Cronaca

Cronaca 23 Luglio 2018

Solaris Srl passa a quattro soci, Dozza e Monterenzio si uniscono a Castel San Pietro e Ozzano

Come annunciato da tempo, Solaris Srl passa da due a quattro soci. Dozza e Monterenzio sono entrati ufficialmente nella compagine della società fino a ieri di proprietà solo dei Comuni di Castel San Pietro e Ozzano Emilia. Entrambi i nuovi soci entrano con quote del 4% e passano alla gestione di Solaris la refezione scolastica e gli alloggi Erp, due servizi che sono il core business di Solaris, che per Castello e Ozzano gestisce anche cimiteri e illuminazione pubblica.

Per quanto riguarda le altre quote, ora Ozzano è al 27,60% (prima era al 30%) mentre Castel San Pietro è passato al 64,40% (prima era al 70%), mantenendo comunque saldamente la maggioranza della società nata proprio sul Sillaro come eredità della vecchia Istituzione.

L’operazione di ampliamento della società si è conclusa con l’assemblea straordinaria dei soci tenuta giovedì, in cui è stato modificato lo statuto inserendo l’aumento del capitale sociale e l’ingresso dei due nuovi soci. Gli altri due Comuni avevano già deliberato l’ampliamento nei rispettivi Consigli Comunali. Attualmente il presidente è Giacomo Fantazzini e la direttrice Elisabetta Manca. 

Soddisfatti tutti e quattro i sindaci. Castello e Ozzano che miravano ad un’espansione in grado di portare economie di scala e sviluppo «E’ un irrobustimento della società Solaris, una crescita apprezzata da tutti e non eccessiva, dimensionata alle nostre necessità – ha detto dichiara il sindaco di Castello, Fausto Tinti -. In un’ottica metropolitana, questa operazione lega quattro comuni distribuiti su due unioni diverse, Circondario e Savena-Idice, a dimostrazione della capacità che hanno le amministrazioni intelligenti di fare percorsi virtuosi per dare risposte ai cittadini, al di là di confini amministrativi che potrebbero rappresentare limitazioni».«Dimostra la solidità della nostra società, sono convinto che la sinergia darà risultati a tutti» ha aggiunto il sindaco di Ozzano, Luca Lelli.

Per i due nuovi soci, il sindaco di Monterenzio Pier Dante Spadoni ha sottolineato  «L’auspicio che l’esperienza messa in campo dalla società su refezione scolastica e alloggi Erp vada nella direzione di rendere migliori i servizi per i cittadini». Mentre il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, che ha rivisto ha aggiunto deciso «Crediamo in una società che ha condizioni e dimensioni giuste per operare al meglio, erogando servizi essenziali per la cittadinanza e creando un rapporto positivo e prolifico con gli utenti e il Comune. Veniamo dall’esperienza negativa della convenzione con Acer, che ha condizioni opposte sia per dimensioni che per modalità gestionali, e questo fa sì che anche politicamente siamo soddisfatti di questa scelta strategica per il nostro territorio». I due Comuni vengono da esperienze diverse sul fronte case popolari, Monterenzio cercava una soluzione più grande dopo quella non soddisfacente di una propria in house, al contrario Dozza non si è trovata bene con la gestione della ben più grande Acer e in primavera ha dato disdetta, effettiva dal prossimo 1 agosto. (l.a.)

Nella foto Luca Lelli, Luca Albertazzi, Piar Dante Spadoni e Fausto Tinti

Solaris Srl passa a quattro soci, Dozza e Monterenzio si uniscono a Castel San Pietro e Ozzano
Cronaca 23 Luglio 2018

Telefonia: entro dicembre gli operatori dovranno rimborsare gli utenti, ma per il reclamo c'è la piattaforma web

Una buona e una cattiva notizia per i consumatori in tema di telefonia. La prima riguarda la fatturazione a 28 giorni applicata alla telefonia fissa. Nei giorni scorsi l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stabilito che entro il 31 dicembre di quest’anno gli operatori telefonici Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente «erosi» agli utenti, a seguito del passaggio della fatturazione da mensile a 28 giorni.

Dell’argomento ci eravamo occupati anche sul sabato sera del 15 febbraio scorso. La decisione unilaterale degli operatori telefonici era stata riconosciuta illegittima dall’Agcom, che per questo motivo ha più volte diffidato e sanzionato gli stessi.

