bibite gassate, zuccherate e ghiacciate.
– Evitare gli alcolici e limitare the, caffè e altre bevande che contengono caffeina: agiscono come diuretici e favoriscono la disidratazione.
– Mangiare molta frutta e verdura, preferibilmente cruda e di stagione, anche frullata o centrifugata. Questi cibi sono una fonte di vitamine e sali minerali, oltre che di acqua.
– Vietati i cibi pesanti: fritti, umidi ed intingoli. Pesce e carni bianche vanno preferite a formaggi, insaccati e carni rosse.
– Sì a pasta, riso e patate, ma in modica quantità e con condimenti leggeri. Bene latte, yogurt e gelati o sorbetti alla frutta.
– L’uso di integratori alimentari va limitato e non deve sostituire i pasti normali, che devono essere frequenti (5 al giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) e leggeri.
– Attenzione alla corretta conservazione degli alimenti. Per evitare intossicazioni, più facili con il caldo, gli alimenti devono essere sempre ben cotti, conservati in frigorifero e consumati in giornata.

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola
Cronaca 30 Luglio 2018

Truffa dello specchietto, a Castel San Pietro la vittima non ci casca e chiama i carabinieri. Denunciato un ventenne

Questa volta è finita male ad un 20enne siciliano che ha cercato di truffare una 65enne con la classica storia dello specchietto retrovisore rotto. E” accaduto qualche giorno fa, la donna si è recata presso la stazione castellana dei carabinieri per raccontare quanto le era accaduto nei pressi del parcheggio dell’ospedale castellano. In pratica, ha riferito ai militari di aver sentito un tonfo metallico sullo sportello della propria auto e subito dopo un giovane alla guida di una Ford Fiesta le aveva detto: “Non vedi cosa mi hai fatto signora? Mi hai danneggiato lo specchietto dell’auto”. Il ragazzo pretendeva di essere risarcito per il danno subito con 170 euro in contanti, per “evitare di mettere in mezzo le compagnie assicurative”.

La donna, però, che aveva letto di questi tentativi truffaldini sui giornali locali, non si è persa d”animo, ha detto che avrebbe chiamato il 112 e nel frattempo si è scritta il numero di targa dell’auto del giovane. A quel punto il “danneggiato” è risalito velocemente in macchina ed è fuggito.

I carabinieri sono riusciti rapidamente a risalire al 20enne, un romano residente a Noto con precedenti di polizia specifici, e l”hanno denunciato per tentata truffa. 

Foto d”archivio

Truffa dello specchietto, a Castel San Pietro la vittima non ci casca e chiama i carabinieri. Denunciato un ventenne
Cronaca 30 Luglio 2018

Incidente in via Togliatti, ancora grave il motociclista coinvolto

E” ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione in gravi condizioni il motociclista coinvolto in un violento schianto contro un”auto nel pomeriggio di qualche giorno fa, venerdì 27 luglio. L”incidente si è verificato alle 17.20 in via Togliatti, poco prima dell”intersezione con via Piancastelli. Stando a quanto ricostruito dalla polizia municipale, entrambi i veicoli stavano percorrendo via Togliatti in direzione di via Lasie. Un ravennate di 50 anni era alla guida di una Mercedes, mentre in sella ad una Ktm un 27enne imolese. Per cause ancora al vaglio della municipale, la macchina si è spostata sulla sinistra e la moto è finita contro la fiancata sinistra dell”auto. Immediato l”intervento del 118.

Il 27enne è stato prima trasportato all”ospedale di Imola, poi trasferito con l”elisoccorso al Maggiore di Bologna, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata. (gi.gi.)

Foto d”archivio

Incidente in via Togliatti, ancora grave il motociclista coinvolto
Cronaca 30 Luglio 2018

Area Blu, Bertozzi dà le dimissioni e la sindaca Sangiorgi le firma. Ora si cerca un nuovo presidente

Sta cominciando a concretizzarsi il cambio ai vertici delle società partecipate del Comune di Imola annunciato tra i primi atti sui quali si sarebbe impegnata la nuova Amministrazione a guida 5 Stelle. Questa mattina la sindaca Manuela Sangiorgi ha firmato l”atto di accettazione delle dimissioni di Vanni Bertozzi dalla carica di presidente di Area Blu.

