La
Cronaca
28 Gennaio 2026

La sindaca Marchetti: “Sollevati per Castello ma il dimensionamento scolastico rimane ingiusto”. Il commento dei sindacati

La sindaca di Castel San Pietro Francesca Marchetti prende atto della buona notizia ma non cambia parere: “Confermiamo la contrarietà rispetto all’impianto complessivo del piano di dimensionamento”. Nella delibera di riorganizzazione del commissario Bruno Di Palma non è previsto il temuto accorpamento delle scuole castellane, Istituto comprensivo e Direzione didattica. “Siamo ovviamente sollevati – continua la sindaca – perché abbiamo sempre sottolineato il valore delle autonomie scolastiche esistenti, delle specificità del nostro territorio. Questa decisione permetterà a Castel San Pietro di continuare a lavorare per migliorare ulteriormente la qualità dell’offerta formativa rivolta a ragazze e ragazzi. Non posso però esimermi dal dire che questo dimensionamento lo stanno pagando altri territori della nostra città metropolita e della nostra regione che dovranno gestire grandi difficoltà” aggiunge. “Questa sensazione di essere stati graziati rispetto ad altri lascia profondamente amareggiati – conclude -. Perché se un’imposizione è ingiusta non diventa meno dolorosa se non ci tocca personalmente”.

Stessi toni anche dai sindacati, che la scorsa settimana hanno orgnaizzato anche una manifestazione a Bologna contro il piano di dimensionamento scolastico imposto all’Emilia-Romagna. “Siamo ovviamente soddisfatti – il commento di Davide Baroncini, segretario Flc Cgil Imola alla buona notizia su Castello -, ma non possiamo esimerci dall’esprimere solidarietà agli altri territori colpiti e dal ribadire che questo ridimensionamento rappresenta un colpo micidiale inferto alla scuola pubblica dell’Emilia-Romagna”.

I sindacati regionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, insieme a Rua, Gilda Unams, Snals Confsal e Anief hanno chiesto “la sospensione degli effetti del decreto” commissariale. “La conseguenza immediata è quella di istituzioni scolastiche eccessivamente grandi anche con sedi a scavalco su più comuni, segreterie e servizi amministrativi ulteriormente sotto pressione, riduzione dell’occupazione, e della capacità organizzativa delle comunità educanti che vedranno il coinvolgimento del personale della scuola, di studenti, famiglie e comuni, con criticità territoriali. Inaccettabile poi è il taglio previsto per il personale Ata che porterà conseguenze alla sicurezza all’interno degli istituti”. I tagli hanno rigaurdato gli istituti del primo ciclo (infanzia, primaria e scuola media) con aggregazioni e accorpamenti che hanno generato istituzioni scolastiche “monstre” che oscillano tra i 1000 e i 1800 alunni. “Una decisione presa senza alcun confronto e senza nessuna chiarezza su criteri e dati utilizzati in un contesto regionale con i numeri in ordine”.

red.cr.

Nella foto la sindaca Francesca Marchetti

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