Dopo aver ascoltato gli operatori e le associazioni dei consumatori, l’Autorità ha dunque disposto la restituzione del maltolto. «Il calcolo dei giorni di servizio che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti – scrive l’Agcom – dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile. Entro il 31 dicembre 2018, quindi, gli operatori dovranno adempiere alle diffide dell’Autorità attraverso la posticipazione della data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi, eventualmente spalmati su più fatture».

E ora la cattiva notizia. Dal 23 luglio tutte le contestazioni in materia di telefonia (ma anche internet e pay tv) dovranno avvenire attraverso la piattaforma online ConciliaWeb. La riforma, voluta dall’Agcom con l’intento di semplificare e rendere più efficienti le procedure, esclude però d’ora in poi la possibilità per gli utenti di rivolgersi alle associazioni dei consumatori, come avveniva oggi nella maggior parte dei casi. La replica delle dirette interessate non si è fatta attendere. «Dall’illustrazione delle funzionalità del nuovo portale – scrivono in un comunicato congiunto Federconsumatori, Confconsumatori, Adiconsum, Adoc, Lega Consumatori, Udicon e Unione Nazionale Consumatori – appare chiaro e inequivocabile che, a partire dal 23 luglio, i cittadini non potranno più farsi assistere dalle associazioni dei consumatori, in quanto ConciliaWeb non ne prevede la possibilità. Di fatto Agcom in questo modo vieta al cittadino di farsi assistere nella propria vertenza da parte di chi ha le competenze per affrontare al meglio la conciliazione con una controparte che è infinitamente più forte e si avvale di legali per difendersi». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 luglio

La foto è tratta dal sito «Federconsumatori Bologna»

Telefonia: entro dicembre gli operatori dovranno rimborsare gli utenti, ma per il reclamo c'è la piattaforma web
Cronaca 22 Luglio 2018

Coppia con precedenti occupa un alloggio Erp, interviene la municipale. La Prefettura ordina l'espulsione

Alla polizia municipale era giunta la segnalazione che in via Cenni 10 a Imola, un condominio che ospita vari appartamenti di Edilizia residenziale pubblica (Erp), un alloggio sfitto in attesa di nuova assegnazione era invece occupato.

Gli agenti della municipale si sono recati sul posto insieme ai tecnici di Acer, la società regionale che gestisce gli alloggi di proprietà pubblica anche per il Comune di Imola e vi hanno trovato un uomo di nazionalità albanese di 28 anni e una donna di nazionalità cubana di 19 anni. I due si erano introdotti forzando la porta di ingresso e vi avevano portato alcuni effetti personali, di fatto occupando l’alloggio. Gli agenti hanno quindi provveduto allo sgombero. La notizia arriva dal Comune con una nota. «Le due persone sono state denunciate per occupazione abusiva di edifici pubblici» si precisa.  

L’uomo, in possesso di un passaporto, e la donna, sprovvista di documenti di identità, sono stati accompagnati al Commissariato per le pratiche di identificazione. I due, di fatto senza fissa dimora e con precedenti penali, si trovavano irregolarmente sul territorio italiano. Nel confronti della donna, tra l’altro, era già stato emesso il 24 ottobre 2017 un provvedimento di espulsione, al quale evidentemente non aveva dato seguito. Nei confronti di entrambi la Prefettura di Bologna ha emesso un nuovo ordine di espulsione.

Il Comune precisa che all’uomo, non essendo possibile rimpatriarlo immediatamente, il Questore ha imposto, nell’attesa, l’obbligo di firma tutti i giorni presso il Commissariato, mentre alla donna è stato intimato nuovamente di lasciare il territorio italiano entro 7 giorni dato che non è stato possibile trattenerla in un Centro di identificazione ed espulsione per mancanza di posti disponibili. (r.c.)

Foto d”archivio

Coppia con precedenti occupa un alloggio Erp, interviene la municipale. La Prefettura ordina l'espulsione
Cronaca 21 Luglio 2018

Denunciati due pirati della strada: uno si è costituito, l'altra è stata tradita dalla targa

Due buone notizie sul fronte degli incidenti e della civiltà al volante: hanno un volto e un nome i due automobilisti che recentemente avevano provocato altrettanti incidenti stradali a Imola allontanandosi subito dopo senza prestare soccorso alle malcapitate vittime.