Come si ricorderà, sin da pochi giorni dopo il ballottaggio del 24 giugno, Bertozzi aveva consegnato una lettera con la quale rimetteva il proprio mandato nelle mani della sindaca di Imola dato che era stato “designato dal precedente sindaco di Imola”. Tra l’altro, lo stesso Bertozzi ricordava che il suo mandato era in scadenza con l’approvazione del bilancio 2018 e, dato che era andato in pensione nel frattempo, comunque non avrebbe potuto essere rinnovato. Quindi un ricambio era obbligato.  

“Stiamo lavorando ogni giorno in nome di quel cambiamento che trova ampi riscontri nelle nostre linee di mandato e che rappresenta l”elemento essenziale del patto di fiducia sottoscritto con l”elettorato – ha commentato con una nota il vice sindaco e assessore con delega alle società partecipate Patrik Cavina, precisando che – la carica presidenziale di Area Blu troverà una successione attraverso un processo di attenta selezione pubblica nel pieno rispetto della trasparenza che dovrà sempre contraddistinguere la nostra operatività quotidiana”. 

Da notare che, come avvenne a suo tempo per la nomina di Bertozzi, lo statuto prevede che la scelta finale, in realtà, spetti all’assemblea dei soci di Area Blu che “nomina l’amministratore unico o il presidente del consiglio di amministrazione e gli altri amministratori” (Imola oggi ha l’89% delle azioni).

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi firma l”accettazione delle dimissioni (dalla pagina Fb della sindaca)

Area Blu, Bertozzi dà le dimissioni e la sindaca Sangiorgi le firma. Ora si cerca un nuovo presidente
Cronaca 30 Luglio 2018

Cantieri a Imola, chiuso per una settimana il tratto di via Mazzini sotto il voltone del Palazzo comunale

Resterà chiuso per una settimana a Imola il tratto di via Mazzini sotto il voltone del Palazzo comunale. Da mercoledì 1 a mercoledì 8 agosto, infatti, si procederà allo smontaggio delle colonne di acciaio e del piano di lavoro da esse sostenuto, realizzati al servizio del cantiere al fine di garantire il consolidamento statico del voltone stesso.

L”intervento rende necessaria la chiusura per otto giorni, sia alle auto che al passaggio di ciclisti e pedoni, di un tratto di via Mazzini lungo circa 30 metri.

L”operazione di smontaggio non riguarda i ponteggi laterali, che resteranno per il tempo necessario a completare i lavori sulle facciate, ma soltanto i sostegni a terra e il piano di lavoro sotto il voltone. L”intervento rientra nell’ambito dei lavori di consolidamento definitivo delle parti del Palazzo comunale poste sopra i voltoni della via Emilia e di via Mazzini, che procedono come da programma.

Il progetto complessivo porta la firma dello Studio di ingegneria e architettura Tosti e associati e prevede il recupero della staticità degli elementi costruttivi delle due porzioni sopra i voltoni, consentendo alle volte in muratura, dopo la messa in sicurezza avvenuta grazie agli interventi precedenti, di tornare ad avere la geometria originaria, correggendo le deformazioni intervenute nel corso dei secoli. Dal punto di vista tecnico, il risultato si ottiene in parte con interventi che riguardano l’apparato murario di alcune porzioni del palazzo sopra i voltoni, in parte con l’inserimento di elementi metallici all’interno della muratura stessa in queste porzioni.

I lavori, cominciati nella primavera del 2017, richiedono un investimento complessivo di circa un milione e 273 mila euro.

Venendo al dettaglio delle modifiche alla viabilità, ecco cosa succederà dall’1 all’8 agosto:
– i veicoli provenienti dalla via Appia avranno l”obbligo di svolta a sinistra sulla via San Pier Grisologo;
– i veicoli provenienti dalla via Emilia lato est (Faenza) dovranno, all”incrocio con la via Emilia, svoltare a destra su via Appia;
i veicoli provenienti dalla via Emilia lato ovest (Bologna), all”intersezione con la via Emilia dovranno svoltare a sinistra sulla via Appia;
– i veicoli autorizzati al transito sulla corsia preferenziale della via Mazzini in direzione centro, avranno l”obbligo di svolta a destra sulla via Aldrovandi.

