#ORIZZONTI – Siamo ancora interessati alla democrazia?
Due appuntamenti elettorali sono in vista: il 22 e 23 marzo per il referendum sulla riforma Nordio sulla giustizia; poi, tra fine maggio e inizio giugno (date da stabilire) per le amministrative. Per queste ultime Imola è l’unico Comune del circondario al voto, ma ovviamente è quello decisivo per il territorio. Due elezioni distanti per argomenti, ma vicine per rilevanza politica e per interpretare i prossimi anni.
Il referendum, essendo confermativo di una decisione del Parlamento rispetto a norme costituzionali, sarà valido indipendentemente da quanti si recheranno alle urne, ma sarà importante il dato dell’affluenza per capire quanto i cittadini si stanno allontanando dall’esercizio democratico del voto.
Lo stesso vale per le amministrative: a Imola nel 2020 votò il 66,87% degli aventi diritto, ovvero 36.983 persone. Nel 2018 erano stati 31.560 (al primo turno) pari al 52,61. L’aumento dei votanti, in controtendenza al trend italiano e non solo, fu influenzato dal peso di un voto che voleva riconsegnare il governo di Imola e del territorio ad un candidato del centrosinistra dopo le evidenti insufficienze della Giunta guidata dalla grillina Manuela Sangiorgi, dimessasi dopo meno di due anni per dissidi interni al M5S.
Il numero dei votanti imolesi di quest’anno dirà quanto siamo ancora consapevoli del significato democratico del voto e di quanto questo incida sulle nostre vite. Lo stesso vale, su base nazionale, per un referendum che riguarda le basi della democrazia e la divisione dei poteri ridisegnati da Nordio.
Paolo Bernardi
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