Ieri pomeriggio un ventitreenne si è presentato nella caserma dei carabinieri accompagnato dal suo avvocato dichiarando di essere l’investitore del ventenne che martedì pomeriggio era stato travolto mentre era in sella ad una bicicletta tra via Marconi e via Scarabelli. Il ventenne era stato soccorso e ricoverato al Maggiore di Bologna. Il colore grigio dell’auto notata dal ciclista corrisponde a quello dell’utilitaria utilizzata dal ventitreenne al momento dei fatti e intestata alla madre. 

I carabinieri stessi, invece, hanno individuato l”autrice di un incidente stradale avvenuto giovedì mattina in via Bel Poggio. In quel caso era rimasta ferita una quarantaquattrenne alla guida di una Volkswagen Polo. L”altra auto era una Renault Modus che i militari hanno scoperto essere quella di una sessantasettenne. Una ricerca facilitata dal fatto che la targa della Renault al momento dell’impatto si era staccata ed era caduta per terra.

Entrambi i pirati della strada sono stati sanzionati ai sensi dell’articolo 189 del Codice della Strada perché hanno omesso di fermarsi e di prestare soccorso. La patente è stata ritirata ad entrambi immediatamente come sanzione accessoria per la fuga. Poi sono stati denunciati e ora rischiano una condanna da 1 a 3 anni di carcere, che per i neopatentati è aggravata, ma sarà il giudice a decidere durante il processo, così come sulla durata della sospensione della patente che potrà andare da 1 a 3 anni. (l.a.)

Foto d”archivio

Denunciati due pirati della strada: uno si è costituito, l'altra è stata tradita dalla targa
Cronaca 21 Luglio 2018

Avvistamenti famosi a Imola, ecco gli ex campioni Montoya e Doohan

Avvistamenti «Ifo», Identified Flying Objects. Al contrario degli «Ufo», questi sono Soggetti Volanti Identificati. Si sono visti in città, nel giro di pochi giorni, gli ex campioni Mick Doohan e Juan Pablo Montoya. Il colombiano, ex campione di F.1 e vincitore (due volte) della 500 Miglia di Indianapolis, si è incontrato con Uberto Selvatico Estense al ristorante Hostaria 900 di viale Dante. L’australiano, 5 volte campione del mondo della 500 sta invece girando un docufilm sulla vita del dottor Claudio Costa.

r.s.

Nella foto: a sinistra Juan Pablo Montoya con Uberto Selvatico Estense, a destra Mick Doohan insieme al dottor Claudio Costa

Avvistamenti famosi a Imola, ecco gli ex campioni Montoya e Doohan
Cronaca 20 Luglio 2018

Ladri in azione a Osteria Grande, rubate undici bici da corsa da Dalfiume Cicli

Razzia di bici ai danni di Dalfiume Cicli, azienda specializzata in realizzazione di telai, riparazione e vendita di via Piemonte a Osteria Grande. E” successo verso le 3 nella notte. I ladri hanno prima forzato le inferriate che proteggono le vetrate, poi, usando un crick, le hanno ridotte in frantumi. Una volta all”interno, si sono impossessati del registratore di cassa e di undici biciclette da corsa. Il colpo, stando ad una prima stima, si aggirerebbe sui 12 mila euro.

Il negozio è collegato ad un allarme che, scattando, ha allertato alcuni residenti nei paraggi che hanno chiamato il 112. Alcuni di loro hanno detto di aver visto cinque persone caricare le due ruote a bordo di un furgone e poi fuggire via. Ora spetterà ai carabinieri cercare di risalire all”identità dei ladri. Per farlo stanno visionando anche le telecamere della videosorveglianza.

Non è la prima volta che Dalfiume Cicli subisce la spiacevole visita dei ladri. Cinque anni fa approfittarono di una notte con un forte temporale per coprire il rumore per forzare l”ingresso e fuggirono con ben tredici bici. (gi.gi.)

Immagine dalla Pagina Facebook di Dalfiume Cicli

Ladri in azione a Osteria Grande, rubate undici bici da corsa da Dalfiume Cicli
Cronaca 20 Luglio 2018

A Toscanella un nuovo tratto di ciclabile lungo la via Emilia e in via Santi grazie al bando per le periferie

Proseguono la realizzazione dei tratti di piste ciclopedonali e gli interventi di riqualificazione grazie ai finanziamenti statali ottenuto all’interno del bando per le periferie che aveva come capofila la Città metropolitana. Nei giorni scorsi sono cominciati ben due cantieri che interessano la frazione di Toscanella di Dozza. Per prima cosa c’è il prolungamento della ciclabile lungo la via Emilia fino a raggiungere il confine con il territorio di Castel San Pietro. Si tratta di un’opera strategica: in prospettiva, quando saranno realizzati i pochi tratti ancora mancanti, l’idea è raggiungere in sicurezza pedalando Bologna dall’imolese.