Per tutto il periodo il tratto di via Mazzini interessato sarà, lo ricordiamo, chiuso anche a ciclisti e pedoni.

Per quanto riguarda il voltone sopra la via Emilia, se i lavori procederanno come da programma e le condizioni meteo lo consentiranno, la prima settimana di settembre si dovrebbe procedere a smontare anche le colonne in acciaio e l’impalcato in legno di questo lato. Anche questa seconda operazione richiederà la chiusura al traffico veicolare del tratto di via Emilia interessato, anche in questo caso di una trentina di metri, mentre non ci saranno problemi per i pedoni che potranno transitare lungo il portico dell”ex bar Bacchilega.

Per la rimozione della gru e della zona di carico scarico dei mezzi che si trovano sulla via Appia (di fronte all”ingresso dell’ex bar Colonne) di dovrà invece attendere la fine dei lavori, che dovrebbe essere (meteo permettendo) a fine ottobre/inizio novembre.

Un accenno va fatto inoltre agli interventi che si sono aggiunti in corso d’opera. Il primo riguarda i lavori di messa in sicurezza della copertura e del soffitto al di sopra dello scalone monumentale del palazzo comunale, attualmente in corso e in via di completamento; il secondo si riferisce invece al rinvenimento nella volta del portico lungo la via Emilia, all’altezza dell’ex Bar Colonne e del negozio a fianco, di antiche volte non rilevate in precedenza, che renderanno necessario un altro specifico intervento. Prima però di procedere al consolidamento dovranno essere eseguiti gli approfondimenti richiesti dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna.

Questo secondo intervento sarà inserito nel futuro progetto di restauro dell’edificio comunale affacciato su via Appia, il cosiddetto “Palazzo nuovo”. Nel frattempo, l”assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, fa sapere che al fine di «garantire il prima possibile l’apertura del passaggio pedonale lungo il tratto di portico interessato e agevolare così l’attività dei negozi presenti in loco» è stato convocato per i prossimi giorni «un incontro con i progettisti e con Area Blu, al fine di attivare le soluzioni tecniche necessarie a tale scopo».

Quando gli interventi di consolidamento definitivo delle porzioni del Palazzo comunale soprastanti i voltoni della via Emilia e via Mazzini saranno completati, allora si potrà mettere mano ai lavori di restauro dell’edificio comunale affacciato su via Appia, appunto il “Palazzo nuovo”. Entro la fine dell”estate dovrebbe essere approvato il progetto esecutivo e l”affidamento dei lavori è previsto al massimo entro la fine di marzo del 2019. L”investimento preventivato è di circa 3,2 milioni di euro, finanziati per circa il 50% dalla Regione Emilia-Romagna.

Cantieri a Imola, chiuso per una settimana il tratto di via Mazzini sotto il voltone del Palazzo comunale
Cronaca 30 Luglio 2018

Cambio nella Giunta Rambaldi, Francesca Zandi all'Ambiente al posto di Maria Elena Chiocchini

Cambio in corsa per la Giunta del sindaco Onelio Rambaldi. L’assessore Maria Elena Croci Chiocchini ha deciso di lasciare l”impegno per motivi di lavoro, essendosi trasferita in pianta stabile a Roma dove fa l”avvocato. 

L’assessorato all’Ambiente sarà quindi guidato da Francesca Zandi, medicinese, classe 1988, laureata in Ingegnere edile specializzata in sistemi di efficientamento energetico, lavora nel Gruppo Hera, dove si occupa di individuare e valutare nuovi sistemi di risparmio energetico seguendo lo sviluppo dei progetti di Smart City, applicando le conoscenze acquisite al progetto delle Mappe Energetiche tramite analisi e correlazione dei dati di consumo. 

Ha guidato la Comunità Solare di Medicina, carica dalla quale si è dimessa una volta accettato l’incarico propostole dal sindaco Rambaldi. “Ringrazio Maria Elena per l’impegno profuso in questi anni con noi – commenta il sindaco Onelio Rambaldi –, le auguro il meglio per il suo futuro lavorativo e non solo.” La delega alle Pari opportunità passerà all’assessore al Sociale, Dilva Fava.

L”assessora Francesca Zardi con il sindaco Onelio Rambaldi

Cambio nella Giunta Rambaldi, Francesca Zandi all'Ambiente al posto di Maria Elena Chiocchini

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