#GeografiaDelleRelazioni
Cronaca
24 Marzo 2026

#GeografiaDelleRelazioni – Sorridere a chi incontriamo per strada: un’idea rivoluzionaria in tempi di guerra

Quello che sta accadendo a livello mondiale in questi giorni non fa altro che sottolineare, nel bene e nel male, l’importanza delle relazioni e ci rammenta, nel caso ce lo fossimo dimenticati o non ci avessimo riflettuto, quanto siamo strettamente interconnessi con ogni essere umano su questo piccolo e rissoso pianeta. Oggi avrei voluto raccontarvi del perché, secondo la mia esperienza, non possiamo vivere come creature solitarie, dell’importanza che riveste l’altro nel mostrarci qualcosa di noi da una prospettiva diversa e di quanto questo possa aiutarci a crescere. Poi però i pensieri tornano ai conflitti che ci circondano, alla paura e alla rabbia, all’arroganza e alla debolezza, e diventa difficile mantenere il timone sulla via dell’ottimismo e della speranza.

Adesso gli occhi sono puntati sul teatro dell’ultima – in ordine di tempo – guerra, ed è facile dimenticare che i conflitti non nascono dal nulla e soprattutto non si esauriscono con la firma di un cessate il fuoco. La geopolitica ci insegna che il mondo è un sistema di relazioni interdipendenti e quando gli equilibri si rompono per comprenderli è necessario che lo sguardo vada oltre il fatto singolo.

Proprio alla luce di questa interdipendenza, non possiamo fingere che, anche in contesti più locali o domestici, le nostre azioni non abbiano rilevanza per chi ci circonda.

Mi viene in mente un esempio, in apparenza banale, che ha sorpreso me per prima per la sua rivoluzionaria semplicità. Vado spesso a camminare o a correre e, quando incrocio altre persone, ho notato che ciascuno è concentrato su se stesso (me compresa) e sembra quasi evitare scientemente l’altro. Così ho iniziato a salutare: podisti, ciclisti o semplici pedoni. La perplessità sui loro volti durava una frazione di secondo, poi quasi tutti hanno ricambiato il saluto, spesso con un sorriso. Pensate sia una sciocchezza, in mezzo ai drammi quotidiani che ci circondano? Ebbene, non lo è. Un gesto tanto semplice lascia addosso un senso di appartenenza che è alla base di una comunità sana, fatta di singoli individui che scelgono l’armonia invece del conflitto.

Sabrina Grementieri

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