Il tratto in questione partirà da dove si arresta ora su via IV Novembre e proseguirà utilizzando la sede stradale di via 2 Giugno parallela alla via Emilia, poi della fonderia si proseguirà con la sistemazione dell’uscita sulla via Emilia e la tombatura del fosso fino a via del Confine. Qui sarà realizzato un attraversamento stradale in corrispondenza dell’inizio del tratto castellano della ciclabile, dove nei prossimi mesi la pista proseguirà con il cantiere che spetta al Comune di Castel San Pietro. L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le famose risorse statali e 52 mila dal Comune.

Il secondo cantiere riguarda la zona di via Santi e piazza Giovanni XXIII, sempre a Toscanella. Le opere previste riguardano la razionalizzazione dei parcheggi e, come detto, un nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la pista già esistente lungo la via Emilia nonché l’illuminazione di quest’ultima nel tratto già esistente verso Imola. In questo caso, a realizzare l’opera, del costo di 210 mila euro interamente finanziato dal bando statale per le periferie, è la ditta Ingcos Srl di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino.

«I lavori si concluderanno entro la fine del 2018 – dice il sindaco, Luca Albertazzi -. A questo punto, nei prossimi anni, ci si potrà concentrare sulla realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra Toscanella e Dozza».  

Nella foto: Luca Albertazzi assieme all’assessore Roberto Conti davanti al cartello del cantiere della ciclabile lungo la via Emilia 

A Toscanella un nuovo tratto di ciclabile lungo la via Emilia e in via Santi grazie al bando per le periferie
Cronaca 19 Luglio 2018

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»

Ina Dhimgjini, la nuova assessora alle Politiche sociali e sanitarie, abitative e volontariato, senza dimenticare le novità di famiglia e disabilità, viene da Livorno. Negli ultimi quattro anni ha fatto l’assessore per il sindaco Nogarin (M5S). Le toccano materie «pesanti» come la sanità.

Autonomia dell’Azienda usl, efficienza, integrazione, depotenziamento, reti cliniche. Parole diventate slogan. Durante la presentazione della Giunta la sindaca Sangiorgi sembra aver virato più sull’efficienza rispetto al mantenere la «partita Iva dell’Ausl». L’autonomia va difesa a spada tratta oppure no?
«Può aver fatto scalpore ma la sindaca ha detto qualcosa che è un dato di fatto, ora che stiamo andando verso accorpamenti di Aziende sanitarie le logiche dipendono molto dalla Regione. Ma siamo d’accordo che occorre articolare quei servizi che sono di prossimità al cittadino e su questi si chiede e si esige autonomia, ad esempio il percorso delle liste d’attesa è sovraordinato da un investimento anche di risorse umane che fa l’Ausl ma sindaco e territorio quando ravvisano tempi lunghi possono rappresentare un impulso molto importante di segnalazione e concertazione su percorsi più virtuosi, che può essere condiviso con protocolli o convenzioni. La stessa cosa vale per le disabilità o la non autosufficienza».

Autonomia dell’Ausl significa chiedere per il nostro territorio a prescindere da chi sarà il vertice regionale in futuro?
«Sì, e con l’efficienza di pari passo».

Martedì 17 luglio è stato presentato ufficialmente il documento sulla riorganizzazione e integrazione sanitaria metropolitana. Possiamo essere ottimistisu quello che ci aspetta per l’ospedale di Imola?
«L’attenzione va sempre tenuta alta ma ci possono essere dei presupposti sui quali lavorare. Comunque non facciamo le scelte da soli, ci vuole la condivisione con i professionisti e l’osservatorio della cittadinanza. Ne discuteremo all’interno delle commissioni e faremo dibattiti pubblici per capire se va bene o va integrato». (l.a.) 

