#ANGELOCÈ – Pecco, Bez e Diggia, ma la sorpresa (in negativo) è Marc
Una conferma e diverse sorprese dopo i primi tre Gran Premi di MotoGp. Partiamo dalle sorprese e da Pecco Bagnaia. Buono complessivamente l’inizio di campionato, dove però si è riconfermato nel bene e nel male: se parte davanti diventa incisivo e se la gioca fino alla fine, come ad Austin nella Sprint Race, quando ha perso la gara facendosi superare nel finale da Jorge Martin; se invece si trova in bagarre e subisce sorpassi, il suo livello prestazionale crolla, come è capitato domenica finendo decimo con la sua Ducati.
Uno che assomiglia a Bagnaia più di quanto possa sembrare dai risultati è Marco Bezzecchi, benché sorretto da un’Aprilia supersonica sia il protagonista di questo inizio coi tre Gp vinti (è al comando della classifica), nonché la conferma se ci aggiungiamo gli ultimi due dell’anno scorso. Ma se guardiamo le sue Sprint (due cadute Thailandia e Usa e un quarto posto in Brasile) notiamo che pure lui vola solo se parte davanti, se no si incarta. In tema di sorprese c’è sicuramente Martin. È lui, attualmente secondo nella classifica, la rivelazione della stagione, se rapportata col suo disastroso e doloroso 2025. Nessuno poteva aspettarsi che fosse così competitivo su un’Aprilia sviluppata da Bezzecchi.
Altra sorpresa positiva è Fabio Di Giannatonio, quest’anno molto più concreto nelle qualifiche, come hanno dimostrato le ultime due pole position consecutive, e solido nel gestire la gara, col terzo posto a Goiania e il quarto ad Austin, ovviamente tralasciando la sfortunata Sprint dove è stato steso dalla scivolata di Marc Marquez, unica vera sorpresa negativa e fin qui irriconoscibile. E non solo per le sue condizioni fisiche non ottimali. Marc dice di aver imparato con l’esperienza a gestire le situazioni di difficoltà, ma poi quando abbassa la visiera si fa prendere dalla frenesia di sorpassare e torna a commettere errori da principiante.
Angelo Dal Pozzo
Nella foto Fabio Di Giannatonio
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