L’intervista alla nuova assessora venuta da Livorno con domande anche sui temi del welfare e delle politiche per la case sul “sabato sera” in edicola dal 19 luglio

Nella foto Ina Dhingjini

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»
Cronaca 19 Luglio 2018

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»

Tocca a Giuliano Barigazzi, presidente della Conferenza territoriale metropolitana e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, togliere ogni dubbio agli imolesi su cosa li aspetta dalla «sanità del futuro» alla bolognese. 

Nelle quattro ipotesi di scenario presentate, riusciamo davvero a salvare l’autonomia dell’Ausl di Imola, in particolare se si procedesse con la nuova Azienda ospedaliero universitaria e la nuova Azienda sanitario-universitaria?
«Non è necessaria la fusione per nessuna delle ipotesi messe in campo. Le due a cui si riferisce sono sulle alte specialità e non comportano che si debba fondere l’Ausl di Bologna con Imola. Molti degli strumenti organizzativi, dai distretti con i Dipartimenti di continuità, se vuole, l’Azienda di Imola li può realizzare senza alcun bisogno di fusioni. Vista anche la richiesta del territorio di mantenere una propria autonomia, mi pare che il documento vada in quella direzione».

In effetti da tempo Imola chiede il rispetto dell”autonomia della propria Azienda sanitaria come garanzia per i servizi del territorio. Un impegno sul quale già l”ex sindaco Manca, oggi senatore, si è speso non poco. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” del 19 luglio.

Nella foto l’assessore Giuliano Barigazzi

Sanità, «Nessuna ipotesi prevede la fusione dell’Ausl di Imola con Bologna»
Cronaca 19 Luglio 2018

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini

Dipartimenti di continuità per raccordare ospedale e territorio e rispondere più efficacemente alle esigenze di prossimità e continuità assistenziale dei cittadini. Dipartimenti interaziendali di ambito metropolitano per servizi trasversali come l’Emergenza-urgenza o per aggregare strutture specialistiche. Più quattro scenari che corrispondono ad altrettante ipotesi di cambiamento. Il primo prevede Accordi di programma per esercitare funzioni di programmazione e di alta gestione attraverso un organo di governo comune nel quale siederanno i direttori generali delle Aziende metropolitane. Il secondo, un soggetto giuridico autonomo di tipo Consortile al quale le Aziende rimettono le risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni e delle attività di interesse comune. Il terzo, la creazione di una nuova Azienda ospedaliero-universitaria, centro per il trattamento di patologie complesse a vocazione chirurgico-interventistica e polo di riferimento nazionale per la ricerca e la didattica nella quale far confluire le alte specialità del Sant’Orsola e dell’Azienda usl di Bologna. Il quarto, un’Azienda di nuovo tipo sanitario-universitaria per la piena integrazione di assistenza, didattica e ricerca nei livelli territoriali ed ospedaliero distrettuale di riferimento.

Questo in estrema sintesi il contenuto del famoso e atteso documento sulla riorganizzazione e integrazione della sanità metropolitana. Un centinaio di pagine e dieci allegati, frutto di un anno di lavoro del Nucleo tecnico incaricato. Il documento è stato già acquisito Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana (Ctss), presente il Comune di Imola e presentato pubblicamente martedì 17 in una conferenza stampa da Giuliano Barigazzi, presidente della Ctss e assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna, e Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione. Presenti i direttori generali delle Aziende sanitarie, Andrea Rossi per Imola.

Difficile capire quale soluzione sia la migliore per Imola. Il documento rappresenta solo delle ipotesi e neppure tropo dettagliate. Per decidere quale direzione prendere è previsto un percorso di partecipazione aperto a cittadini e addetti ai lavori: è stato attivato uno spazio online dove scaricare i materiali e far pervenire proposte sul sito partecipa.comune.bologna.it. Inoltre il documento è disponibile anche su www.ctss.bo.it e sui siti delle Aziende sanitarie come www.ausl.imola.bo.it.

A settembre saranno poi organizzati degli incontri pubblici gestiti dalla Ctss metropolitana con la Fondazione Innovazione Urbana di Bologna. Questa fase si concluderà in ottobre. Il fattore tempo non è irrilevante dato che tutte o quasi le proposte del documento hanno bisogno di modificare le normative regionali vigenti e nel 2019 l’Emilia Romagna andrà alle elezioni per il rinnovo di presidente e Assemblea. (l.a.)

Nella foto 

Sanità, quattro scenari per la riorganizzazione di Ausl e ospedali, la parola passa ai cittadini

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